DI MASSIMO FINI
ilgazzettino.it
Beppe Grillo vorrebbe abrogare l'articolo 67 della Costituzione che così recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Capisco le preoccupazioni del leader di 5Stelle non solo alla luce dei recenti casi (Scilipoti, Razzi, De Gregorio) ma dell'inveterato malcostume dei partiti di far scorribande in campo altrui. Un campione di queste razzie era Clemente Mastella che però aveva perlomeno l'onesta impudicizia di ammetterle e una volta che Cossiga lo rimproverava per una di queste campagne-acquisti rispose candidamente: «Non capisco perchè quando faccio queste cose per il mio partito sono mascalzonate, mentre quando le facevo per Cossiga andavano bene».Tuttavia non sono d'accordo con Grillo. Bisogna infatti chiedersi perchè i nostri Padri costituenti introdussero questa norma. Perchè con il vincolo di mandato il parlamentare sarebbe completamente alla mercé, più di quanto non lo sia già ora, delle segreterie dei partiti, non avrebbe più alcuna libertà di voto, ogni dibattito interno sarebbe abolito dato che il reprobo non avrebbe altra possibilità che di lasciare il Parlamento. Inoltre è un diritto di libertà quello di mutare opinione. Naturalmente cosa diversa è se il passaggio di casacca avviene in cambio di denaro o altre prebende. Questo è un reato, si chiama corruzione e va perseguito sia chi si fa corrompore sia il corruttore (è l'ipotesi De Gregorio-Berlusconi).
In ogni caso il vero problema non è l'articolo 67. (La dignità, come il coraggio, se uno non ce l'ha non se la può dare e anche col vincolo di mandato si troverebbe la maniera di 'tradire' l'elettorato con escamotage ancora più subdoli e ancora meno trasparenti). Il vero problema sono i partiti e l'evidente e profonda crisi della democrazia rappresentativa. Grillo, sulle orme di Rousseau, pensa di sostituirla con la democrazia diretta, via web. Tutti i cittadini potrebbero pronunciarsi su tutto e una volta stabilita, a maggioranza, la volontà popolare i parlamentari non sarebbero più dei 'rappresentanti' del popolo ma, come li chiama Rousseau, dei suoi 'commissari' privi di volontà e di iniziative proprie. Ma Rousseau elaborava la sua teoria per una piccola città come Ginevra e per una società molto meno complessa dell'attuale. Oggi i cittadini, a a parte casi specifici e ben individuati, non possono conoscere veramente, a fondo, le questioni su cui dovrebbero pronunciarsi. La gente, come canta il menestrello Jannacci, «l'ha gà i so' impegn» e non può occuparsi di tutto. La democrazia diretta è possibile solo in piccole realtà. E per la verità una democrazia del genere è esistita quando non sapeva di chiamarsi tale. Nell'Europa pre Rivoluzione francese l'assemblea dei capifamiglia decideva su tutto ciò che riguardava il villaggio. Ma decideva con cognizione di causa perchè in quel villaggio ci abitava, su quella terra ci viveva. Mentre il cittadino-web, per forze di cose, è quasi sempre lontano dalle questioni su cui sarebbe chiamato a decidere.
Ci sono vie d'uscita? Un localismo talmente estremo da ridurre al minimo le funzioni dello Stato (sostanzialmente la Difesa e la politica estera) ? Ci credo poco. E' più probabile che col collasso – che prima o poi ci sarà- dell'attuale modello di sviluppo, del mondo del denaro, dell'industria, di quello stesso virtuale su cui Grillo tanto conta e la contemporanea disintegrazione del mondo globale, ci si troverà in una realtà molto simile a quella che si creò dopo il tracollo dell'Impero romano e delle sue strutture giuridiche, quando la gente si raccolse in feudi e monasteri autosufficienti. Insomma un ritorno al feudalesimo, senza Stato, senza partiti, senza rappresentanti ma anche senza feudatari, come immaginano, o sognano, alcune correnti di pensiero americane.
Massimo Fini
Fonte: http://www.gazzettino.it/
7.03.2013
alvise 12 marzo 2013
"Quì ad Atene noi facciamo così"
Grillo un nuovo Pericle? Per arrivare a questa frase ci vogliono le condizioni che c'erano nell'antica Grecia, ma ci vuole tempo. Sarò ingenuo ma è proprio quello in cui Grillo vorrebbe arrivare, dire questa frase a tutto il mondo, ma ci è andato vicino quando dice ''L'onestà andrà di moda''. Col 5 stelle, magari sarà un fuoco di paglia, ma è nato un nuovo pensiero, che non è quello dell'eterna lotta tra destra e sinistra, o repubblicani e democratici, oggi c'è un fatto nuovo, un movimento che non è ne di destra ne di sinistra, ne democratico ne repubblicano. "Lì nel 5 Stelle, loro sono così". Che una democrazia diretta sia impossibile, per le ragioni che adduce Fini, è da discutere perchè c'è la prova di un paese che ce l'ha, la Svizzera. Non sarà una democrazia Ateniese, non sarà perfetta, non sarà..... e bla bla, ma c'è. Lo so, la Svizzera è divisa in cantoni e quindi meglio applicabile, per cui.... giù disquisizioni. Quello che so e che credo, è che Grillo ha dato una sveglia a chi credeva che la politica italiana fosse una sorta di religione musulmana, ferma da duemila e più anni, e così per altri 2000. L'italia non è la Svizzera perchè non è suddivisa in cantoni come la confederazione? Beh, abbiamo le regioni però. Le provincie ovviamente sono da eliminare, e quello lo pensiamo da tempo non solo da ora. Parafrasando il concetto, nel senso di novità, anche gli USA hanno una banca centrale, la Fed, ma guarda caso, il North Dakota, unico stato negli USA, ha una sua banca c'entrale. Questo per dire che, con la volontà si può fare tutto, anche una VERA democrazia diretta in italia. Vedremo caro Fini.