DEMOCRATURA: OLIGARCHIA E POPULISMO, LA TERZA VIA DI PUTIN


DI LUCIO CARACCIOLO

repubblica.it

La Russia non può essere una democrazia perché se lo fosse non esisterebbe. Un impero multietnico grande quasi sessanta volte l’Italia con una popolazione pari appena alla somma di italiani e tedeschi, concentrata per i tre quarti nelle province europee, con l’immensa Siberia quasi disabitata a ridosso dell’iperpopolato colosso cinese, può esistere solo se retto dal centro con mano di ferro. Applicarvi un sistema liberaldemocratico di matrice occidentale significherebbe scatenarvi dispute geopolitiche e secessioni armate a catena, all’ombra di diecimila bombe atomiche

Questo è almeno il verdetto della storia russa. Soprattutto, è la legge bronzea che le élite russe, dalla monarchia al bolscevismo al putinismo, succhiano con il latte materno.

Oltre che la prevalente inclinazione di un popolo che tende a seguire il suo Cesare o semplicemente diffida della politica e dei politici d’ogni colore. Per chi dubitasse, valga un recente sondaggio dell’Istituto Levada, per cui solo il 13% dei russi considera che una democrazia in stile occidentale servirebbe i loro interessi, mentre il 16% preferisce una “democrazia” sovietica e il 55% pensa che l’unico governo democratico accettabile è quello che corrisponde alle “specifiche tradizioni nazionali russe”. In parole povere, il regime vigente.

Certo, alcuni coraggiosi sfidano la storia e Putin, confidando nell’avvento finale della democrazia in Russia. Tre anni fa costoro riuscirono per qualche settimana a suscitare manifestazioni di massa anti-regime a Mosca e in altre città. Oggi si sono riaffacciati sulla scena pubblica, in occasione dei funerali di Boris Nemtsov, l’oppositore misteriosamente freddato alle porte del Cremlino. Ma nuotano controcorrente. Nel clima di mobilitazione patriottica eccitato dalla guerra in Ucraina, quattro russi su cinque dichiarano di apprezzare il presidente. Lo scambio proposto da Putin al suo popolo — io vi garantisco sicurezza, stabilità e relativo benessere, voi lasciate la politica a me — sembra ancora reggere. Malgrado le sanzioni, o grazie ad esse. E nonostante il crollo del rublo. Per quanto tempo, nessuno può stabilire.

Nel profondo dello spirito imperiale russo, la democrazia è percepita come il cavallo di Troia dell’Occidente per spac- care la patria e rigettarla in una nuova età dei torbidi. Con i cinesi a Khabarovsk, la Nato a Kaliningrad, gli islamisti padroni del Caucaso e dilaganti nel Tatarstan, gli skinheads a scorrazzare per San Pietroburgo, come nel fosco video di propaganda diffuso dai sostenitori di Putin alla vigilia delle elezioni del 2012.

Che cos’è allora questo putinismo che da quindici anni regge la Federazione Russa? I politologi potrebbero ricorrere forse al termine democratura, crasi di democrazia e dittatura, con cui l’ingegnoso saggista Predrag Matvejevic descriveva i regimi formalmente costituzionali ma di fatto oligarchici. Eppure il caso russo fa storia a sé.

Sotto il profilo geopolitico l’impero di Mosca ama offrirsi, oggi più che mai, come un polo autonomo e sovrano del “mondo cristiano”. Agli esordi, la Russia di Putin anelava ad essere riconosciuta come soggetto indipendente dell’insieme occidentale — leggi: anti-cinese e anti-islamico. Dal 2007 però, offeso dal rifiuto americano a considerarlo un partner paritario, il leader ha portato la Russia a contrapporsi all’Occidente. La guerra in Ucraina, nella quale i russi si percepiscono aggrediti da americani ed europei, lo ha spinto infine verso un’intesa tattica con la Cina e con due potenze islamiche come Turchia e Iran: i nemici storici di ieri sono gli (infidi) alleati di oggi.

Quanto al regime politico: in Russia si vota, certo, ma le elezioni sono “gestite”, ossia più o meno moderatamente manipolate. Al centro del sistema partitico sta Russia Unita, braccio politico del presidente. Il quale incarna il cuore del meccanismo decisionale, secondo il principio della “verticale del potere”. I comandi partono dal Cremlino e si diramano giù fino all’ultimo dei poteri locali. Governo e Parlamento hanno ruoli non paragonabili al rango formale. Putin preferisce infatti decidere radunando piccoli comitati informali. Appena giunto al potere ha stabilito che il lunedì avrebbe radunato al Cremlino alcuni ministri, mentre le questioni serie le avrebbe discusse il sabato in dacia, con i consiglieri fidati e gli esponenti dei “dicasteri della forza” — militari e capi dell’intelligence. L’ukaz che determinava l’annessione della Crimea, ad esempio, il presidente l’ha varato dopo aver consultato solo il segretario del Consiglio di sicurezza, Nikolaj Patrushev, già direttore dell’intelligence, e il ministro della Difesa, Sergej Shojgu.

Putin era e resta uomo dei servizi segreti, nei quali entrò nel lontano 1976. «Un agente del Kgb non è mai ex», ripete. La sua visione del mondo è quella visceralmente securitaria che segna ogni uomo di intelligence. I suoi pochi confidenti vengono quasi tutti dal medesimo ambiente. Ma il presidente non è un dittatore assoluto. È l’amministratore delegato scelto dalle élite russe — in specie dagli apparati della forza ma anche da una pattuglia di oligarchi fidati — per proteggere il sistema. Ad esse risponde. Putin è un capo certo potentissimo, ma revocabile, se al sistema servisse un uomo nuovo. Con la guerra alle porte e la recessione che incupisce le prospettive dell’economia nazionale, non ci stupiremmo se un giorno non troppo lontano qualcuno dei mandatari — ma- gari un generale — lo invitasse a dichiararsi malato per il supremo bene della patria.

Uno degli uomini che lo aiutarono a insediarsi come amministratore delegato della Federazione Russa per salvarla dalla disintegrazione, Gleb Pavlovsky, ha osservato: «È impossibile dire quando questo sistema cadrà, ma quando cadrà, cadrà in un giorno. E quello che gli succederà sarà la copia di questo». E i russi di buona volontà, altrettanto patriottici di Putin, ma che aspirano alla libertà e allo Stato di diritto? Visti dal Cremlino, per loro vale sempre il motto del vecchio ministro zarista delle Finanze, Sergej Witte: «I nostri intellettuali lamentano che non abbiamo un governo come in Inghilterra. Farebbero meglio a ringraziare Iddio che non abbiamo un governo come quello della Cina».

Lucio Caracciolo

Fonte: www.repubblica.it

7.03.2015

23 Commenti
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Neriana
Neriana
9 Marzo 2015 8:40

Quanto livore….Caracciolo dimentica che anche gli USA hanno messo Bush come presidente che era stato nominato da Ford.  presidente della CIA . Putin ha provato in tutti i modi a negoziare con l’occidente ( leggasi USA), invano.  Forse, l’unico che ha compreso che le ostilità a Putin sono controproducenti, è stato Henry kissinger, non perchè ama la Russia, anzi è stato il padre della strategia talebani in Afghanistan in chiave antisovietica, ma aveva percepito prima che è meglio una Russia verso l’Europa e dunque filo occidentale,che una Russia spinta verso la Cina.  Purtroppo a Washington Obama ha avuto ed ha come advisor la salma vivente  Zbigniew Brzezinsk che ha una visione lucida del pericolo euroasiatico  come entità economica ( ed energetica)  concorrente agli interessi statunitensi, ma ha dimenticato che l’Europa è di fatto al servizio degli interessi USA e quindi un’Eurasia non sarebbe mai stato un competitore USA, ma un allargamento di quel potere unipolare tanto caro agli USA, e quindi un baluardo all’espansione  cinesein primis e degli emergenti asaitici poi.  La Hyubris americana e forse l’incapacità dei think tank americani fatta ad onor del vero da personaggi legati piu al XX secolo che al XXI,  e quindi incapaci si switchare… Leggi tutto »

borat
borat
9 Marzo 2015 8:50

Il nostro errore è sempre lo stesso: imporre o cercare di imporre sistemi di potere a cui siamo abituati e che riteniamo migliori ad altre nazioni provocando immani distruzioni.

Gli esempi sono banali: Saddam Hussein, Gheddafi, tutti i governi Islamici in Iran, Sud America, etc.
Putin non è certo molto democratico, basta pensare che ha fatto cambiare le leggi per rimanere al potere a fine mandato, ed è salito al potere garantendo immunità ad Eltsin ed alla sua famiglia, ma, ciononostante, va benissimo per i Russi perché è l’unico uomo politico che sa farsi rispettare dagli Usa.
Dovrei aggiungere qualcosa su Stalin ma lo faccio un’altra volta….
oriundo2006
oriundo2006
9 Marzo 2015 9:31

Io vorrei chiedere a tutti questi giornalisti: qual’è oggi il regime ‘democratico’ che prendete a modello per giudicare gli ‘altri’ ? Quale ? L’Inghilterra ? E’ una monarchia di diritto divino, non una repubblica ‘democratica’. Gli Usa ? Con Obama il robot che ogni lunedì mattina si alza e decide chi assassinare ( senza processo ) con una salva di droni ? Le famose liberaldemocrazie nordiche ? Anch’esse al 90% monarchie ereditarie…e talmente rilevanti da non contare nulla in politica estera. La Francia ? Quale: ha cambiato talmente tante volte la sua costituzione da essere oggi simile ai vini d’annata…e altrettanto poco credibile come modello ‘democratico’ per chi non è etilista cronico. Morale: la democrazia che avete in testa è solo ideologia che vi fa guadagnare la pagnotta. Andate a quel paese. 

P.S.: viaggiate ogni tanto. Levate il c. dalla sedia e viaggiate. Ossigenate le vostre idee. Scoprirete che quello che conta.
AlbertoConti
AlbertoConti
9 Marzo 2015 10:38

"La xxx non può essere una democrazia perché se lo fosse non
esisterebbe"

Dove xxx sta non solo per Russia, ma per ogni altro Paese al
mondo, nell’anno di grazia 2015 dc.

Questo lo sanno tutti (tranne i 5*),
allo stesso modo di come fanno finta di non saperlo. E qui sta il trucco, anzi i
mille trucchi, i mille modi per "non saperlo".

In realtà non è solo
ipocrisia, è qualcosa di molto più elevato e sublime, è l’illusione dell’utopia
necessaria, senza la quale sprofonderemmo nella barbarie.

Però a tutto
c’è un limite. Per il nostro bel Paese questo limite è presto detto: se non vuoi
fare il volere del Popolo, fai almeno gli interessi del Popolo. E’ questo il
limite che è stato abbondantemente superato, la vera ragione per la quale la
democrazia è morta qui ed ora.

PietroGE
PietroGE
9 Marzo 2015 10:43

"Un impero multietnico grande quasi sessanta volte l’Italia con una popolazione pari appena alla somma di italiani e tedeschi, concentrata per i tre quarti nelle province europee, con l’immensa Siberia quasi disabitata a ridosso dell’iperpopolato colosso cinese, può esistere solo se retto dal centro con mano di ferro."

Caracciolo dimentica che anche l’Europa, e all’interno dell’Europa i Paesi che la costituiscono, stanno diventando o sono diventati multietnici. E anche la UE è a ridosso di un continente africano iperpopolato.

È interessante quindi che Caracciolo sottintenda come la democrazia, di tipo occidentale, abbia come assunto la omogeneità etnico-culturale della popolazione.

Dovrebbe farlo notare ai nostri governanti.

sickboy
sickboy
9 Marzo 2015 11:27

L’articolo di Caracciolo è, a mio modo di vedere, semplicemente stupido.

Forse che qualcosa di simile non si potrebbe scrivere per l’Italia (chiaramente con elementi differenzianti peculiari dell’Italia)? O della Spagna? O delle Grecia? O del Brasile? E non parliamo di Argentina, Cile, Africa od Oriente. Ma de che cazzo stamo a parlà, per dirla alla romana?
La verità è che gli anglosassoni pretenderebbero (forti certo di un paio di guerre mondiali vinte) che tutti i paesi avessero un governo in stile anglosassone, esattamente come il loro. Possibilmente proprio il loro.
DaniB
DaniB
9 Marzo 2015 12:48

D’accordo su tutto. Oltre a i pensatori citati nel saggio di Vizioli, mi permetto di tirare in ballo anche Pasolini (Scritti Corsari), che notava come nell’ideologia "consumistica" del dopoguerra italiano l’asservimento e la "sedazione" delle masse fosse molto più subdola – e per questo più potente e difficile da dissestare – che nella dittatura fascista, che esercitava la sua autorità ma non era riuscita a penetrare nelle coscienze di un popolo.

E’ modificando l’immaginario e la coscienza che i "dittatori" democratici occidentali sono riusciti a rendere invisibili le catene che ci trattengono.
gimo
gimo
9 Marzo 2015 13:32

Semmi permetti……

Il continente aricano non è affatto iperpopolato.  Il continente sovrappopolato per definizione è l’Europa.
Se vai a vedere popolazione e densità nei vari continenti di accorgerqi che l’Africa povera perché sovrappopolata è una MENZOGNA.
sotis
sotis
9 Marzo 2015 13:39

"La Russia non può essere una democrazia perchè se lo fosse non esisterebbe" mentre l’Europa esiste ma non è una democrazia.

Continuiamo a aggredire la Russia…. io intanto ho cambiato caldaia a casa sostituendola con una a legna.
Sono stufo di leggere articoli come questi!
albsorio
albsorio
9 Marzo 2015 14:00

http://it.sputniknews.com/economia/20150309/93125.html 

Come diceva qualcuno, quanto livore… il mondo intanto cambia, sempre più velocemente.
PietroGE
PietroGE
9 Marzo 2015 14:16

Non si può fare una semplice divisione popolazione/superfice per l’Africa. Mi sembrava già abbastanza chiaro. Devi togliere le zone desertiche e le foreste tropicali e tutte le zone dove lo strato di terra coltivabile è troppo sottile. Aggiungi anche l’incremento demografico e scoprirai che l’Africa è sovrappopolata e che l’invasione dell’Europa avviene solo in piccola parte da rifugiati. In realtà il continente europeo è diventato e diventerà sempre più negli anni il bacino di sfogo dell’eccedenza demografica dell’Africa e del Medio Oriente.

permaflex
permaflex
9 Marzo 2015 14:18

Ma che cos’è questo feticcio democrazia di cui tanto si sparla? è forse un potere taumaturgico che salva le nazioni Libia Siria Iraq per dire da sprofondare nel caos o le democrazie occidentali dal salvarsi dallo strapotere finanziario dalle crisi dalla disocuppazione dilagante dallo svanire dello stato sociale Che potere ha il popolo in tutto ciò?Nessuno.Democrazia è tracciare una x su un foglio di carta.Ben diverse politiche volte a diffondere il benessere,la crescita economica,uno schifo chiamato populismo.Vien voglia di pulircisi le terga con la scheda elettorale Fanculo la democrazia l’austerity e pure alle bombe intelligenti Gli unici che si salvano sono i giornalisti di repubblica con le loro analisi,perchè và detto chiaro da questo conflitto non usciranno sconfitti nè la Russia nè l’America,quella che scomparirà sarà l’Europa.Spero solo nell’incampacità dei nostri politici per la salvezza.

cardisem
cardisem
9 Marzo 2015 14:37

Si tratta di chiedersi cosa sia poi questa “democrazia”, troppo spesso confusa con l’andare a votare chi il giorno dopo essere stato votato ti ride in faccia… Più che definita, la democrazia è troppo spesso un presupposto che ha senso se torna a proprio comodo e utile, ma viene poi aggirata e contraddetta in tutti i modi se i meccanismi procedurali non producono il risultato voluto. Ritengo che la soluzione al problema definiotorio vada cercata nella relazione hobbesiana di protezione / obbedienza: – non mi interessa di mettere una croce su una lista formata da altri e di fatto bloccata– mi interessa che vengano garantiti i fondamentali della mia esistenza, di ogni esistenza umana:• la sicurezza della vita (e quindi: salute, ambiente, abitazione, alimentazione)• lo sviluppo dello spirito (cultura, libertà di pensiero e/o di religione, scuola, formazione)• e quanto altro conferisce significato pieno alla parola "protezione”, da non confondere con l’accezione che ha nel contesto mafioso (il pizzo) o nel mondo della prostituzione. Ciò che si oppone alla "democrazia” (diretta emanazione del popolo) è l’istituto della "rappresentanza politica”, un autentico imbroglio con cui il "popolo" viene spogliato dei suoi diritti con il suo “consenso”. Aneddotto:a nessuno credo faccia piacere sentirsi… Leggi tutto »

haward
haward
9 Marzo 2015 16:47

Lucio Caracciolo è figlio del principe Carlo Caracciolo. Sua zia Marella
Caracciolo è la vedova di Gianni Agnelli mentre la cugina, Allegra Caracciolo, è
la vedova di Umberto Agnelli. Un’altra sua cugina, Beatrice Caracciolo, è la
moglie dl barone Eric De Rothschild. Cosa volete che scriva?

adriano_53
adriano_53
9 Marzo 2015 17:48

quest’articolo di caracciolo, ottimo il pedigree fornito da haward, è come un uovo alla coque, cucinato solo la metà del tempo necessario.

Neriana
Neriana
9 Marzo 2015 17:54

Sa, potrebbe godersi il suo Status Quo senza offendere con la bassa propaganda ( ci sono pennivendoli a sufficienza) , la sua intelligenza che pure ha. 

bstrnt
bstrnt
9 Marzo 2015 18:24

Secondo Caracciolo in Russia vi è una democratura … probabile …. ma a questo come dovremmo chiamare quelle occidentali?   Idiocrature, ovvero dittature degli idioti?

cardisem
cardisem
9 Marzo 2015 18:53

No, mi pare sia figlio dello storico Alberto Caracciolo… se non erro…
Il casato è grande e ci sono rami ricchi, agiati, benestanti ed anche squattrinati… Ne so qualcosa…

lucamartinelli
lucamartinelli
9 Marzo 2015 19:41

L’onestà intellettuale non si compera al supermercato e nemmeno l’indipendenza di giudizio. Fanno parte della struttura psichica…….Caracciolo è strutturato diversamente. Venendo all’articolo, penso che sia di basso livello…..parla uno che si trova in casa il terzo presidente del Consiglio abusivo……e si permette di definire "regime" ils istema russo dove almeno il presidente è eletto dal popolo. Stendiamo un velo pietoso….

Simec
Simec
9 Marzo 2015 19:41

ma c’è ancora qualcuno che legge quella fogna a cielo aperto ventriloqua del potere?….i mainstream sono il veleno, sono solo bugiardi prezzolati dalle corporation dei media. non dovrebbero esistere sul web…basta con questa feccia!
PS
L’altra settimana a Radio Rai 3 Federico Fubini di repubblica ha osato dire che la BCE e BANKITALIA sarebbero (udite udite….) PUBBLICHE ! !   Ma con chi stiamo parlando? quest non sono giornalisti !

gimo
gimo
9 Marzo 2015 20:29

Fino e ieri l’Europa aveva la stessa popolazione dell’Africa.  

2005 Africa 888mln   ;  Europa 725mln

E ho detto tutto!
Ma aggiungo…
Basta guardare una cartina geografica per capire che l’Europa entra tutta nella parte TROPICALE dell’Africa……
Per definizione la sovrappopolazione è 
" una condizione di  densità di popolazione [it.wikipedia.org], umana e non, talmente elevata per il tipo di  territorio [it.wikipedia.org] che occupa da creare spazi limitati e insufficienza di risorse o materie vitali (cibo e acqua) di cui gli individui ospitati hanno bisogno."
Se l’Africa è sovrappopolata allora l’Europa cos’è???
PietroGE
PietroGE
9 Marzo 2015 21:30

D’accordo con te, anche l’Europa è sovrappopolata, e per questo non dovrebbe accettare una immigrazione di massa.

Guarda però l’andamento demografico. La differenza è tutta lì.

gimo
gimo
10 Marzo 2015 7:03

Si. Noi scendiamo, l’Africa ha in poco tempo superato il miliardo.

Pero attenzione:  se lasciassimo che in Africa si sviluppasse una societa a consumi sostenibili e si mantenesse un tasso di crescita demografica accettabile  e soprattutto smettesimo di succhiargli tutte le risose sarebbe il continente piu ricco del mondo e secondo ci sarebbe ll’altro continente, anche lui con immense risorse ma anche lui "stranamente" povero, l’America Latina.