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DISTRUTTA MA NON SCONFITTA, COSI’ HAMAS RIUSCIRA’ A VINCERE

DI URI AVNERY
Gulf Times

Guerra delle menzogne, calcoli sbagliati e la «follia morale» di Ehud Barak

Quasi settant’anni fa, nel corso della seconda guerra mondiale, nella città di Leningrado fu commesso un crimine efferato. Per più di 70 giorni, una banda di estremisti chiamata «Armata rossa» tenne in ostaggio milioni di abitanti di quella città e, così facendo, provocò la rappresaglia della Wehrmacht tedesca dall’interno. I tedeschi non ebbero altra alternativa, se non bombardare la popolazione e imporre un blocco totale causando la morte di centinaia di migliaia di persone. Un po’ di tempo prima, un crimine simile era stato commesso in Inghilterra. La banda di Churchill si era nascosta tra la popolazione londinese, sfruttando milioni di cittadini come scudi umani. I tedeschi furono costretti a inviare la Luftwaffe e, sebbene con riluttanza, a ridurre la città in rovine. Lo chiamarono il Blitz.
Questa è la descrizione che apparirebbe oggi nei libri di storia – se i tedeschi avessero vinto la guerra. Assurdo? Non più delle quotidiane descrizioni nei nostri media, che si ripetono fino alla nausea: i terroristi di Hamas usano gli abitanti di Gaza come «ostaggi» e sfruttano le donne e i bambini come «scudi umani». Non ci lasciano altra alternativa se non i bombardamenti massicci nei quali, con nostro profondo dolore, migliaia di donne, bambini e uomini disarmati vengono uccisi o feriti.

In questa guerra, come in qualunque guerra moderna, la propaganda gioca un ruolo fondamentale. La disparità tra le forze, tra l’esercito israeliano – con i suoi caccia, elicotteri da combattimento, aerei teleguidati, navi da guerra, artiglieria e tank – e le poche migliaia di combattenti di Hamas dotati di armi leggere, è di uno su mille, forse uno su un milione. Nell’arena politica il gap tra loro è ancora più ampio. Ma nella guerra di propaganda, il gap è quasi infinito.
Quasi tutti i media occidentali inizialmente ripetevano la versione ufficiale della propaganda israeliana. Essi ignoravano quasi del tutto le ragioni dei palestinesi, per non parlare delle dimostrazioni quotidiane del campo della pace israeliano. La logica del governo israeliano («Lo stato deve difendere i suoi cittadini contro i razzi Qassam») è stata accettata come se quella fosse tutta la verità. L’altro punto di vista, per cui i Qassam sono una rappresaglia per l’assedio che affama il milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza, non è stato riportato affatto. Solo quando le scene orribili provenienti da Gaza hanno cominciato ad apparire sui teleschermi occidentali, l’opinione pubblica mondiale ha gradualmente iniziato a cambiare.
È vero, i canali televisivi occidentali e israeliani hanno mostrato solo una piccolissima frazione dei terribili eventi che appaiono 24 ore su 24 sul canale arabo al Jazeera, ma una sola immagine di un bimbo morto nelle braccia del padre terrorizzato è più potente di mille frasi elegantemente costruite dal portavoce dell’esercito israeliano. E alla fine, è decisiva.

La guerra – ogni guerra – è il regno delle menzogne. Che si chiami propaganda o guerra psicologica, tutti accettano l’idea che sia giusto mentire per un paese. Chiunque dica la verità rischia di essere bollato come traditore. Il problema è che la propaganda è convincente per lo stesso propagandista. E dopo che ci si è convinti che una bugia è verità, e la falsificazione realtà, non si riesce più a prendere decisioni razionali.
Un esempio di questo fenomeno riguarda quella che finora è stata la atrocità più scioccante di questa guerra: il bombardamento della scuola dell’Onu Fakhura, nel campo profughi di Jabaliya. Immediatamente dopo che esso era stato conosciuto in tutto il mondo, l’esercito ha «rivelato» che i combattenti di Hamas avevano sparato con i mortai da un punto vicino l’ingresso della scuola. Poco tempo dopo, il militare che aveva mentito ha dovuto ammettere che la foto aveva più di un anno. In breve: una falsificazione. In seguito l’ufficiale bugiardo ha affermato che avevano «sparato ai nostri soldati da dentro la scuola». Dopo appena un giorno, l’esercito ha dovuto ammettere dinanzi al personale Onu che anche quella era una menzogna. Nessuno aveva sparato da dentro la scuola; nella scuola non c’erano combattenti di Hamas: era piena di profughi terrorizzati. Ma l’ammissione ormai non faceva quasi più differenza. A quel punto, il pubblico israeliano era totalmente convinto che avessero «sparato da dentro la scuola», e gli annunciatori tv lo hanno affermato come un semplice fatto.

Lo stesso è accaduto con le altre atrocità. Nell’atto della morte, ogni bambino si trasformava in un terrorista di Hamas. Ogni moschea bombardata diventava istantaneamente una base di Hamas, ogni palazzina un deposito di armi, ogni scuola una postazione terroristica, ogni edificio dell’amministrazione pubblica un «simbolo del potere di Hamas». Così l’esercito israeliano manteneva la sua purezza di «esercito più morale del mondo». La verità è che le atrocità sono un risultato diretto del piano di guerra. Questo riflette la personalità di Ehud Barak – un uomo il cui modo di pensare e le cui azioni sono una chiara esemplificazione di quella che viene chiamata «follia morale», un disturbo sociopatico.
Il vero scopo (a parte quello di farsi eleggere alle prossime elezioni) è porre fine al governo di Hamas nella Striscia di Gaza. Nell’immaginazione di chi ha pianificato la guerra, Hamas è un invasore che ha ottenuto il controllo di un paese straniero. Naturalmente la realtà è completamente diversa. Il movimento di Hamas ha ottenuto la maggioranza dei voti nelle elezioni democratiche che si sono svolte in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Ha vinto perché i palestinesi erano giunti alla conclusione che l’atteggiamento pacifico di Fatah non avesse ottenuto nulla da Israele – né un congelamento degli insediamenti, né il rilascio dei prigionieri, né un qualunque passo significativo verso la fine dell’occupazione e la creazione dello stato palestinese. Hamas è profondamente radicato nella popolazione – non solo come movimento di resistenza che combatte l’occupante, come l’Irgun e il Gruppo Stern in passato – ma anche come organismo politico e religioso che fornisce servizi sociali, scuola e sanità. Dal punto di vista della popolazione, i combattenti di Hamas non sono un organismo straniero, ma figli di ogni famiglia della Striscia e delle altre regioni palestinesi. Essi non si «nascondono dietro la popolazione»: la popolazione li vede come i suoi unici difensori.
Perciò, l’intera operazione si basa su presupposti errati. Trasformare la vita in un inferno sulla terra non fa insorgere la popolazione contro Hamas ma, al contrario, essa si stringe dietro Hamas e rafforza la propria determinazione a non arrendersi. La popolazione di Leningrado non si sollevò contro Stalin, più di quanto i londinesi non si sollevarono contro Churchill.

Chi dà l’ordine di una simile guerra, con tali metodi, in un’area densamente popolata, sa che causerà il massacro di civili. A quanto pare, ciò non lo ha toccato. O forse credeva che loro avrebbero «cambiato modo» e la guerra avrebbe «marchiato a fuoco la loro coscienza», per cui in futuro non oseranno resistere a Israele.
Una delle principali priorità per chi ha pianificato la guerra era l’esigenza di ridurre al minimo le vittime tra i soldati, sapendo che lo stato d’animo di una larga parte dell’opinione pubblica, favorevole ad essa, sarebbe cambiato se fossero giunte notizie di questo genere. È quanto è avvenuto nella prima e nella seconda guerra del Libano. Questa considerazione ha giocato un ruolo particolarmente importante perché l’intera guerra è parte della campagna elettorale. Ehud Barak, che nei primi giorni di guerra è salito nei sondaggi, sapeva che il suo gradimento sarebbe crollato se gli schermi televisivi si fossero riempiti di immagini di soldati morti. Perciò, si è fatto ricorso a una nuova dottrina: evitare perdite tra i nostri soldati mediante la distruzione totale di tutto ciò che incontrano sulla loro strada. Per salvare un soldato israeliano si era disposti a uccidere non solo 80 palestinesi, ma anche 800. Evitare perdite dalla nostra parte è il comandamento principale, che sta causando un numero record di vittime civili dall’altra. Questo significa la scelta consapevole di un tipo di guerra particolarmente crudele – e questo è il suo tallone di Achille.

Una persona senza immaginazione, come Barak (il suo slogan elettorale: «Non un bravo ragazzo, ma un leader») non riesce a immaginare come le persone per bene, in tutto il mondo, possano reagire ad azioni come l’uccisione di intere famiglie, la distruzione di case sulla testa dei loro abitanti, le file di bambini e bambine in sudari bianchi pronti per la sepoltura, le notizie di persone lasciate a morire dissanguate per giorni perché non si consentiva alle ambulanze di raggiungerle, l’uccisione di dottori e medici impegnati a salvare vite umane, l’uccisione di autisti dell’Onu che trasportavano cibo. Le immagini degli ospedali, con i morti, le persone in fin di vita, i feriti stesi tutti insieme sul pavimento per mancanza di spazio hanno scioccato il mondo.

I pianificatori pensavano di poter impedire al mondo di vedere queste immagini vietando con la forza la presenza dei media. I giornalisti israeliani – fatto riprovevole – si sono accontentati dei rapporti e delle foto forniti dal portavoce dell’esercito, come se fossero notizie autentiche, mentre loro stessi se ne restavano a miglia di distanza dai fatti. Anche ai giornalisti stranieri non è stato permesso di entrare, finché non hanno protestato e sono stati portati a fare rapidi tour in gruppi selezionati e controllati. Ma in una guerra moderna, uno sguardo così sterile e preconfezionato non può escludere completamente tutti gli altri – le videocamere sono dentro la Striscia, in mezzo all’inferno, e non possono essere controllate. Aljazeera trasmette le immagini a tutte le ore, e arriva in tutte le case.

La battaglia per il teleschermo è una delle battaglie decisive della guerra. Centinaia di milioni di arabi dalla Mauritania all’Iraq, più di un miliardo di musulmani dalla Nigeria all’Indonesia vedono le immagini e sono orripilati. Questo ha un impatto forte sulla guerra. Molti spettatori vedono i governanti dell’Egitto, della Giordania, dell’Autorità palestinese come collaboratori di Israele nell’attuazione di queste atrocità ai danni dei loro fratelli palestinesi. I servizi di sicurezza dei regimi arabi stanno registrando un fermento pericoloso tra le popolazioni. Hosny Mubarak, il leader arabo più esposto per aver chiuso il valico di Rafah in faccia ai profughi terrorizzati, ha cominciato a premere sui decisori di Washington, che fino ad allora avevano bloccato tutti gli inviti a cessare il fuoco. Questi hanno cominciato a capire che i vitali interessi americani nel mondo arabo erano minacciati e improvvisamente hanno cambiato atteggiamento – nella costernazione dei compiacenti diplomatici israeliani.

Le persone affette da follia morale non riescono a capire le motivazioni delle persone normali, e devono indovinare le loro reazioni. «Quante divisioni ha il papa?» se la rideva Stalin. «Quante divisioni hanno le persone con una coscienza?» potrebbe chiedersi oggi Ehud Barak. Ma, come stiamo vedendo, ne hanno qualcuna. Non tante. Non molto veloci a reagire. Non molto forti e organizzate. Ma a un certo momento, quando le atrocità dilagano e masse di persone si uniscono per protestare, questo può decidere di una guerra.

L’incapacità di cogliere la natura di Hamas ha causato l’incapacità di capire i prevedibili risultati. Non solo Israele non è in grado di vincere la guerra: Hamas non può perderla. Anche se l’esercito israeliano dovesse riuscire a uccidere ogni combattente di Hamas fino all’ultimo uomo, anche allora Hamas vincerebbe. I combattenti di Hamas sarebbero visti come i modelli della nazione araba, gli eroi del popolo palestinese, i modelli da emulare per ogni giovane del mondo arabo. La Cisgiordania cadrebbe nelle mani di Hamas come un frutto maturo, Fatah affogherebbe in un mare di disprezzo, i regimi arabi rischierebbero di crollare.

Se la guerra dovesse finire con Hamas ancora in piedi, sanguinante ma non sconfitto, a fronte della possente macchina militare israeliana, ciò apparirebbe come una vittoria fantastica, una vittoria della mente sulla materia.
Nella coscienza del mondo, resterà impressa a fuoco l’immagine di Israele come un mostro lordo di sangue, pronto in qualunque momento a commettere crimini di guerra e non intenzionato a rispettare alcun freno morale. Questo avrà gravi conseguenze a lungo termine per il nostro futuro, per la nostra posizione nel mondo, per la nostra chance di raggiungere la pace e la tranquillità.
In fondo, questa guerra è anche un crimine contro noi stessi, un crimine contro lo stato di Israele.

Versione originale:

Uri Avnery
Fonte: www.gulfnews.com
Link: http://www.gulfnews.com/Opinion/Columns/region/10274351.html
11.01.2009

Versione italiana:

Fonte: www.ilmanifesto.it
Link: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090113/pagina/05/pezzo/239282/
13.01.2009

Traduzione a cura di MARINA IMPALLOMENI

Pubblicato da Davide

  • idea3online

    Perchè non avete capito che questa guerra è voluta, hamas è il caprio espiatorio, il vero motivo è fare di questa guerra una crudeltà inaudita con l’obiettivo che entrino in guerra altri popoli, dietro le quinte secondo me vogliono preparare un conflitto mondiale, ma sino ad oggi i paesi arabi e nuove potenze mondiali(Cina/Russia/America Latina) non sono caduti nella trappola, se non dovessero cadere nella trappola secondo me un attentato farà tutto il resto per legittimare un attaco in grande stile per uscire dalla crisi economica mondiale.

  • Hassan

    E’ notizia di pochi giorni fa che un neocon americano, giornalista del Washington Times, ha dichiarato che c’è bisogno del ritorno alla “leva obbligatoria” per TUTTI i cittadini americani. Con queste stragi come quella di Gaza vogliono radicalizzare le masse arabe per scatenare una Guerra Mondiale, e usare tutti noi come carne da macello in una guerra “Occidente vs. Oriente”. Che poi il fine sia la Cina o la Russia non lo so. Ma stiamo entrando in una catastrofe economica internazionale, e certa gente vorrebbe “risolvere il tutto” con una bella Guerra Mondiale.

  • myone

    DISTRUTTA MA NON SCONFITTA, COSI’ HAMAS RIUSCIRA’ A VINCERE

    L’incapacità di cogliere la natura di Hamas ha causato l’incapacità di capire i prevedibili risultati. Non solo Israele non è in grado di vincere la guerra: Hamas non può perderla. Anche se l’esercito israeliano dovesse riuscire a uccidere ogni combattente di Hamas fino all’ultimo uomo, anche allora Hamas vincerebbe. I combattenti di Hamas sarebbero visti come i modelli della nazione araba, gli eroi del popolo palestinese, i modelli da emulare per ogni giovane del mondo arabo.


    Se la guerra dovesse finire con Hamas ancora in piedi, sanguinante ma non sconfitto, a fronte della possente macchina militare israeliana, ciò apparirebbe come una vittoria fantastica, una vittoria della mente sulla materia. Nella coscienza del mondo, resterà impressa a fuoco l’immagine di Israele come un mostro lordo di sangue, pronto in qualunque momento a commettere crimini di guerra e non intenzionato a rispettare alcun freno morale. Questo avrà gravi conseguenze a lungo termine per il nostro futuro, per la nostra posizione nel mondo, per la nostra chance di raggiungere la pace e la tranquillità.
    In fondo, questa guerra è anche un crimine contro noi stessi, un crimine contro lo stato di Israele.

    No comment. Qui penso inizia e finisce continuando, la filosofia e l’ influenza islamica contro il sionismo, e evidenzia cosa sia hammas e tutto il mondo islamico che concettualmente lo appoggia.

    una vittoria della mente sulla materia

    Prima ancora che isdraele fosse materia, hammas (*) era gia’ hammas, ha solamente con il mondo islamico sul caso isdraele-idea-principio-fondamento, preso luce.

    Se con la visione mondiale delle tv arabe e islamiche in tutto il mondo, prendesse piede una generale invasione di isdraele, non penso cvhe succederebbe, oltre che la distruzione dei paesi arabi confinanti, e qualche bomba atomica sulle capitali islamiche ostili, isdraele farebbe terra bruciata atomicamente, attorno al suo stato, tale che, ogniuno che vi passi, ne sarebbe mortalmente colpito.

    Una frase non capisco, l’ ultima : … un crimine contro isdraele.
    Come dire che, se isdraele sarebbe annientato da un’ invasione, sarebbe la sua fine “ingiustamente”? Come, se e’ il fine e il motivo per cui esso esistendo finirebbe, perche’ tanta compassione?

    O forse era ironica?

    Come sempre, questa storia viene vista da due punti diversi, da due parti diverse, e con due misure diverse, dove il mondo trova due schieramenti diversi.

    Che sia forse la causa dell’ adempimento profetico apocalittico dell’ invasione di isdraele?

  • myone

    Sembra che oggi come oggi, ogni causa o pretesto, serve ed e’ voluto per far scatenare una resa dei conti antichi, come civilta’, come storia, come guerre fredde, come considerazioni passate che rimangono.

    Che ci sia lo zampino dell’ america a far chiudere il gas e che l’ europa rimanendo al gelo, incolpi la russia e si schieri a un embargo e come forza di opposizione, affinche’ qualcosa non succeda?

    Se arrivassimo a questo punto, la cosa da considerare prima della guerra e’ questa: chi ha ha e chi non ha non ha, e la prima ritorsione o tattica, voluta o dovuta, in quanto stiamo attraversando una crisi monetaria e finanziaria, e’ quella di penalizzare economicamente e di screditare con mosse astute, le valenza finanziarie delle borse, di chiudere verso altri quello che altri hanno bisogno e che tu hai.

    Penso in che mondo cretino che siamo messi. Abbiamo tecnologie e mezzi a non finire, e terre a non finire, e abbiamo monopolizzato l’ inerzia per gettarci tutti sui soldi, e tapparci in questo buco nero, dove li c’e’ il tutto, compresa la violenza e lo sterminio verso gli altri, partendo dal poco e finendo cosi come ora, e sopratutto, ingabbiati nel sistema come polli, senza vie d’ uscita.

    Qui non si scherza. Il clima che si potra’ respirare, fara’ la sua parte, piu’ che il voler che le cose siano volontariamente.

  • reza

    Erano in 50.000, gli ebrei rimasti a resistere nel ghetto dove i nazisti li avevano rinchiusi. li avevano tolto l’elettricità, tagliato i rifornimenti, la gente moriva di fame. Unico respiro, i tunnel e i bunker che avevano scavato, per portare cibo e armi dall’esterno e nascondervi sotto i furiosi bombardamenti.
    Sono in 1,500.000, i palestinesi rimasti a resistere a Gaz dove li hanno rinchiusi i sionisti. li hanno tolto l’elettricità, tagliato i rifornimenti, la gente moriva di fame. Unico respiro, i tunnel e i bunker che avevano scavato, per portare cibo e armi dall’esterno e nascondervi sotto i furiosi bombardamenti.
    L’Europa assistette impotente a una vigliaccata: l’esercito più forte del mondo( la Germania) che seppelliva sotto una pioggia di fuoco le loro case, riducendole ad un mucchio di macerie. C’erano i bambini a combattere con loro, donne e bambini, e i nazisti, come prescritto, li chiamavano “banditi”. La parola “terroristi” ancora non si usava.
    L’Europa assiste impotente e complice a questa vigliaccata: il terzo esercito più forte del mondo(Israele) seppellisce sotto una pioggia di fuoco le case di Gaza, riducendole ad un mucchio di macerie. ci sono molti bambini a resistere combattere con loro, donne e bambini, e i sionisti, come prescritto, li chiamano “terroristi”.

  • virgo_sine_macula

    Innanzi tutto il paragone tra l’assedio di leningrado e gaza e’ assolutamente improponibile:il primo duro’ oltre settecento giorni e causo’ la morte di circa un milione e mezzo di persone e soprattutto fu combattuto tra un esercito regolare invasore ed un esercito regolare che difendeva il proprio territorio.
    Poi si passa all’analisi delle forze in campo e si scopre che l’esercito di
    Israele e’ molto piu’ forte dei guerriglieri di Hamas quasi come a legittimare che il piu’ debole possa lanciare 9000(avete letto bene novenila)razzi qassam contro israele dal 2005 ad oggi senza che l’aggredito possa reagire col proprio esercito.Pensate per un attimo a cosa sarebbe successo se,ad esempio,sulla francia, sull’italia,sulla russia
    fossero piovuti 9000 missili in tre anni.Non ci sarebbe stata alcuna reazione?
    Dopodiche’ il brillante opinionista dice che Hamas ha preso il potere con libere elezioni,come se anche questa circostanza legittimasse il lancio di 9000 razzi verso uno stato sovrano:anche Hitler vinse nel 1933 le elezioni in Germania ma questo non lo assolve dai crimini commessi in seguito.
    Infine si conclude con la bugia piu’ grande:Hamas sta vincendo,comunque vada ha gia’ vinto e Israele ha perso.
    La realta’ e’ invece che Hamas,organizzazione che ha nel suo statuto
    come uno degli obiettivi la distruzione di israele,le sta prendendo alla grande per non dire che e’ quasi del tutto annientata dal punto di vista militare,ci vorranno 20 ‘anni perche’ torni come prima.
    Per l’ennesima volta l’esercito di Israele si e’ rivelato piu’ forte degli arabi e penso che i palestinesi stessi abbiano compreso che la loro legittima aspirazione di avere uno stato indipendente non ha alcuna possibilita’ di riuscita se non per via diplomatica.
    La realta’ e’ che nessuna delle due parti vorrebbe una tregua,ognuna vorrebbe procedere fino alla distruzione dell’altra,la lotta non e’ per un lembo di terra ma per la supremazia dell’uno sull’altro.E le colpe sono equamente distribuite tra le due fazioni in lotta.L’unico modo per fermare questo eccidio insensato sarebbe una forza onu che si interponga ma a quanto pare nessuno dei due la vuole

  • Allarmerosso

    Concordo … volevo aprire un post io ma scrivo in risposta qui

    Siamo sull’orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la “giusta” crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale.
    – David Rockefeller –

    Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. La sola questione che si pone è di sapere se questo governo mondiale sarà stabilito col consenso o con la forza.
    – James Warburg, banchiere, di fronte al Senato USA, 17 febbraio 1950

    Gli interessi dietro l’Amministrazione Bush, come il CFR, la Commissione Trilaterale -fondata da Brzezinski per conto di David Rockefeller- e il gruppo Bilderberg, si sono preparati e ora si stanno muovendo verso l’implementazione di una dittatura globale entro i prossimi 5 anni. Non stanno combattendo contro il terrorismo. Stanno combattendo contro i cittadini.
    – Dr. Johannes B. Koeppl, Ph.D., ufficiale del ministro della difesa tedesco e consigliere per l’ex segratario generale NATO Manfred Werne –

    Oggi gli americani si sentirebbero oltraggiati se le truppe delle Nazioni Unite entrassero a Los Angeles per ristabilire l’ordine; domani essi ne saranno grati. Ciò è particolarmente vero se alla gente viene detto che c’è un pericolo esterno imminente, vero o inventato che sia, che minaccia le loro stesse vite. Allora tutti i popoli pregheranno i propri leaders perché li proteggano da questo demone. L’unica cosa che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere concessa dal Governo Mondiale.
    – Henry Kissinger in un discorso durante un incontro del gruppo Bilderberg a Evian, Francia, 21 maggio 1992.
    All’insaputa di Kissinger, il suo discorso fu registrato da un delegato svizzero durante il meeting –

    Le grandi masse di gente cadranno più facilmente vittime di una grande bugia piuttosto che di una piccola. Particolarmente se la bugia viene ripetuta spesso.
    – Adolf Hitler

    Tutta la propaganda deve essere così popolare e a un tale livello intellettuale, che anche il più stupido di quelli a cui è diretta la recepirà… Tramite l’applicazione intelligente e costante della propaganda, la gente può essere spinta a vedere il paradiso come inferno, e anche nel senso opposto, considerare la condizione di vita più miserevole come paradiso.
    – Adolf Hitler –

    Voglio dirti qualcosa di molto chiaro, non ti preoccupare della pressione americana su Israele, noi, gli ebrei, controlliamo l’America, e questo gli americani lo sanno.
    – Ariel Sharon a Shimon Peres,
    3 ottobre 2001.
    Come riportato dalla Kol Yisrael radio –

    Pensate sia tutto un caso … ?

    http://www.cuttingedge.org/articles/icg.html

    http://www.propagandamatrix.com/221202illuminaticards.jpg

    data di creazione delle carte 1995 .

    Coincidenze ? io non credo a QUESTE coincidenze
    Ci aspettano anni difficilissimi preparatevi e preparate chi vi sta vicino

  • geopardy

    Può sembrare la rilettura di 1984 di Orwell, ma queste cose sembra siano state realmente dette e riportate da più fonti e che io sappia mai smentite dai diretti interessati.
    NON CI RIUSCIRANNO NEL SENSO CHE CREDONO!
    NON TUTTE LE CIAMBELLE VENGONO CON IL BUCO.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    SCUSA IL COMMENTO ERA IN RISPOSTA A QUELLO DI ALLARMEROSSO.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    Non vorrei turbare il tuo brillante intervento, ma l’armata rossa giunse a liberare Leningrado dopo quasi tre anni, prima erano le poche forze presenti in città (per lo più di polizia) e la popolazione a combattere.
    Quindi il paragone è abbastanza pertinente se prendiamo l’assedio di per se stesso ed il tipo di armamenti in dotazione ai miliziani di Gaza, compresi i temibili, terribili e devastanti Qassam.

  • geopardy

    IL PARAGONE E’ PIU’ CALZANTE DI QUELLO CON LENINGRADO DI URI AVNERY.
    Nessun esercito sembra in procinto di attaccare Israele per liberare Gaza, come non lo fu per Varsavia, ma non a Leningrado, in cui l’armata rossa vi giunse dopo quasi tre anni ed i nazisti erano impegnati su un fronte quasi mondiale di guerra.
    Detto questo, speriamo che le orrende immagini, come sostiene Avnery ed in parte si sta già verificando, risvegli il mondo intorpidito e ponga fine a questo abominio.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    Scusa, dimenticavo, Avnery è un attivista israeliano della pace e non è un ragazzino, forse, se non cita i terribili “9000” missili come causa di olocausto per Israele, saprà qualcosa in più di noi sulla questione non trovi?

  • geopardy

    L’ultima frase credo sia riferita ai danni d’immagine a lungo e medio termine per Israele ed al fatto che essa comporterà una serie di guerre e sofferenze nel tempo a venire, quindi condannerà, per un periodo indefinibile, Israele a vivere nel terrore e nella guerra.
    Appunto, un’azione che attenta alla possibilità futura di Israele di raggiungere la pace è un’azione contro Israele.
    Ciao
    Geo

  • virgo_sine_macula

    Ti faccio cortesemente presente che nella sacca di leningrado,dentro e negli immediati sobborghi della citta’,erano presenti secondo lo storico inglese basil liddell art e secondo lo storico francese raymond cartier
    42 divisioni.Ben altra cosa rispetto ai quattro scartellati guerriglieri di hanas,non credi?Si tratta di circa un milione di uomini dell’esercito regolare dell’armata rossa ben equipaggiati e ben riforniti,tanto e’ vero che resistettero quasi tre anni.A questi si aggiunsero la popolazione e le unita’ di polizia presenti a leningrado:si tratta credimi di due battaglie completamente diverse nel contesto,nelle dimensioni,nella strategia e nello svolgimento,tanto e’ vero che la battaglia di gaza sara’ conclusa entro pochi giorni col quasi totale annientamento delle milizie palestinesi quasi senza perdite praticamente da parte israeliana.E i russi non disponevano nemmeno degli aiuti umanitari visto che la citta’ era ccompletamente circondata a parte il tratto che confinava col lago ladoga.

  • geopardy

    Forse hai ragione, pur di non mettere in dubbio questo assurdo sistema economico sarebbero capaci di farci estinguere.
    Sono malati come giocatori d’azzardo, perchè di questo si parla quando si fonda un’economia sull’evanescenza delle borse, quindi non possono smettere è peggio di una droga potente, lo so per certo, ne ho conosciuti diversi che hanno distrutto tutto nelle loro vita, ma hanno continuato a giocare fino al suicidio (uno su mille ce la fa ad uscirne, però; speriamo sia Rockfeller).
    Ciao
    Geo

  • virgo_sine_macula

    Un’invenzione della nazisionista bbc anche questa?

  • paolapisi

    I missili ci sono stati, ed è ovvio che qualsiasi stato reagirebbe se un altro stato gli tirasse addosso dei missili. Ma Gaza non è uno stato, è parte della palestina occupata illegalmente da Israele (il fatto che Israele abbia rimosso le colonie non significa che sia finita l’occupazione, visto che Israele continua a controllare confini, mare e acqua di gaza. e infatti fornisce l’elettricità a gaza, quando ne ha voglia,prprio in quanto occupante). E il diritto di resistenza è internazionalemente riconosciuto. E per di più, negli ultimi due anni, Israele ha messo gaza sotto assedio, ne ha affamato gli abitanti, ha continuato a far incursioni massacrando militanti di Hamas e civili. Chi difende l’attacco israeliano ragiona come se gaza fosse uno stato libero e indipendente, e se fosse messo a tirare missili a Israele per innata cattiveria. E dicono: “se la svizzera lanciasse migliaia di missili sull’Italia, l’Italia credi che non reagirebbe?” Mi auguro proprio di sì, ma l’Italia non occupa la Svizzera, non l’ ha messo sotto assedio, non ne affama gli abitanti, non fa quotidiane incursioni sul territorio svizzero per assassinarne i cittadini. Il paragone è improponibile.

  • NerOscuro

    Hai dimenticato che i Palestinesi non parlano Russo e per religione non bevono vodka! È un’enorme differenza. Virgo, stai a fare il troll molto bene.

  • adriano_53

    la macula si allarga. tutto il cervello è una grande macula.

  • virgo_sine_macula

    E’ vero ottimo suggerimento

  • virgo_sine_macula

    Ah ah ah ah,ok bernardino da guy della sinistra.