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DEI MASS MEDIA , DELLA SOCIETA’ DELLO SPETTACOLO, DELLA “POLITICA” E…

DI H.S.
http://www.cloroalclero.com

Ho appreso che nel suo blog , Grillo è incappato in qualche “incidente”. Non c’è da stupirsi : quando si affrontano temi tanto complessi come l’immigrazione – e l’Italia ne ha di problemi ! – non si può porre la questione in termini demagogici ricercando anche il consenso di un pubblico particolare… Non è però di questo che voglio parlare , ma chiarire e concludere le tematiche precedentemente affrontate e , quindi , delineare meglio quel che penso anche su Grillo…

A costo di essere pedante e noioso cercherò di chiarire introducendo alcuni concetti.

Nel corso degli ultimi cinquant’anni abbiamo assistito a una serie di processi che , normalmente , etichettiamo con il termine “globalizzazione” , vale a dire la maggiore interdipendenza e contatto fra soggetti prima sconosciuti l’uno all’altro. In questi anni di postmodernità l’espansione del Mercato è forse il processo più marcato e invasivo : anche se non tutto il globo è stato compreso in questo sistema , non inedito , ma egemone , oggi i rapporti sociali si svolgono prevalentemente nell’alveo dell’economia. Da ciò deriva la diffusione di una mentalità sempre più pragmatica ed utilitarista di marca anglosassone , dall’altro è sottesa l’evoluzione di un’ideologia ,- il neoliberismo – che rigetta qualunque forma di socialismo anche nelle forme socialdemocratiche. Anche dal punto di vista antropologico o – si direbbe – dell’antropologia dell’economia cambia il tipo “umano” : non più l’uomo “produttore” bensì l’uomo “consumatore” definisce l’identità dell’individuo. Nel recente passato e oggi è il consumo , per dirla con Bauman , ad attribuire un determinato status ad un individuo. Indotti da bisogni reali o artificiosamente creati dalla pubblicità consumiamo prodotti sempre più superflui senza i quali , anni fa , si sopravviveva tranquillamente. E diventiamo anche consumatori compulsivi… Anche se si è poveri , ci si può indebitare per acquistare , ad esempio un cellulare , per condurre una vita al di sopra delle proprie possibilità. Il Sistema , il Mercato lo richiedono… Di conseguenza è la possibilità di continuare a consumare , piuttosto che il lavoro , a integrarci nelle società postmoderne.

Indubbiamente i massa media , i grandi media (televisione , la rete , la radio , ecc…) , seppure con diversità , sono partecipi di questi processi. La comunicazione globale permette di porci in contatto con realtà lontane con il metro , il paradigma delle nostre società postmoderne e neoliberiste. Il linguaggio universale viene “parlato” dalle corporations come la Coca Cola.

Ma , chiediamoci , cosa è un media… Un media è ciò che , appunto , fa da filtro al nostro contatto con la realtà , “media” , appunto… Noi non conosciamo la realtà in maniera diretta se non in minima parte ; possiamo abbracciare la conoscenza derivata dall’esperienza solo in piccole dosi. Dobbiamo ricorrere ai media come pure i libri e i giornali. Ne consegue che noi non conosciamo , ma interpretiamo la realtà mediata che non è realtà in quanto tale. Certo i media possono indurci ad elaborare le informazioni come nel caso della parola scritta , nei confronti della quale , è necessario uno sforzo intellettivo , ma possono anche imporsi con le immagini che richiedono particolari capacità di elaborazione perché colpiscono le nostre emozioni e il nostro immaginario più che il nostro intelletto. Comunque sia i media sono necessari , perché solo attraverso essi possiamo rapportarci con una realtà più ampia e meno immediata. Insomma dovrebbe essere compito dei media quello di mediare…

Spettacolo è , invece , essenzialmente rappresentazione , quindi artificio e finzione concepite per il sollazzo , il divertimento o , in senso stretto , il divertissement , l’evasione dalla realtà. Lo spettacolo pertiene la dimensione del tempo libero ed è essa stessa , forma di consumo che cerca di soddisfare bisogni e gusti differenziati. Altra caratteristica è il “gioco” , jouer in francese e play in inglese , quel particolare rapporto fa l’uomo di spettacolo e lo spettatore , il fruitore : l’artificio , infatti , è proprio del gioco e si esaurisce nel gioco. Naturalmente abbiamo bisogno dell’evasione , dello spettacolo sia essa nella forma del cinema , della musica di qualunque genere , del teatro , ecc… Inoltre lo spettacolo può essere esso stesso media , mediatore , quindi fra spettatore e realtà , in qualsiasi forma. Evasione dalla realtà , ma anche , in parte , interpretazione della realtà , dunque…

Il problema delle nostre società postmoderne , però , è il carattere sempre più invasivo e pervasivo dello spettacolo ; la società postmoderna diventa vera e propria società dello Spettacolo , nel senso indicato da Debord che ne avvertiva i sintomi più di quarant’anni fa. Lo Spettacolo va oltre l’evasione e diventa barriera alla realtà ; uno schermo… Questa invasione si può scorgere nella pubblicità sempre più invadente e nella televisione ormai ospite fissa in una miriade di esercizi commerciali… La vita diventa un’enorme simulazione , un gigantesco palcoscenico con attori e spettatori in cui i primi giocano e instradano i secondi ma senza essere padroni del gioco. Oltre quel palcoscenico , oltre quel teatro , c’è la realtà , ma noi non possiamo afferrarla , non possiamo coglierla , affascinati dalle rappresentazioni che ci avvolgono. Lo Spettacolo non è più media , ma un muro fra noi e la realtà anche se si impadronisce di brandelli di realtà , per distorcerla , banalizzarla , sminuirne il significato. Naturalmente sto procedendo per metafore , ma penso che non siamo molto lontani da questo stato di cose. Quando penso all’invasività dello “Spettacolo” , mi vengono in mente , ad esempio , i funerali con i battimani.

Nel senso che ho descritto , la televisione diventa un ricettacolo del peggio , della banalizzazione quasi totale della realtà , almeno gran parte della televisione. Esempi di “banalizzazione” sono , naturalmente , i realities , che simulano una realtà che non esiste , presentandola , però , come tale ai telespettatori. E la vita diventa un grande spettacolo ; non importa quali possono essere i tuoi sentimenti o i tuoi pensieri… Nella cosiddetta TV del “dolore” vengono proposte storie di quotidiano dolore o orrore , ma il contesto della rappresentazione le priva del loro significato intimo , celato… Le inchieste di delitti , con la complicità di giornalisti che non sanno più cosa sia il vero giornalismo , sono seguite come romanzi gialli a puntate… I mezzobusti televisivi accompagnano l’orrore quotidiano insito nelle notizie , nell’informazione televisiva con un sorriso che pare sfoggiato da un presentatore di varietà…

Sulla “rete” , su internet posso dire di non condividere questa esaltazione sulla presunta libertà da ogni censura. E’ vero : posso affermare di far passare i miei scritti che possono essere letti da molte persone e questo , al di là dei vari giudizi , può far piacere , ma anche la rete è a rischio… “spettacolo”. Prendiamo , ad esempio , i forum di discussione , qualsiasi forum di discussione , l’adozione di nick o pseudonimi accosta il tutto ad una sorta di gioco di società virtuale , di videogame. Insomma ci identifichiamo con personaggi che , probabilmente , non ci rispecchiano a pieno… Giochiamo , fantastichiamo un po’…

Si tratta del discorso un po’ vecchio , ormai , ma non del tutto infondato , di una realtà sempre più virtuale , una realtà parallela che diventa parte di noi.

Avendo trattato gli aspetti più , per così dire , “privati” , mi accingo ad affrontare la sfera della “politica”. Forse non ne varrebbe la pena , visto che , in una società sempre più dello Spettacolo sono gli anchormen televisivi , i cantanti pop/rock , gli attori di Hollywood , i giocatori di calcio , i piloti di Formula Uno e di Moto , modelle e veline ad assumere il ruolo di modelli per i giovani – e non solo – piuttosto che i politici…

Politica , appunto , anzi “politica” come politica – spettacolo o spettacolo – politica. Si confrontino le noiose ma sobrie Tribune Politiche di una volta con i talk show “politici” di oggi condotti dai vari Santoro , Floris , Vespa , ognuno concepito e pensato per una fetta di pubblico diversificata.

Fu forse Marco Pannella , insieme ai Radicali , a portare una forma di politica – spettacolo sulla RAI , e a creare sensazione con le canne , i bavagli , ecc… A fini elettorali , il primo a usufruire della televisione in senso “spettacolare” fu , invece Craxi , negli ultimi anni delle sue fortune , aiutato dalle reti dell’amico Berlusconi. Ed è con quest’ultimo , già tycoon televisivo , produttore e distributore cinematografico e proprietario di una celebre squadra di calcio , quindi un autentico uomo di spettacolo che conosce i meccanismi dello spettacolo , che la politica si fa veramente Spettacolo. Il berlusconismo , infatti , è essenzialmente questo : un’inondazione del mare dello spettacolo nella politica. Non è un caso che egli abbia coinvolto nelle sue operazioni i vari Vianello , Mondani , Buongiorno , Zanicchi , ecc…

La “politica” , dunque , come un immenso palcoscenico in cui i politici si comportano come attori. L’amministrazione del consenso avviene non nei confronti di cittadini , ma di spettatori nei confronti dei quali fare sensazione. E noi non vediamo quello che è al di là del palcoscenico , la politica vera e quelle decisioni che vengono prese dai poteri forti e reali , coloro che hanno i capitali , possiedono i giornali e le televisioni e sono in grado di imporre l’agenda politica… Noi , invece , ci rapportiamo con i poteri “deboli” e un po’ virtuali. Quello che ascoltiamo è un bla , bla vuoto e senza fine , una falsa dialettica sinistra – destra , lib – lab… Il nuovo Partito Democratico appare , almeno in questa fase , come un vuoto contenitore di Nulla , dove tutto e niente è possibile. Il suo leader quasi sicuro , Veltroni , ama il cinema e ingoia tutto del cinema considerato il fatto che ha scritto di “Giovannona Coscialunga” come fosse stato diretto da Lubitsch , e , infatti , anche come politico , è capace di ogni dichiarazione e del suo contrario. Intanto assistiamo allo spettacolo irritante di politici che vanno in televisione e si esibiscono in canti , balli , ecc… Insomma , oltrechè inetti e potenzialmente corrotti e “pregiudicati” (almeno per quella parte consistente di cui abbiamo notizia) , ci troviamo di fronte a pagliacci da circo. Pure il radicalismo , l’estremismo si tingono di “spettacolo”. E’ noto come polizia e alcuni centri sociali avessero , in passato simulato scontri e , per quanto riguarda le devastazioni teppistiche dei cosiddetti Black Bloc e cani sciolti al seguito , paiono concepiti per le telecamere come le devastazioni degli ultrà da stadio. Lo Spettacolo può durare finchè non si raggiunge un punto di rottura , quando il sipario , almeno per i buffoni odierni , sta per calare , sempre in senso metaforico , s’intende…

Ritorniamo a Grillo che non ha poco a che fare con questo discorso… Ribadisco che il comico – o noncomico – genovese incarna una doppia natura come nessun altro. Ribadisco che è anche un fenomeno “massmediatico” e spiego perchè… Grillo è nato all’interno dei programmi RAI ed era un comico bravo , ma , al confronto di oggi , piuttosto tiepido. Venne cacciato da Domenica In – allora condotta da Pippo Baudo – per una battuta sui socialisti salace , ma , rispetto a quello che avrebbe detto in seguito , piuttosto innocente. Da allora le sue apparizioni televisive sono state molto sporadiche , molto per volontà dei politici , ma in parte anche per sua scelta… Durante una trasmissione , mi pare proprio un Festival di Sanremo di quasi vent’anni fa , diede sfogo alla sua rabbia , in un’esibizione con largo seguito. Era nato il personaggio Grillo così come lo conosciamo ancor oggi e che , se non fosse stato per quella cacciata da Domenica In , non sarebbe probabilmente mai nato. E’ vero poi che lui ebbe il coraggio di intraprendere un’altra strada che non fosse quella televisiva , ma , da allora , ha creato fortissime aspettative nel pubblico televisivo che ha sempre sperato di rivedere “quel Grillo”. Il blog di Grillo , dunque , non nasce dal nulla , da un emerito sconosciuto…

Quando accosto il comico genovese al personaggio di “Quinto potere” non è certo per insinuare che sia un pazzo nelle mani di network televisivi , ma per mettere in luce il tipo di rapporto che egli instaura con il pubblico… Da qui gli ammiccamenti , la ricerca dell’applauso , della battuta anche facile , la voce data ad un’indignazione che , chiariamoci , non è ingiustificata ed infondata ma inserita in un contesto “spettacolare”. In questo Grillo è uomo “massmediatico” e “spettacolare” , conosce questo tipo di comunicazione , sa cosa dare al pubblico ed è molto bravo nelle esibizioni. Per chi ha visto l’esibizione del V Day con un minimo di distacco , non può non sfuggire come oltre ad essere una manifestazione politica , si sia presentata anche come un’esibizione scritta e recitata per il pubblico che a Bologna voleva vedere il comico. Due recenti uscite di Grillo “tradiscono” questi aspetti. Nel corso di una battuta ormai ripetuta all’infinito Grillo si è praticamente paragonato ad un comico come Rowan Atkinson alias Mr. Bean. E’ evidente l’effetto “banalizzante” con cui , tra l’altro , Grillo “banalizza” sé stesso : come se avesse detto “beh! Che volete farci ! Io sono un comico.”E’ chiaro che Grillo non è un comico come gli altri , né , tantomeno , Mr. Bean. In realtà si è assistito ad un curioso fenomeno di ribaltamento di ruoli , mentre Grillo si erge a politico , il Ministro di Giustizia , creando blog per rispondergli , diventa macchietta. Un’altra uscita che tradisce i suddetti aspetti è l’attacco scagliato al regista Nanni Moretti , già leader dei “Girotondi”. Grillo lo accusa di essere “un pompato dalle televisioni” , ma il regista era già noto , molto noto pure all’estero per avere vinto a Cannes con il film “La stanza del figlio” , ma è tutto il tono dell’attacco ad essere stonato , indipendentemente da quel che si può pensare del regista romano. Invece di chiedergli delucidazioni sul suo ritiro , Grillo usa proprio un argomento chiaramente “massmediatico” come a dire “guardate me che ho alle spalle il popolo genuino della “rete” , mica come quello lì che era pompato dalle televisioni.” Insomma si fa riferimento all’audience , al pubblico…

Detto questo , è pur vero che , in apparente contraddizione con il “Grillo comico” , esiste un Grillo politico , genuinamente politico nel senso più ampio , che si occupa di vari problemi , fa opera informativa e divulgativa sullo sviluppo sostenibile , tratta i temi della new economy , si avvicina , magari , ai movimenti denominati New Global , ecc… Non è poco ; trattare determinati temi , soprattutto in tempi non sospetti , è anche ricerca delle soluzioni. Ciò , come dicevo , è genuinamente politico , interesse della comunità , il problema , probabilmente , è che , per i limiti del personaggio , il suo orizzonte , le sue prospettive politiche sono piuttosto confuse.
Queste due essenze , l’uomo di spettacolo e l’uomo “politico” , convivono nella stessa persona , paradossalmente.

I tempi cambiano ; la politica , per una serie di ragioni anche note , è screditata , la geografia politica per forza di cose muterà oppure si creerà un vuoto di potere che verrà , per forza di cose , colmato. Dopo la rottura , subentrerà la stabilizzazione , la normalizzazione… Il problema è , appunto : quale normalizzazione. Ormai è impossibile non sentire questo vento ed , infatti , anche Grillo lo ha sentito e , seppure , indirettamente , si è proposto come leader politico. Cosa significa , infatti , fare propositi di demolizione dei partiti se non è sottesa anche l’intenzione di sostituirli ? Inoltre i politici attuali , e con ragione , sono etichettati come dei “poveretti” , degli incapaci più che dei corrotti – anche se la foga degli attacchi , in questo caso , è un po’ fuori le righe. Nella crisi attuale Grillo ha la possibilità di sciogliere l’ambiguità che ho trattato sopra e dimostrare di essere un leader. Penso che qualche ambizione ce l’abbia e , dopotutto , è obbligato dalla situazione.

Ma è così semplice ? Come possiamo dedurre , non può più limitarsi a guidare un movimento di opinione o un gruppo di pressione , perché è sempre come affidarsi nelle mani dei corrotti e degli incapaci. Non può limitarsi alla “rete” , perché creare un movimento proprio , addirittura un partito – e i tempi sarebbero maturi per questo – è più complicato. Deve esserci un radicamento sul territorio , bisogna reclutare militanti – ma quelli che seguono il blog , sarebbero forse disponibili a fare militanza ? – , avere un’idea minima di cosa fare sui principali problemi (immigrazione , giustizia , lavoro , ecc…). Perdonatemi la battuta , ma Grillo non rinuncia a fare il comico quando pretende di attribuire bollini blu a liste civiche o movimenti – ma cosa sono le banane Ciquita ?-. Occorre un minimo di documento programmatico… Se vuole veramente essere un leader , il comico genovese dovrà rinunciare alle battute e non sarà grazie ad esse che se la caverà…

Rinfreschiamoci la memoria su De Gaulle al quale è stato , anche da me accostato , almeno nella tipologia di fenomeno. Il generale francese ha governato , traghettando la Francia in un periodo difficile e non limitandosi a sparare sui partiti. Ha praticamente ribaltato lo stato , nel bene e nel male… Grillo , invece , presenta tre proposte che , rispetto alla dichiarazione di intenti di cacciare a calci in culo i politici , mantengono un profilo piuttosto bassino. Perché ci si dovrebbe accontentare di tenere politici corrotti ed inaffidabili per due legislature ? Nella casta non ci sarà poi un ricambio ? Essere leader innovatori della politica nell’Italia di oggi vuol dire fare qualcosa di rivoluzionario ; creare le condizioni per la sostituzione con una nuova classe dirigente finalmente politica a quella “politica”. Significa essere in qualche modo “antiliberisti” nel senso che l’azione puramente economicista non risolve i problemi ed occorrono altre prospettive , e , quindi , essere capaci anche di dire pesanti “no”. Credere che Grillo possa essere queste cose mi pare assai difficile… Oppure è solo il leader di un eterogeneo di arrabbiati ed incazzati con la politica e , allora , lascerà il tempo che trova , quando il ciclo della crisi sarà terminato ed altri – impossibile dire chi adesso – godranno dei frutti della nuova stagione. Allora scopriremo che , semplicemente , Grillo ha recitato , ha giocato… Scopriremo , alfine , che , in fondo , era solo uno showman , un comico ?

H.S.
10.10.2007

Pubblicato da Davide

  • dav

    Grillo da sempre attacca la classe politica, infatti è stato emarginato dal video.
    Allora come ora attacca: politica corrotta ecc.
    Solo che prima i suoi attacchi avevano un eco ristretta non davano fastidio a nessuno, querele a parte,adesso sono diventate “globali” ha un seguito inaudito di pubblico e allora cominciano le analisi e le etichette, da fastidio molto fastidio a molti perché solleva la gente (che non sono l’intellighenzia fasulla dei cattocomunisti di Moretti o radical chic di Scalfari) e gli incita ad una protesta civile e legittima.
    Demagogo, populista ecc.
    Grillo non è un leader è un comico e tale rimane, non credo abbia intenzione di fondare partiti o altro, ha sessantenni contraddirebbe se stesso.
    Dove,quando,come Grillo si è proposto come leader politico?A me non risulta .

  • Picchio40

    H.R. ci dice una sacrosanta verità: – La “politica” … come un immenso palcoscenico in cui i politici si comportano come attori… e noi non vediamo quello che è al di là del palcoscenico –. Per lo meno da buona parte della gente, i più attenti e informati riescono a scorgere oltre e si sono accorti da tempo che, come dice ancora H.R., le: – decisioni vengono prese dai poteri forti e reali, coloro che hanno i capitali, possiedono i giornali e le televisioni e sono in grado di imporre l’agenda politica.
    Bene, Grillo con la sua attività, non mi interessa se chiamarla “politica” o “stettacolo”, sta cercando di dare uno scossone al nostro sistema per fare comprendere ai cosiddetti: – poteri “deboli” e un po’ virtuali – che la loro “commedia” non può durare per sempre. Sicuramente, anche i poteri forti, attenti come sono ai loro interessi, stanno comprendendo che la corda si può tirare ma se si eccede poi si rompe. Grillo, direttamente e indirettamente, sta facendo questo, stimolare la gente a riflette e a ragionare.

  • dalemoni

    Sono convinto che Grillo sia solo il leader di un gruppo eterogeneo di arrabbiati con il ceto politico,che cerca disperatamente di ‘salvare il salvabile’, tentando di fare leva disperatamente su un riequilibrio dei rapporti di forza tra magistratura e ceto politico.
    Vedremo se la lista civica nazionale o eventuali prossime iniziative politiche saranno in grado di raccogliere il consenso necessario.
    Solo allora sapremo davvero se è stato tutto solo
    uno ‘spettacolo’…
    Credo che per il momento solo i precari potrebbero a ragione,pensare che sia stato solo uno spettacolo,nel quale sono stati chiamati a fare le comparse…Perchè al V-day sono già stati scaricati: di abolizione della L.30-Dlgs 276/03 neanche Grillo vuol sentire parlare!