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DONNE, GUAIO SENZA SOLUZIONE

DI MASSIMO FINI
antefatto.ilcannocchiale.it

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.

Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre).

La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.

Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.

Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.

Massimo Fini
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/

Da il Fatto Quotidiano del 27 marzo 2010

REPLICA ALLE ACCUSE DI MISOGINIA

Ho scritto che le donne “sono una razza nemica”. Non mi sono mai sognato di dire che siano inferiori a chicchessia. Se la lettrice Cristina Di Bortolo avesse letto il mio articolo con “un minimo di cervello” avrebbe capito che, al contrario, considero la donna, meglio: la femmina, molto più vitale del maschio. È lei, che procrea, la protagonista del gran gioco della vita (quello reale, non quello virtuale) mentre il maschio è un fuoco malinconico e transeunte animato da un oscuro istinto di morte (“La donna è orgiastica, baccante, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale”).

La donna è la vita, l’uomo è la legge, la regola, il rigore, la morte (il contrasto tra Antigone e Creonte in Sofocle). Non a caso nella tradizione kabbalistica, e peraltro anche in Platone, quando l’Essere primigenio, dopo la caduta, si scinde in due la Donna viene definita “la Vita” o “la Vivente” mentre l’Uomo è colui che “è escluso dall’Albero della Vita”. È per riempire questo vuoto, per sopperire a questa impotenza procreativa (“l’invidia del pene” è una sciocchezza freudiana), che l’uomo si è inventato di tutto, la letteratura, la filosofia, la scienza, il diritto, il gioco regolato e il gioco di tutti i giochi, la guerra, che però oggi ha perso quasi tutto il suo fascino perché affidata alle macchine e anche perché in campo han voluto entrare pure le stronzette che pretendono di fare i soldati e vogliono fare, con i loro foularini, le corrispondenti di guerra (Ma state a casa, cretine, a fare figli. L’interesse della donna per la guerra è una perversione degli istinti.

La donna, che dà la vita, non ha mai amato questo gioco di morte, tipicamente maschile. Ma ormai così è: le più assatanate guerrafondaie di questi ultimi anni sono state la Albright, Emma Bonino e quella pseudodonna e pseudonera di Condoleezza Rice). Della vitalità della donna fa parte anche la sua curiosità. Che può avere conseguenze catastrofiche. Ma è mai possibile che con tutte le mele che c’erano lei sia andata a mangiare proprio quella che Domineiddio aveva proibito? (da lì sono cominciati tutti i nostri guai, porca Eva).

Comunque sia è vero che da quando si sono “liberate” si sono appiattite sul maschile, diventandone una parodia, e insieme alla femminilità hanno perso anche il loro fiore più falso e più bello, il pudore, per il quale valeva la pena, appunto, di corteggiarle. Han perso la sapienza delle loro nonne alle quali bastava far intravedere la caviglia. Rivestitevi, sciocchine. All’uomo non interessa la vostra nudità, ma scartocciare, lentamente, la colorata e inquietante caramella anche se, alla fine, c’è sempre la solita, deludente, cosa. In quanto a Lisistrata, cara Truzzi, il suo sciopero del sesso fallì completamente. Perché le spose dei guerrieri continuarono a fare i consueti lavori di casa. Essere accuditi senza nemmeno avere l’obbligo di scoparle: l’Eden ritrovato. Inoltre ogni maschio bennato di fronte alla scelta fra la donna e la guerra non ha dubbi: sceglie la guerra (e persino il calcio, che ne è una metafora). La lettrice Roberta Pesole mi confonde con quei nove milioni di uomini che, dice, vanno a puttane.

Posso rassicurarla, nel mio “Di(zion)ario erotico-Manuale contro la donna a favore della femmina” ho scritto “pagare una donna per fare l’amore, c’è qualcosa di più insensato? Ma come, io faccio la fatica di scoparti e ti devo pure pagare? Ma siamo diventati matti?”. Infine nella mia vita ho conosciuto molte donne intelligenti, ironiche e anche autoironiche. Ma nessuna che non fosse permalosa. Come la valanga di insulti che mi è stata rovesciata addosso dimostra.

Massimo Fini
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/

Da il Fatto Quotidiano del 3 aprile 2010

Pubblicato da Davide

  • GRATIS

    Divertente. Però Fini è un sacco che non scopa.

  • Rossa_primavera

    Oltre a qualche piccolo e casuale luogo comune,vorrei ricordare che c’e’
    una categoria in cui gli uomini sono ancora di gran lunga i primatisti e cioe’ quella dei criminali di guerra:Hitler,Stalin,Churccill,Milosevic,Bush padre,Bush figlio,Karazic,Eichmann,Berja,solo Israele forse ce ne ha “regalati” di entrambi i sessi,ma comunque al 90 per cento sono maschi anche loro.Guerrafondaie come gli uomini forse,ma sicuramente meno criminali signor Fini.

  • stendec555

    tutto questo è vero, ma soprattutto in italia, odioso paese anche per questo motivo.

  • andyconti

    IN PARTE HA RAGIONE STENDEC555, IN ITALIA LE DONNE TENDENZIALMENTE TI ESASPERANO, ECCO PERCHE’ MI SONO TRASFERITO IN PERU, DOVE PERO’ TI MANCA SPESSO LA POSSIBILITA’ DI CONVERSARE. IN QUANTO A MASSIMO FINI, HA RAGIONE L’ALTRO LETTORE,DA TROPPO NON SCOPA, E DIRE CHE LO AMMIRO COME GIORNALISTA…..

  • guru2012

    Fini si esprime in modo provocatorio, ma nella sostanza la sua analisi non è sbagliata. L’omologazione dei ruoli maschile/femminile sta decretando, di fatto, la fine della “famiglia” come cellula base della nostra società. Quello che manca è un modello alternativo.

  • stendec555

    vivo anch’io all’estero. in nessun paese (inclusa l’europa) ho trovato donne così insopportabili, polemiche, insoddisfatte, verbalmente rissose come in italia. le cause sono molteplici e sicuramente anche tutte pienamente giustificabili, ma è un dato di fatto…

  • ottavino

    Che commento penoso: “E’ un sacco che non scopa”. Ma non ti vergogni a fare un commento del genere? Ma cosa c’entra? Ma come ti permetti? Chi ti dà il diritto di esprimerti così stupidamente?

  • roberto4321

    Massimo Fini è un GENIO. Ha messo in parole, oserei dire in poesia, quello che avvicinandosi ai 50 ogni uomo comincia a subodorare del sesso “debole”. Ed un concetto di tale portata può essere rivelato solo da chi ha intessuto relazioni serie e durature con diverse donne, non certo da un puttaniere o da uno sfigato. Ora a noi ometti non resta che rivalutare il modo con cui Maometto ha capito già da 1400 anni fa come deve funzionare la società per poter durare nei secoli, altro che donne sterili in carriera che passano i primi 50 di vita a cercare il “pathos” continuo ed i restanti a stracciarsi le vesti per aver lasciato l’uomo giusto o perso il momento buono per fare dei figli, altro che lasciare il Potere, in politica e nel lavoro, in mano a queste vipere..

  • Eli

    Questa volta Fini si commenta da solo. Non merita neppure i novanta secondi per rispondergli. Cos’è, invidia per il fratellino più affascinante di lui, fame nera di sesso, mancanza di umanità? O tutte queste cose insieme?

  • cloroalclero

    la lettura di Fini mi ha stimolato ad una seduta straordinaria mattutina volta a smaltire gli eccessi del pranzo pasquale. Grazie Fini. Sei meglio del RIM

  • backtime

    Il saggio in merito alla donna diceva “letto molto, scritto tanto, compreso le donne mai” e di fatti, capire le donne o meglio quello che passa loro dentro al cervello non è cosa facile!

    Sono molto curioso di leggere nel resto della giornata le loro argomentazioni in merito, ma vedrete che col loro contorto modo di ragionare, troveranno senz’altro il modo di screditare Fini, alla stessa maniera di come lo fecero tempo fa con Barnard.

    La donna non fa sesso, la donna è sesso, erogena in più punti dell’uomo, avvantaggiata dal fatto che fa sesso passivo (deve solo prendere e accettare quel che gli viene dato) a differenza dell’uomo che è obbligato in natura a fare sesso attivo (se il pene non rimane diritto per il minimo di un quarto d’ora viene scartato) si lamenta se frigida di non avere sufficienti orgasmi, imputando sovente all’uomo il suo non essere in grado di provare piacere, adopera la scusante della vaginite a suo vantaggio, infatti come già espresso, se all’uomo non tira è colpa dell’uomo, se lei ha paure preventive che tendono a chiudere la vagina, è sempre colpa dell’uomo e delle sue misure, non accetta il fatto che, se avesse fatto esperienze prematrimoniali (la donna in questo è maestra, è l’uomo che non riesce a farne a meno) probabilmente quel “muscolo” che vede per la prima volta le avrebbe fatto meno paura, se poi la mamma le ha detto poi, che gli uomini sotto le lenzuola sono cattivi oltre che egoisti, fa così si che il suo buco diventi, diciamo così “attappato” senza averci messo mai una toppa.

    La donna sotto molti aspetti non è esattamente ciò che ti aspetti, ma ha sufficiente intelligenza per determinare il risultato finale di un rapporto, sia esso di sesso o di gestione economica e sociale, vittima di se stessa “se la tira” mette la carriera al primo posto, cosciente della sua bellezza, sa che avrà vantaggio nel potere decisionale di una azienda se ne è quadro molto più dei suoi colleghi, egli sa già che venderà il prodotto non tanto per la qualità del prodotto, ma per aver saputo dare un peso a se stessa nella vendita. Quante volte è capitato di acquistare un capo che non vi interessa più di tanto, solo perché la commessa è carina? non è certo un caso che le belle donne siano ricercate nella vendita, se poi il negozio è loro e gli affari vanno male, basterà loro un generoso decolté o una gonna sotto la quale spunta casualmente un reggicalze, per avere di nuovo il negozio pieno e gli affari riprendere nuovamente vigore.

    Conclusione: la donna sa vendersi e gestire, mentre l’uomo spesso non sa’ comprare, molto più frequentemente neanche gestire e la donna questo lo sa’ bene e ne approfitta.

  • cloroalclero

    boh! “la donna sa prendere”, “la donna”, “fa sesso passivo”, “la donna queste cose le sa”. Ma con che presunzione coloro che fanno questi discorsi pretendono di sintetizzare “l’esperienza universale” con la loro propria e sindacare su una “specie”, su una “razza” o piu’ correttamente “sul genere”, quando siamo tutti individui umani con il medesimo cervello anche se con diversi- tanti quanti siamo- tipi di intelligenza, cioè di strutture che presiedono all’adattamento al mondo?
    Perchè continuare a parlare delle donne come se fossimo una sottospecie di insetti da studiare e, nello stesso tempo, buttarci dentro le proprie frustrazioni personali che derivano dai rapporti collezionati finora nella vita?
    Perchè non considerarci semplicemente “altre persone” e perchè non smettere di estendere al nostro “insieme” una serie di caratteristiche tratte da generalizzazioni induttivo-deduttive in un procedimento logico che, se applicato a qualsiasi altra categoria umana, apparirebbe (e sarebbe) discriminatorio?
    Ma provare a rapporttarsi alle compagne, mogli, figlie, sorelle, amiche, colleghe ecc… senza fasciarsi la testa di pregiudizi fondati, in ultima analisi, dalla frustrazione no?
    Provare a pensare al “femminile” con altre categorie, altri abiti mentali che non procedano direttamente dalla rappresentazione delle scopate fatte e dal giudizio esperienziale che si è portato a casa no?
    E’ molto frustrante per una come me questa diatriba. Perdo la fiducia nella comunicazione e il senso del “dire” le cose con le parole, perchè qui i cervelli si diluiscono in un mix di sperma e di brodo ideologico annacquato.
    Questo berciare degli uomini contro le donne in un mondo costruito a misura loro, davvero non lo capisco. Capisco solo che non cambierà mai perchè c’è troppo rumore e “sono le parole piu’ silenziose quelle che portano la tempesta” (FN)

  • amensa

    una bella definizione della differenza tra uomo e donna, forse dipendente da quella gambetta in meno che i maschi hanno xy maschile e xx femminile. è la seguente:
    l’uomo ragiona in termini binari, la donna ternari.
    per l’uomo c’è l’alto e il basso, destra e sinistra, bianco o nero, bello o brutto, contrapposizioni definite , precise, facili.
    il ragionare della donna è molto più complesso e indecifrabile, ben espresso dalla frase:
    “la maternità è il dono più grande che la natura ha dato alla donna….. oddio, sarò mica incinta !”

  • robby

    o signori !!! e farsi magari una crassa risata su tutto cio’ ????? mi sa che qua è tanta la gente che non scopa da parecchio tempo ! dai su !!

  • walterkurtz

    Chissà se lo avesse letto (e commentato) l’ultrà femminista Natalia Aspesi, tipica incarnazione del chiagni e fotti femminile…

  • backtime

    Cos’è il tuo, delirio di onnipotenza o negare l’evidenza al punto che tutto ciò non è metralmente condivisibile perché “io sono io (come donna ovviamente) e voi non contate un ©@##O (come uomini naturalmente)”?

  • helios

    Dai commenti che leggo tutti si cristallizzano sul fatto …’ ma da quanto non scopa?’
    Adesso per sapere se un articolo è interessante è capire se l’autore ha scopato, scoperà e non scopa più?

    Nemmeno una e dico una delle donne scriverebbe quello che è stato scritto in questo articolo, tanto è veritiero.
    Non andiamo a parare su cose di cui non ci dovrebbero interessare
    (mi ricorda elio e le storie tesi: ….se mi metti una scopa in c…. ti ramazzo tutta la stanza…)

  • Terence

    Io invece trovo il commento simpatico e divertente, forse il problema è che anche tu non scopi da un sacco di tempo.

  • tersite

    ..e questi appena elencati scopavano tutti..e bene..e tanto!

  • tersite

    però diciamolo: siamo un paese anomalo, 350 zoccole all’aquila, storica!

  • mendi

    Eccellente, meglio non si poteva dire.
    Quanto allo scopare o meno, penso che questo articolo sia dovuto appunto all’eccesso di scopate cui l’ottimo Massimo Fini indulge. Altro che astinenza!

  • tersite

    ognuna delle cose da te elencate è coseguenza dell’altra

  • tersite

    chiagni e fotti la faccio mia per sempre, grazie.

  • savi

    Bravo M.Fini , ottime osservazioni.nella maggioranza dei casi è propiro così.

  • tersite

    il senso vero dell’articolo (..il nemico) è che per le donne il mondo va benissimo così com’è e nn potrebbe essere altrimenti, il resto è la solita sceneggiata magistralmente tradotta nel “chiagni e fotti” di chi mi ha preceduto.

  • giosby

    Raramente ho letto tante cose prive di senso tutte assieme. (commenti compresi)
    L’unico intervento sensato è quello di cloroalclero, ovviamente subito stroncato dal … di turno.
    Attenzione perché a furia di ripetere cose che generalizzano le donne alla fine si creano i pregiudizi che generano la discriminazione.
    Non pensavo che in questo ambiente (CDC) ci fosse tanto spazio per creare guerre artificiali laddove dovrebbe esserci solidarietà tra esseri umani, che tutti (uomini e donne) siamo.
    Poi nascono i gruppi come gli Uomini Beta che, camuffati da sinistri e democratici, non perdono occasione di sparare a zero sulle donne …

    http://www.giosby.it/2010/04/03/uomini-beta-no-grazie-visita-imprevista-al-movimento-maschile/

  • pablobras

    Anche se la visione è un po’ caricaturale e provocatoria concordo pienamente con Fini.

  • ottavino

    Oh certo, che bello questo modo di fare, di dire, di giudicare….l’importante è divertirsi, divertire….in questo mondo di clown….nel nostro “paese dei balocchi” dove essere maleducati è un vanto….

  • Cornelia

    Io non baderei al chiacchiericcio di un settantenne.

    A quell’età lì possono dire ciò che vogliono, ma è meglio che non si occupino più di faccende sessuali…

  • Simulacres

    Riflessione interessante, meno misogina di quant’essa possa apparire ma che non voglio commentare poichè (atavico ragionamento…) di facile fraintendimento. Lascio ad altri.
    Voglio invece sottolineare che mi trovo pienamente d’accordo nella chiosa finale di Fini: “pagare una donna per fare l’amore, c’è qualcosa di più insensato? Ma come, io faccio la fatica di scoparti e ti devo pure pagare? Ma siamo diventati matti?”

    Inoltre, oltre che noiosa, “la scopata”, la trovo altrettanto umiliante sia per la vittima che per lo stesso carnefice.
    Personalmente… sono state di più quelle che non mi sono fatte quelle che mi sono fatte (che palle!!!), e a tutti i “fottuti scopatori”, quelli che dicono… “è un sacco che non scopa” rispondo… “locuzione volgare covata dalla profondità di pensiero di generazioni di imbecilli della fregola e della dabbenaggine.” Ma è così che vanno queste cose, è così che gira il mondo. Amen.

  • Rossa_primavera

    Verissimo

  • Drachen

    meno male che non commenti stavolta. salvi.

  • Drachen

    i 70enni di solito han capito di più di tutti gli altri.
    che sciocchezze.
    è il solito copione: colpisci la virilità se hai paura che ti smascherino.
    giochetti giochetti.

  • Drachen

    uuuuuuuh, ma che banalità miope, questo individualismo filosofico del siamo tutti diversi. non vi pare che queste mentalità del “ma quanto son speciale nella mia diversità” sia un attimino superata?
    le donne hanno tratti comuni che derivano dalla natura delle cose, saper accettare questo è saper accettare quel senso del limite che la ns. società ha perduto.
    è il solito annoso problema: alle donne, l’essere femmina, va stretto.
    e non ho ancora capito perché, ed è la stessa cosa che si chiede Fini.

  • oriundo2006

    Lei ha ragione Sign. Fini in tante cose, ma quante volte non da adulti – chè ora ci sentiamo grandi e forti abbastanza per farci sentire uomini veri e sentenziare compiutamente sul bene e sul male – ma da ragazzi o ancor più da bambini, ebbene, quante volte abbiamo trovato comprensione, affetto, un sorriso dalle figure feminili che la sorte ci aveva messo accanto e che – loro sole- ci hanno fatto innamorare della vita consolandoci, aiutandoci, capendoci, e perchè no, sgridandoci ma sempre AMANDOCI TOTALMENTE come sole loro erano capaci di fare?
    Quante volte le abbiamo cercate, quante volte le abbiamo tirate dalla nostra parte per farci accontentare di quel nostro smisurato ego che pensavamo fosse la parte migliore di noi, quell’ego ‘maschio’, orribile maschera e sorpiatura in verità, che ci catturava con il nostro desiderio di ‘fare la guerra ‘ contro tutto e contro tutti e dunque contro noi stessi in verità…quante volte LORO si sono accontentate di mettersi silenti in disparte mentre noi strepitavamo, urlavamo per imporci a tutti i costi, per avere ragione, per fare quello che volevamo, da ragazzi come da adolescenti, sapienti o ignari della vita, sempre però fregandocene di quello che loro potevano volere, schiacciandone la loro identità di ‘femmine’, il loro essere diverse, il loro chiederci poco che era poi il chiederci tutto…,perchè appunto come Lei dice, sapevamo o meglio credevamo nel nostro ego distorto che fossero ‘res nullius’ e dunque atte a esserne completamente tiranneggiate… Oggi lo sono: abbiamo vinto noi. Sono donne la cui femminilità si è arresa di fronte alla sovrumana potenza del nostro maschio egoismo, di testa e di letto, ci copiano come i selvaggi copiano gli uomini civilizzati, hanno negato la loro femminilità, la loro parte più segreta, per essere quali noi le vogliamo, anche nell’atto amoroso, reso ‘sessuale’ e ‘tecnica’ di unione tra parti ‘specializzate’ dei corpi, alla ricerca del massimo della prestazione: il ‘piacere’, l’orgasmo, feticcio sul quale abbiamo trapunto la farfalla che era un tempo il nostro amore, la nostra gioia di vivere, di essere…Quello che siamo diventati lo abbiamo imposto con la forza, la violenza, le brutture di questa vita aimè orrenda anche a chi ci ha amato. E ne stiamo pagandone il prezzo: nella solitudine, nelle escort, nelle mogli megere a mezzo servizio…è la vendetta che è la realizzazione del nostro folle delirio di possesso totale. Se le donne sono così ebbene guardiamoci anche un poco allo specchio: l’immagine nostra è un ghigno deformato del disprezzo verso la Vita, cosa Santa e Bella da condividere appunto con LORO.

  • backtime

    Quale senso apporti tu al discorso, dopo aver presentato il link che presenti (e che ho per curiosità visitato) e nel quale ho visto commenti compreso il tuo, pregno di significato:

    “Datela gratis ! Questo concetto degli uomini beta, già espresso largamente da Paolo Barnard nasconde in sé una trappola mortale.



    Il concetto GRATIS è sintomatico del senso che questi uomini danno al sesso. Un oggetto come un altro che si può comprare o regalare a secondo del momento e del MERCATO.”

    non è forse la donna quella che va coi “vecchi” non per appagare la sua sessualità, ma l’agiatezza di cui il vecchio è possidente? non è forse la donna quella che fa del suo corpo marcinonio, pur di avere una vita agiata senza perdersi in 40 lunghi anni di lavoro? non è forse la donna, spesso sospinta dalla mamma, quella che cerca il brutto ma facoltoso, a cui dedicare frequenti mal di testa la notte e passa il giorno a fare shopping con la carta dell’imbecille che sta lavorando per due senza avere neanche il sacco a pelo la sera in cambio? non è forse la donna quella che decreta che “chi non lavora non fa l’amore” e non certo perché non gli “prude” ma perché c’è sempre sottinteso un “secondo fine” anche nel matrimonio?

    Qui esprimi il concetto vero per cui è nato il sesso “…Il concetto GRATIS è sintomatico del senso che questi uomini danno al sesso…” infatti il sesso è piacere in se, non merce da mercato (te la do’ ma al prezzo di…) o merce di scambio (tu passi il vitalizio a me e le mie coscie si apriranno per te) ossia quello che Barnard ha tentato inutilmente di farvi comprendere e si è visto offendere per averlo fatto.

    Facile è parlare quando si sa di essere nate col “negozio” che in caso di bisogno si apre occultando le tasse, a discapito di chi nasce col mero “acquirente” che senza disponibilità vale meno di niente. Quando li trovate codesti imbecilli fate festa, quando invece trovate chi vi risponde per le rime, da tua pregressa scrittura e … e basta.

    Tana per il mostro, toppa t’ho visto!

  • Drachen

    ah, la libertà d’opinione. fa comodo solo a fasi alterne eh?
    fossero anche pregiudizi, è sacrosanto essere liberi di averli.

  • Diapason

    …Io mi sono reso conto della veridicità di quanto detto da Fini (ma ne contesto il generalismo: non tutte le donne sono così, e forse più della metà non sono così) intorno ai 25.
    Non che me ne fossi reso conto in maniera così dettagliata, articolata, verbalizzata e compiuta… Ma avevo avvertito che il nocciolo era, magari con diverse intensità da persona a persona, quello descritto.
    Però non mi sono minimamente sognato di smettere di frequentare, sfidare l’universo femminile: *SE* Fini ha ragione (e in una gran parte – ma, come detto, non per la maggioranza – dei casi, ne ha) il “gioco” è ancora più stimolante!
    …In fondo, se la guerra (insieme a tutti i suoi palliativi) è il gioco più divertente per l’uomo, quale migliore soddisfazione di “vincere” la guerra contro una donna, inducendola ad abdicare da certe posizioni di forza in favore di una più remissiva (…non troppo: quel pochino che ci sta bene) posizione di subordinazione, e spontanea, verso il compagno?

  • Simulacres

    …resta da chiedersi se in tal caso vale il vecchio detto che dice: “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.

    Ciò detto, lungi da me qualsiasi ragionamento sentimental-maschilista.

    Resto tutt’ora fedele a quel pensiero di Schopenhauer nel quale afferma: “Più guardo gli uomini, meno mi piacciono. Se soltanto potessi dire la stessa cosa delle donne, tutto sarebbe a posto”

  • KATANGA

    non e’ che io sono misogino,cazzo!
    sono LORO che sono donne!
    purtroppo dai commenti delle donne sembra propio che la verita’ faccia male.
    l’articolo non e’ altro che un complimento continuato sulla superiorita’ della femmina sul maschio e tutte a romprere i coglioni (un’altra cosa in cui sono inarrivabili!).
    io ho 37 anni ma ne ho gia’ avuto abbastanza per 10 vite (premetto che scopo regolarmente e senza pagare) solo che ho trovato la felicita’ e la tranquillita’ da quando ho capito che semplicemente la cosa migliore da fare e’ mandarle affanculo non appena eiaculato.
    DOMANDA A TUTTI GLI UOMINI.
    -MA SE CI FOSSE UN ROBOT FEMMINA CHE CUCINASSE SI FACESSE SCOPARE E SE NE STESSE ZITTA CHI PREFERIRESTE?
    – A -ROBOT
    – B- DONNA
    (GLI SI PUO’ TOGLIERE ANCHE IL SAPER CUCINARE)

    UN SALUTO

    PS W LA SHARIA

  • gatto2003

    quoto,

    inoltre secondo me le donne stanno inseguendo un modello che non è loro, per questo sono incazzate e confuse. Vorrebbero far “carriera” ma allo stesso tempo l’istinto e la necessità naturale di fare figli e di accudirli le logora con la conclusione di diventare nevrotiche perenni.

    Ma perchè per quante sono e per quanto siano intelligenti non hanno ancora “capito” ?? non sono riuscite ad imporre un modello adatto a alla loro natura? Perchè, e questa è la domanda, nessun leader donna ha mai aperto una nuova strada in questa direzione? Forse queste leader non hanno mai voluto una vera emancipazione femminile.. il nemico marcia alla loro testa!

    Marcello

  • giosby

    Vedo che non hai capito.
    Provo a spiegare meglio ma temo che non serva.
    Prima di tutto, non so se hai compreso ma sono maschio, cioè senza ciò che tu chiami “negozio” e già questo tuo modo di esprimerti è tutto un programma.
    Poi è chiaro che se il sesso viene concepito come un mercato ovviamente c’è chi compra e c’è chi vende.
    Io conosco anche uomini che si sono sistemati con donne dalla ricca famiglia e adesso se la godono a non far nulla, mai visto?

    Ma a parte i casi della vita, che sono infiniti, è il concetto di sesso come prodotto da consumare che proprio non si riesce a togliere dalla testa.
    Questo concetto comporta che il partner durante l’atto sessuale è soltanto un oggetto che permette il piacere.
    Ma i rapporti sono fatti di sentimenti, belli o brutti, e non di atti meccanici che non gratificano nessuno.
    Questo però viene sempre taciuto
    E gli uomini saranno sempre lì a raccontare: ” Mi son fatto una figa… “
    Ma quante balle …

  • giosby

    Certo Drachen!
    Difatti nessuno ha mai detto che non si possa scrivere quello che io e te abbiamo letto!
    Tuttavia mi meraviglio di tutta la gente che applaude e che aiuta la creazione di insulsi pregiudizi.
    Pensavo che l’aria fosse un tantino migliore da queste parti, ma evidentemente mi sbagliavo
    L’ultimo commento che leggo preferisce addirittura un robot a una donna e invita a “mandarle affanculo dopo aver eiaculato” …
    Contento lui …

  • mystes

    Sacrosante parole, Fini, sacrosante parole. Il risultato? molti italiani vanno all’estero (sud-america,est europeo ecc.) dove si innamorano di un tipo di donna gentile, amorosa e femminile, definitivamente scomparsa in Italia dove la donna si è convertita al femminismo amerikano e alla moda della “donna in carriera”. Che si tengano la “carriera” e la finiscano di rompere i nostri preziosi attributi….

  • cloroalclero

    Ma è come ho detto io: se vi riferite alle strutture di potere, quello determinato dai rapporti di forza economici, lì trovate le radici di questa necessità di irrigimentazione delle differenze di genere attraverso banalità generalizzate. Anche io ho avuto i miei problemi con i maschi, ma se dovessi rileggere l’antropologia alla luce delle mie frustrazioni passate ne uscirebbe un quadro che da solo giustificherebbe l’afasia: della serie, penso solo a me e quello schifo di genere a cui appartiene l’ente che mi ha deluso possa pure crepare in mezzo alla merda e al nucleare, senza che io muovessi un dito e senza che dovessi mobilitare neuroni per ammantare di intellettualità le quattro cagate dette da fini (e condivise dai piu’) che alla fine sono banalità da mariti frustrati che manco il viagra gli funziona piu’ e si lamentano al bar.
    Andiamo su. Se per voi queste argomentazioni hanno valore, allora posso anche sbandierare che l’origine del razzismo nei confronti dei neri si fonda sul fatto che hanno il pisello piu’ grosso.

  • stendec555

    incredibilmente pure la donna “amerikana” è meglio, seppur “in carriera” sanno mantenere ed esaltare il loro ruolo e non diventare la brutta copia dei maschi….non dimentichiamoci inoltre che ci sono anche sempre più donne italiane che vanno all’estero (nord africa, centro america…) a caccia di maschi, ovviamente solo per dare “tanto amore” ai poveri indigeni bisognosi………….insomma, l’italia è allo sfacelo non solo per quanto riguarda politica, corruzione, berlusconi bla bla bla…

  • Drachen

    “ad ignorare i problemi finisce che la gente vota Lega”

    ecco una buona risposta alle tue perplessità, ed ecco perché c’è gente che adotta quei toni.
    molti uomini sono stufi di queste donne. ignorarne il fatto, non risolve niente, ma acuisce l’astio e i pregiudizi. tutto chiaro?

  • Ulugbek

    Poveretto, si è bevuto il cervello…

  • maristaurru

    Cloro stavolta ti seguo su tutta la linea, non potevi esprimer meglio quello che mi stava girando per la capa. Anche la conclusione sulle recondite cause di certo razzimo.. quasi quasi, c’è del vero , o comunque mi sa che spesso possa entrarci anche la paura del pene piccolo che contraddistingue molti maschietti

  • giosby

    “queste donne” ?
    Quali donne? quelle della loro fantasia malata?
    Ok, bisognerà prendere atto di un diffuso malcontento maschile
    Soluzione?
    Tutti sulle barriccate!
    Ma ti sembra sensato?
    Auguri per il tuo movimento del Maschio che difenderà gli INTERESSI del GENERE
    Se invece gli uomini iniziassero a prendere coscienza che i loro bisogni sono anche emotivi e non soltanto di robot femminili al servizio ?
    Questo modello di maschio viene costruito da una società che ha bisogno, guarda caso, di stimolare i CONSUMI.
    tutto chiaro?

  • wld

    Voglio dedicare e tutti, Donne e Uomini una mia poesia sensuale e d’amore di due corpi che si uniscono e diventano uno solo, visto che nei commenti non è mai stata menzionata la parola “AMORE”. ” “Luna guardona”
    Luna…luna spiona luna guardona, che ci hai visti, senza vestiti, luna guardona luna spiona, che ci hai visti nudi senza pudore, dalla finestra sei entrata senza domandare e senza bussare, luna impicciona luna guardona, luna spiona, hai sentito il nostro gemito, gemito d’amore, luna guardona, luna complice, luna ruffiana, il seno le hai accarezzato, la tua luce ci ha trovato uniti in un solo corpo, luna guardona luna spiona, dalla persiana sei entrata, e ci hai colto nel nostro splendore, luna impicciona luna guardona, luna ruffiana, con noi hai amoreggiato, e nessuno ti aveva invitato, luna impertinente senza di te ormai non possiamo fare niente, senza di te l’amore non c’è, senza il tuo chiarore non ritrovo più il mio amore, luna, luna, luna, ritorna …

  • euridice

    La sua analisi è sostanzialmente corretta, però manca il passo successivo.
    Perchè nella nostra società è predominante un certo tipo di donna?
    Perchè questo tipo di donna ha prevalso?
    La selezione è stata operata proprio dai maschi.
    Esistono persone di sesso femminile che si discostano da questo standard e per questo non hanno successo dal punto di vista della selezione sessuale.
    Non è vero che al mondo non esistano femmine sensibili, limpide e di buoni sentimenti. Sono semplicemente assai rare, in via di estinzione.
    Vivono in solitudine, mentre i maschi trovano più interessante rovinarsi la vita ed investire le proprie energie appresso al tipo di femmina che loro stessi hanno favorito, generazione dopo generazione.

  • albertgast

    Ma poverini, son proprio sfortunati questi poveri uomini! Ora che le donne non sono più come quelle di sessantanni fa, è tutta una lamentela! Ma come! Vanno a lavorare (9 su 10 solo perchè altrimenti non si arriva a fine mese, ma questo è un dettaglio) e la sera quando tornano non hanno più l’istinto materno verso il marito! Ma come osano? E magari, a lasciarle fare, pretenderebbero anche una mano nei lavori di casa. Orrore!!!! E poi certo che sono inaffidabili! Infatti perchè mai cacciare fuori di casa il povero maritino che magari ha scopato solo qualche volta fuori casa? E’ inaudito! Lui si alza al mattino (dopo di lei, naturalmente), va in bagno (guai se c’è ancora lei) scorreggia, si gratta fra le chiappe, si rimira e poi, dopo la puzzolente evacuazione (senza neanche pulire il water) si tira su e si fa la barba. Nel frattempo la colazione deve essere pronta perchè lui non deve tardare in ufficio (neanche lei, ma tant’è). In ufficio fa il gallettino con tutte quelle che gli capitano a tiro e, diciamocelo, ogni tanto se ne fa qualcuna, ma solo così, per concimare un pò il suo ego. La sera, dopo le solite quattro chiacchiere al bar su chi ha segnato il gol migliore, se ne torna a casa e che trova? La moglie spettinata e di cattivo umore perchè, dice lei, che i maestri si sono lamentati dei figli che non studiano, in ufficio è arrivata tardi (e ti pareva) e si è presa un cazziatone, al supermercato c’era una fila tremenda, il lavasecco era già chiuso e la macchina fa uno strano rumore. Ma davvero vogliamo che il poveruomo stia ad ascoltare tutte queste sciocchezze? Non sia mai! Anzi! la risposta sarà “che c’è da mangiare?”. Poi, dopo che lei ha aiutato i piccoli a fare i compiti, poi ha sparecchiato e lavato i piatti, quindi ha pulito quella schifezza di bagno (lasciato così dal mattino), e si è messa a stirare,…..ma dico io…..come mai, se la guardo in un certo modo non capisce? Oh, se non le va o dice che ha mal di testa la mando aff….. Tanto domani attaccherò discorso con la biondina del negozio di mutande. Intanto prima di dormire il poveruomo legge un pochino il giornale e ogni volta che legge di qualcuno che ha fatto fuori la sua donna o una donna a caso, gli scappa un sogghignino. E ben gli sta a quelle micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Ma è mai possibile che con tutte le mele che c’erano lei sia andata a mangiare proprio quella che Domineiddio aveva proibito? (da lì sono cominciati tutti i nostri guai, porca Eva)…… (già già, signor uomo, chissà perchè non ti chiedi mai perchè Domineddio dovrebbe essere maschio. Chi te l’ha detto? Ah, sì, un altro maschio)…..E perchè proprio in Italia le donne sono insopportabili, polemiche, insoddisfatte, verbalmente rissose, incazzate e confuse? Quasi quasi vado all’estero, dove sono ancora com’era mia nonna e non devo più arrabbiarmi! Bravo, poveruomo! Così si fa! Fare figli, lucidare la casa, e coccolare il marito quando torna stanco dal lavoro! Stare in casa!!!! Ops….beh no, in casa del tutto no, sennò non si mangia, non ci sono i soldi per lo stadio la domenica e nemmeno per la vacanza al mare. E, a dirla tutta, nemmeno per quel week end con gli amici che si prospetta niente male…. Vabbè, che escano per andare a lavorare, ma senza tante ciance, che a lavorare ci andiamo anche noi e abbiamo posti di maggiore responsabilità. Certo in questo dovremmo imparare dai musulmani, come diceva Maometto 1400 anni fa: lui sì che sapeva come far funzionare le cose! Come dice qualcuno: La donna non fa sesso, la donna è sesso! Ma lo faccia solo con me, maledizione! E solo quando ho voglia io! Che le salta in testa? E lamentarsi poi perchè è durato solo 30 secondi! Che voleva? Se voleva di meglio si sposasse Rocco Siffredi! Mai contente queste! Alla fine al poveruomo non resterà che comprarsi un robot (da cucina), una lavatrice, una lucidatrice e un microonde e mandare il gentil sesso a farsi friggere…..RIP per poveruomo…….p.s. sono donna e voglio raccontarvi un’altra storia: parlavo un giorno con una vecchietta, mi raccontava di aver avuto tre figli, uno dopo l’altro, in tutto aveva allattato trentasei mesi quasi senza interruzione. Suo marito, quando prendeva la paga andava a donne e se li beveva tutti, poi tornava a casa e la picchiava. Lei aveva tirato avanti come poteva, lavorando e allevando i figli, ma a quei tempi non c’era il divorzio e ognuno si teneva la disgrazia che aveva preso. Passati tanti anni, ormai vecchi, lei era solita dire: ma vedi, ora è diventato così buonino, ma così buonino!!!!…….. Ognuno tragga da questo mio scritto quello che vuole, io non do giudizi, non do consigli, e in fondo in fondo non me ne frega niente. Saluti a tutti.

  • stendec555

    hehehe…la guerra tra i sessi imperversa nel martoriato belpaese. have fun and take it easy, fatti anche tu un viaggetto all’estero che ti diverti un pò! (ti consiglio tunisia e cuba).

  • albertgast

    Non ne ho bisogno, io ho un marito, che dovrei chiamare compagno. Siamo una coppia da tanto tempo e siamo una coppia nuova ogni giorno. Il segreto c’è, ma non ve lo dico 😛

  • RoteFahne

    1 a 0 palla al centro per Fini!

    Inutile far notare alle oche ubriache del Campidoglio che starnazzano che non fanno che dar ragione a Fini.
    E non se ne rendono nemmeno conto.
    Per questo sono oche.

    Fini è anzi prudente.Dice che le donne sono permalose.
    Permaloso è un timido eufemismo per non dire uterine.
    Come faccio a dirlo?Semplice.
    Basta leggere i commenti che stigmatizzano Fini dandogli dello sfigato e del segaiolo.

    Questa,oche del Campidoglio,è la reazione dell’utero,del fodero per i càzzi,della prostituta da postribolo.Della femmina da accompiamento che anzichè rispondere con femminilità (concetto che le italiane non conoscono, essendo le più insicure e maschiliste d’Europa,che scozindolano dietro a chi meglio ostenta le proiezioni falliche del maschilismo:la macchina di grossa cilindrata,i muscoli,gli abiti firmati ecc ecc…) agita il turibolo del sesso e dell’accoppiamento.

    Questa “visione” della società,questa mentalità e retaggio da società arcaica,per cui se non scopi non hai diritto di parola, fa parte,ahimè lo dico con rammarico, della gran parte della mentalità e del “bagaglio culturale” (se così si può definire) delle donne.

    Se io,per esempio,dicessi che 2+2 fa quattro e ,poniamo,fossi un cinquantenne che non è mai stato con una donna,avrei ragione indipendentemente dal mio stato sociale oppure avrei ragione se e solo se fossi uno sciupafemmine,mentre invece essendo un verginello avrei torto?

    Chiedo:Massimo Fini sbaglia quando dice che il 90% delle cause di seprazione finisce con il mantenimento di lei e il più delle volte con lui che si riduce a vivere in macchina e a campare degli aiuti della Caritas?

    Dice una verità assoluta oppure dice una menzogna,non in quanto tale,ma in quanto vecchio,brutto e morto di fica?

    Le risposte delle oche che leggo, propende per la seconda ipotesi.
    Nessuna contestazione nel merito,ma nella forma,aggrappandosi a pretesti ridicoli ma soprattutto vacui,senza alcuna attinenza.

    E ,ripeto(repetita iuvant),questa mentalità,della “preda”,del trofeo che mette in palio la propria vagina,per il “riposo del guerriero”,femminismo o meno,68′ o meno,nonostante tutto è ancora ben presenta nella mentalità femminile e dimostra che la presunta “liberazione sessuale della donna”,non c’è stata,in quanto si concepisce ancora come oggetto e sollazzo per il guerriero.
    Che “premia” il maschio alfa mettendo il proprio corpo al suo servizio (quindi riconoscendo la propria inferiorità sessuale) e deride i maschi sottomessi del gruppo,i maschii beta.

    Quelle che hanno risposto non se ne rendono conto.
    E danno ragione Fini,inalberandosi.
    Come Polifemo,che gabbato da Ulisse, tira massi e pietre,chiamando i suoi fratelli dicendo che NEssuno l’ha accecato.

    E’ la reazione della forza bruta,della Natura (baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale)terribile ma impotente,di fronte all’ingegno umano,di fronte alla grandezza dell’intelletto.

  • stendec555

    ok, auguri 😉

  • Tonguessy

    “Le donne sono una razza bla bla..”
    Mi è bastato questo incipit per desistere dal leggere il resto. La razza, e non occorre scomodare Cavalli-Sforza, non ha nulla a che fare con l’apparteneza al sesso. Razza ariana? Balle! Esiste solo un’unica razza umana. Razza femminile? Ancor più delirante!
    Esiste il sessimo che, spiega Jared Diamond, nasce nel momento stesso in cui la RAZZA umana decide di diventare stanziale e adottare l’agricoltura. Da lì sono nati tutti i nostri problemi. Ora prendersela con la “razza” femminile perchè le divisioni dei ruoli le danno queste prerogative è esattamente equivalente a prendersela con la “razza” maschile per simili od opposte prerogative: non spiega e non risolve nulla.
    In sintesi: finchè le divisioni di compiti, diritti e doveri è organizzata così come la conosciamo c’è poco da fare. Tali divisioni creano mentalità, attitudini e predisposizioni diverse, nel bene e nel male. Pensate forse che la casalinga di Voghera possa aspirare ad altro che non sia il Folletto ultimo modello? O che, par condicio, l’imprenditore di Arcore abbia a cuore qualcos’altro che non sia circondarsi di belle macchine (e donne, come appendice sostitutiva)?

  • Eli

    Simulacres, guarda che Schopenhauer era un misogino, incapace di stabilire un qualsivoglia rapporto con le donne. Tanto è vero che morì in manicomio, a causa della sifilide contratta frequentando prostitute.

  • giosby

    LA PARTECIPAZIONE DEI PADRI
    Ulteriori dati sulla cura dei figli e il coinvolgimento
    paterno si ricavano dalla ricerca “Diventare
    padri in Italia – Fecondità e figli secondo
    un approccio di genere”, laddove emerge che
    nell’ambito delle famiglie persiste una forte
    disuguaglianza nella divisione dei compiti
    domestici e familiari, in quanto:
    continuano a ricadere sulla donna oltre i tre
    quarti del tempo complessivamente dedicato dalla
    coppia al lavoro familiare (78,3%);
    la partecipazione dei padri alla gestione della
    vita familiare misurata in termini di tempo
    mediamente dedicato alle attività di lavoro familiare
    si attesta, nelle coppie con figli in cui l’uomo
    ha tra i 25 e i 44 anni, su 1h42’ al giorno;
    la partecipazione dell’uomo alla gestione della
    vita familiare nelle coppie senza figli è di meno
    di mezz’ora (24 minuti);
    l’organizzazione della vita quotidiana dei
    padri non subisce quindi grandi modifiche a
    seguito della nascita dei figli;
    diventare madri comporta invece un consistente
    incremento delle ore dedicate al lavoro
    familiare (circa 3 ore in media);
    passando da 1
    figlio a 2 figli il tempo dedicato al lavoro familiare
    cresce di 40 minuti, fino a crescere di un’ulteriore
    ora passando al terzo figlio o successivi;
    i tempi dei padri, al contrario, non risultano
    variare in funzione del numero dei figli:
    nel
    passare da 1 a 2 figli i padri incrementano il
    lavoro familiare di 4’ e da 2 a 3 figli di altri 3
    minuti.

    Sebbene il contributo dei padri al lavoro familiare
    resti residuale, la ricerca evidenzia che nel
    periodo 1988 – 2003 si è comunque verificata una
    crescita della partecipazione dei padri nel
    lavoro familiare, sia in termini numerici
    (aumento di 6 punti percentuali), sia in termini
    di tempo mediamente dedicato a tali attività
    (+21 minuti). Una crescita lenta e modesta se si
    considera che sono passati ben 14 anni!

    etc etc
    Fonte:
    http://www.aiaf-avvocati.it/a_doc/editoriali/rivista/2005/3/2005_3_pini.pdf

    Sarà un problema di attitudine razziale ?

    🙁

  • Eli

    Hai ragione, Tersite. Del resto, il poveretto è talmente repellente che difficilmente potrebbe trovare una donna disposta a filarselo. A parte le professioniste!

  • albertgast

    “….la RAZZA umana decide di diventare stanziale e adottare l’agricoltura. Da lì sono nati tutti i nostri problemi. ….” Lo dice sempre anche mio marito. Ed io sono d’accordo con lui. Vale pure per tutti gli altri problemi, non solo per quelli relazionali fra uomo e donna. Ti quoto. Ciao.

  • guru2012

    No guarda, che le differnze di genere siano state determinate da rapporti di forza economici è una balla tirata fuori dalle femministe degli anni ’70. Le differnze sono determinate da fattori antropologici e sono insite nel DNA. Questo è ciò che non si vuole accettare.
    Per quel che riguarda il pisello dei neri, ma non eravate voi donne a dire che le dimensioni non sono importanti?

  • wld

    “Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima.” questa storiella si potrebbe trovare una delle tante risposte …”
    Marito e moglie stanno guardando la tv quando lei dice ‘Sono stanca, è
    tardi, penso che andrò a letto’. Va in cucina a preparare i panini per
    l’indomani. Sistema le tazza per la colazione, estrae la carne dal freezer
    per la cena del giorno dopo, controlla la scatola dei cereali, riempie la
    zuccheriera, mette cucchiai e piattini sulla tavola per la mattina
    successiva. Poi mette i vestiti bagnati nell’asciugatore, i panni nella
    lavatrice, stira una maglia e sistema un bottone, prende i giochi lasciati
    sul tavolo, mette in carica il telefono, ripone l’elenco telefonico e da
    l’acqua alle piantine. Sbadiglia, si stira e mentre va verso la camera da
    letto, si ferma allo scrittoio per una nota alla maestra, conta i soldi per
    la gita, tira fuori un libro da sotto la sedia e aggiunge tre cose alle
    lista delle cose urgenti da fare. Firma un biglietto d’auguri per un’amica
    ci scrive l’indirizzo e scrive una nota per il salumiere e mette tutto
    vicino alla propria roba. Va in bagno, lava la faccia, i denti, mette la
    crema antirughe, lava le mani, controlla le unghie e mette a posto
    l’asciugamano. ‘Pensavo stessi andando a letto’…. commenta il marito!!!
    ‘Ci sto andando’, dice lei. Mette un po’ d’acqua nella ciotola del cane mette
    fuori il gatto, chiude a chiave le porte e accende la luce fuori. Da’
    un’occhiata ai bimbi, raccoglie una maglia, butta i calzini nella cesta e
    parla con uno di loro che sta ancora facendo i compiti. Finalmente nella sua
    stanza. Tira fuori i vestiti e scarpe per l’indomani, mette la vestaglia,
    programma la sveglia e finalmente è seduta sul letto. In quel momento, il
    marito spegne la tv e annuncia: ‘Vado a letto’. Va in bagno, fa la pipì’,
    si gratta il sedere mentre da un’occhiata allo specchio e pensa: ‘ che PALLE
    domani devo fare la barba….e senza altri pensieri va a dormire. Niente di
    strano non vi pare???? Ora chiedetevi perché le donne vivono più a lungo!!!
    Perché sono fatte per i percorsi lunghi (e non possono morire perché prima hanno molte cose da fare). (Postato dalla mia compagna dany)

  • lulu

    poveraccio!

  • Cornelia

    Un settantenne che si lamenta perché le ventenni sosciate non gliela danno è semplicemente pietoso.
    Cosa pensereste di una nonna rugosa che inveisce contro i maschi muscolosi perché non la degnano di uno sguardo? A noi, il vecchiaccio, fa lo stesso disgustoso effetto. Un settantenne fa vomitare e basta. Mi spiace.

  • pietroancona

    L’ha scritto Fini o Berlusconi?

  • speranza

    trovo che lo scritto di fini sia volgarmente provocatorio e insensato perchè non si può generalizzare come fa lui, sono donna e non mi rivedo assolutamente in ciò che scrive.
    aggiungo anche che se il mondo è cambiato e le donne lavorano è solo un bene perchè si rendono così libere economicamente cosa che ai tempi dei miei genitori (ho 40anni e mia mamma è nata nel 1934) non era per la maggior parte dei casi possibile cosicchè mia mamma, non potendo permettersi la separazione da un uomo che tutto era fuorchè un compagno/padre e non è poco, ha vissuto una vita senza gli strumenti per poter porre fine alla tragedia che è stata il suo matrimonio e quindi subendo come tante donne della sua generazione.

    per ciò che dice riguardo al sesso trovo sia assolutamente fuori luogo, come la maggior parte dei commenti letti.
    mi meraviglia che le risposte delle donne non si siano fatte sentire, quando barnard scrisse “sono andato a puttane” ne è scaturita una guerra, io personalmente trovo v olgarità e giudizi gratuiti nell’articolo di fini cose che non mi avevano nemmeno sfiorata leggendo barnard.

    dove siete donne?

    ,

  • stendec555

    uomini-zerbino fiacchi e timorosi, mamma-dipendenti e femmine inacidite e vogliose di riscossa, trattate con troppo timore reverenziale (in nessuna parte del mondo qualsiasi befana è messa su un piedistallo e idolatrata come in italia), questo è il belpaese……il discorso di fini è sensato ma per quanto riguarda certi dettagli da circoscrivere perlappunto (essenzialmente) al pianeta italia. e tutto questo a prescindere dai soliti discorsi (che peraltro spesso condivido) sul “modernismo” etc di fini………

  • tersite

    il dramma è che contano molto, ma molto di più le dimensioni del portafogli..

  • tersite

    infatti il 92,5% dei morti sul lavoro è xy! e la famiglia da te descritta- cane, gatto, bimbi, piantine e senza filippino- praticamente nn esiste. Persino la figura del salumiere sembra appartenere a ricordi lontani…ripeto: c’erano 350 zoccole all’Aquila, al vertice dei capoccioni, pronte ad ammorbidirli a suon di pompini. Non continuiamo a prenderci per il culo!

  • andyconti

    SI PUO’ SINTETIZZARE COSI’: IN ITALIA LE DONNE SONO TENDENZIALMENTE ROMPIPALLE, MA CIO’ E’ ANCHE DOVUTO AL COMPORTAMENTO DEGLI ITALIANI TROPPO DIPENDENTI DAL PENSIERO DI “AVERE UNA RAGAZZA”. IL MASCHIO ITALIANO FA IL MACHO MA IN REALTA’ E’ MOLTO PIAGNONE E NON SA STARE DA SOLO, ECCO PERCHE’ LA DONNA ITALIANA NE APPROFITTA. MAGGIORE INDIFFERENZA E VEDRETE CHE LE COSE CAMBIERANNO.

  • Paxtibi

    Le donne avranno tanti difetti, ma bisogna anche dire che gli uomini non le aiutano: una volta c’è Barnard che vuole che la diano a tutti, un’altra Fini che le vuole col burka… non è strano se le poverine perdono il senso dell’orientamento!

    Cercate di capire, in fondo loro vorrebbero anche accontentarci, ma così come si fa?

  • vic

    Fi’:: Di’ pa’, come mai le donne sono cosi’ complicate?
    Pa’: Ah, se lo sapessi, fi’!
    Fi’: Dimmelo dai, pa’, dimmi il nome di uno che le capisce.
    Pa’ (pensa un po’, fischietta): A te piace il cine vero?
    Fi’: Lo sai bene, pa’, che mi piacciono le storie.
    Pa’: Sai cosa? Sfrutta la tecnologia!
    Fi’: Con le donne? O no, pure li’! Dai pa’, non esageriamo.
    Pa’: Devi farti tutto Claude!
    Fi’: Altola’, non sono fino’, pa’!
    Pa’: Neanche Claude Chabrol lo e’.
    Fi’: Che fa’ Clod Sciabrol, pa’?
    Pa’: Racconta storie ben raccontate sulle donne, scava dentro, e si diverte anche un po’.
    Fi’: Di tutte le donne racconta?
    Pa’: Quasi. Racconta della collezionista, di quella tagliata in due, della strega, dell’amica dell’amico, della maestra, dell’analfabeta, della donna borghese, di quella semplice e di quella complicata, ..
    Fi’: Fermati! Non finisce mai sto Sciabrol? Di’ pa’!
    Pa’: Non molla mai, un film all’anno, e di anni ne ha parecchi.
    Fi’: Grazie pa’, sfruttero’ la tecnologia come dici tu. Poi ti diro’.
    Pa’: Le charme discret de la technologie, c’est ça.
    Fi’: Voila’!

  • Tonguessy

    Si mettano prima d’accordo Barnard e Fini su come gli uomini vogliono le italiche donne, e vedrai che le cose si appianano….

  • alvise

    Fini non ha ragione per un cazzo, e non è un genio.Se lui le donne le vede così, probabilmente dipenderà dal tipo di entourage che si è creato, oppure da una certa fauna cui è abituato a convivere.Ci sono due mondi di donne, quelle insodisfatte, quelle che sono stufe del marito e si fanno scopazzare dal primo idraulico che gli capita per le mani (in tutti i sensi) perchè sono annoiate dalla vita inutile che stanno conducendo.Poi ci sono le cosiddette “donne di famiglia”, quelle che nel volgo vengono così definite, quelle lì non aspettano il primo idraulico, se sono stufe del marito non se ne accorgono nemmeno, dati i problemi che hanno tutti i giorni per sopravvivere e far sopravvivere la famiglia.Quelle donne non piangeranno lacrime finte, piangeranno per i problemi della famiglia, e che non riescono a risolvere, sono vere lacrime di sconforto, non una antica arma femminile, ma il rifugio dello scoramento.Fini vada a dire quello che pensa, alla gente inutile che conoscerà, non venga a pontificare su chi vive nel mondo pulito delle “donne di famiglia”.

  • Paxtibi

    Propongo una lotta nel fango tra Barnard e Fini per dirimere una volta per tutte la “questione femminile.”

  • eresiarca

    Bravo, hai capito. Ecco perché gli stessi che hanno promosso la “liberazione della donna” attaccano l’Islam in tutti i modi. L’Islam postula la divisione dei ruoli: maschio e femmina, apri di fronte ad Allah, devono essere complementari, solo così si evita la confusione. La “donna occidentale” è un puro abominio, ma ricordiamoci che se è diventata così (non tutte, ma l’andazzo dominante è quello) è anche perché il maschio s’è adagiato. *** Detto questo, chiunque può capire che le radici di questa confusione di ruoli, con la donna che si mette in competizione con l’uomo, sono da individuare nella sfera spirituale. E’ lì che comincia il disastro: se va in crisi la tradizione religiosa il caos sociale è assicurato, per cui gli atei di tutte le risme possono anche mettersi il cuore in pace, perché da quella posizione non riusciranno mai ad avere delle donne-donne (porsi sul piano della spiritualità, inoltre, implica fare il maschio-maschio, non a caso l’attuale società antispirituale è infestata di pervertiti sessuali).

  • Kiddo

    Leggendo articolo e commenti resto sbalordito…..Possibile che l’unica donna normale sia toccata a me? State annegando tutti in un mare di luoghi comuni. Generalizzare banalizza il discorso. Oppure sono stato solo io , fortunato, a trovare solo ragazze che non corrispondono ne’ alla descrizione fatta da Fini, ne’ a quella secondo cui la donna è oberata dai problemi del lavoro, dei figli, dei mariti inutili e volgari ecc.
    Ma una sana collaborazione tra i due sessi a voi non risulta?
    Donne che non perseguono solo l’obiettivo del maschio alfa,o pieno di soldi, o entrambi…..mai capitate a tiro?? Peccato……

  • Kiddo

    Grande Cloro!

  • wld

    Kiddo, dammi il cinque faccio parte del gruppo, in due siamo già un gruppo, ma … chissà se c’è qualche altro fortunato che vuole venire da questa parte, quoto! wld

  • eresiarca

    Quello che dice Fini è vero per le donne che “fanno le donne occidentali”. Punto. Ma la “società occidentale” significa assenza di regole, o meglio pseudo-regole che se analizzate si rivelano l’inversione delle regole di una società tradizionale. Non ci sono regole perché “Occidente” equivale a negazione di un “Principio”. Tutto il resto è conseguenza. Ma la “donna “occidentale”, che non è certo tarata geneticamente, può anche redimersi, riconoscendo il Principio e adeguandosi ad un ruolo. Idem per il maschio. Perciò è solo questione di come s’intende impostare la propria vita. Le donne italiane che sono entrate nell’Islam fanno figli, e lo stesso fanno anche le credenti cattoliche, ad essere sinceri. Quelle donne non sono in competizione con l’uomo. Dunque, il problema è quello di rientrare nei ranghi.

  • alvise

    Esatto Kiddo, concordo su tutto.La tua frase “mai capitate a tiro?? Peccato……”, dovrebbe leggerla fini.Quel “Peccato…”, la dice lunga di come è errato il concetto di fini espresso in questa sede.Già non mi piaceva come scrittore, scrittore del nulla secondo me, ma il colpo di grazia l’ho avuto quando ho letto “Il denaro “sterco del demonio”, una cavolata dietro l’altra, e luoghi comuni impossibili.Non è che non abbia capito cosa diceva, l’ho capito benissimo, dato che mi interesso un pochino di economia, ed è per quello che dico che è una ciofeca di libro.Ciofeca come l’articolo testè postato.Buono solo per i suoi intellettualoidi estimatori.

  • Tonguessy

    Condividere l’altrui pazzia (questo in estrema sintesi è l’andare d’accordo) non è solo una questione maschio-femmina. I tifosi maschi che si incitano a vicenda si trovano bene tra loro, così come coppie impegnate nella catechesi e nel frequentare chiesa e patronato.
    Donna o uomo “normale” cosa significa mai? E’ “normale” mettere la foto sul lato destro del comò ed i piatti in certo ordine sullo scolapiatti? La questione della “normalità” è stata affrontata così da H. Bergson.
    Felice comunque che tu abbia trovato una compagna “normale”. Sappi che per qualcun altro lei è una insopportabile “fuori di testa”. Come me e te, d’altronde…..

    “la normalità è l’unica follia fondata sulla condivisione” Gigi Cortesi
    ” Gli uomini sono cosi’ necessariamente pazzi che il non essere pazzo equivarrebbe a essere soggetto ad un altro genere di pazzia. ” Pascal

  • Eurasia

    Accidenti! Alice per scoprire il mondo alla rovescia dovette entrare in uno specchio, mentre se rinascesse ai giorni nostri le basterebbe affacciarsi alla finestra di un qualunque condominio oppure accendere la tv… «Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
    «Be’, non hai altra scelta», disse il Gatto
    «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
    «Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
    «Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»
    «Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
    «La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi?»
    «La domanda è,» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda? – tutto qui.»

  • Tonguessy

    Una volta si prendeva l’LSD per far sembrare strano il mondo, adesso si prende il Prozac per farlo sembrare normale. 🙂

  • Simulacres

    Che Schopenhauer fosse misogino è risaputo ma è bene anche ricordare che ebbe, sin dalla prima infanzia, una esistenza tutt’altro che idilliaca con la madre, motivo iniziale da cui nacque la sua misantropia che lo condusse alla misantropia più acuta.

    Ah, Schopenhauer morì a casa sua il 21 settembre 1860 di pleurite. Fu piuttosto la madre grande frequentatrice di “salotti”. Ti consiglio una biografia più accorta.

    E comunque, la mia citazione è proprio quella con cui chiude il libretto tragi-burlesco “L’arte di trattare le donne” il che è emblematico e la dice tutta.

    Infine Schopenhauer per le sue “leggerezze” al cospetto della sua grandezza di filosofo, uno dei più grandi di tutti i tempi, ha diritto a tanta di quella indulgenza a cui tutti i misogeni della storia passata e presente non potranno mai aspirare. Saluti.

  • Drachen

    ma questa è una tua arbitraria (ed errata) deduzione.
    Fini non si sta lamentando perché non gliela danno (questa è un’argomentazione di una sterilità disarmante, perché invece di analizzare il contenuto, si accanisce con l’interlocutore come solo chi non ha argomentazioni può fare).
    Quell’articolo lo può scrivere solo una persona matura perchè ha acquisito l’esperienza di tradurre in parole sensazioni che hanno anche i ventenni o i trentenni.
    In molti si sono rivisti in tutto o in parte in quelle parole, e non certo i vecchi….

  • Drachen

    “queste donne” quelle di cui la società ha bisogno per stimolare in CONSUMI.
    tu hai semplicemente addossato ai maschi, come è vizio comune, tutte le responsabilità politiche della propria ideologia irrealizzata.
    Voi state sulle barricate da 40 anni, forse non te ne sei accorta.
    I bisogni emotivi sono proprio quelli che mancano all’uomo d’oggi, perché le donne sono per l’appunto robotiche e maschilizzate.
    La tua percezione è completamente ribaltata nella sensibilità maschile.
    Gli uomini non sono delusi dall’indipendenza femminile, ma dalla loro
    freddezza glaciale, dalla loro incostanza nei rapporti, dal loro “consumismo emotivo” che è un po’ diverso dal naturale bisogno…

  • Drachen

    “maschietti” “pene piccolo”.
    eppure quando un uomo considera una donna dalle tette e dal culo passa per un gretto maschilista.
    che fini argomentazioni avete….

  • Drachen

    esatto. ma se questi parametri di scelta sono legittimi allora (IF-THEN)
    è altrettanto legittimo che noi vi si giudichi per tette, culo e remissività medievale. mi sembra ovvio no?

  • Simulacres

    leggera correzione: “…motivo iniziale da cui nacque la sua misoginia che lo condusse alla misantropia….”

  • Drachen

    ma secondo me non sapete leggere. M.Fini non se la prende con i ruoli, ma anzi ne sente nostalgia. M.Fini sottolinea tutti i vantaggi delle donne ma si duole del fatto che, in nome di una presunta rivendicazione femminista, si siano perse quelle caratteristiche intrinseche di compensazione (emotive, non materiali).
    invece di farti bastare gli incipit, leggi tutto l’articolo magari….

  • Drachen

    parole semplici, parole buone. quoto.

  • Truman

    Fubuki, invece, non era nè Dio nè il Diavolo: era una giapponese.
    Non tutte le giapponesi sono belle. Ma quando una è bella, le altre devono reggersi forte.
    Ogni bellezza è struggente, ma la bellezza nipponica è ancora più struggente. Prima di tutto perchè quella carnagione lattea, quegli occhi soavi, quelle inimitabili ali del naso, quelle labbra dai contorni così marcati, quella dolcezza complicata dei tratti bastano a eclissare i volti meglio riusciti.
    Poi perchè le sue maniere la stilizzano, facendo di lei un’opera d’arte inaccessibile all’umano intendimento.
    Infine e soprattutto perchè una bellezza che ha resistito ai tanti corsetti fisici e mentali, a tante costrizioni, soprusi, divieti assurdi, dogmi, asfissia, desolazione, sadismo, cospirazioni del silenzio e umiliazioni – una bellezza del genere è un miracolo di eroismo. Non che la giapponese sia una vittima, tutt’altro. Tra le donne del pianeta non è certo la più sfavorita della sorte. Il suo potere è notevole, so quel che dico. No, se bisogna ammirare la giapponese (e bisogna farlo) è perchè non si suicida.
    La cospirazione contro il suo ideale comincia in tenerissima età. Le ingessano il cervello:
    “Se a venticinque anni non ti sei ancora sposata, hai di che vergognarti”, “se ridi, non sei fine”, “se il tuo viso esprime un sentimento, sei volgare”, “se menzioni l’esistenza di un pelo sul tuo corpo, sei immonda”, “se un ragazzo ti bacia sulla guancia in pubblico, sei una puttana”, “se mangi con piacere, sei una scrofa”, “se provi piacere a dormire, sei una vacca”. Precetti del genere sarebbero ridicoli se non ti si conficcassero dentro. Perchè, in fin dei conti, ciò che si trasmette alla Giapponese attraverso questi dogmi insensati è che non bisogna sperare in niente di bello. Non sperare di godere, perchè il piacere ti annienterà. Non sperare di innamorarti, perchè non vali abbastanza: quelli che ti ameranno lo faranno per i tuoi miraggi, mai per la tua verità. Non sperare che la vita ti porti qualcosa, perchè ogni anno che passa ti leverà qualcosa. Non sperare in una cosa semplice come la tranquillità, perchè non hai nessuna ragione per startene in pace.
    Spera di lavorare. Visto il tuo sesso avrai poche possibilità di arrivare in alto, ma spera di servire la tua azienda. Lavorare ti farà guadagnare dei soldi dai quali non trarrai nessuna gioia, ma da cui potrai eventualmente trarre dei vantaggi, per esempio in caso di matrimonio – perchè non sarai tanto stupida da supporre che qualcuno possa volerti per il tuo valore intrinseco.
    A parte questo, puoi sperare di vivere a lungo, cosa che in sé non ha nulla di interessante, e di non conoscere il disonore, una cosa che invece ha un fine in sé. Qui si ferma la lista delle tue speranze lecite.
    E comincia la serie interminabile dei tuoi doveri sterili.
    Dovrai essere irreprensibile, per la semplice ragione che non si può fare altro. Essere irreprensibile ti porterà solo ad essere irreprensibile, non sarà motivo di orgoglio e tanto meno di voluttà.

    Non è possibile enumerare tutti i tuoi doveri, perchè non esiste attimo della tua vita che non sia dominato da uno di essi. Anche quando sarai chiusa in bagno per dare umile sollievo alla vescica, avrai il dovere di vegliare perchè nessuno possa sentire il canto del tuo ruscello: dovrai quindi tirare la catena in continuazione.

    Ho fatto questo esempio per farti capire una cosa: se perfino la sfera più intima e insignificante della tua esistenza è sottomessa a una regola, figurati quale sarà la vastità degli obblighi che, a maggior ragione, peseranno sui momenti essenziali della tua vita.

    Hai fame? Mangia appena, perchè devi restare magra, non per il piacere di vedere la gente girarsi per strada al tuo passaggio (non lo farà nessuno) ma perchè è vergognoso avere qualche rotondità.

    Hai il dovere di essere bella. Se ci riesci, la tua bellezza non ti darà voluttà alcuna. Gli unici complimenti che eventualmente riceverai proverranno da occidentali, e sappiamo bene quanto essi siano privi di gusto. Se ti ammiri allo specchio, fallo per paura e non per piacere: perchè la tua bellezza ti porterà solo il terrore di perderla. Se sei una bella ragazza, non varrai granchè; se non sei una bella ragazza, varrai meno di niente.

    Hai il dovere di sposarti, preferibilmente prima dei venticinque anni che saranno la tua data di scadenza. Tuo marito non ti darà amore, a meno che non sia matto, e non c’è felicità nell’essere amata da un matto. In ogni caso, che ti ami o meno, non lo vedrai mai. Alle due del mattino un uomo esausto e spesso ubriaco tornerà da te e sprofonderà nel letto coniugale dal quale si alzerà alle sei senza averti detto una parola.

    Hai il dovere di avere dei bambini che tratterai come divinità fino ai tre anni, età in cui, d’un colpo, li caccerai dal paradiso per arruolarli al servizio militare, che durerà dai tre ai diciott’anni e poi dai venticinque fino alla morte. Sei obbligata a mettere al mondo esseri umani che saranno tanto più infelici quanto più profondamente l’idea di felicità si sarà radicata in loro nei primi tre anni di vita.

    Trovi orribile tutto questo? Non sei la prima a pensarlo. Le tue simili lo pensano dal 1960. Come vedi, non è servito a niente. Molte di loro si sono ribellate e anche tu forse ti ribellerai nel solo periodo libero della tua vita, tra i diciotto e i venticinque anni. Ma a venticinque anni ti accorgerai all’improvviso di non essere sposata e proverai vergogna. Abbandonerai l’abbigliamento eccentrico per un tailleur sobrio, calze bianche e scarpe ridicole, sottoporrai la tua splendida capigliatura liscia ad una messa in piega desolante e ti sentirai sollevata se qualcuno – marito o datore di lavoro – ti vorrà.

    Nel caso molto improbabile che tu faccia un matrimonio d’amore, sarai ancora più infelice perchè vedrai tuo marito soffrire. Meglio non amarlo: così riuscirai a rimanere indifferente di fronte al naufragio dei suoi ideali, visto che lui, tuo marito, ne ha ancora. Gli hanno fatto sperare, per esempio, nell’amore di una donna. Si accorgerà presto invece che tu non lo ami. Come potresti amare qualcuno con quell’ingessatura che ti paralizza il cuore? Ti hanno imposto troppi calcoli perchè tu possa amare. Se ami qualcuno è perchè non ti hanno educata bene. I primi giorni di nozze, simulerai ogni genere di cose. Bisogna riconoscere che nessuna donna ha il tuo talento per la simulazione.

    Il tuo dovere è quello di sacrificarti per gli altri. Non credere però che il tuo sacrificio renderà felici coloro ai quali ti dedicherai. Servirà solo a non farli arrossire per te. Non hai nessuna possibilità di essere felice o rendere felice.

    E se in via del tutto eccezionale il tuo destino sfuggirà a una di queste regole, soprattutto non dedurne che hai trionfato: puoi dedurne casomai che ti sbagli. D’altronde te ne accorgerai molto presto, perchè l’illusione della tua vittoria può essere solo momentanea. Non gioire dell’istante: lascia questo errore di calcolo agli occidentali. L’istante non è niente, la tua vita non è niente. Nessun tempo al di sotto dei diecimila anni conta qualcosa.

    Se può consolarti, nessuno ti considera meno intelligente di un uomo. Sei brillante, la cosa è sotto gli occhi di tutti, anche di quelli che ti trattano tanto bassamente. A pensarci bene, però , è davvero una consolazione? Almeno, se ti ritenessero inferiore, il tuo inferno avrebbe una spiegazione, e potresti uscirne dimostrando, in conformità con i precetti della logica, l’eccellenza del tuo cervello. E invece no: ti sanno uguale, se non superiore. E dunque la tua geenna è assurda, il che vuol dire che non esiste via di fuga.

    Invece ce n’è una. Una sola ma alla quale hai pienamente diritto, a meno che tu non abbia fatto la stupidaggine di convertirti al cristianesimo: hai il diritto di suicidarti. In Giappone è un atto molto onorevole. Non pensare però che l’aldilà sia uno di quei paradisi giocondi descritti da quei simpaticoni degli occidentali. Dall’altra parte non c’è niente di straordinario. In compenso, pensa alla cosa più importante: la tua reputazione postuma. Se ti suicidi, sarà splendente e sarà l’orgoglio dei tuoi parenti. Avrai un posto di riguardo nella tomba di famiglia.: è la speranza più grande che un essere umano possa nutrire.

    Certo, puoi anche non suicidarti. Ma allora, prima o poi, non reggerai e in un modo o nell’altro cadrai nel disonore: ti troverai un amante, o ti metterai a mangiare, o diventerai pigra – tutto può accadere. E’ stato notato che gli esseri umani in generale, e le donne in particolare, faticano a vivere a lungo senza cadere in uno di quei piccoli vizi legati al piacere carnale. Se diffidiamo di quest’ultimo non è per puritanesimo: lungi da noi questa ossessione americana.

    A dire la verità, si deve evitare la voluttà perchè favorisce la traspirazione. Non c’è niente di più vergognoso del sudore. Se mangi a quattro palmenti un bel piatto di fettuccine, se ti abbandoni alla rabbia del sesso, se passi l’inverno a dormicchiare vicino al camino, suderai. E nessuno avrà più dubbi sulla tua volgarità.

    Tra il suicidio e la traspirazione, non esitare. Versare il proprio sangue è ammirevole quanto è immondo versare il proprio sudore. Se ti dai la morte, non suderai mai più e la tua angoscia sarà finita per sempre.

    Non credo che il destino del giapponese sia più invidiabile. Anzi, penso proprio il contrario. Se non altro la nipponica ha la possibilità di fuggire all’inferno dell’azienda sposandosi. E non lavorare in una ditta giapponese mi sembra un fine in sé.

    Ma il nipponico maschio, lui, non è un represso. Non viene distrutta in lui, fin dalla più tenera età, qualunque traccia di ideale. Possiede uno dei diritti umani fondamentali: quello di sognare, di sperare. E lo usa. Immagina mondi chimerici in cui è libero e padrone di se stesso.

    La giapponese non ha questa fortuna, se è stata ben educata, come nel caso della maggior parte di loro. E’ stata per così dire amputata di questa facoltà essenziale. Ed è il motivo della mia profonda ammirazione per ogni donna nipponica che non si sia suicidata. D’altra parte, restare in vita è un coraggioso atto di resistenza al tempo stesso disinteressato e sublime.

    A questo pensavo contemplando Fubuki.

    Amelie Nothomb

  • cloroalclero

    x Drachen: innanzitutto mi piacerebbe che chi mi legge capisse quel che voglio dire. Il soggetto del mio discorso è “l’irrigimentazione voluta dal potere”(inerente alla differenza tra i sessi) è frutto delle condizioni socio-economiche. E già qui 5 punti in meno. Poi: Cio’ che la società manifesta è che le donne piacciono per culi,tette ecc…Nel documentario “il corpo delle donne” emerge chiaramente una nudità artificiosa, televisiva, che è diventata l’icona dei nostri tempi. A ‘sto punto, non volendo usare insulti (tipo “vi cagherei in testa” che è proprio quel che mi viene a leggere determinate cose in ‘sto topic), vi rigiro l’argomento e metto il dito nella piaga. Per quale motivo noi donne (ipervalorizzate, sovrasignificate, idolatrate dalla societa’, secondo la media dei commenti maschilisti di questo topic) dovremmo “darla” disinteressatamente a uno (poniamo) come Barnard che è un carampano cinquantenne di scarso interesse sessuale? di uno come barnard al limite qualcuna si potrebbe innamorare, ma per un’avventura no e proprio no, non credi? Ragionando in ‘sti termini alla fine vi dico: “ben vengano gli africani emigrati in Italia” che han fatto scoprire alle italiane nuove frontiere di “grandezza” all’esperienza sessuale. Ci credo che i mammoni normodotati (o sottodotati 🙂 si lamentano, che possono fare? Si sposano quelle del 3 mondo, aspettando il loro momento di essere cornuti. E va bene così, se questi sono i termini di una dialettica inesistente che nega (vedere risposta sopra data alla sottoscritta) le differenze individuali ed esalta le generalizzazioni.
    Intanto il femminicidio dilaga, in Italia (3 in un giorno ne hanno ammazzate i figli di mammà) e voi, con questi deliri di merda gli offrite supporto ideologico.

  • Drachen

    FATTO:
    le donne non lavorano 9 su 10, ma molte di meno. è un tema femminista quello della disoccupazione femminile in Italia, o no?
    più del 40% delle donne non lavora ed è mantenuta.
    FATTO:
    la gran parte delle separazioni è voluta dalle donne (70%) e per via consensuale (5 volte più di quella giudiziale). il tradimento è una motivazione minoritaria.

    tutto il resto è noia.

  • Drachen

    il giapponese maschio non è represso?
    ahahahahahahaahahahahahahaah!!!! ma LOL!
    i giapponesi si suicidavano dopo che ebbero scoperto che l’Imperatore era un uomo. gli uomini giapponesi sono dominati dalla vergogna allo stesso modo in cui noi siam governati dal senso di colpa cattolico.
    i bambini giapponesi vivono in un sistema scolastico supercompetitivo che ammazza i sogni perché sono orientati al dovere sociale.
    i giapponesi hanno un’etichetta rigidissima e un sistema ancora dominato da “caste” in senso psicologico.
    i giapponesi vivono la sessualità in modo altamente perverso proprio
    a causa di repressioni dovute al repentino cambio di usi e costumi.
    i giapponesi hanno il prb degli hikikomori.

    ma perché se le parole vengono da una femminista sono oro colato anche quando sparano panzane IDIOTE su altri popoli che evidentemente non conoscono?
    ma il senso critico anche di chi posta, dov’è?
    e perché c’è ancora questo strisciante e repellente sistema di uniformare le questioni di genere a livello universale?
    questo sistema è identico all’esportazione della democrazia di tipo americano. universalismo puro e nessun rispetto per le differenze culturali che sono (ed è giusto che sia così) anche differenze di ruolo
    per gli uomini e per le donne.
    quando impareremo a rispettare le altre culture (e a farci un po’ di cazzi nostri) sarà sempre troppo tardi…
    ma basta. ma basta davvero.

  • Drachen

    le donne americane in carriera sono molte meno di quanto si creda. e cmq si, gli USA profondi, ancora legati ad un certo protestantesimo sono indubbiamente più family oriented delle nostre e meno succubi di una cultura che le spinge o al velinismo o a lavorare 20 ore al giorno.

  • giosby

    O Drachen, non so se ti sei accorto ma sono maschio come te …

    🙂

    Non cominciare a mettere in bocca agli altri parole mai scritte!
    Io ho parlato di società, non di maschi.

    La tua percezione dell’universo femminile è del tutto personale.
    Io questo robotismo nelle donne non lo vedo proprio.

    Non è che le donne che conosci tu sono semplicemente stufe di un atteggiamento un po’ paranoico?

  • Tonguessy

    Alla fine l’articolo sono riuscito a leggerlo. Ma non cambio la mia opinione. Fini può avere preferenza per le gonne lunghe, qualcun altro delle minigonne. Beh?
    Sui ruoli ho già espresso il mio punto di vista: una società sessista con stratificazioni rigide come la nostra non può che partorire ruoli cristallizati da cui è difficile uscire. Se le donne si sono “emancipate” entrando nel mondo del lavoro lo devono al fatto che ormai un solo stipendio (salvo le solite eccezioni) non basta più: una volta sganciate da quel ruolo si sono trovate più “maschili” che in passato, e questo ancora una volta dimostra che sono i ruoli a forgiare la mentalità.
    Partire con un’incipit di quel tipo porta comunque fuori strada. Non è nè un esempio di buona scrittura, nè di coerenza IMHO.

  • maristaurru

    vedi io ho scritto di “certi maschietti” non ho generalizzato. Non credo affatto che se un uomo è attratto da seno e sedere prosperoso e non da un corpo efebico, sia maschilista, è solo questione di gusti, si spera di esser liberi almeno in camera da letto.
    La paura del pene piccolo o del seno piccolo per la donna, è cosa diversa, averlo piccolo o credere di averlo piccolo che è la stessa cosa, senza un minimo di ragionamento che aiuti, può avere effetti disastrosi sulla psiche di certi maschi esattamente come per certe femmine accade con il seno piccolo, senza un ragionamento che aiuti, possono, meschinette, arrivare a danni psichic, sensa generalizzare in nessun caso .

    Che poi certo femminismo abbia dimenticato da qualche parte il lume della ragione, non ci piove, sono arrivate a fare più danni loro che mille maschietti.
    Perchè? Perchè incarnano degli stereotipi e gli uni e le altre, secondo nota formula:

    stereotipo+stereotipo= immobilismo

    e l’immobilismo nella società fa in ogni caso comodo a quelli che se la studiano prima ben bene spendendo un sacco di soldi presso istituti di ricerca e studi e cervelloni, per mettercelo meglio a tutti in quel posto lì

  • cloroalclero

    “E’ la reazione della forza bruta,della Natura (baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale)terribile ma impotente,di fronte all’ingegno umano,di fronte alla grandezza dell’intelletto.”

    Esattamente come questo tuo delirante commento tenta di fare, di fronte ad argomentazioni dettate dalla ragione.

  • cloroalclero

    Ma come Drachen, mi sorprendi. Una delle caratteristiche del pensiero razionale è la “non contraddizione”. Piu’ sopra mi rispondevi

    “uuuuuuuh, ma che banalità miope, questo individualismo filosofico del siamo tutti diversi. non vi pare che queste mentalità del “ma quanto son speciale nella mia diversità” sia un attimino superata? le donne hanno tratti comuni che derivano dalla natura delle cose”

    e qui invece

    strisciante e repellente sistema di uniformare le questioni di genere a livello universale? questo sistema è identico all’esportazione della democrazia di tipo americano. universalismo puro e nessun rispetto per le differenze culturali

    un po’ di coerenza no?

  • Drachen

    uh che brava, dai i punti!
    il femminismo è un mezzo del capitalismo a cui fa comodo per uniformare uomini e donne da un punto di vista della capacità produttiva e dei consumi.
    Il documentario “il corpo delle donne” fa da contraltare al bombardamento anti-burqa per le donne afgane. è uno dei controsensi tipici del femminismo universalista che percepisce le donne come un’entità identica ad ogni latitudine …. sarebbe come se io mi battessi perché i pellerossa smettessero le piume in testa.
    no, la società non manifesta come banalmente si può pensare che per piacere agli uomini si debbano mostrare culi & tette.
    la società manifesta che PER FARE CARRIERA si debbano mostrare culi & tette… E…..
    la società manifesta che PER PIACERE agli UOMINI “ALPHA” (ricchi, famosi, con un ruolo prestigioso, ecc) si debbano mostrare culi & tette.
    la differenza E’ ABISSALE.
    l’uomo comune non esiste (o se esiste è un perdente) nella società che ti spinge incessantemente a inseguire un sogno di grandezza terrena, lavorando e consumando.
    nessuno pretende che voi la diate disinteressatamente (Barnard lo pretende ma non M.Fini, ma mettere tutto nello stesso calderone fa comodo alla banalizzazione….).
    un tempo darla significava sposarsi. sposarsi significava “per sempre”.
    a quelle regole un certo equilibrio c’era, per quanto negativo.
    ora non c’è. l’uomo non vi vuole sposare perché ci perde tutto.
    basterebbe leggere Pasolini, proprio due righe, per capire come l’ossessione maschile per culi & tette è una costruzione sociale (una irrigimentazione per dirla come te), un input che misura il maschio nei termini del numero di partner sessuali che ha (o che potenzialmente potrebbe avere) esasperando una normale pulsione naturale delle donne alla selettività.
    il bisogno sessuale è si differente, ma non nei termini proposti oggi.
    l’uomo casto, oggi, è uno sfigato. lo è per le donne in primis e i commenti “Fini non scopa” lo sottolineano e lo confermano.
    questa cultura del giudicare il maschio in base alla sua attività sessuale non è per niente diversa dalla cultura manifestata ne “il corpo delle donne”.
    quello che non vi entra in zucca è che il mammone è l’uomo succube della promiscuità sessuale e che forma la sua identità (maschi si diventa) sull’opinione che le donne hanno di lui.
    l’uomo indipendente e formato viene emarginato dalla stessa cultura che il femminismo ha creato perché non accetta i compromessi relazionali ed emotivi per poter scopare.
    la conseguenza è che le stesse elite è fatta di infantili mammoni, come il caro Silvio.
    certo che le donne vanno con gli africani, vanno anche con nordafricani o sudamericani e non solo per dotazioni fisiche ma anche perché provengono da una cultura non femminilizzata come la nostra dove i tratti maschili sono più integri. ma sono anche quelli che vengono dipinti come un nemico da castrare perché sottomettono le donne, soprattutto
    se credono in Allah.
    la libertà non è la felicità, insomma.

  • Drachen

    ma io non ho sottolineato “certi” ma “maschietti”. io non direi mai “certe femminucce”. il lessico è significativo una forma mentis.
    per il resto sono abbastanza d’accordo. segnati la data. 🙂

  • Drachen

    preoccupante, parli come una suffragetta. 🙂
    la società è composta da due sessi, e da una elite che la domina.
    la mia percezione….. mah, mi pare che la discussione sia ampiamente dibattuta con opinioni opposte ma sicuramente nessuno dice che le donne siano oggi dolci e pudiche come un tempo.
    e neanche si può negare il fatto che le separazioni siano a netta predominanza femminile.
    ora sarà anche una mia opinione, ma è innegabile che vi sia una insoddisfazione transgenere che non ha un punto di incontro alimentata da una falsa libertà giuridica e di costume.
    certo che continuare a puntare il dito, come i media fanno, contro l’inadeguatezza maschile senza mettere in luce (come fa con coraggio Fini) i disagi maschili… è idiota.

  • Drachen

    infatti è miope parlare di individualismo, ma non parlare di relativismo culturale. la differenza è ovvia.
    sono coerentissimo.
    uomini e donne sono uomini e donne, hanno pulsioni naturali ma sono fortemente condizionate dalla propria cultura di appartenenza.
    una donna giapponese è diversa da una donna italiana, ma è simile ad un’altra donna giapponese. non c’è niente di strano.
    la cosa negativa è imporre un pensiero occidentale, femminista ad una cultura completamente diversa.
    non è affatto negativo che un popolo invece abbia valori, usi e costumi uguali… anzi, è una premessa per la sopravvivenza del popolo che vi sia un sentire comune.
    dovremmo preoccuparci noi della nostra “acultura” e della perdita completa dell’identità in nome di un falso individualismo tutto orientato
    al denaro, al possesso, al consumo…. che crea una filosofia del tipo
    “HO quindi SONO”.
    soprattutto c’è poi da considerare che il femminismo è individualista solo quando una donna fa la femminista. una donna che sceglie di fare la casalinga e la mamma viene disprezzata.
    quindi doppio errore di fondo.

  • Drachen

    p.s. il pensiero razionale è illuminista, quindi antitetico allo zen giapponese. questa è una battuta, ma fino ad un certo punto.

  • Drachen

    veramente ha centrato il problema, e la tua risposta è in linea con la prima parte del suo intervento.
    ciò dispiace.

  • Drachen

    l’assenza dei padri è un problema determinante e lo dico da sempre.
    ora chiediti il perché. scarsa volontà, problemi economici o….. anche…..
    una disintegrazione del ruolo di padre e della sua autorità all’interno del nucleo famigliare che rende impossibile la rottura del legame con la madre (mammonismo) ?

  • cloroalclero

    x drachen -Il documentario “il corpo delle donne” fa da contraltare al bombardamento anti-burqa per le donne afgane. è uno dei controsensi tipici del femminismo universalista

    – Certo. Perchè la guerra in afghanistan, l’han voluta le donne, ovvio. E tra poco “le donne” vorranno anche la guerra in Iran

    “femminismo universalista che percepisce le donne come un’entità identica ad ogni latitudine ”

    insomma, io ti ho contestato la “troppa generalizzazione” e tu hai rivendicato le differenze. Deciditi. Poi “entità identica” non so, ma il femminicidio ha dimensioni statisticamente preoccupanti in modo planetario.

    “la società non manifesta come banalmente si può pensare che per piacere agli uomini si debbano mostrare culi & tette. la società manifesta che PER FARE CARRIERA si debbano mostrare culi & tette…”

    -magari fosse cosi. A parte che la maggioranza delle donne non mostra cio’, ma insomma se bastasse mettersi mezze nude per far carriera il problema del precariato almeno femminile sarebbe risolto, no?
    E’ invece una forma simbolica, un archetipo collettivo di ‘sto periodo che informa le coscienze delle ragazzine fino a farle ammalare di anoressia. I mariti si lamentano (tanto x cambiare) delle mogli in sovrappeso, mentre non succede mai il contrario. La prepotenza e la radicalità del modello collettivo è rivolto alle donne, irrigimentate dal sistema dei consumi. Il femminismo è stato un prodotto del capitalismo, ma mò è passato di moda, visto le accezioni negative cui oggi è sottoposto.

    -“l’uomo casto, oggi, è uno sfigato. lo è per le donne in primis e i commenti “Fini non scopa” lo sottolineano e lo confermano.”

    io non l’ho detto, nè lo affermo. La castità è una scelta dignitosissima, sia per gli uomini che per le donne. Di fini ho detto che è un frustrato, scopasse o no. Che è diverso.

    “questa cultura del giudicare il maschio in base alla sua attività sessuale non è per niente diversa dalla cultura manifestata ne “il corpo delle donne”. quello che non vi entra in zucca è che il mammone è l’uomo succube della promiscuità sessuale e che forma la sua identità (maschi si diventa) sull’opinione che le donne hanno di lui.”

    se ho a che fare sessualmente con un uomo è chiaro che lo giudico in base alla sua attività sessuALE, se è scarso lo allontano. Ma il personale non è il politico: il corpo delle donne, ripeto, mostra le perversioni iconografiche, simboliche con cui la TV imbottisce il senno delle persone.
    Quanto agli uomini “alfa” e “beta”: non so cosa siano nè m’interessa. So solo che in informatica fino alle versioni “beta” un SW ha bisogno di essere sviluppato e qui mi pare la stessa cosa, antropologicamente parlando.

    ps ti pregherei di scrivere in modo un po’ piu’ chiaro, perchè fatico a leggere l’intentio comunicativa dei tuoi pensieri. Grazie.

  • cloroalclero

    Eh si certo. Tutti i “distinguo” del caso. Tipica mentalità maschile: una regola vale solo fin dove dite voi.

  • Drachen

    ma come beh? ma se la menano ogni giorni con la “mercificazione del corpo femminile”.
    insomma capiamoci. hanno rotto le balle per portare la minigonna, poi adesso che la usano per attizzare gli uomini di potere non va più bene.
    ma che si decidano!
    le donne campavano nella società agricola con una divisione dei ruoli. non è che avevano bisogno di lavorare, erano le fabbriche ad avere bisogno delle donne. e con il latifondismo si sono via via svuotati i campi e portato la gente nelle città e nei complessi industriali.
    certo che sono i ruoli a forgiare la mentalità: l’uomo però ha molto più bisogno del ruolo per formarsi (uomini si diventa come dice Camille Paglia). l’uomo senza ruolo è un mammone, e non è certo il lavoro o il possesso a formarne il carattere…. quello è un non-ruolo: un ingranaggino del sistema.

  • cloroalclero

    Ti dovrei fare una piccola lezione sulle origini orientali del platonismo, ma siccome sono in vacanza me (e te) lo risparmio. Volendo sostenere una discussione seria in merito ti consiglio però di prepararti di piu.

  • Drachen

    nessuna società si regola sull’individualismo, ma sul conformismo.
    l’individualismo è una falsa illusione di libertà che consola le deboli menti che hanno bisogno di sentirsi speciali rispetto alla massa.
    l’esigenza di identità è anche uno dei motivi del successo della Lega.

  • Drachen

    non le donne, ovvio.
    ma l’ideologia femminista è stata la testa di ponte per tutte le aggressioni al medio oriente al grido “liberiamo le donne”.
    scardinare la cultura avversaria fa comodo agli uomini di potere.
    ma poi ti rendi conto che la Carfagna è ministro????????????????
    ma come fai a sostenere certe cose qui in Italia?
    ma ti rendi conto di quante lavorano in Italia grazie ad un bel fisico?
    “I mariti si lamentano (tanto x cambiare) delle mogli in sovrappeso, mentre non succede mai il contrario” -> ahahahahaah!
    io invece ne conosco tante che han mollato il partner per questo motivo.
    ma guarda!
    il femminismo, se lo conoscessi bene, parla proprio del contrario di quanto affermi: IL PERSONALE E’ POLITICO. ed è il punto di forza di quel pensiero ed è per questo che ha vinto. una femminista deve essere femminista nella vita privata per rieducare il maschio.
    questo è quanto. basta studiare il movimento per saperlo.
    se la donna va con l’uomo promiscuo è chiaro che poi l’uomo si adegua
    alle caratteristiche che le donne tendono a privilegiare.
    il fatto di considerare legittimo un uomo poco avvezzo alla promiscuità non è sufficiente. se questo non viene considerato come un valore per un partner a lungo termine (selettività maschile) si va poi a formare (come è successo) una generazione di uomini irresponsabili, dipendenti dalle donne, narcisisti, ecc.
    i modelli Armani e D&G sono perversioni iconografiche, simboliche alla stregua di quelle che tu stai dicendo.

  • Drachen

    sullo Zen credo di saperne abbastanza 🙂
    non credo proprio di dovermi preparare sai?

  • Tonguessy

    Domanda: ma il platonismo con i suoi universali che c’azzecca con l’illuminismo ricco di particolari?

  • giosby

    io non mi sento particolarmente inadeguato e nemmeno a disagio.
    sarò un idiota suffragetta
    🙂
    amen

  • cloroalclero

    ci azzecca il “retto ragionamento” cioè la convinzione che le idee possano essere combinate insieme entro strutture razionali che appartengono all’esercizio del cervello umano e alla sua connaturata possibilità di riprodurre, nella logica e nei contenuti, la verità.

  • stendec555

    vivendo in usa non posso che confermare. nessuna qua vuole dimostrare qualcosa, lavorano quando ce ne è bisogno ma molte assolutamente ne farebbero a meno e preferirebbero volentieri starsene a casa, senza con questo vivere con un complesso di sudditanza nei confronti dei maschi….non ho mai sentito i tipici discorsi che si fanno in italia, noi donne qua, voi uomini là etc etc…

  • Diapason

    Dissento quasi completamente. Questo intervento trasuda intransigenza religiosa, impensierisce per l’evidente ortodossia dogmatica, spaventa per la chiusura mentale verso qualsiasi soluzione (alternativa a quella tracciata dai saccenti religiosi) la società possa voler sperimentare lungo il suo percorso.

    Non credo proprio sia la religione ad essere il faro illuminante di una società equilibrata e funzionale: la quadratura del cerchio arriva dopo innumerevoli prove ed esperimenti.
    Se è vero anche solo a metà quel che Fini sostiene, la situazione è frutto di una normale evoluzione sociale: in questo caso il termine evoluzione è neutro e neutrale, non implica miglioramento ma solo trasformazione.
    Se/quando la società dovesse accorgersi che questo modello è fallimentare, generazione dopo generazione spontaneamente comincerà a sperimentare altro.
    …Nella speranza che gente col turbante, con la kefia, con la papalina o la (il?) mitra che dir si voglia venga relegata sempre più all’angolino.

  • albertgast

    Finalmente qualcuno si avvicina al cuore, e non solo della discussione. Posso unirmi a te nel dire “peccato”…?

  • albertgast

    Ti starai anche annoiando ma non è che hai capito molto del mio discorso. Dicevo che 9 su 10 di quelle che lavorano lo fanno per arrivare a fine mese. Forse la 10° lo fa per far carriera, forse. In quanto alle separazioni, diceva una mia amica separata che forse ne sa più di me in materia, che in giro si trovano solo ciofeche, perchè un marito anche se solo solo è un pò passabile la moglie se lo tiene. Non so se è vero, io non sono separata nè tanto meno in cerca. Se ti annoi non so che farci, fai un pisolino, che il mondo là fuori è molto differente da quello che pensi.

  • giosby

    Drachen non si possono affrontare problemi così delicati con l’accetta.

    Tutte le cose che hai scritto tu contribuiscono alle difficoltà dei padri che, per fortuna non sempre ci sono, o comunque non più di quelle materne.
    Penso tuttavia che il movimento femminile e femminista abbia aiutato gli uomini a riappropriarsi di un ruolo per troppo tempo trascurato.
    50 anni fa cambiare un pannolino o lavare i piatti sarebbe stato impensabile per un maschio
    E questi semplici gesti a volte avvicinano tutta la famiglia.

    Non credi?

  • Eli

    Sono passati di qui molti maschi inferociti, arrabbiati con la vita, con se stessi e con le donne. Tranne Kiddo e Truman, neppure un uomo. Che peccato che il livello dei lettori sia così basso, CDC!

  • Nastasja

    Sono d’accordo in pieno. Da sempre la mia dolcezza e sensibilità hanno rappresentato un ostacolo più che un vantaggio nella mia vita sentimentale-sessuale con gli uomini “latini”. E spesso mi sembra che vogliano loro essere le donne.
    Al contrario, da quanto ho potuto osservare, nei Paesi in cui apparentemente le qualità femminili sono meno apprezzate le poche donne dolci vengono salutate come manna dal cielo.

  • stendec555

    hahaha…eli, dacci una mano tu a tenerlo alto!

  • Tonguessy

    La verità come dogma è di pertinenza platonica con tutti gli annessi e connessi ecclesiatici. La verifica dei fatti appartiene invece alla discussione sui particolari. Non capisco ancora che c’azzecchi.
    Se poi vuoi parlare di descrizioni (siano queste ultime di tipo platonico-universalistiche oppure scientifico-particolaristiche) caschi sempre nelle trappole linguistiche, vedi Wittgenstein o meglio ancora Duhem-Quine.

  • 21

    Toc toc, è permesso?

    Se posso dire la mia… ci sono ancora troppe visioni di creature frustrate a vario titolo.

    In principio si è stati fatti maschio e femmina, Dio / la Divinità è altrettanto…

    Avete presente l’essere fatti a immagine e somiglianza?

    Ecco che allora c’è da darsi da fare per la somiglianza, così da riconoscersi un bel mix!

    Si nasce a volte in corpo di uomo e a volte in corpo di donna.

    Si nasce in corpo di uomo con sentire da donna e pure viceversa.

    In sintesi, l’Unità di Uomo (essere umano) è data dalle due polarità / espressioni unite.

    Ogni uomo nasce da una donna… anche quelli che se lo dimenticano, giusto?.

    E’ probabilmente meglio, che le donne smettano di sentirsi proprietarie della Vita,

    giacché ne sono solo il tramite ultimo (presente Gibran: i genitori sono l’arco, i figli le frecce).

    Noi d’altro canto da li usciamo è lì miriamo sempre a rientrare; nostalgia della volta in cui si vide la Luce?

    A parte gli scherzi (ma neanche tanto), mi risulta in ogni caso, che la la Vita è femmina!

    Colleghi maschi, adoperatevi per essere un profitterol…

    Vedi mai che basta decordonombelicalizzarsi un po’ di più?

    È chi ha papille gustative per intendere.

    be’… intenda!

    Ciao ciao 😉

  • cloroalclero

    I greci non conoscevano il “dogma”. Neppure la religione era “dogma”. La verità era, quella sì, un orizzonte di oggettività comune, di natura trascendente. Questa è farina del sacco di Platone, che comunque adotta anche l’idea parmenidea di legami logici-stabili individuabili con gli occhi dell’intelletto, sintomo, secondo Parmenide dell'”Essere che è e che non puo’ non essere”. Per i greci queste strutture erano applicabili alla dimensione della vita (terrena, ovvio) in senso conoscitivo.
    L’epistemologia e le diatribe sul linguaggio vengono molto dopo Aristotele (scettici a parte).
    In ogni caso i critici concordano sul fatto che il platonismo trae ispirazione dalle discipline orientali della contemplazione e del potenziamento dell’intelletto, legate alle religioni.

  • Truman

    Drachen, perchè parli di universale lì dove io avevo fatto un esempio particolare?
    Mi sembrava pure un esempio che poteva essere paradigmatico, cioè che mostrava cosa succede quando si porta al massimo un certo modo di ragionare su doveri maschili e femminili, ma poneva un minimo di distanza per non sentirsi direttamente coinvolti.
    Eppure hai capito che i vincoli imposti dalla religione cattolica hanno molte analogie con ciò che impone la mentalità giapponese.
    Però hai deciso prima di schierarti e poi di ragionare. E il tuo discorso appare valido solo a chi, come te, si schiera.

  • Tonguessy

    Infatti: tutto il casino nostrano nasce proprio da Platone. C’è un bel saggio di Onfray (Le saggezze antiche) che traccia tale linea. E se permetti la Verità la lascio a chi si interessa di infiniti. A me che interessa il contingente (che non è Verità trascendente, ma è cosa vera perchè percepibile) piace molto di più l’epicurea sensorialità all’improbabile “potenziamento dell’intelletto” che tante sciagure ha già causato (malleus maleficarum per citarne una).
    Rimango quindi della mia opinione: gli universali hanno ben altro significato dei particolari, e non ho ancora capito perchè siano stati così mischiati nei tuoi interventi.

  • kitar01

    C’è un bel sito dove la psicologia femminile viene spiegata alla grande:
    http://www.ccsg.it/Appendic.htm (leggi il punto 3).

    Sul diritto di famiglia Fini dice una cosa verissima, incontestabile.
    Una vera ingiustizia, ma siccome la subiscono gli uomini, denunciarla non è politicamente corretto.
    Cosi’ come nel resto d’Europa (saranno tutti idioti o razzisti i popoli europei?) donne e uomini hanno la stessa età pensionabile.
    Come mai parlare male degli uomini è politicamente corretto (es al telegiornale dire che le donne sono migliori) mentre parlare male delle donne è politicamente scorretto?
    Massimo Fini è uno dei pochi che ha il coraggio di denunciare queste ingiustizie.
    Dargli del maschilista è un ottimo metodo per evitare il confronto sui punti di merito (siccome non ho argomenti da contrapporre attacco la fonte del messaggio….un vecchio trucco).

  • ottavino

    Eh no, caro. Tu sei schierato e lo dimostra proprio il post che hai postato. Sei schierato con “la modernità” e tutto il seguito. Sei schierato con l’occhio del “moderno” che osserva il “primitivo” (e lo giudica).
    Osservare semplicemente che l’umanità da 10.000 anni ha le sue modalità, e che queste modalità hanno funzionato (nel bene e nel male)….questo è schierarsi? Siete voi “moderni” che dovete dimostrare la validità dei vostri assunti. ( e per ora è un disastro).

  • albertgast

    Dai giornali di oggi: – Aventino, rinvenuto cadavere di donna – Orrore a Teramo, donna fatta a pezzi I resti gettati lungo un costone – VICENZA Uccide fidanzata e tenta di suicidarsi – Como, arrestato il marito della donna svizzera. Prime ammissioni: «È stato lui» – La dottoressa violentata a Scicli dà l’identikit – Claps, giallo sulle cause del decesso
    I medici: “Nessun segno evidente” – Afghanistan, accuse ai militari Usa «Nascosero l’uccisione di tre donne» Due delle vittime erano incinte – Per contro ci sono minatori rimasti uccisi da uno scoppio in miniera, 12 civili uccisi in Iraq per scambio di teleobiettivi creduti lanciarazzi e un morto trovato nel lago. Nessun omicidio da parte di una donna.

  • Kiddo

    @ Tonguessy : Come sempre acuto e puntuale nei commenti. Il mio invece l’ho scritto un po’ così al volo… “normale” voleva dire appunto che condivide la mia stessa follia!!! Un saluto.

  • Kiddo

    Certo! E ti assicuro che la mia non era ironia.

  • lorenzo1984

    Mi dispiace in primis che sia spazio a siffatti articolucci da pomeriggio 5 su questo sito.
    In secondo posso capire Fini, ma credo sia purtroppo davvero una questione di frustrazione.
    Io che sono un 25enne con molti complessi, limiti e problemi con le donne ho capito che: larga parte della misoginia che oggi imperversa fra gli uomini è dettata dall’atavico condizionamento culturale per cui “tutto deve essere dovuto all’uomo da parte della donna”.
    Molti non capisco che i tempi son cambiati, e alle donne(specialmente italiane ) non interessa minimamente essere succubi e al servizio dell’uomo come prima.
    Posso sicuramente concordare con il sistema divide et impera messo in atto dalla giurisprudenza in merito a separazioni e divorzi, quanto al ribaltamento di ruoli nella società attuale.
    Il signor Fini smetta di essere accecato dalla frustrazione(come molti utenti qui..), e magari faccia lo sforzo di umiltà di cercare magari se ne ha bisogno(credo di si…) una compagna di vita che lo apprezzi per quello che è.
    Tanto è inutile giraci intorno, la questione è quella, E lo so bene io che per un certo periodo della mia vita sono stato misogino in parte.
    E brutto essere soli al mondo, e vivere condizionati e bombardati da messaggi sessuali. Ma non nn è giusto abbandonarsi a tali deliri di frustrazione. Bisogna farsene una ragione.
    Saluti a tutti/e

  • Biecoblu

    Che articolo insensato, senza capo né coda. Massimo Fini, che pure di tanto in tanto ne scrive una giusta, non si rende conto del ridicolo che si getta addosso pubblicando simili baggianate. Roba da discorsi di ubriachi ad un bar di infimo grado. E’ sconcertante trovare su questo sito, che pure si occupa spesso di politica, economia e medicina a buon livello, cazzate simili, come se fossero pubblicate con lo scopo preciso di rendere le acque torbide e sviare l’internauta poco attento. Un giorno trovi ottimi articoli sul lavoro terzomondista in Messico, il giorno dopo Fini che sputa sulle “femmine” e Franceschini che vede rose rosse dappertutto… Bah ! Siamo d’accordo che in fondo anche questo è un insegnamento : non prendete niente per scontato, sappiate essere critici e fare la differenza tra bufale e vacche, tra idee e delirii, tra saggi e visionari…
    Ma insomma pero’, che palle !
    P.S. Ringrazio invece Paolo Barnard che da un po’ fa riposare la sua tastiera, et c’est tant mieux !

  • tersite

    foste sempre così sincere ci si capirebbe meglio…e soprattutto morirebbero meno uomini sul lavoro:-))

  • tersite

    cloro, scusa la battuta ma il dimensionismo africano…dove lo metti? ora?

  • Tonguessy

    Ringrazio invece Paolo Barnard che da un po’ fa riposare la sua tastiera, et c’est tant mieux !
    Almeno lui non s’è persa l’occasione di tacere……

  • walterkurtz

    Che “intervento” intelligente: nessun omicidio da parte di una donna. In tutta la storia dell’umanità? Le contrapposizioni da bar sport le eviterei, sarebbe un po’ come affermare: Leonardo, Newton, Kant, i geni tutti uomini…

    Ci sono argomenti più sensati da contrapporre alle sciocchezze di Fini, non sottovalutiamoci, coraggio!

  • Matt-e-Tatty

    Io non la prenderei alla Fini, da un certo punto di vista ha ragione ma conosco diversi casi in cui esiste una reale parità e anche casi in cui la lei subisce vessazioni dal lui violento, come dire: Fini ha dipinto un quadro che rappresenta solo una fetta della situazione e che sembra non considerare molte variabili.
    Nella sua osservazione fà notare la questione del diritto alla famiglia che è un problema notevole, conosco un caso di famiglia sfasciata in cui lui vive con i genitori perchè non gli è possibile una vita indipendente, deve provvedere al mutuo casa per intero e agli alimenti, lei vive nella casa con il nuovo compagno e anche se non conosco in modo approfondito entrambi i soggetti sò per certo che è una separazione che nulla ha a che fare con violenze domestiche o maltrattamenti ma con l’innamoramento di lei per un uomo più giovane di origini rumene.
    I padri e ex mariti o ex compagni spesso vengono definiti “nuovi poveri” e al di là delle disquisizioni “filosofiche” maschilisti vs femministe (di cui non mi curo) è un problema reale del nostro tempo.
    C’è da dire in proposito che in una copia sfasciata se spesso lui si ritrova all’indigenza lei non se la passa tanto meglio, sicuramente avvantaggiata ma se non si tratta di persone con lavori ben pagati o avvantaggiati dall’appartenenza a famiglie benestanti le situazioni che si vengono a creare sono allarmanti per tutte le parti e si arriva asoluzioni “legali” dettate più dall’istinto di sopravvivenza che dall’equità.
    In qualunque modo la si voglia girare la bilancia nel nostro sistema pende sempre un pò a favore della donna o meglio della madre, ma nei casi in cui sorgono problemi andrebbe considerata la situazione nella singolarità del caso e il sistema legale nel nostro paese è carente su questi temi, gli organi preposti a osservare e valutare i casi “gravi” sono i servizi sociali, inadeguati per non dire altro.
    Altra considerazione da farsi è che in una copia che si divide nella maggioranza dei casi si divide con rancore e odio per accadimenti di diversa natura, vengono tirati in mezzo i figli e anche molte bugie pur di “farla pagare” al o alla odiata ex, viene così a mancare un equilibrio e una soluzione che dia adeguata tutela ad entrambe le parti ma che segnerà in maniera indelebile il futuro dei o delle malcapitati/e.
    Sul sistema che spinge la donna a lavorare quanto (spesso più) dell’uomo ci sarebbe da discutere ampiamente, fa parte della nostra cultura e del nostro sistema di vita oramai… si dovrebbe parlare di quanto siamo viziati e del concetto di indispensabile prima di tirare in ballo suffragi e questioni sul troppi o pochi diritti di lui o di lei.
    Sia io che la mia metà lavoriamo come la maggior parte delle famiglie italiane, abbiamo 2 figli e non potremmo permetterci di fare altrimenti (non con il tenero di vira che riteniamo normale a ragione o torto)… per fortuna ci sono le nonne perchè il “normale vivere” poco lega con le necessità di una famiglia moderna, gli asili che fanno orari che non collimano con gli orari dei genitori, i figli che crescono spesso senza l’apporto dell’insegnamento del padre e della madre che si vedono alla sera e se và bene all’ora di prenzo, sono aspetti che influenzano e influenzeranno notevolmente la nostra civiltà e che dovrebbero far riflettere sul come si è trasformata la nostra società dal dopoguerra ad oggi, sull’imbarbarimento delle persone… tutte cose che non sono secondarie per una corretta analisi della famiglia e dei problemi che si innescano con le separazioni.
    Sarebbe interessante anche rendersi conto sul come vivono famiglie di extracomunitari in cui uno solo porta a casa uno stipendio con cui vive tutto il nucleo famigliare di 4/6 persone, la madre normalmente ha cura della casae dei figli… non è molto differente dalla famiglia italiana di 60/70 anni orsono… forse il concetto di indigenza andrebbe riconsiderato, forse non è il solo aspetto che varrebbe la pena considerare in una discussione sul diritto alla famiglia, sui vantaggi e svantaggi delle donne, sulla diversità tra uomo e donna.
    Comunque il sig. Fini con questo articolo completo o superficiale che lo si giudichi, ha sollevato un bel polverone.

  • albertgast

    Già, molto più intelligente dire : “Ora a noi ometti non resta che rivalutare il modo con cui Maometto ha capito già da 1400 anni fa come deve funzionare la società per poter durare nei secoli” oppure : ” la donna sa vendersi ” o anche: “DOMANDA A TUTTI GLI UOMINI. -MA SE CI FOSSE UN ROBOT FEMMINA CHE CUCINASSE SI FACESSE SCOPARE E SE NE STESSE ZITTA CHI PREFERIRESTE? – A -ROBOT – B- DONNA (GLI SI PUO’ TOGLIERE ANCHE IL SAPER CUCINARE)” e ancora: “Che si tengano la “carriera” e la finiscano di rompere i nostri preziosi attributi….” o si consiglia: “fatti anche tu un viaggetto all’estero che ti diverti un pò! (ti consiglio tunisia e cuba).” o si considera: “più del 40% delle donne non lavora ed è mantenuta.” e: “Inutile far notare alle oche ubriache del Campidoglio che starnazzano …” e:”hanno rotto le balle per portare la minigonna, poi adesso che la usano per attizzare gli uomini” e:”(in nessuna parte del mondo qualsiasi befana è messa su un piedistallo e idolatrata come in italia)” e:”IN ITALIA LE DONNE SONO TENDENZIALMENTE ROMPIPALLE” e :”Ma la “donna occidentale, che non è certo tarata geneticamente, può anche redimersi…..Dunque, il problema è quello di rientrare nei ranghi.” Eccoti una bella serie di interventi Superintelligenti. Contento?

  • Albertino

    fa pensare il fatto che un articolo “sciocchino” come questo, abbia ricevuto un così alto numero di commenti. (adesso anche il mio)

  • Rossa_primavera

    Hai perfettamente ragione

  • walterkurtz

    Secondo me dovresti cambiare registro. Il mio commento al tuo ragionamento (si fa per dire…) non avrebbe dovuto generare come conseguenza quest’altra sequela di banalità. Io ho detto subito di non approvare le cose scritte da fini, definendole sciocchezze non a caso, solo ti consigliavo di evitare i discorsi da bar sport, ma vedo che proprio non ce la fai proprio, quindi continua pure…sono le persone, uomini e donne, come te (totalmente prive di senso dell’ironia tra l’altro) che mi vengono a noia. Saluti

  • GRATIS

    Molto bene. Questo post volevo dedicarlo ad ottavino. Ma poi ho pensato di estenderlo.

    Il mio commento iniziale, che ha dato modo ad ottavino di esprimere il suo semplicistico e indignato dissenso, reictava testualmente :
    DIVERTENTE, PERO’ FINI E’UN SACCO CHE NON SCOPA.

    Se ottavino non avesse sovrapposto a queste parole la faccia di uno degli scopatori del Grande Fratello o dei Maitres di pensiero della Defilippi non mi avrebbe frainteso, dandomi del maleducato.

    Il suo pregiudizio cristallizzato da una astinenza sessuale resa penosa dall’grande offerta e dalla sfacciata ostentazione di sesso lo ha portato a temere di appartenere alla cerchia degli sfigati, per cui in qualche area del suo cervello la mia frase è diventata:
    FINI E’UN PIRLA CHE NON SCOPA, E CIO’CHE DICE VA BENE PER UNA GAG DA ZELIG.

    Perciò ritengo utile al dibattito precisare meglio il senso della risposta.
    Le considerazioni di FINI sono assolutamente condivisibili. Le sottoscrivo in pieno. Un’analisi lucida del mondo femminile attuale. Assolutamente d’accordo su quelli che sono i punti di forza della femmina come sulle prerogative maschili. Il mito (chissà fino a che punto) di Platone e del suo Androgino spiega perfettamente come stanno le cose. Anzi, per chiarire meglio ciò che questo mito significa, vorrei riferirmi al racconto di questa vicenda che ne fa la tradizione Ermetica. In origine gli umani che abitavano la Terra erano tutti individui ermafroditi. Ciascuno possedeva un’apparato riproduttivo composto da un pene e da una vagina, per cui ci si autofecondava, e dopo un periodo di gravidanza si partoriva. Avvenne che alcuni individui più grandi e forti, non gradendo i dolori del parto, pensarono bene di sottomettere quelli più deboli e mingherlini e di deporre il proprio seme in questi. Stupro, insomma. In tal modo i sopraffattori adoperavano senza limiti il proprio organo maschile e si risparmiavano l’uso dell’apparato femminile. Non deve sorprendere che questa abitudine diventò una tendenza e si diffuse fra gli umani. Col tempo il processo evolutivo diede vita a due categorie di individui sempre più nettamente differenziati. Individui più grossi e muscolosi in cui il pene assumeva dimensioni a discapito di un utero sempre più atrofizzato, fino a ridursi … prostata. D’altro canto individui di dimensioni inferiori dotati di un utero sempre più elastico e capace e di un pene atrofizzato fino a diventare una strana appendice che si chiamò clitoride. Indubbiamente questa evoluzione anatomico/funzionale ha avuto le sue corrispondenze al livello della mentalità.
    La differenza di temperamento e di mentalità fra maschi e femmine è messa in luce da Fini con acuta psicologia e con un notevole senso di autocritica, per certi versi.
    Quando dice che il primo pensiero della “donna liberata” è stato in sostanza quello di scimmiottare l’uomo ha delineato figure femminili vivissime, che ciascun uomo avrà avuto modo di incontrare. Sul lavoro, ma anche facendo la spesa al supermarket o semplicemente imbattendosi in una donna al volante nel traffico di città: immancabilmente per paura di sembrare imbranata o temendo di essere sopraffatta dalla prepotenza altrui ritiene appropriato sfoggiare una guida e modi da coatto o da furbetto.

    Tutti d’accordo, fin qui. Soprattutto gli uomini, che mi sembrano la maggioranza in CDC.
    Ma parliamo adesso un pò di scopare. Non c’è nulla di male ad astenersi dal sesso. Consapevolmente. Come un asceta. Un maestro. Un prete. Io, caro ottavino, e cari amici tutti, non scopo da un bel pezzo, diciamo una decina di anni. Matrimonio finito. Torni a vivere da solo. Superi un periodo di tensione e disperazione erotica. Poi cominci a riappropriarti della tua libertà e del tuo tempo. L’idea di condividere il tuo spazio con un’altra non ti passa nemmeno per la mente. Per fare sesso dovresti andare a mignotte? Ma perchè poi questa urgenza di sesso per cui uno o si compromette in una relazione o si mette a fare il puttaniere? Immagino che Fini per analizzare tanto lucidamente e spietatamente attraversi come me una lunga fase di astinenza sessuale. Certi dati della psicologia femminile e della sua anima vengono focalizzati coì impetosamente ed efficacemente che solo staccandosi dall’oggetto del desiderio si riescono a definire imparzialmente. Questo abbandono della pratica sessuale a tutti i costi a me non è costata nulla e la mia ascesi sessuale non è per me una parentesi da cui vorrei uscire, ma bensì una scelta definitiva. L’analisi acuta di Fini invece lascia trapelare che questo distacco dal corpo femminile gli costa sacrificio. Lo si capisce quando parla di sfiorare i capelli,chiamare al cellulare, fare un fischio per strada. Lascia intendere di aver ricevuto reazioni frustranti. Ciò è quello che significava il mio commento iniziale.
    Un saluto a tutti e a tutte

  • albertgast

    La sequela di banalità, come le chiami tu, le ho semplicemente copiate/incollate dalle risposte all’articolo di Fini qui sopra. Non c’è nulla di mio. Fattela con gli altri maschietti che hanno mandato i loro ragionamenti in merito. Per quanto mi riguarda ti inviterei a rileggere il post di Kiddo e, se vuoi, la risposta mia che gli ho dato. Ciao.

  • ottavino

    Ohhhh, finalmente uno che si esprime con un articolo articolato, una dichiarazione completa che non lesina inchiostro….credo proprio che dovrebbero essere di questo tenore i commenti perchè almeno danno modo di replicare, argomentare, definire, comunicare.
    C’era una frase sul finire degli anni ’70 che recitava: “il personale è politico”, e sull’onda di questa frase un certo numero di persone cominciò a portare in politica i propri vissuti. Si cercava quindi di superare con la forza del collettivo, problemi o situazioni di carattere personale. E allora una crisi di coppia diventava politica, un disagio diventava politica, una solitudine diventava politica, e così via.
    Personalmente non credo nella bontà di questa impostazione. Faremmo bene invece, a mantenere una certa distanza tra il nostro vissuto e ciò che è più generale, plurale. Così come dovremmo mantenere un certo distacco dai comportamenti degli altri e rimanere incollati ai fatti. Tutti abbiamo un vissuto personale, ma se ci mettiamo a tirare fuori il personale ci ritroviamo a fare della psicologia, che non è esattamente quello che vogliamo fare. Quindi poco importa cosa fa nel suo privato Fini, o te o io. Esprimiamo dei concetti e su quelli lavoriamo.
    Nello specifico Fini ha espresso dei concetti, alcuni condivisibili e magari altri no. Ma quello che mi balza agli occhi è che potremmo benissimo scrivere un articolo simile a proposito degli uomini. Lavativi, mammoni, indecisi, inconcludenti oppure spietati, chiusi in se stessi, vigliacchi, sleali, opportunisti, pieni di se, ruffiani, orgogliosi, sprezzanti….non c’è che l’imbarazzo della scelta.
    Allora mi chiedevo: ma perchè risuonano attuali le parole di Fini? Bene, la mia risposta è che 40 anni fa nessuno si sarebbe sognato di scrivere delle cose simili sulle donne (anche se certe tendenze sono sempre state oggetto di scherno) ma adesso Fini le scrive, perchè? Perchè oggi stiamo assistendo alla sconfitta di tutto un movimento che viene dagli anni 60 che si chiamava liberazione sessuale, nel quale tutti riponevano grandi aspettative. Questa spinta “progressista” è fallita e ora siamo qui con le briciole in mano, ora possiamo renderci conto che quelle aspettative sono miseramente fallite. E’ un pò come se gli uomini dicessero alle donne:”Bene, hai visto? Volevi tutta questa liberazione, liberazione….e cosa abbiamo ottenuto? Niente. Tu ti fai bella, fai shopping, hai tutte le tue libertà, ma non c’è stato nessun reale cambiamento NON APPORTI DEI CONTRIBUTI IMPORTANTI VERAMENTE LIBERATORI Siamo rimasti ambedue nei nostri gusci. Anzi tu ti sei presa degli spazi che non sai usare bene”. Io credo che questa specie di risentimento nasce da questo. In pratica i due sessi si sono fatti delle grandi illusioni e ora devono disilludersi. E’ un pò come se i maschi, perso il ruolo di capofamiglia, non abbiano più voglia di “giocare” con le donne. Ma il vero colpevole di questa situazione è l’attuale vita “moderna” che prevede un umano consumatore, lavoratore, turista, pagatore di mutui, ecc. Insomma è tutto pianificato e poco divertente e non ci sono motivi per stare insieme. Saluti

  • walterkurtz

    L’avevo già letto e quell’intervento c’entra poco con le citazioni da te fatte qui sopra. Dove si vuole arrivare? Queste contrapposizioni (in entrambe le direzioni naturalmente) sono insensate e lo sai benissimo. In ogni caso spero, come te credo, che articoli di questo tipo non vengano più postati. Ciao

  • Eli

    Pensare che il proprio pisello sia il centro del mondo, è tipico di tutte le scimmie antropomorfe…

  • Biecoblu

    Se ti riferisci a Massimo Fini siamo perfettamente d’accordo.

  • mignon1973

    Sono una donna e il veleno di fondo di Massimo Fini, se pur velato da diverse pillole lusinghiere, mi fa male. Mi fa male perchè s’incontra con il dolore che a me ha dato un uomo e che mi crea problemi oggi. Mi fa male perchè dolore alimenta dolore e rabbia alimenta rabbia, e mi fa male perchè io riconosco che, come esseri umani, siamo tutti nella stessa barca, ma a forza di dividerci tra donne e uomini non so se lui lo riconosca… Parla una donna ferita dal maschio, da qualche anno o forse da millenni, che ferita non vuole restare, ma che neanche vuole vendicarsi. La rabbia è una fase. L’odio distrugge il suo stesso soggetto. Non vedo altra soluzione che un equilibrio del tutto nuovo e diverso tra i due sessi e dentro se stessi. Io ci conto, forse tra qualche secolo o generazione. Durante il temporale precedente, di rabbie millenarie o più recenti, chiuderò gli occhi. Ciao e grazie, Sonia

  • Tonguessy

    Purtroppo Fini questa volta, come altre, se l’è persa l’occasione per tacere. Mi riferivo a Barnard, molto ovviamente

  • mignon1973

    Sono una donna e il veleno di fondo di Massimo Fini, se pur velato da diverse pillole lusinghiere, mi fa male. Mi fa male perchè s’incontra con il dolore che a me ha dato un uomo e che mi crea problemi oggi. Mi fa male perchè dolore alimenta dolore e rabbia alimenta rabbia, e mi fa male perchè io riconosco che, come esseri umani, siamo tutti nella stessa barca, ma a forza di dividerci tra donne e uomini non so se lui lo riconosca… Parla una donna ferita dal maschio, da qualche anno o forse da millenni, che ferita non vuole restare, ma che neanche vuole vendicarsi. La rabbia è una fase. L’odio distrugge il suo stesso soggetto. Non vedo altra soluzione che un equilibrio del tutto nuovo e diverso tra i due sessi e dentro se stessi. Io ci conto, forse tra qualche secolo o generazione. Durante il temporale precedente, di rabbie millenarie o più recenti, chiuderò gli occhi. Ciao e grazie, Sonia

  • Tonguessy

    Non posso che condividere il tuo pensiero e augurio. Il vero problema è che fintanto che sussistono le radici che permettono questa situazione ad ogni primavera verranno fuori gemme identiche alle precedenti.
    Quindi al di la dei facili schieramenti dovremmo chiederci dove sono quelle maledetta radici e come possiamo estirparle. Ho già citato J. Diamond e la sua analisi sull’impatto che ha avuto l’agricoltura, vorrei anche aggiungere gli studi di W. Reich sull’orgone e la sessualità repressa come molla per l’indottrinamento sociale, quello che partorisce l’idea secondo cui “è tutta colpa dei maschi” o “è tutta colpa delle femmine” a scelta.

  • jcache

    Grazie per questo tuo intervento. Mi sembra la risposta che questo articolo meritava, seppure abbia compreso l’intento di Massimo Fini e non lo condanni.

  • stendec555

    da come “se la tira” la media befana italica, sembra che al centro del mondo ci sia altro…….vivo in usa, niente più discorsi sui ruoli uomo-donna, “noi”, “voi”, blablabla. a mio avviso fini descrive essenzialmente il triste caso italiano ed è normale che tanti lettori abbiano voluto sfogarsi…

  • Earth

    ahah