DETTAGLI DA TENERE A MENTE SULL' ATTENTATO A BELPIETRO

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DI GIANLUCA BIFOLCHI
subecumene.wordpress.com

Mi asterrò da qualunque commento sulla disinvoltura con cui — in assenza di dati certi provenienti da un’indagine ufficiale — la destra del nostro paese si attribuisce i punti di un presunto mancato attentato alla vita del direttore di Libero Maurizio Belpietro, e ne dà la colpa alle opposizioni che hanno creato un “clima di guerra civile”. Conosciamo i nostri politici e non è il caso di tornare ogni volta sulla loro pochezza.

Vorrei semmai prendere per buona la versione che ora ci viene fornita sui fatti accaduti ieri a Milano, alle 22:45, nel condominio dove risiede Belpietro di Via Monte di Pietà, e mettere alcuni punti fermi da tenere a mente nei prossimi giorni quando se ne saprà di più.

A seguito, “AGGIORNAMENTO SUL CASO BELPIETRO” (Gianluca Bifolchi, subecumene.wordpress.com ); PER IL CAPOSCORTA LA STORIA SI RIPETE: EPISODIO SIMILE AL 1995, LE INDAGINI NON PORTARONO A NULLA, L’AGENTE FU PROMOSSO (Carlo Bonini, repubblica.it);Mi asterrò da qualunque commento sulla disinvoltura con cui — in assenza di dati certi provenienti da un’indagine ufficiale — la destra del nostro paese si attribuisce i punti di un presunto mancato attentato alla vita del direttore di Libero Maurizio Belpietro, e ne dà la colpa alle opposizioni che hanno creato un “clima di guerra civile”. Conosciamo i nostri politici e non è il caso di tornare ogni volta sulla loro pochezza.

Vorrei semmai prendere per buona la versione che ora ci viene fornita sui fatti accaduti ieri a Milano, alle 22:45, nel condominio dove risiede Belpietro di Via Monte di Pietà, e mettere alcuni punti fermi da tenere a mente nei prossimi giorni quando se ne saprà di più.

1) Dobbiamo premettere che il fatto che il misterioso attentatore, alla vista del caposcorta di Belpietro, abbia subito estratto una pistola e fatto fuoco ad altezza uomo riduce di molto le possibili spiegazioni: i malviventi non vanno in giro a sparare addosso al primo che passa. Evidentemente il caposcorta era stato riconosciuto, e l’attentatore (che si aspettava che lui scendesse in ascensore) temendo un possibile fermo e un controllo di documenti — e magari la scoperta della pistola — ha reagito per eliminare la minaccia. Non sto dicendo che le cose siano necessariamente andate così. Affermo solo che presa per buona la testimonianza del caposcorta questa intepretazione sembra la più naturale.

2) Tutti parlano di “inceppamento” della pistola dell’attentatore. Forse sarebbe più giusto parlare di “cilecca”. Tipicamente l’inceppamento ha luogo o per l’inserimento del colpo nella camera di scoppio o per l’estrazione del bossolo. Ma in ogni caso in una pistola semiautomatica, se c’è un colpo in canna, questo spara, e l’inceppamento riguarda solo i colpi successivi. Il caposcorta dichiara di aver sentito distintamente il “click” del cane, e questo significa che non vi è stata accensione della cartuccia, un problema chimico, più che meccanico. Un uomo esperto di armi da fuoco in questo caso potrebbe tentare di riarmare il cane e fare fuoco una seconda volta, ma non è successo. Non saprei valutare statisticamente la probabilità di quest’evento rispetto a quello del più classico inceppamento.

3) Il punto 1) ci dice di una minaccia attentamente pianificata. L’attentatore conosceva gli uomini della scorta di Belpietro e i movimenti di quest’ultimo. Ma se vi sono stati appostamenti, la scorta stessa potrebbe aver notato qualcosa nei giorni precedenti. Ricordiamo che il caposcorta è stato abbastanza vicino all’attentatore da notare decorazioni sul colletto della sua giacca somiglianti a mostrine militari, e inoltre ha identificato l’arma come una semiautomatica Beretta del tipo in uso alle forze dell’ordine. Un identikit è stato già annunciato.

4) La pistola efficientissima del caposcorta non ha fatto vittime. Si dice ora che i colpi sono stati sparati a scopo intimidatorio. Due in rapida successione e un terzo successivamente, quando l’altro uomo era già in fuga rocambolesca. Dato che è già stata aperta un’inchiesta per tentato omicidio, credo che il livello di minaccia percepito dal caposcorta fosse tale da autorizzare che sparasse per ferire e non per intimidire. Ma l’uomo ha deciso diversamente.

Gianluca Bifolchi
Fonte: http://subecumene.wordpress.com
Link: http://subecumene.wordpress.com/2010/10/01/dettagli-da-tenere-a-mente-nellattentato-a-belpietro/
2.10.2010

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