Home / ComeDonChisciotte / DUE PASSI PIU VICINI ALLA CRESCITA, ALLA LIBERAZIONE E ALLA LIRA

DUE PASSI PIU VICINI ALLA CRESCITA, ALLA LIBERAZIONE E ALLA LIRA

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
blogs.telegraph.co.uk

Siamo sulla via del ritorno?

Ormai si sono messi a nudo : Moody’s ha abbassato di due tacche il rating italiano, portandolo quasi ad uno “ junk status” . E’ un atto d’accusa contro l’intera politica della zona euro di contrazione e di terapia dello shock.

In Italia la prospettiva  economica a breve termine si è deteriorata, come si vede  da una crescita più debole e da una disoccupazione maggiore, che portano al rischio di mancare gli obiettivi di consolidamento fiscale. Il mancato rispetto di obiettivi di bilancio, a sua volta, potrebbe indebolire ulteriormente la fiducia dei mercati, aumentando il rischio di una brusca frenata dei finanziamenti sul mercato.
Etc, etc

Se Fitch seguirà l’esempio di Moody’s, il downgrading spingerà verso una cascata di vendite sia i fondi asiatici che tutti gli altri, con tutte le conseguenze e limitazioni che questo porterà sul debito. Questi investitori hanno smesso di comprare debito italiano qualche mese fa, naturalmente: Ma non hanno neppure venduto. Lo faranno.

Moody’s fondamentalmente dice che la drastica austerità imposta all’Italia da parte della BCE dopo il suo Putsch di fine estate (acquisti e vendite di obbligazioni fino a forzare Silvio Berlusconi a lasciare il potere) è essa stessa la causa della profonda crisi.

La combinazione delle politiche di contrazione è stata disastrosa. La BCE lo scorso anno ha permesso – o meglio causato – che la massa monetaria italiana crollasse da M1 a M3, cioè a tassi da Grande Depressione buttando la politica monetaria nel baratro. Questo è stato uno dei peggiori episodi di errori di politica monetaria dell’ultimo mezzo secolo.

Il risultato della combinazione di stretta monetaria e fiscale doveva essere sicuramente evitato essendo troppo dannoso perché crea una  recessione doppia. La Confindustria italiana avverte che l’economia si ridurrà del 2,4 % solo quest’anno e forse molto di più, aggiungendo per buona misura che le eccessive misure di austerità stanno riducendo il paese a “macelleria sociale”.
Questa medicina degli anni 1930 è la ragione principale per cui l’Italia, dopo aver individuato la linea per uscire dal debito è improvvisamente ridiventata brutta, con il debito pubblico al galoppo fino al 126% del PIL quest’anno secondo il FMI.

Moody’s sembra assecondare il “consolidamento” degli obiettivi fiscali imposti al paese da Berlino, Francoforte e Bruxelles. Non dovrebbe farlo. Quelle richieste sono velenose. L’Italia ha già un surplus primario di bilancio che arriverà al 3,6% del PIL quest’anno, e al 4,9 % il prossimo anno.

Questo è di gran lunga il “miglior profilo fiscale” nel blocco G7, ma è una vittoria di Pirro. Gli effetti recessivi stanno annullando i guadagni. Il debito sta accelerando verso l’alto. La struttura industriale del paese è stata dissanguata.

Il risultato politico è la spettacolare ascesa di Beppe Grillo, il flagello dell’euro e ora “sindaco” di Parma. Berlusconi può già annusare l’occasione, il lancio del suo ritorno con una piattaforma anti-Merkel, anti-tedesca, anti-ECB, e anti-Europa.

“Non è una bestemmia parlare di abbandono dell’euro”, dice, chiedendo un ritorno alla lira a meno che la BCE non negozi un patto per la riduzione dei rendimenti delle obbligazionari italiane.
L’uscita dall’Euro avrebbe “i suoi vantaggi”, dice. “Una svalutazione ci permetterebbe di esportare. Finiremo in una spirale recessiva sempre peggiore se vogliamo andare avanti nel perseguire le politiche della signora Merkel.”

Personalmente, sono rimasto sbalordito dal livello di amarezza che ho provato durante un viaggio a Roma di tre settimane fa. Un alto funzionario – da lungo tempo sostenitore e controller della EMU – mi ha detto che l’euro era “praticamente morto”.

Appena il 30% degli italiani ora pensa che l’euro sia stata una “buona idea” (Pew Trust). E hanno certamente buone ragioni per sentirsi offesi. L’Italia non è fondamentalmente un caso disperato. E ‘stata trasformata in un caso disperato dai meccanismi perversi dello stesso euro.

Se si somma il debito pubblico e privato si arriva al 260 % del PIL, come la Germania e molto meno di Francia, Spagna, Paesi Bassi, Danimarca, Regno Unito, Stati Uniti o Giappone. Con la ricchezza privata di € 8.600 miliardi, gli italiani sono più ricchi, pro capite, dei tedeschi.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale l’Italia ha il punteggio migliore nell’indicatore di sostenibilità a lungo termine del debito : 4,1, davanti a Germania 4,6, Francia 7,9, il Regno Unito 13,3, Giappone 14,3, e Stati Uniti 17.  

E’ uno dei pochi paesi che ha rimesso ordine nella crisi delle pensioni.

Il solo grosso problema è che l’Italia è nella valuta sbagliata.
Come tutti sappiamo ormai, dal lancio dell’Unione economica e monetaria l’Italia ha perso il 30 % circa in competitività sul costo del lavoro unitario rispetto alla Germania per effetto del blocco di una spirale inflazionistica e di scarsa crescita della produttività.

Il danno è stato fatto. Non è possibile riportare l’orologio indietro.

Lo storico Surplus commerciale dell’Italia sulla Germania si è trasformato in un grande deficit strutturale, bloccato in modo definitivo dagli effetti dell’UEM.
Hanno poche speranze di recuperare il terreno perduto abbassando i salari o con una “svalutazione interna”, perché comunque si genererà altro caos per la dinamica del debito, se non arriverà prima una rivoluzione.

David Woo della Bank of America ha appena scritto una “teoria dei giochi”, è lo studio della zona euro che sostiene che l’Italia trarrebbe vantaggio più di ogni altro paese (eccetto l’Irlanda) liberandosi e riprendendo il controllo sovrano dei suoi strumenti di politica.

Questo darebbe all’Italia un leva importante in una prova di forza con la Germania … anche se Wolfgang Schauble capisce che questa è un’altra questione.

L’analisi dell’avanzo primario del paese rivela che si può lasciare l’UEM in qualsiasi momento (a differenza di Grecia, Spagna o Portogallo);  l’Italia è grande abbastanza per farcela da sola. La sua esposizione patrimoniale verso l’estero è solo leggermente negativa (a differenza della Spagna, in rosso per la somma del 92% del PIL).

Il tasso molto alto del risparmio in Italia e la ricchezza privata spiegano che qualsiasi shock si abbattesse sul tasso di interesse, questo potrebbe essere ruotato di nuovo nell’economia con pagamenti più alti per gli obbligazionisti italiani. E macro-effetti seguirebbero anche all’estero.

Né accetto nemmeno il solito mantra che l’Italia ha i tassi d’interesse che salgono troppo tardi. Sono già saliti in termini reali (anche se oggi sono più bassi in termini nominali che nel periodo in cui c’era ancora la Lira).

In effetti, un calcolo di convenienza confermerebbe che l’unico modo per l’Italia per abbattere i costi finanziari reali in questa fase è quello di lasciare immediatamente l’euro.

Gli Italiani ovviamente decideranno del loro destino.

Durante le mie vacanze in Italia, ho letto un eccellente resoconto di Arrigo Petacco sulla Seconda Guerra Mondiale vista dal punto di vista italiano, “La Nostra Guerra 1940-1945”.
Il tema che più mi ha colpito è stato il numero delle sconfitte e dei disastri italiani causati da errori commessi dall’alto comando tedesco stesso, soprattutto da Rommel.

I Sub inglesi affondarono l’80% dei convogli di rifornimento italiani che andavano in Nord Africa, perché gli inglesi avevano scoperto i codici segreti tedeschi e gli ufficiali tedeschi non informavano necessariamente di tutti i dettagli sui convogli il proprio quartier generale. Mentre Rommel buttava sempre tutte le colpe su Roma dicendo, ingiustamente, che ci dovevano essere spie nella marina italiana.

La storia si ripete – in pace questa volta : l’Italia non ha più nulla da guadagnare dal dare ascolto ai consigli distruttivi dei tedeschi o dal continuare in questa disavventura soffocante.

Si sta aspettando un messaggio che somigli a quello inviato da Badoglio l’8 settembre 1943.  Tutto ad un tratto, l’Italia fece l’impensabile. Gli Italiani che ascoltavano la radio alle 18.15 di quella sera appresero con grande sorpresa – e con un certo sollievo – che non erano più impegnati a seguire ancora quella follia.

Ambrose Evans-Pritchard scrive da 30 anni di politica mondiale e economica, dopo aver vissuto in Europa, Stati Uniti e America Latina, lavora al Telegraph dal 1991, prima come corrispondente da Washington e poi come corrispondente a Bruxelles. Ora è Editor di International Business a Londra.

Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk/
Link: http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100018656/two-steps-closer-to-growth-liberazione-and-the-italian-lira/
13.07.2012

Tradotto per www.ComeDonChisciotte.org da ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • Tanita

    Inispensabile uscire dall’Euro giá. Aspettare il 2013 é semplicemente troppo. Ma gli unici che possono determinare questa scelta sono gli italiani, che si trovano non soltanto sotto shock ma anche sotto il martellamento di bugie, tergiversazioni e disinformazione dei mass media e l’indicibile incapacitá o… complicitá? dei politici dei principali partiti. Fa male al cuore, veramente, vedere l’Italia in questo stato.

  • Longoni

    Intanto sul Fatto Quotidiano troviamo la solita indecente disinformazione:”Nello scarno comunicato dell’agenzia, ci sono note d’apprezzamento sul lavoro che sta facendo il governo Monti, ma quello che si esprime tra le righe è una sostanziale mancanza di fiducia nell’Italia che sarà: nel 2013 ci saranno le elezioni politiche, e chi ci garantisce sulla continuità di quelle riforme?”

  • gattocottero

    Brano tratto da questo articolo di Joseph Stiglitz (premio Nobel per l’economia nel 2001):

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1HLVZB

    La speranza è che i mercati ricompensino la virtù, identificata con l’austerità. Ma i mercati sono più pragmatici: se l’austerità, com’è praticamente certo, indebolisce la crescita economica e compromette la capacità di ripagare il debito, i tassi di interesse sui titoli di Stato non scenderanno. Al contrario, caleranno gli investimenti, in un circolo vizioso in cui Grecia e Spagna sono già invischiate.

  • Tanita

    E l’Irlanda e il Portogallo e la Francia (Renault lascia 8000 a casa? 20000 posti in totale, contando quelli che lavorano indirettamente per la Renault)

    Ma insomma, gli italiani non reagiranno mai? Ma cosa capita a questi popoli (tranne quelli greci e spagnoli che si muovono, peccato che in Grecia si muove Alba Dorata).

    Pensare che basterebbe un’unione di lavoratori dei paesi mediterranei per cacciare a calci nel sedere tutti questi bankster… Non riesco a capire come mai milioni di persone si lasciano rapinare in questo modo…

  • 4gatti

    L’Euro è stato concepito per crearlo il danno. Nessun errore. Qualsiasi politico che non sia espressione dei poteri forti e extranazionali farebbe di tutto per sovvertire questo andazzo. I Media poi sono ancora più colpevoli della classe politica. Tutti Etero diretti e da un bel pezzo. Andatevi a vedere una puntata di Report su Il Trattato di Maastricht. Prodi, Fassino, Fini, Casini e compagnia bella si mostrano per quello che sono: burattini che non rispondono alle domande poste.
    La maggior parte delle persone credono che ai TG passino le Notizie vere. Noi che dai blog e tra gli amici, clienti, parenti proviamo a veicolare se non altro il dubbio non possiamo far molto in tempi brevi. Poi i vari opinion leader come Barnard, Mazzucco, Marcianó, Chiesa, Messora, Bhea ed altri ancora non trovano un punto comune perchè si superino i rispettivi radicalismi e si punti ad una grande adunanza. Dovremmo incarnare i nuovi Moti Carbonari. Magari, sui libri di scuola di nomani, racconteranno di una nuova rinascita dell’humanitas uscita dal Grex dominato da folli Imperialisti.
    Siamo nel giusto. Coraggio!

  • Sven

    Spesso EVAN PRITCHARD scrive cose sensate ed interessanti. Stavolta però ha il demerito, forse intenzionale, di infilarci, per inciso, delle nozioni errate, per sostenere anche un discorso tutto sommato errato e che per giunta rivanga fatti di un passato “ambiguo” che da sempre ci contraddistingue (non da ultimo il caso Libia!).

    “Durante le mie vacanze in Italia, ho letto un eccellente resoconto di Arrigo Petacco sulla Seconda Guerra Mondiale vista dal punto di vista italiano, “La Nostra Guerra 1940-1945”.
    Il tema che più mi ha colpito è stato il numero delle sconfitte e dei disastri italiani causati da errori commessi dall’alto comando tedesco stesso, soprattutto da Rommel.

    I Sub inglesi affondarono l’80% dei convogli di rifornimento italiani che andavano in Nord Africa, perché gli inglesi avevano scoperto i codici segreti tedeschi e gli ufficiali tedeschi non informavano necessariamente di tutti i dettagli sui convogli il proprio quartier generale. Mentre Rommel buttava sempre tutte le colpe su Roma dicendo, ingiustamente, che ci dovevano essere spie nella marina italiana”.

    Caro EVANS PRITCHARD, la Storia dice che un Ammiraglio italiano fu fucilato per tradimento (CAMPIONI), dice che mezza flotta – la quale pur superiore a quella inglese usciva poco e male e non fece realmente la guerra, chissà come mai – fu bombardata mentre si trovava in porto, senza che funzionasse nè la ricognizione, nè le reti antisiluro (erano in magazzino!!!) nè la contraerea nè gli aerei da caccia.

    La verità è che lo Stato Maggiore della Marina era pesantemente infiltrato di elementi filo britannici (vgs libri vari di Piero BARONI, giornalista RAI, il quale approfondisce l’argomento), che il Vaticano ospitava spie, anche sotto abiti talari o monacali, che molti vertici delle forze armate, specie a Roma, frequentavano ambienti trasversali, massonici ed esoterici (vgs libro di Silverio CORVISIERI “Il mago dei generali”). Quindi le spie siamo legittimati a credere che vi fossero.

    Ad ogni modo nessuno può dire oggi se sia bene seguire il diktat economico (personalmente ho dei dubbi) oppure fare di testa propria. Il popolo italiano e la sua classe dirigente (la quale sistematicamente in ogni fase della storia ha strizzato l’occhio a interessi esteri) non sono in grado di gestirsi e come sempre accade, i popoli ingestibili chiamano gli stranieri ad amministrarli. Di fatto Monti somiglia a un commissario europeo e credo che sia quella la direzione verso la quale siamo avviati.

  • rebel69

    Ancora sento discorsi del tipo:e per fortuna che siamo nell’Euro.Immagina con questa crisi come eravamo messi se avevamo ancora la lira!

  • zara

    Ottimo intervento, Sven. Ero dello stesso tuo parere, e tu hai risposto nel metodo e nella forma giusta, anticipando il mio sentire.

  • ws

    ancora non trovano un punto comune perchè si superino i rispettivi radicalismi e si punti ad una grande adunanza.

    questa “adunanza” degli italiani alla fine ci sara’ sotto un programma comune semplicissimo ” via dall’ euro “

    … sfurtunatamente pero’, allora sara’ troppo tardi, nel senso che saremo stati ridotti ad un ammasso di straccioni senza piu alcuna capacita’ produttiva autonoma .Purtroppo chi ha inventato la trappola euro ha calcolato bene tutti i tempi 🙁

  • ws

    La verità è che lo Stato Maggiore della Marina era pesantemente infiltrato di elementi filo britannici

    e’ da prima della sua “nascita” che l’ italia e’ ” pesantemente infiltrata di elementi filo britannici”

    ……si chiama…..MASSONERIA 🙂

  • consulfin

    interessante e coincidente con quello che penso. Credo che ci sia un refuso forse derivante dalla traduzione (?) in questo punto: “La BCE lo scorso anno ha permesso – o meglio causato – che la massa monetaria italiana crollasse da M1 a M3, cioè a tassi da Grande Depressione”. Che vuol dire crollare da M1 a M3? Dal contesto si capisce che si tratta di un calo importante, ma sono due aggregati monetari diversi e non due valori, il secondo inferiore al primo, della stessa variabile.

  • albsorio

    Uscire dall’euro è un errore madornale, bisogna privatizzare BCE ed eliminare i signoraggio, i mercati si possono espandere ad est.

  • consulfin

    ah, volevo aggiungere… quanta nostalgia per quei biglietti da dieci. E quante cose ci si potevano comprare! A nessuno sarebbe mai venuto in mente di far pagare un parcheggio all’aeroporto 12.000 lire per un’ora (Fiumicino, provare per credere)

  • consulfin

    hai in mente una manovra a tenaglia? 😉

  • Affus

    io dico solo una cosa chi ha ridotto l’italia in queste condizioni,non deve passarla liscia . Quanti piu sono stati pluridecorati ,foraggiati e stipendiati,tanto piu vanno fucilati alle spalle come traditori, a iniziare da certi presidenti della repubblica …e del consiglio.

  • ericvonmaan

    Privatizzare BCE? La BCE è già gestita dai privati, forse volevi dire statalizzare… lapsus freudiano?

  • Marshall

    Grillo ci salverà? Poveri noi. Per decenni abbiamo avuto un giullare non di professione che ora minaccia di tornare perchè altrimenti la povera sinistra capitalista ultraliberista filofontamentalistaatlantica non sa più chi incolpare di fascismo e di tutti i mali del mondo. Ora volete dirmi che l’Italia ha bisogno di un giullare di professione per salvarsi. Tutto il meglio che questo paese sa partorire risponde ad un altro giullare, ma un pò di orgoglio e spina dorsale gli italiani ce l’hanno ancora. La Repubbluica delle Banane 2 col nuovo di zecca Presidente del Consiglio Giullare 2. Cos’è un remake? Qualcuno dirà che questo giullare però appare più serio dell’altro. Un ossimoro? Grazie abbiamo già dato. A prescindere da tutto ciò, Grillo, è il nuovo amo per i boccaloni, dice “ma lo attaccano tutti” e perchè Berlusconi quando scese in politica non lo attaccavano tutti. Berlusconi scese in campo per colmare il vuoto lasciato dopo tangentopoli dalla DC. Grillo scende in campo per colmare il vuoto dovuto alla protesta contro l’ammucchiata Montiana. Cosa cambia? Niente. L’astensione non è la soluzione, è chiaro che la soluzione sarebbe agire ma come è stato detto più volte il popolo italiano non agisce. Di sicuro però votare per ABC o Grillo non cambierà niente. Quindi se volete votare qualcuno perchè nulla cambia fatelo pure ve ne accorgerete in breve quanto valgono le promesse del nuovo Pinocchio. Mi sbaglio o ha detto che ritiene giusto uscire dall’Euro. Lo aspetto al varco se prende il 20 per cento non avrà il potere di governare ma di influenzare le scelte e di far pesare la sua volontà si. Se Casini dall’alto del 3/4 per cento detta legge perchè Grillo dal 20 per cento non può pesare. Vedremo io scommetto che dopo le elezioni l’uscita dall’euro non la nominerà nemmeno più. Ah dimenticavo il ritiro di tutte le truppe per le guerre americane. Lo voglio vedere che le ritira e le basi militari americane sul nostro suolo. La Tav …. avanti una di queste basterebbe che facesse, nemmeno una passerà. Finiranno tutte nel cassetto delle buone intenzioni smarrite.

    PS Per quelli che credono ancora alle favole della destra contro la sinistra e dei cattivi magistrati faccio notare che da quando Berlusconi è libero di essere processato il numero di processi che quando era in carica venivano aperti uno al giorno sono fermi al palo. Il numero dei proscioglimenti è cresciuto a dismisura. Misteri magistrali.

  • albsorio

    Errata corrige: nazionalizzare BCE

  • albsorio

    Froid non c’entra, dovevo uscire e ho scritto il post in fretta

  • Nauseato

    Non hai ancora capito evidentemente … in Spagna qualcuno almeno si agita, in Grecia pure (salvo non aver cambiato NULLA … mi pare).

    Ma almeno folcloristicamente come dire, un minimo di effetto c’è. La gente è scesa e scende in piazza. Poi, con le corna fracassate, tutti a casa.

    Qui in italia l’andazzo è sotto gli occhi di tutti: chi vive i propri drammi nell’isolamento, chi imprecando su internet e non solo … ma tutto finisce lì. E se capita di parlare in un contesto collettivo dell’attuale situazione (in RL o VL …) un buon 50% dei presenti APPROVA il governo Monti. Approva e applaude, lo sostiene e alcuni perfino con patetico entusiasmo.

    Ecco qua. Punto.

  • misunderestimated

    Secondo la mia opinione, i tempi di vacche grasse per riconvertire industrialmente l’Italia nel corso degli anni ’90 sono stati pienamente sprecati. Ci ritroviamo quindi nel 2012 con produzioni obsolete, in un mercato saturo di prodotti asiatici, con una moneta forte per la quale paghiamo salato in termini di competitività. Aggiungiamoci lo stato predatore anche sull’occupazione e il quadro è ben definito. Se avessimo tenuto la lira si sarebbe continuato a svalutare, rinnovando la decadenza economica anno dopo anno. Ora che l’euro ci ha messo con le spalle al muro (unico vantaggio per raddrizzare una realtà che di fatto non appartiene più al G8, escluso per gli interventi di peace keeping) dobbiamo per forza usare questa seppur terribile occasione per imprimere una virata che smantelli le industrie più antiquate e attivi un’economia improntata su turismo, autoconsumo dei prodotti agricoli, rinnovo infrastrutturale e produzioni che non richiedano una massa ingestibile di manodopera immigrata (che comporta sempre un costo sociale, che ricade sui pagatori di tasse, non sicuramente sui bilanci degli industriali).

  • misunderestimated

    Secondo la mia opinione, i tempi di vacche grasse per riconvertire industrialmente l’Italia nel corso degli anni ’90 sono stati pienamente sprecati. Ci ritroviamo quindi nel 2012 con produzioni obsolete, in un mercato saturo di prodotti asiatici, con una moneta forte per la quale paghiamo salato in termini di competitività. Aggiungiamoci la burocrazia di uno stato predatore anche sull’occupazione e il quadro è ben definito.

    Se avessimo tenuto la lira si sarebbe continuato a svalutare, rinnovando la decadenza economica anno dopo anno.

    Ora che l’euro ci ha messo con le spalle al muro (unico vantaggio per raddrizzare una realtà che di fatto non appartiene più al G8, se non fosse per gli interventi di peace keeping) dobbiamo per forza usare questa seppur terribile occasione per imprimere una virata che smantelli le industrie più antiquate e attivi un’economia improntata su turismo, autoconsumo dei prodotti agricoli, rinnovo infrastrutturale e produzioni che non richiedano una massa ingestibile di manodopera immigrata (che comporta sempre un costo sociale, che ricade sui pagatori di tasse, non sicuramente sui bilanci degli industriali).

  • Nauseato

    Di Grillo me ne frega nulla e ancora meno dei Bersani, Berluscani ecc.

    Ma rivolgo allora a te quello che TUTTI insistono nel chiedere a me: “E quindi ??? Per chi votare ???” Se nemmeno l’astensione funzionerebbe ?
    Mistero.

  • Marshall

    Premesso che non sono un dogmatico dell’uscita. Se ci fosse un’unione consensuale, come nei matrimoni più democratici dell’UE, in cui le cose e i trattati, approvati dal popolo, non ti cadono dall’alto per imposizione dei divin banchieri e se fosse un’unione di popoli a favore dei popoli e non dei poteri finanziari a favor loro potrebbe essere anche presa in considerazione. Ma la realtà non è questa quindi ha rotto la litania degli spaventapasseri che vanno a minacciare tragedie per gli stati che dovessero uscire dall’Unione Banchieri d’Europa.

    Detto ciò a me pare tanto per citarne qualcuno che Inghilterra, Norvegia e Svizzera fuori dall’UE (Inghilterra è che dir si voglia fuori perchè se hai una tua moneta e non rattifichi nessuna legge capestro europea sei fuori nel senso che fai cosa ti pare) se la passino piuttosto bene e non subiscono misteriosamente alcun attacco di rating da parte del potere finanziario. La Svizzera tra l’altro è uno dei paesi più ricchi al mondo con gli stipendi più alti al mondo, con la moneta e l’economia più stabile e sicura al mondo. E di sicuro la Svizzera non ha pozzi petroliferi su cui contare. Quindi c’è spazio la fuori nella giungla anche per noi poveretti italiani senza disegnare scenari da incubo che tra l’altro non possono essere peggiori di un’unione in cui i paesi invece di sostenersi l’un l’altro si fanno maggiore guerra di quando erano divisi e il peggioramento economico, occupazionale, sociale è in costante crescita. Ah già fra trent’anni con la cura da cavallo Monti che ha promesso, quando sarà morto e sepolto, che l’Italia navigherà nell’oro. E bravi beoni. La cura Ue/Monti/FMI Trozzika ci fa fare la fine dentro l’UE della Grecia.

  • Marshall

    Allo stato attuale ritengo che bisogna asternersi non serve a nulla ma almeno non sei complice. Mentre per cambiare la situazione attuale in Italia e più largamente nel mondo la via del voto (dato o non dato) è totalmente inutile per quanto molti affermino che la strada “rivoluzionaria” (nel senso più largo del termine e comunque nel senso di azione diretta e non più cessione ad altri della gestione del potere come accade oggi in democrazia dove eleggi qualcuno perchè agisca per te, questo è un sistema totalmente fallito che andrebbe rivisto e non è democrazia) è sbagliata, per me è l’unica possibile. Nel senso che il potere ormai ha preso tutto e anche se venisse il messia a salvarci, fosse anche Grillo, se non riescono a corromperlo come minimo lo fanno processare tanto qualcosa si trova sempre e se non si trova si crea altrimenti come è successo nella storia italiana (o nella madre patria america che ne è piena) lo fanno fuori dando la colpa alla mafia o a pincopallino Lee Harvey Oswald. E’ per questo che dico che oggi votare è inutile perchè nessuno può anche se motivato da buoni intenti opporsi all’interno del sistema al sistema per sconfiggerlo. E’ una partita truccata quella democratica vince sempre il banco non c’è scampo. L’unica via è fuori come inizio sarebbe già molto la via carbonara. Costruire un movimento che avvia un processo di rivolta. Non invento nulla il potere di oggi risale anche ai moti carbonari mazziniani. Dispiace dirlo perchè sa di massoneria, ma per combattere la massoneria si devono usare le armi della massoneria. Non vedo altre strade percorribili l’immolazione e il martirio non fanno per me e credo facciano per ben pochi oltre a non ottenere risultati. Ma sono sempre aperto a nuove idee. E’ vero che oggi non ci sono le premesse per una rivoluzione ma non ci saranno mai se nessuno progetta di costruirla e per progettare una rivoluzione non puoi certo andare in piazza a raccoglier consensi e rivoluzionari, almeno che appunto non voglia far la fine del martire processato e mandato al rogo, oggi si direbbe per terrorismo. D’altra parte con rivoluzione si vuole intendere porre la parola fine sul sistema di potere vigente in Italia e nel mondo e quindi alla luce del sole non è praticabile.

  • Nauseato

    Mah.

    Avevo qui chiesto cosa accadrebbe non in caso di semplice “astensione” … ma cosa accadrebbe se votasse solo l’1% degli aventi diritto. Con contemporanea campagna di pubblico stracciamento tessera elettorale.

    Non credo equivalga alla semplice astensione. Ma non saprei davvero cosa a quel punto potrebbe succedere. Sarebbe almeno un clamoroso gesto di “dissenso”.

  • Marshall

    E’ chiaro che se decine di milioni di persone il 99 per cento non si recano al voto e addirittura stracciano pubblicamente la scheda non è uguale che la semplice astensione. Quello di cui parli equivale ad organizzare una “rivoluzione” che, a differenza di quello che si crede in generale, non necessariamente corrisponde alla violenza. Anche milioni di persone che incrociano le braccia e si rifiutano di lavorare e quindi di servire il sistema compiono un gesto di rivoluzione. Ed è di questo che parlavo chi sarebbe oggi capace di convincere milioni di persone a non votare e stracciare la scheda o non andare a lavorare? Chi riesce a costruire un movimento “rivoluzionario”? Io no. Se qualcuno ha la capacità si faccia avanti. Un’astensione in massa sarebbe la fine del sistema attuale. La realtà è che io non vado a votare, tu non ci vai, probabilmente alle prossime elezione il 40/50 per cento, parlando in termini ottimistici non va, ma rimane l’altra metà. E quella tiene il sistema in piedi. Ci sono fra questi anche molti che secondo me lo vogliono tenere in piedi perchè hanno il posto assicurato grazie al voto non saranno decine di milioni, ma non mi meraviglierei, ma qualche milione di persona di sicuro. Se riesci a convincere il 99 per cento a non votare e anche stracciare la scheda hai compiuto un atto di rivoluzione. Oggi è possibile? Secondo me no. Non si può improvvisare si deve costruire. Fra l’altro con quale mezzi potresti raggiungere decine di milioni di persone su tutto il suolo, porta porta, i mezzi di comunicazione sono ad uso e consumo del sistema, e internet è utilizzato ancora da una minoranza. E poi siamo onesti se già in un sito come questo posso dire un pò antisistema esistono mille voci discordanti e ancora quelli che ti danno del complottista, del fascista o del comunista ma che vuoi sperare di mettere daccordo una massa di milioni in giro per il belpaese. Sarebbe già tanto se qui si riuscisse ad abbandonare la vecchia terminologia di contrapposizione destra/sinistra fascisti/comunisti che serve, come allo stadio, a mettere l’uno contro l’altro e che avvantaggia il potere. Ma nemmeno qui fra quattro gatti si riesce ad ottenere questo minimo risultato.

  • albsorio

    Personalmente amerei vedere il mio Paese vivere in pace e prosperitá con la sua moneta, purtroppo viviamo tendenze a grandi aggregazioni, quindi visto che l’euro ci è giá costato molto direi di riformarlo non buttarlo.

  • Jor-el

    Io ho la brutta sensazione che per l’Italia uscire dall’Euro sia più facile a dirsi che a farsi. E non per questioni che riguardano solo l’economia. Qualcuno potrebbe prenderla molto male, non vorrei che ci ritrovassimo nei panni della Serbia. Ma in ogni caso, uscire si deve. Se rimaniamo nell’Euro siamo morti di sicuro.

  • Kevin

    “Approva e applaude, lo sostiene e alcuni perfino con patetico entusiasmo.” Cosa ti aspetti da un popolo che ha applaudito gli americani come salvatori della patria nel ’45 anzichè trattarli da invasori? Io mi sto organizzando per andarmene. Il più grande problema dell’Italia sono il 99% degli italiani: non hanno un minimo di orgoglio.

  • Kevin

    “L’unica via è fuori come inizio sarebbe già molto la via carbonara. Costruire un movimento che avvia un processo di rivolta. Non invento nulla il potere di oggi risale anche ai moti carbonari mazziniani. Dispiace dirlo perchè sa di massoneria, ma per combattere la massoneria si devono usare le armi della massoneria.” Totalmente d’accordo.

  • Iacopo67

    “Vedremo io scommetto che Grillo dopo le elezioni l’uscita dall’euro non la nominerà nemmeno più.”

    Purtroppo lo penso anch’io. Anche perchè non ha dato molta enfasi a questo tema, è solo uno tra mille altri temi di cui lui va parlando. Non ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia. Credo che alla minima contrarietà, alla minima pressione avversa, smetterà di parlarne del tutto, appunto.

  • 4gatti

    Peccato che manca la materia prima: il soldi. Quindi o si torna alla moneta sovrana o la BCE diventa degli stati sovrani o diventiamo sudditi e schiavi di questa oligarchia.
    Ora, poichè il grosso l’hanno già fatto è facile capire quale delle 3 sarà la direzione probabile. La variabile siamo noi che se risvegliati siamo il 99%. una bella mandria di bufali incavolati.
    Ma saremmo in grado esserne capaci? O ci faremmo manipolare rincorrendo il bastone e non chi l’ha lanciato?

  • Tanita

    E come faccio a spiegarti, con quei ragionamenti?
    Bisognerebbe cominciare dall’alfabetizzazione economica.
    Ma credimi: ogni ulteriore giorno nell’Euro contribuisce alla rovina dell’Italia e certo, degli italiani.
    Grilli annuncia adesso la svendita dei beni pubblici.
    Mettete all’asta il Colosseo, magari qualcuno che lo acquista per duemila miliardi lo trovate!
    Merde, quant’é stato efficace il lavaggio di cervello.

  • Nauseato

    Non credo sia tanto questione di puro e semplice “orgoglio” anche se convengo che l’orgoglio sia implicato non poco.

    La verità (una, delle sempre molteplici verità) che non mi stancherò purtroppo mai di ripetere, è che gli italiani sono una massa di ignoranti. Analfabeti e ignoranti. In un costante processo di continua e ulteriore galoppante ignoranza e disalfabetizzazione.

    Per lavoro e non solo, mi è capitato spesso di entrare nelle case di persone sconosciute. In città (Milano) come nel paesino di provincia. Nel 90% dei casi l’unico oggetto assomigliante a un libro è – se va bene – l’elenco del telefono. Nel 50% dei casi 1 o più televisori accesi a qualsiasi ora … e chiaramente sui peggiori canali.
    Non mi aspetto siano tutti dei letterati o dei genii colti e studiosi, figuriamoci. Ma constatare l’assoluta mancanza di libri credo sia abbastanza indicativo. E per avere quell’orgoglio di cui parli occorre tra le altre cose consapevolezza. Per avere consapevolezza occorre tra le altre cose un minimo di “cultura”, senso critico, sensibilità, “attenzione”.
    Come attendersi tutto questo da persone inebetite giorno e notte da programmi televisivi demenziali ? Come attendersi che persone incapaci di comprendere un testo elementare siano in grado di recepire (ed elaborare) un minimo discorso quando l’unica cosa che sono in grado di afferrare sono giusto solo slogan pubblicitari ?..

    I risultati di tutto questo si sono visti, si vedono e si vedranno.

  • Nauseato

    Io sono non convinto ma stra-convinto che se anche il 90% degli italiani invocasse a gran voce l’uscita da questo stramaledetto euro (cosa di per sé utopica, visti i numerosi sostenitori più o meno convinti) anche se il sentimento fosse ampiamente e trasversalmente condiviso dai politicanti nostrani (altra cosa di per sé utopica) … non ne usciremo mai.

    Possiamo star qui mesi a raccontarci come sia giusto, quanto sia vitale, come sarebbe indispensabile e necessario. Non ne usciremo mai.
    Fa male dirlo, ma tanto vale mettersi l’animo in pace.

    Posto oltretutto che in ogni caso nessuno potrebbe sapere con certezza cosa davvero comporterebbe l’uscita italiana (o di altro paese) dall’euro.

  • Marshall

    Ma chi dovrebbe riformarlo l’euro i divin banchieri che tutto vedono e comandano, oppure qualche loro servetto chi Bersani, Berlusconi o il Grillo Parlante, la culona tedesca o chi Gesù 2 La vendetta sceso a salvarci dal collasso. Fai nomi di cotanto salvatore, io non ne vedo. Detto ciò ma tu sei consapevole che gli italiani, spagnoli, portoghesi, irlandesi, insomma i piigs, stanno facendo questi terribili sacrifici per fare la fine della Grecia e stringersi il cappio al collo. Perchè altrimenti non so di cosa stiamo parlando. E non lo dico io lo dice la ragione Monti sta appilcando la stessa cura applicata da un lustro ai greci a noi italiani e quindi se 2+2 fa 4 con recessione, disoccupazione, aumento indiscriminato delle tasse, distruzione dello stato sociale, svendita dei beni statali … non ci rimane che la Grecia come prospettiva. E tu mi vuoi dire che preferisci fare la fine della Grecia dentro la UE, ovvero divenire la discarica d’Europa, piuttosto che darti una speranza, anche con salto nel buio che può essere male o bene non si può sapere, uscendo da questo pantano. Ancora però non ho ricevuto risposta dagli entusisti della UE che descrivono tragedia dall’uscita perchè Inghilterra, Svizzera e Norvegia se la passano bene molto meglio di noi, in quest’era globale di unioni, e non subiscono alcuna attacco speculativo di rating e la loro economia è ritenuta un porto sicuro. Sono fuori, sono piccoli e devono affrontare il gigante mondo globalizzato dovrebbero essere già spariti. Invece sono sanissimi. C’è qualcosa da svelare per Scerlocco Investigatore Sciocco.

  • greiskelly

    se uscisse ora l’italia dall’euro, ci sarebbero ripercussioni anche in tutti gli altri paesi… e questo è l’obiettivo ultimo dell’euro. Far fallire tutti.
    Tutta questa pubblicità/enfasi ad uscire dall’euro e del ritorno alla lira sembra quasi un passaggio programmato ed inevitabile… il problema, è che se viene ora tanto acclamata, cosa vuol dire? siamo giunti con le pezze al culo? o c’è veramente ancora qualcosa di salvabile?

  • Jor-el

    Ah, mi sa che hai proprio ragione.

  • Sven

    Hai esteso il concetto…innegabile!come raccontano alcuni autori Mazzini soggiornava in casa del banchiere Moses Montefiore nel suo “esilio” di Londra, Garibaldi era massone (risaputo) e a Livorno i fratelli Rosselli brigavano..Fatto sta che le armi dal Regno Unito arrivavano a Livorno..Altro che Risorgimento.