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DELTA BLUES – PUO' IL MODELLO IRANIANO SALVARE IL MISSISSIPPI ?

DI RALPH NADER
counterpunch.org/

Un articolo sul numero in edicola di AARP Bulletin ha fatto domandare a tutti i lettori “Ma cos’è questo?” Il titolo era “La cura iraniana per il blues del delta” e proseguiva con “il Mississippi si ispira al sistema sanitario iraniano”, “questo modello migliorerà notevolmente la salute”, “potrà funzionare per Baptist Town?”

I media hanno dipinto l’Iran come un paese arretrato del terzo mondo, con 72 milioni di abitanti che hanno davvero poco da insegnarci. Il presidente Bush e Obama, studiando l’Iran esclusivamente dal punto di vista militare, hanno una visione del paese molto limitata. Gli iraniani soffrono di una mancanza di libertà d’espressione e di continue violazioni dei diritti umani.

Ma diffidate da questi stereotipi che ci fanno credere che questo popolo non possa essere fonte d’ispirazione; in questo caso ad esempio, hanno un’esperienza rilevante e profonda che può essere utile per Baptist Town – una comunità trascurata e impoverita dal paga-o-muori previsto dal sistema sanitario americano.
Ci sono troppe malattie trascurate e prevenibili in questa città, come in tutto il delta del Mississippi – il luogo di nascita del Blues – e numerose zone di povertà nella “land of the free, home of the brave”.

Come scrive Joel K. Bourne Jr, autore del bollettino: “quest’area soffre di gravi drammi sanitari, con uno dei più alti tassi di diabete, obesità, ipertensione e mortalità infantile della nazione”. Molti milioni di dollari spesi nell’ultimo decennio hanno fatto troppo poco per la popolazione del Delta.

E’ accaduto che un anziano pediatra di 77 anni, Aaron Shirley, che ha lavorato per 40 anni nella zona del delta, disperato per i cambiamenti necessari, si è imbattuto in un iraniano, il dottor Mohammad Shahbazi, alla presidenza del Department of Behavioral and Environmental Health della Jackson State University.

L’ Iran ha un sistema medico d’avanguardia, lodato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO – World Health Organization), che il dottor Shahbazi ritiene utile adottare. E’ semplice quanto geniale. E’ basato sulla prevenzione, sulla diagnosi e sulla corretta suddivisione delle malattie a tre livelli.

Al livello base sono state istituite delle “health houses” (alla lettera “case della salute” noi diremmo “ambulatori”, NdT) presidiate da abitanti dei villaggi addestrati, detti “behvarzes”, le quali forniscono servizi sanitari di base [per un bacino di utenti che] può arrivare a 1500 persone. Così ci sono 17 000 case della salute con un numero doppio di behvarzes – metà donne e metà uomini – che raggiungono il 90% della popolazione rurale. Questi presidi sanitari si stanno ora diffondendo nelle periferie delle città.

Il centro sanitario regionale supervisiona i Bhevarzes e le “health houses”. Il centro regionale inoltre si occupa degli ammalati che non possono essere ricevuti dalle case di cura. Tra di loro, circa l’80% dei casi viene curato.

Per le malattie più gravi ci sono i grandi ospedali. Gli iraniani possono andare al livello che preferiscono. Il governo iraniano ritiene questo sistema delle “health houses” una politica che prevede un bassissimo costo di assicurazione sanitaria per chiunque.

Negli ultimi 30 anni, questo programma ha ridotto la mortalità infantile nelle aree rurali del 90% e molte altre malattie sono in netta diminuzione grazie all’attenzione che le “health houses” pongono nella prevenzione.

C’è stato uno scambio di personale medico tra l’Iran e il Mississippi, per cercare di capire come adattare questo contesto alla differente cultura del profondo sud, dove la maggior parte delle persone non ha neppure una copertura assicurativa medica.

Un paese povero, con il prodotto interno lordo del Connecticut, può fare quello che la nazione più ricca del mondo non riesce a fare, mettere da parte l’avidità aziendale.
Attualmente, oltre 46 milioni di americani non hanno una copertura sanitaria e come risultato ogni anno 45.000 di essi muoiono.

E’ vero, il Delta non ha i mullah per fronteggiare le assicurazioni mediche private. Ma i suoi centri medici continuamente assediati ci fanno capire che questo sistema medico ha funzionato in tutti i posti del mondo in cui è stato sperimentato (Costarica, Cile, Cuba, Brasile e, da quando si è trasformata in capitalista, la Cina).

Attivandosi, il dr Shirley con i suoi colleghi, che possiede molte cliniche a Jackson, ha richiesto 20 milioni di dollari al dipartimento della salute americano per costruire 10 “health houses” pilota in Louisiana, Arkansas e in Mississippi. Senza aspettare troppo, sta trasformando le baracche di Baptist Town in un centro primario gratuito per diagnosi e vaccinazioni per la gente del posto.

James Miller, consulente medico che lavora con il dr. Shirley, ha detto a Joel Bourne che “mettere al primo posto la prevenzione delle malattie e la cura postoperatoria farà risparmiare miliardi in riammissioni. Questa potrebbe essere una vera risposta alle sofferenze del sistema sanitario americano. Ma lasciando stare i soldi, che dire della sofferenza degli ammalati? Il valore di restituire alla società esseri umani sani e produttivi? Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare. Se si guarda alla disparità di cure per le minoranze negli Stati Uniti, noi siamo da considerare come un paese sottosviluppato, per il modo in cui trattiamo i nostri cittadini.”

Con l’eccezione, evidentemente, dell’Iran.

Di sicuro, il concetto delle “health houses” e del sistema a tre livelli è noto da molti anni a tutti i professionisti medici ed alle compagnie assicurative degli Stati Uniti.

Il problema è che questo sistema è visto come una minaccia dalle intransigenti società mediche, avide di grandi profitti, alle quali non importa degli innocenti senza un soldo che per avere una copertura sanitaria si fanno reclutare per combattere le guerre criminali di Bush e di Obama.

Questo paradosso ci deve far vergognare e spingere all’azione.

Ralph Nader
Fonte: counterpunch.org/
Link: http://www.counterpunch.org/nader07162010.html
16/18.07.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DANIEL ROMANO

Pubblicato da Truman

  • AlbaKan

    Ralph Nader…il terzo candidato alle elezioni del 2004…quello che avrebbe dovuto vincere….invece abbiamo visto Gore che gridava al colpo di stato e W. Bush come presidente…che tragedia…leggete Stupid White Man….è ancora (e sempre) attuale…

    • P.S. Manca la “L” nel nome all’inizio…non gli decapitate il nome…come i voti…
    • 😉
  • Tao

    Corretto, grazie.

  • Marduk1970

    Magari sono io strano, oppure cresciuto con effetti distorti, e puó anche essere :-), Ma con questo sistema sanitario, per avere una ricetta da una “Health Houses”, quanto devo aspettare? Provo solo ad immaginarmi la fila serpentina che dovrebbe esserci davanti ad uno di questi ambulatori, a me mi sta sulle balle andare dal medico, siamo in tre in sala d’aspetto e come la si vuol mettere cmq prima di un ora non ne esci. Ho una cultura limitata, il mio adeguamento ad un sistema tipo “iraniano”, andrá bene per loro Daniel, ma non per noi, che odiamo fare la fila, aspettare il nostro turno. Giá me le vedo le risse “moderate”, “a parole e non”, che prendono piede davanti a questi luoghi di raccolta: c’ero prima io, lei stia zitto che é arrivato dopo di me, nun me rompe er cazzo che te spalmo ‘n cinque, ma insomma vogliamo fare un po di silenzio che ho mal di denti, mi farebbe passare avanti che non ce la faccio piú? E io pago azz… e devo anche aspettare delle ore per essere ricevuto, non se ne puó piú. È vero siamo un cicinino viziati e male abituati, ma promettiamo bene, dai che se ci impegnamo un po di piú forse riusciamo anche a mandare giú anche questo, oltre a tutto il “resto che giá subiamo”. È un sistema che funziona bene per un iraniano in Iran, ma non per un iraniano in una Milano, i presupposti sono diversi, la storia é diversa, la cultura é diversa, tutto é diverso. Da noi credo non attecchirebbe molto, anche se devo dire che per loro é un buon inizio, almeno ci tentano. Noi ci abbiamo tentato tanto tempo fa ma come vediamo la cosa non si é sviluppata tanto bene, ehm…, la sanitá, ehm…, italiana non é certo un, ehm…, fiore all’occhiello da mostrare in giro. Pssst, ehi, pssst, anche … quella… americana….
    Aufwiedersehen.

  • duca

    E invece guarda che ti sbagli: pur con tutti i sui difetti, sprechi, ruberie e baronismi, il sistema di assistenza medica italiano è fra i migliori in giro considerando la quantità di popolazione coperta rispetto al totale ed i servizi medici accessibili.
    Questa affermazione ti farà forse sorridere, abituati a paragonarci con i sistemi “nordici”, ma è così, noi veniamo subito dopo di loro e sicuramente prima degli USA, figurati gli altri come stanno!

  • Marduk1970

    Quoto!

  • alfridus

    @ Marduk1970:
    Non mi sembri strano, né cresciuto male… 😉
    Però anche in Italia – come da per tutto nel mondo civile – esistono i medici di base, i Medici di Famiglia, che alla fine svolgono un lavoro discretamente buono, e che visitano ormai anche loro sulla base di prenotazioni, per evitare sovraffollamenti; con le opportune correzioni a favore di casi urgenti o comunque meritori di una certa qual precedenza rispetto, che so, alla classica unghia incarnita; e con le necessarie conseguenze di una rigidità degli orari (grazie alla quale le attese dovrebbero essere virtualmente nulle) e della limitazione del tempo da dedicare al singolo paziente (che però, se crede, può sempre rivolgersi allo psicoterapeuta di servizio al pronto soccorso, in caso di necessità); e con il risultato di una prima scrematura dei casi seri da inviare allo specialista o all’ospedale, per eventualmente proseguire verso centri ospedalieri particolarmente dedicati ed indicati per il caso in oggetto…

    E che differenza abissale ci sarebbe con questo decantato sistema sanitario iraniano?
    Tanto di cappello: è dai tempi – non sospetti – di Averroè che la medicina iraniana faceva scuola, nel bacino Mediterraneo.

    Il problema non è a monte: è a valle, dove a forza di scorrere – e lasciar correre – siamo giunti agli epigoni, in cui abbiamo al tempo stesso persa la filosofia medica delle origini, e ritrovatone il valore… commerciale, che ci ha condotti ad aver travisati e la missione e i mezzi con i quali preseguire e proteggere la sanità dei nostri simili, e non solo…

  • zeppelin

    quello che mi lascia perpresso è il costo del progetto pilota
    20milioni di dollari per 10 case = 2milioni di dollari per casa…

    quasio quasi che mi metto anch’io a costruirne… anche solo una…

  • ulrichrudel

    Adesso mi spiego l’odio degli alti comandi USA verso l’Iran. Mentre i grandi Illuminati anglo-americani vogliono ridurre drasticamente la popolazione per sanare l’equilibrio della Terra,; gli iraniani con costi accessibili,cosi sembra, aiutano la popolazione a tenersi sana e forte.
    Pensa, se questo andazzo si espandesse in altre contrade , LE MENTI, dovrebbero rivedere i loro piani od anticiparli .

  • Marduk1970

    Certo hai ragione, ed hai anche centrato il problema, la speculazione, ed é li che comincia la mia demagogia e li finisce. Per il resto nulla da ribattere, ne sul sistema che approvo, ne sulle metodologie che sembrano vincenti, cmq. Aufwiedersehen.

  • Ricky

    Che l’Iran sia un Paese avanzato e che puó insegnare molto a tutto il mondo non c’è bisogno che venga a dircelo Ralph Nader. E’ veramente un peccato per la mancanza di libertá in cui si ritrovano i suoi cittadini anche se niente mi toglie dalla testa che il sistema antidemocratico sotto cui si ritrovano é la diretta conseguenza delle ingerenze e degli interventi occidentali, fin dai tempi di Mossadek.