Dante main stream

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di Nestor Halak

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Diverse sere fa, ho visto su Mediaset un Diego Fusaro un poco in difficoltà, circondato da un branco main stream che lo azzannava da tutte le parti. Stava parlando della nuovissima superdiscriminazione per provvedimento legislativo di cui sono oggetto i non vaccinati e la paragonava alle analoghe discriminazioni subite da altri gruppi sociali nei grandi totalitarismi novecenteschi. Si levavano altre strida dal branco e dal “moderatore” e si gridava all’oltraggio che si commetteva con il solo paragone tra i nuovi e gli antichi discriminati che pare siano gli unici degni di comprensione e commemorazione, visto che tutte le altre e numerosissime atrocità, comprese quelle ancora in corso, sembrano non valere nulla a confronto. Una delle interlocutrici, particolarmente arguta, ebbe a sostenere che i no vax se la sono cercata la discriminazione citando nientemeno che il sommo Dante a supporto: chi è causa del suo mal pianga se stesso! La citazione che nelle intenzioni avrebbe dovuto chiudere il becco ai nuovi discriminati, mi ha invece fatto riflettere. Sta a vedere, mi sono detto, che allora anche Gramsci, che è morto in carcere, e Matteotti, che è stato assassinato, e don Sturzo che è fuggito in esilio, e tutti gli altri oppositori del regime incarcerati, picchiati, umiliati, confinati, uccisi ed esiliati, la punizione se la sono cercata! Infatti potevano benissimo evitare di creare tutti quei problemi e nessuno li avrebbe minimamente disturbati. Era proprio necessario dissentire? Perché mai non hanno finalmente preso quella benedetta tessera del Partito Nazionale Fascista tacendo una buona volta? In fondo gli costava molto meno che ai no vax fare il vaccino: non rischiavano nemmeno la salute! Naturalmente lo stesso vale anche per tutti gli oppositori politici internati e morti nei campi di sterminio tedeschi. Se se ne fossero rimasti tranquilli a casa propria senza opporsi al regime, non sarebbe successo: se la sono cercata dunque! Ma allora perché ancor oggi li si commemora e li si onora come eroi, li si propone a fondamento e monito delle moderne democrazie e si grida all’oltraggio se vengono paragonati ai no vax dal momento che, a ben guardare, non hanno fatto niente di diverso da loro: hanno semplicemente detto no, non sono stati d’accordo col regime, quando potevano tranquillamente scegliere di esserlo! Roba da non raccapezzarcisi davvero. A guardare ancora meglio, usando questa loro ottica, anche gli stessi ebrei, almeno come gruppo, avrebbero le loro colpe. Mica ci crediamo noi alla storia della razza. Non si insegna forse in tutte le scuole che le razze non esistono? Gli ebrei non sono una razza, ma una religione, un gruppo culturale. E allora perché pur vivendo per secoli in paesi cristiani, non sono diventati cristiani anche loro? Se si fossero convertiti a suo tempo, sarebbero diventati indistinguibili da tutti gli altri cittadini. Se si fossero conformati, nessuno li avrebbe più infastiditi. E invece no, hanno insistito a rimanere diversi (a dirla tutta, molto più a lungo e testardamente dei no vax), dunque, a pensarla con la logica dell’arguta signora, che badate bene, io non condivido, anche loro, per l’ostinazione dei padri, se la sarebbero cercata, anche loro si sarebbero meritati la citazione di Dante: chi è causa del suo mal pianga se stesso! E che dire degli zingari, anch’essi furono internati a migliaia nei lager: si sono forse integrati loro? Si sono astenuti dal loro eterno peregrinare da un luogo all’altro cercando qualche espediente per sopravvivere? Si sono conformati al modo di vivere di tutti gli altri? Manco per idea! Se questa è una colpa, dunque anche loro, sempre secondo la logica citata, se la sono un poco cercata. Volendo, badate, si potrebbe trovare da ridire anche sul comportamento degli omosessuali, loro pure spediti numerosi nei lager. Perché mai hanno creato scandalo non uniformandosi ai costumi sessuali del gruppo? Vedete bene che per quasi tutte le minoranze perseguitate dai grandi totalitarismi del novecento, chi più chi meno – sempre naturalmente seguendo il ragionamento dell’interlocutrice di Fusaro che io, lo ripeto per prudenza, non approvo – si potrebbero trovare concorsi di colpa per la loro crudele sorte, tutti peraltro riconducibili ad uno stesso peccato originale: non essersi conformati al gruppo, essere rimasti diversi, non aver voluto essere come gli si comandava di essere, non aver creduto ai dogmi di volta in volta obbligatori o “caldamente consigliati”. Il che è esattamente ciò che fanno oggi quelli che non vogliono vaccinarsi. Ma se il mancato conformismo era virtù per i vecchi perseguitati, perché è vizio per i nuovi, quelli di oggi? Se allora sono stati ingiustamente discriminati, umiliati, picchiati, infamati, ridicolizzati, emarginati, rovinati, cacciati,incarcerati e infine anche sterminati, vogliamo oggi percorrere la stessa strada? Arrivare di nuovo fino a tal segno? Le leggi che si stanno adottando, indicano questa prospettiva. Io, per esempio, non posso neppure entrare in un bar, salire sul tram, fermarmi a mangiare in trattoria. E non ci sono neppure trattorie per razze inferiori, come da qualche parte si usava. Anche allora si cominciò così. Cosa accadrà domani? E non aspettatevi che si limitino ai non vaccinati. Non funziona mai in questo modo. Magari poi se la prenderanno con chi ha il braccio dolorante dopo la trentesima dose. O con chi non si vuole mettere collare e guinzaglio intonati alla museruola. Non dubitate, se non sarete abbastanza solleciti nell’abbandonare il servilismo e nel cambiare idea al momento opportuno, prima o poi verranno a prendere anche voi.

Nestor Halak

 

Pubblicato da Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org

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