DIETROLOGIA IRANICA PER PRINCIPIANTI

DI GIANLUCA FREDA
blogghete.blog.dada.net!

Il mio articolo di ieri ha sollevato alcune critiche, soprattutto nella parte riguardante la situazione postelettorale in Iran. Le critiche sono di tre tipi:

1) Ho affermato che Mousawi, lo sfidante di Ahmadinejad che ha perso con disonore le elezioni presidenziali, è un quisling americano; in realtà, mi fanno notare, egli è stato primo ministro per ben 8 anni ai tempi di Khomeini;

2) Ho affermato che i sostenitori di Mousawi, che stanno facendo di tutto per svendere il loro paese agli interessi israelo-americani, sono “quattro gatti”. In realtà sarebbero un sacco di gente (e vai con le foto delle folle oceaniche in via Azadi);

3) Ho affermato che i capi politici e religiosi dell’Iran – sempre che le rivalità reciproche in cui sono da tempo impelagati non prevalgano sull’interesse nazionale – dovrebbero stroncare senza pietà e con tutti i mezzi a disposizione le manifestazioni pro-Mousawi. Tale mia speranza renderebbe impossibile pensare ad Ahmadinejad e ai suoi sostenitori come ai profeti di un mondo migliore.

Riguardo la prima obiezione, confesso di averla girata e rigirata da ogni lato ma di non averla capita. E già, Mousawi è stato primo ministro per 8 anni sotto Khomeini. E quindi? In che modo ciò gli impedirebbe di essere un fantoccio manovrato da zampe USraeliane? Immagino che nella fervida fantasia di chi muove quest’obiezione un tale possa dirsi manovrato dagli Stati Uniti solo se ha la barba a pizzetto e la tuba a stelle e strisce come lo Zio Sam e solo se ingurgita cheeseburger a pranzo e cena. Anche se vive in una Repubblica Islamica e deve guadagnarsi il favore di folle islamiche. A chi muove quest’obiezione non posso che offrire la mia disponibilità a prestargli, quando lo desidera, la mia lunga scala da potatura che lo aiuti a scendere dal pero.

Riguardo l’obiezione numero due, devo effettivamente correggermi. I sostenitori di Mousawi non sono semplicemente “quattro gatti”: sono quattro gatti ben finanziati e istruiti da chi tenta di utilizzarli per garantirsi un maggior controllo sulla politica interna del paese, nonché ottimamente sostenuti e pubblicizzati dall’intera stampa filoamericana internazionale. Solo uno scemo potrebbe pensare che una manifestazione di protesta possa tenersi nel centro di Teheran, contro le disposizioni del governo, in una congiuntura così delicata, senza essere appropriatamente sostenuta, favorita e logisticamente diretta da un apparato di potere di qualche rilevanza. Per gestire una simile manifestazione occorre garantire che i trasporti funzionino, che le comunicazioni siano efficaci, che i leader dell’adunata siano ben protetti e ciascuno al proprio posto, che i poliziotti entro certi limiti lascino fare e che la stampa internazionale assicuri una copertura tale da scongiurare un’azione di forza opportunamente drastica. In questo senso Repubblica, giornale-maggiordomo dei nostri colonizzatori, ha svolto un lavoro eccellente, riferendo senza esitazione dei “milioni di persone” in piazza a Teheran (immagino non si tratti di dati della questura), delle terribili e antidemocratiche manganellate buscate dai facinorosi (come se ci si potesse difendere dall’ingerenza di potenze straniere nella politica nazionale con le orazioni francescane) e supportando senza esitazione la tesi dei brogli elettorali basandosi sulla pura parola d’onore di Mousawi. Chi crede che le manifestazioni di protesta di questo tipo sorgano “spontaneamente” dall’anima del popolo ha urgente bisogno di darsi una ripassata alla fenomenologia delle “rivoluzioni colorate” dell’est europeo. Anche la mia scala dai molti pioli potrebbe essergli utile.

Infine la terza obiezione: manganellare e prendere a calcioni nelle palle un branco di decerebrati traditori del proprio paese non contribuirebbe all’edificazione di un mondo di pace in cui il leone giaccia con l’agnello. Ora, io so poco di leoni e di agnelli e che trombino come ricci o si facciano reciprocamente a cotolette poco mi cale. Quello che so è che se si desidera un mondo non dico “migliore”, ma appena diverso dall’obbrobrio attuale, occorre una trasformazione degli assetti geopolitici presenti. Tali assetti geopolitici vedono Stati Uniti e Israele in posizione di netta e monolitica dominanza politico-strategica in molte zone del globo, particolarmente nella nostra. Vedono ogni paese che desideri una qualche autonomia (economica, politica, militare, energetica, industriale, perfino ideologica) dallo strapotere di questo moloch bifronte venire sistematicamente zittito e schiacciato con una prepotenza e una crudeltà senza eguali. So che solo in un mondo policentrico, in cui il potere USraeliano sia soltanto uno degli attori in gioco, sarà possibile trovare quel minimo di libertà di movimento che ci consenta di fare progetti di qualunque tipo, compresi quelli concernenti lo status relazionale di leoni e agnelli. Sperare che la bestia USraeliana rinunci a parte del proprio potere senza lottare equivale a essere suicidi, rimbecilliti o traditori. E i traditori – come sono appunto in Iran i sostenitori di Mousawi – vanno schiacciati, non solo per profilassi, ma anche per privare i dominanti della loro migliore e più efficace arma segreta: il rincoglionimento ideologico collettivo che riduce la ribellione ad agitazione scomposta e mediaticamente sostenuta di scimpanzè ammaestrati. Chi pensa che tutto ciò si possa ottenere con le bandiere della pace e i digiuni gandhiani si faccia pure avanti ad elencare i suoi successi.

Per capire ciò che sta succedendo a Teheran sarebbe sufficiente, ad un lettore appena smaliziato, ascoltare ciò che i padroni del mondo hanno da dire sugli avvenimenti in corso. La Casa Bianca ha appena espresso la sua “preoccupazione” sulla regolarità delle elezioni” (le irregolarità di casa loro sono evidentemente meno preoccupanti). E il dipartimento di Stato è “profondamente turbato” dalle notizie delle violenze seguite al voto. Il primo ministro inglese Gordon Brown ha detto che Teheran dovrà rispondere (a chi?) su “seri interrogativi” riguardo al voto. Anche un idiota capirebbe, a questo punto, per chi parteggiano questi marpioni. E si sa che nel loro modus operandi non esiste il parteggiare privo di sostegno finanziario e organizzativo.

Per rendere le cose ancora più chiare, vorrei infine citare un paio di brani tratti da questo articolo di Robert Fisk sull’Independent. Fisk è al di sopra di ogni sospetto di faziosità: detesta Ahmadinejad, inorridisce dinanzi alle repressioni poliziesche contro i sostenitori di Mousawi, apostrofa il rieletto presidente soprannominandolo “The Democrator”. Tuttavia, essendo pur sempre un giornalista (specie ormai rara) e non uno sguattero dell’ideologia imperiale, non può non far notare alcune evidenze. Cito e traduco dal suo articolo. Riguardo a Mousawi, Fisk scrive:

La vita, per il presidente Barack Obama, sarebbe molto più semplice se Mir Hossein Mousawi risultasse vincitore delle elezioni in Iran. L’uomo che fu primo ministro durante la guerra Iran-Iraq degli anni ’80 dice di mirare alla distensione con l’occidente, chiede a Mr. Obama di parlare insieme a lui alle Nazioni Unite ed ha avanzato l’idea di una commissione internazionale che sovrintenda alle procedure di arricchimento dell’uranio in Iran.

Chiaro a tutti? Mousawi vuole essere eletto per spostare l’asse dei rapporti internazionali dell’Iran, finora felicemente sbilanciato verso la Russia, a favore dei peggiori nemici del suo paese. Non è ancora stato eletto e già lecca i piedi a chi minaccia, un giorno sì e uno no, di intervenire militarmente per impedire il legittimo progresso scientifico e militare della nazione di cui aspira a diventare l’indegno presidente. Ma c’è molto di più. Fisk prosegue:

Egli [Mousawi] è a favore della liberalizzazione economica, sostiene il controllo dell’inflazione attraverso politiche monetarie e vuole rendere la vita più facile alle aziende private. Ha anche promesso di “modificare” l’immagine estremistica che l’Iran si è guadagnato all’estero sotto la presidenza di Ahmadinejad ed ha attaccato la spesa sregolata di petrodollari e denaro contante a favore dei poveri, la quale, egli afferma, ha provocato l’aumento dei prezzi al consumo. Ha anche perorato la rimozione del divieto imposto alle aziende private di possedere stazioni televisive.

Noi sudditi dell’Impero abbiamo già largamente sperimentato le gioie della liberalizzazione economica, delle politiche di controllo dell’inflazione, dei tagli al welfare, delle privatizzazioni e della svendita ai privati delle emittenti televisive. Chissà chi ha scritto questo originalissimo programma politico del candidato “moderato”?

Infine due parole sui tanto sbandierati “brogli elettorali”:

Faccio una pausa pranzo con un fedele e sincero amico della Repubblica Islamica, un uomo che conosco da molti anni, che ha rischiato la propria vita, che è stato in carcere per il suo paese e che non mi ha mai mentito. Abbiamo cenato in un ristorante che offre esclusivamente cucina iraniana, insieme a sua moglie. Egli è stato spesso critico verso il regime. E’ un uomo senza paura. Ma io devo ripetere ciò che mi ha detto: “I risultati delle elezioni sono corretti, Robert. Qualunque cosa tu abbia visto a Teheran, nelle altre città e in migliaia di paesi tutti hanno votato a stragrande maggioranza per Ahmadinejad. A Tabriz ha votato per Ahmadinejad l’80 per cento degli elettori. E’ stato lui che ha aperto in città i corsi universitari per la minoranza azera, affinché potessero laurearsi in lingua azera. A Mashad, la seconda città dell’Iran, si è determinata un’ampia maggioranza a favore di Ahmadinejad dopo che l’imam della grande moschea ha attaccato Rafsanjani del Consiglio d’Esame Rapido, il quale aveva iniziato ad allearsi con Mousawi. Essi hanno capito cosa significava: dovevano votare per Ahmadinejad”.

E direi che noi tutti possiamo capire che cosa significhi, nell’ambito della lotta interna per il potere, questa alleanza dell’ex presidente iraniano Rafsanjani, a suo tempo sconfitto proprio da Ahmadinejad, con un candidato dalle posizioni così marcatamente filoamericane. Lo capiamo benissimo. Qualcuno crede sul serio che gli iraniani siano più stupidi di noi?

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-06-15
15.06.2009

30 Commenti
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Tao
Tao
15 Giugno 2009 21:35

BRZEZINSKI DIETRO LE RIVOLTE IN IRAN ? DI PAOLO FAIS controventopg.splinder.com Dalle urne un verdetto che pare inaccettabile per l’alta finanza. Il recente viaggio di Obama in Medio Oriente, culminato nel discorso in Egitto, mostrato da tutti i media del pianeta come un gesto di apertura al mondo musulmano, all’insegna della discontinuità con l’Amministrazione George W. Bush, ha colto nel segno. Il tentativo di fomentare indirettamente le opposizioni tanto minoritarie quanto storiche negli Stati maggiormente non allineati alla politica atlantica (su tutti l’Iran degli Ayatollah) pare essere riuscito: la destabilizzazione libanese col recente scossone che ha consentito alla enorme coalizione filo occidentale di sconfiggere le forze di Hizbollah, ha fatto da preludio alla destabilizzazione stavolta soltanto verbale e “morale” del voto in Iran, poco dopo un attentato molto strano avvenuto pochi giorni or sono nel nord del Paese mediorientale, per cui sono stati già condannati a morte tre sedicenti membri di una cellula fondamentalista sunnita. Un’operazione mediatica abile e manipolante ha inculcato nelle teste dell’opinione pubblica di quasi tutto il Pianeta che Ahmadinejad, legittimo presidente della Repubblica Islamica, fosse in netto calo e che l’affluenza di moltissimi giovani alle urne avrebbe quasi certamente garantito la vittoria almeno al secondo turno… Leggi tutto »

2novembre
2novembre
15 Giugno 2009 21:42

Caro Freda è evidente che dietro i “casini” organizzati in Iran ci siano dietro gli usraeliani. La tattica è sempre la stessa , tipica dei guerrafondai stupidi e arroganti ,quali sono.
Il problema è : quante persone in Italia sono abbastanza libere ed informate da non abboccare alla propaganda dei nostri media venduti?

paolapisi
paolapisi
15 Giugno 2009 22:19

ero stata io a fare le obiezioni (le prime due almeno), e non ho nulla da aggiungere nè tanto meno da rispondere, a parte che non ho neanche finito di leggere questa sbobba. contenti voi di vivere in un modo di fantasia, contenti tutti. io saluto e taccio per sempre, almeno qui.

pietroancona
pietroancona
15 Giugno 2009 23:50

condivido tutto dalla a alla zeta. Mi preoccupa la riduzione di capacità interpretativa della sinistra italiana che sbanda e rolla paurosamente in gran parte votandosi ai giovani che vorrebbero un Iran “democratico”

Lo stesso disorientamento si è avuto in occasione della visita di Gheddafi in cui la questione fondamentale della riparazione dei crimini coloniali italiani in Libia è diventata secondaria ed inesistente rispetto la critica allo stesso Gheddafi. Conclusioni: Abbiamo contestato il tiranno e abbiamo anche confermato il razzismo profondo di una Italia colonialista

Pietro

Eli
Eli
16 Giugno 2009 1:11

Bravo Gianluca! Così si fa. E grazie per la controinformazione, anche se non avevo dubbi che dietro questa rivolta ci fosse un “manovratore”.
Leggete “Confessioni di un sicario dell’economia”, di John Perkins, edizioni Minimum Fax, scritto da un americano che è stato soggetto di corruzioni e manipolazioni della politica interna di vari stati sudamericani e non: questo libro mi ha aperto gli occhi.

edo
edo
16 Giugno 2009 1:13

Per ora, posso solo osservare che le modalità di soppressione delle manifestazioni popolari della repubblica teocratica sono le stesse delle repubbliche democratiche.

sidellaccio
sidellaccio
16 Giugno 2009 1:18

Con tutto il rispetto…
Io cerco solo di capire e valutare le argomentazioni.
E specialmente queste ultime, mi paiono un po’ debolucce…

buran
buran
16 Giugno 2009 2:59

Sarebbe interessante un parallelo con l’Italia. Che si direbbe se ad es. Franceschini la domenica delle elezioni verso le 18 proclamasse di essere il vincitore, e se la sera verso le 11,30, usciti i primi risultati dichiarasse che questi sono tutti truccati. Immaginiamo la convocazione il giorno seguente di una manifestazione a Roma, con cassonetti e autobus bruciati, vetrine spaccate, scontri etc., e un’altra il giorno dopo con tentativi di assalto alle caserme, con lo stesso Franceschini che arringa la folla. Si direbbe che la situazione è gravissima e che si tenta di ribaltare illegalmente l’esito del voto, no? Anzi, forse non ci si limiterebbe a controllare la situazione, ma ci sarebbe una risposta anche più dura. E poi, nei paesi dove si sarebbe in grado di truccare le elezioni in maniera così eclatante e brutale, come Moussavi sostiene sia avvenuto in Iran, in genere le opposizioni invitano al boicottaggio, non si presentano, denunciano IN ANTICIPO le elezioni come una farsa. In questo caso, invece, tutto sembra un copione preordinato.

fernando20
fernando20
16 Giugno 2009 3:14

Caro gianluca sono d’accordo con te…!! è da molto tempo che seguo il sito ma non ho mai scritto appunti, questa è la prima volta..direi che la situazione stà sfuggendo di mano un poco a tutti…ma pochi se ne rendono conto…

reza
reza
16 Giugno 2009 3:35

Gli iraniani e il movimento democratico iraniano hanno subito sempre l’ingiustizia che li veniva inflitto dalle forze straniere in collaborazione delle forze interne, ma non per mero profitto di queste ultime come avviene spesso nei paesi africani, bensi perché l’importanza geopolitica dell’Iran è vitale per l’equilibrio mondiale e per le forze che intendono egemonizzare il mondo e non solo medioriente o l’asiacentrale. Gli alleati Invaserò l’Iran (paese dichiarato neutrale durante la seconda guerra mondiale) nell’agosto del 1941 e senza quella invasione gli aleati non avrebberò potuto finire quella guerra nei termini e tempi come l’hanno concluso, alla conclusione della guerra l’Iran venne affidato alla dittatura dello scià nominato “il gendarma del Golfo persico”. Nell’agosto del 1953,la CIA e il mussad organizzarono un golpe contro Mosadee , rovesciando il suo governo democraticamente eletto dal Popolo mentre lo scià era fuggito a Roma e fecerò tornare lo scià al potere mentre Mosadeq veniva mandato in esilio per poi morire ed insieme a lui la lotta per la democrazia ed ora, l’iniziato a giugno ma probabilmente entro prossimo agosto,ci sarà un nuovo bagno di sangue in Iran , perché l’importanza geopolitica dell’Iran, secondo le potenze egemone del mondo, è troppo per essere lasciato… Leggi tutto »

Enrico
Enrico
16 Giugno 2009 3:48

Scusate, ma di cosa state parlando?
Qui siamo semplicemente di fronte a un signore, Ahmadinejad, che piaccia o non piaccia dietrologia più dietrologia meno, è stato riconfermato alla presidenza ottenendo più di 19 milioni di voti sui quasi 40 milioni di iraniani che hanno votato.
Mentre un altro signore, Mousavi, ne ha presi solo poco più di 9 milioni e non riconosce la sua pesante sconfitta mandando in piazza qualche centinaia di migliaia di persone che, se non si auto-controllano, prima o poi saranno veramente massacrate. Altro che i pochi morti che ci sono stati finora (sempre se sono veri i numeri che arrivano dai cosiddetti cosiddetti riformisti).

E una repressione da parte delle cosiddette Forze dell’Ordine, qualsiasi nome abbiano, verso una guerriglia urbana che non riconosce l’esito elettorale (così netto poi, tra l’altro) accadrebbe in tutto il mondo, dagli USA ai Paesi europei, dalla Russia alla Cina ecc. ecc. con morti, feriti e arresti.
E’ successo, succede e succederà sempre.

reza
reza
16 Giugno 2009 4:36

Bisogna chiarire alcune questioni: – Esiste in Iran un comitato (comitato di controllo della regolarità delle elezioni) che comprende un numero di delegati quanto sono i seggi, delegati che hanno il compito di osservare(e non far osservare)che non ci siano i brogli. A detto del capo di questo comitato; Ayatollah Mohtashami, il quale appena 2 ore dopo la chiusura dei seggi ha denunciato i brolgi, i sostenitori di Ahmadinejad avrebberò compiuto atti illegali in 75% dei seggi. – Il sito “Farnews” sostenitore di Ahmadinejad, senza avere mai pubblicato sondaggi prelettorali, alle ore 23.30 locali cioé, appena un ora e mezzo dalla chiusura dei seggi, senza far riferimento ai probabili exit poll(che per legge devono essere publicati e dichiarati tale)dava Ahmadinejad vincitore con 63-64% delle preferenze. A questa palese provocazione dei sostenitori di Ahmadinejad, alle ore 24.00 locali, mussavi rispondeva, riferendosi sia ai sondaggi prelettorali pubblicati che ai exit poll (ufficialmente pucclicati anche essi), dichiarando che secondo questi dati sarebbe lui il vincitore con circa 65% delle preferenze. – Ad Ayatollah Karrubi e Mohsen Rezai sarebberò andati rispettivamente, circa 650 mila e 250 mila preferenze, mentre questi candidati, i quali protestano ufficialmente anche loro contro i brogli, hanno un elettorato di… Leggi tutto »

Saysana
Saysana
16 Giugno 2009 5:16

Fatti, non pugnette.

nessuno
nessuno
16 Giugno 2009 5:20

Per Eli e a proposito di libri
Fratelli d’Italia
Ferruccio Pinotti
Edizione BUR
Pag.735 lettera E.
Nel libro Fratelli d’Italia non è presente ne citato nessun Elkann Alain
Un pò di notizie su Elkan

Nasce da un padre francese e da una madre italiana, ambedue di religione ebraica.
La madre, Carla Ovazza, discende da una famiglia di banchieri di Torino (nel 1976 sarà vittima di un sequestro di persona).
Un suo zio, il banchiere Ettore Ovazza, convinto aderente al Fascismo e amico di Mussolini, fondatore del giornale ebraico antisionista La Nostra Bandiera, fu assassinato nel 1944 dai nazisti insieme a tutta la sua famiglia.
Il padre, Jean-Paul Elkann, banchiere e industriale, è stato presidente della Comunità ebraica di Parigi (1967-1982) e a lungo ai vertici dell’amministrazione della Christian Dior SA.

Alain Elkann ha sposato nel 1975 Margherita Agnelli, figlia del defunto presidente della FIAT Gianni, dalla quale ha avuto tre figli dei quali due hanno intrapreso la strada del nonno,
Lapo Elkann e John Elkann. Dopo il divorzio si è successivamente risposato con Rosy Greco.

mikaela
mikaela
16 Giugno 2009 5:23

pochissime

reza
reza
16 Giugno 2009 7:23

Kadkhodai, portavoce del “Consiglio di Guardiani della Costituzione”, dopo l’incontro coi rappresentanti dei tre candidati durante il quale essi hanno presentato l’istanza di protesta ufficiale e denuncia di brogli e la richiesta dell’annullamento dei risultati dichiarati dal ministero degli interni:

I RISULTATI DICHIARATI HANNO VALORE LEGALE SOLAMENTE DOPO LA CONFERMA DI ESSI, ENTRO 10 GIORNI DALLA FINE DELLE VOTAZIONI ,COME STABILITO DALLA COSTITUZIONE E LA FATTIBILITA’ DELL’ANNULLAMENTO DI QUESTI, DOPO LE DOVUTE VERIFICHE E PALESARSI DI BROGLI, E’ COMPRESO IN QUESTA PROCEDURA.

Nella suddetta conferenza stampa, un giornalista ha domandato; SCUSI TANTO, MA IL FATTO CHE IL CAPO DEL CONSIGLIO E DUE MEMEBRI DELLO STESSO SIANO , IL PRIMO L’IDEOLOGO DI AHMADINEJAD, E GLI ALTRI DUE MINISTRI DEL SUO GOVERNO, NON PUO’ INCIDERE SULLA CORRETTEZZA DELL’OPERATO DEL CONSIGLIO E NON PUO’ CREARE DUBBI CHE IL CONSIGLIO POSSA GARANTIRE LA DOVUTA TRASPARENZA NELLA PROCEDURA DI CUI STA PARLANDO ?

Kadkhodai ha risposto; IL CONSIGLIO HA COMPITI COSITUZIONALI E LE SUE DECISIONI VENGANO MESSE A VOTAZIONE INTERNA QUINDI IL PROBLEMA CHE LEI PONE NON INCIDE SULLA CORRETTEZZA DEGLI OBBLIGHI A CUI IL CONSIGLIO E CHIAMATO RISPONDERE!!!

Boh, saremo a vedere.

Giosia
Giosia
16 Giugno 2009 10:25

Io invece aspettavo proprio il suo commento…mi interessa

Giosia
Giosia
16 Giugno 2009 10:30

Mi viene da dire solo una cosa:
per essere avverso al modello economico-culturale-politico imperialista degli stati uniti non mi serve far finta e convincermi che Ahmadinejad sia “il buono” in questa storia

Tonguessy
Tonguessy
16 Giugno 2009 10:42

In quanto alle minacce di tacere è già la terza volta che ne parli. Vuoi che ci cospargiamo il capo di cenere e ti scongiuriamo di non farlo? Bah….

Eli
Eli
16 Giugno 2009 11:49

Nessuno, grazie della precisazione. Te l’avevo detto in una nota seguente che avevo controllato su Fratelli d’Italia, e la notizia non era lì. Chisà dove l’ho presa. ‘Sto Alain Elkann poi mi sta così sulle scatole, con quell’aria da f****o mancato…Preferisco Lapo, guarda!

adriano_53
adriano_53
16 Giugno 2009 12:36

Brzezinski non ha alcun genio geostrategico particolare: ha solo grande influeza su alcuni settori della CIA.: afghanistan docet.

gianni72
gianni72
16 Giugno 2009 13:39

Una domanda per REZA:
in Iran che lingua si parla prevalentemente? Mi spiego meglio: io so che la lingua principale è il farsi o persiano e non, come molti credono, l’arabo.
Assodato ciò, è mai possibile sentire a teheren il grido Allah u akbar? Non sono parole arabe e non persiane? Questo per dire: è mai possibile che i giornalisti dicano di aver ascoltato quel grido nella notte?
GRazie

reza
reza
16 Giugno 2009 13:47

In Iran si parla Farsi, Azeri,Kurdi, Lori e l’Arabo.
La lingua Del Corano è l’Arabo e Allah Akbar si sente tra volte al giorno dai Moezin in tutto il paese.
Si, in Iran è frequente sentire gridare Allah Akbar nelle manifestazioni.

sbarbo04
sbarbo04
16 Giugno 2009 14:42

Hai proprio ragione! Da oggi in poi guarderò solamente il TG4, studioaperto o il TG1. Quelli si che danno informazioni davvero obiettive!!!! Pero’ prima devo lobotomizzarmi perchè per il momento ho un cervello che funziona.

myone
myone
16 Giugno 2009 16:18

L? iran e’ diviso in due, l’ iran quello vero di sempre, fondamentalista e chiuso, tanto ci si campa uguale, e bene se volgiono,
e l’ iran giovane, che vorrebbe cambiare, ma non ha ne capo ne cosa.
Il cambiamento che vorrebbero, quelli delle nuove generazioni,
non e’ altro che un’ apertura all’ occidentale del loro paese,
industrializzarsi, rokettarsi, liberarsi, ecc ecc.
Dalla padella alla brace alla fine.

Potrei pensare che non sia cosi, e che il loro candidato abbia maggiori vedute del privato iraniano,
e che sia solo un riassestamento migliore del loro paese,
senza intrufolarsi in morali religiose e politiche di parte, per arrivare a confronti come si sa’.
Ma difficile pensarlo. Chi si e’ liberato del (vecchio), e’ caduto come una patata, nel minestrone globale.
Hanno anche loro il loro pope interno, che verrebbe detronizzato, perche’ una linea, non puo’ stare in piedi con la linea di sempre.
Altri popi arriverebbero, con altre vesti. Solo cosi terrebbe la democrazia globale,
altrimenti, sarebbe solamente un’ apertura ad esporsi frontalmente con il tutto, che e’ usa, che e’ israele.

gianni72
gianni72
16 Giugno 2009 16:18

ok, grazie.

myone
myone
16 Giugno 2009 16:24

Rimanendo su questo, le elezioni sono state distorte. Falsate in pieno.

myone
myone
16 Giugno 2009 16:25

Poi mi chiedo pure, perche’ gli elettori della parte presunta vincente, non scendono in piazza?

myone
myone
16 Giugno 2009 16:30

Non credo propio che l’ iran diventando democratico, non piu’ sotto le vesti di islamico chiuso contro usa e isdraele, rimanga sempre da solo. Dovra’ assoldarsi per forze maggiori, o da una parte o dall’ altra, o nel suo fare, fara’ i favori o i torti di una parte o dell’ altra.
Penso che chi per loro, giustamente o no, abbia gia’ scelto, andando come prima visita, nel giro di pochi giorni, in Russia.
Con il governo di ora, si va’ in Russia, con un governo dell’ opposizione beffata, si va in Usa.
Vedremo alla fine che ha vinto le elezioni, veramente, da come si buttera’ la massa degli iraniani.

Enrico
Enrico
16 Giugno 2009 16:40

Obama oggi in un’intervista alla Cnbc ha detto “Penso che sia importante capire che, nonostante lo straordinario fermento in Iran, la differenza tra le politiche concrete di Ahmadinejad e di Moussavi non e’ tanto grande come appare. In entrambi i casi siamo di fronte a un regime ostile agli Stati Uniti”. E ora si aprano le danze della dietrologia…