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DURISSIMO DOMANI

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Il futuro di medio termine sarà, con ragionevole certezza, durissimo, e per quasi tutti orribile. E’ tempo di iniziare a pensare alla morte in termini positivi e a come vivere al meglio quanto può restare da vivere decentemente.
Le grandi tendenze evolutive globali, ben al di sopra della capacità di intervento della politica, sono ormai complessivamente chiarissime:

Spostamento di crescenti quote di reddito a) dai produttori di ricchezza (economia reale, imprenditori, tecnici, operai, agricoltori) ai finanzieri-banchieri (economia speculativa); b) dagli operatori in regime di libero mercato ai cartelli monopolisti e monopsonisti che condizionano il mercato da sopra di esso; c) dai piccoli operatori (lavoratori, imprese locali) agli operatori globali (multinazionali, grande distribuzione), che impongono il prezzo sia ai fornitori che ai clienti finali; d) in generale, dal complesso della popolazione a una ristretta élite non tassabile (grazie a: regole contabili Iasp, che consentono di non dichiarare gli utili da creazione di liquidità; canali Euroclear, Clearstream, BIS, BCE, Cayman Islands, Panama, per la movimentazione e l’uso degli utili non dichiarati), e sulla quale non si può quindi agire per una redistribuzione del reddito;Rafforzamento globale dei monopoli e dei monopsoni (produzione di moneta e credito, energia, materie prime, tecnologia, informazione);

Progressivo annullamento delle classi medie, anche mediante interventi fiscali degli stati in crisi finanziaria (che colpiscono dove possono, cioè il risparmiatore e il lavoratore che ha patrimonio e reddito ma non è abbastanza grosso e forte da sottrarsi al fisco coi mezzi indicati sopra);

Drastico taglio dei servizi sociali e dei pubblici investimenti;

Proletarizzazione e precarizzazione generalizzata delle categorie lavoratrici anche autonome e imprenditoriali;

Delegittimazione della protesta sociale nella nuova visione tipo Marchionne, in cui tutti siamo imprenditori e capitalisti, avendo ciascuno perlomeno le proprie capacità come capitale, sicché è assurdo (folle, antisociale, illegittimo) pensare la politica in termini di conflitto sociale tra lavoratori e capitalisti, e chi soccombe non soccombe alla prevaricazione ma ha un problema da curare, mentre l’unica policy legittima è quella della concorrenza-collaborazione di ognuno nel libero mercato (che però libero non è, essendo manipolato dall’esterno dai monopoli-monopsoni, che, disponendo anche degli strumenti legislativi e governativi, alterano a loro vantaggio i rapporti valore; quindi quella logica è ingannevole);

Tendenziale riduzione del cittadino a puro price-taker senza capacità di contrattazione sia come consumatore che come lavoratore che come fruitore di pubblici servizi;

Capitalismo assoluto, radicale assimilazione del lavoratore alla macchina, con tendenziale abolizione delle tutele sindacali e riduzione dei redditi dei lavoratori al minimo vitale perché, con la globalizzazione (dell’economia, della finanza, del potere), non vi sono più, a differenza che nella II Rivoluzione Industriale, strutture sovrane di potere politico legate a popoli e territori, che, perlomeno per loro bisogno di mantenere il consenso sociale ed elettorale, possano imporre salari più alti; e anche perché il business a cui fare tale imposizione non è più manufatturiero e territorialmente legato (alla fabbrica, alla miniera), ma è finanziario e globalizzato, extraterritoriale (footloose capital), e detta dall’esterno alla politica e al sindacato le sue condizioni (Fiat-Chrysler), potendo liberamente sia trasferirsi nel mondo, che colpire finanziariamente i governi non compiacenti;

Tendenziale divisione rigida della società in una classe oligarchica ristrettissima (power élite, global class) e in un popolino progressivamente omogeneizzato, con ridotte categorie intermedie ed estesa informatizzazione del sistema d monitoraggio e gestione del corpo sociale (tecnologie di controllo sociale sempre più penetranti e incontrastabili);

Sostanziale chiusura di questa struttura alla mobilità verticale ascendente;

Progressivo indebitamento pubblico e privato delle nazioni; conclamata impossibilità di rimborsare il debito pubblico; privatizzazione-monopolizzazione dei beni pubblici e delle funzioni pubbliche, incluse quelle di polizia e militari (contractors) come condizione per ricevere aiuti finanziari (dal FMI, dalla BM, dalla BCE, etc.); le crisi finanziarie degli stati sono usate, e forse anche indotte, per costringere gli stati a vendere assets strategici (es.: Pireo ceduto dalla Grecia a capitale cinese);

Costruzione, mediante legislazione in deroga, di ordinamenti giuridici polizieschi e autocratici (sospensione di garanzie processuali, diritti civili e politici), sottotraccia e paralleli a quelli costituzionali, democratici, garantisti (Patriot Acts), pronti per l’uso quando scoppieranno proteste popolari;

Stati, parlamenti e governi ridotti a ruolo di uomo di paglia, di esecutore poliziesco, e di insolvenza-impotenza finanziaria, data la mancanza di sovranità economica, che è passata a organismi non solidali al territorio e al popolo, autocratici e non democratici, non responsabili, non trasparenti, quali BIS, BCE, FED, BM, FMI, WTO;

Irresistibile forza monetaria della Cina, che, emettendo moneta senza indebitarsi grazie all’esercizio della sovranità monetaria, sta comperando i principali debiti sovrani, miniere, latifondi, assets pregiati, fonti di materie prime, e che da ciò appare come la nuova piattaforma che rimpiazza gli USA come a strumento per governare il mondo in una delicatissima fase in cui c’è da gestire, oltre all’instabilità finanziaria globale, l’esaurimento di risorse fondamentali e la crisi ecologico-demografica (rispetto agli Americani, i Cinesi hanno assai più disciplina e meno inibizioni ad usare la violenza, soprattutto sui non Cinesi).

Non pochi studiosi di macroeconomia, oramai, ravvisano la radice di questi mali nel fatto che il mondo dipende da un cartello di banchieri monopolisti della produzione di quel bene indispensabile che è la liquidità (credito, valuta), i quali lo producono a costo zero (perché senza copertura in valori reali) e lo prestano a interesse composto al resto della società; l’interesse, crescendo nel tempo, sottrae quote crescenti di reddito al resto della società, trasferendole ai predetti monopolisti e producendo una cronica carenza di liquidità, con conseguente stagnazione o recessione economica e crescente indebitamento pubblico e privato, aumento delle tasse, inevitabili defaults, etc.; nonché necessità di ricorrenti scoppi di bolle finanziarie per distruggere l’eccesso di credito e così ridurre il debito e il peso degli interessi passivi a dimensioni sostenibili (la distruzione del credito in eccesso è organizzata dal sistema bancario in modo che il credito da azzerare venga prima coriandolizzato e cartolarizzato in forme appetibili (alti tassi) e rassicuranti (garanzie collaterali, rassicurazioni bancarie), poi rivenduto a risparmiatori e fondi di investimento e previdenziali, nelle cui tasche viene fatto scoppiare). Se, però, i popoli, attraverso stati democratici e realmente sovrani, potessero esercitare la sovranità monetaria, dotandosi del denaro necessario a realizzare il pieno impiego dei mezzi di produzione, lo sviluppo sarebbe assicurato e la povertà vinta.

Ma questa è una visione parziale e ingenua, che non tiene conto del fatto che la Terra è un sistema con risorse limitate e limitate capacità di assorbire inquinamento, e che già da tempo la specie umana ha superato il limite di sostenibilità dei consumi e delle emissioni, mentre gli umani si riproducono sempre più velocemente; sicché raccontare che lo sviluppo generalizzato (attraverso un’adeguata alimentazione monetaria, o in qualsiasi altro modo) sia la soluzione, o semplicemente che sia desiderabile, e che si dovrebbe aiutare i popoli poveri a svilupparsi a casa loro, è raccontare una favola. Forse la più grossa che sia mai stata sognata. Ma si sa: quanto più grosso è il Male, tanto più grossa e folle ha da essere la Favola.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=509
18.05.2011

Pubblicato da Davide

25 Commenti

  1. Alla fine qualcuno comincia a svegliarsi.

  2. ——-E’ tempo di iniziare a pensare alla morte in termini positivi——

    MARCO DELLA LUNA VAI AVANTI TU.

    NOI MAGARI CI RIFLETTIAMO SOPRA ANCORA UN POCHINO

  3. Ma sì facciamoci sopra ancora un pisolino
    Già prenotate le vacanze per questa estate?

  4. in bara? poco utile, sembra

  5. “Irresistibile forza monetaria della Cina, che, emettendo moneta senza indebitarsi grazie all’esercizio della sovranità monetaria, sta comperando i principali debiti sovrani, miniere, latifondi, assets pregiati, fonti di materie prime, e che da ciò appare come la nuova piattaforma che rimpiazza gli USA come a strumento per governare il mondo ….”

    Domanda: chi è “la Cina” (e per contro chi sono gli USA)? Chi è “lo Stato” cinese e cos’ha di diverso dall’oligarchia USA che manovra i burattini-presidenti?

  6. PURTROPPO LA CINA NON HA ANCORA LA POTENZA MILITARE USA. LA SPERANZA E’ CHE SI CREI UN EQUILIBRIO DI FORZE IN CONTRAPPOSIZIONE TRA LORO. QUESTO CONSENTIRA’ AGLI STATI PIU’ PICCOLI DI NON ESSERE PIU’ AGGREDITI MILITARMENTE COME ACCADE ORA, INFRANGENDO IL DIRITTO INTERNAZIONALE.

  7. C’è una soluzione migliore, anzi l’unica percorribile per salvare il mondo. Se invece si persevera nella logica del “rapporto di forze” = “trappola del privilegio” allora siamo veramente fottuti, la III guerra mondiale non ce la toglie nessuno, e nessuno ci darà una via di scampo per sopravvivere come specie. Restiamo umani vuol dire soprattutto opporsi fino all’ultimo respiro a questa apparente ineluttabilità del destino. E’ chiaro che un pianeta solo non basta per tutti, e che allo stesso tempo (per fortuna, dico io) la tecnologia non ci consente ancora di cercarne altri come soluzione al problema. Quindi o ragioniamo, trovando il modo per stare decentemente nella stessa (piccola) barca, o restiamo nell’infanzia del rapporto di forze e faremo un bel naufragio, questo sì veramente paritetico. E’ una questione d’intelligenza applicata all’adattamento a mutate condizioni ambientali. La prima volta ce l’abbiamo fatta, adesso che lo strumento sviluppato all’uopo (cervello) è ulteriormente maturato vogliamo rinunciare? E’ da coglioni.

  8. Gli USA non possono permettersi una Cina militarmente ,oltre che economicamente, più potente di loro,quindi è meglio essere realisti sulla possibilità che Albert Pike avesse doti di preveggenza (di massoneria) sovrumane. Dopo 2 guerre arriverà la Terza.

  9. Andava tutto bene, finchè Della Luna non è caduto nella “trappola” ecochic, dando la colpa di tutto alla “crisi demografica” (cioè la necessità di ridurre la popolazione mondiale) e alle troppe “emissioni” (di Co2, ovviamente).

    Insomma, alla fine della fiera anche l’autore si è fatto fregare dalle fregnacce globaliste.

  10. Preveggenza??….lascia stare astrattismi,misteri,misticismi,maghi stregoni,dei,fate e miracoli…solo uomini,che muovono altri consapevoli e-o inconsapevoli uomini…NIENTE DI SOVRAUMANO!..piccoli uomini!.. guarda la realtà.

  11. La Cina è una superpotenza, che ha comprato(fino ad oggi) il debito dei paesi occidentali,per mantenerli in piedi,per la Cina noi siamo il consumatore!..
    L’America è un tossicodipendente,in astinenza in tuta mimetica,armato fino ai denti,vittima dei suoi spacciatori che la spingono,a infangarsi (ormai ad autodistruggersi) per loro interessi.

  12. L’ennesimo articolo che tende a deprimere le coscenze, come d’altronde fanno pure tutti gli annunci di prossime fine del mondo.

  13. Piccoli uomini viscidi ed insulsi, è vero, ma che potrebbero saper viaggiare nel tempo (cronovisore di Ernetti ).

  14. 1) Non vado in vacanza da anni. 2) Se anche tu ritieni come Marco della Luna che la morte anticipata sia una soluzione ci sono dei loculi prenotabili a prezzi ancora abbordabili al mio paese

  15. E’ una enunciazione di principio che fa il paio con volemose tutti bene. Purtroppo dobbiamo confrontarci con problemi pratici. Fai degli esempi di riorganizzazione sociale e di revisione di rapporti internazionali che consentono di raggiungere gli obiettivi che ti prefiggi.

  16. Esatto, gli innumerevoli “problemi pratici” sono il terreno della Politica vera. Noi “evoluti” soffriamo di un grave deficit democratico. Così non era poco tempo fa, ai tempi di Berlinguer. All’ONU i paesi poveri sono gli unici che dicono le cose come stanno veramente, guarda caso. La riorganizzazione sociale e la revisione dei rapporti internazionali altro non sono che un rimettere le cose al loro posto, far (ri)funzionare i principi democratici, con metodi ben noti e collaudati. Es. basterebbe isolare i prepotenti, anche fossero le superpotenze che litigano o s’inciuciano tra loro. Purtroppo la Cina si è appiattita sulle logiche imperial-capitalistiche, anche se molte differenze permangono (ad es. la loro conquista del sud del mondo è basata su amichevoli ed equi pagamenti, più che sull’imposizione manu militari del privilegio di parte).
    Tuttavia è solo dal “basso” che la democrazia si può imporre, come è logico e come è sempre stato quelle poche volte che è stato.

  17. Devo dedurre che sei ottimista,per l’immediato futuro globale??
    Come è stato trasformato il pianeta negli ultimi 150anni??
    Come saranno i “forse” prossimi 20??
    Di quali miglioramenti godranno le società,le popolazioni mondiali??
    Se le risposte dovessero essere troppo deprimenti,puoi anche mentire a te stesso,libero di farlo.

  18. “Cronovisore di Ernetti”..non sapevo cosa fosse… ora lo sò..continuo a preferire il mio mantello invisibile!

  19. Sono proprio d’accordo..Trombiamo a più non posso che prima che l’uomo si deflazioni ce ne vuole..e che non mi impongano di non figlificare che non l’accetto. Mia madre insegnante in pensione diceva che gestire una classe di 10 alunni era meglio di una di 20. Che genio mia madre!

  20. https://www.facebook.com/notes/noi-i-giardinieri-di-gaia/risposta-di-pierluigi-paoletti-a-marco-della-luna-vedi-precedente-post/10150192227764421

    Quello di Marco della Luna è il pensiero che ha una visione parziale degli eventi, praticamente si è immedesimato nella “morte del bruco” dimenticandosi che la morte di qualsiasi sistema genera delle nuove forze, nuove forme di aggregazione e soprattutto una nuova visione del mondo.

    Il mondo è un sistema finito, ma che si rigenera periodicamente e noi siamo proprio nel bel mezzo di uno di questi periodi di rigenerazione.

    Sicuramente ci sarà la morte del bruco, ma ben venga perché di questo bruco avido e egoista ne abbiamo abbastanza, toccando ogni giorno con mano i limiti (prevedibilissimi) di questa assurda concezione del mondo e dei rapporti umani. La sua fragorosa morte certo produrrà scompensi, è inevitabile, ma se non rimaniamo attaccati a questo modo di vedere il mondo probabilmente riusciremo a far nascere un nuovo sistema basato questa volta sulla collaborazione reciproca, sulla distribuzione equa delle risorse dove ognuno fa la sua parte e riceve in proporzione, sull’armonia fra natura e esseri umani. Soprattutto riusciremo ad aiutare gli altri ad aprire i propri orizzonti. Siamo un po’ come quell’uccellino che è sempre vissuto nella gabbia che quando vede la porta aperta rimane sulla soglia incerto e impaurito dalla vastità del mondo fuori, un mondo ignoto che non conosce. Dobbiamo aiutare e aiutarci a spiccare il volo in quel mondo e sperimentare il volo libero senza pareti e confini in un nuovo mondo completamente da scoprire.

    Le persone come Marco saranno costrette dalla loro stessa mente a rimanere dentro la gabbia che si disintegra, piangendo perché gli vengono rimossi tutti i vecchi punti di riferimento. Lui lo sa, ho avuto modo di dirglielo in più occasioni, ma i suoi occhiali scuri e neri gli impediscono di vedere gli aspetti positivi di ciò che sta accadendo, dando forza a coloro che vedono nella morte del bruco (2012) la fine del mondo. Io invece faccio parte di chi vede l’inizio del nuovo mondo e gioisco ogni volta che la gabbia perde i suoi pezzi, che i punti del vecchio sistema crollano ad uno ad uno (politica, religione ecc.) e durante il loro crollo fanno emergere il loro vero volto, sino ad oggi mascherato da perbenismo e falsità (pedofilia nella chiesa, sesso, droga e meschinità dei potenti) provando una enorme compassione per questi che passano dall’effimero senso di onnipotenza del loro ego alla disperazione di chi cade nel fango, vedi il dir. gen del FMI.

    Un altro elemento che emerge, sempre per quelli che riescono a vederlo, è che cadendo i punti di riferimento (leader, dogmi, credenze ecc.) si deve far forza solo sulle nostre proprie forze. Questo è un elemento che sarà determinante per non cogliere la nascita della farfalla, se infatti si riuscirà a capire che in noi abbiamo tutto ciò che ci serve allora riusciremo a collaborare costruendo un nuovo modo di relazionarci gli uni con gli altri.

    Oggi non bisogna avere paura, ma essere spettatori attenti di ciò che accade spargendo semi di fiducia coltivando rapporti personali, di collaborazione nella comunità in cui si vive e si lavora. Chi sceglierà la paura sarà costretto a soffrire perché si oppone al cambiamento che non si può fermare….

  21. Si sta giudicando l’articolo non il pianeta. Se accanto ad una considerazione condivisibile ce ne sono tre avulse e strampalate risulta impossibile licenziare parere positivo.

  22. Ma te sei fuori registro, ma dove vivi. Stiamo per incasellarci in una società stile alveare con libertà ed autonomie sempre più ridotte verso il governo unico mondiale dove nascono a frotte individui nei quali l’intelligenza è un optional e tu parli di farfalla, rinascita, nuovo mondo e via dicendo. Ma per piacere !

  23. Già, è come se prendessi nel sedere un treno e qualcuno da dietro mi dice che è normale perchè il mondo sta cambiando..Deve essere uno di quelli usciti dalla filosofia triennale nuovo ordinamento..

  24. Ci si confronta ormai su scala mondiale non regionale o nazionale. Migliorare il grado di democrazia attuale all’interno degli stati europei è ininfluente se la comunicazione e le notizie arrivano in prevalenza con l’imprinting occidentale ed USA in particolare, veicolati da TV, Giornali, Pubblicità e soprattutto Agenzie Stampa. Anzi, siccome in italia il 90% della gente, trasversalmente agli schieramenti, non capisce una mazza nè di politica estera nè di economia perchè ragiona con il pregiudizio, sempre abituata a fidarsi delle impressioni e mai ad approfondire un argomento, si rischia di peggiorare la situazione. Prova un pò a chiedere pareri riguardanti i mandanti dell’11 settembre, l’allunaggio del 1968 e la destituzione armata di Gheddafi e sentirai risposte di una banalità e conformità scoraggiante. Bisogna ripristinare il diritto internazionale, la non aggressione e la non ingerenza, il rispetto tra nazioni e tra popoli. E questo lo si ottiene mediante l’equilibrio strategico con forze credibili militari di dissuasione. Questo è il fondamento, tutto il resto viene spazzato via dalla ragion di stato del più potente.