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DOV’ LA GENTE ?

DI DANIEL GUERRA
Insurgente.org

…E allora la gente, i compagni, erano lì. Oggi guardano la tv, bevono qualche birra, preparano le vacanze o si cercano la vita come possono. E non è poco.

Alcuni giorni fa ho avuto una interessante conversazione con un alunno, un intelligente studente di filosofia che ragiona bene e analizza seriamente la situazione sociopolitica. Si domandava come sarebbe finita la crisi del capitalismo, e sperava in una reazione popolare, nella comparsa di una nuova sinistra e nella diffusione della democrazia partecipativa. Gli ho spiegato il mio scetticismo.

La maggioranza dei cittadini concorda con l’analisi: gli agenti che hanno provocato la crisi sono stati aiutati dagli Stati con fondi pubblici, mantengono le proprie posizioni dominanti e condizionano la ripresa economica a proprio favore con attacchi speculativi contro i focolai deboli come la zona dell’euro. Dalla caduta di Lehman Brothers, sono ormai due anni che sentiamo cantilene da parte dei governanti sulla rifondazione del capitalismo e la regolamentazione dei mercati, ma dopo tutto questo tempo continuiamo nella stessa situazione, se non peggio. Non ci si può aspettare grandi regolamentazioni del mercato da parte di politici liberali, conservatori, socialdemocratici e democratici cristiani che torneranno al settore privato dopo il loro passaggio per la politica. Il rinvio della regolamentazione europea degli hedge funds su richiesta di Brown è stato sintomatico: il leader laburista, presumibilmente di sinistra, temeva gli effetti elettorali di una misura ritenuta di sinistra. Il leader laburista non voleva disturbare i sindacati, ma sì i finanzieri della City: il mondo capovolto o magari non più di tanto.

Paradossalmente, gli unici interventi attivi dei governi hanno aiutato le banche e tagliato i diritti sociali. Gli aiuti alle banche sono stati giustificati col timore del loro falso ricatto: se cadono loro, cadiamo tutti. Non è vero: se cadono loro, cadono gli azionisti e i dirigenti ma non i correntisti, i cui conti sono coperti dai Fondi di Garanzia dei Depositi. E se invece si trattava di concedere credito alle famiglie e alle Piccole e Medie Imprese, lo stato avrebbe dovuto concederlo direttamente attraverso una banca pubblica. Alla fine i fondi pubblici sono stati utilizzati dalla banca per equilibrare i suoi bilanci, chiedere prestiti alla BCE all’1% e comprare il debito dello stato al 4%: un vero affare. Nel caso spagnolo, sarebbe stato più logico che un presunto governo socialdemocratico prestasse denaro pubblico alle banche in cambio di azioni anziché di futures. Così, lo stato ha perso l’opportunità di entrare nel capitale sociale delle stesse e poter controllare il destino del denaro concesso.

Il capitalismo non è in crisi ma in fase di ristrutturazione. Una certa sinistra lo spiega come sconfitta del neoliberismo a causa dei suoi devastanti effetti. Tutto il contrario, dal momento che per il neoliberismo tali effetti non sono intrinsecamente indesiderabili ma contingenti. La mano invisibile descritta da Adam Smith in Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776), quella mano che è dietro a tutte le operazioni e che finisce col mettere a posto i fattori economici, agisce in base alla selezione naturale, per la quale i forti divorano i deboli. Non siamo dunque davanti ad una crisi DEL capitalismo bensì NEL capitalismo, non una crisi del sistema bensì di alcune sue componenti, dalla quale non deriva alcuna sofferenza per altri ma, anzi, qualche beneficio. Il sistema si sta adattando e dopo i giusti ritocchi – con il ben accetto aiuto degli Stati Uniti – esso tornerà più forte di prima. Per i marxisti, il capitalismo è fallito; per i neoliberisti, sono falliti i deboli e gli incapaci ma il sistema ha lunga vita perché non ce n’è un altro. Un giorno, quella mano farà quadrare tutte le grandi cifre macroeconomiche e tutti torneremo a vivere al di sopra delle nostre possibilità, in pratica tra quattro giorni.

In questo contesto dove stanno i cittadini, la democrazia, la sinistra? Non ci sono, né sono attesi. Nella lotta tra Stato e Mercato vince chiaramente il secondo. Constatiamo che le banche e gli speculatori sfruttano la situazione e consolidano le proprie posizioni di dominio economico e politico. L’abuso è manifesto e provoca più disoccupazione e disuguaglianze, più tagli sociali e maggiore dipendenza da parte degli Stati la cui sovranità diventa limitata. Lo vediamo tutti. Ma reagiamo? No. Si vede qualcosa in Grecia, la prima vittoria propiziatoria, ma poco di più. Il sentimento internazionalista di una vera sinistra prenderebbe le rivolte greche come l’anticipo del fantasma che sta per aggirarsi per l’Europa. Presenterebbe i cittadini greci come l’avanguardia del movimento popolare europeo in rivolta contro questo capitalismo arbitrario e selvaggio. Eppure le rivolte greche vengono viste proprio per quel che sono, cioè greche, lontane, televisive. Al momento non sembra esserci rischio di contagio e i capitalisti sono tranquilli.

Nel caso spagnolo nemmeno i sindacati osano invocare lo sciopero generale. La loro dipendenza dai sussidi statali li ha portati ad un eccesso di identidicazione con un governo debolmente socialdemocratico e in questo momento non godono della necessaria credibilità per provocare una contestazione popolare. D’altra parte, il sindacalismo di classe è diventato un sindacalismo d’azienda: si mobilitano gli impiegati di un centro d’impiego davanti a una chiusura o alla mobilità, ma questo non provoca automaticamente la solidarietà degli altri lavoratori. In una società stratificata come quella attuale, il concetto di classe si è diluito. Il dualismo crescente tra operai impiegati e disoccupati fa identificare i sindacati con la difesa dei primi e l’oblio dei secondi.

Per questo vediamo che le risposte alla crisi sono molto più individuali che collettive: ognuno cerca la sua via di uscita e questo sottrae energie per una contestazione di massa. La scarsa partecipazione al primo maggio è un esempio di apatia e disinteresse dei cittadini ad articolare una risposta di classe o civile contro la crisi. Né i sindacati né la sinistra sono in grado di mobilitare la società. La supposta sinistra di governo è quella che, con la morte nel cuore, taglia i diritti sociali secondo i dettami dei mercati e della UE; e la sinistra alternativa non ha uno spazio e nemmeno elabora un discorso, coinvolta in infinite rifondazioni e lotte intestine. In mancanza di leaders e di un discorso coerente, il giudice Garzón si erge ad icona di una sinistra che si muove per cause del passato anziché del presente.

Lo studente di filosofia, impeccabile nel suo discorso civico, confida nelle possibilità aperte da Internet e dalla democrazia partecipativa. Attenzione: la rete apre spazi democratici di opinione, ma non necessariamente utili alla mobilitazione. Per dirla con Manin ne I principi del governo rappresentativo, essa aumenta i margini della democrazia da audience ma non quella partecipativa. Possiamo esprimere apertamente la nostra opinione più radicale e intransigente nei numerosi forum aperti nella rete, ma non è detto che questo possa inquietare i poteri finanziari se essa non si sposta nella piazza.

Riguardo allo sviluppo della democrazia partecipativa e deliberante, la Scienza Politica da anni analizza più o meno gli stessi casi: i saggi sulla democrazia locale di Porto Alegre e il sud est brasiliano, il voto elettronico e le liste indipendenti dei caucus nordamericani, l’elaborazione sociale e aperta dalle stime in alcuni consigli comunali e le consulte che di tanto in tanto vengono convocate in diversi municipi. La democrazia partecipativa si mantiene in un contesto locale e in fase sperimentale. Quella rappresentativa, invece, viene mediatizzata dalle élite di alcuni partiti chiusi, poco flessibili al dibattito interno e riluttanti alle liste aperte e sbloccate. Attraverso le reti clientelari che estendono i territori governati, stringono rapporti con i poteri economici. I sistemi di partiti nazionali sono ben incanalati dalle élite dirigenti e intanto l’Unione europea continua col suo deficit democratico. L’attuale offensiva del neoliberismo contro il potere politico fa condizionare lo Stato da parte del mercato e la politica da parte dell’economia e dovrebbe essere proprio il contrario. La democrazia liberale diventa così una chimera. In questo Marx aveva proprio ragione.

Perció come molti cittadini conosciamo il problema e concordiamo sulla diagnosi: il capitalismo non funziona, è ingiusto e mina la democrazia: manca un’alternativa. Ma chi la definisce, chi la difende e la applica? Il comunismo ha fallito e la socialdemocrazia si è venduta. Ma chi fa il primo passo e quanto lungo deve essere questo passo? Sinceramente non lo so. Ci sono attivisti, politici e un pensiero economico di sinistra. Ma non ci sono leaders nè organizzazione. Non manca l’alternativa teorica ma quella pratica. Manca il referente. E manca la base, l’agente protagonista: il popolo la cui sovranità è messa in discussione e non fa molto per evitarlo. Per inerzia, per disincanto, stanchezza o individualismo, non è prevista una contestazione sociale in un paese di quasi cinque milioni di disoccupati. In una tale situazione la passività è la nota dominante. L’attitudine della classe politica non è esemplare, il disincanto spazza la speranza, l’educazione ne risente e la televisione ci inonda di programmi in cui i modelli sociali sono personaggi che trionfano non per meriti di studio o lavorativi. Programmi inconsistenti visti quotidianamente da milioni di persone.

Il nostro sfondo culturale non è civico, critico e sociale come nel nord Europa. Il nostro sfondo culturale è consumista, materialista, individualista e, in certa misura, comprensivo con la corruzione. La corruzione economica, politica e culturale definisce bene quella mano invisibile di cui si parlava prima e che penetra in ogni interstizio del potere. Questo è lo sfondo che ci coinvolge, in cui viviamo e respiriamo. È uno sfondo culturale capitalista e non è facile impedirgli di contaminarci. La sinistra alternativa gioca in un terreno esterno. Il risultato è un dilemma pirandelliano: o la sinistra non trova il suo popolo o il popolo non trova la sua sinistra. Economicamente il popolo non si propone un altro sistema politico, vota una sinistra che racconta frottole per non far vincere la vera destra. Le differenze politiche sono sempre meno evidenti ma alcuni crediamo che possa essere utile votare Sagasta per non far vincere Cánovas.

Più di trent’anni fa, raccontava Lluís Llach in Damunt d’una Terra, per la gente tutto era più chiaro: “Maurizio sa molto bene/ che appena un minimo dubbio gli viene/ Maurizio sa cosa fare/ trovare i compagni e uscire per le strade”.

Maurizio sapeva cosa fare: non aver dubbi e uscire a trovare la gente. Allora la gente, i compagni, erano lì. Oggi guardano la tv, mentre bevono qualche birra, preparano le vacanze. E non è poco. La gente è troppo occupata per pensare a rivolte contro il sistema. Siete pregati di non disturbare.

Titolo originale: “¿Dónde está la gente?”

Fonte: http://www.insurgente.org
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28.05.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

Pubblicato da Davide

  • kenzo60

    Che panzanate galattiche!

    Non è vero che gli stati hanno ognuno una loro ricetta per la crisi: la ricetta è unica per tutti; tagliare la classe media eliminare le sacche culturali che possano creare ed applicare l’alternativa.

    Non è vero che non c’è un movimento nazionale: anche se ci sono molti movimenti “slegati” la base culturale è unica e presto troverà sintesi in un movimento unico; che sia il popolo viola o Beppe Grillo vedremo, ma sicuramente la sintesi è vicinissima.

    Non è vero che la gente non partecipa, sono i media che raccontano di egoismi e di disinteresse; la realtà è un’altra c’è sempre più partecipazione e la Grecia è fortemente ridimensionata dalle informazioni pilotate.
    Siamo prossimi ad una rivoluzione e la stessa non sarà semplice ribellione ci saranno proposte e soluzioni alternative forti e concrete:
    Vedremo fiorire una serie di soluzioni che non potranno far altro che essere applicate.
    Monete locali, banca del tempo, baratto, etc. sono solo avvisaglie presto i movimenti saranno in grado di analizzare nel dettaglio tutto il sistema offrendo al mondo la fotografia vera della condizione economica da questa partiranno una serie di aggiustamenti che nessuno potrà evitare.

  • wld

    Duro da ammettere, ma questa è la verità; ci metterei anche lo strumento che stiamo usando, il PC, la Rete, fatta di una elite radical chic, ferma ed immobile aspettando che qualcosa si muova (io compreso), “Maurizio sa molto bene” aspetta Mauri che siamo tutti con il culo per terra, quando anche le pensioni saranno dimezzate, e quando l’ultimo precario avrà solo un contratto di tre giorni, quando avremo perso tutti i diritti, quando ci sarà una legge marziale che se manifesti oltre 5 persone sei considerato come un terrorista, la storia … purtroppo si ripete, non si impara mai dal passato e continuiamo a fare gli stessi errori. Chi è colpa del suo mal pianga se stesso, ma … dopo quando si è toccato il fondo, adesso ci sono le vacanze per chi può.

  • anonimomatremendo

    Il solito articolo confusionario che mischia la democrazia col comunismo e il fallimento di questa con quello.Poveri studenti,indottrinati sin da piccoli.

  • makashikan

    ma che stai a dire tu, kenzo60, forse sono tua le panzanate galattiche, pensi che il popolo viola, beppe grillo, che sono la stessa cosa, riconducibili a di pietro, che fa finta di fare opposizione, abbiano interesse a cambiare questo sistema?? aiutati da i casaleggio, ma per favore mi consenta!! ma dove è tutta questa patecipazione di cui tu parli?? quarda che i media sono in mano al potere, è, purtroppo, normale che ci sia una propaganda psicologica, che condiziona la mente umana, ma questo non è nato adesso, cercati la propaganda di edward bernais, e poi ne riparliamo con i tuoi grillini viola.
    non possiamo aspettare qualcuno che ci conduca verso un cambiamento, dobbiamo ognuno di noi fare il suo, senza aspettare aggiustamenti da altri, perchè saranno aggiustamenti pro sistema, allora sai quanti maurizio spunterebbero.

    maka shikan

    ps
    adesso ci sono anche i vendola boys, ci mancavano, ne avevamo proprio bisogno

  • makashikan

    un’altro kenzo60, ma un pò di sana umiltà, non nasce mai in voi, o forse siete quelli che hanno un certo ruolo????
    maka shikan
    ps
    comunque sugli studenti ci hai azzeccato, sono indottrinati fin da piccoli!!

  • daveross

    Condivido.

    Democrazia e socialismo reale sono due forze diverse del mondo occidentale. Quello che l’autore chiama sinistra (socialismo reale) è morta, perché tale forma di socialismo ha perso nei confronti del capitalismo.

    La democrazia pure è in crisi, per il fatto che il capitalismo ha 1000000000000000000000000 risorse in più. E’ 1000000000000000000 volte più organizzato di un popolo.

    Anche la democrazia e i diritti che essa si porta è destinata a soccombere.

    E il capitalismo? Si suiciderà.

    Quando? Non saprei.

  • Kerkyreo

    Domanda: Sei disposto a sacrificare la tua vita e quella dei tuoi figli per combattere il sistema e l’oligarchia che domina il mondo? Risposta: ancora no! Il pane a tavola ancora c’e’, il lavoro ancora mantiene fortunatamente. Tutto pero’ cambia se i tuoi figli ti chiedono da mangiare e tu non sai che fare! Solo l’istinto di sopravvivenza potra’ smuovere gli occidentali! La pancia e’ ancora piena! solo quando la maggior parte delle persone soffrira’ di fame allora ci sentiremo tutti in dovere di ribaltare questo sistema di merda fatto di merde!

  • sentinella

    manca qualcosa di nuovo, un nuovo sogno, una nuova utopia un idea di futuro attorno alla quale riunire chi si riconosce e si proietta in essa. Per troppo tempo siamo stati imprigionati dal dualismo ideologico capitalismo-comunismo ma adesso ci accorgiamo che è come guardare il mondo con due lenti sbagliate: è tutto sfocato e non percepiamo attraverso queste due lenti la realtà. Il nuovo secolo non è ancora cominciato veramente e in questo primo decennio si è trascinato solo il vecchio secolo anche se forti sussulti se lo stanno scrollando di dosso. Per ora tutto quello che si muove e riesce ad aggregare è L’ESSERE CONTRO QUALCOSA, MA DEVE ANCORA NASCERE L’ESSERE PER QUALCOSA. Anche se i più attenti ne riescono ad individuare i contorni per esempio nel modo diverso in cui l’essere umano guarda se stesso ed il suo rapporto con il resto del pianeta e le sue risorse o una maggiore sensibilità verso le ingiustizie non solo quelle che si subiscono ma anche a quelle che condividiamo con gli altri. Ci sono molti segni di ribellione e di stanchezza di singoli o di piccoli gruppi che si ritrovano a condividere un ingiusta sorte quello ce manca è l’elemento cruciale che li coaguli intorno ad un progetto comune.

  • stendec555

    restando nel caso italia, l’italiano è portato per svariati fattori culturali a non guardare al di là del proprio orticello. è in genere egoista e invidioso, ciò che è tuo è mio, ciò che è mio è mio….una qualche forma di solidarietà, magari comunitarismo potrà nascere solo in casi estremi e peraltro non è detto che non capiti, però dobbiamo proprio arrivare alla fame perchè l’italiano medio esca dal proprio guscio…

  • stendec555

    d’accordissimo…

  • kenzo60

    SI il coagulante sta arrivando!
    Ci sono tutti i sintomi e questo articolo vorrebbe in tutti i modi dimostrare il contrario, ma mi spiace per l’autore e per i sostenitori dello stesso, le cose stanno per cambiare!
    I radical chic della rete come potrei essere anche io del resto, si muovono eccome.
    Io personalmente sono impegnato politicamente con il MoVimento 5 stelle, faccio consumo critico con i gruppi d’acquisto, uso energia rinnovabile con l’AGSM di Brescia, raccolgo olii esausti, faccio informazione culturale con banchetti domenicali e presentazioni di libri e prodotti video, finanzio l’informazione indipendente Il fatto quotidiano, Byoblu, Monteleone, Ricca etc.

    Si se volete possono sembrare piccolezze non si cambierà il mondo con così poco direte voi.
    Forse… Ma vedrete che alla fine saranno queste piccolezze a togliere potere ai potenti, sarà l’informazione libera a svincolarci da consumi stupidi ed indotti, sarà il consumo intelligente a rilanciare l’economia, sarà l’impegno politico a ribaltare questa situazione!
    VEDRETE!

  • anonimomatremendo

    Il “socialismo reale” non fu una forma di socialismo,bensí una forma di capitalismo.Non farti ingannare dalle etichette,guarda quello che c´é sotto la crosta ideologica:merci,salari,profitti,capitali,investimenti ecc ecc…Ti sembrano categorie socialiste?Il binomio democrazia capitalismo si spezzerá lasciando la prima completamente in mutande e il secondo finalmente faccia a faccia col suo becchino storico che lo dovrá affossare.

  • AlbertoConti

    La complessità è il fattore frenante. Tra i tempi di Don Camillo e Peppone e i giorni nostri è passato un soffio, eppure la complessità si è moltiplicata a ritmi esponenziali, di pari passo alla tecnologia applicata ai processi di massa, alle burocrazie paralizzanti, ai giochini finanziari delle tre carte e degli schemi di Ponzi, alle geopolitiche più subdole ed efficienti di qualsiasi colonialismo frontale. E questa complessità fa convivere tutto e il contrario di tutto, in un formicaio dove è cresciuto tutto e troppo in fretta, mafiosi e onesti, troppo poveri e troppo ricchi, tolleranza e fondamentalismo, non solo religioso. E’ incredibile come la gente riesca ancora a vivere quasi normalmente, ordinatamente, secondo le regole, per quanto distorte siano diventate. Troppi riferimenti contrapposti è come nessun riferimento, e così la coscienza annichilita temporeggia, assorbe i colpi e prende tempo, dando l’impressione che sia spenta definitivamente. Ma non è così, al contrario è come un vulcano spento, che sembra morto ma in realtà si sta caricando, e più ritarda l’eruzione più sarà violenta. Speriamo, perchè se non reagiamo per tempo rischiamo di brutto, che un cataclisma ben peggiore piova dall’alto, e allora sì che non ci sarà più nulla che possiamo fare per ripararci.

  • nuvolenelcielo

    Oggi NON esiste il capitalismo, NON esiste un mercato. Perché stato e “mercato” sono LA STESSA cosa e sono controllate da un unico apparato dirigente. Da un’unica élite nella quale LE STESSE persone (con gli stessi finanziatori) hanno ruoli intercambiabili nello stato e nelle maggiori multinazionali/banche/compagnie farmaceutiche ecc. Quelli che parlano di capitalismo (come se fosse il problema) sono vittime di un illusione ottica tenuta in vita e determinata dalla loro appartenenza a un’ideologia (vecchia e ammuffita tra l’altro). E la loro appartenenza a questa ideologia, cioè ignoranza, è garanzia del fallimento delle loro iniziative ed è ciò che permette al sistema di potere di rafforzarsi e prosperare.

  • Tonguessy

    Diceva uno sciamano che prima arrivano i sogni e poi ci si organizza per realizzarli. Ma una cosa è il sogno (individuale) e altra cosa è il mito (collettivo). Se per alcuni il sogno è diventato incubo, pare che il mito non si sia ancora manifestato appieno. Siamo ancora in piena postmodernità (la morte del mito modernista), e non c’è traccia evidente del successore.

  • Sokratico

    vorrei far notare che quello imperante attualmente e dalla seconda guerra mondiale NON è capitalismo.

    Decidete voi che nome dargli, ma se il capitalismo è quello di Smith e Ricardo, ha delle caratteristiche ben precise, la più importante delle quali è “la libera riallocazione delle risorse”.

    Questo significa un territorio dove io porto le mie merci, tante o poche, là dove vi è maggior guadagno. Ma questo è possibile con: A – merci non deteriorabili, B – territorio ristretto. Oppure, ovviamente, a: C – grandi compagnie con spostamenti internazionali quotidiani.

    Capirete, che non era pensato come un sistema dove sono pochissime grandi società a competere tra loro, anzi era pensato proprio per evitare questo, con i conseguenti effetti di speculazione su beni fondamentali (originariamente, il grano).

    Nell’idea, non era semplicemente “il profitto” ad essere il movente, ma “l’interesse” del singolo, che se mi permettete è un po’ diverso.
    (intendo che si utilizzava l’esenzione fiscale dalle nuove coltivazioni ed alcune regolamentazioni della vendita del grano, per esempio la proibizione all’accumulo, come strumento per evitare i cicli speculazioni-carestie-rivolte). Era, insomma un sistema ANTI-capitalistico, per quello che significa oggi, molto regolamentato e diretto dal governo! Altro che deregulation!

    E, dirò di più, a queste condizioni, il sistema domanda-offerta funziona eccome: andate in un mercato ortofrutta e guardate se qualcuno può permettersi di vendere più cara roba che non sia DAVVERO migliore!

    Quello attuale è una sorta di tecno-feudalesimo, in cui un amalgama compatto di grandissimi attori finanziari ed industriali possono ricattare la politica, i consumatori e i lavoratori, a loro esclusivo beneficio.

    vedremo quando alla gente verrà tolto anche il benessere…ma dagli indizi attuali, ci saranno le solite guerre tra poveri, nessuna rivolta al sistema

  • ROE

    L’unica soluzione non violenta per affrontare i problemi più sentiti ed urgenti dell’umanità e soddisfare in modo equilibrato i bisogni essenziali di ogni essere umano è la Repubblica della Terra (www.asmad.org).

  • Simulacres

    La credulità è la peggiore delle malattie infettive.

    Democrazia e Comunismo: due facce della stessa medaglia o meglio due creature dello stesso demiurgo.

    E questo spiega tutto; ma immagino che gran parte dei lettori – colpiti nella loro “credulità” – troveranno molto da ridire su questa verità inverosimile.

    Diceva l’ebreo Blumenthal nel “Judish Tidskrift” (N. 57, sveeden anno 1929): “La nostra razza ha dato al mondo un nuovo profeta, ma egli ha due visi e due nomi, da un lato si chiama Rothschild capo dei grandi capitalisti e dall’altro lato Carlo Marx, l’apostolo dei nemici del Capitalismo”.

    https://www.flashback.org/t48579

  • fusillo

    ….è nelle scelte…….
    le decisioni cambiano la storia.

  • anonimomatremendo

    Il capitalismo dei premarxisti é un capitalismo liberista che non é mai esistito in quanto nella realtá lo Stato non puó non intervenire nell´ allocazione delle risorse proprio per impedire d´autoritá che la libera concorrenza si tramuti in monopolio assoluto.Insomma, la libera concorrenza non é tanto libera in quanto é prorpio lo Stato ad imporla.Il capitalismo reale é quello descritto e criticato da Marx,ossia il capitalismo statale,militarista,imperialista,monopolista ecc… Altro che liberismo.Ma ancora a ste favole credete?Suvvia.

    Il capitalismo non é nato dalla libera concorrenza di capitalisti che si son fatti da se a mo di Berlusconi,ma dalla forza bruta,dall espropriazione forzata,dalla guerre di conquista,dal colonialismo,dalla tratta degli schiavi e tutto ció che attraverso la manina assai visibile dello Stato ha dato il via all´accumulazione primitiva.O volete negare anche questo?

    “Nell’idea, non era semplicemente “il profitto” ad essere il movente, ma “l’interesse” del singolo, che se mi permettete è un po’ diverso.”

    Infatti un conto é l idea di capitalismo é un conto é il capitalismo nei fatti,caro mio.

    Insomma,prima vi fate un´Idea del capitalismo che sta solo nella vostra testa(liberismo,libera concorrenza,profitto individuale come movente del Sistema (quando invece é il movente del singolo e basta e non del Sistema!),poi quando questa viene negata dalla realtá uscite dicendo che il capitalismo non esiste piu´.Davvero un gran bel gioco di prestigio,complimenti.

    IL capitalismo se ne fotte dei bisogni individuali,compresi quelli dei capitalisti.Il capitalismo “pensa” solo a se stesso,ossia alla propria autovalorizzazione che oggi come ieri avviene attraverso la spremitura della forza lavoro salariata.Il vero “soggetto” é il Capitale sempre piu´autonomo e fuori controllo rispetto ai singoli interessi,compresi quelli delle nazioni.

    Ecco cosa scrive Marx nei Grundrisse:

    «La libera concorrenza è la relazione del capitale con se stesso in quanto altro capitale, ossia il reale comportamento del capitale in quanto capitale. Le leggi interne del capitale… giungono a porsi come leggi; la produzione fondata sul capitale si pone nelle sue forme adeguate soltanto in quanto e nella misura in cui si sviluppa la libera concorrenza, giacché questa è il libero sviluppo delle sue condizioni e di esso in quanto processo che riproduce costantemente queste condizioni. Nella libera concorrenza non sono gli individui, ma è il capitale che è posto in condizioni di libertà ».
    E ancora:

    «l’insulsaggine di considerare la libera concorrenza come l’ultimo sviluppo della libertà umana; e la negazione della libera concorrenza = negazione della libertà individuale e della produzione sociale fondata sulla libertà individuale. Si tratta appunto soltanto del libero sviluppo su una base limitata, sulla base del dominio del capitale. Questo genere di libertà individuale è perciò al tempo stesso la più completa soppressione di ogni libertà individuale e il più completo soggiogamento dell’individualità a condizioni sociali che assumono la forma di potenze oggettive, anzi di oggetti strapotenti, la forma di cose indipendenti dagli stessi individui che ad esse si riferiscono»

    «Con la manifattura le varie nazioni entrano in rapporto di concorrenza, nella lotta commerciale combattuta con guerre, dazi protettivi e proibizioni […] Da questo momento in poi il commercio ha importanza politica […] La colonizzazione dei Paesi di recente scoperta detta alla lotta commerciale tra le nazioni nuovo alimento e, di conseguenza, una maggiore estensione e una maggiore asprezza».

    Insomma,un conto é il capitalismo come era pensato(come se questo fosse il prodotto del pensiero,dello spirito o di qualche altro trick metafisico)e un conto il capitalismo nel suo divenire storico e dialettico ossia nei suoi vari passaggi e trasformazioni,una tra queste quella che va dalla “libera concorrenza” al “monopolio assoluto” estremi che non esistono ma entro cui si muove il capitalismo.

    Quello di adesso non é capitalismo,é vero,ma solo potenzialmente.Non perché non é piú a briglia sciolta,(invece é piu´imbrigliato che mai),ma perché definitivamente il profitto del capitalista singolo(il famoso movente) conta meno che mai in passato,mentre trionfa oggi piu´che mai il risultato-profitto globale al di sopra dei singoli interessi .In realtá il capitalismo sin dalla nascita era non-capitalismo,infatti é dialettico,ohibó.

    CiAo CiAo.

  • anonimomatremendo

    Ancora?Eh vabbuó…daccapo.

    Dal vostro sito(sottolineature mie):

    “In relazione a quanto sopra, il Comitato dei rappresentanti della Repubblica della Terra istituisce Balaloka[55], una forza di sicurezza mondiale organizzata, con la funzione di garantire la libertà personale degli abitanti del pianeta e di limitare e, se richiesta, eliminare ogni azione violenta su tutta la Terra.

    Non si tratta di una forza che si pone in competizione con le forze armate degli Stati e delle loro organizzazioni internazionali ma di una struttura in grado di intervenire dietro richiesta dei popoli e degli Stati per impedire ogni forma di violenza.”


    Impedire,anzi,ELIMINARE ogni forma di violenza sulla Terra…dietro richiesta dei popoli(se,come no) e ,squillino le trombe,degli Stati?Piú PARAculi e embedded di cosí si muore. Coraggio mercenari della domenica,ce la farete a essere ingaggiati,basta che urliate piu´forte “enduring freedom e pax universale per tutti!”

    Vabbé,mi sa che avete solo le idee un pó confuse…o forse no eh,”birbacchioni”.

  • anonimomatremendo

    A me risulta che il sistema si stia indebolendo sempre piú.In quanto alla prosperitá,bhé ,stendiamo un velo pietoso.Sveglia!Son tutte apparenze,in realtá il Mostro sta agonizzando in sala di rianimazione e il cuscino invece che sulla faccia gli viene delicatamente posto sotto il collo.

    ESSO é tanto vitale é forte come un un cavallo imbottito di dopping.Vedrai che bella fine.Prima di darti all´ippica ti consilgio di puntare su un altro cavallo.

    PS:carino il tuo sito,davvero.

  • anonimomatremendo

    Si ,infatti per agevolarlo(il comunismo) le squdraccie bianche interne e ed esterne, tutte le grandi potenze occidentali insieme piu´mezzo mondo vi si gettarono contro come belve feroci.Chissá di cosa avevano paura,mah.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_russa

    Se il tuo amico Stalin non avesse mandato a puttane l´internazionalismo e con esso l´idea stessa di comunismo i Rotschild e gli altri Babau avrebbero fatto una gran brutta fine,tipo quella dei Romanov,per intenderci.

    Ciao ciao… e studiati la storia invece della cabbala al rovescio.

  • anonimomatremendo

    Oooops..tanto vitale e forte…..errore fu.

  • anonimomatremendo

    Bom dai ,se non lo vedete,almeno credeteci.Fa bene alla salute!

  • nuvolenelcielo

    sono d’accordo, il cavallo imbottito di doping rende bene l’idea… qualche corsa la vincerà ancora ma di sicuro non avrà vita molto lunga…

  • Simulacres

    ma dai! hai travisato per intero il senso del mio commento.
    poi definirmi amico di Stalin, – il più grande e più feroce Criminale degli ultimi 2000 anni, questa sì che è esilarante!

    “…i Rotschild e gli altri Babau avrebbero fatto una gran brutta fine, tipo quella dei Romanov, per intenderci.”

    e tu ci credi? vabbè…
    comunque… altro capolavoro di barbarie su cui andar fieri, vero? soprattutto per i benefici, che dico! per gli immediati e miracolosi risultati
    conseguiti dal POPOLO! più ORRORE di prima, più MISERIA, SCHIAVITU’ MALATTIE e soprattutto più MORTE!!!
    quest’ultima poi!… garantita, assicurata per decine e decine di milioni!

    e a proposito di PUTTANE!… nel “German Bolchevik Conspiraty”, pag. 27, pubblicato dal “Comitee of Public Information, Washington D. C.”, nell’ottobre 1918, leggiamo che: “Max Warburg dava denaro ai bolscevichi. Stoccolma, 21 settembre 1917: Mr. Raphael Scholak, Haparand: Caro Compagno, in conformità con un telegramma del Westphalian-Rhineland Syndicate, la banca Max Warburg e C. ci avverte che un credito è stato aperto all’impresa del Compagno Trotzky”, firmato: J. Fürstenberg. “Jacob Schiff pare abbia dato 12.000.000 di dollari per la rivoluzione russa del ‘17 (primo versamento)”.

    …alla faccia dell’Internazionale Proletaria!!!

    un amichevole ciao, ciao… te, un pò meno – eufemismo- a “la storia” a “wikipedia” e simili; altro che il Vangelo, quanto a “cabbalate” al rovescio, al dritto, all’insù, all’ingiù, ecc. ecc…

  • ottavino

    Veramente un brutto articolo, che dice, non dice….fa finta di capire, di non capire. Io la vedo in modo più semplice. Sia come sia la gente ha ancora una sensibilità che funziona. E cosa sente la gente? Sente che questo stato di cose è quello che comunque gli può offrire il maggior grado di benessere (agli occidentali almeno). Quindi perchè muoversi, perchè battersi? Per stare peggio? Magari!! Dovrebbe essere proprio questa la motivazione!! Stiamo con meno “benessere”, però stiamo “meglio”. Ma chi può adottare una filosofia tipo “poveri e belli” al giorno d’oggi?. Dovremo esserci costretti. E lo saremo. E’ lì che comincerò a divertirmi….

  • ottavino

    Mi sovviene che questo è una specie di dialogo tra un prof. e uno studente di filosofia. Vedi come il problema è proprio nelle pieghe del sistema? Non dovrebbero esserci “insegnanti di filosofia”!! e neanche studenti di “filosofia”. Finchè non si comprende questo, non si comprende il problema e non si vede la soluzione.

  • anonimomatremendo

    Ti ho dato dell´ amico di Stalin perché a sentirti sembra che ci godi a veder le rivoluzioni prima tradite e poi sconfitte.

    Il tuo ragionamento non regge.Facciamo un esempio.Se tu mi finanzi una qualche impresa non vuol dire che io sia dipendente da te,posso anche ,presi i soldi,mandarti a cagare.

    Capito il concetto?

  • Simulacres

    concetto alquanto bizzarro, simile a quel tizio che andò… per fottere ma, ahimè, rimase fottuto!!

    in tal caso, (sei tu che non vuoi capire…) il “giochino capitalista”, poniamo pure il tuo esempio ma anche in tal caso, anzi è ancora meglio, il tuo mandarmi a cagare agevola smisuratamete spianando una Autostrada smisurata alle mie intenzioni! al “mio” fine ultimo!

    ovvero finanziare la rivoluzione comunista (crearsi dal nulla – a mò di paravento alle mie malefatte passate e future – il più acerrimo nemico) per poi combatterlo ecc.ecc.. è come prendere “cento” piccioni in un sol colpo. vedi quali e quanti miracoli riesce a fare la FINANZA!? 🙂

    capito il concetto? ciao