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DOVE STIAMO ANDANDO

DI SANDRO MOISO
carmillaonline.com

Per un errore di interpretazione di un testo latino che attribuiva agli amalfitani l’invenzione della bussola, per secoli si è dimenticato che la scoperta dell’asse magnetico terrestre è da attribuirsi ai cinesi e ai vichinghi, mentre è da attribuire agli arabi la diffusione della bussola nel Mediterraneo.
Al massimo l’amalfitano Flavio Gioia l’avrebbe perfezionata, rendendola più stabile.
E’ la solita storia italiana: nazione di eroi, santi, navigatori, inventori e falsificatori.

Certo la bussola della politica italiana, dalla nascita dello stato nazionale in avanti, un’importante modifica l’ha subita.
L’ago è stato sostituito da un manganello che, a seconda delle epoche, può variare lunghezza, dimensione e materiale di cui è fatto, ma non la sua funzione: quella di indicare dove stanno andando l’economia e la società nazionali.

Se gli operai provano a chiedere : ”Dove stiamo andando? Che fine faremo? Che avverrà del nostro lavoro e del nostro salario?” La risposta esatta è: cariche e manganellate.
Se gli studenti e i giovani chiedono: “Dove stiamo andando? Che fine farà l’istruzione pubblica? Che ne sarà del nostro futuro?” Ancora una volta la risposta sarà data dalle manganellate e dalle cariche della polizia.

Provate a chiederlo per qualsiasi altro settore della vita sociale ed economica (ambiente, risorse, pensioni, diritti) e vedrete che la risposta sarà sempre quella.
Botte, manganellate, fermi ed arresti spesso accompagnati dall’ipocrita annuncio: “Scusate il disagio, ma stiamo lavorando per voi”.
Il manganello è stato benedetto con l’acqua santa e il perdono arriverà nei secoli a venire (come per Galileo o gli Ebrei).

E allora: dove stiamo andando?
Il manganello delle brame capitalistiche non ha dubbi: punta dritto, dritto su un Monti bis.
Ma come, dirà qualcuno, non si stanno tutti i politici dando da fare per scongiurarlo? O, almeno, non stanno tutti chiedendo una sua “investitura” politica? Sveglia gente!
Lo spettacolo della democrazia partecipativo-mediatica non demorde dalla sua funzione, mentre Guy Debord, dall’aldilà, se la ride, ma i giochi sono già fatti. Rien ne va plus!

L’investiture c’è già stata.
Hanno promosso il continuum spazio temporale montiano tutte le maledette forze che governano davvero questo paese: la conferenza episcopale in primis, la famiglia Agnelli attraverso Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, Confindustria, le banche già abbondantemente rappresentate nel governo e la finanza americana ed internazionale.

Partiamo dall’ultimo soggetto perché, non c’ è dubbio, dopo la cena newyorkese di fine settembre con il Gotha della finanza, il presidente del Consiglio è tornato ben deciso a continuare il suo ruolo di “salvatore della patria”, mascherato da novello Cincinnato. Ruolo che il premier ha ribadito ancora, oltre il 2013, sulle pagine dei quotidiani degli ultimi giorni.

A New York Monti ha incontrato Jack Welch, storico amministratore delegato di General Electric, quindi Henry Kravis alla sede di Bloomberg, e prima di una cena con il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner e il finanziere George Soros. L’incontro con Geithner è avvenuto dopo che Monti ha avuto un colloquio con il presidente Obama.
Alla cena d’affari che è seguita erano presenti il presidente della FED di New York, William Dudley; l’amministratore delegato di Neuberger Berman, George Herbert Walker; il numero uno di Esteé Lauder Fabrizio Freda; e il capo economista di Moody’s Analyticts Mark Zandi. Inoltre Frank Bisignano di JPMorgan, Zubaid Ahmad di Citigroup e il chief operating officer di Nyse-Euronext Larry Leibowitz.

Si noti che quest’”ultima cena” si è svolta pochi mesi dopo l’incontro di Sun Valley, nell’Idaho, avvenuto a metà luglio, dove già lo avevano accolto personaggi come Mike Bloomberg, Warren Buffett, Mark Zuckerberg, Rupert Murdoch, e industriali italiani come Elkann e Zoppas.
Lucio Quinzio Monti ha dunque le spalle ben coperte a livello internazionale, anzi sembra essere proprio l’asso nella manica di chi vuole scardinare non solo quello che rimane del sistema di welfare italiano, ma anche di quello europeo (Germania inclusa).

Monti all inclusive dunque, compresa la successiva investitura delle massime gerarchie cattoliche, attraverso la voce della CEI, avvenuta esattamente due giorni dopo la cena al “Cirque” (un nome un programma) di New York.
Non stupiamoci dunque, se pochi giorni dopo il cardinale Ruini si è presentato a dettar legge attraverso il programma di Mr. Fabio”PD” Fazio. Il do ut des,di stampo democristiano e fascista, in Italia funziona ancora benissimo. “Io garantisco l’appoggio al tuo governo, tu mi lasci ridefinire ogni aspetto della vita sociale e civile di questo paese e non mi fai pagare l’IMU sugli immobili della Chiesa!” Come dire: patti chiari, amicizia lunga.

Squinzi, Confindustria, famiglia Agnelli, Montezemolo e Marchionne possono essere divisi sulla spartizione del bottino e delle spoglie, ogni volta che se ne presenti l’occasione, ma su un punto sono indubbiamente uniti: il paese deve essere svecchiato.
E cos’è che va rimosso, qual è il lifting di cui ha bisogno la nostra economia? Gli scarsi investimenti nella ricerca e nella tecnologia? No, figuratevi… Sono i diritti dei lavoratori, la normativa contrattuale, il sistema di assistenza e di istruzione pubblica e, soprattutto, la scarsa produttività del lavoro, anzi, meglio, l’orario di lavoro troppo ridotto ad invecchiare lo stivale dal punto di vista economico.

Ok, l’articolo 18 l’hanno già praticamente eliminato. Quel brutto tumore che impediva lo sviluppo economico di imprese sane e competitive come la FIAT è stato rimosso chirurgicamente dalla dott.ssa Fornero e dai suoi competentissimi assistenti. Ma non è bastato; d’altra parte si sa che dopo l’operazione è meglio un po’ di chemioterapia. E cosa importa se fa stare un po’ male…poi ci sarà il miracolo. Invece di radioterapia non se ne parla, quella la stanno già facendo, con ottimi risultati, i soldati delle missioni militari all’estero, con la prolungata esposizione agli armamenti ricchi di uranio impoverito.

E allora ecco che Passera (il ministro di Intesa Sanpaolo) tira fuori il coniglio dal cappello, la novità assoluta: un bel patto per la produttività. Una bella flebo di aumento d’orario a parità di salario perché “tra il 2008 e il 2009 l’Italia è l’unico paese tra i Pigs ad aver registrato un aumento del costo del lavoro nominale per unità di prodotto, mentre Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna hanno proseguito sulla via della deflazione salariale”, parola di Jp Morgan!

Chiaro che il tutto sarà presentato con più eleganza di quanto qui volgarmente esposto, basti pensare alla deflazione salariale appena citata: mica si può più dire (soprattutto sulle pagine di Repubblica) riduzione del salario. Così come la detassazione del salario di produttività che, detta così, sa molto di accordi industriali in salsa tedesca, dimenticando, però, che in Germania i lavoratori hanno una rappresentanza diretta nei consigli di amministrazione delle grandi aziende. Mentre qui si tratterà, al massimo e dal 2014, di veder ridotte le tasse sugli straordinari o sulle ore aggiuntive. Peccato che pochi giorni or sono un’inchiesta a livello europeo abbia dimostrato come i salari italiani siano già tra i più bassi tra quelli della UE. Ma chi se ne frega, qui le leggi le dettano Jp Morgan, Bloomberg & Co.

Che in questo frangente l’infinita deriva della catastrofe politica berlusconiana produca una serie di tentativi di ricostituire una nuova DC (Casini, una parte del Pdl e una parte del Pd) oppure una destra “pulita” (Fini da un lato e Alemanno dall’altro) oppure, ancora, una ripresa del populismo leghista falsamente anti-montiano non fa altro che aumentare la forza del governo tecnico che può, fin da ora, farsi beffe di qualsiasi proposta di appoggio o opposizione politica da parte di queste forze. Ci penserà sempre la ministra Fornero a vigilare attentamente per rendere vane tutte le promesse elettorali di tali forze, sia in un senso che nell’altro. Esodati e studenti? Più bastone e meno carota! Più ore agli insegnanti a parità di salario, in attesa che ciò avvenga anche in tutti gli altri settori! Parola di Profumo, altro ministro del fetido governo tecnico. Scritto ben chiaro nell’art.42 del DL di Stabilità attualmente in approvazione.

E la Sinistra? Il PD lo ha già detto: manterremo gli impegni presi a livello europeo ovvero continueremo l’agenda Monti anche senza di lui. Quindi che si chiami Bersani o Renzi il governo col PD sarà comunque un Monti bis, in attesa del tris, etc. Senza dimenticare che a lanciare Mario Monti come salvatore della patria, nell’autunno dello scorso anno, fu proprio il PD. Così come fu per Draghi alla banca d’Italia, prima, e alla BCE, dopo. Se poi si pensa che il massimo sponsor di un PD totalmente migliorista è proprio La Repubblica che affida ormai le sue analisi economico-finanziarie all’agenzia Bloomberg…beh è tutto detto, no?!

E Nicky Vendola? Con i suoi discorsi roboanti su poveri e ricchi, donne e gay, Sud e Nord…eh? Belli vero? Vuoti come una zucca secca però. Come si fa a sparare una tale prosopopea di intenti candidandosi alle primarie di un partito dove non potrà mai vincere e da cui, al massimo, potrà ottenere un rientro in parlamento di qualche rappresentante di Sel? Non è che poi alla fine non si sia di nuovo davanti al solito “do ut des”: io ti copro a sinistra e tu mi farai avere qualche posto in parlamento e qualche poltrona da sottosegretario?

L’unica novità sostanziale “a sinistra” potrebbe essere rappresentato dallo stritolamento elettorale del PD messo in opera dalla stessa macchina che i suoi dirigenti e le sue correnti hanno messo disordinatamente all’opera. Schiacciato quindi, come un novello apprendista stregone, tra le istanze finanziarie dell’ala “migliorista” e quelle demagogico-populiste di Bersani, che l’attuale alleanza con PSI e Sel non contribuirà a salvare dalla catastrofe di più di ottant’anni di storia veramente mal spesi. Dove, nel miserabile finale, il dibattito sulle primarie ha sostituito qualsiasi riferimento a programmi ed intenti (tutti, naturalmente, inconfessabili).

Sì, ma che bello, in compenso stiamo facendo fuori i corrotti: Polverini , er Batman, qualche giunta regionale, provinciale e comunale; magari anche il “celeste” Formigoni! L’appello anti-corruzione, che capolavoro di ipocrisia! Che magnifico manifesto affinché i tecnici continuino a governare e a tagliare la spesa pubblica. Ma nessuno ha notato che tra le centinaia di migliaia di firme ce ne sono alcune che veramente stonano? Per esempio quella di Renzo Piano che, nel disastro dell’Aquila, è riuscito ad accaparrarsi la costruzione dell’auditorium cittadino recentemente inaugurato dal migliorista Napolitano, oltre che progettista del contestato grattacielo torinese e di altre infinite opere inutili e costosissime.

Tutti ammaliati dal populismo di origine grillesca e dipietrista, ormai sventolato da tutti contro tutti ed in particolare contro Berlusconi e gli avanzi miserabili del suo regime, senza cogliere mai lo spreco che sta alla base di tutti gli altri sprechi : quello causato dal disastro e dalla voracità del capitale finanziario nell’epoca della sua agonia.
E che si manifesta in tutta la sua potenza politica proprio attraverso la vera e propria dittatura imposta sui parlamenti, sui partiti e sulle nazioni che ne hanno accettato le regole attraverso i governi dei tecnici o degli uomini legati alle grandi società finanziarie. Non soltanto con i diktat di Fornero, Passera e Profumo, ma anche con quelli di Clini nei confronti delle decisioni prese dai magistrati di Taranto o di Napolitano nei confronti dei giudici di Palermo. Altro che divisione dei tre poteri: ne resta uno solo, unificato nelle mani dei personaggi suddetti. Quello dell’assolutismo finanziario.

Fermi tutti però, ci sono ancora i leader dei movimenti per la difesa dei beni comuni a vigilare! Ma, a parte il fatto che anche il comune di Torino ha chiamato “Beni Comuni Torino” la Srl con cui, in realtà, ha messo in vendita una parte delle società di servizi, non vi sembra che ispirarsi ai movimenti arancioni, per istituire delle liste elettorali, sia un po’ mefitico? Diciamo, con termine desueto, un po’ troppo interclassista? Come l’altro: “moltitudini” che, forse, ai tempi di Machiavelli poteva ancora andar bene (in fin dei conti si parlerà per almeno altri due secoli di Terzo Stato), ma certamente non più oggi, al tempo di una crisi che sta proletarizzando a forza le classi medie. Quel ceto medio in cui si cerca da tempo di inquadrare sociologicamente anche la classe operaia.

Eh sì, perché questa fissa della lotta di classe qualcuno ce l’ha ancora in testa. Concetto vecchio, superato, come Alfredo Reichlin ha sostenuto recentemente su L’Unità, inutile, controproducente, pericolosa.
Eppure, eppure… qualcosa in proposito ci sarebbe ancora da dire.
Ci sarebbe ancora la possibilità di rilanciare le lotte dal basso, unificando quelle già esistenti sui territori e nei luoghi di lavoro o di ex-lavoro. Approfittando anche del fatto che l’idrovora finanziaria ha già di fatto abbattuto i confini nazionali e i particolarismi che ne derivano.

Con parole d’ordine semplici, ma efficaci e condivisibili. Parole su cui costruire una vera alternativa antagonista, a livello nazionale ed internazionale, che veda davvero protagonisti i lavoratori, i giovani e i diseredati di ogni sesso, età, religione e nazionalità. Utopia, magia, ubriacatura ideologica oppure unica possibilità per la costruzione di un comune fronte di lotta contro il governo Monti, i suoi cloni futuri e tutti gli altri governi della finanza? I giochi sono aperti ed occorrerà partecipare per vincere.

E non si sta, qui, parlando di partecipazione e di vittoria alla farsa “elettorale”. Perché, a dispetto delle apparenze e della frammentazione delle lotte, da Nord a Sud, oggi si sta aprendo davvero una fase di doppio potere. Da una parte quello, pienamente manifesto e programmato, del capitale finanziario e dei suoi agenti, dall’altra quello, ancora confuso incerto e timoroso, di chi con tutto ciò dovrà fare i conti per poter continuare a vivere. Mentre in mezzo non esistono quasi più spazi di mediazione.

Li hanno spazzati via la crisi economica e l’arroganza dei vampiri al potere che intendono ormai bere fino all’ultima goccia il sangue di milioni di persone, prosciugandone totalmente ogni riserva di valore, ogni ricchezza, ogni speranza. Tornare alla rivendicazione degli spazi parlamentari sarebbe, oggi, soltanto una transazione al ribasso sulle reali necessità di chi è governato e di chi deve accettare, ancora, le regole del modo di produzione capitalistico.

Se un potere, oggi, sta nei palazzi e nelle banche, l’altro sta solo nelle piazze, nelle strade e nelle assemblee ed iniziative di lotta.
Da una parte la morte, dall’altra la vita.
La terza via può essere solo quella di un mondo di zombi decerebrati e costretti a lavorare contro la propria volontà e condizione fisica. Svuotata di ogni funzione, l’azione parlamentare* non può che continuare a sussistere in una serie di riti voodoo finalizzati a mantenere in vita ciò che è già storicamente morto. Spezzare, insieme, le catene della schiavitù e della superstizione politica sono oggi un tutt’uno, necessario ed inevitabile.

*Compresa quella di cassa di risonanza per le lotte che Lenin difendeva nell’Internazionale Comunista contro i partiti comunisti astensionisti, come il Partito Comunista d’Italia. Oggi gli sbarramenti al 4 o più per cento limitano la presenza antagonista tra i seggi parlamentari, mentre la rete mette a disposizione uno spazio di comunicazione e risonanza sicuramente, per ora, più vasto ed efficace (come dimostra il recente appello contro le 24 ore a parità di salario, proposte dal ministro Profumo per gli insegnanti, che ha raccolto circa trentamila firme in pochi giorni, costringendo, per la prima volta in Italia, tutti i sindacati della scuola a dichiarare uno sciopero generale unitario per il 24 novembre).

Sandro Moiso
Fonte: www.carmillaonline.com
Link: http://www.carmillaonline.com/archives/2012/10/004488.html

17.10.2012

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    a partire dalla prima guerra mondiale il capitalismo e diventato un sistema sociale decadente.esso ha scagliato in due riprese l,umanita in un ciclo barbaro di crisi,guerra mondiale,ricostruzione , e nuova crisi.con gli anni 80 esso e entrato nella sua ultima fase di decadenza,quello della sua decomposizione.non vi e che una sola via a questo declino storico irreversibile, socialismo o barbarie, rivoluzione comunista o distruzione dell,umanita.

  • Tonguessy

    Hanno promosso il continuum spazio temporale montiano tutte le maledette forze che governano davvero questo paese: la conferenza episcopale in primis, la famiglia Agnelli attraverso Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, Confindustria, le banche già abbondantemente rappresentate nel governo e la finanza americana ed internazionale.

    Articolo di una piattezza politica imbarazzante. Su vuole mettere assieme la “voracità del capitale finanziario nell’epoca della sua agonia” con i suicidi dei piccoli imprenditori; i diktat dei grossi gruppi che ormai hanno più interessi borsistici che industriali con Marchionne, marionetta che a fronte di stipendi e prebende oltraggiosi fa solo ciò che gli viene ordinato. Si pretende di mettere sullo stesso piano REIMPRESA che denuncia come “i nostri governanti che si rivelano sempre più servi del potere finanziario mondiale” e la finanza americana che ha sul suo libro paga Monti e soci.
    http://www.reimpresa.it/obi01.html
    Si ignora che Squinzi (confindustria) ha parlato di “macelleria sociale” riferendosi alle politiche in atto e lo si mette assieme alle banche in una impossibile alleanza di intenti.
    Infine si parla di Sinistra: “Il PD lo ha già detto: manterremo gli impegni presi a livello europeo ovvero continueremo l’agenda Monti anche senza di lui.”
    Ora l’ho detto fino a sgolarmi: se un partito sostiene pienamente le politiche neocon non può definirsi di Sinistra, ma di Destra, visto che quelle idee sono state formulate e sostenute dalla destra americana. Inutile quindi associare il PD alla Sinistra, si fa solo disinformazione.

    D’altronde questo articolo, al di là delle magari ottime intenzioni, sa eccellere come pletora di luoghi comuni legati ad una concezione ormai obsoleta del capitalismo. Quello che è successo, e che l’articolista sembra ignorare, è che è in atto uno scontro di capitali dove il capitalismo finanziario sta avendo la meglio sul capitalismo produttivo (o industriale, come preferite). Se i banksters sono in grado di stritolare i loro soci di una volta, figuriamoci cosa fanno di noi.
    Tempo fa ho scritto un paio di articoli al riguardo

    http://www.appelloalpopolo.it/?p=2735
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=2689

  • albsorio

    L’umanita ha fatto o è stata spinta a fare tante “rivoluzioni” il più delle volte sono cambiati i suonatori ma non la musica, ora è il tempo di fare una EVOLUZIONE, capire cio che ci rende schiavi ci indichera la via per liberarci. Un articolo interessante per tutti… anche per i politici e i poliziotti, eh si proprio così, perchè in fondo ve lo state prendendo in c..o anche voi, perchè non siete parte dell’1%, meditate gente meditate… link:— http://www.articolotre.com/2012/10/lettera-aperta-un-economista-denuncia-il-signoraggio-bancario/113716

  • Mondart

    Come in ogni fase storica non si accontenteranno della crisi, la crisi è solo un preludio al vero “cambiamento” … In una parola: SHINING

  • Primadellesabbie

    “Come nasce?” pare fosse la domanda che le signore ben-nate si sussurravano all’orecchio al comparire di un nuovo venuto nel simbolico salotto. Rispondere a questa domanda, a proposito del nostro Paese, se non spiega proprio tutto aiuta a chiarire un sacco di cose. = Mi sembra utile richiamare l’attenzione su un aspetto che emerge dalla conseguente riflessione. Il “provincialismo”. Provo a definirlo: si tratta dell’attitudine a risolvere fantasiosamente, a modo proprio (con la scusa della peculiarità) , problemi già vissuti e risolti, in maniera accettabile, da altri che li hanno sperimentati per primi o, anche, a costruirsi e amplificare problemi inesistenti per salvaguardare vizi radicati che non si vogliano smettere (alludo principalmente alla corruzione abbondantemente descritta dai famosi visitatori/viaggiatori ottocenteschi). = Naturalmente il provincialismo é anche altro. = Questi comportamenti reiterati, con la presunzione pecuiiare del nostro popolo ci hanno condotti ad una sudditanza di fatto, culturale e materiale dalla quale non riusciamo a riprenderci anche perché non sappiamo o non vogliamo rifondarci.

    Ancora una riflessione. Le regole per convivere, la Costituzione, sono state concepite per un Paese che abbia al suo centro la “vita politica”. Ora, a guardarsi intorno, pare che siamo scesi di livello e che il centro sia rappresentato dalla “vita economica”. O riconquistiamo la dimensione politica o non può funzionare!

    L’articolo mi sembra decisamente interessante, tranne per le conclusioni che mi paiono un po’ affrettate.

  • Giovina

    Come nasce…..?

    Io nacqui nuda e cruda, due ciuffetti in testa a dire la verita’…….ho le foto, scandalose!

    Direi che la domanda giusta alla quale rispondere sia…Chi nasce?

    Ma se ci piace fare i criceti a vita………… 🙂

  • Primadellesabbie

    É, ovviamente, un modo per richiamare l’attenzione sui “difetti di origine” o di nascita, del nostro Paese in questo caso, che troppo spesso si crede di poter ignorare, ai quali niente e nessuno sfugge se non si rimediano con consapevolezza.

  • Cornelia

    Levatevi le bende dagli occhi, e finitela di dare la colpa all’Italia e “agli italiani”, che sarebbero il solito popolo inferiore e di merda.

    Affacciatevi alla finestra e scoprirete che si manganellano anche i greci, gli spagnoli, i portoghesi, e chiunque osi alzare la testa. Farne una questione di “mariomonti” è una forma mentis da piddino.
    Tutti i Paesi sono commissariati da zombi inviata dalla finanza internazionale, e tutti sono manganellati dai loro scherani.

    Questa è l’ennesima guerra dei ricchi contri i poveri, e prima lo capite meglio è, invece di dare la colpa al politico italiano di turno.

  • Giovina

    Tu magari fai parte di quei gruppi che non osano nominare mari monti e berluschi, pena la nomea di “piddino”, attualmente tanto di moda…

    Grecia e company li hanno pure i loro … innominati……non mi sembra che qui ci siano dei cretini. A me pare che qui, come altrove, ci sia gente che capisce benissimo cosa sta succedendo, in Italia, in Europa, nel mondo.

    Pero’ in genere il primo passo lo si pensa e lo si fa dal posto in cui si e’.

    A meno che parlare dignita’, di umanita’, di lira, sovranita’, lavoro, cultura …sia roba per soli fighetti con la puzza sotto il naso.

  • misunderestimated

    Ricchi contro poveri? Un poliziotto pagato con soldi pubblici picchia un operaio che paga le tasse: ora dimmi, chi è il ricco e chi è il povero? La borghesia, magari quella che si suicida per la crisi, i bankster iperborei biondi con gli occhi azzurri? Mi spiace ma io sto con chi frega meno soldi dal mio stipendio per pagare uno statale che manganella la mia categoria. E per questo, sarebbe auspicabile pensare, servono comunità etno-nazionaliste, sangue e suolo, non ciofeche geopolitiche ottocentesche come gli stati-apparato, tutti uguali e tutti belli da Sterzing a Lampedusa, da Saint Malo a Cannes, da Vigo a Girona, da Santander a Cadiz e così via.

  • Lif

    E invece no, caro Moiso, la “lotta di classe” è fuori luogo. E’ proprio perché una parte consistente di chi si diceva alternativo al sistema, nel corso del Novecento, in Italia, ragionava in termini di “lotta di classe” che non c’è stata una presa di coscienza nazionale. Non mi si venga a dire che quello che sta avvenendo oggi è il prodotto di eventi e scelte recenti. E’ il prodotto di eventi e scelte (politiche, economiche, culturali) fatte via-via e in crescendo nel corso degli ultimi 50 anni circa da una parte importante della classe dirigente e dell’intellighenzia italiana, a tutto beneficio, peraltro, di poteri non italiani. Ora, Moiso, ma non è il solo, conclude il suo articolo parlando del dover costruire una alternativa, magari internazionale, bla-bla-bla. Un po’ di modestia! Nel corso degli ultimi decenni non si è riusciti a difendere questo Paese e si pensa all’Internazionale? Il contrasto al Globalismo e a quello che sta comportando non verrà da internazionalismi assortiti, ma solo da schegge nazionali (forse anche nazionaliste, se necessario). P.S: chi se ne frega della bussola, di cui parla Moiso! Non ci sono altrove utili, dove andare. Solo l’Italia.

  • yakoviev

    Che l’alternativa sia la distruzione dell’umanità probabilmente non sarà vero: il capitalismo troverà comunque il modo di riprodursi e assumere nuove forme, e in parte lo sta già facendo, ma di sicuro passando da ulteriori e più distruttive guerre, crisi, annientamento di risorse, culture etc. In questo quadro è più che mai necessario, per lui, farsi “senso comune”, far accettare ideologicamente la sua ineluttabilità come unica realtà “naturale”, perchè via via non è più in grado di proporre “benessere”.

  • misunderestimated

    Esatto, della serie: portiamo vagonate di calabresi in Lombardia e dopo 50 anni potremo dire che è impestata di ‘ndrine.

    O che il tasso di natalità italiano regge solo “grazie” agli immigrati.

    Autogenocidio puro, insomma. E dovremmo andarne pure fieri.

    Complimenti per il tuo blog.

  • geopardy

    Sangue e suolo, che cosa significa?
    Nel nostro sangue ci sono varie miscele derivate da eventi storici determinati dall’immigrazione dei tempi dell’ impero romano e un alto numero di invasioni di ogni tipo dal Medioriente alla Spagna e dall’Africa del nord fino al nord Europa, nelle epoche antiche ed una recente genia derivata dall’incontro con la nuova immigrazione.

    Al tempo per parlarsi bisognava vedersi di persona, oggi parli con qualsiasi essere umano che ha un telefono ed internet e vedi immagini di ogni parte del mondo e perfino dello spazio.

    Come pensi di collocare purezza del sangue (che non c’è), la proprietà del suolo e l’enorme potenziale di comunicazione e possibilità di spostamento veloce che abbiamo a disposizione rispetto alle super cisrcoscritte comunità di un tempo?

    Geo

  • Giovina

    Ciao Tonguy!

    Sono andata in quel sito…..

    Non e’ che voglia fare la proletaria……ma da una prima lettura mi sembra di capire che il lavoratore rimane sempre in coda. Cosa vuoi che sia, e’ una risorsa come le altre.

    Questo rende comunque sempre pericoloso il suo dover sopportare comunque sulla sua pelle in toto le crisi.
    Per quanto ne so i grossi imprenditori, pregano Monti di insistere sulle riforme, e sempre, dico sempre, quando la confind auspica una cosa il governo poi la legifera.

    Se il proletario si identifica ciecamente nel ruolo di vittima, va da se’ che l’imprenditore non scherza mica nel suo……
    Forse ho capito male cio’ che vuoi dire…. ma l’altro giorno a me e colleghi, hanno chiesto di lavorare piu’ ore per lo stesso salario……( e non sono un colletto bianco) e non sono manco piu’ una giovincella.
    Pensi che Squinzi sia stato costretto con la forza?
    Morte tua vita mia?
    Le banche devono essere salvate.
    Le imprese devono essere salvate.
    Gli imprenditori si riuniscono in seduta plenaria per suggerire allo stato ogni azione in tutti i campi dello scibile….statale e sociale!
    Questo e’ lecito, il resto e’ secondario, infatti il termine umano e’ secondo al primo: RISORSE umane, esse non hanno voce, se non nella finzione e nell’abito democratico. Importano solo le loro braccia, utili ma non indispensabili, sono intercambiabili.

    Mamma mia dice sempre: il pover’uomo non ha mai avuto ragione. rassegnati figlia mia……

    Dunque semplicemente la mia domanda e’ questa: all’indomani della ufficiale dichiarazione di Squinzi che chiede ai lavoratori di lavorare piu’ ore a fronte di uno stesso salario ( apparente, perche’ le tasse che stanno per piombarci di nuovo addosso nei prossimi mesi ci stramazzeranno ) come posso riconoscere un intento o anche minimamente una posizione diversa da altri imprenditori sul campo che dichiaratamente appoggiano Monti e investono sull’abbassamento dei costi del lavoro, a cominciare dalle risorse umane?


    Certe parole non saziano piu’, specialmente quando a breve termine arrivano i fatti che le negano. Un vizio o una malattia di cui molti politici e governanti tecnici sono affetti da tempo.


    Me lo ricordo Squinzi durante l’era del furore uterino della Marcegaglia per l’abolizione dell’ art. 18, un titolo di giornale a caso tra gli altri:


    “La mia linea politica sarà di continuità con la Marcegaglia In linea generale, non credo che sia l’ articolo 18 a bloccare lo sviluppo del Paese.

    Le urgenze sono altre.” Che te ne pare? Mi sembrano dichiarazioni rivolte a un popolo che viene giudicato incapace di intendere oltre che di volere.

    Se non fosse che appunto il mostro sta divorandosi da se’….

    Credo che ci sia ancora molto lavoro da fare per risolvere l’inghippo……

    Mai perdere la speranza, a costo di morire durante prima di vedere la luce.

    Monti gia’ la intravede, chissa’ di che luccichio parla……

    Chi ha piu’ coraggio? Il ricco o il povero?

    Dicono che i poveri e i sofferenti sono pecore e ignoranti.

    Intanto su di loro ora sta poggiando tutto il mondo.

    Mentre nel frattempo si vende la propria madre per guadagnare di piu’, si vendono i figli….la’ dove si vive non basta piu’ per nutrire la propria bulimia di profitto e allora ecco la corsa affannosa per cercare mercati piu’ appetibili e interessanti, tu mi presti i tuoi schiavi e io ti presto i miei……

    Poi mi piacerebbe pure dissertare sul fatto di chi e’ il vero schiavo tra lo sfruttatore e il suo servo.

    Io penso che la moneta non solo non e’ piu’ d’oro, dico che la moneta e’ diventata di carne e sangue.
    Penso che l’uomo e’ diventato un cannibale..col tempo ci si abitua a tutto.

    Alcuni dicono: Non sognate la moneta unica, non sognate l’Europa democratica, non sognate la globalizzazione…….e in cambio offrono solo altri sogni, dal loro sogno lucido che credono un risveglio.

  • Tonguessy

    Cara Giovina,
    i tuoi dubbi sono più che legittimi. In sintesi: come posso allearmi con i padroni? Credo sia necessario fare dei distinguo: ci sono padroni che si impiccano per l’onta di dovere licenziare i dipendenti e chiudere la fabbrichetta. Ecco, questi sono miei alleati. Poi ci sono padroni come Benetton e Elkan che invece sfruttano le leggi fatti a misura per proteggere gli interessi del padronato. Una delle quali è permettere il confronto (esentasse e dazi) tra classi di lavoratori che hanno lottato per decenni per avere diritti e salari, e classi proletarie che si sono appena inurbate e quindi devono ancora organizzarsi per difendere i propri diritti.
    Ovviamente il confronto, da un punto di vista salariale, non regge. L’iperliberismo cinese che spiana con i carrarmati chi protesta come in piazza Tienanmen è l’eden per chi intende investire a rischio zero. Qui da noi le cose stanno in modo diverso, anche se ci stiamo avviando a grandi passi verso la cinesizzazione del lavoro salariato, come giustamente annoti: più ore di lavoro per gli stessi soldi.
    Quindi, dato che il padronato è diviso in due classi (chi specula e ha profitti nella finanza con qualche parvenza di industria e chi invece PRODUCE davvero) bisogna stare attenti a chi si ha di fronte. Squinzi non può che essere il Giano Bifronte della situazione, in quanto rappresenta tanto i già citati Elkan e Benetton quanto i capitani di industrie sull’orlo del fallimento, come REIMPRESA appunto. Bisogna credergli? Credergli si può anche, fidarsi direi proprio di no. Quindi la questione è ancora molto aperta.
    Diciamo poi che non sarebbe strettamente necessaria un’alleanza con i padroni “buoni”, in quanto numericamente irrilevanti rispetto al numero di lavoratori. Ma sarebbe un’ottima scelta politica. Il famoso Divide et Impera non funziona solo per le classi subalterne, ma può tornare a nostro vantaggio adesso che è in atto uno scontro di capitalismi (industriale contro finanziario). Se poi dovesse avere successo l’alleanza, nulla ci impedisce comunque di ritornare sulle nostre posizioni di lotta contro il padronato industriale. Ma qui siamo già avanti con le previsioni meteo….
    Insomma la questione è decisamente ingarbugliata, ma una cosa è certa: oggi, diversamente da ieri, possiamo avere degli alleati importanti che hanno fatto dire a Squinzi che c’è una “macelleria sociale” in atto. Hanno scoperto, bontà loro, che il capitalismo non va molto per il sottile quando si tratta di macellare, e ogni tanto si macellano pure tra di loro.

  • misunderestimated

    Bandiera rossa la trionferà, il sol dell’avvenire sta già sorgendo… ricordi la storiella di Guzzanti e dell’abboriggeno?

  • Giovina

    Ogni tanto si macellano tra di loro??

    E’ un eufemismo Tonguy!

    Nei loro programmi incitano all’aggruppamento, all’assorbimento dei piccoli in virtu’ della loro fragilita’ nel sostenere i costi del lavoro!

    Praticamente i grossi, i tanti, dicono ai piccoli, venite qui che vi aiutiamo noi!

    Etica imprenditoriale.

    Dimenticano casualmente di dire, o con noi o contro di noi.

    Va da se’ che se il pesciolino fa il dispettoso lo squalo se lo mangia.

    Ci sono molti livelli in questa storia.

    Operai ricattati.

    Sindacati ricattati.

    Politici ricattati.

    Uomini che si vestono da politici, ricattati.

    Imprenditori ricattati e via salendo….

    Non parliamo dei sottolivelli e dei livelli collaterali.

    Io penso che in cima ci sia qualcuno che quando si specchia riesce a vedere a sua volta il suo ricattatore, ma non lo dice a nessuno.

  • Giovina

    Carissimo, aggiungo che dopo la sincerita’ di Monti nel riconoscere i grandi sacrifici che stiamo facendo e dopo le lacrime della Fornero, preferisco quella donna perduta della Marcegaglia a Squinzi: almeno lei le diceva apertamente dandosi una regolata nella sua ipocrisia.

  • tersite

    Mi sfugge chi ha portato vagonate di calabresi al nord. Meglio un extracomunitario buono che un italiano idiota. Ma dove lo vedi ‘sto sangue italiano? Da che epoca parti per considerarlo italiano? Se gli italiani non fanno figli è colpa degli extracomunitari?

  • misunderestimated

    A – non esiste nazione italiana B – no

  • Lif

    Nel merito di quel che ha detto misunderestimated non entro, ma foss’anche non esistesse un sangue italiano (ed esiste), esistono comunque gli autoctoni d’Italia e l’aumento della popolazione tramite stranieri serve solo a questo sistema economico. Non ad altro. Non agli italiani.