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A police car drives past The Fairmont Le Montreux Palace hotel in Montreux on May 29, 2019, which is scheduled to host the annual Bilderberg meeting. - More than a hundred of the world's elite including Henry Kissinger, Mark Carney, Bruno Le Maire or White House Adviser Jared Kushner, Donald Trump's son-in-law will meet at the secretive Bilderberg summit that will takes place this year from 30 May to 2 June in Montreux. (Photo by Fabrice COFFRINI / AFP)

Dentro il Bilderberg: ecco di cosa si discute davvero

DI STEFANO FELTRI

ilfattoquotidiano.it

SVIZZERA – LINEA DURA SULLA CINA E TIMORI PER LE IMPLICAZIONI MILITARI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL RACCONTO DEL MEETING PIÙ RISERVATO

Cinque anni fa i post sui social durante il meeting Bilderberg erano 20.000, nel 2019 sono stati poche centinaia.

I contestatori convinti che nell’hotel Fairmont a Montreux, in Svizzera, si prendessero decisioni segrete erano una decina di pacifici Gilet gialli e quattro blogger.

Eppure questo evento, il numero 67, continua a far discutere. Io ho partecipato, da giovedì sera a domenica. L’aspetto più dibattuto è la “segretezza”, anche se online viene pubblicata la lista sia dei partecipanti che degli argomenti.

I meeting del Bilderberg iniziano nell’omonimo hotel nel 1954 a Oosterbeek, su iniziativa del principe d’Olanda Bernardo. Durante la Guerra fredda si moltiplicano le iniziative per consolidare i rapporti tra élite di Europa e Stati Uniti in chiave anti-comunista.

Della maggior parte di questi programmi oggi resta poco, ma il Bilderberg resiste e fa discutere. Perché nessuno capisce bene cosa sia: non è un think tank, non produce documenti, non è neppure un’organizzazione (c’è solo una struttura amministrativa e un comitato per gli inviti), non si diventa “membri” come invece accade per l’Aspen Institute o il Rotary. È un evento che nasce e muore in un weekend.

Ogni anno vengono selezionati 130-150 partecipanti: alcuni sono vecchi saggi la cui opinione è sempre utile, come l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger o l’attivista per i diritti civili degli affroamericani e uomo d’affari Vernon Jordan, altri sono persone con un incarico di rilievo (il genero di Donald Trump e inviato per il Medio Oriente Jared Kushner), altri esperti dei temi in agenda (Nick Bostrom per l’intelligenza artificiale), altri ancora leader emergenti (Stacey Abrams, senatrice della Georgia). C’è anche qualche giornalista, da Lilli Gruber ai direttori di Bloomberg ed Economist. Alcuni membri facoltosi finanziano l’organizzazione, ciascuno dei partecipanti si paga viaggio e albergo (a cinque stelle).

E la segretezza?
Per rispondere bisogna spiegare cosa si “fa” al Bilderberg. Questi meeting sono l’apoteosi della cultura americana del networking. Non solo scambio di biglietti da visita, ma costruzione di rapporti personali come ponte tra culture, professioni e idee diverse.

Tutto è pensato per questo. Fin dalla prima cena con free sitting. I posti a tavola non sono assegnati, puoi trovarti accanto a Kissinger come a Patrice Caine, ad della Finmeccanica francese Thales o a Robert Rubin, ex segretario al Tesoro Usa. Il clima è informale, tutti parlano con tutti, anche con il re dell’Olanda Willem-Alexander.

Venerdì il primo panel comincia già alle 8 del mattino, l’ultimo finisce alle 19, un paio di pause caffè e un rapido pranzo a buffet.

Un moderatore, due-tre relatori, niente slide, mezzora di interventi e poi dibattito. Relatori e pubblico, tra un panel e l’altro, si scambiano di ruolo. Kissinger, a 96 anni, sale due volte sul palco, una volta da intervistato, l’altra da intervistatore.

Quando la domanda dal pubblico supera il minuto, scatta un lampeggiante rosso. I posti sono in ordine alfabetico: il mio vicino di banco è lo storico di Harvard, Niall Ferguson. Ci deve essere una qualche gerarchia segreta e implicita per le domande, lui riesce sempre a farsi dare la parola, io no.

Brexit, Intelligenza artificiale, minacce cyber e poi Cina, tanta Cina. Blogger e curiosi si chiedono: “Che cosa ha da dire il Bilderberg su questi temi?”.

La risposta è difficile. La platea è abbastanza omogenea (europei o americani, anglofoni, cosmopoliti), ma di rado ci sono due che la pensano allo stesso modo.

Ci sarà un secondo referendum in Gran Bretagna oppure ormai l’uscita dall’Ue è certa e bisogna solo auspicare che sia anche rapida?
La Russia di Vladimir Putin è un vero pericolo o è aggressiva per mascherare le sue fragilità?

Ognuno ha un’opinione diversa, nessuno sente l’esigenza di arrivare a una sintesi. Ne azzardo una io, a bilancio dei quindici panel. L’Europa è ai margini dei pensieri degli Stati Uniti, concentrati sulla Cina: gli americani hanno confidato per qualche anno che insieme al benessere a Pechino arrivassero riforme, democrazia e mercato.

Ora hanno capito che non succederà e reagiscono di conseguenza. L’Ue tentenna.

Nella sala conferenze dell’hotel Fairmont non c’è Greta Thunberg, ma banchieri, imprenditori e ministri sembrano consapevoli del fatto che il cambiamento climatico o si ferma ora o sarà troppo tardi.
E che le tecnologie verdi sono una opportunità di business, purché l’uscita dal carbone e dalle energie fossili avvenga senza troppi traumi.

Poi c’è l’intelligenza artificiale: “Non è una questione filosofica, ma militare”, riassume un partecipante. Ricorre l’analogia con il progetto Manhattan. Ma Enrico Fermi lavorava all’atomica per il governo Usa, non per aziende della Silicon Valley guidate da nerd che non hanno finito il college.

Alcune parole che riempiono giornali e tv non vengono mai citate: populismo, migranti, disuguaglianza.

E l’Italia? È nell’agenda di alcuni partecipanti, ma solo per le vacanze in Toscana. A cena, qualcuno chiede “che farà adesso Salvini?”. Altri se Matteo Renzi, qui ancora popolare, “avrà un futuro in politica”.
Renzi, che ha imparato l’inglese e continua a essere percepito come il giovane premier riformatore ma sconfitto, era al suo primo Bilderberg.

Ma torniamo alla segretezza.
La regola è “Chatam House”: si possono usare le informazioni, ma non attribuire virgolettati ai singoli partecipanti.

Nel caso del Bilderberg un principio standard per i seminari a porte chiuse viene contestato: i cittadini non hanno forse il diritto di sapere?

Due risposte.
Primo: tutti i partecipanti sono già attivi nel dibattito pubblico, dove però devono pesare le parole. Se un banchiere chiede informazioni sull’intelligenza artificiale, qualche analista penserà che vuole investire nel settore, se un ministro esprime un dubbio sull’Iran sembrerà una posizione dell’intero governo.
La formula del Bilderberg permette interlocuzioni senza conseguenze (e senza gaffe).

Ma c’è una seconda ragione: il meeting si regge proprio sul chiudere persone di mondi diversi insieme per qualche giorno, le discussioni iniziano al cocktail, proseguono nella sala conferenze, si sviluppano a cena, finiscono al bar dell’hotel con whiskey che gli esperti giurano essere notevoli.

Non c’è differenza tra “lavori” e pause. Quella che dall’esterno pare segretezza, da dentro risulta assenza di distrazioni e formalità. Manager, primi ministri e accademici che di norma non hanno cinque minuti per una telefonata, per un intero weekend si dedicano a riflessioni ad ampio spettro e incontri con persone che mai avrebbero incrociato altrove. La “selezione all’ingresso” dovrebbe garantire che non sarà tempo sprecato.

Di complotti, io non ne ho visti. A parte un bigliettino allungato con discrezione sospetta al mio vicino Niall Ferguson. Ma era solo l’invito a sedere a cena al tavolo di uno degli organizzatori.

L’ultima sera l’aperitivo è su una barca sul lago di Ginevra, la cena preparata servita in un castello. La riservatezza limita l’ostentazione, ma il Bilderbeg è eccome un appuntamento di élite.

Anzi, è il laboratorio di una nuova élite transatlantica oggi non più prodotta spontaneamente dalla globalizzazione.

Tra Brexit, Trump e caos nell’Ue, le due sponde dell’Atlantico sono più lontane ora che al tempo del primo meeting nel 1954.

Se il comitato che seleziona i partecipanti ha avuto fiuto, qualcuno dei presenti a Montreux accederà a posizioni ancora più alte. Magari il finlandese Erkki Liikanen prenderà il posto di Mario Draghi alla Bce, forse Stacey Abrams sarà la nuova stella dei Democratici Usa. O forse Renzi smetterà di fare discorsi a pagamento in giro per il mondo e fonderà un suo partito.

E allora le teorie del complotto potranno ricominciare

 

Stefano Feltri

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/TutticonMarcoTravaglioForever/posts/2560769710599862

4.06.2019

 

 

Pubblicato da Davide

31 Commenti

  1. Ah, gli americani sono preoccupati per la Cina perchè assieme al benessere non ha implementato anche la democrazia?
    Incalliti criminali di guerra e di pace che si preoccupano per i diritti e la democrazia?
    Ma va là Feltri, complimenti che ti sei trovato in compagnia di una massa di criminali di lunga data, uno per tutti lo sterminatore Kissinger…
    Quella gente lì,esponenti dell’uno per mille che ci opprime, andrebbe giustiziata per il male che ha fatto e che continua a fare al resto degli umani, altrochè…

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    E’ “scontatamente ovvio” che più aumenta l’intelligenza artificiale più diminuisce quella Naturale e questo vale soprattutto per i massoni-borghesi-capitalisti e i loro lacchè che partecipano al “Bilderberg”!
    Poveri noi! Dall’Homo Sapiens che (forse) eravamo siamo passati all’Homo Stultus Tecnologicus!
    Ma come si può lasciare il destino dell’umanità nelle “grinfie” di un branco di paranoici, megalomani e criminali! A questo punto, però, una domanda mi sorge spontanea: chi è più pazzo, il pazzo o colui che lo segue (ovvero chi mette il potere nelle loro “grinfie”)?

  3. Manlio Dinucci sembra di tutt’altro parere, vedi come alle volte le opinioni possono cambiare se si raccontano anche i fatti della storia… probabilmente a Stefano Feltri sono sfuggiti, era troppo intento a smentire qualsiasi complottismo: “Tre italiani sono stati invitati quest’anno alla riunione del gruppo Bilderberg, svoltasi a Montreux in Svizzera dal 30 maggio al 2 giugno. Accanto a Lilli Gruber, la conduttrice televisiva de La7 ormai ospite fissa del Bilderberg, è stato invitato un altro giornalista: Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio. Il «terzo uomo» scelto dal Bilderberg è Matteo Renzi, senatore del Partito Democratico, già presidente del Consiglio.
    Il gruppo Bilderberg, costituitosi nel 1954 formalmente per iniziativa di «eminenti cittadini» statunitensi ed europei, fu in realtà creato dalla Cia e dal servizio segreto britannico MI6 per sostenere la Nato contro l’Urss. Dopo la guerra fredda, ha mantenuto lo stesso ruolo a sostegno della strategia Usa/Nato. Alle sue riunioni vengono invitati ogni anno, quasi esclusivamente da Europa occidentale e Stati uniti, circa 130 esponenti del mondo politico, economico e militare, dei grandi media e dei servizi segreti, che formalmente partecipano a titolo personale. Essi si riuniscono a porte chiuse, ogni anno in un paese diverso, in hotel di lusso blindati da ferrei sistemi militari di sicurezza. Non è ammesso nessun giornalista od osservatore, né viene pubblicato alcun comunicato. I partecipanti sono vincolati alla regola del silenzio: non possono rivelare neppure l’identità dei relatori che hanno fornito loro determinate informazioni (alla faccia della declamata «trasparenza»). Si sa solo che quest’anno hanno parlato soprattutto di Russia e Cina, di sistemi spaziali, di uno stabile ordine strategico, del futuro del capitalismo. Le presenze più autorevoli sono state, come al solito, quelle statunitensi: Henry Kissinger, «figura storica» del gruppo a fianco del banchiere David Rockfeller (fondatore del Bilderberg e della Trilateral, morto nel 2017); Mike Pompeo, già capo della Cia e attuale segretario di stato; David Petraeus, generale già capo della Cia; Jared Kushner, consigliere (nonché genero) del presidente Trump per il Medio Oriente e intimo amico del premier israeliano Netanyahu. Al loro seguito Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, che ha ricevuto un secondo mandato per i suoi servigi agli Usa. Per quattro giorni, in incontri segreti multilaterali e bilaterali, questi e altri rappresentanti dei grandi poteri (aperti e occulti) dell’Occidente hanno rafforzato e allargato la rete di contatti che permette loro di influire sulle politiche governative e sugli orientamenti dell’opinione pubblica. I risultati si vedono. Sul Fatto Quotidiano Stefano Feltri difende a spada tratta il gruppo Bilderberg, spiegando che le sue riunioni si svolgono a porte chiuse «per creare un contesto di dibattito franco e aperto, proprio in quanto non istituzionale», e se la prende con «i tanti complottisti» che diffondono «leggende» sul gruppo Bilderberg e anche sulla Trilateral.
    Non dice che, fra «i tanti complottisti», c’è il magistrato Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione (deceduto nel 2018), che riassumeva così il risultato delle indagini effettuate: «Il gruppo Bilderberg è uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi» a partire da quella di Piazza Fontana, di concerto con la Cia e i servizi segreti italiani, con Gladio e i gruppi neofascisti, con la P2 e le logge massoniche Usa nelle basi Nato. In questo prestigioso club è stato ammesso ora anche Matteo Renzi. Escludendo che lo abbiano invitato per le sue doti di analista, resta l’ipotesi che i potenti del Bilderberg stiano preparando in modo occulto qualche altra operazione politica in Italia. Ci scuserà Feltri se ci uniamo così ai «tanti complottisti». (il manifesto, 4 giugno 2019)
    https://www.change.org/p/la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale/u/24652801?recruiter=44956699&utm_source=share_update&utm_medium=facebook&utm_campaign=facebook

  4. La strategia è cooptare gente come feltri con lo scopo di darsi una patina di legalità, questo però può funzionare solo per gli stupidi che si bevono ancora le bugie dei fake-media, sul tipo del quotidiano per cui lui lavora, se i potenti si incontrano a porte chiuse non è certo per farsi un po’ di cultura, come vorrebbe invece farci credere feltri, le intenzioni della classe dirigente transnazionale non possono certo essere messe in discussione, dato che i risultati delle sue decisioni sono sotto gli occhi di tutti, poi se da giornalista ti siedi allo stesso tavolo dei grandi criminali di guerra della nostra epoca e lo trovi una cosa normale, anzi ne difendi la presentabilità, significa che sono molto più intelligenti di quanto feltri riesca a realizzare, infatti lo hanno tirato dalla loro parte e lui si preoccupa solo di difenderli dal complottismo, come se fosse complottismo prendere atto del massacro seguito al golpe di pinochet promosso da kissinger, oppure denunciare le orrende guerre di dominio volute da quelle stesse élite che il bilderberg rappresenta, dall’Afghanistan fino alla Syria e allo Yemen, ed il rischio costante di estinzione della specie umana a cui ci sta portando quella classe di misogini il cui unico scopo è l’arricchimeno ed il saccheggio, ed è con l’ausilio degli utili idioti alla feltri che questa gentaglia ed i loro accoliti possono proseguuire indisturbati, alla fine era meglio fosse stato zitto rispettando le consuetudini di riservatezza che questa cosca di criminali richiede agli invitati, o meglio ai cooptati dalla cupola.

  5. Il Fatto è stato fondato da quel vecchio neocon sionista agente mossad antemarcia di Furio Colombo, figuriamoci se può essere obbiettivo.
    Colombo qualche anno fa in tv sosteneva già la panzana propalata dai media di Soros che in Libia c’erano i lager con centinaia di migliaia di negri che dovevamo far venire qua, il che prova, essendo Colombo un vecchio arnese atlantista-sionista legato al mossad, che Soros, NATO e mossad sono la stessa cosa.
    La Cina con la sua enorme potenza economica e la sua prossima superpotenza militare è diventata lo spauracchio delle elites atlantiste-sioniste, per cui la democrazia è avere una banca Rothshild, una minoranza ebraica superpotente nella finanza e nei media, una massa colossale di clandestini che stuprano e spacciano, un ambiente al collasso e sanità e pensioni inesistenti in nome del dio denaro (quello accumulato dagli ebrei).
    Figuriamoci se i cinesi che hanno 5000 anni di storia e sono un miliardo e trecento milioni si fanno mettere i piedi in testa da qualche milione di strozzini dal naso a becco.

  6. Bravo Feltri, hai fatto il tuo compitino e ora torna a cuccia.

  7. Ma che cosa avra’ voluto dirci?

  8. ma perché quei tizi che di tanto in tanto vanno in giro con strane cinture, pronti a tirare il cordino, quando servono non si trovano mai?
    hahaha…. si scherza eh!! oh!!! non parlo sul serio… hahah

  9. Perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzo, perché è un bravo ragazzooooooo,

    Nessuno lo può negar!

  10. “La più grande astuzia di Satana: convincere tutti che Satana non esiste”. Non so dove l’ho sentita ma mi pare particolarmente indicata per l’argomento!

  11. Certo che il suo ego deve essere cresciuto un sacco, “mi hanno invitato alla loro mensa !”, certo la prima volta non mi hanno lasciato parlare ma si sa spero nella prossima visita, e che cocktail, che castello, quanta gnocca ( ah no quella era dopo). Ah Fantozzi..continua a leccare va che ti metteranno un collare d’oro!

  12. l’8 e il 9 Giugno a Talocci (Fara in Sabina)
    c’è la sagra della lumaca, sieti tutti invitati ad esclusione
    della Gruber di Renzi e Feltri.

    Anche qui si chiacchiera del più e del meno ma le
    persone sono molto più simpatiche.

  13. Cari amici, non avete capito l’antifona? Dopo “Eyes wide shut”, il mondo delle società segrete è stato magistralmente tratteggiato, con i colori a tinte forti di Hollywood, in tutto il pianeta. Oggi, non hanno più bisogno di un Bilderberg come l’avevano nel 1954 – quando un uomo vicino ai servizi segreti nazisti, Bernardo d’Olanda, lo fondò – e, perciò, ne hanno fatto un carrozzone mediatico buonista, dove si discute in santa pace sui destini dell’umanità. Ovvio che, le decisioni che contano, sono prese in altri luoghi. Invitano persino Feltri e la Gruber.
    Dimenticavo: ma non c’è andato anche Jovanotti? A questo punto, se m’invitano gli do buca.

  14. Che vi avevo detto… ci ha raccontato tutto sulle tartine e niente di quello che è stato discusso, a parte il fatto che riguardo ai “cambiamenti climatici” l’opinione che conta di più è quella di banchieri, imprenditori e ministri.

    Greta ancora non c’è, ma quando avrà la maggiore età sarà invitata di sicuro.

  15. Il raccontino preconfezionato di Feltri, ad uso e consumo di quei boccaloni che ancora gli concedono credibilità, su un Bilderberg ormai demodè e senza peso politico ed economico, è semplicemente imbarazzante!!! Avrebbe fatto meglio a starsene zitto, come la sua “illustre” collega Monica Maggioni prima di lui. Perlomeno sarebbe stato più “coerente” con le regole della Chatam House, e ci avrebbe risparmiato l’ennesima chiosa dispregiativa finale sulle “teorie di complotto”, invece di ammorbarci con un resoconto che puzza di fake lontano un miglio!!!

  16. Certo che leggere da un invitato al Bilderberg cosa si direbbero al Bilderberg, equivale a chiedere a l’oste se il vino sia buono.

    Cosa volete che dica? No’!

  17. Ci sono ancora le mummie che parlano tipo kissinger,ma di cosa stiamo discutendo,ora questo bilderberg,è un ritrovo di nostalgici,che sono rimasti nel medioevo.Il futuro purtroppo per loro,parla della Cina e della Russia,come nuovi leader mondiali.L’impero stà crollando sotto i loro piedi e non se ne accorgono.Poi se hanno invitato questo giornalaio e renzi è tutto dire.

  18. Massimo Decio Meridio

    Insomma Bilderberg : la banalità del male….

  19. Ho l’impressione che il Bilderberg sia una ostentazione di elitarismo. Una roba per farci parlare del nulla. Non a caso ci và la Gruber, il Feltri, Jovanotti..

  20. si feltri
    e il vecchio kriminale kissinger ha tirato fuori hot dog ,hamurger ,si è messo al barbecue

    e ha intrattenuto kamerateskamente gli illustri ospiti fra lazzie, rutti di Budweiser;
    una rimpatriata fra burloni mondiali,insomma.

  21. pensa che colpo un bel missile li….una carica nucleare limitata….si intende…per carita’ santissima….

    • Il lancio di missili con scuse successive perchè gli è scappato di mano (vedi stazione TV di Belgrado), è una specialità NATO. E la Nato è la responsabile della Sicurezza al Bilderberg. Quindi niente, purtroppo.

      Feltri se lo ricorda benissimo (il missile di Belgrado) per questo dice quello che dice nell’articolo, per evitare che un altro missile cada, per sbaglio, sulla sede del suo giornale.
      Bisogna riconoscere che alla Nato sono molto “politically correct”, ogni volta che sbagliano un lancio si scusano con chi si è beccato il missile in testa.

  22. Chi le paga le spese del Bilderberg (vitto, alloggio, sicurezza, location ecc) e perché le sostiene?

  23. Il complotto e’ un intrigo teso a danneggiare un’autorita’ e, per estensione, un gruppo di persone, una classe sociale, un Paese, ecc.
    Non penso che alle riunioni Bilderberg si trami contro qualcosa (l’Italia, la Cina, la classe media, i pensionati, il welfare).
    E’ una riunione come puo’ essere quella di vecchi compagni di scuola, non una macchinazione per danneggiare alcuni. Solo che loro sono quelli le cui azioni hanno conseguenze sui piu’.
    E quindi Feltri avrebbe dovuto rendersi conto che i suoi commensali sono persone prive di scrupoli che si riuniscono non come liberi pensatori, ma come compagnucci di merende che si avvisano vicendevolmente di pericoli o minacce al proprio status di elite.
    Quel che si ripercuote su noi del popolo e’ che dopo il Bilderberg costoro mettono in campo azioni atte a prevenire la minaccia al loro status, certamente non mettono al primo posto il benessere comune o gli interessi della gente.
    Ad esempio riguardo al clima, penso che si scambino opinioni sulla portata e forza del movimento dietro alla Greta. Intendo che i profitti loro derivanti dalle risorse fossili sono ingentississimi e la domanda che si pongono e’: il movimento dietro la Thunberg rappresenta una minaccia? A che punto diventa una minaccia per noi? Quali sono le contromisure che possiamo (noi dell’elite) adottare? Certo, non si pongono il problema se la contromisura che adottano affligge l’europeo medio ma solo se gli altri presenti possano ricorrere a misure che vanificano l’effetto della contromisura. Una iniziativa del genere non puo’ essere unilaterale. E’ inutile dirottare investimenti sulle rinnovabili eoliche se un altro ha gia’ risultati con il solare. Se il solare si rivelasse superiore, ti distruggerebbe ed usciresti dall’elite…il loro problema e’ quello, non il benessere generale o la Greta.

  24. “”aziende della Silicon Valley guidate da nerd che non hanno finito il college.””
    E’ uno degli stilemi della propaganda dei vari Feltri, una cortina fumogena di apparente buon senso della nonna, vedo con piacere che tra i partecipanti alle discussioni su CDC non attacca proprio 😉

  25. Gentile Sig. Feltri ci sono molte persone al mondo cui dar credito e stima piuttosto che a questo gruppo di “Ricchi e Influenti” personaggi che non hanno nulla di buono da insegnarci. Per favore prenda in considerazione l’idea di considerarli dei debosciati. Magari se inizia lei la seguiranno in tanti. Lo proposi anche a Jovanotti.

  26. Beh, è servito Feltri, per ‘smitizzare’ gli incontri dei Bilderberg. Applauso.

  27. .se fino a ieri questa riunione era in funzione prettamente anticomunista ed antiurss, oggi il vero scopo del bilderberg è far incontrare persone di altissimo livello che tra un cocktail e l’altro o una sessione e l’altra ,difficilmente avrebbero l’opportunità di scambiarsi pareri e …pizzini……..(soprattutto).
    e disporre dei biglietti da visita di gente di questo livello può essere molto utile, dal politico in disgrazia o a quello in rampa di lancio, o al giornalista che intanto ha arricchito il suo curricula e di certo avrà le porte di tutte le maggiori redazioni sempre aperte….
    (ed ovviamente non dovrà mai, MAI scontentare i suoi compagni di merende ed i loro amici)

    ps.aò…anche questa è democrazia,anche se è quella dei piu e dei meno..

  28. Si si la Sagra delle Lumache e quella delle Ciliege sono mooolto più interessanti.

  29. Si tratta di una grande seduta psicologica che serve a tutti costoro per lenire le frustrazioni da potere non esercitato o non ottenuto in base alle aspettative.