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DIVAGAZIONI SULL'ANNO NUOVO ALL'ALBA DI UN NUOVO COMUNISMO

DI FRANCO ARMINIO
ilmanifesto.it

Sono moltissimi anni che nel mondo non arriva un anno nuovo. Almeno nel mondo che conosciamo meglio e chiamiamo occidente. Per i morti non c’è anno nuovo e forse non c’è neppure per il nostro occidente. Quella che chiamano crisi non è altro che una gigantesca opera di rimozione: il mondo è simbolicamente morto, ma per non dircelo pensiamo che ha bisogno di crescere. L’anno nuovo sarebbe tale se fossimo in grado di fare un felice funerale al nostro mondo. C’è bisogno di una cerimonia ben più solenne del rituale scambio di auguri. Più che di un veglione, è necessaria una lunga veglia collettiva intorno all’agonia ciarliera del nostro occidente. Un modo per raccontarci miserie e prodigi prima di inumarlo e cominciare a vivere senza di esso. Non sarà facile. Non c’è un altrove che sia già pronto. Manca il sentimento della cosa ulteriore o del futuro, ma è una mancanza apparente, il futuro arriva, arriva sempre. Per ora disponiamo del giorno dopo. E il giorno dopo è quasi sempre una macchina di demolizione di quello che si è costruito il giorno prima.

Io non trovo niente di macabro e di funebre in questa situazione. Anzi, credo che riconoscere la fine del nostro mondo sia una possibile letizia. Ci rende meno prigionieri per cominciare. Non abbiamo una cornice. Siamo su questa crosta fredda riscaldata dal sole. Siamo qui senza missioni. Quello che sappiamo non ha più valore di quello che non sappiamo. Quello che ci diciamo non ha più valore di quello che non ci diciamo. Ci siamo e basta. Il sacro di cui abbiamo bisogno è questo disporsi a una vita qualsiasi, in un luogo qualsiasi, in un tempo qualsiasi. Nessun titanismo, ma la dolce ossessione di farci compagnia e di essere soli, di oscillare, di perderci e ritrovarci. Un anno nuovo è possibile solo se ci muniamo di una nuova filosofia e di una nuova teologia. Non è il nuovo governo la nostra salvezza, non è l’Europa delle banche, non è il circuito lavoro, stipendio, spesa. Dobbiamo seppellire la nostra presunzione di specie e aprire una stagione in cui prendiamo atto che c’è la peste. Questa peste possiamo chiamarla autismo corale. Non uccide, corrode i legami anche quando li alimenta. La società della comunicazione altro non è che una gigantesca mascherata per nascondere il fatto che non abbiamo niente da dirci, che non crediamo più agli altri e neppure a noi stessi.

In un contesto del genere è veramente penoso vedere come la politica continua a restringere il proprio raggio d’azione spirituale. È un esercizio tecnico in cui il cinismo e la mediocrità vengono scambiati per atti eroici. Nell’anno nuovo non è indispensabile Monti e neppure tutta la compagnia che si sta schierando con lui e anche alla sua destra e alla sua più prossima sinistra. Abbiamo bisogno molto di più di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore, attenzione ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato, a una qualunque macchina che passa per strada. Un anno nuovo sarebbe veramente tale se portasse la politica alla poesia e non la poesia alla politica. Invece avremo un po’ di fotoshop elettorale, con annesse penose trasmissioni televisive in cui si dice tutto tranne l’essenziale.

Io spero che l’anno nuovo veda la nascita di una sinistra radicalmente ecologista, una sinistra limpida che lavora per una democrazia profonda. Altro che elezioni. Una democrazia radicalmente locale, costruita da comunità provvisorie che si formano in ogni luogo e che in ogni luogo discutono col centro sulla forma da dare alle cose: può essere una piazza, può essere il modo di pagare le tasse o di produrre, può essere un’idea di scuola e un’idea di sanità. Una capillare manutenzione dal basso in cui le persone sono chiamate a discutere, a esprimere le proprie emozioni. Le elezioni per il parlamento sono solo un piccolo dettaglio tra gli altri. La società si decide spezzando l’autismo corale, aggredendolo e costruendo luoghi in cui ci si mette in cerchio e si fa democrazia. Si sta insieme e si decide, si passa il tempo e si decide come passare il tempo.

Il mio sogno è che il prossimo anno sia l’alba di un altro comunismo che consideri la democrazia locale il punto di partenza di ogni azione. Il mondo ha bisogno di essere amato e accudito, prima di essere pianificato o portato chissà dove. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, significa rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza. Più che un agonismo su un’equità solo declamata, abbiamo bisogno di regole semplici, di accordi morali.
Dobbiamo accordarci dopo aver esplicitato i conflitti, dopo aver compreso che il mondo non è solo nostro e quello che facciamo pensando solo a noi stessi è una forma di suicidio.

Un anno nuovo è veramente tale se mettiamo a fuoco un nuovo modo di sentire e percepire. Assistiamo a una grande confusione non solo nel campo della politica, ma anche nell’universo sentimentale. Le donne uccise sono solo la punta di un malessere molto profondo che avvolge il nostro dare e avere nei rapporti con gli altri. Bisogna ristabilire un equilibrio nella dialettica tra egoismo e altruismo, tra cura di sé e cura dell’altro. Non si può usare il sesso come un ansiolitico. Non possiamo continuare a prenderci e lasciarci convulsamente in una sorta di mercato dei sentimenti in cui gli stracci e le stoffe preziose stanno alla rinfusa. Dobbiamo imparare a stare da soli e a farci compagnia. Le nostre nevrosi troppo spesso sono l’unica maniera con cui riusciamo a raggiungere e a essere raggiunti dagli altri. Appena proviamo a farci del bene cadiamo nella noia. Solo il terribile pare in grado di svegliare la nostra agitata sonnolenza.

L’anno prossimo dovremmo cominciarlo con piccoli esercizi di ammirazione, con piccoli esercizi di riabilitazione alla gioia. Istituire una sorta di capodanno tra un giorno e l’altro, tra un’ora e l’altra. Dobbiamo scendere molto in fondo a noi stessi e rimanere ben saldi in superficie assieme agli altri. Senza tenere insieme questi due movimenti non c’è intensità, non c’è bellezza. C’è solo una confusione inerte.

Franco Arminio
Fonte: www.ilmanifesto.it
30.12.2012

Pubblicato da Davide

  • vraie

    belle parole!
    dette … con un po di confusione, ma condivisibilissime
    (anch’io sono comunista di sinistra)
    peccato che nei fatti la sinistra sia sempre in Vendola, al miglior offerente
    (mario, of course!)

  • Ercole

    sei in uno stato confusionale ,divaghi su tutto e il contrario di tutto,comunque il COMUNISMO e uno solo, ed e quello scientifico di marx ed engels! solo i revisionisti e neo riformisti lo hanno deformato, e ridotto a una ideologia,per opportunismo parlamentare .al contrario, invece bisogna partire dalla politica rivoluzionaria, e darsi un programma internazionalista, e questo di cui ce bisogno…..

  • nuvolenelcielo

    al di là del contenuto dell’articolo, finché si utilizzeranno parole morte come “sinistra”, “destra”, “comunismo”, che non significano più niente, è come chiamare i i morti: non si rialzeranno. Speriamo che la gente si appigli sempre meno a queste parole fantasma che sono anch’esse responsabili della crisi attuale, perché vuoti contenitori aspirapolvere che dall’alto della loro autorità brillantina risucchiano i cervelli e rendono astratta e sterile ogni discussione, perché appunto si tratta di discussioni sul niente, sui cadaveri e le loro pustolente teorie. Dio è morto, sveglia.

  • Aironeblu

    Ercole, continui a citare il modello di Marx e Engels come modello di approdo ideale. Sono d’accordo che si tratta di grandi capolavori, di modelli eccezionali, ma sono stati formulati in un altro contesto storico: il “Manifesto del Partito comunista” stilato da Marx ed Engels, come ben sai, è del 1848! Certamente vi sono espressi principi ed ideologie universali da prendere come riferimento, ma non è più attuale.

    Oggi Marx ed Engels direbbero cose diverse, perchè è enormemente diverso il contesto di oggi da quello della prima rivoluzione industriale di inizio ‘800: dopo quasi due secoli sono emersi tutti i limiti del modello industriale produttivista e la sua insostenibiltà, sia esso di natura capitalista o socialista, limiti che non erano nemmeno immaginabili nel contesto illuminista-positivista di inizio ‘800, quando l’uomo iniziava a realizzare il suo sogno arrrogante di dominatore sul poaneta che ci ospita.

    Oggi tali limiti sono la causa principale del tracollo ecomomico internazionale, peraltro ben orchestrato dai poteri forti, oggi non si tratta più di “organizzare la produzione equamente”, ma di compiere una nuova rivoluzione copernicana per comprendere la nostra posizione sul pianeta. Oggi Marx ed Engels si occuperebbero ancora di giustizia sociale, ma lo farebbero all’interno di un discorso più ampio che parte dal rapporto dell’uomo con l’universo che lo ospita, riscoprendo magari quello che altri filosofi , ben precedenti, avevano già indagato ai tempi della Atene classica.

    E in un certo senso l’articolo che stiamo commentando parla proprio di questo.

  • Aironeblu

    Ercole, continui a citare il modello di Marx e Engels come modello di approdo ideale. Sono d’accordo che si tratta di grandi capolavori, di modelli eccezionali, ma sono stati formulati in un altro contesto storico: il “Manifesto del Partito comunista” stilato da Marx ed Engels, come ben sai, è del 1848! Certamente vi sono espressi principi ed ideologie universali da prendere come riferimento, ma non è più attuale.

    Oggi Marx ed Engels direbbero cose diverse, perchè è enormemente diverso il contesto di oggi da quello della prima rivoluzione industriale di inizio ‘800: dopo quasi due secoli sono emersi tutti i limiti del modello industriale produttivista e la sua insostenibiltà, sia esso di natura capitalista o socialista, limiti che non erano nemmeno immaginabili nel contesto illuminista-positivista di inizio ‘800, quando l’uomo iniziava a realizzare il suo sogno arrrogante di dominatore sul poaneta che ci ospita.

    Oggi tali limiti sono la causa principale del tracollo ecomomico internazionale, peraltro ben orchestrato dai poteri forti, oggi non si tratta più di “organizzare la produzione equamente”, ma di compiere una nuova rivoluzione copernicana per comprendere la nostra posizione sul pianeta. Oggi Marx ed Engels si occuperebbero ancora di giustizia sociale, ma lo farebbero all’interno di un discorso più ampio che parte dal rapporto dell’uomo con l’universo che lo ospita, riscoprendo magari quello che altri filosofi , ben precedenti, avevano già indagato ai tempi della Atene classica.

    E in un certo senso l’articolo che stiamo commentando parla proprio di questo.

  • oriundo2006

    Quoto abbondantemente le riserve dei precedenti post sugli entusiasmi dell’articolista, favoriti suppongo dalle ampie libagioni annaffiate dai famosi vini del Reno di cui da tempo si era persa memoria…ma se dovessi fare una lista personale dei desiderata di questo inizio d’anno al primo posto metterei la non-manipolazione delle idee, dei desideri, delle relazioni umane: da cui finora nessuna ideologia e nessun pensiero ci hanno immunizzato a sufficienza ( Quabbalah docet….). Senza spontaneità del sentire, del pensare, dell’essere nulla di vero può essere realizzato. E’ meglio essere astemi, credetemi, piuttosto che inebriarsi a comando.

  • nigel

    “…Un anno nuovo è veramente tale se mettiamo a fuoco un nuovo modo di sentire e percepire….”

    Benissimo. Ci si sveglia la mattina del giorno 1 Gennaio 2013 et voilà, tutti mettono a fuoco questo nuovo modo di “essere”, consapevoli del fatto che ” … Abbiamo bisogno molto di più di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento..”. Per quanto mi riguarda non credo proprio che da un giorno all’altro possano realizzarsi mutazioni del proprio modo di porsi nei confronti del mondo, richiedendo tale processo tempo, letture, riflessioni, esperienza di vita, intelligenza e”last but not least”, carattere. In ogni caso, mentre si attua questa languida rivoluzione spirituale (credo facilissima per coloro che sono in coda davanti alle mense della Caritas) il Sistema prosegue come uno schiacciasassi, incurante degli alberi, del vento e soprattutto dei poeti. Perchè quando inizia un nuovo anno si debbono scrivere immancabilmente scemenze?

  • oggettivista

    le solite stronzate comuniste…

  • Simulacres

    Personalmente, trovo le critiche all’articolo assolutamente sterili.

    Quello che più rattrista è vedere come anche un articolo come questo, per quanto onirico, debba cadere sotto i colpi del piccone con “considerazioni” tanto futili quanto più divino, più alato era il suo principio.

    Distruzione questa, tutta materiale che attacca le cose invisibili dell’esistenza e fa si che non v’è più sogno, non v’è più ideale, che non si ritrovi con un anatema appeso al collo: una bizzarra iscrizione che arriva sempre ogniqualvolta in cui il soggetto diventa solo un oggetto, non già di odio, ma di disprezzo!

    E’ ormai del tutto evidente che, col progressivo perfezionamento della “scemocrazia”, ci accingiamo sempre più a incamminarci verso una deriva romeriana in cui quel poco che resterà di umano si dimenerà miseramente tra le strette reti della zombialità generale.

    L’età “moderna” ha ormai così così bene atrofizzato in noi tutta quella parte spirituale cui era irta la nostra interiorità di esseri umani.

    La “democrazia” della civiltà del progresso con la quale ci accaniamo bizzarramente a imbellettarci il viso – sforzandoci vanamente di coprire i segni della nostra decomposizione nell’illusione di poter ancora apparire nobili e belli – ci impedisce di vedere le nostre orride escrescenze, predestinati come siamo a generare solo dei nati morti!

    Una umanità nova di morti viventi!

  • nigel

    Quoto

  • nigel

    Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.

  • Simulacres

    Caro Ercole, come già avvenuto… mettiamo che domani t’arriva un’altro “riparatore-di-torti” e in nome del popolo del sol dell’avvenir, (alla faccia dei revisionisti e neo riformisti) ti tira sù un bel “programma internazionalista” puoi star tranquillo che per la sua messa in pratica tutto brainstroming sarà formato e finanziato da Capitalisti. Ossia l’altra faccia della stessa medaglia. Non si scappa. Tutto il resto sono solo chiacchiere sature di surrealismi, marxisterie, insomma!:-)

  • Ercole

    Hai ragione!!!!!il capitalismo e cambiato da quello descritto da marx,nel secolo scorso c’era il capitale, il lavoro salariato,il denaro,le merci, la concorrenza,il profitto,oggi ci sono ugualmente tutte queste cose,con in piu le multinazionali,e la graduale scomparsa della concorrenza da cui nascono i monopoli.Marx ed Engels avevano descritto bene questi due nuovi elementi,e con loro Lenin.Il capitalismo di oggi e piu reazionario di quello di un secolo fa.Con piu si sviluppano i mezzi di produzione ,piu si riduce la forza lavoro e piu si riducono i margini di profitto e piu le crisi sono insanabili ,e producono scenari bellici mondiali ,per mettere fine a questo stillicidio ,e sempre piu necessario il partito internazionale per la rivoluzione .

  • Ercole

    di capitalisti che finanziano i proletari per abbattere il loro sistema di potere, e mettere fine al lavoro salariato non ne conosco ,se sei in grado di farmi degli esempi, ne sarei ben felice…..

  • mincuo

    FRANCO ARMINIO deve aver gisutamente pensato:
    Sai mai che mi assuma il PD con stronzate come queste?
    Ci ha messo dentro tutto: i poeti, “esplicitare”, i contadini, ecologico, i ragazzi, gli alberi, il sole, il verde, farci compagnia, la gioia, ecc..
    E semmai, se non il PD, anche il Mulino Bianco Barilla potrebbe essere interessato.
    Ma alla peggio c’ho provato, tanto cosa costa e a chi da fastidio?
    Mica ho detto uscire da EUR, e mica ho fatto nomi, quelli veri intendo, quelli che non fa nessuno, ma che vuoi scherzare, là si perde il posto, subito.
    La pace la solidarietà, la farfalla che vola allegra sul prato, e il sole e la mamma che sorride felice…..e le margherite in fiore. Che bello….

  • Simulacres

    Ma infatti… è sempre andata così. Ieri meno di oggi, e oggi meno di domani.

    Un bla bla cosmico come un’enorme abbaiare alla luna nella notte in preda a un delirio tremendamente scoraggiante.

    Non è una bella vita.

  • Simulacres

    Infatti non ce n’è. Sò solo di capitalisti che finanziarono gli “eroi” del sol dell’avenir.

    “Loro” (capitalisti ed eroi) qunado pensano al popolo, non pensano ad altro che al loro interesse e sadismo.

    Se ben ricordo, qualcuno un giorno si espresse, grosso modo, in questi termini (e che condivido in toto): “Comunisti non si diventa. Il comunismo è una qualità dell’anima; poiché è prima di tutto una vocazione poetica. Senza poesia, senza un bruciante fervore altruistico, il comunismo non è che una farsa”.

  • vraie

    Céline …. si trova ancora su Google perchè non costituisce un pericolo attuale

  • Ercole

    non e la coscienza che determina l’essere sociale ,ma l’essere sociale che determina la coscienza!!!!

  • vraie

    lettura obiettiva

  • vraie

    purtroppo la lamentela non serve a nulla; diceva Salvatore d’Albergo che il compito dell’opposizione non è lamentarsi ma – mi pare di ricordare – preparare un’alternativa REALE

  • mircea79_MI

    Nella marea di imbecillità che ho letto su questo articolo, con il buon Ercole a fare da apripista come al solito della fiera delle cretinate, sono contento di aver letto almeno un commento intelligente: il tuo mincuo.
    Grazie mi stavo deprimendo

  • Simulacres

    Visto sotto questa luce non potrei che l’essere d’accordo con te (insomma… la solita languida turlupinatura in salsa comunista. Orrore!!!!).
    Quello che mi stupisce invece è come una mente enciclopedica, etica (a te, quanto a me, tanto cara) e immaginativa come la tua, in tal caso, non riesca a scindere l’oggetto (condivisibile o meno) dal soggetto, l’essere dall’avere. Ecco, alcune belle cose che non capirò mai…. I neocritici… a priori. Ma forse mi sbaglio, forse… chissà c’avrai le tue buone ragioni.

    Comunque… in una recente conversazione (che ho apprezzato) avvenuta tra te Tonguessy sostenevi l’esatto contrario, (anzi… cose che fanno a cazzotti col commento di cui sopra) ossia che: “…questo modello di società ha errori di fondo, (…) di cui buona parte di responsabilità va alla mitizzazione della tecnica e della tecnologia, e dell’economia, divenuti un mito, dimenticando che l’uomo è razionale ma anche animale ed anche spirituale, ed è cioè un’unità che deve stare in armonia”

    E chiosavi il tuo bel filosofeggiare con queste belle parole: “Sentivo che filosofia in alcuni Paesi c’è proposta di abolirla perchè “inutile”, e già è stata ridotta progressivamente negli anni. Siamo alla bestialità pura, se mi si passa il termine”

    ps. Mi dispiace e chiedo scusa anticipatamente a Mircea79 la cui depressione s’accrescerebbe smisuratamente nel qual caso, sciaguratamente, s’imbattesse a leggere un altro commento di siffatta imbecillità!

    Ah!… Indietro tutti gli indiscreti che le turbano la sonnolenza… che la deprimono! Indietro tutti questi imbecilli!… Solo commentatori intelligenti, senza cretinerie, senza pastorellerie, senza aestus!

  • Ercole

    dipende di quale dio si prende in considerazione , il dio denaro e vivo ,vegeta, e si moltiplica ,sulla pelle di chi viene sottomesso, il concetto che dio e morto e molto ma molto relativo!!!!!!!!!!