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DOBBIAMO AGGIUSTARE L’IMMAGINE DISTORTA CHE ABBIAMO DI HAMAS

DI WILLIAM SIEGHART
Times on line

Gaza è una società laica dove la gente ascolta musica pop, guarda la tv, e molte donne camminano per strada senza il velo.

La settimana scorsa ero a Gaza. Mentre ero lì ho incontrato una ventina di poliziotti che partecipavano a un corso in gestione dei conflitti. Erano ansiosi di sapere se gli stranieri si sentivano al sicuro da quando Hamas era al governo. “Sì, certamente!” ho risposto. Senza dubbio gli ultimi 18 mesi hanno visto una relativa calma per le strade di Gaza; nessun uomo armato per le strade, niente più rapimenti. Hanno sorriso pieni di orgoglio e ci hanno salutato con un arrivederci.

Meno di una settimana dopo tutti questi uomini erano morti, uccisi da un razzo israeliano durante una cerimonia di passaggio di grado. Erano “uomini armati e pericolosi di Hamas” ? No, erano poliziotti disarmati, impiegati pubblici uccisi non durante un “campo di addestramento militante” ma nella stessa stazione di polizia al centro di Gaza City usata dagli Inglesi, dagli Israeliani e da Fatah durante il periodo in cui questi guidavano il paese.
Questa distinzione è cruciale perché mentre le terrificanti scene di Gaza e Israele vengono trasmesse nei nostri schermi televisivi, si sta combattendo anche una guerra fatta di parole che sta oscurando la nostra comprensione della realtà dei fatti.

Chi o cosa è Hamas, il movimento che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak vorrebbe annientare come se fosse un virus? Perchè ha vinto le elezioni palestinesi e perché permette che vengano sparati razzi su Israele?

La storia degli ultimi tre anni di Hamas rivela come l’incomprensione riguardo a questo movimento da parte dei governi di Israele, degli Stati Uniti e Regno Unito ci abbia condotto alla situazione brutale e disperata in cui siamo.

La storia comincia circa tre anni fa quando “Cambiamento e Riforma”, il partito politico di Hamas, ha inaspettatamente vinto le prime elezioni libere e regolari del mondo arabo, in una piattaforma politica che vedeva la fine della corruzione endemica e il miglioramento dei quasi inesistenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza. Contro un’opposizione divisa questo partito apparentemente religioso si è impresso nella comunità a prevalenza laica tanto da guadagnare il 42 per cento dei voti.
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I palestinesi hanno votato per Hamas perchè hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi. Nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese.

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E’ essenziale sapere questo per capire la cosiddetta posizione di rifiuto di Hamas. Che non riconoscerà Israele o rinuncerà al diritto di resistere finchè non sarà sicuro dell’impegno mondiale a raggiungere una soluzione per la questione palestinese.

Nei cinque anni in cui ho visitato Gaza e la Cisgiordania ho incontrato centinaia di politici e di sostenitori di Hamas. Nessuno di loro ha professato lo scopo di islamizzare la società palestinese, in stile talebano. Hamas conta troppo sui votanti laici per fare questo. La gente ascolta ancora la musica pop, guarda la televisione e le donne ancora scelgono se indossare il velo o no.

La leadership politica di Hamas è probabilmente la più qualificata nel mondo. Può vantare nelle sue file più di 500 laureati col titolo di dottorato, la maggioranza fatta di professionisti della classe media (dottori, dentisti, scienziati, e ingegneri).

La maggior parte della leadership di Hamas si è formata nelle nostre università è non ha maturato nessun odio ideologico contro l’Occidente. E’ un movimento basato sul malcontento, dedicato ad affrontare l’ingiustizia compiuta sul suo popolo. Ha coerentemente offerto una tregua di dieci anni per fornire uno spazio di respiro per poter risolvere un conflitto che continua ormai da pià di 60 anni.

La reazione di Bush e Blair alla vittoria di Hamas nel 2006 è la chiave dell’orrore di oggi. Invece di accettare il governo democraticamente eletto, hanno finanziato un tentativo di rimuoverlo con la forza; addestrando e armando i gruppi di combattenti di Fatah per rovesciare militarmente Hamas e imporre ai Palestinesi un governo nuovo e non eletto da loro. Come se non bastasse, 45 membri del Parlamento di Hamas sono ancora detenuti nelle prigioni israeliane.
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Sei mesi fa il governo israeliano ha accettato una tregua, mediata dall’Egitto, con Hamas. In cambio del cessate il fuoco Israele ha acconsentito all’apertura dei valichi e permesso il libero flusso dei beni essenziali dentro e fuori da Gaza. I lanci di razzi sono terminati ma i valichi non sono stati mai totalmente aperti, e la popolazione di Gaza ha iniziato a morire di fame. Questo devastante embargo non è una vittoria della pace.

Quando gli occidentali chiedono che cosa abbiano in mente i leader di Hamas quando ordinano o permettono il lancio di razzi su Israele, non stanno comprendendo la posizione dei palestinesi. Due mesi fa le Forze di Difesa israeliane hanno rotto la tregua entrando a Gaza e cominciando di nuovo il ciclo di uccisioni.

Dal punto di vista palestinese ogni giro di razzi lanciati è una risposta agli attacchi israeliani. Dal punto di vista israeliano è il contrario. Ma cosa significa quando Barack parla di distruzione di Hamas? Significa uccidere il 42 per cento dei palestinesi che hanno votato per esso? Significa rioccupare la Striscia di Gaza da cui Israele si è ritirato così dolorosamente tre anni fa? O significa separare in modo permanente i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania, politicamente e geograficamente?

E per coloro il cui mantra è la sicurezza di Israele, quale sorta di minaccia costituiscono i tre quarti di un milione di giovani che stanno crescendo a Gaza con un odio implacabile contro chi li riduce alla fame e li bombarda?

E’ stato detto che questo conflitto è impossibile da risolvere. In realtà, è davvero semplice. Il vertice delle mille persone che governano Israele (politici, generali e lo staff della sicurezza) e il vertice dei palestinesi islamisti non si sono mai incontrati. Una pace che sia tale richiede che questi due gruppi si siedano insieme senza pregiudizi. Ma gli eventi di questi giorni sembra abbiano reso ciò più improbabile che mai. Questa è la sfida per la nuova amministrazione di Washington e per i suoi alleati europei.

William Sieghart
Fonte: www.timesonline.co.uk
Link: http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/guest_contributors/article5420584.ece
31.12.08

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ANNA TORO

Pubblicato da Davide

  • pierob

    Il vero volto del sionismo e della comunità sefardita italiana:

    quando la classe non è acqua…

    Riccardo Pacifici, i massacri di Gaza e il trucco mediatico degli “aiuti”

    riceviamo da kelebek.splinder.com

    Il Manifesto di oggi ha pubblicato, a pagina 4, un trafiletto incredibile, che trovo sulla rassegna stampa dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

    Il trafiletto è scritto con i piedi, in gran fretta e non si capisce bene nemmeno quale sia la fonte. Che sembra sia una mailing list sionista. Visto che ci vanno di mezzo – finora – alcune migliaia di nativi palestinesi arsi vivi, accecati, azzoppati o sepolti sottoterra, credo che sia giusto fare qualche violazione della privacy.

    Ricostruisco così.

    In una mailing list di sostenitori di Israele, Riccardo Pacifici, che ha vinto le elezioni interne alla comunità ebraica italiana con una lista spudoratamente intitolata Per Israele, annuncia che l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) e la Comunità ebraica di Roma doneranno 300 mila euro alle vittime della guerra in corso a Gaza (200 mila ai palestinesi, 100 mila agli israeliani).

    Insorge un italo-israeliano di destra, tale Shimon Fargion, furibondo all’idea di aiutare pure i palestinesi.

    Pacifici gli risponde, dicendo che si tratta di un trucco mediatico, concordato in anticipo con l’ambasciata israeliana:

    “Posso garantirvi – scrive [Pacifici] – che la scelta tutta mediatica di far arrivare medicinali ai bambini palestinesi e israeliani era ed è solo utilizzata per quando da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele.” E per il 10 annuncia “un megaevento” da 1500 persone selezionate con l’ambasciatore di Israele per spiegare le ragioni di Israele e il suo diritto a fare questa guerra.” Pacifici giura che la Comunità romana non ha tirato fuori “neanche un euro” per quei medicinali, donati “da un’organizzazione ebraica internazionale” e garantisce “che comunque non arriverà un solo medicinale a Gaza che non sia autorizzato dal Governo di Israele”.

    Si potrebbe dire che Riccardo Pacifici, preso da machiavelliche ragioni di stato, sia poco umano.

    E invece no. Dimostra tutta la spontanea ricchezza del proprio carattere, rivolgendosi così a Shimon Fargion:

    “Caro testa di cazzo… dammi il tuo indirizzo così ti vengo a prendere a calci nel culo… io qui Per Israele mi faccio un gran culo e vivo sotto scorta… STRONZO… Sappi che ho fatto tutto insieme all’ambasciata d’Israele…. Che cazzo ne sai cosa stiamo facendo? STRONZOOOOOOOO”

    Link originale :

    http://kelebek.splinder.com/post/19492855/Riccardo+Pacifici%2C+i+massacri+

  • geopardy

    Questo è un inviato del times online, mica un leader di Hamas, credo sia ora di cominciare a dar retta a chi ha visto e constato la disinformazione in merito ad Hamas e non solo.
    Ho assistito e psrtecipato a diverse conferenze di ONG operanti lì, politici italiani andati a Gaza un anno fa e così via, ce ne fosse stato uno che non ha detto cose simili a quelle di questo giornalista, quindi, chi non è esplicitamente sionista, ebrei compresi, o membro di qualche congregazione messianico-millenarista, non stenti a prendere posizione.
    Non si può fare della teoria e della retorica, quando un tal numero di persone vivono in queste condizioni.
    Così facendo agiremmo anche a favore del popolo israeliano, ne sono convinto, che è di gran lunga, di questo ne sono certo, poichè ho assistito ad incontri con israeliani che stanno lottando contro il terribile muro, molto più disinformato di noi.
    Bisogna rompere l’accerchiamento, perchè, se non lo facciamo e ci illudiamo che questa sia soltanto una questione di lì, potremmo trovarci noi nella condizione dei palestinesi un giorno.
    Quando Hitler iniziò a fare tutto quello che ha fatto, per paura od opportunismo, i più tacevano con i governanti in testa, all’interno della Germania vigeva una sottile disinformazione ed una paura che spingeva il popolo verso un’opportunistica inettitudine nei confronti dellle sparizioni di massa, che poi sappiamo a cosa venissero fianalizzate, ma anche nel resto del mondo era la stessa cosa._______________
    Come disse il buon Niemoller ai tempi del nazismo IN “NESSUN DORMA”:____________________________________________

    “Prima sono venuti per i comunisti, ma dato che non ero comunista non ho levato la mia voce. Poi sono venuti per i socialisti e i sindacalisti, ma dato che non ero né l’uno né l’altro non ho levato la mia voce. Poi sono venuti per gli Ebrei, e dato che non sono ebreo non ho levato la voce.Poi sono venuti per i cattolici, ma io sono luterano e non ho levato la mia voce. Quando sono venuti per me non c’era nessuno che levasse la voce per difendermi”.________
    Martin Niemöller:
    PASTORE LUTERANO VISSUTO SOTTO IL NAZISMO, FU ANCH’ESSO ALLA FINE INTERNATO.
    ______ Prima sono venuti per i comunisti: Corea, Vietnam, Nicaragua e tutto il mondo latino-americano, poi sono venuti per i palestinesi, gli afgani e gli iracheni ed in gererale per i mussulmani, poi?…..
    Quando verranno per noi, chi sarà rimasto a levare la voce contro quello che possiamo definire QURTO REICH GLOBALE?
    ________ NON STO SCHERZANDO, NON MI SEMBRANO PIù I TEMPI.

    Ciao Geo

  • Eurasia

    Il grande esperimento
    Come forzare un popolo intero a morire di fame.

    Uri Avnery

    16 Ottobre 2006
    Gush Shalom

    da Z-Net.it

    (biografia di Uri Avnery)

    E’ possibile forzare un popolo intero a sottostare ad una occupazione straniera facendolo morire di fame? E’ certamente una domanda interessante. Tanto interessante che i governi di Israele e degli Stati Uniti, in stretta collaborazione con l’Europa, si sono impegnati in un rigoroso esperimento scientifico per ottenere una risposta decisiva. Il laboratorio per l’esperimento è la Striscia di Gaza e le cavie sono il milione e duecentocinquantamila palestinesi che vivono lì. Per soddisfare gli standard scientifici richiesti innanzi tutto era necessario predisporre il laboratorio.

    Questo è stato realizzato nel seguente modo: prima di tutto Ariel Sharon ha sradicato gli insediamenti israeliani che vi erano. Dopotutto non si può eseguire un esperimento corretto con animaletti domestici che girano per il laboratorio. E’ stato fatto con “determinazione e sensibilità” con le lacrime che scendevano a torrenti, i soldati che abbracciavano e baciavano i coloni sfrattati, e ancora una volta si è mostrato come l’esercito israeliano sia il meglio del meglio al mondo.

    Con il laboratorio pulito, la fase successiva poteva iniziare: tutte le entrate e le uscite sono state sigillate ermeticamente, per eliminare influenze di disturbo dal mondo esterno. E’ stato fatto senza difficoltà. I vari governi israeliani hanno impedito la costruzione di un porto a Gaza e la flotta israeliana controlla che nessuna nave si avvicini alle coste. Lo splendido aeroporto internazionale, costruito nel periodo di Oslo, è stato bombardato e chiuso. L’intera Striscia è stata chiusa da un muro molto efficace e sono rimasti solo pochi punti di attraversamento, tutti controllati dall’esercito israeliano, tranne uno. Rimaneva un’unica connessione con il mondo esterno: il valico di Rafah verso l’Egitto. Questo non poteva essere chiuso perché il regime egiziano sarebbe stato esposto alla critica di collaborazionismo con Israele. E’ stata trovata una soluzione sofisticata: apparentemente l’esercito israeliano ha lasciato il valico, affidandolo alla supervisione di un team internazionale. I componenti sono bravi ragazzi, pieni di buone intenzioni, ma in pratica totalmente dipendenti dall’esercito israeliano, che sorveglia il valico da una sala di controllo vicina. I supervisori internazionali vivono in un kibbutz israeliano e possono raggiungere il valico solo con il permesso israeliano. In questo modo tutto era predisposto per l’esperimento.

    Il segnale d’inizio è stato dato dopo che i palestinesi hanno avuto le loro elezioni democratiche in modo ineccepibile, con la supervisione dell’ex presidente americano Jimmy Carter. George Bush ne era entusiasta: il suo sogno di portare la democrazia nel Medio Oriente si stava realizzando. Ma i palestinesi hanno fallito il test. Invece di eleggere dei “buoni arabi” devoti agli Stati Uniti, hanno votato per dei pessimi arabi, devoti ad Allah. Bush si è sentito insultato. Ma il governo israeliano era in estasi: dopo la vittoria di Hamas, americani ed europei erano disponibili a prendere parte all’esperimento. Si poteva iniziare.

    Stati Uniti e Unione europea hanno annunciate il blocco di tutte le donazioni all’Autorità Palestinese, visto che era “controllata dai terroristi”. Contemporaneamente il governo israeliano ha interrotto il gettito di denaro. Per capire il significato di questo gesto: secondo il “Protocollo di Parigi” (gli annessi economici dell’accordo di Oslo) l’economia palestinese fa parte del sistema doganale di Israele. Vale a dire che Israele raccoglie le imposte per tutti i beni che passano attraverso Israele per i territori palestinesi – in realtà non ci sono altri percorsi. Dopo aver dedotto una grassa commissione, Israele è obbligata a versare il denaro all’Autorità Palestinese. Nel momento in cui il governo israeliano rifiuta di consegnare questo denaro, che appartiene ai palestinesi, si tratta in poche parole di un furto alla luce del sole. Ma quando si ruba ai “terroristi” chi protesterà?

    All’Autorità Palestinese – sia nella West Bank che nella Striscia di Gaza – questo denaro occorre come l’aria per respirare. Questo fatto richiede qualche altra spiegazione: nei 19 anni in cui la Giordania occupava la West Bank e l’Egitto la Striscia di Gaza, dal 1948 al 1967, non è stata costruita nemmeno una singola fabbrica. I giordani volevano che tutte le attività economiche si svolgessero in Giordania, ad est del fiume, e gli egiziani allo stesso modo hanno trascurato la Striscia. Poi è cominciata l’occupazione israeliana e la situazione è anche peggiorata. I territori occupati sono diventati un mercato di schiavi per le industrie israeliane e il governo militare ha impedito il sorgere di qualsiasi impresa che potesse concettualmente competere con quelle israeliane. I lavoratori palestinesi sono stati costretti a lavorare in Israele per stipendi da fame (per gli standard israeliani). Da questi il governo israeliano deduceva tutti gli oneri sociali imposti ai lavoratori israeliani, senza che i lavoratori palestinesi potessero godere di qualche beneficio sociale. In questo modo il governo derubava questi lavoratori sfruttati di decine di miliardi di dollari che scomparivano da qualche parte nella botte senza fondo del governo. Quando è scoppiata l’Intifada, i capitani dell’industria e dell’agricoltura israeliani hanno scoperto che era possibile andare avanti senza i lavoratori palestinesi. In realtà era anche più conveniente. Lavoratori provenienti dalla Tailandia, Romania ed altri paesi poveri erano disposti a lavorare per salari anche più bassi ed in condizioni al limite della schiavitù. Così i lavoratori palestinesi hanno perso il loro lavoro. Questa era la situazione all’inizio dell’esperimento: l’infrastruttura palestinese distrutta, praticamente senza mezzi di produzione, nessun lavoro per la gente. Dopo tutto uno scenario ideale per il grande “esperimento della fame”.

    La realizzazione è cominciata, come si è detto, con il blocco dei pagamenti. Il passaggio fra Gaza ed Egitto è stato praticamente chiuso. Dopo qualche giorno o settimana veniva aperto per qualche ora, per le apparenze, per permettere che qualche malato o morto o moribondo potesse tornare a casa o raggiungere gli ospedali egiziani. I valichi fra la Striscia e Israele sono stati chiusi “per gravi motivi di sicurezza”. Sempre, al momento giusto apparivano “allarmi di un attacco terroristico imminente”. I prodotti dell’agricoltura palestinese destinati all’esportazione marcivano ai valichi. Medicine e generi alimentari non potevano entrare, tranne che per brevi periodi, di tanto in tanto, solo per le apparenze, ogni volta che un personaggio importante all’estero esprimeva qualche protesta. Quindi sopraggiungeva un altro “avviso urgente di sicurezza” e la situazione veniva riportata alla normalità. Anche nei giorni più caldi, con temperature superiori ai 30° all’ombra, non c’era elettricità per i frigoriferi, aria condizionata e fornitura d’acqua o altre necessità.

    Per completare il quadro, le forze aeree israeliane hanno bombardato l’unica centrale elettrica della Striscia, cosicché per una parte della giornata non c’è elettricità ed è bloccata anche l’erogazione dell’acqua (che dipende dalle pompe elettriche) Nella West Bank, un territorio molto più vasto della Striscia di Gaza (che consiste solo del 6% dei territori palestinesi ma che comprende il 40% degli abitanti) la situazione non è così disperata. Ma nella Striscia, più della metà della popolazione vive al di sotto della “soglia di povertà” dei palestinesi, che si trova ovviamente molto, molto al disotto della “soglia di povertà” israeliana. Molti dei residenti di Gaza possono solo sognare di essere considerati poveri nella vicina città israeliana di Sderot. Che cosa stanno cercando di dire ai palestinesi i governi di Israele e degli Stati Uniti? Il messaggio è chiaro: arriverete al limite della fame, ed anche oltre, se non vi arrenderete. Dovete destituire il governo di Hamas ed eleggere dei candidati approvati da Israele e Stati Uniti. E, ancora più importante: vi dovete accontentare di uno stato palestinese che consista di varie enclavi, ognuna delle quali sarà completamente dipendente dalle tenere grazie di Israele. Al momento i direttori dell’esperimento scientifico stanno meditando su una sconcertante domanda: com’è possibile che i palestinesi resistano ancora a dispetto di tutto? Secondo tutte le regole avrebbero dovuto cedere da molto tempo! In realtà ci sono alcuni segnali incoraggianti. L’atmosfera di generale frustrazione e di disperazione crea tensione fra Hamas e Fatah. Qui è là avvengono degli scontri, alcuni sono uccisi e feriti, ma in ogni caso la frattura si blocca prima di trasformarsi in guerra civile. Migliaia di collaboratori di Israele stanno contribuendo a fomentare le cose. Ma contrariamente a tutte le aspettative, la resistenza non è svanita. Anche il soldato israeliano fatto prigioniero non è stato rilasciato.

    Una delle spiegazioni ha a che fare con la struttura della società palestinese. L’Hamulah (la famiglia allargata) vi gioca un ruolo centrale. Finché almeno una persona lavora nella famiglia, anche i parenti non muoiono di fame, anche se c’è una malnutrizione generale. Chiunque abbia un reddito lo divide con tutti i suoi fratelli e sorelle, genitori, nonni, cugini e i loro figli. E’ un sistema primitivo ma abbastanza efficace in queste circostanze. Sembra che coloro che hanno pianificato l’esperimento non ne abbiano tenuto conto. Per affrettare il processo, da una settimana a questa parte si sta utilizzando di nuovo tutta la potenza dell’esercito israeliano. Per tre mesi l’esercito è stato impegnato nella Seconda Guerra Libanese. E’ diventato palese che l’esercito, che per gli ultimi 39 anni è stato utilizzato soprattutto come forza di polizia coloniale, non funziona granché bene quanto si trova improvvisamente a doversi confrontare con un avversario armato che può controbattere. Hezbollah ha usato armi anticarro mortali contro le unità blindate e i razzi piovevano nel nord di Israele. L’esercito ha dimenticato da molto tempo come si deve trattare con questo tipo di nemico. E la campagna non è finita bene.

    Adesso l’esercito ritorna alla guerra che sa fare. I palestinesi della Striscia non hanno armi anticarro efficaci e i razzi Qassam causano soltanto danni limitati. L’esercito può ancora usare i carri armati contro la popolazione senza alcun ostacolo. La forza aerea che in Libano aveva timore di mandare gli elicotteri per trasportare i feriti, adesso può sparare missili sulle case di “persone ricercate”, sulle loro famiglie e sui vicini, a suo piacimento. Se negli ultimi tre mesi sono stati uccisi “solo” 100 palestinesi al mese, adesso siamo testimoni di un drammatico aumento del numero di palestinesi uccisi e feriti. Come può una popolazione stroncata dalla fame, senza medicinali ed attrezzature per i suoi rudimentali ospedali ed esposta ad attacchi di terra, mare e cielo, resistere ancora? Quando si spezzerà? Quando cadrà in ginocchio e chiederà pietà? O troverà una forza disumana per resistere al test? In breve: quanto e cosa serve per ottenere che un popolo si arrenda?

    Tutti gli scienziati che prendono parte all’esperimento – Ehud Olmert e Condoleeza Rice, Amir Peretz e Angela Merkel, Dan Halutz e George Bush, per non menzionare il premio Nobel per la pace Shimon Peres – sono chini sul microscopio ed attendono una risposta, che senza dubbio darà un contributo importante per le scienze politiche.

    Spero che il Comitato Nobel stia guardando.

    tratto da: http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa_2006/avnery_gaza_muore_di_fame.htm

  • MMichele

    Ma che bell’articolo, con tanto di ragazze palestinesi carine, due su tre senza velo!
    A me risulta invece che:
    – Hamas è diventato così forte su iniziativa di Israele (negli anni ’80 e ’90), per sabotare l’OLP e per mettere i palestinesi in mano di estremisti islamici non ragionevoli.
    – Hamas ha “inventato” negli anni ’90 gli attentati suicidi indiscriminati (scusate: atti di martirio che garantiscono il Paradiso) che hanno sabotato per l’appunto il processo di pace e giustificato la segregazione di Gaza e la costruzione del muro (vedi http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Hamas_suicide_attacks). Prima, i palestinesi avevano un lavoro e una qualità di vita molto superiore a quella attuale.
    – Tuttora, alti esponenti di Hamas predicano lo sterminio degli ebrei e la distruzione di Israele su basi religiose (è scritto nel Corano), e quindi non negoziabili. Vedi: http://israelagainstterror.blogspot.com/2009/01/pmws-background-brief-on-hamas-1.html

    So bene che è un sito totalmente filo-israeliano, ma gli interventi riportati sembrano affidabili.

    Poi, è chiaro che bisogna anche cercare di negoziare con Hamas visto il seguito che ha. Purtroppo, Israele non ha alcuna vera intenzione di risolvere il problema palestinese coi negoziati. Ma di qui a dare ad Hamas patenti di modernità e ragionevolezza, ce ne passa!

  • Hassan

    “Hamas ha “inventato” negli anni ’90 gli attentati suicidi indiscriminati”

    Gli attentati suicidi indiscriminati erano già frequentemente usati dalle Tigri del Tamil da almeno il 1980.

    “che hanno sabotato per l’appunto il processo di pace e giustificato la segregazione di Gaza e la costruzione del muro”

    Su, non essere fintamente ingenuo adesso. E’ da 60 anni che non c’è pace nel conflitto Israelo-Palestinese, non metterti a raccontare la favoletta che se non fosse per Hamas i palestinesi avrebbero uno stato loro. Nella West Bank non c’è Hamas e il risultato è che anche lì gli israeliani ammazzano, e per di più stanno espandendo il cancro degli insediamenti. Guarda, a me piacerebbe enormemente che Hamas evaporasse da un giorno all’altro solo per vedere quelle facce di merda della Livni e di Olmert mentre un qualche giornalista gli chiede: “bene, ora Hamas non c’è, facciamo uno stato palestinese… oggi ?”. Accamperebbero altre mille scuse, come hanno sempre fatto, per guadagnare tempo e continuare ad espandere gli insediamenti. Come stanno facendo nella West Bank. Il punto è che vogliono “tutto” il territorio, e sanno che l’unico modo per continuare ad espandersi è durante uno *stato di guerra*. Se c’è la “calma”, la “pace”, si creano le condizioni per stabilire confini certi di un probabile “stato palestinese”, e ciò porrebbe fine all’espansione degli insediamenti israeliani.

    “Tuttora, alti esponenti di Hamas predicano lo sterminio degli ebrei e la distruzione di Israele su basi religiose”

    Hamas nel 2006 ha dichiarato di riconoscere lo stato di Israele entro i confini del ’67:

    http://www.ynet.co.il/english/articles/0,7340,L-3249568,00.html

    Ovviamente dopo questa seria apertura per i negoziati, Israele ha messo sotto assedio Gaza, ha continuato con le sue incursioni e il tutto ci ha portato alla situazione di oggi. Tutto questo perchè Israele non potrà mai accondiscendere alla creazione di uno stato Palestinese perchè vuole creare una “Grande Israele” e ricostruire il tempio di Gerusalemme:

    http://www.kelebekler.com/occ/tempio.htm

  • MMichele

    Mi sembra che diciamo le stesse cose:
    Israele non ha nessuna reale intenzione di creare uno stato palestinese veramente indipendente, e ha “creato” Hamas per “giustificare” il suo diniego.
    Purtroppo, molti palestinesi sono caduti nella trappola.
    L’articolo da me criticato dà di Hamas un’immagine secondo me irrealistica, anche se anch’io credo che, se Hamas venisse coinvolto in negoziati seri, le contraddizioni tra fanatici e realisti scoppierebbero anche in questa organizzazione.

    Quello che temo è che l’attacco di Israele non sia solo uno “spottone” elettorale per i partiti al governo, ma possa essere l’inizio della guerra con Hezbollah e poi con l’Iran, con conseguenze veramente pericolose e imprevedibili per tutti.

  • Bazu
  • adriano_53

    mi chiederei, di questi nostri tempi, chi e in nome di cosa, detiene questa facoltà di elargire patenti, che non siano quelle automobilistiche.
    patenti di modernità, di democrazia: ma non diciamo bischerate.

  • alcenero

    So bene che è un sito totalmente filo-israeliano

    Sai qual’è l’attendibilità di Israele e dei siti filo-israliani? ZERO. E se fosse possibile, meno di zero

  • myone

    NOn leggo l’ articolo.

    Gli stati arabi con l’ isediamento di isdraele, non solo hanno fatto guerra alleandosi, ma creando un documento che testifica l’ eliminazione di isdraele e degli ebrei da parte dell’ islam.

    Hamas ha vinto le elezioni, votate democraticamente dai libanesi, e sulla sua carta costituzionale, esprime esplicitamente, le medesime considerazioni: Lo scopo rpincipale palestinese e’ quello di eliminare isdraele e di conseguenza gli ebrei.

    Isdraele ha aperta una guerra dichiarata, che puo’ fare e continuare come e quando vuole, ritenendosi l’ esclusione dell’ Egitto, che da parte sua ha tolto questa clausola, come stato arabo-islamico.

    Il libano, ogni atto o azione che fa’, compresi i petardi che lancia, o i razzi che sventrano anche due case in un colpo solo, non fa altro che dire: Allora colgioni, che aspettate, siamo qui.

    Quello che succede, e’ puramente voluto, e a mal che si vuole, certamente non duole. Potrei aver disprezzo pure, sapendo che mettono sul piatto del tutto, pure vittime innocenti, passandosi per carnefici, mai di loro, ma a danni delgi altri, che sono i loro figli e i cosi detti civili.

    Un terzo delle vittime viene considerata civile. E gli altru 2/3? Che sono?
    Hanno bombardato un centro onu. Razzi partivano nelle vicinanze. I funzionari hanno garantito che dall’ interno del centro no sono mai partiti razzi, ma non sanno se al di fuori del centro, si sia fatto uso di lancio di razzi. Hanno detto che sono riusciti ad avere due nominativi di palestinesi che hanno fatto partire razzi subito fuori i confini del centro onu. Un altro espediente, per attirare inimicizie e discordie, usando i propri figli e i propri connazionali. Bella gente.(notizie dei tg)

    Hanno pure fatto vedere i famigerati tunnel, che portano ai confini con l’ egitto e altro, dove vengono fatte entrare armi dall’ Iran sopratutto. Difatti, l’ entrata di terra, viene contrabattuta dai palestinesi, non con le fionde, e i razzi che mandano, si chiamano Cassan, non latte da officina.

    Poi, oltre al nucleare pro usa e pro isdraele che l’ iran sta’ mettendo a punto, mentre naviga sul petrolio, e il continuo sotentamento di armi al libano e la continua perseveranza nell’ ideologia contro isdraele e gli usa, non fa altro che aumentare e provocare un intervento che ormai tutti prima o poi si aspettano.

    Ho visto al Tg due cose che non mi sono piaciute, perche’ hanno riproposto il tutto e pure il nulla.
    Una sfilata manifestazione in italia di isalmici, con messa a fuoco della bandiera isdraeliana, e persone esagitate all’ islamica pura. Sembrava
    di essere da quelle parti, in territorio libanese.
    E una marea di sederi all’ aria davanti al duomo di Milano.

    Una signora in una tv privata, diceva: noi facciamo spesso ogni anno come pensionati dei pellegrinaggi turismo, in vari centri italiani e europei, con piu’ parti di paesi italiani, e partiamo con parecchi pulman assieme. Se noi dovessimo andare in un paese ilamico, e davanti a una moschea, fare una processione o dire un rodario, o manifestare qualcosa che non sia islamico, non so’ se ritorneremo a casa.

    cosi… come vi e’ venuto, sapendo che ora come ora, lasciando stare storia e eventi, mi viene di vedere le cose. Non sono ne per una ne per l’ altra parte.

  • myone

    alce, dire cosi, e’ uguale che dire, che nessun sito o nessuna storia e’ attendibile, e che tutto viene lasciato al libero arbitrio di chi puo’, di chi puo’ dire, e di chi si spiega per una parte o per l’ altra. Il caos generale e’ uguale al caos locale, e nessuno ne viene fuori.

  • zufus

    Il tuo linguaggio oscuro è piuttosto incomprensibile.

    Ma sei straniero?

    Nel caso, scusa il commento
  • Mangudai

    Giusto per chiarezza, dai tuoi post é evidentissimo da che parte stai. Ti dirò di più, come sleeper non sei certo un’aquila.
    […]Non sono ne per una ne per l’ altra parte[…]

    Lascia perdere lo si capisce benissimo.

    Veniamo ai contenuti:
    […]NOn leggo l’ articolo[…] Male!

    […]Gli stati arabi con l’ isediamento di isdraele, non solo hanno fatto guerra alleandosi, ma creando un documento che testifica l’ eliminazione di isdraele e degli ebrei da parte dell’ islam[…]

    Come dietrologo sei allo stato dell’arte.

    […]Hamas ha vinto le elezioni, votate democraticamente dai libanesi(?????? ndr.), e sulla sua carta costituzionale, esprime esplicitamente, le medesime considerazioni: Lo scopo rpincipale palestinese e’ quello di eliminare isdraele e di conseguenza gli ebrei[…]

    …vedi sopra!Con un piccolo tocco di cacciaballismo.

    […]Isdraele ha aperta una guerra dichiarata, che puo’ fare e continuare come e quando vuole, ritenendosi l’ esclusione dell’ Egitto, che da parte sua ha tolto questa clausola, come stato arabo-islamico[…]

    Meno male la prima cosa sensata che scrivi.Quindi secondo la tua logica,poc’anzi descritta, la guerra che fece il terzo Reich nei confronti del popolo ebreo era una cosa legittima, in quanto Hitler si riteneva in guerra con il popolo ebraico.E sempre secondo il tuo ragionamento non erano da biasimare le scelte del Furher, in quanto c’era guerra.E non venirmi a dire che il pericolo giudaico non esisteva perche lo stesso Hitler lo disse e lo ribadì più volte nei discorsi di Monaco che il pericolo giudaico era un pericolo “tangibile ed imminente”. Questa cosa, personalmente mi fà orrore.

    […]Il libano, ogni atto o azione che fa’, compresi i petardi che lancia, o i razzi che sventrano anche due case in un colpo solo, non fa altro che dire: Allora colgioni, che aspettate, siamo qui[…]

    Lascio perdere, questa cosa si commenta da sola.

    […]Quello che succede, e’ puramente voluto, e a mal che si vuole, certamente non duole. Potrei aver disprezzo pure, sapendo che mettono sul piatto del tutto, pure vittime innocenti, passandosi per carnefici, mai di loro, ma a danni delgi altri, che sono i loro figli e i cosi detti civili[…]

    …cazzate! Pura invenzione per giusticare i crimini di questa guerra.

    […]Un terzo delle vittime viene considerata civile. E gli altru 2/3? Che sono? Hanno bombardato un centro onu. Razzi partivano nelle vicinanze. I funzionari hanno garantito che dall’ interno del centro no sono mai partiti razzi, ma non sanno se al di fuori del centro, si sia fatto uso di lancio di razzi. Hanno detto che sono riusciti ad avere due nominativi di palestinesi che hanno fatto partire razzi subito fuori i confini del centro onu. Un altro espediente, per attirare inimicizie e discordie, usando i propri figli e i propri connazionali. Bella gente.(notizie dei tg)[…]

    …al patetico non c’é limite.Chiediti come mai israele é stato così solerte nell’allontanare così velocemente tutti i delegati ONU per i diritti umani, giornalisti e attivisti (Cattolici e non).Non voglio continuare su questo tema sarebbe come sparare sulla croce rossa.

    […]Hanno pure fatto vedere i famigerati tunnel, che portano ai confini con l’ egitto e altro, dove vengono fatte entrare armi dall’ Iran sopratutto[…]

    …ma si!? ma non mi dire! Dimenticavo di dirti una cosa…se come sostieni (e questa é una grossa fregnaccia) come mai il governo israeliano non prende posizioni forti nei confronti dell’Iran, in quanto si suppone abbia le prove del commercio di armi Hamas-Iran- e aggiungo io, Cina? Non dovrebbe essere difficile per israele dimostrare tale commercio, non dovrebbe essere un problema denunciare questo traffico d’armi. Guarda Myone ti dò un’indizio, ma la tecnologia bellica pensi che sia un appannaggio di Israele, degli Usa o dell’Europa?

    […]Una signora in una tv privata, diceva: noi facciamo spesso ogni anno come pensionati dei pellegrinaggi turismo, in vari centri italiani e europei, con piu’ parti di paesi italiani, e partiamo con parecchi pulman assieme. Se noi dovessimo andare in un paese ilamico, e davanti a una moschea, fare una processione o dire un rodario, o manifestare qualcosa che non sia islamico, non so’ se ritorneremo a casa.[…]

    Giusto per essere più realisti di quando c’era il re.
    Mio caro Myone, Piazza Duomo é un luogo pubblico e non di culto, dal momento che la nostra costituzione contempla la laicità dello stato, per cui dopo averne fatta debita domanda alle prefetture e alle questure del luogo e dopo il permesso di tali organi chiunque si puo radunare e manifestare.
    Per rispondere a te ed alla signora scandalizzata, é giusto che sappiate che nei luoghi e paesi islamici (a parte qualcuno ma lì é un’altro discorso) al contrario di quello che pensano i soliti boccaloni, le manifestazioni religiose di altre confessioni sono garantite, lo dimostrano le varie parrocchie di culto cattolico che ci sono a Gaza, le quali non hanno mai avuto nessun problema e nessun scontro di religione con i palestinesi di diversa fede, lo dimostrano le parrocchie di fede cattolica sparse per l’Arabia Saudita….l’elenco é lungo se vuoi te lo scrivo ma credo che a te non interessi molto.

    […] lasciando stare storia e eventi, mi viene di vedere le cose. Non sono ne per una ne per l’ altra parte[…]

    …vedi solamente quello che vuoi tu!!!! Ti ripeto si capisce benissimo da che parte stai.

  • biopresto

    myone, concordo

  • angelacorrias

    Chavez è un grande.

  • Mangudai

    Bravo Myone! Questo é ciò che vuole la politica israeliana. Peccato che i tam tam sono solamente le versioni ufficiali di Israele.

  • freeblogger

    …concordo Mangudai

  • freeblogger

    Hanno bombardato un centro onu. Razzi partivano nelle vicinanze. I funzionari hanno garantito che dall’ interno del centro no sono mai partiti razzi, ma non sanno se al di fuori del centro, si sia fatto uso di lancio di razzi. Hanno detto che sono riusciti ad avere due nominativi di palestinesi che hanno fatto partire razzi subito fuori i confini del centro onu

    UN: IDF officers admitted there was no gunfire from Gaza school which was shelled

    The United Nations is claiming Israeli military officers have admitted there was no Palestinian gunfire emanating from inside an UNRWA school in Gaza which was shelled by an IDF tank.

    Dozens of Palestinians were killed in the shelling.

    In addition, UNRWA Thursday announced it will cease activities in the Strip due to the death of an UNRWA staffer in an IDF shelling during Thursday morning’s humanitarian hiatus.
    UNRWA spokesman Chris Gunness told Haaretz yesterday that the army had conceded wrongdoing.

    “In briefings senior [Israel Defense Forces] officers conducted for foreign diplomats, they admitted the shelling to which IDF forces in Jabalya were responding did not originate from the school,” Gunness said. “The IDF admitted in that briefing that the attack on the UN site was unintentional.”

    He noted that all the footage released by the IDF of militants firing from inside the school was from 2007 and not from the incident itself.

    “There are no up-to-date photos,” Gunness said. “In 2007, we abandoned the site and only then did the militants take it over.”

    The UNRWA is now demanding an objective investigation into whether the school shelling constituted a violation of international humanitarian law, and if so, that those responsible stand trial.

    The UN reported Thursday that a Palestinian working for the UNRWA was killed by an IDF tank shell while driving an aid truck at the Erez border crossing. The organization claims the UN truck was well-marked and the incident took place during the humanitarian hiatus slated to allow Gaza residents to acquire supplies
    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1054009.html

    E’ una notizia importantissima ma bisogna cercarla tra le brevi dove la stanno imboscando i media mainstream. L’esercito israeliano ha dovuto ammettere che nella scuola dell’ONU di Jabaylia, dove hanno commesso una strage orribile martedì scorso, uccidendo almeno 40 persone delle quali oltre la metà bambini, nessuno stava sparando contro di loro. Non solo, per giustificare il massacro, hanno diffuso delle immagini che risalgono al 2007. Lo afferma il quotidiano Haaretz da dichiarazioni di Chris Gunness, portavoce dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, UNRWA.
    http://www.gennarcarotenuto.it