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DECRETO SALVAKILLER

DI MARCO TRAVAGLIO
ilfattoquotidiano

Il cosiddetto ministro dell’Ambiente, Clini, sta disperatamente cercando di “evitare un decreto d’urgenza” per ribaltare le ordinanze dei giudici di Taranto sull’Ilva. Ma non sa se ce la farà, perché si sa come sono fatti questi decreti: ti capitano fra capo e collo a tradimento, d’urgenza, e soprattutto a tua insaputa, senza che tu li abbia né voluti né firmati. Un po’ come i temporali d’estate. Accadono, ecco. Precipitano. E non c’è verso di evitarli. A meno che, si capisce, i giudici non cedano al ricatto del governo, che a sua volta cede al ricatto dell’Ilva, nel qual caso il decreto si può evitare, come pure “il ricorso alla Consulta”. E addio “conflitto”, anzi “potremo lavorare insieme”. Fanno il racket e lo chiamano pace.

Nella foto: Emilio RivaClini auspica “un colloquio almeno col Procuratore capo”: per trovare “un punto di equilibrio” e “lavorare insieme”. Come se la Procura potesse dare ordini al Gip (e non viceversa); se i giudici potessero “lavorare insieme” ai politici”; e se la Giustizia fosse un suk arabo dove si contratta, tipo tappetari e vuccumprà: “Tu vuoi il sequestro, io no, allora veniamoci incontro: facciamo mezzo sequestro e un bacio sopra”. Saldi di fine democrazia. Chissà dove hanno studiato diritto questi giuristi della mutua travestiti da “tecnici”: forse alla scuola Radio Elettra, per corrispondenza.

Il Messaggero informa che, in tenuta tirolese, “Monti segue passo passo dall’Engadina l’operazione salva-Ilva” e ha sguinzagliato i suoi sherpa, i due Corradi, Passera e Clini, a cercare “un contatto diretto col procuratore Sebastio per ‘una moral suasion garbata e discreta’. Obiettivo: convincere i magistrati a rinunciare allo spegnimento, illustrando una volta di più il piano di risanamento dell’azienda”, che guardacaso arriva proprio ora che si muovono i giudici dopo 30 anni di strage indisturbata. Ma dei morti di cancro nessuno parla, in questo delirio su fantomatiche “invasioni di campo dei magistrati nella sfera dell’esecutivo” e “menomazioni della politica industriale del governo”.

C’è da augurarsi che il procuratore Sebastio, persona seria, metta alla porta i due postulanti dopo aver loro impartito un corso accelerato di diritto penale e costituzionale. Così finalmente lo vedremo, questo famoso decreto che rovescia un provvedimento giudiziario sgradito. L’ultimo precedente risale a metà anni 80, con i due “decreti Berlusconi” imposti da Craxi per annullare il sequestro degl’impianti Fininvest fuorilegge. Ci riprovò due anni fa B., per annullare le sentenze su Eluana, ma Napolitano gli fece sapere che era fatica sprecata: l’avrebbe rispedito al mittente. Chissà se ora farà lo stesso con l’amato Monti, o firmerà un decreto incostituzionale che legalizza l’illegalità; seppellisce l’indipendenza della magistratura e il primato della legge e della salute sul profitto privato; e spiega ai famigliari dei morti e dei malati che devono rassegnarsi, qualche centinaio di vittime non sono nulla di fronte ai fatturati della famiglia Riva che tanto ha dato al Paese e soprattutto ai politici.

Del resto – argomenta Clini – i morti risalgono alla gestione Italsider e Riva è arrivato da poco: aspettiamo che crepi qualche malato per la gestione Riva, poi vedremo. Così, 18 anni dopo il decreto Salvaladri, avremo un bel decreto Salvakiller, stavolta fra gli applausi di centro, destra e sinistra. A proposito di sinistra: dopo sette anni di governo (si fa per dire), Vendola farfuglia di un “tavolo del dialogo con le parti”, di “confronto con i magistrati” e annuncia di aver chiesto all’Ilva nientemeno che “di confermare il nuovo stile dell’azienda”.

Come? Con “atti concreti” e un “cronoprogramma” per “ambientalizzare finalmente la fabbrica”.
Quando? “Quanto prima”. Dopo sette anni. Infatti “lo sguardo di chi governa” deve evitare “che l’ardire utopico dei pensieri lunghi si pieghi alla disperazione di un presente immobile, quasi divorato dal suo passato”. Gliele ha cantate chiare. È la famosa “sinistra radicale”.

Marco Travaglio
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
15.08.2012

via http://triskel182.wordpress.com

Pubblicato da Davide

  • Highlangher

    Volevo commentare su questi personaggi immondi che distruggono ambiente e vite umane per soldi maledetti sporchi di sangue. Ma mi accorgo sempre di più che sono una categoria di mezzi uomini, di gente senza anima, intercambiabili fra loro senza che cambi nulla. Quello che mi dispiace e’ che la gente che ci vive e ancora ci lavora in quelle zone, non li abbia ancora presi uno per uno e buttati nei rifiuti tossici.

  • misunderestimated

    Volevo chiedere, l’ILVA a Taranto esiste dal 1965, com’è che questo inquinamento lo si scopre solo quando Monti deve smantellare l’industria italiana? Negli anni ’80 ad esempio non poteva essere riconvertita in qualcos’altro?

    Poi Travaglio scrive che solo ora l’azienda ha in mente un piano di risanamento, dopo 30 anni di inquinamento: e allora gli stessi giudici non potevano forse intervenire anche loro a difesa della salute dei cittadini qualche DECENNIO prima, eh?

    Capitalismo cattivo, magistrati buoni?

    Che gran bella coerenza nell’argomentare…

  • GioCo

    Sicuramente siamo di fronte a un orrore perpetrato ai danni dei cittadini, il fatto che vada poi avanti da trent’anni lo aggrava sicuramente. Tuttavia non si può chiudere il fatto della semplice “perduratio tempore” (durata del tempo) come un aggravante.
    Quanti hanno protestato in Italia per questi trent’anni di attività contro l’umanità? Non molti considerato l’indotto che l’Ilva ha costituito per il tessuto economico del paese: ma tutti sapevamo esattamente di cosa si trattava, no?
    L’asse petrolifero-energetico, con l’Eni che ci garantiva una relativa indipendenza grazie all’approvvigionamento del greggio del delta del Niger e della Libia, è di fatto legato all’asse della produzione chimica e dei materiali sintetici (indispensabili per rendere economico lo sfruttamento del greggio).
    Quando crescerà la massa, mai? Quando cominceremo a ragionare in modo adulto e non semplicemente seguendo “la testa” dei media? E’ chiarissimo che il problema ambientale è al primo posto dell’ordine del giorno per la sopravvivenza umana, però è anche chiaro che dentro questo modello economico, non c’è scelta: o ci teniamo i mostri inquinogeni tipo l’Ilva o il mostro migra da un altra parte, magari in Cina, a fare la stessa cosa. Si tratta cioè di scegliere come morire, di cancro o di fame.
    Non possiamo avere la macchina, la casa (con mobilio Ikea “ecologico”), le vacanze, queste città, la corrente elettrica che alimenta di tutto, dal cellulare al fornetto microonde, il cinema, gardaland, la discoteca, e poi dire “chiudiamo l’Ilva perché inquina”. Dopo trent’anni. Mi pare evidente che se si parla così dopo trent’anni, è esclusivamente perché adesso l’Ilva non fa più comodo a tutti, ma solo a un gruppo che come tutti difende i propri interessi, e mi pare ovvio che chi difende i giudici (i giudici “indipendenti” che per trent’anni non si sono fatti vivi, ma guarda un po’ quant’era “indipendente” prima la giustizia!!) tanto più se intelligente come Travaglio, non può in nessun modo farlo con l’intento di difendere i giusti diritti di chi ha subito per trent’anni l’inquinamento. E’ possibile salvare “capra e cavoli”? Forse. Oppure forse arriveremo presto con l’acceleratore a tavoletta verso il momento in cui non ci sarà più nemmeno la scelta di come morire. E troppo pochi per allora avranno ragionato con la propria testa.

  • misunderestimated

    Bravo, c’è un ragionamento fortemente NIMBY che inquina le ragioni del no.

    Il problema è che anche delocalizzando l’annosa questione dell’inquinamento ambientale rimane.

    Ma è difficile portare avanti certi discorsi con gente che in fabbrica non ci ha mai messo piede, credimi.

    Facile per gente che lavora pigiando tasti sul computer con l’A/C a manetta, o impegnata a fornire “servizi”, dire che le industrie fanno schifo, che sono sporche, che ci lavorano operai sudati e puzzoni che vi crepano pure, che sono il simbolo dell’oppressione liberista nei confronti della sottoclasse operaia e altre amenità. Per questo apprezzo l’onestà del suo discorso.

  • pantos

    anch’io ci ho pensato a lungo e da non conoscitore delle carte trovo quantomeno sospetto questo clamoroso intervento della magistratura (che, peraltro, mi trova d’accordo per motivi di salute e di dignità umana).
    anche lo zompamento della windjet è molto sospetto dopo anni che ENAC sapeva (se le news sui giornali dovessero risultare fondate).
    tutto è sospetto, a partire dal giorno in cui il nano si è dimesso.

  • Georgejefferson

    Ottimo commento

  • ProjectCivilization

    Ma rappresentano quel 97 % dell’Italia che e’ insensibile a tutto .
    Sono loro i padroni di casa .

  • ProjectCivilization

    Inquinare non facilita il mangiare e godersi la vita….
    Da scegliere , ce’ solo tra farsi plagiare e prendere il timone . Si puo’ fare domattina ….senza un a fase di fame intermedia….Assegniamo agli operai di Taranto ruoli di agricoltori e allevatori . Ma non li…

  • Jor-el

    Sono come una banda di gangster al momento disparite si il bottino. Non ci resta che sperare che si ammazzino fra di loro.

  • Tao

    Quante belle parole per nascondere il nome del boss: USA
    A TARANTO VIA L’ILVA PER FAR LARGO ALLA NATO [www.comedonchisciotte.org]

    Jor-el

  • shoona

    Bellissimo commento. Hai centrato esattamente l’incoerenza pesantissima presente all’interno di qualunque sistema che prevede la crescita come unico obiettivo. Pensare che l’uomo sia cosa a sé fuori dalla natura, dunque controllore e regolatore, e non invece IN natura, dunque della stessa sostanza di qualunque forma vivente, è un errore che pagheremo a caro prezzo. Drogati da un sistema, drogati da una moneta e senza alcuna possibilità di uscirne. Dunque sono d’accordo, quando anche in cina non si potrà più andare a distruggere l’ambiente (ovvero noi stessi) non ci sarà più nemmeno la scelta se morire di fame o di cancro. Un tempo la definivano “hybris”