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DUBLINO, ATENE MADRID IN RIVOLTA. L'EUROPA DEI POPOLI SI RIBELLA. E NOI ?

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

La scritta che vedete qui riprodotta in bacheca ha decisamente un sapore rètro. E’, infatti, datata 28 aprile del 1968, quando apparve per la prima volta in pubblico a Parigi..

Il suo glamour vintage ha però una forte valenza simbolica, giustamente ignorata da chiunque abbia meno di 50 anni, se non per il fatto di averlo saputo da qualcuno.
Sociologi e antropologi sono d’accordo nell’averla identificata come il “nucleo originatore della cultura pop europea del movimento di protesta del ‘68”. Intraducibile.
Tant’è vero che nessuno ha mai osato neppure provarci.
La traduzione letterale sarebbe “non è che l’inizio, continuiamo a combattere”.Basterebbe questo per spiegare e giustificare il ruolo protagonista che la Francia, come nazione e soprattutto come Cultura, ha avuto nella formazione, contagio e propagazione, della simbolica necessaria per costruire l’immaginario collettivo delle giovani generazioni. Questa frase è il simbolo del pop europeo.

Non è nata come “moda da seguire” proveniente, ad ovest, dagli Usa, o ad est dalle rivolte studentesche di quella che allora veniva chiamata la ”primavera di Praga”. Fu un mantra originale che si trasformò presto in una febbre e divenne lo slogan propulsore che diede avvio alle rivolte che cambiarono la faccia del sistema allora vigente.

Dietro questa frase c’era una classe intellettuale di pensatori superbi, impeccabili dal punto di vista etico-morale individuale, qualunque fosse la loro origine ideologica. Se c’erano delle contestazioni da fare – e ce ne furono allora a tonnellate- erano sempre comunque relative alle loro posizioni, applauditissime (alcune) detestate (altre). E la Francia diventò, di nuovo, 186 anni dopo la rivoluzione, il punto di riferimento di ogni ribellione europea. Anche la Spagna è sempre stata in Europa un punto di riferimento culturale e politico essenziale nella formazione dei necessari nuclei culturali di rivolta collettiva.. Ma allora (purtroppo per loro e per tutti noi) fu costretta al silenzio e all’isolamento perché viveva sotto la grigia e ferrea censura della dittatura franchista di stampo fascista; un regime al potere dal 1938 che proprio nel 1968 represse immediatamente, nel sangue e con il sangue, qualsivoglia possibilità anche remota di far partecipare il popolo spagnolo alla nuova epica europea.

L’Italia, come al solito, arrivò per ultima. Noi italiani, nei secoli, abbiamo assunto il ruolo dei “comodi pedinatori” delle mode, per scelta di convenienza. Tutto ciò che è accaduto di originale in Europa, in Italia è arrivato sempre con grave ritardo e quindi l’onda d’urto, per forza di cose, è arrivata affievolita. Con un’unica eccezione negli ultimi 300 anni: il fascismo.

Il fascismo è stato l’unico, il primo e l’ultimo, autentico movimento originale politico culturale che abbia permeato la nazione. Tutti i fascismi europei, da quello di Hitler in Germania a quello di Franco in Spagna e Salazar in Portogallo, sono nati come figli del fascismo italiano: il primo a irrompere sullo scenario della Storia. Ed è finita come sappiamo. Esaurita la sua carica, il fascismo avrebbe potuto essere per gli italiani “il primo” modello di rivolta e stravolgimento politico originale, che, in seguito, nei decenni a venire, avrebbe potuto e dovuto –una volta alchemizzato- consentire la gestazione di altri movimenti culturali di pretta originalità italiana che nascevano come evoluzione progressista delle istanze originali del fascismo. Invece non è accaduto. Dal 1946 in poi, si è abbattuta sull’Italia la peggiore tra tutte le cappe possibili: quella della negazione della realtà e dell’immediato passato, della rinuncia all’assunzione di responsabilità in proprio, della discussione, analisi, confronto, dibattito, della impossibilità di elaborare il lutto collettivo (doloroso e tragico come ogni lutto che si rispetti) consentendo al corpus sociale della nazione di dar vita a degli anticorpi necessari e sufficienti per avviare un processo alchemico di trasformazione che avrebbe spinto l’Italia verso la sua evoluzione e il progresso. Non è avvenuto nulla.

Non perché fosse negato o imposto dalla Legge. Anzi.
Per una ragione davvero molto elementare e banale, ma che ogni italiano sensato è in grado di riconoscere subito come “assolutamente tutta nostra”.

Il lutto, la discussione, il dibattito non ci fu, alla fine degli anni’40, per il semplice motivo che non si trovava un fascista a pagarlo a peso d’oro. Non solo. Non c’era più neppure un cittadino italiano che avesse il coraggio di sostenere che lo era stato, come se Benito Mussolini fosse stato un agente estraneo al dna culturale nostro e qualcuno lo avesse appiccicato sopra lo stivale obbligando la popolazione a seguirlo. Questa procedura, abile marchingegno culturale di derivazione gesuitica, comportò la possibilità (per i fascisti che contavano) di riciclarsi all’interno del nuovo sistema politico italiano, offrendo una pratica comportamentale identica a quella sperimentata decenni prima. Con la novità che seguitavano a essere fascisti sotto la bandiera del Vaticano, dei socialisti, dei comunisti, della democrazia cristiana. In tal modo, la società italiana ha seguitato a perpetrare il modello fascista e clerico-fascista senza aver prodotto alcun sistema immunitario adeguato, senza aver prodotto alcuna evoluzione, condannando se stessa a riproporre per l’eternità sempre e soltanto l’unico modello originale che ha prodotto.

Tant’è vero che, quando nel 1969, il più libero e geniale provocatore intellettuale che l’Italia abbia prodotto negli ultimi 60 anni, Pier Paolo Pasolini, cominciò a denunciare l’allora sistema vigente come “la prosecuzione del sistema clerico-fascista di cui democristiani e comunisti ben rappresentano la mummificata deriva che impedisce all’Italia la necessaria mutazione antropologica” venne considerato un pazzo pericoloso, accettato soltanto come “artista capriccioso e visionario” ma niente di più. Finché non venne identificato il pericolo reale delle sue argomentazioni e fisicamente eliminato. Come fecero anche con la Grande Madre del Pensiero Libero Italiano, una intellettuale poderosa, stupefacente interprete e leader di istanze davvero rivoluzionarie, Maria Antonietta Macciocchi (in Italia pressoché sconosciuta al 99% della popolazione) la quale nel 1969 venne radiata dal PCI “per indegnità”, rea di aver iniziato, allora, a denunciare “il pericolo del consociativismo tra l’uso clientelare del potere democristiano e le forze di opposizione, elemento pericoloso per il tessuto sociale, perché sta spingendo il paese verso una omologazione il cui fine obbligato sarà una totale e definitiva incorporazione di un concetto piatto e mercantilista dell’esistenza che spazzerà via il tessuto connettivo dell’intelligenza e della cultura nazionale”.

Ci provò un grosso storico, un bravo intellettuale di area moderata, nel 1971, dopo un intenso e magnifico lavoro di ricerca documentata durato ben sette anni di lavoro collettivo, il Prof. Renzo De Felice, che diede inizio alla pubblicazione in diversi volumi della monumentale Storia del Fascismo pubblicata allora dalla casa editrice Einaudi di Torino. In Italia, il suo superbo lavoro venne considerato uno scandalo. Perché aveva osato –nel terzo tomo- dedicare 350 pagine all’analisi di quel periodo che lui aveva definito “Gli anni del consenso” nei quali descriveva, con la consueta meticolosità dei consumati storici d’archivio di prima caratura, il perché, il come, il quando, il quanto, il popolo italiano avesse amato e adorato il fascismo. Venne considerato un mascalzone reazionario. 25 anni dopo, l’Italia non era ancora pronta a ripensare se stessa. Allora, nel dibattito che si aprì (e frettolosamente si chiuse ) nacque una inèdita sorpresa: la cultura ufficiale cattolica sposò la tesi comunista e attaccò il prof. De Felice con le stesse identiche argomentazioni. Sintetizzate in una frase banale: “non è vero che Mussolini ebbe il consenso del popolo; gli italiani furono vittime innocenti di un dittatore”.

Non è così.
Aveva ragione il prof. De Felice, che riposi in pace.

Questa era una premessa per arrivare al tema del giorno che è il seguente:

“Comincia ad allargarsi, provenendo dalla Francia intellettuale, che sta svolgendo un ottimo lavoro capillare silenzioso, un nuovo movimento collettivo di rivolta in Europa. Che sta nascendo adesso in forme nuove e originali, e che ha come baricentro la Spagna”.

Ma non è nato lì. Come “movimento” è nato in Irlanda, etnia orgogliosa, la quale da tre mesi sta affrontando tecnicamente un problema (un problema soprattutto per la BCE e per la Unione Europea) non di lieve entità: il partito Sinn Feinn ha lanciato, con enorme successo, lo sciopero delle tasse. Al 31 luglio 2012, il 67% dei cittadini che doveva pagare la loro IMU si è rifiutata di farlo, con una argomentazione davvero elementare e nient’affatto ideologica: “non abbiamo i soldi”. Il che vuol dire (in Irlanda vale l’uso delle nazioni anglo-sassoni dove l’evasione fiscale è considerato reato penale contro l’integrità dello Stato) che – in teoria- avrebbero dovuto mettere agli arresti milioni di cittadini. L’Europa, saggiamente e subdolamente, ha deciso la strada più ignobilmente sensata: far finta di niente. Gli irlandesi non hanno pagato, ma non verranno puniti, perché intanto si sono inventati di sana pianta un nuovo e magico dispositivo che consente loro (stanno cambiando apposta delle leggi) di pagare in un prossimo futuro. Ma le notizie, anche se esiste la censura della BCE, comunque sia, viaggiano. E, arrivate in Grecia, hanno provocato la richiesta da parte del governo greco “allora anche noi vogliamo delle dilazioni, perché gli irlandesi sì e noi no?” e non potendo dire loro “no, voi no” allora l’hanno risolta così: la troika, ad Atene, avrebbe dovuto emettere un comunicato-sentenza (la scadenza era il 15 settembre) e invece ha dichiarato “abbiamo deciso di rimandare l’emissione del nostro definitivo rapporto al 15 novembre 2012”. La BCE ha accettato.
Che io sappia, non c’è stato nessun giornalista italiano che abbia speso un grammo di energia per andare a domandare ai membri della troika: “perché il 15 novembre?”.

E’ la data entro la quale, secondo l’oligarchia finanziaria, i giochi dovrebbero essere stati fatti definitivamente. Puntano alla sconfitta di Chavez il 7 ottobre, alla sconfitta di Obama il 6 novembre e alla resa incondizionata del Giappone il 31 ottobre che, per la prima volta nella propria storia dal 1945 ad oggi, abbandonerebbe la politica economica keynesiana –pena l’espulsione dal FMI (è per questo che tengono il paese alla corda con la ridicola e pretestuosa storiella di quella isoletta sperduta nel pacifico) e accetterebbe di rispettare i parametri restrittivi, cancellando così il proprio programma di investimento di 2000 miliardi di euro previsto per il 2013. Puntano alla soluzione diplomatica della guerra civile in Siria, sostenuti dall’ingresso dei capitali qatarioti e arabo-sauditi dentro le industrie italiane e spagnole, si sposteranno le aziende più succose nel Golfo Persico e si userà l’Europa continentale come enorme bacino di mano d’opera e forza lavoro pronto a esportare ingegneri, architetti, scienziati, designer, manovali, edili, operai specializzati. Come hanno spiegato molto bene alla televisione spagnola qualche giorno fa “davanti al ricatto o sei disoccupato e muori dalla fame oppure vai a lavorare a Doha, nel deserto, è chiaro che si accetta l’idea di andare lì; ma qual è il prezzo culturale ed esistenziale che paghiamo per tutto ciò?
Vale la pena?”.

Ritorniamo quindi ai movimenti.
Dall’Irlanda e dal vicino Portogallo (continue manifestazioni, scioperi, serrate, scontri avvenuti negli ultimi quaranta giorni nel paese) e adesso la Spagna, si è venuto a formare un vastissimo movimento in tutta la zona mediterranea, che sta valicando anche i monti Pirenei, che è andato al di là della consueta e mediatica “indignazione”, perché è sostenuto da una teoria culturale. Ha la forza di un movimento originale autoctono. E’ basato sul recupero della narrativa esistenziale, sulla salvaguardia della propria forza locale e sul principio dell’auto-determinazione in funzione sovranista. A tal punto da aver svegliato addirittura le fantasie scissioniste dei catalani, da decenni assopite, visto che a Barcellona, a San Paol de Mar, si cominciano a formare – spuntano come funghi- delle fortissime sacche di protesta e resistenza non contro la BCE e non contro la Merkel, bensì contro il governo di Madrid, non più identificato come capitale del Regno, bensì come cancelleria di un governo globale extra spagnolo e quindi nemico della fortissima identità iberica di quell’etnia.

Noi, questo lusso, non ce lo possiamo ancora permettere.
Gli italiani non si sono neppure accorti che vivono sotto al fascismo, come potrebbero organizzare una ribellione a qualcosa della cui esistenza non sono consapevoli? Intendiamoci, non il “fascismo” inteso come sostantivo, ovverossia quella specifica ideologia che si richiama a Benito Mussolini, che ha quei simboli, quelle effigi, e pensa al Duce o clownerie del genere. Qui, uso il termine “fascismo” come aggettivo (nel senso pasoliniano e macciocchiano del termine) ovverossia l’identificazione di un sistema politico, culturale, mediatico e quindi anche e soprattutto economico, basato sull’idea che una ristretta cerchia di privilegiati oligarchici ha il diritto di esercitare un predominio di dominanza sul resto della popolazione perché sono superiori come classe, come ceto, come status, garantito dai partiti e dalla leggi vigenti. Il che mi consente di dire che Fiorito è un fascista (lui lo è anche come sostantivo) né più né meno di quanto non lo sia Lusi o Penati o Tedesco, i quali, in teoria sarebbero di sinistra, ma in realtà sono dei fascisti come aggettivo: è l’esecuzione della loro comportamentalità che li definisce. Che veicolino nei comizi dei discorsi di destra o di sinistra, laici o credenti, è irrilevante; così come è irrilevante il partito o la fazione alla quale appartengono.

Una ribellione autentica italiana (nel senso di “assolutamente originale e non scopiazzata”) non è la variante tricolore di” occupy wall street”, Dio me ne scampi e liberi. Quella sarebbe soltanto moda e marketing mediatico, quindi destinato a una pronta usura.

Un’azione originale, necessaria subito, consiste in una trasformazione individuale e interiore, prima di ogni altra cosa, che cominci a produrre delle immediate mutazioni comportamentali, compresi gli anticorpi necessari per individuare subito in qualsivoglia interlocutore il “fascista come aggettivo” andando a rifondare e ritrovare il seme proficuo della grande tradizione della Cultura Italiana, dove ci mescoliamo insieme Michelangelo e Adriano Olivetti, Federico Fellini ed Enrico Mattei: tutti fratelli tra di loro.

Perché quelli sono i Fratelli d’Italia.

E’ sulla esistenzialità che si verifica la novità originale.
E’ sull’applicazione di un nuovo modello psico-culturale che non sia fascista, che non sia autoritario bensì autorevole, che non sia spaventevole bensì eccitante, che non sia avvilente bensì esaltante, in grado di fornire un nuovo modello culturale della solidarietà a partecipazione umana, che parta dal presupposto di porre al centro di ogni vicenda, ogni teoria, ogni impulso, ogni discorso, le persone nella verità delle loro esistenze. E non più teorie, aliquote, grafici, tendenze, mode, e astruse locuzioni incomprensibili che finiscono per operare in maniera terroristica offuscando la possibilità di praticare il libero esercizio del proprio pensiero. Esattamente come operava il fascismo (come sostantivo).

Il vero problema italiano, tutto italiano, non consiste nel fatto che non si hanno più neppure dieci euro, bensì nella codificazione delle proprie fantasie più profonde, tali per cui si invidia uno come Fiorito invece che nutrire per lui un sereno e naturale disprezzo civile. Quando ciò accadrà, quando il furbo sarà disprezzato e non invidiato, allora si potrà cominciare a pensare all’ipotesi di poter organizzare e gestire delle manifestazioni coordinate di protesta come in Spagna.

Quando cominceremo a riappropriarci del Senso esistenziale della Cultura, che avrà abbattuto il fascismo che è in noi, allora saremo pronti a costruire un’alternativa.
Perché la consapevolezza nasce dall’assorbimento e interiorizzazione di una Cultura italiana innovativa, che va verso l’evoluzione della nostra etnia.
Nel frattempo, non possiamo che seguitare a seguire mode altrui.

In attesa che nostra zia Maria ci telefoni per darci la buona notizia che ha convinto il cugino Piero (che noi disprezziamo da sempre) a farsi latore presso l’assessore di turno per aggirare la Legge. Nel nome di “tengo famiglia”. Lo stesso principio che nel 1943 spingeva qualcuno ad andare alla Gestapo a fare la delazione di anime innocenti per avere un tornaconto.

Se non si uccide il fascista aggettivo che è in noi non si può aspirare a pensare di combattere un governo fascista sostantivo. Gli spagnoli lo sanno benissimo. Loro hanno avuto Garcia Lorca. Noi no. E’ per quello che protestano, noi non lo possiamo ancora fare.

Siamo un popolo di fascisti invidiosi, questo siamo diventati.
E tanto prima ne prenderemo atto, tanto più ce ne libereremo.
La strada è ancora molto lunga.
Sta a ciascuno di noi fare in modo che il percorso si accorci sempre di più, per regalarci di nuovo lo splendido panorama di una possibile utopia per la quale valga la pena di combattere e poter capire, dentro al nostro cuore, il Senso di una bellissima frase del reverendo Martin Luther King “se un uomo non riesce a trovare, nella propria esistenza, qualcosa di talmente forte per cui vale la pena di morire pur di sostenere quell’idea, quel principio, quel valore, allora quell’uomo ha buttato via la sua esistenza e la sua vita non vale nulla”.
Lui ci credeva nella sua lotta per dare pari dignità ai neri d’America, e si è fatto uccidere per questo. Sapeva che di lì a qualche decennio un nero sarebbe diventato il loro presidente. Da noi ci sono stati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono stati i nostri Luther King.

Il fatto di toccare con mano che la vittoria della criminalità organizzata in Italia, oggi, passa attraverso la constatazione che la classe politica che ci rappresenta ha incorporato un atteggiamento individuale di “autentica criminalità esistenziale legalizzata”, la dice tutta sull’inutilità del loro sacrificio e sul grave ritardo dell’intera cittadinanza, compresi i movimenti tutti. Nessuno escluso.
Restituire alla Cultura la prerogativa dell’egemonia sul gossip, vuol dire recuperare il gap.
Non abbiamo molto tempo.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/dublino-atene-e-madrid-in-rivolta.htmll
25.09.2012

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Siamo un popolo di fascisti invidiosi, questo siamo diventati.

    Frase ad effetto che contiene un’antinomia: siamo fascisti nel DNA oppure lo siamo diventati? Le due cosa corrono su binari molto distinti, ma convergono su un punto: l’informazione (o più esattamente la propaganda) è in grado di formare anche il DNA. Famiglie dove non esiste un “sereno e naturale disprezzo civile” verso i prepotenti e gli arroganti arraffatutto non possono che dare imprinting fascisti alla prole. Resta quindi da capire se tali famiglie non siano loro stesse vittime di identici imprinting famigliari.
    Forse, e qui dò ragione a Modigliani, abbiamo più bisogno di frasi urlate che di ragionamenti: lo dimostrerebbe la storia di Pasolini e della Macciocchi. Ma anche questo potrebbe essere un problema legato alla vecchia società patriarcale, oggi definitivamente estinta. Si tratterebbe quindi di vedere se attualmente le cose sono ancora le stesse: una volta trovata la frase ad effetto di facile presa sul pubblico, è possibile trasformarla in uno slogan a cui tutti si devono attenere rigorosamente (come tutto il PCI dantan)? A giudicare dalle recenti vicende della Lega parrebbe proprio di no. Se così fosse starebbe a significare che lentamente (o casualmente? Il dibattito è aperto) il ragionamento sta prendendo l’avvento sul dogma. Nel qual caso la frase di Modigliani andrebbe rivista, e le coniugazioni risistemate.

  • Lestaat

    Applausi!!!

  • Truman

    La frase Ce n’est qu’un début …
    si inquadra nel periodo del ’68 (e anni successivi), quando Guy Debord viaggiava in continuazione tra Italia e Francia. Quello che fu uno dei maggiori teorici dell’epoca metteva sullo stesso piano Francia e Italia, sia per il degrado creato dallo “spettacolare integrato” che per la capacità di reazione di alcuni settori della società.

    E Moroni e Balestrini non svalutavano affatto il contributo italiano alla contestazione radicale del sistema (vedere qui 1977 – L’anno di frontiera).
    Insomma non mi sembra che noi italiani riusciamo solo ad essere fascisti. Ancora un paio di anni fa gli studenti a Roma si fecero notare con le loro proteste.
    A me sembra che il sistema di potere italiano sia ancora forte, ma si sta sgretolando. E allora bisogna insistere. Alla citazione sessantottina ne preferisco una raccolta di recente:

    Il concetto di giustizia non significa solo che le persone che commettono reati vengano condannate. Significa anche non arrendersi mai. (
    Henning Mankell, Assassino senza volto).

    Di Cori Modigliani mi ricorda invece l’inquisitore Eymerich di Evangelisti: ha un suo sistema di pensiero rigoroso dove ogni problema del mondo viene attribuito a Satana. E nei libri di Evangelisti questa tecnica funziona. Nel mondo reale, dichiarare che Satana è il fascismo o il berlusconismo mi appare qualcosa di meno produttivo, una tautologia che funziona sempre ma porta pochi risultati.

  • antiUsrael

    Italiani è tutta colpa vostra perchè siete fassisti!! non è colpa dei banchieri mondialisti (che 70 anni fa distrussero l’Italia e la colonizzarono).
    ”Michelangelo e Adriano Olivetti, Federico Fellini ed Enrico Mattei: tutti fratelli tra di loro” e tutti cresciuti ed educati negli anni ’30 come tutta la classe dirigente(poi sedicente antifascista – altrimenti non lavoravi, ne mangiavi..) che rese possibile la ripresa,il boom economico e gli exploit autonomisti..
    ”Da noi ci sono stati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” ovvero due coraggiosi simpatizzanti delle idee del ventennio che scoprirono fattivamente la cupola sopra la mafia ovvero la NATO e per questo furono uccisi con sommo gaudio della sionistra che, come da tradizione, prima li smerdò e poi (non potendo fare altro) li fece propri coprendo la realtà.
    Di Cori Modigliani:un (doppio)cognome, una garanzia!
    Fascismo-Antifascismo ecc.: sarebbe ora di evolvere, magari partendo dalla lettura de ”il golpe inglese” di Fasanella e Cereghino.

  • Nauseato

    Siamo un popolo di fascisti invidiosi, questo siamo diventati.

    Meglio: Siamo un popolo di fascisti invidiosi e per giunta … ignoranti.

    Dove non è intesa quell’ignoranza “sana e umile” che tutti, chi più chi meno, a vari livelli abbiamo. Non fosse altro che più si sa, più si sa (o ci si dovrebbe ricordare) di non sapere … Ma delle sue forme più tronfie e devastanti. Quell’ignoranza arrogante, rivendicata e glorificata, che pretende un’indiscutibile superiorità in virtù di se stessa. Il che si traduce – anche – in una tragica mancanza di sensibilità.

    Per quotidiani riscontri basta guardarsi attorno.

  • Giancarlo54

    Un articolo lunghissimo per dire, arrivati alla fine, niente. La prossima volta mi limiterò a leggere il titolo che faccio prima.

  • AlbionDoesNotSingAnymore

    “Il golpe inglese”. Ottimo libro, estremamente documentato. Sono d’accordo con tutto quanto da te scritto.

  • BaronCorvo

    “In attesa che nostra zia Maria ci telefoni per darci la buona notizia che ha convinto il cugino Piero (che noi disprezziamo da sempre) a farsi latore presso l’assessore di turno per aggirare la Legge. Nel nome di “tengo famiglia”. Lo stesso principio che nel 1943 spingeva qualcuno ad andare alla Gestapo a fare la delazione di anime innocenti per avere un tornaconto. ”

    Ma come se ne esce questo? Per caso vuol dire che gli italiani sono un popolo di delatori? Ma è fuori di testa, Modigliani?

    Informo il signor Modigliani che durante il nazismo molta gente aveva paura e episodi simili si sono verificati DAPPERTUTTO, addirittura delazioni fra ebrei quindi non faccia il furbetto identificando lo spirito italiano con degli esempi negativi PRESENTI OVUNQUE!!!

    Ma io non capisco come un signore argentino uscito da non si sa dove se ne venga a sparare giudizi della minchia sugli italiani.
    Che poi sia un argentino quello che si permette di sentenziare su di noi è addirittura ridicolo.
    Parli della rigorosamente solo della sua gente Modigliani e si vergogni di aver dato del delatore e del fascista agli italiani!

  • Fedeledellacroce

    Quoto in toto

  • BaronCorvo

    “dichiarare che Satana è il fascismo o il berlusconismo mi appare qualcosa di meno produttivo”

    Diciamo che più che meno produttivo è un trucchetto per accattarsi i lettori meno avveduti. E poi ogni tanto si leva la maschera e si rivela per quello che è come nel post sulla Siria.

  • BaronCorvo

    Scusate, qualcuno mi dice cos’è sta scemenza che il FMI vuole espellere il Giappone?

    Ma uno se ne può uscire con cose simili senza fornire dei riscontri?

    Io non ho trovato nuall di nulla al riguardo e francamente mi sembra semplicemente ridicolo che il FMI possa anche solo lontanamente ipotizzare una tale improvvida decisione.

    Per di più la questione delle isole con la Cina che diavolo c’entra? La Cina è alleata con il FMI per impedire al Giappone di portare avanti le sue consuete politiche keynesiane? Ma che boiate ci viene a raccontare il Modigliani?

  • Truman

    Per chiarimenti dovresti postare sul blog di Modigliani. Però sulla questione delle isole contese tra Cina e Giappone è da tempo che sento puzza di manipolazioni.
    Divide et impera
    vuol dire anche sfruttare ogni occasione possibile per scatenare risse tra i propri avversari.

  • mincuo

    Anche il Giappone al pari di Germania e Italia viene propagandato da sempre come uno Stato completamente autonomo. Ma ha perso la guerra anche lui. La gente dovrebbe fare un paragone con quelli che perdono le guerre (o le subiscono) anche oggi, l’Iraq, la Libia, la Serbia ecc…, per avere idea di quanto generosi possano essere stati con quelli, che tra le altre cose, cioè separando quelle ideologiche più o meno enfatizzate, avevano però anche minacciato il sistema mondiale stesso, bancario ed economico, e su questo si tace sempre, escludendolo e facendo velocemente proseliti tra gli altri Paesi, uno dietro l’altro, sottraendo man mano ai big il loro ruolo di monopolisti dell’intermediazione, dei profitti e del controllo sugli scambi.
    Quindi da quel punto di vista. (Barter, migliori condizioni per materie prime, migliori prezzi, e questo si vide subito con olii, grassi, grano e gomma per il Giappone che stipulò contratti con tutti ed ebbe subito un’influenza commerciale su tutta l’area, e con materie prime, grano, e (orrore!!!) il petrolio pagato meglio coi grossi contratti in Sudamerica e Centro America ecc….contro tecnologia della Germania, tutte cose poi scomparse dai libri) se si va a vedere la storia di Gaddafi e della Libia è poi abbastanza simile, con la sua idea di una moneta africana, una Banca di Investimenti africana, satelliti e telecomunicazioni autonome, ecc… tutte strutture già iniziate, e inoltre con l’espansione in Africa di China che anch’essa offriva migliori condizioni e conquistava rapporti commerciali privilegiati a detrimento dei soliti noti.
    Anche quelle motivazioni, senza pretendere che siano le sole, sono scomparse dalle cronache dove restano solo i famosi “diritti umani” i “nobili motivi” “portare la democrazia” e il Feroce Saladino.

  • mincuo

    N.B. Grano inteso in generale come granaglie (frumento, riso, granoturco ecc…). E’ un Inglesismo da grains, chiedo scusa.

  • ericvonmaan

    Articolo troppo lungo, troppe chiacchere, chi riesce a leggerlo tutto? La sintesi è ua virtù che non tutti hanno, ma è essenziale per comunicare efficacemente. Evidentemente abbiamo un altro narcisista del bel bla bla bla “colto” (quanti ne abbiamo in Italia!).

  • Affus

    Nell ‘articolo non si dice una cosa essenziale del fascismo e di tutti i movimenti europei veramente popolari.
    Il fascimo, come il comunismo , due movimenti veramente popolari, erano la prova , anzi concretizzavano quell’ anelito di giustizia sociale che è racchiuso in ogni uomo e in ogni popolo .
    Questi movimenti furono una risposta limitata e temporanea alla domanda di giustizia sociale innata in ogni uomo, rappresentavano quella tensione morale di una classe e di un popolo . Essi erano l ‘espressione di una politica intesa come impegno etico , morale di un uomo . Chi seguiva i fascisti o i comunisti era convinto di fare del bene , di agire secondo coscienza per il bene di se stessie del popolo . Se la politica non sara intesa come impegno etico , allora la truffa avrà il predominio nella sua azione .

  • BaronCorvo

    Rispondo sia a te che a Mincuo.

    Scusate ma voi vedete da qualche parte la notizia che l’FMI vuole espellere il Giappone? Io no. Vedo che l’FMI vuole mostrare il cartellino rosso all’Argentina ma sul Giappone credo che Modigliani se lo sia sognato di notte…a meno che non mi dia un riscontro e sarò pronto a ritrattare immediatamente. Dubito che lo farà,glielo ho chiesto anche sul sito ma nulla di nulla e quindi sono libero di ipotizzare che si tratti di parole in assoluta libertà e nient’altro.

    Ora il punto è che non solo non vedo notizie in merito ma la storia è del tutto sballata in sé; da quanto tempo il Giappone adotta politiche keynesiane? E il FMI si decide a rompergli le palle solo adesso? E poi siamo sicuri che un espulsione del Giappone sia fattibile? Che poi i cinesi si siano alleati all’FMI per piantare la grana delle isolette questo mi sembra, lo dico in francese, una “connerie” addirittura sensazionale.

  • 4gatti

    Il Popolo in ogni dove agisce di pancia ed il potere deve calibrare la morsa tenendo conto della “durezza” del tessuto sociale sottostante. Noi Italiani siamo a metá strada tra i popoli del sud e quelli del nord del mondo. Per tanto, il potere fa maggiore fatica nel determinare la forma di assoggettamento. Dopo 20 anni dai famosi 1.000.000 di nuovi posti di lavoro tra Burlesque e Lifting ora ci stanno per servire 20 nuovi anni di purga e digiuno!
    Il potere, quello dietro le quinte non è nessuno senza la complicitá dei caporali. Chi sono? Tutti quelli che scendono a patti per biechi interessi e mediocre autostima. E costoro, sarete d’accordo con me, non hanno Nazionalitá.

  • Iacopo67

    Si, “Il golpe inglese” è un buon libro.
    Segnalo anche “Intrigo internazionale” sempre di Fasanella, e del giudice Rosario Priore, ben scritto; tratta del dietro le quinte di vari fatti della storia italiana, ( il sostegno italiano a Gheddafi, le stragi di Stato, Mattei, Moro, il compromesso storico DC-PCI, le BR, le influenze straniere…).
    Rosario Priore è stato giudice istruttore per il caso Moro, Ustica, e altri casi importanti, conosce molte cose, è anche schietto e diretto nel parlarne, senza filosofare, non si disperde troppo nei dettagli ma offre una buona visione d’insieme delle cose, insomma vale veramente la pena di essere letto.

  • nuovaera89

    Ottima risposta antiusrael, non ho capito dove volesse andare a colpire l’articolo di Modigliani sinceramente, mi ha lasciato un senso di nulla e penso di aver perso tempo per niente. Mi informerò riguardo la letteratura de il golpe inglese e dell’altro postato da jacopo!

  • Fabriizio

    mi hai tolto le parole di bocca

  • radisol

    Il 1968, in Italia, è arrivato, rispetto alla Francia, in ritardo solo di alcune settimane …. ma intendo il 1968 come fenomeno di massa …. come “avanguardie”, come allora si amava dire, ricordo invece che Valle Giulia è arrivata il 1 Marzo 1968, ben due mesi prima del maggio francese …. e che il documento torinese di Palazzo Campana, che fu un pò la “bibbia” del 1968 italiano, data addirittura luglio 1967 …. ma al di là di queste dispute cronologiche …. che comunque dimostrano ancora una volta che Di Cori Modigliani tende spesso a spararle grosse senza nemmeno consultare qualche motore di ricerca internet ….ricordo che nel giugno 1968 a Parigi era già tutto finito …. mentre il 1968 italiano è durato dieci anni, il famoso “decennio rosso”, più o meno fino al sequestro Moro …. così tanto per ricordare la storia ….. e poi ormai, per citare proprio uno slogan sessantottino, siamo tutti, volenti o nolenti, “cittadini del mondo” … per cui dove si comincia si comincia …. purchè questa sacrosanta e necessaria rivolta cominci davvero e si propaghi ovunque …..

  • alvise

    Penso che aggettivi come “pecoroni”, “vigliacchi”, “individualisti”, o luoghi comuni come “finchè la gente si interessa di più all’iPod” che a…..”, siano ormai, o dovrebbero, sparire dalla bocca dell’uomo comune, come me, ma purtroppo continuando a ripetere queste banalità non si va da nessuna parte. Io penso che tutto abbia una stagione, la stagione dell’allegria e la stagione della tristezza, oggi siamo in questa seconda, e lo sappiamo, quindi mi domando e domando; quanto può durare l’euforia dell’elettronica, dell’iPod, dell’iPad, del calcio, e del ludico in generale, rivolta verso le fascie medio alte della borghesia , visto come va il gambero della nostra economia?

    E quindi sperare che finalmente sentano, come un dolor di denti, il dover fare qualcosa? Ancora sei mesi? Un anno? un anno e 1/2? E poi? Ecco, allora, forse, la gente andrà nelle piazze come fanno i poveri disgraziati Greci e Spagnoli, ma ormai l’araba fenice non potrà rinascere perchè non ci saranno nemmeno le ceneri. Ci sarà sempre un’entità che si ciberà anche delle ceneri. Questa è la mia visione del futuro, ma penso di molti. Non credo che stia facendo catastrofismo, penso invece di avere una lucida visione, conoscendo un poco di finanza imparata proprio da persone, secondo me capaci, di questo blog. Secondo me, l’idea che nell’opinione pubblica, per noi italiani, possa raggiungersi una massa critica da sentir così forte il problema economico, è sensata come quella di far diventare democraticamente intelligente il popolo per decreto. Almeno per ora, come ho sottolineato.

  • alvise

    Sono un poco basito, perchè ho sempre visto parlarne bene, su questo blog, di Modigliani. Onestamente però non ricordo se tu eri tra questi.

  • Georgejefferson

    Mincuo,ho voluto riportare i tuoi dati e quelli dell’altro utente sul quatar da Modigliani.Alla richiesta anche di un altro di chiarimenti,vedi che risposta… http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/media-comunicazione-in-italia-con.html

  • GRATIS

    Tutto giusto Modigliani. Colto proprio nel segno. I commenti al limite del trollonismo dei fascistibili frequentatori di CDC a cui si aggiungono quelli dei progressisti nati dalla Resistenza filo Atalantica (proprio quella che ha permesso ad intere generazioni di considerare risolto per incanto il proprio rapporto col fascismo) stanno a dimostrarlo.

  • antiUsrael

    Adoro i troll senza argomenti.E che spasso quando non rispondono direttamente dimostrando la loro nullità..

  • tania

    Bè , in effetti ci stà che un fascista esalti il boom economico italiano protetto e trainato dagli USA : in fondo anche quello è stato una forma di imperialismo e in fondo i fascisti hanno servito i servizi segreti , in chiave anticomunista , fino a ieri ( Si lo so , anche molti pseudosinistri li hanno serviti , sempre in chiave anticomunista ) . Poi che io sappia , a differenza di Borsellino , Falcone era di sinistra e non capisco che problemi comporti il doppio cognome dell’autore dell’articolo . E non so infine che significhi “sionistra” , ma il Sionismo è un movimento di estrema destra , essendo un movimento nazionalista , borghese , razzista etc . E milioni di italiani sono “nati e cresciuti” sotto il governo del servo dei padroni di Predappio , ma non per questo li definerei tutti dei reazionari servi dei padroni : ovviamente escludendo gli industriali , i militari , Gelli , i servi segreti eccetera .. perchè questi ultimi certo , erano sicuramente fascisti .
    PS : lo so che non ha senso rispondere ai tuoi commenti , e in effetti non so nemmno perchè l’ho fatto

  • antiUsrael

    Certo i fascisti e gli americani(che però hanno creato l’Urss e l’hanno sostenuta strenuanente per fargli vincere la ww2 come provato da Sutton e migliaia di altri storici) bla bla bla.
    E Il regime sionista per la cui nascita l’Urss coi sodali Usa fece carte false..
    ”Il servo dei padroni” ahahaah!
    Per fortuna non dovrò prenderti sul serio e rispondere visto che quello che affermò è confermato da tonnellate di libri e documenti(basta solo fare qualche ricerca in rete).
    No Tania Kaganovich ti prego continua mi stai facendo divertire:non pensavo che esistessero ancora certi pezzi da museo!

  • Ercole

    NON esiste l,europa dei popoli quasi tutti volutamente ,,dimenticano ,,,che la societa e divisa in classi , e che il mondo non si divide in bianchi e neri ,ma in ricchi e poveri. chiamiamo le cose nel verso giusto.

  • terzaposizione

    Ha senso perchè anche una radikal-chic può trasformarsi in Eva Braun quando il kaos scorre per le strade.Tra poco ne sarai consapevole
    D’altronde che parte politica ha generato il Fascimo? La tua cara.

  • tania

    No Goebbels non distrarti e fai attenzione : la formula che hai scritto “certo i fascisti e gli americani bla bla bla ” è fuorviante , perchè sono anche esistiti americani anarchici e comunisti , repressi , incarcerati , torturati e dispersi dal padronato statunitense ; un pò come nello stesso periodo ha fatto il padronato italiano , utilazzando i fascisti , contro comunisti anarchici e socialisti italiani . Quindi è più corretto scrivere che il fascismo è uguale all’ideologia dominante che ha appaggiato , nello stesso periodo storico , il padronato statunitense : entrambi fondamentalmente anticomunisti e imperialisti . Poi va da se che due imperialismi al servizio del capitale si sarebbero inevitabilmente scontrati con la vittoria di uno solo , ma la mentalità del fascistello medio non cambia : anticomunista e razzista ( come appunto l’ideologia dominante che ha appaggiato il padronato statunitense ) . Poi , un’altra cosa : è fuorviante anche accostare un ideale come quello comunista con uno stato nazione , in questo caso l’URSS , che infatti non c’entra nulla . PS : mi fa piacere ( non ti prendo in giro ) che hai trovato il gusto di leggere qualche libro ; perchè mi ricordo che sostenevi che fossero tutta propaganda scritta da comunisti ed ebrei.. Quindi , in sintesi , fai sempre molta confusione ma c’è anche qualche pallido pallaido segnale di speranza .

  • geopardy

    ANSA:

    In primo piano
    iPhone 5: attesa finita, ora anche in Italia
    Code negli Apple store, malgrado la crisi
    Iniziate le vendite in Italia: assaltati i negozi di Genova Iniziate le vendite in Italia: assaltati i negozi di Genova
    — Tecnologia —

    Sono iniziate anche nel nostro paese (VIDEO), alle 8 di questa mattina negli Apple Store e dalla mezzanotte nei negozi degli operatori telefonici, le vendite dell’ultimo smartphone di casa Cupertino

    Con della gente così di cosa ci dovremmo preoccupare?
    Riporto un’intelligente considerazione: “mentre in Spagna stanno in coda a Plaza del Sol per cacciare a calci i politici del parlamento, in Italia stanno in coda per acquistare l’ultmo iPhone5.

    Due vetrine rotte un automezzo della polizia in fiamme ed è subito sera.

    Già finita l’era del movimento dei forconi?
    Naturalmente no, tempi peggiori arriveranno, basterà l’iPhone6 a placarci in futuro?

    Loro scommettono di sì.

    Riusciranno a vincere anche questa scommessa?

    I brokers sono già in coda per lucrare su questa scommessa, sta a noi arricchirli ulteriormente o meno.

    Alleluia!

    Caio

    Geo

  • vraie

    ” ……….. (..nel senso di …. lo penso anch’io! …. pari-pari)

  • AlbionDoesNotSingAnymore

    Lascia perdere, con gli antifa è inutile parlare, a maggior ragione se bolscevichi. Per loro la propaganda di guerra sovieto-alleata e quella antifascista, assurte a verità ufficiali, uniche ed incontestabili, dogmi la cui messa in discussione conferisce immediatamente un “marchio” d’infamia a chi osa avanzare dubbi, vale più di quanto scritto nel Corano per i salafiti. Non c’è niente da fare. Poi questa società infame la conosciamo, consente la libertà di espressione a patto che si resti entro il campo dell’antifascismo, qualsiasi cosa che esuli minimamente dal politically correct antifa (non importa la qualità delle argomentazioni, documenti, prove e dati di fatto che possano supportare la tesi “controcorrente”) viene respinto a priori, spesso anche in maniera violenta e bisogna andare in contro alle provocazioni e le calunnie (se va bene), o la violenza (quando si ha a che fare con i buzzurri dei cessi sociali anche non verbale) e l’isteria esasperata dell’interlocutore. Si chiama “risposta pavloviana”, ad ogni affermazione vagamente “non-antifascista” corrispondono automaticamente reazioni di profonda costernazione, livorose, violente ed isteriche all’inverosimile.
    70 anni di incessante e meticolosa propaganda antifascista hanno prodotto questo è non c’è niente che possiamo fare. Bisogna ignorare i TROLL e quanti (POCHISSIMI) non siano privi di pregiudizi ed etichette da affibbiare. Lasciali illudere i rossi… Hanno da sempre servito il sistema e non se ne sono mai resi conto. Sono ancora convinti di combattere il Fascismo (morto e sepolto da 70 anni) e di fare la rivoluzione. Sinceramente non credo che i signori di Wall Street abbiano più bisogno di loro… Però combattere il Fascismo, magari etichettando come tale dei suoi disgustosi surrogati, che in realtà non vi hanno nulla a che fare (il fu MSI, AN, PDL, La Destra, Forza Nuova, Fiamma Tricolore, CasaPound). Quanto fanno ridere poi quando si scagliano contro partiti politici come UDC, FLI (meno da quando fini ha gettato a mare berlusca), saya, oppure banchieri ed esponenti dell’alta finanza internazionale, definendoli “fascisti”.

  • AlbionDoesNotSingAnymore

    Dimenticavo, quanto fanno ridere (e allo stesso tempo tristezza), quando attaccano gli atlantici o israele, definendoli “fascisti”. Abbiamo combattuto una guerra contro USA e GB, ma per loro eravamo in combutta. O un semplice scontro tra capitalismi, una baruffa in famiglia, niente di che. Perchè per loro gli pseudo-facisti che nel dopoguerra hanno collaborato coi servizi segreti britannici erano veri fascisti. Per loro sono tutti fascisti, il fascismo è ovunque, e pronto a riprendere il potere e cancellare la loro magnifica “democrazia”.

  • radisol

    E invece il dato che in Italia non ci sono ancora stati significativi moti di piazza è, pur se grave, alquanto banale …. le file per i nuovi prodotti della Apple le fanno pure in Spagna ed in Francia e non è quindi questo il termine di paragone …. il problema vero è, come dicevo, banale …. in Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, persino in GB le manifestazioni di piazza e gli scioperi sono indetti da tutti i sindacati …. poi certamente una parte significativa dei manifestanti fa “più uno” e trasforma gli scioperi ed i cortei in “riots” … in Italia invece i sindacati istituzionali, con parzialissime eccezioni, sono del tutto asserviti al “governo tecnico” ed alle varie controparti … ed allora semplicemente manca la “miccia”, l’occasione perchè si incendi la prateria … ma l’incendio arriverà fatalmente pure qua ….. e, come al solito, molti di voi che la “rivolta” sotto casa non la vogliono proprio, parleranno di “infiltrati”, di provocatori ecc. ecc. …. come è già successo per il 15 Ottobre 2011 a Roma o per i blocchi di Gennaio 2012 dei Forconi e degli autotrasportatori, persino per la battaglia contro la Tav ….. ma questo è un altro discorso … lo “scoglio” non potrà arginare il mare ….