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DESTINO MANIFESTO

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com

Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna ormai stanno diventando il leitmotiv delle riflessioni delle comunità finanziarie internazionali, come se l’unica preoccupazione su cui ci dovremmo soffermare fosse la tenuta nel breve dei conti pubblici di questi paesi. Il cosa scegliere ed il dove posizionarsi a livello di investimento è stato da me ampiamente trattato in svariate occasioni e contesti mediatici, tuttavia l’interrogativo principe cui ci dovremmo porre in questo momento non è se il tal titolo di stato è a rischio default, ma piuttosto quale non lo sarà. Cercherò di trasmettervi questo mio pensiero nel modo più comprensibile possibile.

La crisi del debito sovrano in Europa è una crisi di natura strutturale (e non congiunturale) dovuta a fenomeni macroeconomici che hanno espresso tutto il loro potenziale detonante attraverso un modello di sviluppo economico turboalimentato da bassi tassi di interesse e costi irrisori di manodopera che porta il nome di globalizzazione. Quest’ultima non nasce dalla naturale evoluzione del capitalismo classico, quanto piuttosto è una soluzione studiata a tavolino da potenti lobby di interesse sovranazionale per risolvere l’angosciante diminuzione dei profitti e degli utili aziendali in USA ed in Europa, causa un progressivo ed inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione unito ad una decadente natalità dei nuclei familiari.

Le grandi multinazionali vedranno infatti costantemente contrarsi sia i fatturati che i livelli di profitto in quanto ormai quasi tutti i mercati occidentali sono maturi, saturi o addirittura in declino (pensate al mercato automobilistico, non sono casuali le recenti esternazioni di Sergio Marchionne). Tra quindici anni le persone anziane, gli over sessanta, rappresenteranno una quota sempre più consistente delle popolazioni occidentali (in Italia saranno stimati quasi al 40%). Una persona anziana purtroppo non rappresenta il clichè del consumatore ideale, infatti contribuisce marginalmente poco al livello dei consumi rispetto ad un trentenne (quest’ultimo infatti si trova appena all’inizio del suo progetto di vita: si deve sposare, deve comprare un’abitazione, fare figli, acquistare un’autovettura, divertisi nel tempo libero, andare in vacanza, vestirsi alla moda e così via).

Se da una parte infatti diminuirà il livello dei consumi, dall’altra aumenterà invece il peso angosciante del welfare sociale (ricoveri, degenze, assistenza medica e pensioni di anzianità) andando a pesare sempre di più in percentuale ogni anno sul totale della ricchezza prodotta. In buona sostanza stiamo parlando di paesi (USA, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna & Company) il cui destino è piuttosto ben delineato: inesorabile invecchiamento della popolazione, costante aumento dell’indebitamento pubblico, lenta deindustrializzazione e brutale impoverimento. Non so quanto potranno effettivamente servire i cosidetti programmi di austerity sociale, a meno di drastici e drammatici tagli alla spesa sociale ed alla pubblica amministrazione. Chi ha concepito la globalizzazione ha pensato proprio a questo ovvero come salvaguardare i livelli di profitto aziendali (e magari anche come farli aumentare) a fronte di un mutamento epocale della geografia dei consumi mondiali.

In Asia, con in testa Cina ed India, il 75% della popolazione ha un’età inferiore ai trentanni ed un reddito procapite in costante ascesa: si trattava pertanto di creare le premesse e le modalità per far aumentare il numero di persone che in queste regioni potessero iniziare a consumare a livelli similari a quelli occidentali. Grazie ad il WTO si è riusciti ad implementare un fenomenale trasferimento di posti di lavoro attraverso le “opportunità” delle delocalizzazioni produttive, spostando letteralmente fabbriche e stabilimenti, che avrebbero consentito di far nascere con il tempo una nuova classe media borghese disposta a spendere per le mode e le tendenze di consumo del nuovo millennio. Non bisogna essere economisti per rendersi conto di quanto esposto sopra: nel 2000 l’Asia contribuiva ad appena il 10% dei consumi mondiali, nel 2030 salirà a quasi il 40%. Come potenziale di crescita, ai mercati orientali si stanno affiancando anche i mercati dell’America Latina con la locomotiva Brasile in testa.

Stiamo pertanto assistendo ad un mutamento epocale: il baricentro economico e geopolitico del mondo si sta spostando verso Oriente ed anche verso il Sud del Pianeta. La crisi del debito sovrano in Europa è tutto sommato di portata inconsistente rispetto ai problemi che emergeranno nei prossimi cinque anni a fronte di oggettive difficoltà di approvvigionamento alimentare, soprattutto in Oriente che detiene superfici arabili decisamente incapaci a far fronte alla crescente domanda sia di cereali che (purtroppo) di carni da allevamento. Tra ventanni l’attuale modello economico dovrà essere in grado di fornire abitazioni, automobili, carburanti, acqua e cibo ad almeno 600 milioni di nuove persone: pertanto cominciate a chiedervi chi potrà ancora permettersi di avere il frigorifero pieno o i banchi del supermercati colmi e riforniti per accontentare lo scellerato e sfrenato consumismo del nuovo millennio. Destino manifesto per dirla alla Stewie Griffin.

Eugenio Benetazzo
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/event/destino_manifesto.htm
25.11.2010

Pubblicato da Davide

30 Commenti

  1. In poche parole la verità sulla globalizzzazione.

    Ed il perché vale la pena di distruggere il pianeta, pur di trascinare nella rovina le classi dirigenti che ci hanno portato a tutto questo.

  2. E quindi? Torneremo ai bei tempi andati quando quelli che volevano portare il regno di Cristo in terra si scontravano con quelli che volevano imporre la legge di Allah? Saranno allora i seguaci del Budda contro quelli della dea Kalì?
    Davvero la globalizzazione è una soluzione studiata a tavolino da potenti lobby di interesse sovranazionale per risolvere l’angosciante diminuzione dei profitti e degli utili aziendali in USA ed in Europa, causa un progressivo ed inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione unito ad una decadente natalità dei nuclei familiari.
    Perdoni Benettazzo ma ad una multi-nazionale che importa dove vende, a lei ed ai suoi azionisti interessa solo sopravvivere ed espandersi.
    E se fosse anche il tentativo di dare una vita dignitosa alla maggior parte della popolazione del pianeta Terra? Tentativo riuscito laddove vi era una classe dirigente in grado di cogliere l’occasione.
    E se fosse anche la premessa necessaria per un nuovo balzo di una umanità ormai omogeneizzata nel tenore di vita e sentire comune?
    Qualcosa nel progetto non é stata ben ponderato e qualcosa gli é sfuggita di mano, ma la sua analisi sembra monca ad uno come il sottoscritto, che pur essendo un catastrofista dichiarato, mantiene intatta la sua fiducia nell’uomo.
    luigiza

  3. Teorie che non condivido. Giusto per dire: la Cina con la legge sul figlio unico ha evitato di immettere nel mercato 400 milioni di nuovi consumatori. A che pro, se lo scopo è quello di aumentare i consumi? Per non parlare poi del Giappone, dove l’età media è la più alta al mondo (quindi consumi ridotti, stando a quello che dichiara Benetazzo)
    Ecco un po’ di dati sulla età media (2009)

    1 Giappone 44,4

    2 Germania 43,9

    3 Italia 43

    Età media più bassa, 2009

    1 Niger 15,1

    2 Uganda 15,5

    3 Repubblica Democratica del Congo 16,5
    http://gabrielecaramellino.nova100.ilsole24ore.com/2009/12/mappamondo-2010.html

    Stando a questi dati non l’Asia, ma l’Africa è il continente da “valorizzare” per come la mette il Benetazzo. Credo invece che certi valori culturali abbiano giocato un ruolo predominante nella scelta Asia vs Africa da parte delle multinazionali.

    E’ cosa utile abbassare l’età media oppure è cosa dannosa? Se è utile e noi Italiani non lo vogliamo fare (per tutta una serie di ragioni che non sto qui ed elencare) ben vengano i giovani di altre etnie a darci una mano.
    Se viceversa è dannosa per lo “sfrenato consumismo del nuovo millennio” perchè l’anziano “contribuisce marginalmente poco al livello dei consumi rispetto ad un trentenne” dovremmo rallegrarcene. Quindi ben venga l’innalzamento dell’età media
    Credo che la questione sia mal posta, in realtà. Quello che succede è il trend generale parla di aumento generalizzato dell’età media mondiale.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ageing_society
    Un fattore importante è la consapevolezza sempre crescente (magari è più un fatto inconscio che conscio, ma poco importa) di essere in troppi in questo pianeta. Il 21 Agosto c’è stato l’Overshoot Day. Consumiamo più di quanto abbiamo a disposizione, e credo sia questo il fattore principale per cui i paesi industrializzati fanno pochi figli.

  4. Concordo .
    Articolo ben fatto e quasi tutto corretto , su un solo punto mi sento di dissentire.
    Le multinazionali o come preferisco chiamarle Corporation , faranno sempre piu’ profitti .Basta cercare in rete per vedere che quest’anno hanno fatto profitti stellari , il record dei record . Questo è dovuto per le ragioni descritte nell’articolo ovvero le Corporation sfruttano il lavoro a basso costo degli Emergenti per rivendere i loro prodotti in mercati maturi Occidentali facendo margini altissimi , della serie quello che ha loro costa 1 la , lo rivendono a 100 qua

  5. Penso sia il caso di annotare il commento di Tonguessy: Overshoot Day del 2010 = 21 Agosto.
    Il problema a mio avviso presenta per il futuro soluzioni traumatiche o soluzioni condivise per portare gradualmente l’overshoot day oltre il 31 dicembre; in poche parole: decrescita dei consumi.
    Il fattore altamente preoccupante è che la politica mondiale è sottomessa alla varie lobbies finanziarie ed economiche che attualmente sono dominio di un particolare tipo di personaggi autistici.
    Ben fa la Cina a congelare l’espansione demografica, e se possibile ridimensionarla, ma con l’aumento dei consumi pro capite in Cina, questo non basta.
    D’altra parte quasi tutti i paesi occidentali sono in contrazione demografica, le età medie oltre i 40 anni la dicono lunga (quando l’aspettativa di vita è di circa 75 anni), ma questo è anche indice della qualità di vita, sempre più scadente e precaria in occidente.
    Da quando gli USA sono rimasti unica superpotenza, questa qualità di vita è addirittura precipitata, facendo, tra l’altro, precipitare gli USA nel limbo di fine impero.
    Sarebbe auspicabile che le nuove potenze emergenti potessero avere amministrazioni decisamente meno miopi e più intelligenti di quelle (occidentali) che hanno portato allo scatafascio (overshoot day al 21 agosto è solo i termometro per misurare la febbre al pianeta), altrimenti lo scotto da pagare sarebbe il collasso della specie umana (magari a macchia di leopardo) in uno dei famosi 5 livelli così ben descritti da Elizabeth Kubler Ross.

  6. mah!, a me sembra che lo scritto di Benetazzo sia di una evidenza a tutta prova. Sara’ anche che sia l’ Africa il continente da valorizzare, vista la sua eta’ media bassa, sta di fatto che invece lo è l’Asia: chissa’ perche’. A mio modestissimo avviso si tratta di background culturale: quello dei popoli indiano e cinese è considerevole, quello dei popoli africani molto meno, ma molto.Ci sono altri fattori, naturalmente, ma non posso scrivere un commento kilometrico. Cito solo la preparazione degli studenti orientali, le infrastrutture gia’ presenti e via discorrendo. Un amico ha scritto che il primario interesse delle multinazionali è la sopravvivenza e l’espansione: Sbagliato: è il profitto e solo il profitto. L’ espansione è solo funzionale allo stesso. Se invece vogliamo metterla in altro modo, piu’ filosofico, allora ammettiamo che i cicli storici si sono succeduti per millenni: alti e bassi, nascita e morte di intere civilta’. Che c’è di strano se l’impero romano d’occidente crolla per la seconda volta? Che volete che sia per gli equilibri mondiali la sorte di 60 milioni di Italioti? Nulla! dobbiamo solo aspettare l’anno prossimo, consapevoli che il crollo sara’ improvviso. Buona sorte a tutti.

  7. ” …. La crisi del debito sovrano in Europa è tutto sommato di portata inconsistente rispetto ai problemi che emergeranno nei prossimi cinque anni a fronte di oggettive difficoltà di approvvigionamento alimentare, soprattutto in Oriente che detiene superfici arabili decisamente incapaci a far fronte alla crescente domanda sia di cereali che (purtroppo) di carni da allevamento. Tra ventanni l’attuale modello economico dovrà essere in grado di fornire abitazioni, automobili, carburanti, acqua e cibo ad almeno 600 milioni di nuove persone ….” – Non si possono comparare quantitativamente due grandezze qualitativamente diversissime, non prima di aver evidenziato la legge di dipendenza tra le due, se esiste. La crisi monetaria è una crisi virtuale, del tutto artificiosa, quella alimentare e consumistica oltre la soglia di ecosostenibilità è una crisi reale, fisica, del tutto naturale. Una radicale riforma monetaria e sociale può risolvere la prima, nulla e nessuno può risolvere la seconda, neppure conferendo le multinazionali ai popoli. Qual’è, se esiste, la correlazione tra le due crisi? Che la prima esiste unicamente in virtù (si fa per dire “virtù”) di una breve (storicamente) epoca di supersviluppismo economico, di “conquista” dell’ambiente naturale tramite lo strumento tecnologico, una conquista violenta come ogni altra conquista, violenta verso la natura stessa oltre che verso altri esseri umani. L’unica cosa certa è che una tale epoca è giunta al culmine e sta rapidamente concludendosi, probabilmente in maniera violenta come da sua stessa natura. Questo sì è chiaramente prevedibile e forse prevenibile, ma solo usando meglio quello stesso cervello che “ha causato il problema”, come i disfattisti amano ripetere, senza capire se stessi.

  8. Ma dai, ma se stanno per arrivare gli alieni!

  9. Il problema politico è innanzittutto un probelama morale per un buon 70% della questione, poi diventa un problema culturale e tecnico in quanto l’impostazione morale, cioe legislativa, va calata nei vari ambiti geografici e culturali.

  10. Mi viene da considerare che una società che si trova in difficoltà perchè sta invecchiando, non emerginerà i giovani, non creerà sacche di precariato, non li terrà volutamente nella ignoranza degli ideologizzati di ogni colore, e senza nessuna necessità di mettere vecchi contro giovani, magari solo per sostituire alla vecchia lotta di classe, quella fra generazioni, terrà invece quei giovani in considerazione alta, essendo loro la chiave per un futuro vivibile e non certo le vecchie e corrotte cariatidi che guidano i mercati internazionali.

    Lavoro, studio “pulito” da speculazioni ideologiche che portino acqua ai ricchi mulini di questo o di quello, studi che formi non solo sapere nozionistico, ma valori universali, che sono poi quelli e quelli soli che uniscono e globalizzano, ma globalizzano il bene e non il male di culture e religioni tanto fuori dai tempi da risultare malate. Ci vuole tempo per raccogliere i frutti, ci vuole tempo e collaborazione.

    Dividere per distruggere è invece quello che vedo da oltre 60 anni, dividere per laida ricerca del POTERE, dividere per creare sofferenza e povertà, che è quello che ci sta portando a tutti, giovani e vecchi, questa schifezza a cui hanno messo il nome di globalizzazioone, che sta per povocare, guarda caso , nuove guerre e nuovi lucrosi affari per la finanza internazionale.

    Benetazzo sembra molto giovane, e leggendolo.. si vede come lo hanno saputo istruire a… non collegare per avere una visione di insieme, che in ogni caso se anche non risultasse esatta, comunque sarebbe meno angusta e misera del suo triste articoletto

  11. se la Cina avesse imesso 400 milioni di nuove baionette sulla piazza e il giappone altrettanto,allora sarebbero cambiati da un bel pezzo i rapporiti di forza economica nel mondo , quindi saremmo tutti da un pezzo sotto la leadership asiatica da un bel pezzo . Poi non sta scritto affato da nessuna parte nella bibbia cie il continente africanon debba essere abitato esclusivamente dai neri ,pensarlo è puro razzismo.

  12. Credo comunque che la produzione alimentare sia ancora lontana dalla razionalizzazione. Oggi il mercato occidentale ne è il termine naturale. Quando anche gli altri mercatici raggiungeranno o noi ci abbasseremo, allora ci sarà una maturazione della produzione/distribuzione per cui potrebbe essere che diminuiranno gli scarti. Per intenderci, gli scaffali pieni dei supermercati sono un lusso superfluo, sempre pieni vuol dire sempre eccedenza non consumata. Quindi essenzialmente il lusso non è necessario.

  13. La politica dipoende dall’economia che non è di sicuro una questione morale.

  14. guardi che le premesse della globalizzazione erano gia’ ben chiare nei primi anni 90 durante il dibattito (tra pochi) che ha preceduto il WTO. Potrebbe guardare un’intervista su youtube con James Goldsmith oppure leggere il suo libro “The Trap” dove lui, un business man in pensione, spiega per filo e per segno quali sono gli intenti della globalizzazione. E non si tratta della sua ipotesi.

  15. La globalizzazione è NATURALE. Dato che porta maggiori profitti è NATURALE che il sistema economico sia diventato così.

    Altrimenti i capitali se ne starebbero chiusi nei confini nazionali, crescendo facendo disastri e portando a guerre mondiali. E’ ovvio che il capitale cerchi uno sbocco.
    Quindi è una fesseria che la globalizzazione è una cosa inventata a tavolino e non naturale corso del capitalismo.
    Allora anche la guerra è decisa a tavolino ma proprio per allargare i confini del prorpio capitale. Quindi è una naturale esternalità del sistema.

    Che globalizzazione e guerra portino problemi e distruzione è ovvio. Ma il giudizio morale non serve a nulla; si deve comprendere il sistema prima di tutto. Comprenderlo e combattere intelletualmente per cambiarlo.

  16. E’ illegale?
    Non è forse il capitalismo che funziona inquesto modo?

    Pago un operaio 10, lui produce 25 con il suo lavoro.
    Vendo a 30.

    Sono un capitalista PARASSITA della società. Eppure sono al governo, posseggo giornali, radio, tv, partecipo ai summit più importanti dove si decide il futuro della società. La gente mi vota, e io MI rappresento in parlamento.

    Compro a 1 e vendo a 100 se c’è qualche pirla che me lo compra.
    Non si può fare concorrenza a me perchè sono talmente potente che se qualcuno entra sul mercato abbasso i prezzi, tanto io sopravvivo perchè ho una struttura di costi ben distribuita.

  17. E’ un processo inarrestabile.. la Cina sta già arrivando in Europa. Costruirà infrastrutture e comprerà appoggio politico.

    Bibbia??? Ma che c’entra? Non c’è scritto neanche nel Signore degli Anelli se è per questo.

  18. Il destino è manifesto per gli stati nazione in disintegrazione, non per tutti. Si potrebbe decidere che sullla terra italica le cose debbano funzionare in un determinati modo. Purtroppo, non solo non vi è accordo su come debbano funzionare – è un male al quale si potrebbe porre rimedio – bensì gli italiani sono convinti lo stato Italiano vada sacrificato. Per alcuni conta l’europa; per altri soltanto il territorio (i lluoghi in cui viviamo); altri ancora attendono il momento del proletariato internazionale; altri hanno teorizzato la moltitudine globale; altri – i più ingenui, nella migliore delle ipotesi – puntano su un’Europa che non c’è; altri ancora, favorevoli al multilateralismo sono faverevoli a stretti rapporti, che non affermano mai dover essere paritetici, con la russia. Perciò il destino, comincio a credere, è davvero manifesto. Ma solo per l’Italia. E non a causa della Casta, che è presente anche in altre nazioni. Bensì a causa del POPOLO BUE, senza spina dorsale, sensa amore per la propria storia (per gli elementi positivi), lamentoso, sfiduciato, pessimista. A salvarsi saranni I POCHI. Non non saremo tra loro. Non per colpa dei politici o dei banchieri. PER COLPA NOSTRA.

  19. ..Nostradamus aveva un figlio che voleva seguire le orme del celebre padre, però commise uno sbaglio: diede una data….lo presero che tentava di contagiare la peste visto che alla data da lui predetta non si era ancora verificata…ora Nostradamus non c’è più, ce ne sono diecimila e, per la legge dei grandi numeri, qualcuno ci azzecca…in queste analisi manca sempre il dato più importante ossia la scienza-tecnologia…quanto costerà l’energia fra 20 anni?…a che punto sarà l’ingegneria genetica?..quanto produrrà un ettaro di terreno?…queste sono le cose che determineranno il futuro economico e politico…mi sembra che, dopo gli economisti, gli “scienziati” che sbagliano di più siano i demografi…benetazzo è entrambe…

  20. AHH , AHHHH ! RUBARE NON è QUESTIONE MORALE ED ECONOMìCA ?
    MA TI COLLEGHI AL CERVELLO QUANDO PARLI?

  21. Sin dalla notte dei tempi i commercianti hanno sempre cercato di comprare la roba dove costava il meno possibile e rivenderla dove si guadagnava di più, per avere il massimo profitto possibile. Nulla è cambiato oggigiorno, con multinazionali e industriali che perpetuano lo stesso giochino, si produce nei paesi poveri e si vende nei paesi ricchi, per avere il massimo profitto. La novità è che stavolta si sono organizzati molto bene, hanno creato una loro organizzazione, il WTO, attraverso cui sono riusciti a distruggere molte barriere doganali, per cui ora il giochino riescono a farlo molto più spesso e facilmente che in passato. Le migliaia di delocalizzazioni avvenute con conseguenti licenziamenti, tanta gente senza più lavoro, costituirebbero per l’appunto la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la causa dell’inizio di questa crisi economica. In questo articolo Benetazzo sembra abbastanza diplomatico, quasi volendo giustificare quello che hanno fatto le multinazionali, con l’argomento della popolazione che invecchia, lo apprezzo sempre ma lo apprezzerei ancor più se andasse un pò più dritto al sodo degli argomenti.

  22. CARO L’AFRICA è DISABITATA !
    IL SUD AMERICA E’ DISABITATO, L ‘AUSTRALIA è DISABITATA , LA RUSSIA è DISABITATA !!
    SAI DOVE VANNO I CINESI A RUBARE LE DONNE DA SPOSARE ?
    VANNO IN VIETNAM ! NON HANNO PIU OPERAI PER LE LORO FAbBRICHE , NEANCHE I RUSSI PERCHè I PAPAVERI E SION NON VOGLIONO LA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE MONDIALE !
    NOI SIAMO ANCORA ALL’ ETA’ DELLA PIETRA E NON TE NE ACCORGI !
    NELLA BIBBIA C’è SCRITTO CHE TUTTA LA TERRA DEVE ESSERE POPOLATA E SOTTOMESSA ,ANCHE LAFRICA FA PARTE DELLA TERRA E MAN MANO CHE LA POPOLAZIONE AUMENTERA’ CI SARANNO NUOVE RISORSE , NUOVE SCOPERTE.
    OGNI COSA A SUO TEMPO ARRIVERA’ …
    NOI CI DOBBIAMO CONCENTRARE ADESSO SULLA GIUSTIZIA E SULLA MORALE , IL RESTO VERRA DATO IN PIU ……
    STA SCRITTO NELLA BIBBIA ! LEGGI LA BIBBIA, SCIOCCO, E NON UN ROMANZO DELLA MASSONERIA MONDIALE .

  23. CARO L’AFRICA è DISABITATA ! IL SUD AMERICA E’ DISABITATO, L ‘AUSTRALIA è DISABITATA , LA RUSSIA è DISABITATA !!
    Quindi te ne stai in Europa perchè almeno qualcuno ti ascolta?

  24. Se vedete su Youtube “Crisi 2008: ecco che cosa è accaduto”, sempre di Benetazzo, lì si capiscono un pò meglio alcune cose.

  25. Nella prefazione di «Per la critica dell’economia politica» del 1859, Karl Marx scrive: «nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza. A un dato punto del loro sviluppo, le forze produttive materiali della società entrano in contraddizione con i rapporti di produzione esistenti, cioè con i rapporti di proprietà (che ne sono soltanto l’espressione giuridica) dentro i quali tali forze per l’innanzi s’erano mosse. Questi rapporti, da forme di sviluppo delle forze produttive, si convertono in loro catene. E allora subentra un’epoca di rivoluzione sociale. Con il cambiamento della base economica si sconvolge più o meno rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura. Quando si studiano simili sconvolgimenti, è indispensabile distinguere sempre fra lo sconvolgimento materiale delle condizioni economiche della produzione, che può essere constatato con la precisione delle scienze naturali, e le forme giuridiche, politiche, religiose, artistiche o filosofiche, ossia le forme ideologiche che permettono agli uomini di concepire questo conflitto e di combatterlo. Come non si può giudicare un uomo dall’idea che egli ha di se stesso, così non si può giudicare una simile epoca di sconvolgimento dalla coscienza che essa ha di se stessa; occorre invece spiegare questa coscienza con le contraddizioni della vita materiale, con il conflitto esistente fra le forze produttive della società ed i rapporti di produzione. Una formazione sociale non perisce finché non si siano sviluppate tutte le forze produttive a cui può dare corso; nuovi e superiori rapporti di produzione non subentrano mai, prima che siano maturate in seno alla vecchia società le condizioni materiali della loro esistenza. Ecco perché l’umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perché, a considerare le cose dappresso, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione. A grandi linee, i modi di produzione asiatico, antico, feudale e borghese moderno possono essere designati come epoche che marcano il progresso della formazione economica della società. I rapporti di produzione borghese sono l’ultima forma antagonistica del processo di produzione sociale; antagonistica non nel senso di un antagonismo individuale, ma di un antagonismo che sorga dalle condizioni di vita sociali degli individui. Ma le forze produttive che si sviluppano nel seno della società borghese creano in pari tempo le condizioni materiali per la soluzione di questo antagonismo. Con questa formazione sociale si chiude dunque la preistoria della società umana.»

    Che cosa significa creare le condizioni materiali? Significa creare i mezzi, gli strumenti. Qual è il mezzo per opprimere i popoli? La moneta. Chi emette la moneta? Chi detiene i mezzi di produzione. Chi detiene i mezzi di produzione? Le banche e l’alta finanza. Soluzione: bisogna sostituire la moneta delle banche con la moneta del lavoro.

    http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/dhx%20work%20it.pdf

  26. BLA , BLA , BLA , BLA’ ……..

  27. gli unici che fineremo distrutti saremo noi bianchi europei.
    I capitalisti non di sicuro

  28. Ipocrisia od ignoranza?

  29. Tutt’e due !