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DELLA VITA E DEL LAVORO

DI DAVID FOSTER WALLACE
online.wsj.com

Adattato da un discorso introduttivo tenuto da David Foster Wallace alla classe dei laureandi 2005 del Kenyon College

Ci sono due giovani pesci che nuotano insieme, e gli capita di incontrare un vecchio pesce che viene in senso contrario che gli fa un cenno col capo e gli dice: “Buongiorno ragazzi, com’è l’acqua?” ; i due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, poi alla fine, uno dei due guarda l’altro e gli dice “Ma che diavolo è l’ACQUA!?”
Se in questo momento vi state preoccupando che io voglia presentarmi qui come il vecchio pesce saggio che spiega cos’è l’acqua ai giovani pesci, per favore non fatelo. Non sono il vecchio pesce saggio. Il punto che salta subito agli occhi della storia dei pesci è che le più ovvie, onnipresenti, importanti realtà sono spesso le più difficili da vedere e di cui parlare.

Nella foto: David Foster WallaceDetto così, in questi termini, questo può certo sembrare un banale luogo comune… ma il fatto è che nelle trincee della quotidianità nella nostra vita da adulti, questi luoghi comuni possono essere una questione di vita o di morte. Questo potrebbe sembrarvi un’ iperbole o un’ assurdità.

Una grossa percentuale delle cose di cui tendo ad essere automaticamente certo, si rivela poi completamente falsa e deludente. Ecco un esempio della totale falsità di qualcosa di cui tendo ad essere automaticamente certo: tutto nella mia esperienza immediata supporta la mia ferma convinzione che io sia l’assoluto centro dell’universo, la più reale, nitida e importante persona dell’esistenza. Raramente parliamo di questa forma di naturale, basilare egocentrismo, perché è così socialmente repellente… ma è più o meno lo stesso per tutti, in fondo al nostro animo. Sono le nostre impostazioni di default (predefinite, ndt) , prestampate alla nascita nei nostri circuiti. Pensateci: non c’è esperienza che abbiate avuto di cui voi non siete il centro assoluto. Il mondo, per come ne avete esperienza, è proprio lì davanti a voi, o dietro di voi, alla vostra sinistra, destra, sulle vostre TV, sul vostro monitor o quant’altro. I pensieri e i sentimenti delle altre persone vi devono essere comunicati in qualche modo, ma i vostri sono così immediati, urgenti, reali, — avete presente. Ma per favore non vi preoccupate: non mi sto preparando a farvi la predica sulla compassione, o altre buone qualità o sulle cosiddette “virtù”. Questa non è una questione di virtù, è una questione che riguarda la mia scelta di fare in qualche modo il compito di alterare o liberarmi dalle mie impostazioni di default “cablate” nella mia natura che mi fanno essere profondamente e letteralmente egocentrico e vedere ed interpretare la realtà attraverso questa lente del sé.

Le persone che riescono a regolare le loro naturali impostazioni di default in questo modo sono spesso descritte come “ben inserite nella società” (“well-adjusted” nel testo originale: letteralmente “ben regolate”, ndt ), che, credo, non sia un termine accidentale.

Visto il trionfale scenario accademico di questo luogo, una domanda ovvia è quanto di questo lavoro di regolazione delle impostazioni di default coinvolga la reale conoscenza o l’intelletto. Qui la questione si fa complicata. Probabilmente la cosa più pericolosa dell’educazione universitaria, almeno nel mio caso, è che autorizza la mia tendenza a iper-intellettualizzare le cose, a perdermi in argomenti astratti nella mia testa invece di fare semplicemente attenzione a quello che accade davanti a me. Spostando l’attenzione su quello che accade dentro di me. Sono sicuro ragazzi che l’avrete già scoperto: è estremamente difficile rimanere attenti e reattivi invece che rimanere ipnotizzati dal costante monologo dentro la vostra testa. Venti anni dopo la mia laurea sono arrivato gradualmente a capire che il cliché delle discipline umanistiche dell’ “insegnarvi a pensare” è in effetti un’abbreviazione per un’ idea molto più seria e profonda: “Imparare come pensare” in realtà significa imparare ad esercitare un controllo su come e cosa pensi. Significa essere consci e consapevoli abbastanza da scegliere a cosa porre attenzione e come costruire i significati a partire dall’esperienza; perché se non siete in grado di esercitare questo tipo di scelta nell’età adulta, sarete assolutamente spacciati. Pensate al vecchio adagio “la mente è una serva eccellente ma anche una terribile padrona”. Questo, come molti detti, così incerto e noioso in superficie, in realtà esprime una grandiosa e terribile verità. Non è affatto incidentale che gli adulti che commettono suicidio con armi da fuoco si sparano quasi sempre alla testa. E la verità è che la maggior parte di questi suicidi sono in effetti morti molto prima che premano il grilletto. E io sostengo che il vero valore della vostra educazione umanistica dovrebbe essere su questo (non dico stronzate): come riuscire ad evitare di vivere la vostra confortevole, prospera e rispettabile vita adulta da morti, inconsci e schiavi della vostra testa e delle vostre impostazioni di default che vi riducono unicamente, completamente e imperiosamente alla solitudine, giorno dopo giorno.

Tutto ciò potrebbe suonarvi esagerato, un nonsenso astratto. Allora siamo concreti. Il fatto semplice è che voi prossimi laureandi non avete ancora un’ idea di cosa “giorno dopo giorno” significhi veramente. Esiste una larga parte della vita adulta americana di cui nessuno parla nei discorsi introduttivi. Una parte che riguarda la noia, la routine, e la banale frustrazione. I genitori e la gente di una certa età qui sanno fin troppo bene di cosa sto parlando.
Per esempio, immaginiamo di essere in un giorno come tanti: ti alzi presto la mattina, vai al tuo stimolante lavoro, e sgobbi duramente per nove o dieci ore, e alla fine della giornata sei stanco, stressato, e tutto quello che vuoi è andare a casa, cenare, forse rilassarti un paio di ore e poi buttarti in branda presto perché il giorno dopo devi risvegliarti e ricominciare tutto da capo. Ma ti ricordi che non hai cibo a casa – non hai avuto tempo di fare spesa questa settimana, a causa del tuo stimolante incarico – e così ora, dopo il lavoro, devi infilarti in macchina e arrivare al supermercato. Siamo alla fine della giornata, il traffico è micidiale, così arrivare al supermercato ti richiede molto più del dovuto, e quando alla fine arrivi, è gremito, perché chiaramente è l’ora della giornata in cui tutte le altre persone che lavorano almeno otto ore al giorno provano a strizzarsi nel supermercato, e il posto è orribilmente illuminato al neon e infuso di musichette di sottofondo alienanti o pop commerciali, ed è più o meno l’ultimo posto in cui vorresti essere, ma non puoi uscire subito appena entrato: devi vagabondare per le immense corsie, super-illuminate e affollate per trovare le cose che vuoi, e devi manovrare il tuo carrello stracarico tra tutte le altre persone con i carrelli, stanche e affrettate, e poi ci sono i vecchietti glacialmente lenti, le persone assurdamente imbranate, i bambini con la sindrome ADHD; tutti che bloccano la tua corsia e devi stringere i denti e cercare di essere il più gentile possibile mentre gli chiedi di lasciarti passare, e alla fine, in conclusione, hai tutta la spesa per la cena, solo che ora la fila alla cassa è incredibilmente lunga, cosa stupida che ti fa imbestialire, ma non puoi sfogare la tua furia sulla povera cassiera frenetica.
Comunque alla fine arrivi alla cassa, paghi il tuo cibo, aspetti che una macchina autentichi la tua carta di credito e poi ti senti dire “arrivederci” in una voce che è indiscutibilmente la voce della morte, quindi devi portare nel carrello le tue buste di plastica sottile piene di vivande attraverso un parcheggio affollato, sporco e accidentato, provare a caricarle in macchina in maniera tale che non cada tutto fuori rotolando per l’abitacolo mentre ritorni e poi devi guidartela tutta fino a casa, in mezzo al lento traffico dell’ora di punta, pesante di SUV, eccetera, eccetera.

Il punto è che nella banale e frustrante merda come questa è esattamente dove viene chiamato in causa l’esercizio della funzione dello scegliere. Perché l’ingorgo, le corsie affollate e le file alla cassa mi danno il tempo di pensare, e se non faccio una decisione consapevole su cosa pensare e a cosa fare attenzione, sarò incazzato e infelice ogni volta che andrò fare la spesa, perché la mia impostazione di default è la certezza che situazioni così riguardino veramente me, la mia fame, la mia stanchezza e il mio desiderio solo di arrivare a casa, e sembra come se, precisamente tutti mi si mettano in mezzo alla strada, e chi sono queste persone in mezzo alla mia strada? E guarda quanto sono repellenti la maggior parte di queste, e come sembrano stupide, non umane, manzi dall’occhio spento in fila alla cassa, oppure quanto sono fastidiose e volgari quelle che parlano ad alta voce al cellulare mentre fanno la coda, e guarda quanto è profondamente ingiusto tutto ciò: ho lavorato veramente duro tutto il giorno, ho fame, sono stanco e non riesco neanche ad andare a casa, mangiare e riposare a causa di queste dannate persone.

Oppure, certo, potrei essere in una forma più socialmente cosciente delle mie impostazioni di default, e passare il tempo nell’ingorgo serale arrabbiato e disgustato di tutti gli enormi, stupidi, ingombranti SUV, Hummer e furgoni pickup V-12 che bruciano serbatoi da 150 litri di gasolio, e soffermarmi sul fatto che gli adesivi patriottici o religiosi sui parafanghi sembrano sempre essere sui veicoli più grossi e distintamente prepotenti, guidati dai piloti più brutti, sconsiderati ed aggressivi, che generalmente stanno parlando al cellulare mentre tagliano la strada alla gente per guadagnare dieci stupidi metri nella coda, e posso solo immaginare come i figli dei nostri figli ci disprezzeranno, per aver sprecato tutte le risorse del pianeta e probabilmente incasinato irrimediabilmente il clima, e potrei anche pensare a quanto siamo stupidi, viziati e disgustosi, a come facciamo schifo tutti quanti, e così via , ancora ed ancora…

Guardate, se scelgo di pensare così… bene, nessuno me lo impedisce, molti di noi lo fanno – a parte il fatto che pensare in questo modo tende a essere facile e automatico- non deve essere una scelta. Pensare in questo modo fa parte delle mie impostazioni di default: la modalità automatica, inconscia con cui faccio esperienza della noiosa, frustrante e affollata parte della vita adulta, quando agisco nella automatica e inconscia convinzione che io sia il centro dell’universo e che i miei sentimenti e immediate necessità sono quelle che dovrebbero determinare le priorità del mondo. Il fatto è che, ovviamente ci sono modi differenti di pensare in queste situazioni. Nel traffico, tutte queste macchine ferme immobili sul mio percorso: non è impossibile che alcune delle persone nei SUV siano state vittime di terribili incidenti d’auto in passato e per loro guidare è così traumatico che il loro analista non ha potuto fare a meno di consigliargli un enorme e pesante SUV per sentirsi più sicuri alla guida; oppure che l’Hummer che mi ha appena tagliato la strada, forse è guidato da un padre il cui figlio piccolo, sul sedile accanto è malato o ferito e sta correndo all’ospedale e ha una fretta molto più grande e giustificata della mia – effettivamente sono io che sto intralciando la sua strada. Oppure posso scegliere di sforzarmi a considerare la possibilità che tutti quanti nella coda al supermercato sono annoiati e frustrati quanto lo sono io, e alcune di queste persone probabilmente hanno tutto sommato una vita più dura, tediosa e penosa della mia.

Di nuovo: per favore non pensate che vi stia dando consigli morali o che vi dica che dovreste pensare in questo modo, o che qualcuno si aspetta che lo facciate, perché è difficile, richiede volontà e sforzo mentale e, se siete come me, alcuni giorni non sarete in grado di farlo o semplicemente non lo vorrete. Ma nella maggior parte dei giorni, se siete lucidi e consapevoli a sufficienza da darvi la possibilità di scegliere, potete guardare in maniera differente questa grassa signora dall’occhio spento e il trucco pesante che ha appena sgridato il figlio nella fila alla cassa – forse non è sempre così, forse è stata sveglia per tre notti di seguito tenendo la mano del marito che sta morendo di cancro alle ossa, o forse è la stessa impiegata della motorizzazione, sottopagata con contratto a termine, che proprio ieri ha aiutato tua moglie con quell’incubo burocratico di documenti, bolli e autorizzazioni. Certo, nessuna di queste cose è probabile, ma neanche impossibile – dipende tutto da quello che decidete di tenere in considerazione. Se siete automaticamente certi di sapere cosa è la realtà e chi e cosa è importante – se operate secondo le vostre impostazioni di default – allora voi, come me, non considererete possibilità inutili e fastidiose. Ma se avrete veramente imparato a pensare, a fare attenzione, allora saprete che avete altre possibilità. Sarete in grado di vivere un’ esperienza lenta, affollata, rumorosa, da girone dantesco del consumo, non solo come significativa, ma sacra, splendente della stessa forza che illumina le stelle – compassione, amore, l’unità di tutte le cose che si nasconde sotto la superficie dell’apparenza. Non che tutta questa roba mistica sia necessaria: la sola cosa Vera, con V maiuscola è che voi decidete come provare a vederla. Riuscite a decidere coscientemente cosa ha significato e cosa no. Riuscite a decidere cosa credere…

Perché ecco un’altra cosa Vera: nelle trincee della vita quotidiana degli adulti non esiste una cosa come l’ateismo. Non esiste una cosa come il non adorare nulla. Tutti adorano. L’unica scelta che abbiamo è cosa adorare. E una ragione prominente per scegliere qualche forma di Dio o cose di tipo spirituale – sia esso Gesù o Allah, Jahvé o le dee-madri Wicca, le Quattro Nobili Verità o qualche insieme di infrangibili principi etici — è che più o meno ogni altra cosa che adorerete vi divorerà vivi. Se adorate il denaro e gli oggetti materiali – se da questo attingete il senso per il vostro vivere – allora non ne avrete mai abbastanza…non avrete mai la sensazione di averne avuto abbastanza. E’ la verità. Adorate il vostro corpo, la bellezza e l’attrattiva sessuale e vi sentirete sempre brutti, e quando il tempo e l’età inizieranno a farsi sentire, morirete un milione di morti prima che vi abbandonino definitivamente. Ad un certo livello, tutti conosciamo già queste cose – sono state codificate in miti, proverbi, cliché, epigrammi, parabole: l’ossatura di ogni grande passato. Il trucco è tenere la verità sempre davanti agli occhi, in una consapevolezza quotidiana. Adorate il potere – vi sentirete deboli e spaventati, e avrete bisogno di altro potere sugli altri per tenere a bada la paura. Adorate il vostro intelletto, essere considerati intelligenti — e finirete per sentirvi stupidi, un imbroglio, sempre in procinto di essere scoperti. E così via.

Attenzione, la cosa insidiosa di queste forme di adorazione non è che siano perverse o peccaminose; è che sono inconsce. Sono impostazioni di default. Sono il tipo di adorazione in cui scivoli gradualmente, giorno dopo giorno, diventando sempre più selettivo su quello di cui ti accorgi, e su come misuri il valore delle cose, senza mai essere pienamente cosciente che è quello che stai facendo. E il mondo non ti dissuaderà dall’operare secondo le tue impostazioni di default, perché il mondo degli uomini, dei soldi e del potere viaggia a meraviglia con il carburante della paura e del disprezzo, della frustrazione, della brama e del narcisismo. La nostra cultura attuale ha imbrigliato queste forze in modo che producano straordinarie ricchezze, confort e libertà personale. La libertà di essere i padroni dei nostri minuscoli regni delle dimensioni del cranio, da soli al centro dell’universo. Questo tipo di libertà si vende molto bene. Ma certo ci sono tipi diversi di libertà, e del tipo più prezioso non sentirete molto parlare nel mondo lì fuori, fatto di conquiste, realizzazioni e esibizioni. Il tipo di libertà veramente importante riguarda l’attenzione, la consapevolezza, la disciplina e l’impegno e l’essere in grado di prendersi cura veramente delle altre persone e sacrificarsi per loro, più e più volte ogni giorno, in una miriade di piccoli gesti né seducenti né clamorosi. Questa è la vera libertà. L’alternativa e l’incoscienza, le impostazioni predefinite, la corsa al successo (“la corsa dei topi” tradotto letteralmente, ndt) – la costante e lancinante sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito.

Lo so che cose come queste forse non suonano come divertenti, elettrizzanti o fonte di grandi ispirazioni. Per quello che ne so io sono semplicemente la verità, senza troppe stronzate retoriche. Ovviamente potete pensarne quello che volete. Ma per favore non liquidatelo come una predica ammonitrice della dr.ssa Laura (Laura Catherine Schlessinger, speaker radiofonica ndt). Nulla di tutto questo riguarda la moralità, la religione, i dogmi o le grandi domande sulla vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda arrivare a 30 o forse 50 anni senza avere il desiderio di spararvi. Riguarda la semplice consapevolezza, consapevolezza di ciò che è così vero ed essenziale, così nascosto in bella vista intorno a noi, che dobbiamo continuare a ricordarci incessantemente: “questa è l’acqua, questa è l’acqua”.

E’ inimmaginabile quanto sia difficile farlo, e rimanere coscienti e vivi, giorno dopo giorno.

David Foster Wallace
Fonte: http://online.wsj.com
Link: http://online.wsj.com/article/SB122178211966454607.html
19.09.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da PAOLO CASTELLETTI

Vedi la biografia di David Foster Wallace su Wikipedia

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    “nelle trincee della vita quotidiana degli adulti non esiste una cosa come l’ateismo. Non esiste una cosa come il non adorare nulla. Tutti adorano. L’unica scelta che abbiamo è cosa adorare…. più o meno ogni altra cosa che adorerete vi divorerà vivi.”

    Nel suo esaltante delirio antropocentrico il buon Davis si è dimenticato che c’è anche chi, agnostico come me, ha totalmente scartato l’ipotesi che il paradosso ateismo-teismo prendesse il corpo che ha correttamente disegnato.

    Tutti adorano? E’ la vecchia tesi dei cigni bianchi. Nessun cigno nero, vero? Disgraziatamente per questi punti di vista (che generano quei mostri che David ha correttamente dipinto) esistono degli ottimi antidoti, che lui stesso si affretta a sottolineare
    Quindi delle due l’una: o non esiste salvezza, ed è vero che “tutti adorano”, oppure non è vero che “tutti adorano”, ma esiste la possibilità che non si adori, e si viva solamente; magari seguendo il profumo della vita senza necessariamente porsi domande irrisolvibili o erigersi a latori di “impostazioni da default”.

  • Earth

    Io sono diverso dalla massa, questo articolo non mi tocca perche’ solitamente mi diverto a pensare alle soluzioni di problemi piu’ vari che spaziano dalla sequenza di come preparare la cena al salvare il mondo, come vivere abbastanza per incontrare dio, ecc., raramente mi capita di essere incazzato con gli estranei. Amo me stesso, mi diverto, e tutte le insicurezze che cita del tipo se vuoi soldi, potere o dimostrare intelligenza ti si ritorcono contro, per quanto mi riguarda sono sbagliate… ma un altro come me lo devo ancora conoscere… sono curioso pero’ di sapere se questo articolo aiuti effettivamente qualcuno di voi.

  • dr34m1ng

    Wallace è stato trovato dalla moglie, morto impiccato, nella sua abitazione di Claremont, in California, alle 21.30 del 12 settembre 2008.A

    A lui non è servito poi tanto. 🙂

    comunque a parte gli scherzi, mi comprerò il suo libro, voglio approfondire.

    grazie x l’articolo

  • pablobras

    bravo earth….come vanno le cose dalle tue parti ?

  • pablobras

    Credo che l’autore confonda la riprogrammazione di un computer con la maturazione dell’individuo.
    Se uno è acerbo resta acerbo anche dopo aver letto questo articolo in quanto non lo capisce o non lo condivide.
    Il punto è che il sistema non vuole che le persone si evolvono verso il naturale sviluppo interiore.
    Devono restare degli adolescenti a vita così saranno deboli,controllabili,amorfi….consumatori passivi di una vita non sua.
    Quindi non esiste riprogrammare i predefiniti, l’ego rimane sempre imperante in natura. E’ il controllo di una mente al servizio dello spirito che deve raggiungere nell’età adulta la sua affermazione.
    In pratica cresca chi può….tutti gli altri resteranno immaturi.
    Perchè crescere è difficile…..non siamo computer caro Wallace.

  • cucchiluca

    Vorrei inserire un commento che riguarda il sarcasmo di dr34m1ng. Mi sembra di capire che lei abbia letto l’articolo essendo già a conoscenza che il signor Wallace si fosse impiccato! Come fa a non vedere che questa lettera è il suo messaggio di addio? Non vede che queste parole parlano di tutto quello che il signor Wallace avrebbe voluto essere in grado di fare, trovare quella libertà personale che molti di noi ricercano? Questa è la storia di una persona coraggiosa che si è resa conto troppo tardi che non sarebbe più stata in grado di correggere le sue impostazioni di “default”! E’ una storia triste che merita il nostro rispetto e ammirazione. Se non avessi letto il suo commento avrei avuto un’altra considerazione del tema trattato dall’autore del messaggio.La ringrazio

  • alinaf

    Quanto sono decadenti questi americani. Non sono neppure sicura di aver capito cosa ha voluto dire.
    Vuoi mettere pensatori italiani come Massimo Fini !?! Che lucidità, che incisività, che scorrevolezza; tutta un’altra storia. Ciao ciao.

  • pablobras

    …brava !

  • fm

    Io ho spesso pensieri dove gli altri sono al centro… Tuttavia spesso mi trovo paralizzato, soprattutto davanti ai “clochard”. A parte scambiarci 2 chiacchiere e dargli qualche euro o un ticket restaurant per potersi pagare un pasto caldo non so proprio come poter fare qualcosa di piu`. E questo e` immensamente frustrante.

  • alinaf

    Grazie, Pablo.
    Mi sono dimenticata:… che novità di contenuti ( riguardo a Fini ). Ciao

  • pablobras

    ….scusa ma non ho capito bene a cosa ti riferisci quando scrivi di novità di contenuti riguardo a Fini…

  • paolocastle

    Ho pensato molto alla morte di Wallace dopo la lettura e la traduzione di questo discorso … e la conclusione a cui sono giunto è che a distanza di 3 anni da questo discorso la sua malattia (nella sua biografia si parla di dipendenza da psicofarmaci, elettroshock … ) era arrivata a un punto tale da impedirgli di vedere, o anche solo ricordare, la possibilità di scelta di pensare in maniera differente cui ha parlato…
    Comunque anche io non conoscevo Wallace e ho messo Infinite Jests nella lunga lista dei libri da leggere.
    Ciao,

    Paolo

  • LonanHista

    è il solito comune americano al quale manca la storia, la base attraverso la quale porsi le domande e alla fine è come il banale dottore che è capace di descriverti anche i sintomi che non ti accorgi di una malattia, ma non ti spiega come hai preso la malattia e neppure come evitarla in futuro e ne tantomeno curarla, al limite consigliando i soliti cliché-aspirina come per esempio guardare chi sta peggio di te e aiutarlo…..COMMISERARTI E PORRE UN LIMITE ALLA COMMISERAZIONE PERCHé C’è CHI STA PEGGIO DI TE………………..e da bravo americano è un ottimo sceneggiatore, con una serie di luoghi comuni(senza cena dopo il lavoro fila al cityper e per tornare a casa)solo per dire una cosa banalissima:MENTRE OGNUNO DI NOI SI SENTE AL CENTRO DEL MONDO, SI CONSIDERA SPECIALE..ALTRI 6 MILIARDI DI PERSONE STANNO PENSANDO LA STESSA COSA ANCHE SE IN CIRCOSTANZE DIVERSE……..non esistono domande nella cultura angloatrofizzata, cioè quella americana…non esiste domandarsi perché…è tutto scontato, come è scontato il fatto che occorre arrivare a 30-50 anni senza il desiderio di spararsi…….YANKE DEL CAZZO..SPIEGAMI PERCHé DOVREI SPARARMI!…SPIEGAMI PERCHé SONO ARRIVATO A QUESTO PUNTO…..PERCHé PROCURARMI LA CENA FACENDO LA FILA AL CITYPER(o wal mart o altro è la stessa cosa)DEVE ESSERE SOLO UN PIACERE PIUTTOSTO CHE LO STESSO SACRIFICIO DI ALTRI MILIONI DI PERSONE ed incazzarmi per questo…SPIEGAMI PERCHé SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO………………….non ne sei capace perché non hai storia, e l’angloatrofizzazione mentale imposta dal tuo impero sta atrofizzando anche le menti di chi ha il dubbio nel dna…….come in Italia dove …………..La maggior parte dei giovani ignora grammatica e sintassi. Anche nelle università
    Viaggio in un Paese che non conosce più la sua lingua
    Italiano, questo sconosciuto
    “Studenti quasi analfabeti”
    di MAURIZIO CROSETTI……………..http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/lingua-italiana/lingua-italiana/lingua-italiana.html
    …….e i soloni ritengono che il problema sia solo la grammatica, QUANDO INVECE IL VERO PROBLEMA è L’IGNORANZA, L’INCAPACITà DI RENDERSI CONTO DI CIò CHE EFFETTIVAMENTE SUCCEDE…..l’incapacità di avere cognizione di quello che succede……il problema non è la sintassi, ma che 300mila persone adulte(il 30% dell a popolazione in proporzione al bacino di utenza) ACQUISTA QUATERNE PER IL LOTTO DA WANNA MARCHI…il problema è che quasi 40 milioni di pecore VA A VOTARE convinta di scegliere mentre stanno solo legittimando un regime……..E QUESTO SUCCEDE DA SEMPRE anche NELLA DEMOCRAZIA AMERICANA….addirittura ultimamente illusa di votare per un pezzo di merda di negro figlio di una puttana bianca CHE è PEGGIORE ANCHE DEL PEGGIORE BIANCO…..tutto qua sta il vero dilemma:fanno bene glli americani come questo stronzetto a fare i medici dell’ovvio oppure sbagliamo noi complottisti fuori dal coro a domandarci ancora il perché?…………………………a proposito…..a tutti coloro che vorrebbero vedere costruiti minareti in ogni campanile….CHISSà COSA NE PENSANO I MILIONI DI MUSULMANI PRESENTI IN ITALIA ED EUROPA DI ISRAELE, DEGLI EBREI E DEI SIONISTI……secondo me il 90% di loro vedrebbero favorevole la distruzione di Israele….E ALLORA BEN VENGANO I MINARETI!!!!

  • anonimomatremendo

    l´ odio e il disprezzo rivolto a condizioni di vita disumane sono gli unici sentimenti autentici di chi vive e subisce tali condizioni e l unica possibilitá di prenderne coscienza.discorsi da prete come questo non fanno altro che giustificare la propria rassegnazione di fronte allo stato di cose presente.

    “La necessità di rinunciare alle illusioni sulla propria condizione è la necessità di rinunciare ad una condizione che ha bisogno di illusioni.”

    Allora o ci diamo da fare a rovesciare queste condizioni,facendo leva sul naturale ed istintivo odio che i proletari coscienti hanno nei confronti delle proprie condizioni e di coloro che le perpetuano oppure é meglio stare zitti e fare come fanno tutti senza tropppe pippe mentali.

  • Sokratico

    L’articolo è straordinario, i commenti deludenti.

    Voi, banalmente, non avete capito il senso dell’articolo. E’ “umano, troppo umano”…
  • dr34m1ng

    era solo una battuta. Sono molto belle le sue parole, mi hanno colpito, infatti ho detto d essere interessato a comprare il suo libro, ma questo non cambia che si sia tolto la vita..

  • Truman

    Ho passato negli anni recenti un po’ di tempo a cercare di capire cosa sia la metafisica. La miglior definizione la dava Cartesio: “Se consideriamo la filosofia come un albero, dove le varie discipline filosofiche sono i rami, allora le radici dell’albero rappresentano la metafisica”.
    Una delle cose che inizialmente mi sorpresero un po’ fu il constatare che la distinzione se il mondo sia tutto materia, oppure materia e spirito, oppure solo spirito, appartiene a pieno titolo alla metafisica e solo ad essa.
    In altre parole la scelta di essere materialisti è una scelta metafisica. Non è dimostrabile come valida all’interno di discipline come l’epistemologia o la gnoseologia.

    Tutti noi crediamo religiosamente in qualcosa. Ma la maggior parte di noi non gradiscono ammetterlo.

  • Truman

    Mi ritorna in mente un altro filosofo, o forse un altro matto, Philip Kindred Dick, autore dell’unica definizione di realtà che valga la pena di ricordare (“La realtà è quella cosa che si rifiuta di sparire anche quando tu smetti di crederci“).
    Anche lui morì giovane, dopo una vitaccia. Eppure la sua vita tormentata produsse opere memorabili. (Quella più nota è “Do the androids dream of electric sheep?” resa famosa dalla sua trasposizione cinematografica “Blade runner”).

    La conoscenza troppo spesso è sofferenza.

  • marzian

    La capacitá di cambiare Contesto rispetto ad un Contenuto é forse la via maestra per quella che chiamiamo Felicitá, e Wallace fa giustamente passare il processo attraverso la Consapevolezza nel momento presente.

    Peró quella di Consapevolezza é un’idea che puó essere ben estesa. Per esempio: ho davvero bisogno di frequentare un college? Di lavorare 8 ore al giorno? Di guidare un’automobile? Di andare a comprare da mangiare al supermercato? Se chiunque iniziasse a porsi tali domande…

  • Tonguessy

    Fammi capire: chi considera solo ed esclusivamente i fatti materiali e non quelli spirituali (qualasiasi cosa questi significhino) opera una scelta metafisica?
    Per la nota legge del contrappasso sarei quindi portato a credere che tutti i dettami religiosi (massima espressione della metafisica, credo) siano null’altro che movimenti economici (massimamente materiali), alla fine della fiera. Mi spingo addirittura oltre: anche senza considerare la legge del contrappasso la Storia ce lo dimostra. Invece la Storia non mi ha ancora dimostrato (sei quindi invitato a farlo) che essere materialisti significhi operare una scelta metafisica. Nessuna Storia, forse qualche Filosofia.
    E’ solo un’understatement semantico (eufemismo). Nulla si colloca al di là degli stilemi comunicativi, quando si comunica. Fisica e metafisica sono mappe (non conta quanto significative o vacue) che si rifanno ad una non meglio identificata o identificabile Realtà. God’s particle anyone?

    PS per quanto mi sforzi non riesco a trovare dimostrazioni alcune di validità gnoseologiche o epistemologiche: al massimo si può trovare aderenza a dei modelli specifici. Tutta “robba” mentale (metafisica) insomma. Utile fin che si vuole per scriverci libri, di nessuna utilità per vivere da salariato.

    “il pensiero ha un suo proprio modo di vivere che sfortunatamente si contrappone alla vita. Vita e pensiero sono sempre in conflitto, e questo conflitto cessa solo quando il corpo muore”
    U.G.Krishnamurti

  • Earth

    Bene grazie spero lo stesso per te, finalmente il tutto sta prendendo forma, e’ bello vedere che l’impegno in qualche modo viene ricompensato, talvolta in modi che non ci sognavamo neanche. A quanto pare la rivoluzione non ci sara’, attendiamo… al prossimo che sara’ il collasso definitivio economico…

  • Tonguessy

    Ti pregherei di non usare questi sofismi. Non esiste chi capisce (tu) e chi non capisce (noi). Sicuramente non in questo caso. Mi arrogo il diritto (che pure tu ti arroghi) di avere perfettamente compreso il senso dell’articolo, e di non essere d’accordo. Lo so, questo disturba qualcuno (tu di sicuro), ma ti ricordo che il sentimento potrebbe essere mutuo. Devi quindi dimostrare perchè tu pensi di averlo capito ed io (o altri) no.
    Il sottile gioco della dialettica è tutto qui. Tutto il resto è solo un catalizzatore per le nostre comunicazioni.

  • Earth

    Ti credo… Il problema non e’ tuo, non dovresti sentirti frustrato, ognuno fa quel che puo’, non puoi desiderare cio’ che i tuoi limiti ti impogono, ma a volte un limite e’ soltanto un punto di vista, ti spiego perche’. Facciamo una similitudine militare, questa’ e’ una guerra dove ogni nazione ha i suoi reparti. Conosciamo gia’ il nemico che ci riduce alla poverta’, noi cosa abbiamo per combatterlo? Prendiamo caso beppe grillo che e’ l’esempio con una struttura militare piu’ completa. Grillo e’ il generale, travaglio e’ il servizio segreto, di pietro il politico amico del generale, la casaleggio e’ il reparto tecnologia e strategia, infine la truppa. Il punto piu’ importante di tutti e’ la casaleggio in quanto permette l’espansione della parola di Grillo per tenere alto il morale della truppa e arruolare piu’ persone, travaglio fomenta e invoglia la truppa con le sue scoperte e li dirige verso l’obiettivo, di pietro deve solo aspettare il momento giusto per fare la bella faccia e ottenere consensi, la casaleggio prepara la strategia da far adottare a Grillo, decide quand’e’ il momento di agire. Che cos’e’ grillo alla fine? Non e’ nient’altro che un PR carismatico, dice facciamo il vaffanculo day quel giorno e la truppa si mobilita, purtroppo sappiamo anche che non e’ del tutto trasparente l’operato della casaleggio, sembrano associati ai poteri forti americani. La truppa e’ importantissima basta vedere come in venezuela hanno salvato Chavez dal colpo di stato, ma era un obiettivo semplice quello, andare nel palazzo governativo a fare il culo alla nuova amministrazione e richiedere indietro quella vecchia, per il nostro caso e’ milioni di volte piu’ complicato. Ora riversiamo il ragionamento a paolo barnard, che penso sia il piu’ sincero fin ora ed e’ anche povero in canna. Barnard e’ il servizio segreto e indica l’obiettivo, ha sempre detto che non vuole fare il generale PR, non c’e’ il reparto tecnologia e strategia, non c’e’ il politico associato, invece c’e’ tanta truppa che vuole fare del bene ma non sa’ come comportarsi e ci credo! Manca tutto il resto! Ora tu fai parte della truppa ma sapendo che le altre posizioni sono vacanti potresti iniziare a cambiare il tuo punto di vista e quindi a ragionare in modo differente per coprire quella necessita’ e trovare soluzioni adatte al tuo reparto. Io mi domando solo chi sara’ a fare da Generale… Concludo, nel panorama italiano per adesso per chi come te sente la necessita’ del fare del bene ADESSO, probabilmente ti conviene stare con grillo e iscriverti a qualche meetup, oppure potresti coprire alcune cariche di barnard se ne sei capace, ma aspettare come truppa barnard non te lo consiglio perche’ da quanto vedo… la situazione potrebbe rimanere cosi’ per sempre…

  • biancospino

    Non prendertela con Wallace, pensa al resto degli “anglofoatrofizzati” che nemmeno sanno dell’introspezione e guarda poi quanta STORIA alle spalle abbiamo noi italiani e come siamo comunque diventati coglioni lo
    tesso. E non é la prima volta!

  • biancospino

    Sokratico o no, sofismo o dialettica, umano troppo umano l’ho gia sentito, mi pare calzante…Aforisma?

  • biancospino

    Si ma se poi arrivi a casa in anticipo e trovi tua moglie nel letto con un altro, come la mettiamo? ( liberamente tratto)

  • murakamiharuki

    Leggere le parole :

    ” Nulla di tutto questo riguarda la moralità, la religione, i dogmi o le grandi domande sulla vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda arrivare a 30 o forse 50 anni senza avere il desiderio di spararvi”
    ..mi fa vengono i brividi.

    DFW è il primo a non avercela fatta, a non essere riuscito a far sopire “quel maladetto desiderio di spararsi”..certo lui ha usato una corda e non una pistola…ma il senso non cambia.
    Bellissimo articolo, grande mente…R.I.P.

  • Cornelia

    Questo articolo è una piccola summa esoterica.

  • nettuno

    Di tutto questo articolo ho capito solo la barzelletta dei pesci che stanno nell’acqua senza sapere che cosa sia.
    Poichè ci sono pesci umani che si complicano la vita con pensieri introspettivi e cazzate varie ..ecc. consiglio a costoro di bere un buon bicchiere di vino rosso dopo i pasti, ma ad ven sitiet !

  • Sokratico

    Niente è paragonabile. Esiste forse cosa

    che non sia tutta sola con se stessa e indicibile?

    Invano diamo nomi, solo è dato accettare

    e accordarci che forse qua un lampo, là uno sguardo

    ci abbia sfiorato, come

    se proprio in questo consistesse vivere

    la nostra vita. Chi si oppone perde

    la sua parte di mondo. E chi troppo comprende

    manca l’incontro con l’Eterno. A volte

    in notti grandi come questa siamo

    quasi fuor di pericolo, in leggere parti uguali

    spartiti fra le stelle. Immensa moltitudine.

    R.M.Rilke