DOVE STIAMO SCAPPANDO?

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DI LEONARDO BOFF
Koinonia

Una delle principali caratteristiche del giorno d’oggi è l’accelerazione del tempo. Lo spazio terrestre praticamente è stato già tutto conquistato, ma con il tempo continua ad esserci una grande incognita. Potremmo dominarlo?

La sfida viene lanciata in tutti i settori, cominciando dallo sport. In ogni olimpiade si cercano di superare tutti i record precedenti, specialmente nei classici 100 metri. Le macchine devono essere ogni volta più rapide, gli aerei e le navi spaziali devono superare la velocità di quelle della generazione precedente. In agricoltura si utilizzano fertilizzanti chimici per velocizzare i tempi di produzione e aumentare i ricavi. Internet funziona ad altissima velocità, senza fili, perché, per guadagnar tempo, si fa tutto via satellite. L’accelerazione ha raggiunto in modo particolare le borse; quanto più velocemente si trasferiscono capitali da un mercato ad un altro, tenendo conto del fuso orario, più si può guadagnare. Ora più che mai, “il tempo è denaro”.

Certamente, in tutto questo processo c’è un elemento liberatore, poiché il tempo è stato sempre vissuto con sottomissione. Non possiamo fermarlo. D’altro lato produce un impatto sulla Natura, che ha i suoi tempi e i suoi cicli. L’impatto non è minore sulla mente delle persone, che si sentono confuse, particolarmente quelle di maggior età che perdono i parametri di orientamento e di quello che sta succedendo nel mondo.

Vale la pena fare questa corsa? Verso dove stiamo scappando?
E ci sono quelli che non si adattano ai tempi! Nel lavoro, sono espulsi dal mercato dato che le loro capacità divengono obsolete. Quelli che non si aggiornano perdono il ritmo del tempo e sono considerati precocemente invecchiati, o in ritardo. E questo può accadere anche con Paesi interi che non riescono ad incorporare i progressi della tecnologia. Tutti sono obbligati a modernizzarsi rapidamente e ad essere sempre Paesi emergenti.

Dove ci porterà questa corsa contro il tempo? Lui vincerà sempre perchè non possiamo congelarlo. Semplicemente passa, lento o accelerato come nei grandi tunnel di accelerazione di particelle.

Però è importante considerare che c’è tempo e tempo. Il tempo naturale per la crescita di un albero può anche essere di 50 anni. Il tempo tecnologico per abbatterlo con una motosega è di circa 5 minuti. Di quanto tempo abbiamo bisogno per crescere, maturare in saggezza e per conquistare il proprio cuore? A volte una vita intera di 80 anni non basta… Il tempo interiore non ubbidisce al tempo dettato dall’orologio. Necessitiamo tempo per risolvere i nostri conflitti interni; a volte questi conflitti ci obbligano addirittura a fermarci.

Una riflessione del maestro zen Chuang-Tzu, di 2500 anni fa, ci ritorna alla memoria. Racconta che c’era una persona che rimaneva molto perturbata nel guardare la propria ombra e le proprie orme gli davano molta tristezza, cosicché penso di liberarsi di entrambe. Utilizzò il metodo della fuga per tutte e due: si alzò, si mise a correre ma ogni volta che appoggiava un piede a terra compariva un’orma e l’ombra lo seguiva senza la minima difficoltà.

Attribuì il suo fallimento al fatto che non stava correndo come avrebbe dovuto. A questo punto si mise a correre ancora più forte, senza fermarsi finché non cadde stremato e morì. Il suo sbaglio, ci insegna il Maestro, fu di non essersi reso conto che solo andando in un punto dove già c’era dell’ombra la sua sarebbe scomparsa e che se fosse rimasto fermo non ci sarebbero state altre orme ad inseguirlo…

Non è questo quello di cui avremmo bisogno oggi? Fare un fermata? Proprio lì sta il segreto della felicità e la desiderata pace interiore.

Leonardo Boff
Fonte: www.servicioskoinonia.org/
Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=62404
26.01.08

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di EPICUREO

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