E I GRANDI HEDGE FUND VANNO ALL' ATTACCO DELL' EURO

DI FEDERICO RAMPINI
repubblica.it

L´offensiva concertata decisa in una cena a Manhattan. Mossi dalla crisi di Atene, gli speculatori scommettono sulla parità con il dollaro

I “pesi massimi” della speculazione, i maggiori hedge fund americani, sono impegnati in un massiccio attacco concertato contro l´euro. Mossi dalla convinzione che la crisi della Grecia è solo la punta dell´iceberg, i potenti investitori arrivano a scommettere che l´euro precipiterà fino alla parità col dollaro, cioè un ulteriore ribasso del 26% rispetto al valore attuale. Il volume di capitali investiti su queste puntate “ribassiste” contro la moneta europea ha raggiunto il record storico che fu toccato nel 2008 quando gli stessi hedge fund scommettevano sul crac di Lehman Brothers. Lo rivela il Wall Street Journal, che ricostruisce i retroscena di un´azione comune fra i maggiori gestori di hedge fund, incluso George Soros.

Nella foto: George Soros Un momento-chiave è una cena organizzata l´8 febbraio scorso in una dimora privata di Manhattan da una piccola banca d´affari specializzata, Monness, Crespi, Hardt & Co. Nella stessa settimana della cena, il numero di contratti futures legati alla previsione di un ribasso dell´euro è schizzato al rialzo, fino a 60.000 operazioni. Il Wall Street Journal, che non è solito attribuire “complotti” al mondo della finanza, spiega che non è raro vedere i grandi hedge fund agire di concerto. “Finché non interviene un´inchiesta delle autorità di vigilanza su sospetti di collusione, gli hedge fund possono andare avanti insieme”. Un gestore ha anche accettato di essere citato sullo stesso quotidiano. Si tratta di Hans Hufschmid, che dirige lo hedge fund GlobeOp. L´ondata di sfiducia verso i paesi dell´Eurozona ad alto debito pubblico – i cosiddetti Piigs – secondo Hufschmid “è l´opportunità per dei guadagni elevati”.

Gli hedge fund, che non sono sottoposti alle regole prudenziali delle banche, sono soliti indebitarsi fino a 20 volte il valore del proprio capitale investito. Il livello dell´indebitamento si trasforma – se la puntata è vincente – in una formidabile “leva” che moltiplica il profitto. Per esempio, 5 milioni di capitali propri diventano 100 milioni grazie all´indebitamento: se la parità euro-dollaro scende del 5% l´investimento iniziale viene raddoppiato. In altri termini, il guadagno anziché il 5% è il 100%.

L´azione concertata degli hedge fund nel 2008 contribuì ad amplificare le ondate di panico sui mercati, accelerando il collasso del sistema finanziario. David Einhorn, presidente dello hedge fund Greenlight Capital, guidò l´attacco ribassista contro Lehman Brothers, raccogliendo ingenti profitti dalla bancarotta dell´istituto. Lo stesso Einhorn era presente l´8 febbraio scorso alla “cena delle idee” (così vengono chiamati quegli appuntamenti esclusivi) dove fu discussa la crisi dell´Eurozona.

George Soros, che è a capo di un fondo da 27 miliardi di dollari, vi ha partecipato ugualmente. Soros ha preso posizione anche in modo pubblico: ha avvertito che se i paesi dell´Eurozona non prendono misure immediate per il risanamento delle finanze pubbliche, “l´unione monetaria può andare in frantumi”. Soros deve la sua fama alla formidabile offensiva speculativa che lanciò nel 1992 contro la lira e la sterlina, costringendo Italia e Gran Bretagna a uscire dal Sistema monetario europeo. Naturalmente i paragoni sono impropri. In favore dell´euro gioca il fatto che la liquidità del suo mercato – in media 1.200 miliardi di dollari di scambi ogni giorno – è molto superiore a quelle di lira e sterlina 18 anni fa. Ma nel frattempo anche la speculazione si è fatta più potente, e i mercati finanziari sono più sofisticati di allora. Uno dei maggiori hedge fund, il gruppo Paulson, con altri attori del settore ha investito fino a 32 miliardi di dollari nei credit default swap, contratti assicurativi che puntano sulla bancarotta sovrana della Grecia. Dopo il raddoppio di valore di quei contratti tra dicembre e gennaio, Paulson ed altri hanno liquidato le posizioni e incassato i profitti. Poi sono passati a speculare contro il bersaglio più grosso, cioè l´euro. E non ci sono solo gli hedge fund. Goldman Sachs, Bank of America e Barclays dalla settimana scorsa hanno iniziato a consigliare ai propri clienti di prendere posizione contro l´euro. Si sta diffondendo tra i risparmiatori americani uno strumento semplice e popolare, gli Etf “ultra-corti”, azioni quotate in Borsa che attraverso futures e swap consentono di guadagnare il doppio della percentuale di svalutazione euro-dollaro.

Federico Rampini
Fonte: www.repubblica.it
27.02.2010

19 Commenti
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harth88
harth88
27 Febbraio 2010 4:54

E questa non potrebbe essere l’occasione per l’eurozona di tirarsi fuori da questa melma finanziaria globale e fregarsene di quello che scommettono lorsignori?
Vi chiedo perdono per il mio ingenuo ma inguaribile ottimismo…

amensa
amensa
27 Febbraio 2010 5:10

purtroppo la finanza globale è figlia delle necessità globali. sarebbe possibile se un paese, un’area, un continente, potessero chiudere le frontiere e dichiararsi “fuori”. ma per far ciò dovrebbe essere autosufficiente. no, secondo me le soluzioni, volendo, potrebbero essere un paio almeno. forse ci si dimentica che 48 su 53 stati degli US sono in crisi finanziario/economica pesante. licenziano pubblici dipendenti perchè non possono più pagar loro gli stipendi, oppure fanno conme la california che li paga con delle cambiali. materiale da colpire con i cds, volendo, ce ne sarebbe una montagna, in casa loro. l’altro modo è assecondare l’allarme sui possibili default, lasciare che con i loro fondi e le loro leve finanziarie si imbottiscano di cds, e poi i paesi forti (francia -germania) si mettano a comprare a piene mani i titoli dei paesi più a rischio. manovre simili potrebberoportare alfallimento gli hedge found ch esi sono sbilanciati troppo e soprattutto a breve, togliendoseli così dalle palle una volta per tutte. certo che una manovra del genere richiederebbe che i paesi deboli puntassero seriamente a ripagare almeno in parte i loro debiti. daltronde quello che guadagna (ruba io preferisco dire) la speculazione poi lo paga la popolazione, e,… Leggi tutto »

Kerkyreo
Kerkyreo
27 Febbraio 2010 5:10

In tv o sui giornali non viene mai svelata questa sporca realta’ del mercato finanziario.
E’ come un grande casino’ dove i ricconi giocano pesante con il loro sacchetto pieno di soldini!!!! Si vince e si perde!!!
Ma come ogni gioco d’azzardo che si conosca vince sempre il BARO che attraverso la manipolazione delle carte in gioco riesce a girarle e a sfruttarle a proprio favore.
Il mercato finanziario e’ qualcosa di brutto che in realta’ non e’ minimamente tutelato da nessuna regolamentazione!!!
Perche’? Riflettere…
La voglia spasmodica di accumulare denaro acceca questi balordi che sono senza morale e senza ritegno per nessuno al mondo.
Sono veri e propri demoni!
Ho ventisette anni e sono arrivato da molto tempo a ad una conclusione che tutto voi sicuramente condividete con me!!
Che mondo di merda!!!
Anzi no!! Che mondo fatto di merde!!!

amensa
amensa
27 Febbraio 2010 5:20

d’altronde la mossa USA è fin troppo chiara, tanto è banale.
è stato tentato il giochetto riuscito già diverse volte di far pagare le proprie crisi agli altri, tramite il dollaro.
questa volta , un po per la cina, un po per l’euro, si è andati vicino a demolire il dollaro, chiedendo una moneta mondiale, diversa dal dollaro, ma composta da un paniere.
per il dollaro, perdere lacaratteristica di moneta mondiale per gli interscambi, sarebbe la catastrofe finanziaria per gli US.
allora che hanno fatto ?
la FED ha riempito le banche di liquidità in modo da permettere alla loro finanza speculativa di giocare contro l’euro.
se il gioco riesce, i loro edge found si arricchiranno di un bel po a spese delle popolazioni europee, se non riesce, a saltare per primi saranno i capitali privati degli edge found (dentro i quali ci sono ben rappresentati anche capitali europei).
è chiaro quindi perchè Obama abbia abbandonato la linea dura contro i derivati finanziari.
sta cercando, trami essi, di recuperare un po di ricchezza dal resto del mondo.

castigo
castigo
27 Febbraio 2010 6:05

questa a casa mia si chiama guerra.
e se i cosiddetti leader europei avessero le palle, andrebbero a prendere questi “signori” e li appenderebbero ad un albero.
il problema è che sono collusi con gli speculatori, e fintanto che le loro rendite non vengono toccate se ne fottono altamente di quel che succede ai loro sudditi……

AlbertoConti
AlbertoConti
27 Febbraio 2010 6:09

La vecchia Bretton Woods del 1944 prevedeva la convertibilità del dollaro in oro (35 dollari l’oncia contro gli oltre 1.100 attuali) e rapporti di cambio fissi tra le valute. Semplifico, ma la sostanza del concetto è questa, ovvero una presa per il culo mondiale, ufficialmente sancita come tale nel 1971. Dal dopo-71, ovvero dalla nascita, dopo lunga, lunghissima gestazione, della moneta virtuale, la vera moneta coincidente col patto sociale, è iniziato questo circo della finanza speculativa sfrenata, che ci ha portato nella situazione di merda in cui stiamo annaspando, con la certezza di affogare, non si sa in che modo e chi per primo. E’ un gioco truccato per la conquista della ricchezza e del potere, sulla pelle dei miliardi di coglioni che non capendo stanno al gioco, noi per primi, visto che i più sfigati non hanno alcuna possibilità di aver voce in capitolo. Gli USA (o chi per essi) hanno costruito il loro impero sfornando dollari a volontà, esportandoli, inflazione compresa, in tutto il mondo, assieme alla “democrazia” dei pershing e della CIA. Ho calcolato a spanne che se i 400 milioni di americani se ne fossero stati chiusi in casa negli ultimi 50 anni a guardare la… Leggi tutto »

amensa
amensa
27 Febbraio 2010 6:52

dalla distanza dei miei 65 anni condivido e sottoscrivo ogni tua parola.

maristaurru
maristaurru
27 Febbraio 2010 7:05

a mio modestissimo parere, finalmente il re è nudo. l’euro è nato come un pollo super estrogenizzato, ora sputa l’ acqua .

L’hanno denunciato in tanti sin dall’inizio, ma i soloni comprese le nostre mezze tacche italiche che si ammantano delle penne del pavone e si fanno chiamare “economisti”,mentre sono i primi pollastri agli estrogeni, tecnici si fanno chiamare e insistevano arroganti, sapevano cosa facevano purtroppo e sapevano che piatto ci stavano cucinando, loro hanno preso belle precauzioni che hanno negato a noi ed alle nostre famiglie.. bella gente!

nettuno
nettuno
27 Febbraio 2010 18:06

Federico, non ti preoccupare. Non capisci che lo fanno per il nostro bene… L’euro deve svalutare altrimenti non si esporta .. capito!!..
Hanno paura che la Grecia esca dall’Euro troppo presto, tirandosi dietro la Spagna e il Portogallo e l’Italia . L’euro , con una BCE che esercita il signoraggio è una truffa. Siamo entrati nella unione delle banche private e ci hanno tosati. Non siamo in Europa, siamo in una tonnara . Rampini , chiedi lumi a Marco della Luna o a Nino Galloni .. e poi scrivi sul sito ..

nuspy
nuspy
27 Febbraio 2010 18:15

…guarda che il primo beneficiario della svalutazione dell´Euro é l´Europa stessa e chi ci perde sono USA e Cina.

Con un Euro cosí alto rispetto al dollaro crollano le esportazioni europee che si trovano ad offire prodotti piú costosi e aumentano le importazioni da Cina per il basso costo.
Inoltre gli investitori extraeuropei non entrano nel nostro mercato.
Questo é il problema dell´Euro oggi.

Se svalutano l´Euro invece diventiamo contemporaneamente piú concorrenziali e dimunuisce l´attrazione verso i prodotti cinesi a buon mercato anche per effetto della sopravvalutazione dell´Euro..

Dire che hai una moneta forte non equivale a dire che ce l´hai piú lungo… 😉

castigo
castigo
28 Febbraio 2010 4:19

quando si parla di attacco ad una moneta mi viene in mente quello alla lira portato proprio dal porco ritratto in fotografia.
non direi che ne abbiamo tratto dei vantaggi, all’epoca, e non credo che ne trarremmo vantaggi ora, proprio perché non si tratterebbe di una svalutazione pilotata dalla bce, ma di un crollo del valore della moneta indotto dalla speculazione internazionale.
e quando una moneta crolla, l’industria potrà anche trarne qualche vantaggio (e il costo maggiore delle materie prime non lo consideri???), ma per la popolazione sono cazzi amari.
ora, se a te va bene che quattro maiali decidano che il petrolio (o altre materie prime essenziali) debba costare di più perché ci vogliono speculare, o che decidano di affondare una moneta per i loro loschi scopi, accomodati, ma non venirmi a spacciare la favoletta che è cosa buona e giusta.
per cui, personalmente, se avessi potere di decidere, li andrei a prendere e ne appenderei le carcasse puzzolenti a qualche lampione……

AlbertoConti
AlbertoConti
28 Febbraio 2010 5:18

Col mio piccolo inquadramento “storico” del fenomeno speculativo finanziario d’alto bordo, intendevo evidenziare anche il “rimedio”, che è rimasto però implicito, tra le righe, e non so quanto fruibile. La speculazione sui cambi valutari non potrebbe esistere in un sistema a cambi fissi, stabilito per trattato internazionale, l’unica forma possibile in mancanza di un governo mondiale. E’ stato fatto nel 1944, non vedo perchè non lo si potrebbe rifare oggi. O meglio, vedo benissimo quanto poco valgano le considerazioni miranti al bene comune globale, rispetto non solo alla volontà di privilegio tra stati, ma soprattutto rispetto alla volontà di potere delle elite della finanza, dominatrici anche delle politiche monetarie. Tuttavia gli squilibri provocati da questa latitanza della politica, nel senso più nobile del termine, stanno rapidamente diventando intollerabili dalla coscienza collettiva, oltre che fonte di collasso autoindotto. Le masse sono ancora chiamate alla partecipazione economica attraverso non solo il consumo e la spesa, ma anche al lavoro produttivo come fonte di reddito. L’era della completa automazione è ancora lontana. E allora non c’è motivo vero per non affrontare la questione nella sua essenza, fondata sul principio di pari dignità di tutti gli uomini, nel lavoro come nella ripartizione delle ricchezze,… Leggi tutto »

nuspy
nuspy
28 Febbraio 2010 9:01

Guarda.. il costo alla pompa del carburante non dipende che in minima parte dal costo del petrolio. Tant´é che quano il petrolio era a 150 $ per barile la benzina costava meno di ora che é a meno di 80$. Lí sono solo tasse a farne il prezzo. Analoghi discorsi valgono per le materie prime: costituiscono solo il 10% del costo industriale: il resto sono ammortamenti, manodopera, guadagni, etc etc. Sul prezzo al banco incide ancora meno. quindi anche dovessero raddoppiare i costi delle materie primeuna politica sui prezi responsabile potrebbe far aumentare al massimo del 10%.. o forse diminuire addirittua il costo finale perché producendo di piú le spese di ammortamento si spalmano su una quantitá di prodotto maggiore. Il discorso del vecchio attacco alla Lira é differente perché il debito estero italiano allora era in gran parzte in valuta straniera.. quello europeo rimane in euro. Quindi con una moneta svalutata abbiamo anche meno da restituire. La popolazione perché se la dovrebbe passare peggio? Se comprano prodotti Italiani ed europei i rapporti dovrebbero essere uguali. Se comprano materiale importato cavoli loro. Non dico a nessuno che fare del suo denaro. la paritá col dollaro mi smbra una cosa buona… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
28 Febbraio 2010 11:41

“La voglia spasmodica di accumulare denaro acceca questi balordi che sono senza morale e senza ritegno per nessuno al mondo. “
BALLE!
Soros ha iniziato la sua attività di filantropo sin dagli anni settanta, offrendo fondi per aiutare gli studenti neri dell’Università di Cape Town nel Sudafrica dell’apartheid, e aiutando anche movimenti dissidenti all’interno della “cortina di ferro”.(wiki)
E Warren Buffett? E Bill Gates? Mica fanno i miliardi per nulla: li fanno per poi potere fare donazioni miliardarie, ovvero per alleviare le pene di noi poveri mortali.
Loro ci metto la nerchia, noi il culo: si chiama cooperazione democratica. Senza di loro il buio, ricordatelo o ingrato!

Propongo un Nobel per Pace e Prosperità da dare ai tre. E farli cantare al prossimo Sanremo, assieme ai Savoia e ai classificati Forbes. Un bel gospel, un inno al dio denaro. Non senti il brividino di eccitazione che ti corre lungo la schiena?
Il ricavato andrà in beneficenza, ovviamente…..

castigo
castigo
28 Febbraio 2010 16:43

nuspy: Guarda.. il costo alla pompa del carburante non dipende che in minima parte dal costo del petrolio. Tant´é che quano il petrolio era a 150 $ per barile la benzina costava meno di ora che é a meno di 80$. Lí sono solo tasse a farne il prezzo. se il produttore ha comprato greggio quando i prezzi erano alti, non può vendere benzina in perdita a prezzi ribassati. ovvio però che il prezzo non scenderà comunque, in assenza di un vero controllo sui prezzi e di una sana concorrenza. inoltre lo stato guadagna molto di più in termini di tassazione con un prezzo alla pompa alto, e quindi non ha molto interesse ad effettuare un controllo serio. Analoghi discorsi valgono per le materie prime: costituiscono solo il 10% del costo industriale: forse con la quotazione dell’euro attuale, con una moneta svalutata peserebbe di più. il resto sono ammortamenti, manodopera, guadagni, etc etc. Sul prezzo al banco incide ancora meno. quindi anche dovessero raddoppiare i costi delle materie primeuna politica sui prezi responsabile potrebbe far aumentare al massimo del 10%.. o forse diminuire addirittua il costo finale perché producendo di piú le spese di ammortamento si spalmano su una quantitá… Leggi tutto »

Kerkyreo
Kerkyreo
1 Marzo 2010 3:01

Ma cosa blateri?
Scrivi risposte da 15enne, ma quanti anni hai?
Al posto tuo eviterei di fare copy paste da wikipedia!
Soros & company possono anche fare la bella beneficenza che tu starnazzi tanto , ma non credo proprio che siano delle brave persone.
Ragazzotto ma ti sei mai chiestoo del perche’ il mondo muore di fame?
Eppure c’e’ Soros, Gates e la compagnia del cazzo che fanno beneficenza.
Svegliati!!! Una persona non puo’ avere patrimoni da miliardi di dollari guadagnati in modo onesto!
Poi se tu credi cosi’, bhe buona fortuna!

nuspy
nuspy
1 Marzo 2010 5:15

se il produttore ha comprato greggio quando i prezzi erano alti, non può vendere benzina in perdita a prezzi ribassati. Il costo del carburante viene calcolato sulla media mobile a 120-300 giorni. Negli ultimi 300 giorni il petrolio é relativamente basso come costo rispetto ai suoi massimi. Quindi é evidente che il prezzo alla pompa non ha relazioni importanti col prezzo del greggio. Comunque il petrolio comprato quando era a 150 é stato AMPLIAMENTE giá trasformato e venduto. Ora vendono il petrolio che hanno acquistato quando era a 45$ per barile ad un prezzo superiore di quando era a 150$. ovvio però che il prezzo non scenderà comunque, in assenza di un vero controllo sui prezzi e di una sana concorrenza. inoltre lo stato guadagna molto di più in termini di tassazione con un prezzo alla pompa alto, e quindi non ha molto interesse ad effettuare un controllo serio. Vero ma ininfluente rispetto al tema della svalutazione dell´Euro. forse con la quotazione dell’euro attuale, con una moneta svalutata peserebbe di più. (il rapporto tra costo delle materie prime e il costo totale industriale del bene nda) Infatti ho detto nel paragrafo successivo che se anche raddoppiassero i costi per le… Leggi tutto »

Nellibus1985
Nellibus1985
1 Marzo 2010 6:19

Prendere le distanze dai mostri d’olteoceano è imperativo.

Tonguessy
Tonguessy
1 Marzo 2010 6:49

IIIIHH! Ci sei cascato! Possibile che tu non capisca il sarcasmo? Mamma mia, eppure era così evidente!