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DIFENDERE LA LEGGE 194, A OGNI COSTO

DI GIUSEPPE GENNA
Carmilla on line

Dunque, nell’avanguardia della decadenza italiana, nella culla della sua dissoluzione, cioè nella Milano che guida il mostro lombardo, ci si prepara a “nuovi limiti all’aborto terapeutico, vietato dopo la 21esima settimana (o, tutt’al più, dalla 22esima e 3 giorni). Non solo: l’interruzione di gravidanza per motivi di salute della donna vincolata al via libera di un’équipe di specialisti (tra cui, eventualmente, anche uno psichiatra). E il divieto dell’aborto selettivo in una gravidanza gemellare in assenza di reali problemi fisici o psichici della paziente” (così il Corsera di oggi).

Una Regione che è stata occupata nei ruoli chiave da Comunione e Liberazione, con particolare metodica nei settori della sanità e dell’educazione, annuncia cosa sta per scatenarsi nel Paese: la revisione dall’alto della legge 194, una conquista di civiltà che, secondo il cardinale Ruini, siccome data trent’anni, dovrebbe “essere rivista”. Rivista: si tratta infatti del più pernicioso revisionismo. Poiché il referendum sulla Repubblica data cinquantun anni, a maggior ragione andrebbe rivisto. Si torni alla monarchia…

C’è poco da ridere, in realtà: è la vigilia di un abominio, che si sta preparando con scientezza da anni e che si realizza nella fase di più grave crisi civile, sociale, politica e di ideali di tutta la storia democratica italiana. Sia chiaro: a confronto di quanto sta accadendo in questi anni, qualunque scossa pregressa alle fondamenta del Sistema italiano ha l’intensità di una carezza rispetto a quella di un sisma del decimo grado.Le libertà collettive stanno subendo un processo di revisione a partire dal Parlamento (o dalle giunte regionali che, non essendo autonome, si comportano come se lo fossero), nello spregio della Costituzione e delle conquiste popolari che hanno sancito referendum decisivi e storicizzati, dai risultati acquisiti nel segno della libertà di coscienza. Ciò significa concretamente: le coscienze sono in pericolo, la vita civile è al collasso, la violenza invisibile retaggio del passato è alle porte. Hanno cominciato dall’economia, hanno travolto la pedagogia, e adesso minacciano direttamente i diritti della donna.
La legge 194 sull’interruzione di gravidanza è l’ultimo bastione dell’eventuale esistenza di una collettività orientata alla libertà e alla garanzia degli ideali democratici.
Siamo prossimi al crollo definitivo della nazione che abbiamo conosciuto e per la quale sono state condotte lotte e raggiunte conquiste di ineliminabile progresso.
Ciò che sta accadendo in questi giorni, in questi mesi, in questi anni, sancisce la prossimanza a questo drammatico punto di non ritorno. Prima di affrontare il problema della revisione della legge 194, ecco uno specchio sommario, a volo d’uccello, della situazione italiana – contesto indispensabile per comprendere cosa è accaduto e cosa sta per accadere:

– La politica è in fase paradossale: non esiste più una differenza consolidata e certa tra destra e sinistra, e il parlamentarismo sta mostrando il suo lato più debole, corrotto, interessato all’autopreservazione; al tempo stesso, non è mai esistito un desiderio tanto intenso, da parte dei giocatori parlamentari, di intrudersi nella vita vissuta del popolo italiano, mediante continui richiami a riforme radicali, che sfigurano l’identità della libera circolazione delle coscienze e dello spazio decisionale comunitario e individuale.
– Ciò è dovuto alla sciagurata decisione del medesimo popolo italiano che, non capendo assolutamente un cazzo di sistemi elettorali, votò nel ’92 sull’onda dell’emozione mediatica il “rinnovamento” elettorale proposto da Mariotto Segni col suo referendum, ingollando la pillola bipolarista della riforma uninominale, che ha condotto all’attuale situazione. E’ lì, nel 1992, che si pone lo snodo decisivo di quella che non esito a chiamare “decadenza italiana”, nonostante abbia da sempre in disprezzo le istituzioni del Paese in cui vivo e le modalità con cui esse hanno obbligato a viverci. In quella fase viene eliminata la Democrazia Cristiana, sotto la spinta delle inchieste legate a Mani Pulite (su cui bisognerà intervenire con ricerche storiche, a partire dal fatto che nell’87 inchieste equivalenti erano state insabbiate).
L’eliminazione della DC lascia la Chiesa senza referente politico: maturerà, la Chiesa stessa, la decisione di intervenire direttamente nella vita del laico Stato italiano. E’ nel 1992 che il freno politico al berlusconismo trionfante, cioè il politico Craxi, viene gioiosamente fatto fuori, per l’esultanza delle sinistre, che nemmeno immaginano cosa succede di lì a poco: tolta la maschera, Berlusconi ci mette direttamente la faccia. Con danni abnormi per il vivere collettivo. E’ lo stesso problema dell’intrusione della Chiesa: senza referente politico, è essa stessa a esprimere e pressare; senza referente politico, è Berlusconi stesso a governare.
– L’Italia cade in un declino economico e in una stagnazione di mercato per i quali sono imputabili politiche di privatizzazione scellerata nei Novanta: una svendita a basso prezzo dello Stato. Penetra, tuttavia, l’idea paradossale che un Paese equivalga a un’azienda.
– Si recepiscono senza discutere le politiche comunitarie più abiette, quali quelle relative alla flessibilità e all’intensificazione del precariato, con l’innalzamento esponenziale dell’ansia collettiva. Ciò non accadde dopo la sconfitta al referendum sulla scala mobile: semplicemente perché fu Craxi, ottenuta la vittoria sul PCI, a fermarne l’applicazione, che fu invece introdotta dal governo Amato, a Craxi pencolante.
– Cresce a dismisura la spettacolarizzazione: categoria politica che contagia la sinistra, grazie a un sistema elettorale che si sostenta di quella, sia su scala nazionale sia su scala locale. La sinistra diviene riformista e tutto ciò che non va nella direzione vorace e speculativa delle “riforme” è tacciato di massimalismo, come se il massimalismo fosse un insulto.
– Con le destre al potere, non esistendo più il freno politico dato dall’equilibrio DC-PSI, mutano i costumi, vengono adottate politiche sempre più restrittive della libertà di espressione (si veda l’apparato legislativo sulla diffamazione e l’incremento di cause derivantene: si tratta, si badi, di reati di opinione). Tutto l’irrisolto nazionale, cioè almeno un decennio e mezzo, è sottoposto a un feroce revisionismo, che sfiora la sete di vendetta. Il revisionismo attacca addirittura le fondamenta dello Stato. si revisiona la storia partigiana, si revisiona il referendum sulla democrazia. Vengono occupati posti chiave e le “riforme” prendono corpo: a partire da quello che da sempre è stato il laboratorio di prova italiano, cioè la Lombardia, dove, sotto il governo ormai eterno di Roberto Formigoni, si occupano strategicamente i settori della sanità, con una riforma che fa sì che a Milano diventi quasi impossibile curarsi col sistema pubblico, e le scuole si mutino, oplà, in aziende, con crollo relativo dei livelli di educazione.
– La Chiesa lancia le sue battaglie per la famiglia, fottendosene delle famiglie: è lo stesso processo di ipocrisia che conduceva ai tempi certi privilegiati a ottenere l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota. In occasione della proposta di patti di convivenza che siano legalmente identici tra unioni eterosessuali e omosessuali, al Family Day organizzato da Ruini in persona sfila una teoria imbarazzante di sostenitori, politici di primo piano: gente separata, segretari di partito che convivono dopo avere divorziato, ex premier con amanti conclamate mentre consumano le seconde nozze, un ex fascista a difesa del “fondamento della società” e che da lì a pochi mesi vede nascere una bambina dall’amante televisiva e sfascia il proprio nucleo familiare.
– Sulla questione delle cellule staminali, la battaglia lanciata da Ruini è ai suoi livelli più elevati. L’Italia rimane indietro perfino quanto alla genetica, campo in cui eccellerebbe se non fosse in atto un piano di dismissione della ricerca d’avanguardia.
– Nessun controllo statale tutela i cittadini dagli indiscriminati aumenti che devastano il bilancio delle famiglie italiane dal giorno successivo all’introduzione dell’euro. I prezzi raddoppiano: e accade in Italia più che altrove. I salari non raddoppiano affatto il potere d’acquisto. Cresce un malcontento generalista, spettacolarizzato, non incanalato da alcun massimalismo politico, poiché il massimalismo e la lotta ideologica sono ormai un insulto – è questa la vittoria della spettacolarizzazione, che in termini più semplici significa non avere più voglia di pensare a un cazzo e avere solo il desiderio di ruminare cazzate, come dimostra l’incremento di interesse per casi apicali di cronaca nera, sempre più frequenti e sempre più proposti come referendum degni di una plebaglia in attesa che cali la ghigliottina in Place de Grève.
– In tale modo è compiuta la trasformazione dello zoccolo duro dell’impegno in zoccolo duro del forcaiolismo più bieco, del tutto connaturato al DNA italico, e che è un elemento di disgregazione civile in passato temperato dal sistema partitico e dalle ideologie correnti ai tempi, mentre ora è viscerale, privo di freni e favorito dal sistema politico, il quale sembrerebbe esserne la vittima sacrificale, mentre ne è l’intascatore principale in termini di esiti e di plasmabilità della pubblica opinione. Dalle denunce virulente di Travaglio all’esplosione transitoria ma assai radicata della protesta lanciata da Grillo il passo non è breve: non c’è proprio il passo.
– L’aumento di insofferenza, voluto e deliberato e realizzato in questo modo nell’arco di un decennio, colpisce gli strati deboli della società, innalza l’odio e il razzismo nei confronti della popolazione immigrata nel Paese, fa andare alle stelle la violenza invisibile nei confronti dei soggetti più fragili e a rischio: bambini e donne. L’incredibile ondata di razzismo, popolare e parlamentare e financo legislativo che è stato denunciato nell’appello lanciato con la sigla Triangolo Nero, in occasione dell’autentica caccia al rumeno, è la più recente ed eclatante manifestazione di un sentimento indotto a livello massivo e latente nel corredo genetico italiano.
– La psicofarmacologia esplode, portando l’Italia in vetta ai Paesi consumatori di psicofarmaci nel continente. Crolla qualunque paradigma di cura umanistica. l’umanismo crolla ovunque. L’impegno è azzerato. Nella scienza, nella ricerca, nelle università, nel lavoro, perfino nella stessa industria culturale: la cultura è levata di mezzo quale variabile sostanziale del vivere civile di una nazione.
– Il Paese va in guerra, ma nessuno viene avvertito che è in guerra.
– Gli enti locali investono i fondi statali stanziati in Finanziaria nelle bolle dei derivati: è vietato dalla legge, si creano casi drammatici come quello del Comune di Milano, che perde cifre improponibili, investimendo su bond e future.
– L’effetto paradosso è continuo. C’è un diffuso ritiro della delega di rappresentanza parlamentare, ma cresce l’affluenza alle urne: qui il paradosso è tutto spettacolare, poiché il bipolarismo italiano è ormai un derby calcistico, non una scelta tra programmi.
– Con l’elezione al soglio pontificio di Joseph Ratzinger, l’attacco alla laicità dello Stato raggiunge vertici inaccettabili – ma ormai non esiste alcun soggetto politico di stazza che si opponga a questa indebita intrusione. Tutto ciò mentre la Chiesa perde in Italia fedeli e vocazioni. Votata al principato della dottrina morale anziché di quella metafisica, la Chiesa diventa ciò che diventa sempre il portatore di un’istanza morale: diventa un’entità politica. Il che, sia chiaro, è sempre stato, tranne brevi periodi, per almeno milletrecento anni.

Questo, il quadro.
Questo, il Paese.
In un simile contesto non sorprende affatto che il valore del passato, delle lotte per le le libertà individuali e collettive che in quel passato furono condotte, delle vite spese a strappare conquiste che appaiono ineliminabili a qualunque buon senso – tutto ciò, dico, vada a catafascio. La smania revisionista, a cui si sono aperte le porte in questi anni, ha in mente nuove “riforme”: le “riforme” delle “riforme” più progressiste. Da anni è in pericolo la legge Basaglia. ma è chiaro da almeno un decennio che l’obbiettivo ultimo è la legge 194.
Sostenere che l’obbiettivo ultimo è la Legge 194 significa sostenere che l’obbiettivo ultimo è la libertà di scelta della donna: l’obbiettivo sono le donne. Con la riforma indebita e autonoma che il governo della Lombardia sta introducendo, assisteremo a donne che viaggeranno in nosocomi di altre regioni per interrompere la gravidanza dopo la ventiduesima settimana. Poiché si tratta di una prova in modello, pronta a estendersi a livello nazionale mediante modifiche di legge approvate parlamentarmente, i cittadini e le cittadine italiane si troveranno in questa duplice e sequenziale situazione: l’impossibilità di decidere se queste modifiche sono eque e volute da quello che dovrebbe essere il popolo italiano; quindi, si troveranno a dovere espatriare per praticare l’interruzione di gravidanza o a trovare medici conniventi, con tutti i rischi che l’ondata degli aborti clandestini provocò prima della vittoria nel referendum del 1981.
E’ questo che gli italiani vogliono?
Nei prossimi mesi, sarà la legge sull’aborto il banco di prova dell’esistenza o meno di una coscienza civile nazionale, tesa a preservare il valore e l’effettività di libertà conquistate, in uno Stato che non è confessionale ma laico. Si tratta di una battaglia che non concerne la politica, non concerne il nichilismo o il relativismo denunciati da quello scomodo ospite capitolino che è il microStato vaticano: concerne le donne. La scelta è loro e deve essere mantenuta tale. Nessuno può arrogarsi il diritto di sostituirsi alla libertà di coscienza di una donna. Libertà di coscienza che va esercitata in un momento delicatissimo a livello collettivo e a proposito di un momento delicatissimo a livello coscienziale: non conosco una donna che abbia praticato un’interruzione di gravidanza uscendone felice, contenta, euforica e gioiosamente spensierata da una simile sofferta esperienza.

Dall’81 gli aborti sono in costante calo. Le cifre e la scienza non aiutano però quando il sordo non vuole ascoltare. Non c’è discussione di bioetica che tenga. Da una parte, sono schierati i revisionisti con le loro ragioni tomistiche, con i loro articoli di fede fuori dalla storia e per nulla metafisici ma del tutto secolari, con le loro linee di principio che appartengono alla propria confessione che (a differenza di tutte le metafisiche) sostiene di essere detentrice dell’unica verità e che non sa nemmeno cos’è la vita mentre propaganda la difesa della stessa, a costo della perdita di pietà (qui svetta, su tutte le altre vicende, quella dei funerali negati a Piergiorgio Welby: una delle decisioni più vergognose della Chiesa cattolica contemporanea) e dunque della perdita di amore; dall’altra parte non c’è nessuna confessione e nessuna ideologia: ci sono le donne e c’è la loro libertà in pericolo.
E’ auspicabile che, a fronte di una battaglia tanto decisiva, le donne e gli uomini italiani recuperino un poco di dignità, di rispetto per se stessi e per il proprio futuro, e si mobilitino massicciamente per difendere i diritti acquisiti – che questa volta sono decisivi. Dei dané possiamo fare a meno – della libertà, no.

Giuseppe Genna
Fonte: www.carmillaonline.com
Link: http://www.carmillaonline.com/archives/2008/01/002499.html
5.01.08

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Paola Binetti: “Sulla 194 voterò con Fi” – La sinistra insorge contro i teodem. Duro attacco di Manuela Palermi: “Copre di vergogna e ridicolo la coalizione. Ha una visione talebana della religione”
    http://www.Repubblica.it

    ROMA – Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama, insieme ad altri esponenti della sinistra, non usa davvero il fioretto contro la collega della maggioranza Paola Binetti, che con i ‘teodem’ del Pd, si è detta pronta a votare con Forza Italia, stavolta sul tema della legge sull’aborto. E sulla questione è intervenuta anche il ministro della salute Livia Turco, che con altri esponenti della maggioranza dice nettamente: “La 194 non si tocca”.

    Teodem. In una intervista a La Stampa, la senatrice ha ribadito di non temere le critiche del suo partito o l’eventuale apertura di un nuovo fronte interno alla maggioranza, sottolineando la sua difesa intransigente della vita per la quale è pronta a sostenere la mozione di Sandro Bondi (che propone una mozione parlamentare per rivedere le linee guida della legge 194).

    Teocon. A riaprire lo scontro era stato Giuliano Ferrara, direttore del ‘Foglio’ e protagonista della campagna per la moratoria sull’aborto, supportato dal cardinale Ruini, che ha definito “logico”, “richiamare il tema dell’aborto e chiedere una moratoria quantomeno per stimolare, risvegliare le coscienze di tutti”, perché si tratta “inevitabilmente della soppressione di un essere umano”. Ruini ha richiamato la politica italiana ad “applicare integralmente la legge sull’aborto, in quelle parti che davvero possono essere in difesa della vita” e aggiunge che “forse, dopo 30 anni”, la legge andrebbe “aggiornata”. E Bondi ha precisato di non aver chiesto una revisione della legge, ma solo “una sua piena applicazione”.

    Le critiche. “La senatrice Binetti sta coprendo di vergogna e di ridicolo l’intera coalizione di governo. Affermare di essere pronta a sottoscrivere la mozione di Forza Italia contro la 194, significa insultare tutte le donne”: è stata la dura presa di posizione della senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci, che giudica “incompatibile la presenza di Binetti nel centrosinistra”.

    La 194 non si tocca. Il ministro della Salute Livia Turco è intervenuta nella polemica con un messaggio forte e chiaro: “Sì al dibattito pubblico, ma nessuna modifica della legge 194” che, sottolinea il ministro in polemica con quanti ne auspicano una piena applicazione “è una legge applicatissima”. La nostra legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, infatti, “ha fatto sì che dal 1982 ad oggi gli aborti si siano praticamente dimezzati riducendosi del 45% e sia stato cancellato l’aborto clandestino e la conseguente altissima mortalità materna”.

    Si tratta di una legge, ha concluso Livia Turco, “che ha come suo primario obiettivo quello della tutela sociale della maternità e della prevenzione dell’aborto attraverso la rete dei consultori familiari”. Un obiettivo che in ministero della Salute intende ulteriormente perseguire nell’ambito delle politiche di tutela della salute delle donne per le quali ha già vincolato 10 milioni di euro nel fondo sanitario 2007 e stanziato specifici fondi nell’ambito degli interventi per la riorganizzazione dei consultori previsti dalla precedente finanziaria d’intesa con il Ministero della Famiglia.

    Anche per Marina Sereni, vicecapogruppo del Pd alla Camera, la legge 194 “è un’ottima legge” e auspica che “l’iniziativa a titolo personale dell’onorevole Bondi, che sa tanto di speculazione politica, resti assolutamente tale”. “La 194 ha contribuito a sconfiggere l’aborto clandestino e a dare alle donne tutele e aiuti per una maternità consapevole. Compito della politica è aggiornare la legge ai tempi, partendo però dalla difesa delle ragioni che hanno portato il Parlamento italiano ad approvare quelle norme e tutti i cittadini a difenderla con un referendum”.

    E se l’Udc chiarisce, con Rocco Buttiglione, di “appoggiare con forza la richiesta di una moratoria sull’aborto lanciata dal Cardinale Ruini” perché “il nostro partito è sempre stato all’avanguardia nella lotta in difesa della vita”, la sinistra alza le barricate a difesa della legge. “Siamo fortemente contrari a qualunque ipotesi di modifica legislativa, probabilmente si vuole trasformare l’Italia in uno Stato confessionale, fatto per noi inaccettabile”, afferma l’eurodeputato del Pdci Marco Rizzo. “Ancora una volta – aggiunge Graziella Mascia, vice presidente dei deputati di Rifondazione comunista – gli ambienti più integralisti del cattolicesimo italiano lanciano una campagna provocatoria e anacronistica contro la 194 che nulla ha a che fare con la salute del bambino e che si gioca tutta sulla pelle delle donne”.

    E ora cacciamola. Non si può pagare qualsiasi prezzo sull’altare della governabilità. Una così è una cellula cancerogena che si fermerà solo quando sarà riuscita a creare una inarrestabile metastasi all’interno dell’Unione. Con questa con c’è nulla da negoziare, perchè non c’è nulla di negoziabile nel principio della laicità dello stato. Con Eminenz Ruini, con Giuliano Ferrara, con Sandro Bondi, con Paola Binetti non si tratta.
    Eminenz Ruini è la protesi di Natzinger, che manda avanti questo essere ributtante tutte le volte che c’è da dire qualcosa di cui Natzinger non può farsi carico personalmente, per questioni di ruolo. Giuliano Ferrara, questa caricatura di “ateo devoto”, ha ormai subito danni irreversibili dall’eccesso di peso che schiaccia e distrugge le poche sinapsi funzionanti. Sandro Bondi è ormai un fenomeno da cabaret, che riesce a conservare il privilegio di dormire in una guardiola di Arcore solo scrivendo ributtanti sonetti d’amore dedicati non solo “a Silvio” (il che già sarebbe vomitevole, ma comprensibile), ma persino all’amica dei cani Vittoria Michela Brambilla, e, last but not least, a Fabrizio Cicchitto. Insomma, Bondi è ormai una patetica figura di leccaculo alla Emilio Fede, solo più aggiornata. Fede è un leccaculo “euro zero”, Bondi è un “euro quattro”.
    Cosa speriamo di cavare da una santona dell’Opus Dei, schierata con queste merdacce? Ma, ancor prima: come siamo arrivati a tanto? Il perchè una come la Santona sia finita nel CSX, e il perchè il CSX abbia accettato nei suoi ranghi questa penitente in gonnella, resterà uno dei misteri irrisolti del 2000. Però adesso è ora di “darci un taglio”. Seguire questa pericolosa macchietta nelle sue involuzioni può servire a conservare ancora per un pò il sostegno suo, di Carra, della Baio Dossi, ma abbandonare questa tizia al sio destino può privarci del suo voto, ma potrebbe addirittura svegliare la coscienza anestetizzata di qualche “liberale” del CDX, che da qualche parte dovrebbe, in linea teorica, annidarsi. E comunque. al di la dei meri calcoli di dare e avere, io ed altri non siamo disponibili a cedere, sul fronte della laicità dello stato, un solo grammo più del tanto che, su questo fronte, abbiamo già ceduto.
    (Tafanus)

    CHI E’ SANTA PAOLA BINETTI DEL CILICIO

    Paola Binetti è nata a Roma nel 1943.Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1967 all’Università del Sacro Cuore di Roma, dopo aver anche studiato all’Università di Navarra, a Pamplona (attività apostolica istituzionale dell’Opus Dei in Spagna), è specialista in neuropsichiatria infantile e in psicologia clinica. Ha diretto un centro di Orientamento per adolescenti dell’Associazione FAES “Famiglia e Società”, gestita da persone dell’Opus Dei e da simpatizzanti.

    Dal 1991 si è preoccupata della fondazione e della organizzazione dell’Università Campus Bio Medico di Roma, opera apostolica istituzionale dell’Opus Dei, dove dirige il Dipartimento Ricerca educativa e Didattica. Presso la stessa Università insegna storia della medicina, psicologia clinica e scienze umane. Come previsto, durante la legislatura, è in aspettativa senza assegni dalla stessa Università.

    È stata presidente del Comitato Scienza & Vita, che si è battuto con successo nella propaganda per l’astensione al referendum per l’abrogazione della legge 40/2004 (la legge che disciplina con forti limitazioni l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita).

    Numeraria dell’Opus Dei, è diventata senatrice della Repubblica nelle file della Margherita nel 2006 ed ha formato, insieme con i parlamentari Luigi Bobba, Enzo Carra, Emanuela Baio Dossi, Marco Calgaro e Dorina Bianchi il gruppo dei cosiddetti teodem. (…indovinello: quale di questi teodem ce l’ha cogli omosessuali, giudicati “vittime di devianze”, perchè il proprio partner ha lasciato il “tetto domestico” per andare a vivere con una persona dello stesso sesso?…).

    In quanto esponente della parte del centro-sinistra più vicina alla Chiesa cattolica, Paola Binetti è ritenuta dalla parte più laicista della sua coalizione scarsamente autonoma rispetto al Vaticano, tanto da operare quale longa manus politica del cardinale Camillo Ruini e della CEI. Tuttavia, per non aver votato a favore della mozione parlamentare che impegnava l’Italia ad opporsi in ambito europeo al finanziamento delle pratiche di ricerca che prevedono la distruzione di embrioni umani, la Binetti ha ricevuto numerosi fischi in occasione del Meeting di Rimini organizzato da Comunione e Liberazione nell’agosto del 2006.

    In occasione della sua partecipazione alla trasmissione Tetris di La7, si è attirata molte critiche dichiarando che «l´omosessualità è una devianza della personalità» e che essere gay è «un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico». Il circolo Mario Mieli ha sporto denuncia contro la Senatrice per tali dichiarazioni.

    Nella seduta del Senato del 6 dicembre del 2007, nella votazione relativa alle norme del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, pur facendo parte della maggioranza di governo, ha votato contro la fiducia allo stesso, dissentendo sulle norme che vietano le discriminazioni relative al genere e alla omosessualità.

    Come è d’uso tra i membri numerari di sesso femminile dell’Opus Dei, dorme quotidianamente su una dura tavola di legno, come lei stessa, interrogata, non ha smentito, praticando la mortificazione corporale suggerita dall’Opus Dei per i suoi numerari, donne e uomini, ossia indossare, a sua discrezione, un cilicio sulla coscia, e praticare, sempre a sua discrezione, l’autoflagellazione con un frustino di corda chiamato anche tradizionalmente “disciplina”.

    Paola Binetti ha recentemente giustificato l’uso del cilicio asserendo che esso “ci costringe a riflettere sulla fatica del vivere, è il sacrificio della mamma che si sveglia di notte perché il bimbo piange”. (…ma che cazzo dici…)

    PAOLA BINETTI E LA VICENDA DI AMINA MAZZALI

    Nel libro di Ferruccio Pinotti sull’Opus Dei viene riportata la testimonianza di Amina Mazzali, ex numeraria dell’Opus Dei, reclutata ancora quindicenne all’insaputa dei genitori dall’Opus Dei. Amina racconta che un cugino le segnalò un istituto appartenente – ma questo “dettaglio” lo capì molto dopo – alla galassia delle scuole create dall’Opus Dei a Milano e nel resto d’Italia, attraverso il Faes.

    Nel libro di Ferruccio Pinotti, Amina racconta «prima di essere ammessi all’istituto, era necessario sostenere un colloquio per stabilire le attitudini e le propensioni alla scelta del liceo e fu così che incontrai una numeraria dell’Opus Dei, tale Paola Binetti, psichiatra. Aveva una capacità di persuasione e di influenza psicologica davvero incredibili. Alla fine mi convinse e mi iscrissi al Classico.»
    (I dati biografici su Paola Binetti sono tratti da Wikipedia)

    Quello che sta succedendo sul fronte dell’attacco alla 194 è di una gravità inaudita. Si attacca una legge che ha dimezzato gli aborti, ed eliminato la piaga degli aborti clandestini fatti dalle “mammane”. E’ solo l’inizio. Se riusciranno a toccare anche un solo comma della legge sull’aborto, date loro sei mesi e partiranno al’attacco della legge sul divorzio. Ormai il livello di compromesso al quale si può scendere con questi stronzi è largamente superato. L’emergenza “laicità” sarà, per il Tafanus, uno dei punti centrali della battaglia politica. In questa battaglia, la 194 è una linea Maginot. RESISTERE. RESISTERE. RESISTERE.
    (Tafanus)

    Tafanus
    Fonte: http://iltafano.typepad.com
    Link: http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2008/01/buttiamo-nel-ce.html
    3.01.08

  • remox

    Aborto diritto acquisito? Solo una mente malata può pensare una simile fesseria. L’Aborto è il simbolo proprio di quella dissoluzione di cui ciancia camilla on line, la dissoluzione che comincia nei ventri delle madri per poi abbracciare il resto della società che ha abbandonato il senso del dovere per naufragare nell’ingordigia di falsi diritti che altro non sono se non squallide debolezze passionali.
    Aveva ragione Madre Teresa, all’olocausto dei bambini non nati seguirà l’olocausto nucleare, sacrificio per sacrificio, sangue chiama sangue.

  • dalemoni

    remox : “Aborto diritto acquisito? Solo una mente malata può pensare una simile fesseria.”

    Queste poche parole rappresentano bene la volontà di sopraffazione e di ingerenza nella vita privata delle persone attraverso l’imposizione per legge della propria visione morale, che da un punto di vista laico appare come un delirirante fanatismo.

    E’ delirante paragonare la L.194 all’olocausto nucleare…da parte della Chiesa,che ha appoggiato i regimi più efferati e criminali compreso il regime nazista dell’olucausto…Tanto più che se olucausto nucleare sarà…questo avverrà con la sua benedizione…visto l’appoggio all’imperialismo bushista,che minaccia l’attacco nucleare all’Iran!

    Seguendo il “ragionamento” di remox, la colpa dell’inevitabile castigo divino dell’olocausto nucleare va addebitata alle donne italiane che si avvalgano della L.194 e di chi la ritiena un diritto acquisito!…(Sic!)

  • Alexis

    Cos’è l’aborto? L’aborto è quella cosa che dai tempi di Ippocrate ogni medico doveva giurare solennemente di NON fare (In Italia fino al ’72 ovviamente). Cos’è l’aborto? L’aborto è quella pratica che ha causato dal ’72 al 2001 4.067.812 interruzioni di gravidanza ovvero 4.067.812 morti…e poi ci lamentiamo che l’Italia è un paese dominato dai vecchi quando di contro AMMAZZIAMO i bambini prima ancora che nascano. Guardate…parlare di questa pratica mi disgusta davvero, tanti sono i morti che ha causato. In ultima apporrei delle piccole precisazioni per gli ignoranti che di questa materia non ne sanno nulla e vivono solo di fonti relativiste: C’è chi dice che l’abolizione della putrida legge 194 sarebbe una vera e propria “sopraffazione ed ingerenza nella vita privata delle persone attraverso l’imposizione per legge della propria visione morale, che da un punto di vista laico appare come un delirirante fanatismo”. Consideriamo prima di tutto il fatto che “laico” vuol dire persona credente ma non appartenente al clero e quindi, in quanto credenti, la maggior parte considererebbe l’abolizione dell’aborto un passo avanti e non certamente fanatismo come invece sarebbe considerato da tutti gli atei/agnostici che si spacciano per laici. Faccio notare che la pratica abortista è stata introdotta in seguito al montante movimento femminista “attraverso l’imposizione per legge della LORO visione morale”. Per tutti questi motivi io mi chiedo: chi ha introdotto cosa? E soprattutto che senso ha cambiare discorso andando a perdersi in ragionamenti che nemmeno storici di serie C2 fanno più da 20 anni quando il discorso è un altro?

  • marko

    Ma cosa manca alla 194? Gli aborti sono calati o no? E allora non possiamo esserne tutti contenti? O qualcuno si illude di poter raggiungere lo “zero aborti”? Che equivale a dire che abortirebbero solo le donne ricche, in cliniche private oltreconfine, e le povere ad arrangiarsi con le mammane. Evidentemente, dai dati si evince che gli aborti sono in costante calo, da vent’anni a questa parte. Per proseguire con questo trend, serve massima informazione sull’educazione sessuale, supporti economici seri ad OGNI TIPO di famiglia, sposati, conviventi, “ragazze-madri”, italiane ed immigrate – perché, sempre dai dati, si vede che il grosso degli aborti avviene tra le donne immigrate.

  • Grossi

    L’aborto è un assassinio che persone di una povertà umana oltre ogni limite, vogliono far passare come diritto, tutto grida al fallimento delle mille libertà rognose che stanno riducendo il paese una fogna.
    Tutto decade tutto è marcio, da quando stanno facendo passare come cosa normale due uomini che si ingroppano con rispettiva soddisfazione, il mondo dello spettacolo si è riempito di ridicoli mezzi uomini che trascinano nel fango i nostri ragazzi.
    La cosa non avrà fine se non con un crollo vero e proprio della società, che si avvicina sempre più, attendiamo con pazienza, poi ci sarà modo di ricostruire, e impedire che certe persone con la bocca piena di sozzeria e morte, parlando di diritti rovinino la vita ai nostri ragazzi.
    Che bruci questa società di dementi, che bruci presto.

  • marko

    E chi sei tu per sindacare se “ingropparsi” è bene o male? Cosa uno fa sotto le coperte (con persone adulte e consenzienti, si intende) sono affari suoi, non c’è nessuna conseguenza per la società, e quindi la società non ha da interessarsene.

  • Alexis

    Concordo in pieno con Grossi. Una società che non conosce più quali sono i veri valori è destinata non ad un futuro TOLLERANTE e MULTICULTURALE, come molti ce lo mostrano, ma alla fine.

  • Alexis

    Aborto diritto aquisito…è l’inizio della fine.

  • dalemoni

    alexis e remox:
    chiarito che non si può fare propaganda paragonando la L.194 all’olocausto nucleare …questa si…è una ‘tesi’ da ‘storici’ di serie z!
    Quale che sia il giudizio morale sull’interruzione volontaria di gravidanza,questa non scomparirà con l’abrogazione o lo stravolgimento della L.194!…Anzi!

    Chi ha davvero a cuore la difesa della vita vuole l’integrazione della L.194,con le politiche di cui scrive marko e con delle giuste politiche economiche che garantiscano una vita dignitosa per tutti!
    Il capitalismo assoluto ,il neoliberismo ,non promuove il rispetto delle persone e della vita!

    La visione morale cattolica sul tema della difesa della vita non mi sembra priva di contraddizioni:

    pure solo in presenza di una presunta incertezza scientifica sulla definizione del concetto di vita ,ai medici cattolici dipendenti pubblici,la Chiesa chiede e impone l’obiezione di coscienza;mentre al contrario la dove la questione della difesa della vita è chiara e inequivoca…come in guerra…ai militari in servizio, l’obiezione di coscienza non viene riconosciuta neanche ex post…Anzi la gerarchia della Chiesa Cattolica è perfettamente integrata nella gerarchia militare attraverso la figura dei cappellani militari…in questo caso non solo la Chiesa Cattolica non esprime dissenso e/o opposizione ma diventa parte integrante delle forze armate e assolve chi uccide per dovere civico .
    La Chiesa Cattolica ha benedetto i massacri della Prima e della Seconda Guerra Mondiale…i suoi cappellani erano al seguito della maggior parte degli eserciti !…Hiter non fu scomunicato…Oggi in Irak e Afganistan sono presenti cappellani militari…Bush è ricevuto in Vaticano.
    Come mai la Chiesa Cattolica non ha mostrato e non mostra lo stesso (presunto) impegno nella difesa della vita umana?
    Dal mio punto di vista…La risposta è che più che una visione morale,la sua è un’ideologia al servizio dell’imperialismo e del capitalismo!

    Nel caso dell’attacco alla L.194 un chiaro fiancheggiamento delle politiche neoliberiste,attraverso la rimozione di uno dei principali ostacoli alla sovrappopolazione,che aggravi le già compromesse condizioni di vita dei lavoratori rendendoli ancora più ricattabili e deboli nel cosidetto mercato del lavoro.
    N.B.
    vale la pena ribadire il significato moderno della parola “laico”

    http://www.sapere.it/gr/DictionarySearchServlet?DS_action=ItalySearch&DS_resType=14&DS_userInput=laico&Trova.x=10&Trova.y=5
    da vocabolario italiano http://www.sapere.it
    làico: làico

    (pl. m. -ci), agg.

    che non ha ricevuto gli ordini sacri, converso

    detto di chi non appartiene al clero

    che è e si dichiara autonomo dall’autorità ecclesiastica
    nel linguaggio politico, detto di persona o partito che non si ispira a nessuna confessione religiosa.

  • Alexis

    “La Chiesa Cattolica ha benedetto i massacri della Prima e della Seconda Guerra Mondiale”—>Tesi talmente stupida che neanche la commento.

  • psy

    Hitler non poteva in alcun modo essere scomunicato, visto che non era cattolico. I cattolici si scomunicano, non quelli di altre religioni. Bush non mi pare sia mai stato ricevuto in Vaticano, e riguardo una scomunica nei suoi confronti vale lo stesso discorso fatto su Hitler. Il parallelo aborto/guerra non regge. Con l’aborto si ammazza un innocente senza colpe e indifeso, in guerra stai combattendo dei soldati che combattono per la loro causa, sanno che vanno incontro a dei rischi e sono pronti anche loro ad uccidere. Sul rapporto Chiesa/guerra poi il discorso sarebbe troppo lungo e andrebbe in ogni caso inquadrato storicamente e non mi va di farlo in questo momento. Saluti.

  • Alexis

    Chissà cosa ribatterà dalemoni?…Ora che ha capito di essere lui di serie z.

  • xl_alfo_lx

    Bush non è stato il 9 giugno in Vaticano? Infatti il parallelo aborto/guerra non regge: con l’aborto si ammazza un innocente senza colpe e indifeso, invece in guerra….eh eh !!! Solo terroristi nani con giocattoli ….da colpire possibilmente con armi chimiche…ma questo lo sapeva il Papa quando lo ha ricevuto?

  • dalemoni

    fonte wikipedia:
    Secondo il decreto del Santo Uffizio del 28 giugno 1949 è automaticamente scomunicato:
    Chi è iscritto al partito comunista.
    Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
    Chi vota per esso e per i suoi candidati.
    Chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.
    Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro,
    Federterra, Fronte della Gioventù, CGiL, UDI, API, ecc.
    Non risulta che la scomunica sia stata abolita.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Scomunica

    Non sembra che tale iniziativa sia stata presa contro i sostenitori del partito di Hitler e dei partiti neonazisti!

    E’ ovvio che la scomunica in senso stretto riguarda i cattolici,ovvero i fedeli che intrattengono rapporti con soggetti che hanno ricevuto la CONDANNA MORALE della Chiesa,del Papa: in questo senso sono stati scomunicati.
    Mussolini(quello del Concordato!) era cattolico?…Franco era cattolico?…Pinochet era cattolico?…Salazar era cattolico?…
    Videla era cattolico?…e gli altri numerosi sanguinari dittatori sudamericani erano cattolici?…
    Non mi pare che questa circostanza abbia cambiato l’atteggiamento della Chiesa Cattolica e dei Papi, nei loro confronti.

    N.B.
    A me pare di essere stato chiaro:
    “pure solo in presenza di una PRESUNTA incertezza scientifica sulla definizione del concetto di vita ,ai medici cattolici dipendenti pubblici,la Chiesa chiede e impone l’obiezione di coscienza”

    Intanto è da un punto di vista cattolico che l’interruzione di gravidanza viene considerata,sempre e comunque, con una forzatura la soppresione di una vita!
    Ma a parte questa considerazione comunque fondamentale!
    Il paragone con la guerra ci sta tutto, perché la maggior parte delle vittime delle guerre moderne sono civili inermi,una buona parte BAMBINI e NASCITURI!…Gli effetti genetici dell’uso di armi all’uranio impoverito sono stati ampiamente documentati anche su questo sito!
    Non mi risulta che il Papa e la Chiesa Cattolica abbiano condannato l’utilizzo delle armi all’uranio impoverito!
    Qui di fianco mentre scrivo posso vedere il contatore dei morti per la quasi totalità civili iraqeni dovuti all’invasione USA: 1.163.944

    Tutto questo non ha provocato la scomunica dei politici cattolici italiani che hanno votato per l’appoggio all’invasione americana…mentre il Papa (vedi l’articolo linkato fonte infochiesacattolica.it) ha minacciato la scomunica dei politici messicani cattolici favorevoli ad una legge sull’interruzione volontaria di gravidanza.

    A voi ,alla vostra coscienza, trarre le logiche conclusioni!

    fonte
    http://www.infochiesacattolica.it/node/22

    BUSH RICEVUTO DAL PAPA
    Inserito da Alex il Sab, 06/09/2007 – 14:08 Rassegna Un capo di Stato uno Stato
    Bush, attuale presidente degli Stadi Uniti è in visita a Roma.
    Giornata importante per la capitale, per l’Italia, per il Vaticano.
    La visita ai capi di Stato è d’obbligo. Prima da Napolitano, poi dal Papa.
    Mezz’ora di colloquio privato tra i due più influenti capi di Stato del pianeta (si intende Bush e il capo di Stato del Vaticano).
    Sarebbe stato interessante in questa occasione essere la classica mosca che ascoltare ciò che si dicono questi “grandi” uomini contemporanei.
    Ma forse si correrebbe il rischio di finire in qualche minestra, o più facilmente essere disintegrati da qualche marchingengno supersofisticato.

    Non ci resta che immaginare allora.
    Magari si è parlato degli scandali pedofilia scoppiati negli USA, oppure il “Santo Padre” potrebbe aver fatto una bella ramanzina sulla pena di morte ancora in vigore negli Stati Uniti.
    E perchè no visto che è stata dichiarata giusta la scomunica ai politici messicani che qualche tempo fa dovevano far votare una legge sull’aborto.
    Riporto un articolo del 10 maggio da Reuters:

    PAPA SCOMUNICA ANTI ABORTO.
    E’ giusta la scomunica per i politici che votano le leggi a favore dell’aborto. Lo ha detto ieri il Papa, commentando una decisione della Chiesa (Cattolica) messicana. Poco prima aveva affermato che la chiesa cattolica “non fa politica” e rispetta la “laicità”.
    E’ dovuto subito intervenire Federico Lombardi, il portavoce del vaticano, per gettare acqua sul fuoco: “Il Papa voleva solo appoggiare la linea dei vescovi, non era una dichiarazione di scomunica ufficiale”.
    —————
    L’aborto un omicidio, ce chi la pensa così, ed io sono tra quelli, giusto all’ora criticare tale pratica. Ci si aspetterebbe all’ora, ancor più fortemente, una presa di posizione decisa e convinta sulla pena di morte, di individui già nati e coscienti uccisi dallo Stato…… ma forse è una battaglia che non merita attenzione, troppi nemici ci si dovrebbe fare ?
    Megli lasciarla fare a Pannella …

    fonte
    http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=2501

    VITTORIO ZUCCONI: Non è un segreto che tra i Bush e papa Wojtyla ci sia un rapporto forte, sigillato anni fa attraverso la persona e l’opera dell’allora nunzio apostolico a Washington, monsignor Pio Laghi, oggi cardinale. Pio Laghi, che ogni anno, per Natale, riceve puntualmente una cartolina di auguri con la fotografia della famiglia Bush al gran completo, mi ha raccontato più volte quali rapporti buonissimi intercorressero tra la nunziatura – e quindi il Vaticano – e la famiglia Bush.
    Anzi, il “clan” Bush, un “clan”, per così dire, più forte di quello dei Kennedy, dal momento che ha prodotto un senatore e due presidenti, obiettivo mai raggiunto dai Kennedy, anche per ragioni, diciamo, “traumatiche”.
    D’altro canto non è un segreto che tra papa Wojtyla e i Clinton non c’è mai stato un rapporto molto amichevole. Forse non sul piano personale – questo non lo sappiamo – ma c’era un’evidente divergenza di vedute, soprattutto sui temi della morale. Basti pensare alle diverse posizioni sulla questione dell’aborto e su quella degli omosessuali.
    Le differenze tra i Bush e i Clinton nel loro rapporto con Giovanni Paolo II nascono anche dalla loro diversa appartenenza religiosa: i Bush appartengono a quelli che negli Usa chiamano “i protestanti della corrente centrale”, cioè i protestanti inglesi, episcopali, presbiteriani, anglicani, che non sono dei fondamentalisti militanti come i battisti del sud, la confessione evangelica a cui appartengono i Clinton. Inoltre, non dimentichiamo che il fratello del presidente attuale, Jeb Bush, il governatoreýdella Florida, si è convertito al cattolicesimo. Per i malevoli non è stata proprio una conversione disinteressata, visto che i cattolici in Florida sono tantissimi e pesano nell’elezione del loro governatore, ma è inutile fare il processo alle intenzioni.

  • albertgast

    Sono donna, sono mamma e sono nonna. E non ho mai abortito. Di figli ne sono venuti solo due, e problemi fisici in gravidanza ne ho avuti anche d’avanzo.
    Credo di avere tutti i titoli per parlare della questione sollevata da Ferrara.
    Il primo pensiero che ho avuto, la sera stessa che ha lanciato la sua cosiddetta moratoria, è stato: “un uomo non dovrebbe MAI occuparsi di queste cose in QUEL modo.”
    Poi mi ha assalito una grande tristezza.
    Ogni giorno, ogni singolo giorno, leggiamo sui giornali di donne violentate, maltrattate, ammazzate.
    Ormai sta diventando una non-notizia essere ammazzata dal proprio partner, o ex tale.
    Non ho ancora sentito nessuno promuovere la moratoria sulla violenza alle donne.
    E magari la si vorrebbe costringere anche ad accettare il figlio dello stupro.
    Eh già……la donna non è una persona, è solo un contenitore senza valore, una incubatrice senza diritti nè volontà.
    Oscurantismo…..medio evo…..
    E poi? Quando i nostri figli li abbiamo anche cresciuti con tutto l’amore di cui siamo capaci, (ed è tantissimo), arriva un UOMO che ce li stupra, rovinandoli per sempre.
    C’è qualcuno che si è attivato per promuovere la moratoria contro gli stupri ai bambini?
    Non mi risulta.
    Anzi, quando si parlò dei preti pedofili, lo stesso Ferrara sul suo giornale minimizzava, dimostrando di non aver capito nulla dell’argomento.
    E se finalmente riusciamo a farli diventare adulti, c’è sempre qualcuno che si inventa una guerra, addirittura preventiva, addirittura basata su balle colossali, e ci tocca vederli partire e spesso non tornare.
    C’è qualcuno che ha promosso la moratoria contro le guerre? No.
    Eppure ne muoiono di bambini nelle guerre, altrochè se ne muoiono.
    Ma forse i bambini degli altri valgono meno dei nostri embrioni….
    Mi si dice poi che si debbono far nascere anche i bambini gravemente malati.
    Come se far vivere loro una vita d’inferno fosse buono e giusto.
    Non parlo dal punto di vista religioso, intendiamoci.
    Se uno è religioso praticante è la sua religione che gli impone certi comportamenti e su questo non c’è nulla da discutere.
    Ma dal punto di vista di chi religioso non è?
    Nella mia lunga vita ho visto tante famiglie accogliere bambini con seri problemi ed ho visto quanto quelle povere famiglie ne siano uscite devastate.
    Perchè, siamo sinceri, se in una famiglia c’è un bambino con problemi seri, sono in tanti a parlare, ma quando si tratta di dare un aiuto concreto, allora sono in pochissimi a prestarsi.
    Ecco, se Ferrara in questo momento si stesse occupando di bambini con seri problemi, allora forse avrebbe un piccolo titolo per parlare, ma così è troppo facile, anzi è obbrobrioso, quasi offensivo, direi, verso quelle povere famiglie.
    Non servono leggi, nè moratorie o altre sciocchezze. Servono aiuti, concreti.
    Serve qualcuno che ti aiuti dandoti TEMPO, il tempo di uscire per fare la spesa, per andare una volta ogni sei mesi dal parrucchiere, per andare dal medico ecc ecc….
    Poi se ne potrebbe parlare, non prima.
    Ma che ne sa lui di come si sente una donna quando si accorge di aspettare un bambino?
    Che ne sa della gioia immensa, ma anche della preoccupazione, del terrore per le cose che potrebbero andar male?
    Che ne sa del tormento che lacera i cuori quando si deve prendere una decisione sull’accettare o no quella nuova vita?
    Che ne sa dei rimorsi, sia nell’un caso o nell’altro?
    Intromettersi nel meraviglioso,indissolubile, portentoso legame fra una donna e il figlio che aspetta, farne una crociata politica, questo sì mi sembra un delitto, di quelli gravi, che urlano contro la Vita.
    Intromettersi senza sapere, senza averne il diritto.
    E, colmo dell’ignominia, farne addirittuta un partito.
    Io vorrei che tutte le donne in difficoltà potessero avere qualcuno con cui parlare, confidarsi, farsi aiutare. Ma questo qualcuno non deve avere pregiudizi, nè religiosi nè di altra natura.
    Ci vorrebbe qualcuno equilibrato, che sapesse di cosa si parla e cosa si può fare.
    Qualcuno che non giudica, nè colpevolizza, nè tanto meno costringe.
    Insomma, ci vorrebbe una donna.
    Magari una donna che ci è già passata.
    Poi, ma solo dopo, ci vorrebbero leggi che aiutano queste donne, qualsiasi sia la decisione che prendono.
    Questo sì che, a mio parere, sarebbe buono e giusto.