DONNE, GUAIO SENZA SOLUZIONE

DONNE, GUAIO SENZA SOLUZIONE

DI MASSIMO FINI

antefatto.ilcannocchiale.it

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.


Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre).

La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.

Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.

Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.

Massimo Fini

Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/

Da il Fatto Quotidiano del 27 marzo 2010

REPLICA ALLE ACCUSE DI MISOGINIA

Ho scritto che le donne “sono una razza nemica”. Non mi sono mai sognato di dire che siano inferiori a chicchessia. Se la lettrice Cristina Di Bortolo avesse letto il mio articolo con “un minimo di cervello” avrebbe capito che, al contrario, considero la donna, meglio: la femmina, molto più vitale del maschio. È lei, che procrea, la protagonista del gran gioco della vita (quello reale, non quello virtuale) mentre il maschio è un fuoco malinconico e transeunte animato da un oscuro istinto di morte (“La donna è orgiastica, baccante, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale”).

La donna è la vita, l’uomo è la legge, la regola, il rigore, la morte (il contrasto tra Antigone e Creonte in Sofocle). Non a caso nella tradizione kabbalistica, e peraltro anche in Platone, quando l’Essere primigenio, dopo la caduta, si scinde in due la Donna viene definita “la Vita” o “la Vivente” mentre l’Uomo è colui che “è escluso dall’Albero della Vita”. È per riempire questo vuoto, per sopperire a questa impotenza procreativa (“l’invidia del pene” è una sciocchezza freudiana), che l’uomo si è inventato di tutto, la letteratura, la filosofia, la scienza, il diritto, il gioco regolato e il gioco di tutti i giochi, la guerra, che però oggi ha perso quasi tutto il suo fascino perché affidata alle macchine e anche perché in campo han voluto entrare pure le stronzette che pretendono di fare i soldati e vogliono fare, con i loro foularini, le corrispondenti di guerra (Ma state a casa, cretine, a fare figli. L’interesse della donna per la guerra è una perversione degli istinti.

La donna, che dà la vita, non ha mai amato questo gioco di morte, tipicamente maschile. Ma ormai così è: le più assatanate guerrafondaie di questi ultimi anni sono state la Albright, Emma Bonino e quella pseudodonna e pseudonera di Condoleezza Rice). Della vitalità della donna fa parte anche la sua curiosità. Che può avere conseguenze catastrofiche. Ma è mai possibile che con tutte le mele che c’erano lei sia andata a mangiare proprio quella che Domineiddio aveva proibito? (da lì sono cominciati tutti i nostri guai, porca Eva).

Comunque sia è vero che da quando si sono “liberate” si sono appiattite sul maschile, diventandone una parodia, e insieme alla femminilità hanno perso anche il loro fiore più falso e più bello, il pudore, per il quale valeva la pena, appunto, di corteggiarle. Han perso la sapienza delle loro nonne alle quali bastava far intravedere la caviglia. Rivestitevi, sciocchine. All’uomo non interessa la vostra nudità, ma scartocciare, lentamente, la colorata e inquietante caramella anche se, alla fine, c’è sempre la solita, deludente, cosa. In quanto a Lisistrata, cara Truzzi, il suo sciopero del sesso fallì completamente. Perché le spose dei guerrieri continuarono a fare i consueti lavori di casa. Essere accuditi senza nemmeno avere l’obbligo di scoparle: l’Eden ritrovato. Inoltre ogni maschio bennato di fronte alla scelta fra la donna e la guerra non ha dubbi: sceglie la guerra (e persino il calcio, che ne è una metafora). La lettrice Roberta Pesole mi confonde con quei nove milioni di uomini che, dice, vanno a puttane.

Posso rassicurarla, nel mio “Di(zion)ario erotico-Manuale contro la donna a favore della femmina” ho scritto “pagare una donna per fare l’amore, c’è qualcosa di più insensato? Ma come, io faccio la fatica di scoparti e ti devo pure pagare? Ma siamo diventati matti?”. Infine nella mia vita ho conosciuto molte donne intelligenti, ironiche e anche autoironiche. Ma nessuna che non fosse permalosa. Come la valanga di insulti che mi è stata rovesciata addosso dimostra.

Massimo Fini

Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/

Da il Fatto Quotidiano del 3 aprile 2010

Commenti (163)

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    1. Earth 8 aprile 2010

      ahah

    1. stendec555 8 aprile 2010

      da come "se la tira" la media befana italica, sembra che al centro del mondo ci sia altro.......vivo in usa, niente più discorsi sui ruoli uomo-donna, "noi", "voi", blablabla. a mio avviso fini descrive essenzialmente il triste caso italiano ed è normale che tanti lettori abbiano voluto sfogarsi...

    1. jcache 8 aprile 2010

      Grazie per questo tuo intervento. Mi sembra la risposta che questo articolo meritava, seppure abbia compreso l'intento di Massimo Fini e non lo condanni.

    1. Tonguessy 8 aprile 2010

      Non posso che condividere il tuo pensiero e augurio. Il vero problema è che fintanto che sussistono le radici che permettono questa situazione ad ogni primavera verranno fuori gemme identiche alle precedenti.

      Quindi al di la dei facili schieramenti dovremmo chiederci dove sono quelle maledetta radici e come possiamo estirparle. Ho già citato J. Diamond e la sua analisi sull'impatto che ha avuto l'agricoltura, vorrei anche aggiungere gli studi di W. Reich sull'orgone e la sessualità repressa come molla per l'indottrinamento sociale, quello che partorisce l'idea secondo cui "è tutta colpa dei maschi" o "è tutta colpa delle femmine" a scelta.

    1. mignon1973 8 aprile 2010

      Sono una donna e il veleno di fondo di Massimo Fini, se pur velato da diverse pillole lusinghiere, mi fa male. Mi fa male perchè s'incontra con il dolore che a me ha dato un uomo e che mi crea problemi oggi. Mi fa male perchè dolore alimenta dolore e rabbia alimenta rabbia, e mi fa male perchè io riconosco che, come esseri umani, siamo tutti nella stessa barca, ma a forza di dividerci tra donne e uomini non so se lui lo riconosca... Parla una donna ferita dal maschio, da qualche anno o forse da millenni, che ferita non vuole restare, ma che neanche vuole vendicarsi. La rabbia è una fase. L'odio distrugge il suo stesso soggetto. Non vedo altra soluzione che un equilibrio del tutto nuovo e diverso tra i due sessi e dentro se stessi. Io ci conto, forse tra qualche secolo o generazione. Durante il temporale precedente, di rabbie millenarie o più recenti, chiuderò gli occhi. Ciao e grazie, Sonia

    1. Tonguessy 7 aprile 2010

      Purtroppo Fini questa volta, come altre, se l'è persa l'occasione per tacere. Mi riferivo a Barnard, molto ovviamente

    1. mignon1973 7 aprile 2010

      Sono una donna e il veleno di fondo di Massimo Fini, se pur velato da diverse pillole lusinghiere, mi fa male. Mi fa male perchè s'incontra con il dolore che a me ha dato un uomo e che mi crea problemi oggi. Mi fa male perchè dolore alimenta dolore e rabbia alimenta rabbia, e mi fa male perchè io riconosco che, come esseri umani, siamo tutti nella stessa barca, ma a forza di dividerci tra donne e uomini non so se lui lo riconosca... Parla una donna ferita dal maschio, da qualche anno o forse da millenni, che ferita non vuole restare, ma che neanche vuole vendicarsi. La rabbia è una fase. L'odio distrugge il suo stesso soggetto. Non vedo altra soluzione che un equilibrio del tutto nuovo e diverso tra i due sessi e dentro se stessi. Io ci conto, forse tra qualche secolo o generazione. Durante il temporale precedente, di rabbie millenarie o più recenti, chiuderò gli occhi. Ciao e grazie, Sonia

    1. Biecoblu 7 aprile 2010

      Se ti riferisci a Massimo Fini siamo perfettamente d'accordo.

    1. Eli 7 aprile 2010

      Pensare che il proprio pisello sia il centro del mondo, è tipico di tutte le scimmie antropomorfe...

    1. walterkurtz 7 aprile 2010

      L'avevo già letto e quell'intervento c'entra poco con le citazioni da te fatte qui sopra. Dove si vuole arrivare? Queste contrapposizioni (in entrambe le direzioni naturalmente) sono insensate e lo sai benissimo. In ogni caso spero, come te credo, che articoli di questo tipo non vengano più postati. Ciao

    1. ottavino 7 aprile 2010

      Ohhhh, finalmente uno che si esprime con un articolo articolato, una dichiarazione completa che non lesina inchiostro....credo proprio che dovrebbero essere di questo tenore i commenti perchè almeno danno modo di replicare, argomentare, definire, comunicare.
      C'era una frase sul finire degli anni '70 che recitava: "il personale è politico", e sull'onda di questa frase un certo numero di persone cominciò a portare in politica i propri vissuti. Si cercava quindi di superare con la forza del collettivo, problemi o situazioni di carattere personale. E allora una crisi di coppia diventava politica, un disagio diventava politica, una solitudine diventava politica, e così via.
      Personalmente non credo nella bontà di questa impostazione. Faremmo bene invece, a mantenere una certa distanza tra il nostro vissuto e ciò che è più generale, plurale. Così come dovremmo mantenere un certo distacco dai comportamenti degli altri e rimanere incollati ai fatti. Tutti abbiamo un vissuto personale, ma se ci mettiamo a tirare fuori il personale ci ritroviamo a fare della psicologia, che non è esattamente quello che vogliamo fare. Quindi poco importa cosa fa nel suo privato Fini, o te o io. Esprimiamo dei concetti e su quelli lavoriamo.
      Nello specifico Fini ha espresso dei concetti, alcuni condivisibili e magari altri no. Ma quello che mi balza agli occhi è che potremmo benissimo scrivere un articolo simile a proposito degli uomini. Lavativi, mammoni, indecisi, inconcludenti oppure spietati, chiusi in se stessi, vigliacchi, sleali, opportunisti, pieni di se, ruffiani, orgogliosi, sprezzanti....non c'è che l'imbarazzo della scelta.
      Allora mi chiedevo: ma perchè risuonano attuali le parole di Fini? Bene, la mia risposta è che 40 anni fa nessuno si sarebbe sognato di scrivere delle cose simili sulle donne (anche se certe tendenze sono sempre state oggetto di scherno) ma adesso Fini le scrive, perchè? Perchè oggi stiamo assistendo alla sconfitta di tutto un movimento che viene dagli anni 60 che si chiamava liberazione sessuale, nel quale tutti riponevano grandi aspettative. Questa spinta "progressista" è fallita e ora siamo qui con le briciole in mano, ora possiamo renderci conto che quelle aspettative sono miseramente fallite. E' un pò come se gli uomini dicessero alle donne:"Bene, hai visto? Volevi tutta questa liberazione, liberazione....e cosa abbiamo ottenuto? Niente. Tu ti fai bella, fai shopping, hai tutte le tue libertà, ma non c'è stato nessun reale cambiamento NON APPORTI DEI CONTRIBUTI IMPORTANTI VERAMENTE LIBERATORI Siamo rimasti ambedue nei nostri gusci. Anzi tu ti sei presa degli spazi che non sai usare bene". Io credo che questa specie di risentimento nasce da questo. In pratica i due sessi si sono fatti delle grandi illusioni e ora devono disilludersi. E' un pò come se i maschi, perso il ruolo di capofamiglia, non abbiano più voglia di "giocare" con le donne. Ma il vero colpevole di questa situazione è l'attuale vita "moderna" che prevede un umano consumatore, lavoratore, turista, pagatore di mutui, ecc. Insomma è tutto pianificato e poco divertente e non ci sono motivi per stare insieme. Saluti

    1. albertgast 7 aprile 2010

      La sequela di banalità, come le chiami tu, le ho semplicemente copiate/incollate dalle risposte all'articolo di Fini qui sopra. Non c'è nulla di mio. Fattela con gli altri maschietti che hanno mandato i loro ragionamenti in merito. Per quanto mi riguarda ti inviterei a rileggere il post di Kiddo e, se vuoi, la risposta mia che gli ho dato. Ciao.

    1. GRATIS 7 aprile 2010

      Molto bene. Questo post volevo dedicarlo ad ottavino. Ma poi ho pensato di estenderlo.

      Il mio commento iniziale, che ha dato modo ad ottavino di esprimere il suo semplicistico e indignato dissenso, reictava testualmente :
      DIVERTENTE, PERO' FINI E'UN SACCO CHE NON SCOPA.

      Se ottavino non avesse sovrapposto a queste parole la faccia di uno degli scopatori del Grande Fratello o dei Maitres di pensiero della Defilippi non mi avrebbe frainteso, dandomi del maleducato.

      Il suo pregiudizio cristallizzato da una astinenza sessuale resa penosa dall'grande offerta e dalla sfacciata ostentazione di sesso lo ha portato a temere di appartenere alla cerchia degli sfigati, per cui in qualche area del suo cervello la mia frase è diventata:
      FINI E'UN PIRLA CHE NON SCOPA, E CIO'CHE DICE VA BENE PER UNA GAG DA ZELIG.

      Perciò ritengo utile al dibattito precisare meglio il senso della risposta.
      Le considerazioni di FINI sono assolutamente condivisibili. Le sottoscrivo in pieno. Un'analisi lucida del mondo femminile attuale. Assolutamente d'accordo su quelli che sono i punti di forza della femmina come sulle prerogative maschili. Il mito (chissà fino a che punto) di Platone e del suo Androgino spiega perfettamente come stanno le cose. Anzi, per chiarire meglio ciò che questo mito significa, vorrei riferirmi al racconto di questa vicenda che ne fa la tradizione Ermetica. In origine gli umani che abitavano la Terra erano tutti individui ermafroditi. Ciascuno possedeva un'apparato riproduttivo composto da un pene e da una vagina, per cui ci si autofecondava, e dopo un periodo di gravidanza si partoriva. Avvenne che alcuni individui più grandi e forti, non gradendo i dolori del parto, pensarono bene di sottomettere quelli più deboli e mingherlini e di deporre il proprio seme in questi. Stupro, insomma. In tal modo i sopraffattori adoperavano senza limiti il proprio organo maschile e si risparmiavano l'uso dell'apparato femminile. Non deve sorprendere che questa abitudine diventò una tendenza e si diffuse fra gli umani. Col tempo il processo evolutivo diede vita a due categorie di individui sempre più nettamente differenziati. Individui più grossi e muscolosi in cui il pene assumeva dimensioni a discapito di un utero sempre più atrofizzato, fino a ridursi ... prostata. D'altro canto individui di dimensioni inferiori dotati di un utero sempre più elastico e capace e di un pene atrofizzato fino a diventare una strana appendice che si chiamò clitoride. Indubbiamente questa evoluzione anatomico/funzionale ha avuto le sue corrispondenze al livello della mentalità.
      La differenza di temperamento e di mentalità fra maschi e femmine è messa in luce da Fini con acuta psicologia e con un notevole senso di autocritica, per certi versi.
      Quando dice che il primo pensiero della "donna liberata" è stato in sostanza quello di scimmiottare l'uomo ha delineato figure femminili vivissime, che ciascun uomo avrà avuto modo di incontrare. Sul lavoro, ma anche facendo la spesa al supermarket o semplicemente imbattendosi in una donna al volante nel traffico di città: immancabilmente per paura di sembrare imbranata o temendo di essere sopraffatta dalla prepotenza altrui ritiene appropriato sfoggiare una guida e modi da coatto o da furbetto.

      Tutti d'accordo, fin qui. Soprattutto gli uomini, che mi sembrano la maggioranza in CDC.
      Ma parliamo adesso un pò di scopare. Non c'è nulla di male ad astenersi dal sesso. Consapevolmente. Come un asceta. Un maestro. Un prete. Io, caro ottavino, e cari amici tutti, non scopo da un bel pezzo, diciamo una decina di anni. Matrimonio finito. Torni a vivere da solo. Superi un periodo di tensione e disperazione erotica. Poi cominci a riappropriarti della tua libertà e del tuo tempo. L'idea di condividere il tuo spazio con un'altra non ti passa nemmeno per la mente. Per fare sesso dovresti andare a mignotte? Ma perchè poi questa urgenza di sesso per cui uno o si compromette in una relazione o si mette a fare il puttaniere? Immagino che Fini per analizzare tanto lucidamente e spietatamente attraversi come me una lunga fase di astinenza sessuale. Certi dati della psicologia femminile e della sua anima vengono focalizzati coì impetosamente ed efficacemente che solo staccandosi dall'oggetto del desiderio si riescono a definire imparzialmente. Questo abbandono della pratica sessuale a tutti i costi a me non è costata nulla e la mia ascesi sessuale non è per me una parentesi da cui vorrei uscire, ma bensì una scelta definitiva. L'analisi acuta di Fini invece lascia trapelare che questo distacco dal corpo femminile gli costa sacrificio. Lo si capisce quando parla di sfiorare i capelli,chiamare al cellulare, fare un fischio per strada. Lascia intendere di aver ricevuto reazioni frustranti. Ciò è quello che significava il mio commento iniziale.
      Un saluto a tutti e a tutte

    1. walterkurtz 7 aprile 2010

      Secondo me dovresti cambiare registro. Il mio commento al tuo ragionamento (si fa per dire...) non avrebbe dovuto generare come conseguenza quest'altra sequela di banalità. Io ho detto subito di non approvare le cose scritte da fini, definendole sciocchezze non a caso, solo ti consigliavo di evitare i discorsi da bar sport, ma vedo che proprio non ce la fai proprio, quindi continua pure...sono le persone, uomini e donne, come te (totalmente prive di senso dell'ironia tra l'altro) che mi vengono a noia. Saluti

    1. Rossa_primavera 7 aprile 2010

      Hai perfettamente ragione

    1. Albertino 7 aprile 2010

      fa pensare il fatto che un articolo "sciocchino" come questo, abbia ricevuto un così alto numero di commenti. (adesso anche il mio)

    1. albertgast 7 aprile 2010

      Già, molto più intelligente dire : "Ora a noi ometti non resta che rivalutare il modo con cui Maometto ha capito già da 1400 anni fa come deve funzionare la società per poter durare nei secoli" oppure : " la donna sa vendersi " o anche: "DOMANDA A TUTTI GLI UOMINI. -MA SE CI FOSSE UN ROBOT FEMMINA CHE CUCINASSE SI FACESSE SCOPARE E SE NE STESSE ZITTA CHI PREFERIRESTE? - A -ROBOT - B- DONNA (GLI SI PUO' TOGLIERE ANCHE IL SAPER CUCINARE)" e ancora: "Che si tengano la "carriera" e la finiscano di rompere i nostri preziosi attributi...." o si consiglia: "fatti anche tu un viaggetto all'estero che ti diverti un pò! (ti consiglio tunisia e cuba)." o si considera: "più del 40% delle donne non lavora ed è mantenuta." e: "Inutile far notare alle oche ubriache del Campidoglio che starnazzano ..." e:"hanno rotto le balle per portare la minigonna, poi adesso che la usano per attizzare gli uomini" e:"(in nessuna parte del mondo qualsiasi befana è messa su un piedistallo e idolatrata come in italia)" e:"IN ITALIA LE DONNE SONO TENDENZIALMENTE ROMPIPALLE" e :"Ma la "donna occidentale, che non è certo tarata geneticamente, può anche redimersi.....Dunque, il problema è quello di rientrare nei ranghi." Eccoti una bella serie di interventi Superintelligenti. Contento?

    1. Matt-e-Tatty 7 aprile 2010

      Io non la prenderei alla Fini, da un certo punto di vista ha ragione ma conosco diversi casi in cui esiste una reale parità e anche casi in cui la lei subisce vessazioni dal lui violento, come dire: Fini ha dipinto un quadro che rappresenta solo una fetta della situazione e che sembra non considerare molte variabili.
      Nella sua osservazione fà notare la questione del diritto alla famiglia che è un problema notevole, conosco un caso di famiglia sfasciata in cui lui vive con i genitori perchè non gli è possibile una vita indipendente, deve provvedere al mutuo casa per intero e agli alimenti, lei vive nella casa con il nuovo compagno e anche se non conosco in modo approfondito entrambi i soggetti sò per certo che è una separazione che nulla ha a che fare con violenze domestiche o maltrattamenti ma con l'innamoramento di lei per un uomo più giovane di origini rumene.
      I padri e ex mariti o ex compagni spesso vengono definiti "nuovi poveri" e al di là delle disquisizioni "filosofiche" maschilisti vs femministe (di cui non mi curo) è un problema reale del nostro tempo.
      C'è da dire in proposito che in una copia sfasciata se spesso lui si ritrova all'indigenza lei non se la passa tanto meglio, sicuramente avvantaggiata ma se non si tratta di persone con lavori ben pagati o avvantaggiati dall'appartenenza a famiglie benestanti le situazioni che si vengono a creare sono allarmanti per tutte le parti e si arriva asoluzioni "legali" dettate più dall'istinto di sopravvivenza che dall'equità.
      In qualunque modo la si voglia girare la bilancia nel nostro sistema pende sempre un pò a favore della donna o meglio della madre, ma nei casi in cui sorgono problemi andrebbe considerata la situazione nella singolarità del caso e il sistema legale nel nostro paese è carente su questi temi, gli organi preposti a osservare e valutare i casi "gravi" sono i servizi sociali, inadeguati per non dire altro.
      Altra considerazione da farsi è che in una copia che si divide nella maggioranza dei casi si divide con rancore e odio per accadimenti di diversa natura, vengono tirati in mezzo i figli e anche molte bugie pur di "farla pagare" al o alla odiata ex, viene così a mancare un equilibrio e una soluzione che dia adeguata tutela ad entrambe le parti ma che segnerà in maniera indelebile il futuro dei o delle malcapitati/e.
      Sul sistema che spinge la donna a lavorare quanto (spesso più) dell'uomo ci sarebbe da discutere ampiamente, fa parte della nostra cultura e del nostro sistema di vita oramai... si dovrebbe parlare di quanto siamo viziati e del concetto di indispensabile prima di tirare in ballo suffragi e questioni sul troppi o pochi diritti di lui o di lei.
      Sia io che la mia metà lavoriamo come la maggior parte delle famiglie italiane, abbiamo 2 figli e non potremmo permetterci di fare altrimenti (non con il tenero di vira che riteniamo normale a ragione o torto)... per fortuna ci sono le nonne perchè il "normale vivere" poco lega con le necessità di una famiglia moderna, gli asili che fanno orari che non collimano con gli orari dei genitori, i figli che crescono spesso senza l'apporto dell'insegnamento del padre e della madre che si vedono alla sera e se và bene all'ora di prenzo, sono aspetti che influenzano e influenzeranno notevolmente la nostra civiltà e che dovrebbero far riflettere sul come si è trasformata la nostra società dal dopoguerra ad oggi, sull'imbarbarimento delle persone... tutte cose che non sono secondarie per una corretta analisi della famiglia e dei problemi che si innescano con le separazioni.
      Sarebbe interessante anche rendersi conto sul come vivono famiglie di extracomunitari in cui uno solo porta a casa uno stipendio con cui vive tutto il nucleo famigliare di 4/6 persone, la madre normalmente ha cura della casae dei figli... non è molto differente dalla famiglia italiana di 60/70 anni orsono... forse il concetto di indigenza andrebbe riconsiderato, forse non è il solo aspetto che varrebbe la pena considerare in una discussione sul diritto alla famiglia, sui vantaggi e svantaggi delle donne, sulla diversità tra uomo e donna.
      Comunque il sig. Fini con questo articolo completo o superficiale che lo si giudichi, ha sollevato un bel polverone.

    1. walterkurtz 7 aprile 2010

      Che "intervento" intelligente: nessun omicidio da parte di una donna. In tutta la storia dell'umanità? Le contrapposizioni da bar sport le eviterei, sarebbe un po' come affermare: Leonardo, Newton, Kant, i geni tutti uomini...

      Ci sono argomenti più sensati da contrapporre alle sciocchezze di Fini, non sottovalutiamoci, coraggio!

    1. Tonguessy 7 aprile 2010

      Ringrazio invece Paolo Barnard che da un po' fa riposare la sua tastiera, et c'est tant mieux !

      Almeno lui non s'è persa l'occasione di tacere......

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