DITE A BERSANI CHE COSI’ PERDE

DITE A BERSANI CHE COSI’ PERDE

DI MARCELLO FOA

Il Cuore del Mondo

Non è una questione politica, ma solo di comunicazione. Un leader, per vincere, deve rispettare quattro semplici regole:



1) occupare lo spazio mediatico



2) dettare l’agenda della campagna elettorale ovvero costringere gli altri candidati a discutere i temi che egli riesce a imporre all’attenzione dell’opinione pubblica



3) creare un legame identitario molto forte con gli elettori, i quali solo in parte votano con la mente, ma cercano il candidato che più gli assomiglia, che più ispira fiducia, che più sentono vicino. E lo fanno in maniera inconscia, assecondando l’istinto e le percezioni, più che il ragionamento.



4) dimostrare che la sua vittoria è conveniente in termini economici (meno tasse) o pratici (città più sicure), insomma puntando anche sull’interesse personale.Applicando questi quattro criteri alla campagna elettorale, si capisce chiaramente come Bersani abbia sbagliato quasi tutto e perché Berlusconi e Grillo continuano a recuperare consensi.


Quando il leader del Pd è riuscito a occupare i media e a imporre i propri temi all’opinione pubblica? La risposta è semplice e, per i simpatizzanti di sinistra, sconsolante: solo sulla scia delle primarie ovvero, troppe settimane fa.


Dall’Epifania ad oggi, ovvero da quando la campagna è entrata nel vivo, Bersani non ha mai fatto notizia; i media si sono occupati di lui solo per segnalare le sue reazioni a temi, polemiche, proposte di altri candidati. Mai è riuscito a scuotere gli elettori con una proposta sorprendente e convincente.


L’esatto opposto di Berlusconi, che dallo show da Santoro ha catalizzato su di sè l’attenzione mediatica; qualunque cosa dicesse, è riuscito a costringere gli altri candidati a inseguirlo. Serio (Imu) o faceto (la presa in giro di Travaglio) è stato il mattatore incontrastato.


Anche sugli altri punti Bersani è stato incredibilmente lacunoso. La maggior parte degli italiani appartengono alla piccola o alla media borghesia, vivono in provincia, costruiscono la propria realtà economica attorno alla famiglia e alla casa. Sono cattolici ma poco praticanti e piuttosto indulgenti su certi aspetti della vita privata. In Bersani vedono un funzionario di partito che si sforza di parlare un linguaggio popolaresco, con molti luoghi comuni e un diluvio di frasi fatte, ma non è mai scatta l’identificazione, che invece era spontanea con Renzi (che infatti è il candidato trasversale per eccellenza), mentre Berlusconi, nonostante quanto successo negli ultimi due anni, risulta molto più familiare e in sintonia sia del candidato Pd che di Monti.


Persino sulle proposte economiche il Cav appare più convincente. Bersani finora non ha avanzato una sola proposta che abbia fatto sognare gli italiani, che abbia ridato loro speranza. Ma di Berlusconi gli italiani ricordano che quando promise di togliere l’Ici mantenne la parola; dunque ora molti pensano che farà lo stesso con l’Imu. Ecco perché le accuse del Pd e dello stesso Monti a Silvio di ingannare gli elettori, su questo punto non fanno presa. Se è l’interesse personale a guidare il comportamento degli elettori, costoro ricordano molto bene che grazie a Berlusconi per anni non hanno pagato imposte sulla prima casa. E si ricordano che solo un anno e mezzo fa la disoccupazione era più bassa, c’era più crescita, si pagavano meno tasse. E questo a un pubblico generalista basta. Ecc


Beppe Grillo ha sfruttato, invece, benissimo lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, toccando la sensibilità di quella parte di italiani che è nauseata dagli scandali, che vuole moralità, che chiede un vero cambiamento e che negli anni è rimbalzata da Pannella a Di Pietro al nord a Bossi a su a Orlando e De Magistris. Grillo, che denunciò per primo Parmalat, è imbattibile se la questione morale diventa centrale nella campagna, come è avvenuto. Quanto ai media li sa occupare benissimo con una strategia alternativa molto efficace. Di certo, a modo suo, molto meglio di Bersani.


Ecco perchè a questo punto, l’inimmaginabile è possibile ovvero che Bersani faccia la stessa fine di Edmund Stoiber, candidato dei moderati tedeschi nel 2002, che a due mesi dal voto i sondaggi indicarono sicuro vincitore contro uno screditato Gerhard Schroeder, il quale, però, come Berlusconi era un istrione elettorale e alla fine vinse grazie ad appena 6mila voti di scarto.


Stoiber, come oggi Bersani, era convinto che i tedeschi non si sarebbero lasciati più abbindolare da Schroeder. E, come Bersani, puntò su una campagna dai toni bassi, confidando nel buon senso e nella ragionevolezza degli elettori. Puntò sulla mente anzichè sul cuore.


E perse. Come Bersani? Probabilmente sì, a meno che… non maturino altre condizioni, come spiegherò nel prossimo post.



Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2013/02/10/dite-a-bersani-che-cosi-perde/

10.02.2013

Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Kiddo 11 febbraio 2013

      Mentre leggo il tuo commento a momenti mi commuovo. Mi hai letteralmente tolto le parole di mente. Spero vivamente che quello che scrivi, il blocco piigs + francia si sganci finalmente dall'obbrobrio monetario. Non credo che lo faranno i tedeschi.

    1. Bloodow 11 febbraio 2013

      Bersani ha fatto il piu' clamoroso errore della sua vita poco piu' di un anno fa decidendo di non chiedere le elezioni anticipate e di sostenere il governo del professore di disoccupazione Mario Monti, all'indomani delle dimissioni di Berlusconi.Si fosse votato allora il pd sarebbe arrivato almeno al 35 per cento e il pdl al 15: questo anno e' servito solo a Berlusconi a ricompattarsi e a gettare tutte le colpe su Monti, che in verita' ne ha parecchie.Un politico di razza lo avrebbe capito.

    1. Bloodow 11 febbraio 2013

      Quello che dici e' vero: gli italiani sono fondamentalmente anticomunisti e anti "canea rossa", hanno appoggiato e votato chiunque pur di non averli al governo:Mussolini, Andreotti, Berlusconi.Col senno di poi forse in alcune circostanze era meglio votare i "rossi".

    1. Bloodow 11 febbraio 2013

      Direi che il tuo ragionamento e' ineccepibile:l'unico barlume di speranza in queste elezioni viene dal movimento a 5 stelle, diamogli una chance.

    1. nigel 11 febbraio 2013

      Il secondo auspicio e' difficilmente realizzabile nella situazione attuale. Che perdano e basta

    1. Allarmerosso 11 febbraio 2013

      E' quello che vogliamo , che PERDANO le loro poltrone con annessi privilegi
      che vadano a LAVORARE !!!

    1. karson 11 febbraio 2013

      e speriamo che dopo vinca Grillo

    1. karson 11 febbraio 2013

      certo che se perde stavolta veramente deve chiudersi in un monastero... fino a poco tempo fa aveva più di 15 punti su berlusconi... io spero che ne vadano a casa il più possibile dall'estrema destra all'estrema sinistra

    1. AlbertoConti 11 febbraio 2013

      Rimando interno: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=56405

    1. fiocco 11 febbraio 2013

      In realtà vuole perdere, così come lo vogliono gli altri, il motivo? I condoni serviranno a tutti, destra, sinistra, centro..poi di nuovo al voto.

    1. mincuo 11 febbraio 2013

      Bersani è un ottimo funzionario di Partito. Conosce molto bene la macchina del potere locale, gli interessi, gli equilibri, le correnti, ed è un ottimo organizzatore e mediatore. Sono le qualità migliori del back-office, e sono fondamentali in un Partito. Ma dietro le quinte. Ma lui non è mai stato adatto al front-office, lì ci vuole un altro tipo di persona. Non ha molta personalità, è un po' anonimo, e inoltre dà immancabilmente l'impressione di essere l'impiegato di qualcuno più che un leader.

    1. pegaso62 11 febbraio 2013

      Cortesemente ognuno si faccia i fatto propri. Non dite nulla a nessuno.

    1. Valdez 11 febbraio 2013

      sono d'accordo.

    1. vraie 11 febbraio 2013

      il vendutissimo bersani è il apposta per perdere, VUOLE perdere (sennò il pd avrebbe puntato su renzi o al massimo renzi-bersani); ciò perchè deve solo fare la spalla di monti (ordini provenienti dall'estero).
      Se avesse la maggioranza assoluta tutta l'italia, da aosta a trapani, si accorgerebbe che è ... venddutissimo

    1. nigel 11 febbraio 2013

      Come si vede, l'unica strategia utile e', per il PD, avere dei SERVI nei Media

    1. nigel 11 febbraio 2013

      Il PD e la caricatura di Crozza sopravvivono soltanto grazie ad una sapiente miscela di idiozia e di interesse. L'idiozia e' quella di chi voterebbe PD "a prescindere" da qualunque valutazione relativa agli intenti del Partito, l'interesse e' la risultante della radicazionevdi interessi territoriali che il PD ha saputo creare negli anni. Per distruggere questo aborto, nato dall'accoppiamento tra il liberismo selvaggio e la pantomima di una Sinistra d'accatto, sarebbe sufficiente porre una domanda: "PERCHE' AVETE VOTATO MES E FISCAL COMPACT? "

    1. Simulacres 11 febbraio 2013

      Complimenti al photo-editor per la scelta della foto, poiché forse involontariamente già di primo acchito, - basta osservare la postura del corpo, il gesticolare delle braccia - uno capisce subito che si tratta, e non solo metaforicamente, di una marionetta "filodiretta" dall'alto in basso.



      La farsa elettorale è una gigantesca presa per il culo, un'enorme delirio per coglioni.



      Lasciarsi infinocchiare dai venditori e compratori del grande bordello della politica, equivale a farsi sodomizzare, e una maggioranza figlia della rivoluzione demo-sadocratica non può volere che la sodomizzazione di se stessa.


      Una simile cerchia sociale genera necessariamente devianze corrispondenti. Vale a dire, le cui tendenze e i cui desideri più si avvicinano alle tendenze e ai desideri dei suoi sodomizzatori.



      Ma, fortunatamente, il lato grottesco di tutta 'sta tragicomica rincorsa alla "presa della pastiglia" è che in un paese quale quello italiota, in cui il sadomasochismo e il paraculismo - le arti più amate e praticate dai scemocratici - primeggiano e dominano su ogni cosa, non dobbiamo stupirci dunque se anche un guitto, un grillo parlante la cui comicità balza all'occhio, - fra il serio e il faceto, fra il tono e l'argomento - possa imboccare anche lui il suo piffero e, in maniera stentorea, rivelarsi quello più rispettabile e "amabile" di tutti.

    1. Denisio 11 febbraio 2013

      l' icona dell' articolo rappresenta bene l' equilibrio di questo PD

    1. francefar 11 febbraio 2013

      DEVE perdere!! Fatti i cassi tuoi Foa! Non sci può mica fermare l'acqua con le mani, eh.

    1. nigel 11 febbraio 2013

      Vale anche da parte pia : PERDI, SEDICENTE COMUNISTA... PERDIIIIIII...!!!!!

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