DESTRA, SINISTRA E ALTRI TIC ANTROPOLOGICI

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com/

Questo blog ha due piani: quello dei miei post e quello dei commenti.

Come ho già detto altre volte, per qualche misterioso motivo, i commenti sono spesso di altissimo livello, e toccano i temi più svariati – invito i lettori a non fare come me, che in genere guardo solo i post ma non i commenti dei blog altrui.

Tra le persone che aiutano a mantenere questo livello, c’è Andrea Di Vita, con cui in genere concordo mirabilmente.

Ieri lui ha fatto un’affermazione con cui invece non concordo: in questo articolo, quando critico “Andrea” non intendo in realtà lui, ma unicamente l’affermazione che lui ha fatto e che riporto qui.

Come sapete, quasi tutti i paesi occidentali hanno un elettorato spaccato quasi esattamente a metà tra un partito che si potrebbe chiamare “di Sinistra” e uno che si potrebbe chiamare “di Destra“.

E’ una spaccatura che esiste, che coinvolge milioni di persone, ma che non si riesce mai a definire.

Andrea Di Vita ha cercato di dare una breve definizione:

La Destra, di qualunque tipo (conservatrice, fascista, ecc.) parte dall’idea di difendere dei Valori Fondamentali dell’Essere Umano. L’appartenenza alla comunità dei credenti in tali Valori è dunque il criterio di base (siano essi Valori della Lega della Chiesa o del Partito). Chi non appartiene a tali valori è comunque un minus habens: ”io sono la la vite e voi i tralci, i tralci staccati dalla vite non portano frutto, seccano e vanno nel fuoco”. Per la Destra la libertà è la libertà DA qualcosa: il male, il peccato, la Reazione, l’Immigrato, cambia di volta in volta, non ha importanza. Un ovvio esempio di Destra è lo stalinismo.

La Sinistra dice invece che cio’ che conta è il comportamento concreto dei singoli, non essendoci necessità di qualcosa come dei Valori Fondamentali a distinguere nella loro presunta Essenza o Anima o Razza o Identità gli esseri umani gli uni dagli altri. Un caso particolare è il marxismo (che parla di rapporti di classe), un altro è il libertarismo anarchico (che invece sottolinea l’importanza della autonoma responsabilità individuale), un altro ancora il relativismo etico proprio degli Illuministi, un altro è l’Epicureismo. Per la Sinistra la libertà DI fare qualcosa (gli acquisti, oppure l’aborto, oppure l’amore ecc.).

E’ chiaro che ogni forma di oppressione legalizzata, così come ogni linciaggio, ecc. è possibile solo quando ‘Io Ho Ragione E L’Altro Ha Torto’.”

Moltissimi italiani che si definiscono di Sinistra si riconosceranno nella definizione che dà Andrea. Anzi, diciamo che tranne pittoresche frange staliniste, la grande maggioranza di chi si dichiara di Sinistra vi si riconoscerebbe.

Ma questa definizione è utile per dividere in due la specie umana?

In Italia, chi vota per la coalizione detta di centrosinistra non coincide affatto con chi si dichiara di Sinistra. La divisione elettorale in due campi – che tendiamo a chiamare con i nomi primordiali di Destra e di Sinistra, come potremmo invece chiamarli di Su o di Giù – rispecchia semplicemente un sistema elettorale sostanzialmente uninominale. E il voto si basa molto di più su interessi concreti, che dipendono dal luogo dove si vive, dalla famiglia di provenienza, dalle proprie aspettative, molto di più che da astrazioni.

Le persone che si ritengono “di Sinistra” saranno al massimo il 20% della popolazione, una minoranza rispettabile, ma niente di più. Si può definire “di Destra” il restante 80% della popolazione?

E negli Stati Uniti, dove esiste sì la divisione in due partiti, ma dove quasi nessuno si dichiara “di Sinistra” o “di Destra”? E’ corretto definire “di Sinistra” quegli statunitensi che si riconoscerebbero nella definizione data da Andrea, ma che respingono l’etichetta “Sinistra”?

Ma il problema principale sorge con il termine “Destra“, che a mio avviso non è affatto complementare a “Sinistra”. Infatti, “Sinistra” è un termine che la Sinistra usa per se stessa; “Destra” è un termine che la stessa Sinistra – e nessun altro – usa per definire chi non è di Sinistra. Una divisione in due della complessità umana, che ricorda quella operata dai seguaci di Gesù. Che legittimamente definivano se stessi “cristiani”, e illegittimamente definivano tutto il resto dell’umanità “pagani”.

Il termine “Destra” viene fatto proprio, in Italia, da pochissime persone. E a volte solo per riflesso mediatico. Uno che dice “io voto a destra perché non mi piace che le Coop abbiano il monopolio degli appalti nel mio comune“, non sta affermando di essere di Destra, bensì usa un’abbreviazione del termine mediatico “coalizione di centrodestra”.

Il termine “Destra” viene respinto per primo dalle persone che i media chiamano “di estrema Destra”, cioè i neofascisti; ma anche dalla grande maggioranza degli ex-democristiani che si dichiarano piuttosto “moderati” o “di centro“. Solo alcuni accesi anticomunisti usano il termine Destra: “sì, sono di Destra, e allora?” E’ un termine reattivo, per dire, “io sono il contrario di voi di Sinistra”.

Molti in Italia si dichiarano “di Sinistra”, magari in maniera paradossale – lo hanno fatto, che mi ricordi, Berlusconi, Bossi e Maroni. Questo evidentemente significa che il termine “Sinistra” ha un valore di mercato molto diverso dal termine “Destra”. Non tra il 20% di italiani di “Sinistra”, ma nella società in generale. Cioè nella società che la Sinistra critica.

Ora, se il 20% degli italiani si riconoscono come di Sinistra, e il 5% come di Destra, cosa ne è del restante 75% della popolazione? E quel 5% che si ritiene “di Destra” si riconoscerebbe nella definizione che dà Andrea Di Vita?

Se esiste una Sinistra, non esiste una Destra. Esistono innumerevoli “non sinistre”, che la Sinistra accomuna arbitrariamente nella categoria di “Destra”.

Esistono cattolici conservatori che ritengono che le leggi umane debbano riflettere quelle divine, ma che credono anche a forme di solidarietà sociale: tutti fratelli perché figli di un unico Padre.

Ma esiste una “non sinistra” infinitamente più potente, che agisce in maniera pragmatica, con importanti sottintesi filosofici che però non si esprimono quasi mai come verità scritte. In sintesi, il sottinteso è: il mondo è caos, non esiste né Dio né senso, ma la libera volontà dell’individuo che si esprime attraverso la potenza faustiana dell’impresa.

L’impresa devasta e crea, trasforma tutto nello scontro quotidiano con la natura e tra gli uomini: uno scontro che ha bisogno di ciò che si chiama “democrazia“, perché è solo nella libera concorrenza politica ed economica che emergono i migliori.

L’impresa inventa un senso al mondo e incidentalmente migliora la vita a tutti coloro che sanno cogliere l’opportunità. Il resto del mondo è destinato a soccombere a causa di superstizioni, rigide regole, stati scialacquatori, vincoli familiari e culturali, regimi non democratici.

Il filosofo Leo Strauss ha espresso abbastanza bene questa ideologia, per cui la chiameremo “straussismo“: solo per capirci, perché Leo Strauss non ha inventato nulla e probabilmente è ignoto alla maggioranza delle persone che io chiamo arbitrariamente “straussisti”.

Questa è la cultura dominante di coloro che oggi fanno realmente la storia. Che non sono blogger, bensì imprenditori, militari e uomini della finanza. Lo straussismo quindi è la “non sinistra” che conta. Ma è “Destra” nel senso in cui la intende Andrea?

Anzi, mi viene il sospetto che lo straussismo abbia qualche punto di contatto con la “Sinistra” descritta da Andrea.

Ovviamente c’è una differenza importante: il libero individuo di Andrea è sicuramente rispettoso del prossimo, mentre il libero imprenditore straussista il proprio prossimo lo licenzia o lo bombarda. Però questa differenza non rientra nella classificazione di “Destra” e “Sinistra” che Andrea ha proposto.

Questa affinità non ha nulla di strano. Infatti, né la Sinistra di Andrea, né lo straussismo, sono pensieri astratti che sorgono dal nulla: sono entrambe prodotti del ceto medio-alto urbano dell’Occidente capitalista. Non a caso, la Sinistra di Andrea riceve definizioni individuali e non sociali: non si parla di cibo, di istruzione, di pensioni, ma di acquisti, aborto e amore.

Tutte cose che il libero mercato in principio dovrebbe offrire in abbondanza a chi detiene i mezzi economici.

Per questo motivo, la Sinistra di cui lui parla non ha rapporti con i movimenti che si sono dichiarati di Sinistra e hanno fatto la storia: in Russia, in Cina, in Vietnam, in Messico ad esempio. Anzi, credo che tutti i movimenti storici di quel tipo verrebbero da lui classificati come di “Destra”. Ma se quei movimenti sono stati di Destra, e sono state di Destra anche le istituzioni a cui si sono opposti, vuol dire semplicemente che il “Terzo Mondo è di Destra“; mentre il finanziere gay di Parigi che vota Sarkozy è “di Sinistra”.

“E allora, tu cosa proponi“, sento già sussurrare.

Niente. Nel senso che intendo usare i termini “Destra” e “Sinistra” il meno possibile, e quando li uso, cerco di farlo nel senso meno trascendente possibile. Ad esempio mi può scappare di definire di “Destra” chi in questo momento vuole fare tagli alla scuola pubblica (e più tagli propone, più diventa di “estrema Destra”). Non perché esista un astratto archetipo di “Destra”, ma semplicemente perché oggi si tratta di un progetto che è condiviso da gente che si riconosce più o meno come di “centrodestra”.

E va benissimo usare questi termini anche in riferimento ai buffi tic antropologici che caratterizzano alcuni italiani. Che so, è di Destra fare grandi matrimoni cui si invitano tutti i parenti, è di Sinistra fare le ore piccole in sale fumose litigando sugli aggettivi da usare in un Documento Politico.

Ma la vita è un’altra cosa.

P.S. Invito Andrea a rispondere, se vuole, non con un semplice commento, ma magari con un testo lungo da spedirmi in privato, e che ovviamente pubblicherò.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/post/21341326/Destra%2C+Sinistra+e+altri+tic+a
20.09.2009

10 Commenti
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stefanodandrea
stefanodandrea
21 Settembre 2009 23:56

Destra e sinistra sono concetti relativi, nello spazio e nel tempo. Nell’ottocento, la sinistra è stata a lungo, nei paesi europei, la portatrice delle “idee nuove”: le idee liberali, che gli avversari dopo il 1870 cominciarono a definire nichiliste. Con l’emergere del lavoro (principalmente degli “uomini di fatica”), il termine sinistra ha designato le politiche sociali e non tutti quelli che fino ad allora erano stati di sinistra lo restarono: la sinistra infatti, ormai, intendeva risolvere problemi diversi che appartenevano a ceti e classi diverse da quelle che avevano accolto le “idee nuove”. Se il Fascismo sia sato di sinistra o di destra dipende da ciò: cosa ha fatto il Fascismo sul piano delle politiche sociali (introduzione dele ferie obbligatorie, previdenza sociale, alfabetizzazione primaria e secondaria, ecc.) rispetto ad altri regimi, autoritari, totalitari o democratici, che intorno al 1920 si trovavano in una situazione sociale simile o identica a quella italiana? Se ha fatto molto o abbastanza allora il fascismo è stato di sinistra. Se non ha fatto abbastanza o ha fatto poco (sempre in relazione ad altri Stati che si trovavano nella medesima situazione) allora è stato di destra. Non ha senso, invece, paragonare la politica sociale ad un… Leggi tutto »

maristaurru
maristaurru
22 Settembre 2009 3:11

“è di Destra fare grandi matrimoni cui si invitano tutti i parenti, è di Sinistra fare le ore piccole in sale fumose litigando sugli aggettivi da usare in un Documento Politico”. Appunto una delle tante fAVOLE CHE SI RACCONTANO A SINSTRA, LA VITA è UNA ALTRA COSA dice l’articolista e non va oltre, perchè, è tanto brutto dire che cosa è la vita? Nella realtà abbiamo matrimoni ricchi e tradizionali negli ambienti variegati di sinistra, infatti questa come ogni parvenu che si rispetti, arrivata finalmente a esercitare il potere all’aperto dopo decenni di potere nascosto, aspira a pennacchi, onori, frequentazioni con i salotti buoni,feste , matrimoni con abito a strascico di sartoria nel vecchio castello affittato e con i camerieri in polpe,e simili amenità, questo almeno per la nomenclatura, che poi ha lasciato magnanimamente le sale scrostate e fumose e le masturbazioni mentali agli sfigati della base. Le favole son belle da leggere, ma anche il popolo di sinistra è maturo tanto da saper distinguere la fiaba dalla triste realtà, resta qualche giapponese testardo, ma non fa storia e per quanto si cerchi di fare fumo colorato, la realtà ci viene sbattuta per forza di cose sotto gli occhi ogni… Leggi tutto »

Sokratico
Sokratico
22 Settembre 2009 4:33

se vi può interessare tagliare il nodo gordiano, vi propongo un’intervista a TULLIO DE MAURO sull’alfabetizzazione in Italia. In sostanza il messaggio è che la democrazia vive di “discussione e informazione” e che in italia la gente non parla e legge a sufficienza per farlo! semplice, no? il 70-75% DEGLI ITALIANI NON E’ CAPACE DI INFORMARSI LEGGENDO LINK : http://damianorama.wordpress.com/2008/11/01/intervista-a-tullio-de-mauro-alfabetizzazione-e-democrazia/

Guinness82
Guinness82
22 Settembre 2009 4:55

Sacrosanto il finale dell’articolo: il comunismo, messa così è di destra, perchè veicolava dei valori, e si distingue dal comunismo immaginario dei novelli “sinistra e libertà” (che non sono comunisti!!!) che ne parlano come del sistema dove c’è libertà e bene per tutti una sorta di utopia mai realizzabile e fantasiosa (come essi stessi ammettono!!!).

Il regno della libertà è invece il liberal/liberismo sfrenato, ricordiamo che pure gli economisti classici criticavano monopoli e simili…

Non se ne esce, già alla fine del 1800 c’era chi diceva che destra-sinistra è una buffonata e siamo ancora qui a parlarne..

Tao
Tao
22 Settembre 2009 6:47

E’ arrivata la risposta di Andrea Di Vita al mio post su Destra e Sinistra . Eccola… in corsivo, brani del mio post cui Andrea risponde.Miguel Martinez  Mi scuso di essermi fatto vivo con tanto ritardo, ma non ho accesso a un PC tutti i giorni Cerco di rispondere punto per punto  alle osservazioni del post. ”Ma questa definizione è utile per dividere in due la specie umana?” Certamente no. E’ una definizione utile a classificare le idee. Poi, dato che le persone sono persone e non pietre, la stessa persona puo’ avere per un certo periodo idee di destra e per un altro idee di sinistra. Magari, se è colta e/o confusa, idee diverse coesistono. La sfumatura non nega la nettezza: così come lo schermo di un televisore è fatto di tanti minuti pixel, ciascuno con un colore ben definito, la tavolozza dei comportamenti umani, esaminata in dettaglio, rivela a volte idee di un tipo a volte di un altro. ”In Italia, chi vota per la coalizione detta di centrosinistra non coincide affatto con chi si dichiara di Sinistra.” Un’eccellente spiegazione dei fallimenti del Partito Democratico. ”Le persone che si ritengono “di Sinistra” saranno al massimo il 20%… Leggi tutto »

Affus
Affus
22 Settembre 2009 7:45

presupposti della destra 1. Destra metafisica e destra politica. Il termine “destra” nasce il 28 agosto 1789, durante la Rivoluzione francese, allorchè i deputati dell’Assemblea nazionale costituente, favorevoli a concedere al Re il diritto di veto sui lavori della stessa Assemblea, si collocano a destra della presidenza e quelli contrari si collocano a sinistra. Ogni opera diretta ad indagare l’essenza della destra, normalmente, prende le mosse da quest’evento storico. Ma coniare un termine non significa dare i natali ad un’idea. Infatti, ciò che oggi noi definiamo come destra è qualcosa di preesistente alla Rivoluzione francese, si tratta di un’idea antica quanto il mondo, di una visione che da sempre sovrintende allo svolgimento della vita sociale. Il 1789 non è l’anno di fondazione della destra. Al più è l’anno in cui una visione del mondo si è politicizzata. Con la Rivoluzione francese, infatti, ogni cosa è stata messa in discussione: i principi, un tempo unanimemente accettati e praticati, che sino ad allora avevano retto le sorti del mondo, sono stati contestati; tutto – dalla idea di Stato, alla attribuzione della sovranità, alla stessa religione – è stato fatto oggetto di scelta. Nel momento in cui la politica ha assunto la pretesa… Leggi tutto »

Affus
Affus
22 Settembre 2009 7:48

IL Movimento Etico Politico Culturale DESTRA RADICALE è un movimento di pensiero rivolto a tutti i simpatizzanti della Destra e a tutti quelli che sta a cuore il bene comune di una società e si ispirano a modelli etico-politici nel campo dell’azione sociale e della vera e sostanziale tradizione dei popoli . La Destra anche se spesso è andata incontro a grandi deviazioni e a falsificazioni , si ispira a modelli etico-politici non trattabili nè negoziabili , già dati e non da scoprire ,che guardano sempre con sospetto alcuni valori della moda odierna quali il libertarismo, il solidarismo , l’ugualitarismo, indici del realtivismo ed estranei ai fini specifici della legge naturale ,nonché ai fini dell’etica politica e del bene comune . Non essendo un partito ma un movimento di pensiero, i membri si propongono di sensibilizzare la coscienza del paese e dei cittadini ai valori etici universali nel campo della politica come prassi dell’azione sociale e attuarli nelle istituzioni dello Stato e nella società qualora abbiano la possibilità e i mezzi . Questi valori sono rigorosamente improntati alla giustizia tra le parti sociali e non all’uguaglianza perché la destra è per la giustizia e non per i valori derivati .… Leggi tutto »

Affus
Affus
22 Settembre 2009 7:51

DIFFERENZA IDEOLOGICA TRA LA VDR E LE PSEUDODESTRE ITALIANE. Vogliamo qui esporre alcuni concetti base delle radici ideologiche che differenziano la Destra e Le pseudodestre italiane . La prima ha le sue radici nel cuore dei secoli e dell’umanità ,in tutte le storie dei popoli perché ogni popolo ha alla base un insieme di famiglie e tradizioni su cui è costituito il sistema sociale con le sue sovrastrutture necessarie alla convivenza dei gruppi sociali all’interno di quel popolo . La Vera Dsetra Radicale individua come colonna portante della sua politica non l ‘adesione a proclami sulla razza o a fattori esclusivi della cultura di una nazione , che pure hanno il loro posto e la loro importanza in ogni sistema sociale . La VDR non parte dalle teorie marxiste di lotta di classe per affermare i diritti di una sola classe e non ha alla base del suo sistema filosofico il credo darwiniano della legge del più forte , dove la classe più unita e più forte sottometterebbe tutte le altre considerate parassitarie e dannose e avrebbe un ruolo di guida nel nuovo ed evangelico , anzi egualitario ( si fa per dire ) sistema sociale . No ! ma… Leggi tutto »

Affus
Affus
22 Settembre 2009 7:52

Una vera destra e la liberta’politica Se esistono dei valori fondamentali per una forza politica o delle verita per un movimento , quali esse siano , quel partito o quel movimento che tenta di realizzarle , e’ condizionato da quelle idee perché operando una scelta ne esclude altre . Evidentemente sul piano politico quel movimento crede che una vera liberta si ottiene proprio facendo delle esclusioni che minerebbero il bene che ognuno cerca sul piano politico . Il discorso della liberta quindi è legato a un bene . Selezionando quindi dei valori veri , si esclude la liberta , cosa che fa anche una democrazia che spesso crediamo paladina della libertà .Un credente di qualsiasi fede politica e religiosa ad esempio non è mai libero e non puo essere mai libero . Sul piano personale , se esiste una legge naturale universale che accomuna tutti gli uomini ,seguendo quella legge che è norma morale della coscienza , si esclude ogni libertà . Anche scegliendo una morale opposta a quella universale , si esclude il discorso della liberta . Evidentemente ognuno crede sul piano personale che si è liberi facendo determinate scelte . La liberta personale o della coscienza del singolo… Leggi tutto »

Affus
Affus
22 Settembre 2009 7:53