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DE FALCO, TROPPO FACILE CHIAMARLO EROE

DI FRANCESCO MERLO
repubblica.it

Si fa presto a dire eroe. De Falco ha una simpatica faccia anonima: Una bella pelata virile. Ha il tono dell’ imperium.
Ma nessuno l’ ha mai visto in pericolo.
Nessuno l’ha visto all’opera su una nave che affonda. Nessuno sa come si sarebbe comportato se fosse stato al posto di Schettino. E però è stato laureato eroe da un paese stremato che come i naufraghi della Concordia si sente annegare in una tinozza, naufragare in una secca, in un tratto di mare chiuso che non ha niente dell’Oceano che travolse il Titanic.Il commento continua nel video

Fonte: http://video.repubblica.it
Link: http://video.repubblica.it/rubriche/la-fotografia/de-falco-troppo-facile-chiamarlo-eroe/86060/84449
19.01.2012

Pubblicato da Davide

  • ilfigliodegeneredellovest

    Mi sembrava che quella voce fosse troppo sicura di se e troppo poco liberale per poter piacere alla sinistra.

  • Nauseato

    Il mio commento su questa sporca vicenda …

    Lavorava sulle navi da crociera
    Faceva il “piacione” con le donne
    Ha creato un disastro
    Mentiva spudoratamente dicendo che la situazione era sotto controllo
    E’ scappato lasciando gli altri nella merda
    Rischia molti anni di carcere

    … Di chi stiamo parlando ?

    Ma di capitan Schettino. Naturalmente.

  • Kazonga

    Mah, sai, tutto è relativo.

    Se Schettino ” ha fatto il suo dovere” (come sostiene) allora De Falco è certamente un eroe…

  • Tonguessy

    Eccoloquà, il garantista che odia gli ordini anche quando sono sacrosanti, il perbenista cui non sta bene una parolaccia (CAZZO!) detta in emergenza.
    Se “sbatti il mostro in prima pagina” è il perentorio obbligo dei pennivendoli, diventa un gioco sbattere in prima pagina anche chi ha saputo (stranamente per l’Italia di oggi) dare degli ordini perentori E sensati.

    E’ così abituato a ricevere ordini insensati (quantunque pacati, come sa fare Monti) che l’ordine sensato diventa bestemmia e come tale va condannato. Senza voler fare paralleli improponibili: Calipari era un servitore dello Stato che nulla aveva a che spartire con i servitori di Bolzaneto-Diaz. Sembra impossibile, ma nel marasma che ci caratterizza (noi soli, poi?) c’è ancora qualcuno che ha chiara l’idea di cosa significhi servire lo Stato ed i cittadini. E c’è chi si prodiga a tirare in ballo gli eroi, non avendo capito che non c’è nulla di eroico nel dare ordini sensati. Chi lo pensa ha solamente vissuto male. E pensato peggio.

  • Maxim

    In un Paese pieno di Schettini pure il mio cane è un eroe

  • lpv

    La mia sensazione è che stiate dando addosso a Merlo perché colpevole di scrivere su Repubblica. Il che può anche essere una forma di “peccato” originario, ma si rischia di perdere di vista il messaggio, che a mio avviso è condivisibile.

    Siamo sempre pronti a linciare il primo disgraziato che ci capita sotto mano, dato in pasto al tritacarne dei mass media per placare, più che la fame di giustizia, gli istinti più bestiali delle persone. Si chiama voglia di vendetta, rabbia repressa, esigenza di sfogare le proprie frustrazioni.
    Non voglio difendere Schettino perché le sue colpe sono indiscusse. Qui si sta parlando di non esaltare un uomo contro un altro, quando questi sono su due posizioni diverse. Non mettendo in dubbio che De Falco sia una brava persona e un cittadino onesto- se vogliamo, azzardiamo anche un pubblico ufficiale “modello”- non ha senso chiamarlo “eroe” perché al sicuro nella sua postazione dava ordini urlando a un disgraziato in stato di shock.
    Non sto discutendo sul fatto che non abbia fatto al meglio il suo dovere, ma per idolatrarlo forse avremmo prima dovuto vederlo all’opera nei panni di Schettino. Io, umanamente, non lo giustifico ma posso comprenderlo. Se non hai il coraggio di restare sulla nave che affonda, onorando i tuoi doveri di comandante, vuol dire che non sei adeguato per quel ruolo, ma non che sei necessariamente un mostro.
    Sinceramente reputo molto più grave la condotta di un Bertolaso, di cui oggi è stata pubblicata un’inedita intercettazione (su Repubblica) che mostra nuove e indiscutibili responsabilità – in questo caso prese consapevolemnte e in stato di lucidità – nel caso del terremoto aquilano.

    Se Schettino rischia 12 anni di carcere, in proporzione BErtolaso dovrebbe farne 12 mila.

  • Tonguessy

    Sono sostanzialmente d’accordo con la tua analisi. Che differisce però grandemente dallo squallore di Merlo, il quale osa ipotizzare che se De Falco fosse stato al posto di Schettino forse si sarebbe comportato allo stesso modo. Questo è semplicemente quanto di più stupido si possa congetturare. Davanti a noi abbiamo fatti, e se il nonno di Merlo fosse nato con le ruote adesso lui si troverebbe a fare il carrello presso un qualche supermercato invece che rovinarci l’appetito con le sue stupide elucubrazioni.
    Ripeto la mia analisi: c’è bisogno di sbattere il mostro in prima pagina (e Repubblica lo sa fare) quindi una volta esaurito l’impeto del primo mostro se ne crea un secondo e così via. Non posso che citare O.Beha, giornalista, che così commenta i SUOI colleghi:
    Domanda:
    “Il Presidente della Repubblica ha invitato la categoria dei giornalisti a tenere la schiena ben dritta, è un monito che fa proseliti nel nostro paese?”
    Oliviero Beha:
    “Mi piacerebbe, ma temo che sia più un discorso ortopedico che etico.”

  • Nauseato

    Mitico Beha.

  • lpv

    Sì, sono d’accordo con te. Tra l’altro devo ammettere che non ho guardato il video (qui in ufficio non ho audio) ma mi sono basato sulle poche righe di testo.

  • maurisabba

    A onor del vero occorre dire che DeFalco si è ben guardato dal definirsi eroe, anzi. Ha ben dichiarato chi, secondo lui, era da considerarsi tale (ad esempio il suo “soccorritore” calato sulla nave, di cui ha fatto nome e cognome). Per cui di cosa stiamo parlando? Il problema sono i media e gli italiani. Mi pare del tutto normale la volontà di affrancarsi da una figura negativa come come quella di Schettino per identificarsi con quella positiva di De Falco. E’ un modo per sdoganare la vergogna.
    Vergogna che è anche delle istituzioni: l’unico ragione per cui questa registrazione è stata data ai media (e mille altre no) è per cercare di allontanare dubbi e responsabilità da altri enti che non siano il pusillanime capitano (per quanto in difficoltà e/o sotto shock non esageriamo ora nello scusarlo! Un comandante di nave con un minimo minimissimo di palle non fa come lui di sicuro, sceso a terra con smartphone e borsa) e i suoi collaboratori. E poi oltre allo scarso coraggio qui c’è anche colpevole stupidità e menefreghismo verso il prossimo (di cui saresti pure responsabile).

  • Franky_Ramone

    concordo in pieno, bravo

  • ericvonmaan

    Infatti non è un eroe come lui stesso ha decisamente affermato. E’ solo uno CHE FA IL SUO LAVORO nel modo che ci si aspetterebbe da qualcuno nella sua posizione. E’ che nella nostra disgraziata nazione il livello di responsabilità e professionalità è crollato a livelli tali che chiunque faccia il suo lavoro diventa un eroe. Povera Italia.

  • nettuno

    E’ facile dare ordini per telefono ? Un nave inclinata a 90 gradi non ci si sta in piedi, Se Schettino si legava con un moscettone ad una paratia della nave, poteva urlare quello che voleva e che ordini dava a un equipaggio gia in scialuppa ? Poi si tenga conto che era buio .. Quello che va accertato, quali disposizioni sono state date subito dopo l’apertura della falla. Il caos è inevitabile con passeggeri non abituati a prove di emergenza..

  • NY

    mmm…io sinceramente ho evitato di esprimere giudizi su Schettino e anche su Falco,prorpio perche ocorre trovasi in simili situazioni per poter valutare.E credo come me …molti altri.Poi appunto la autorevolezza serve anche ad evitare che cose simili accadano oltre ad evitare che peggiorino.
    Invece chi ha cominciato ad inveire contro il Cpt son stati i media che hnno veicolato solo le interviste di condanna ed esaltato Falco e poi attribuito alla opinione pubblica la responsabilità di giudicare frettolosamente il caso.Dopo di che è uscita, sempre dai medesimi media la ovvia e scontata consoderazione del video,cioè che è facile parlare …e che questa è una tipicità culturale italiana etc .Anche se il messaggio veicolato mi sembra condivisibile, consderando che siamo tutti fallibili,tutta questa baraonda mi sembra un caso evidente di come sia facilmente manipolabile la opinione pubblca attrverso i media.

  • mcc43

    Tutta la copertura mediatica del naufragio è
    un ESPERIMENTO MEDIATICO DI FASCISMO

    (e un’offesa alle vittime)
    http://mcc43.wordpress.com/2012/01/18/esperimenti-mediatici-di-fascismo/

  • siletti86

    Non è troppo facile chiamare eroe de falco, è troppo difficile chiamare eroe schettino. da che mondo è mondo è schettino che doveva dar prova di coraggio e coerenza in quanto capitano della nave: nessun altro. Il capitano de falco ha fatto solo il suo dovere. se continuiamo a giustificare questi comportamenti, l’italia non andrà molto lontano!

  • Sokratico

    A me pare che la contrapposizione tra i due comandanti sia il tentativo di trovare subito un esempio positivo che controbilanci quello macroscopicamente negativo di Schettino.

    Può anche darsi, vista l’unanimità del coro mediatico, che ci sia stata qualche pressione, magari dalle forze armate, per ricostruire fin da subito l’immagine della Marina con il vecchio argomento della mela bacata nel cestino di mele sane.

    Oppure è semplicemente la foga mediatica e poco fantasiosa dei media nel costruire un chiasmo emozionale che funzioni bene.

    Quanto all’articolo, Merlo ha ragione, in un certo senso: eroe de che? Era in sala controllo a telefonare…non vedo eroismo, solo competenza.

  • segretius

    anch’io non mi sono mai trovato in una situazione da titanic, anche meno, ciò non toglie che il de falco, anch’egli un non eroe come tutti noi dovesse esortare intimare il capitano della nave come ha fatto….. i contesti militari sono così………………… parliamo di eroismo con il culo degli altri, viviamo nel virtuale delle nostre comode dimore e non sappiamo proprio come ci comporteremmo in situazioni che per fortuna non ci capita di vivere………….
    e quando accade, allora può succedere che ti trovi eroe anche se ti credevi vile (vedi batterista della band di bordo disperso, probabilmente sacrificato per aver ceduto il posto ad un bambino sulla scialuppa) e umanamente vile al comando di una nave, in fuga verso la calda camera di un albergo…………………………………………………..

  • cirano60

    A me quella telefonata puzza di messinscena mediatica, riflettiamo un attimo:
    la voce di Defalco in primo piano bella stentorea come se stesse interpretando
    la parte dell’eroe in un film di guerra; senza la minima emozione, innaturale
    nessuna immedesimazione con lo stato comprensibilissimo di panico
    del comandante Schettino ; e poi ne ha sparate di cazzate una su tutte:
    “torni sulla nave cazzo e mi riferisca quante sono le donne i bambini o invalidi bisognose di aiuto”, proprio secondo il copione di un film.
    e l’altro che tentava di fargli capire che in nessun modo avrebbe potuto
    risalire sul ponte di comando visto che la nave era a pancia in giù.
    Resta comunque da chiarire se Schettino veramente si sia avvicinato così tanto
    alla costa ben sapendo,anche senza gps e carte nautiche, che dalle scole bisogna
    tenersi perlomeno a un miglio di distanza ,a una distanza anche inferiore di 100 metri
    anche i bambini sanno che ci sono secche e scogli a non finire.

  • nuvolenelcielo

    ??!! — c’è poco da fare esperimenti mediatici. il mondo è controllato dalla propaganda mediatica, e il colore è verde, quello del dollaro. E poi che diavolo c’etra il naufragio…, non vedi che c’è un presidente del consiglio che terrorizza e svena gli italiani in continuazione in nome del dio euro-banca con tutto il supporto dei media e quasi tutto quello del parlamento?

  • cirano60

    A me quella telefonata puzza di messinscena mediatica, riflettiamo un attimo: la voce di Defalco in primo piano bella stentorea come se stesse interpretando la parte dell’eroe in un film di guerra; senza la minima emozione, innaturale nessuna immedesimazione con lo stato comprensibilissimo di panico del comandante Schettino e poi ne ha sparate di cazzate inverosimili una su tutte: “torni sulla nave cazzo e mi riferisca quante sono le donne i bambini o invalidi bisognose di aiuto”, proprio secondo il copione di un film. e l’altro che tentava di fargli capire che in nessun modo avrebbe potuto risalire sul ponte di comando visto che la nave era a pancia in giù. Resta comunque da chiarire se Schettino veramente si sia avvicinato così tanto alla costa ben sapendo,anche senza gps e carte nautiche, che dalle scole bisogna tenersi lontano perlomeno a un miglio di distanza ,a una distanza anche inferiore di 100 metri anche i bambini sanno che per le secche e scogli a non finire ci si va a sbattere.

  • AlbaKan

    Oscar al miglio commento in assoluto! 😀

  • Allarmerosso

    ma che sotto shock quello era ubriaco , e se sei il COMANDANTE di una nave devi avere le palle , prima ancora come uomo che come comandandante devi avere a cuore la vita dei passegeri a maggior ragione donne e bambini . Non che vai a dire “è ma qui c’è buio” cosa vuol dire … muovi il culo e sali sulla TUA nave !!! non troviamo giustificazioni alla codardia ed all’ineguatezza della persona nel suo ruolo !

  • Roma

    Come sempre in Italia facciamo gli italiani. Cioè facciamo i “partigiani”. O con De Falco o con Schettino. O De Falco è un eroe oppure è un fascista. O Schettino è il peggior delinquente in circolazione oppure è solamente un uomo che ha sbagliato.
    Invece, De Falco non è un eroe. De Falco non ha fatto proprio nulla di eroico, ha fatto solo ed esclusivamente il proprio dovere (come, ad onor del vero, lui stesso ha dichiarato). De Falco ha fatto quello che la maggioranza degli italiani con un minimo di senso di responsabilità avrebbe fatto: ha cercato di riprendere in mano la situazione dopo che un Comandante inetto aveva abbandonato la nave, e lo ha fatto gridando ed impartendo ordini perentori, come si deve fare in un momento tanto concitato e quando ci si trova di fronte ad un inetto. E Schettino? Schettino si è comportato invece come tutti quelle persone che rivestono un ruolo molto al di sopra delle proprie capacità. Un ruolo a cui, molto probabilmente, era arrivato grazie alle raccomandazioni o altre pratiche simili. Schettino faceva il Comandante ma le sue capacità erano quelle di un mozzo qualsiasi, e si è comportato, nel pericolo, come si sarebbe comportato l’ultimo dei mozzi: ha cercato di mettersi in salvo. Schettino non è un mostro, è una persona che ha sbagliato. E per questo va condannato; ma attenzione: non è un assassino, è solo un poveretto che, per sfortuna di chi ci ha rimesso la pelle è stato messo al Comando di una nave.

  • Giancarlo54

    Concordo con te. E’ lo sport nazionale dare addosso a qualcuno. Si riversano sulla persona in questione tutte le proprie frustrazioni e la proprio vigliaccheria. Siamo tutti, o quasi, degli Schettino, ma questa volta, per fortuna è toccata a lui e non a noi.

  • Giancarlo54

    Che capzo centra il fascismo adesso?

  • MATITA

    in repubblica non sanno cosa sia l’onore…si sono venduti da tempo.
    in discussione non sono le capacita del comandante, che come uomo in stato di forte pressione può sbagliare in discussione e il suo disonore nell’aver abbandonato la nave prima dell’iltimo passeggero………
    che sarebbe lo stesso onore di un giornalista nel scrivere la verita del perche stanno affamando i suoi concittadini e che invece si guarda bene dal farlo.
    e il senso dell’onore che questo paese ha perso…il senso del sacrificio anche con la vita per il bene comune,per il proprio dovere..che volete che ne sappia il giornalista di repubblica di queste cose

  • DaniB

    Senta Giancarlo54, parli per sè. Se le hanno lavato il cervello convincendola che qui siamo tutti dei vigliacchi paraculo, questo è un problema suo. Tutti degli Schettino col cazzo. Certe cose vivono di una dimensione puramente simbolica: un comandante deve restare sulla sua nave fino a che l’ultimo paseggero visibile è stato portato in salvo, ANCHE SE DOVESSE RESTARCI AGGANCIATO CON UN RAMPONE!! Al contrario, il suo amico Schettino stava a guardare la QUASI TOTALITA’ dei SUOI passeggeri sbarcare stando con le sue chiappe sulla terra ferma. Solo una cosa doveva fare, stare sulla nave. Non è riuscito a fare neanche quella, e ancora c’è chi lo difende per mera indole anticonformista. Cosi ho risposto anche a quell’altro maestro di vita di poco sopra.

  • DaniB

    Non sprecare il fiato Allarmerosso, siamo in Italia, certe cose sono e rimarranno incomprensibili. “ce sta il buio, a comandà….”

  • DaniB

    “…proprio come il copione di un film…” La vita è un copione, caro mio. Secondo me non dai il peso adeguato al contesto della comunicazione: non era una chiamata fra te e me, ossia due civili. Li si sta parlando di militari: lungi da me l’apologia militarista, ma ho idea che le comunicazioni, in ambito militare, non diano spazio a tremori o ambiguità; il registro comunicativo è severamente standardizzato, ecco la tua percezione di glacialità formalizzata. Inoltre De Falco e successivamente anche Schettino sapevano che la telefonata era registrata: ma ti rendi conto di che cosa si sta parlando? di quanto soldi, di quali reati? Insomma, per me non c’è nessuna stranezza in De Falco, consapevole in quel momento che il passaggio di responsabilità (da Schettino a lui) era avvenuto e che le regole nautiche (scritte e non scritte) parlano chiaro: il comandante è l’ultimo ad abbandonare la nave. Il resto sono formalismi militari. Quello che si doveva fare per limitare i danni (concretamente e a livello di immagine) era chiarissimo a quel punto.

  • DaniB

    “… come il copione di un film…”, la vita è un copione. Secondo me non dai il peso adeguato al contesto della comunicazione: non era una chiamata fra te e me, ossia due civili. Li si sta parlando di militari: lungi da me l’apologia militarista, ma ho idea che le comunicazioni, in ambito militare, non diano spazio a tremori o ambiguità; il registro comunicativo è severamente standardizzato, ecco la tua percezione di glacialità formalizzata. Inoltre De Falco e successivamente anche Schettino sapevano che la telefonata era registrata: ma ti rendi conto di che cosa si sta parlando? di quanto soldi, di quali reati? Insomma, per me non c’è nessuna stranezza in De Falco, consapevole in quel momento che il passaggio di responsabilità (da Schettino a lui) era avvenuto e che le regole nautiche (scritte e non scritte) parlano chiaro: il comandante è l’ultimo ad abbandonare la nave. Il resto sono formalismi militari. Quello che si doveva fare per limitare i danni (concretamente e a livello di immagine) era chiarissimo a quel punto.

  • lpv

    Commento esemplare

  • ostara

    era al suo posto di lavoro e ha fatto quello che doveva fare! la cosa ormai ci stupisce.

  • Giancarlo54

    Se lei leggesse, avrebbe notato che ho scritto “quasi tutti”, basterebbe leggere prima di scrivere.

    Il resto del suo post è incommentabile.

  • Fedeledellacroce

    E’ lampante chi ha agito bene e chi male, il resto sono speculazioni.
    Peró non posso fare a meno di una considerazione: quanto complicato sia oggi andare per mare in italia. Certo non per la natura del mare, quanto per i scassaminchia della capitaneria, carabinieri, finanza, polizia che ogni volta che arrivano cercano il pelo nell’uovo; e il bollo, e l’assicurazione, e il kit prontosoccorso, e l’estintore, e qui non ci puoi stare, e revisione del motore, e patentino per radiocomunicazoni, e fattura della benzina, e multe, e divieti e potrei continuare, ma vengo al succo:
    Dov’era la capitaneria e compagnia bella quando ogni settimana la Costa Concordia (e non solo) fanno un “fuori rotta” non autorizzato e in acque non navigabili per navi di quella stazza?

  • Tonguessy

    Esatto. Povera Italia e poveri noi tutti.

  • s_riccardo

    E’ difficile dire di chi la colpa. Il timoniere, chi era al momento dell’impatto. Il responsabile è sempre il comandante e comunque. Chi guida? Il comandante non sta sempre al timone. Cazzo! E la Moby prince.

  • nuvolenelcielo

    credo sia perché fascismo viene usato spesso come sinonimo di totalitarismo. è una generalizzazione culturale e quindi anche lingustica, una delle conseguenze di perdere la guerra – altrimenti sarebbe stata un’altra l’ideologia a diventare sinonimo di totalitarismo…

  • pegaso62

    Volevo scrivere tante cose su questa vicenda, ma alla fine ho deciso di scrivere una sola frase:
    Che paese è divenuto questo, che innalza agli onori della gloria una persona solo perchè ha fatto bene il suo lavoro?
    Quello che dovrebbe essere scontato è diventata un’eccezione.
    Che tristezza.

  • tersite

    L’evento catastrofico, il buono, il cattivo, effetti speciali..perfetti, un po’di mistero che non guasta…mancava la topa. Ma ecco una bella moldava (già eroina nazionale!) che appare all’orizzonte pronta a sfilare in tv e ad essere immortalata su qualche calendario(..a dir la verità non l’ho ancora vista)! Non lo so. Sono anni che cerco di vedere della follìa in un Paolo Franceschetti o altri, non ci riesco, non la vedo. Troppo cinema? troppa tv? ormai vedo tutto come una rappresentazione teatrale, la vita non c’è più..scusate, riflettevo..

  • cirano60

    Dobbiamo attenerci ai fatti,
    il “saluto” della nave alla terraferma è consuetudine diffusa da molti anni
    non mi risulta che i comandanti, per tale comportamento, siano mai stati richiamati
    o addirittura messi agli arresti.
    E’ necessario aspettare gli esiti dell’inchiesta per conoscere la reale dinamica
    dell’incidente (se ci saranno -vedi Moby Prince), quello che censuro è la prontezza
    con cui ,come cani famelici, giornali e tv si sono fiondati nella vicenda.
    Tutti a dipingere Schettino secondo il clichè del guappo napoletano spaccone, con poca competenza a cui piaceva alzare il gomito e circondarsi di belle donne.
    Peccato capitale in questa nostra epoca dove non è concesso la gioia di vivere ma essere dei tristi che si dannano la vita con la paura indotta sul debito che pesa sulle spalle di ciascuno di noi come una pena da scontare.
    Ripeto che in quel tratto di costa qualsiasi comandante sa come comportarsi ne deduco che è avvenuto qualcosa di imprevedibile:guasto fortuito o voluto,infine nessuno ha fatto caso che l’evacuazione di quasi tutti i passeggeri della nave è stata fatta con le scialuppe di salvataggio il che dovrebbe deporre a favore dell’intero equipaggio.

  • gianni72

    De falco, col culo al caldo, impartiva ordini che avrebbero solo ostacolato lo sbarco e avrebbero fatto più vittime. Se, ad esempio, Schettino avesse ubbidito all’ordine di de falco di risalire a bordo dalla scaletta, si sarebbe dovuta interrompere l’evacuazione di centinaia di persone per permettere a Schettino di “risalire in senso inverso” la scala, come chiedeva De Falco.
    De Falco avrebbe dovuto mantenere la calma in una situazione del genere e invece dispensava solo insulti. Pessimo Comandante, che ha pensato ad attivare un registratore per non so quale fine.
    Schettino, nel più grande naufragio della storia, ha portato a casa il 99,5% delle persone. Andate a chiedere a qualsiasi Generale o Ammiraglio cosa vuol dire, in una battaglia, riportare indietro il 99,5% dei propri uomini.
    Il resto sono chiacchiere.

  • IVANOE

    Lo penso anche io gli ufficiali fanno parte della classe dirigente che ci stà portando a fondo…

  • Longoni

    De Falco non è un eroe. Ha semplicemente fatto al meglio delle sue possibilità il suo lavoro. Ricordare al comandante le sue responsabilità è il minimo che poteva fare. Schettino (insieme al resto dell’equipaggio) non avrebbe dovuto mettere piede su quella scala prima dell’ultimo dei passeggeri e dell’ultimo dei suoi uomini. Il paragone della battaglia con una nave a un tiro di schioppo dalla terra ferma col mare calmissimo e i soccorsi in arrivo, anche con tutta la buona volontà suona inappropriato. Il sig. Merlo farebbe bene a scegliere altri temi assai meno sterili per le sue finte polemiche.

  • mcc43

    fascismo,perchè non livella come il totalitarismo, spacca la comunità , apre la strada al corporativismo, nutre di pregiudizi, fa intravedere sogni di grandezza nazionale.

  • alvise

    Mi viene da ridere, anzi rido, ah ah ah. Sì perchè questi sono solo commenti da comari, o meglio ancora da antiche lavandaie. Solo che le lavandaie erano obbligate a ritrovarsi, quì su CDC no. Commenti di un paese provinciale come il nostro. Commentate un aggettivo cui il target non lo ha di certo cercato o preventivato, ha fatto e detto con tono perentorio quello che doveva essere fatto, e che il pierino della classe degli asini non voleva eseguire, stop. Adesso si ritroverà bersaglio di critiche esagerate, per via di aggettivi applicatigli da altri, ritrovandosi, va a finire, colpevole di aver intimidito un comandante, che dal tono perentorio lo ha mandato in tilt, quindi non sapendo più che fare ha pensato bene di rimanere a terra. Mi faccio un’altra risata, ah ah ah, buon lavaggio, volendo, di panni sporchi ne trovate quanti ne volete.

  • terzaposizione

    Il giorno che un comandante della CP di Livorno dirà la verità sulla Moby Prince, potremmo chiamarlo eroe, perchè rischierà la vita per la verità.

  • Lucettina

    NO COMMENT! MERLO????
    Mio Dio è raccapricciante!
    Persone sono morte per l’incapacità, l’inettitudine, la vigliaccheria e la scarsissima professionalità di un ominicchio che chissà come ha avuto tale lavoro….schettino alla pietà della storia??
    Ci vuole “coraggio” per dire tutta questa serie di stro….Merlo!

  • tassokan

    Non so se chiamarlo eroe , si è trovato nella sala di emergenza , con una nave in avaria sotto costa, poi , solo dopo insistenze si è venuto a sapere che stava affondando.
    Evidentemente schettino obbediva a Costa , gli avrebbe intimato di minimizzare il più possibile.
    Falco doveva difendersi anche lui da eventuali accuse di negligenza e , dal brogliaccio di quella notte (disponibile in rete:) si vede bene cosa hanno fatto , interi gruppi di soccorritori erano saliti a bordo , dopo l’abbandono della nave da parte del comandante , e l’ufficiale Pellegrino della concordia è RISALITO a bordo , quando le operazioni di sbarco dei naufraghi era quasi finito , per dargli una mano a rintracciare i punti di raccolta, erano le due di notte e non si vedeva niente.
    Schettino era già a riva scortato dai carabinieri.
    Poi che gli ufficiali fossero , in gran parte , insieme a schettino non sta né in cielo né in terra, potevano , e dovevano ,essere divisi tra le varie lance a motore (solo alcune scialuppe sono dotate di motore , le altre vanno trainate.
    ed è inutile dire che erano sulla lance per recuperar le altre , le operazioni in tal senso erano già effettuate dalla Guardia costiera.
    Giudicheremo schettino solo dopo che si vedranno le telefonate intercorse con la Costa Crociere.

  • DaniB

    lei è veramente imbarazzante. Povera Italia.

  • gianni72

    a parte il moral-giustizialismo a prescindere che appare dalla sua risposta, potrebbe per favore argomentare se quanto da me asserito, vale a dire che l’ordine di de falco avrebbe solo ostacolato lo sbarco di persone che erano ancora a bordo, corrisponde a realtà? grazie
    Questa è la frase incriminata: De Falco: “Ascolti, c’è gente che sta scendendo dalla biscagina di prua. Lei quella biscaglina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie”.
    Per risalire la biscagina in senso inverso, come chiede de falco, si dovevano interrompere le operazioni di evacuazione oppure no? Dovevano oppure no spostare la lancia dei soccorsi che presumibilmente si trovava appena sotto la biscagina e che stava raccogliendo naufraghi, per far passare il comandante? Grazie ancora.

  • cirano60

    Si è una sceneggiata , come se il capitano fosse stato il padreterno della situazione, a che prò risalire la scala a pioli,cosa impossibile visto che scendeva gente, per gingillarsi sul ponte di comando mezzo affondato? ,credo che questo Sig defalco vada messo sotto inchiesta per aver ostacolato i soccorsi impartendo ordini assurdi a schettino facendogli perdere lucidità e la calma necessaria in quei momenti terribili.
    poi la figura del comandante che vede e provvede a tutto esiste solo nei romanzi ,
    necessariamente il controllo di una emergenza è affidato ad un lavoro del gruppo ufficiali e dell’equipaggio.

  • cirano60

    notare l’uso della parola biscagina termine incomprensibile per la totalità dei telespettatori.

  • gianni72

    Sotto inchiesta non penso, di certo non è un buon comandante perchè non si è mantenuto freddo e lucido in quella occasione e perchè ha dato un ordine che fortunatamente schettino non ha eseguito, consentendo a quei 200-300 che stavano scendendo dalla biscagina (scaletta) di poter arrivare sani e salvi sulla scialuppa di salvataggio. Concordo invece sul fatto che la maggior parte dei giustizialisti contro schettino abbiano un’idea romanzata del comandante, un essere uno e trino che avrebbe dovuto trovarsi dappertutto sulla nave nello stesso momento. Il comandante, nel caso di un naufragio, è il coordinatore dello sbarco e si deve trovare nella posizione più consona per poter impartire ordini, non per forza sulla nave aspettando che affondi. A cosa serve un comandante sulla plancia di comando mentre la nave affonda se da lì non può dare nessun ordine? Meglio sotto la nave a organizzare i soccorsi. Sai cosa penso? Che se fossero morte 1000 persone e con loro fosse morto anche il comandante schettino lui sarebbe passato come un EROE che sacrifica la propria vita per gli altri. Siccome lui e il suo equipaggio (non dimentichiamoli) hanno portato a casa 4200 persone (purtroppo 35 tra morti e dispersi, non dimentichiamoli) e la nave che ancora è lì disponibile per una perlustrazione per trovare eventuali superstiti (come è avvenuto per i coreani) ma non sono MORTI allora sono dei vigliacchi incompetenti. Gli italiani sono improvvisamene diventati tutti comandanti.

  • gianni72

    giusto, sarebbe BISCAGLINA. con la L.

  • gianni72

    Gentile DaniB, mi potrebbe dare una spiegazione tecnico-giuridica sul termine “il comandante è l’ultimo ad abbandonare la nave”? Sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista giuridico, visto che lei parla di “regole nautiche scritte e non scritte”. Suppongo, senza ombra di dubbio, che lei sia o un comandante o un professore di diritto marittimo. Grazie

  • cirano60

    Si vuole far passare l’idea che i 4200 passeggeri siano stati recuperati in mare dalla guardia costiera,il numero delle vittime sarebbe ora molto più alto per assideramento nelle acque gelide.
    In realtà sono stati tutti trasbordati sulle scialuppe di salvataggio della nave;
    dobbiamo perlomeno riconoscere che ufficiali,sottoufficiali e il comandante, abbiano mostrato una notevole capacità organizzativa.