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DAMASCO DICE ADDIO AL DOLLARO STATUNITENSE

A CURA DI BLOOMBERG

La Siria porrà fine al legame fisso della sterlina siriana con il dollaro statunitense e convertirà le proprie riserve di valuta straniera in Euro

La Siria, accusata dagli Stati Uniti di supportare il terrorismo, intende porre fine entro Dicembre al legame della sua valuta con il dollaro americano ed agganciarla ad una valuta che meglio rappresenti i suoi rapporti commerciali con l’ Europa, ha detto il governatore della Banca Centrale Adib Mayaleh.
La Banca Centrale siriana ha già convertito metà delle proprie riserve di valuta straniera in euro, ha detto Mayaleh in una intervista telefonica da Damasco, senza essere più specifico. Secondo la C.I.A le riserve siriane, che includono l’oro, ammontavano a 4.1 miliardi di dollari al termine del 2005, una quantità pari a quella detenuta dalla Banca Centrale della Lituania.“Vorremmo avere un legame valutario che rifletta la distribuzione per paese del nostro commercio con l’estero”, Mayaleh ha detto ieri. L’Unione europea è il maggior partner commerciale della Siria, area verso la quale sono dirette metà delle sue esportazioni. Secondo dati forniti dalla C.I.A, Italia e Francia sono le principali destinazioni dei beni siriani esportati.
Il paese può legare la sterlina siriana ad un paniere diversificato di valute conosciuto come “Special Drawing Rights” (SDR), paniere che include anche l’euro e prestiti del Fondo Monetario Internazionale, ha detto Mayaleh. L’SDR include l’euro, il dollaro, la sterlina inglese e lo yen.

Molte paesi del Medio Oriente, incluse le sei monarchie del Golfo persico produttrici di petrolio e la Giordania, legano le loro valute al dollaro mentre l’Egitto e l’Iraq adottano valute flottanti.

La sterlina siriana è ora legata al dollaro secondo un valore di conversione pari a 52.2 sterline siriane per un dollaro (fonte dati: Bloomberg).

Il ruolo dell’Euro

I banchieri centrali di Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Russia, Svezia e Finlandia quest’anno hanno manifestato la loro volontà di diversificare le loro riserve di valuta.
Secondo dati del Fondo Monetario Internazionale le Banche Centrali, nel primo trimestre di quest’anno, hanno detenuto il 24.8% delle loro riserve in euro, in aumento dal 18.1% detenuto nel 1999, anno in cui la moneta unica è stata creata.

L’Euro si è apprezzato nel 2006 (quotazione odierna pari a 1.2745 dollari per un Euro contro 1.18 – 1.19 nel Dicembre 2005) dopo il declino nel 2005, il primo declino dal 2001.
Il governo siriano sta studiando opzioni circa la modalità con cui porre fine del legame con il dollaro, ha detto Abdallah Dardari, ministro per gli affari economici, ai reporters a margine di una conferenza tenutasi a Damasco il 10 Giugno.
Secondo dati della Commissione Europea la Siria l’anno scorso ha venduto beni all’Unione Europea per un controvalore di 2.9 miliardi di dollari, incluso petrolio e prodotti tessili. Le importazioni dall’ Unione Europea ammontano a 2.7 miliardi di dollari: tale valore va comparato con i 155 milioni di dollari di importazioni dagli Stati Uniti (dati dello statunitense Census Bureau).

Le sanzioni statunitensi

Gli Stati Uniti imposero sanzioni alla Siria nel Maggio 2004, incluso il divieto di di transazioni commerciali con la Commercial Bank of Syria, nello sforzo di fermare le esportazioni verso un paese accusato dall’amministrazione del presidente George Bush di fonrire aiuti ai militanti in Iraq e di cercare di acquistare armi di distruzione di massa.

Dopo la caduta dell’impero ottomano nel 1918, Siria, Libano, Palestina e Giordania usarono la sterlina egiziana come loro valuta ufficiale sotto il controllo inglese e francese.
La Francia, che controllava Siria e Libano, introdusse nei due paesi una valuta basata sul franco nel 1924, valuta che durò fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Il modello siriano di scambi commerciali è cambiato dagli anni sessanta, quando i suoi principali partners commerciali, riflettendo i legami politici con l’Unione Sovietica, erano gli stati ad orientamento comunista dell’Europa dell’est come la Cecoslovacchia e la Iugoslavia.
Attorno al 1984 Germania Ovest, Francia, Italia e Giappone erano i paesi da cui il paese importava beni, tra cui macchinari, impianti per i trasporti, ferro e acciaio. La Turchia, seguita da Ucraina, Cina e Russia sono ora i maggiori esportatori nel paese, secondo dati della C.I.A per il 2004.

La Siria sta cercando di aprire la sua economia dopo che il partito socialista Baath, che è andato al potere nel 1963, ha inziato ad aprire al mercato negli anni novanta.
Per la prima volta i funzionari siriani hanno consentito a banche e assicurazioni di operare nel paese al fine di attrarre investitori stranieri. Secondo le previsioni la crescita economica raggiungerà il 6% quest’anno grazie all’affusso di investimenti nel terzo più grande paese non – OPEC produttore di petrolio nel Medio Oriente, ha detto Mayaleh.

Fonte: Bloomberg, 11 Luglio 2006
Visto su: http://www.eurasia-rivista.org
Link: http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/Damasco_dice_addio_al_doll.shtml
13.07.06

Pubblicato da Davide

  • avlesbeluskes

    “Ahhhhh,…” (sospiro)———–Ecco forse qualcosa che si potrebbe connettere alla ennesima invasione israeliana del Libano.———-Tre ipotesi in questo caso:————————-
    1) La Siria intende rivolgersi all’euro per dispetto a Israele e alla sua politica di aggressione———2) Israele cerca di provocare la Siria perchè non addotti l’euro, ergo, il dollaro è una moneta “ebraica” e gli “USA” sono un puppazzetto in mano ai sionisti oppure israele è uno strumento del “dollaro” e una colonia “statunitense”.—————3) l’aggressione israeliana al Libano serve a nascondere o approfondire tutto questo, cioè la lenta e programmata erosione del dollaro che sarebbe l’anticamera della liquidazione della Virginia Company quale prima potenza mondiale (spacciata in futuro come “crollo improvviso”).———————————————————

    Probabilmente è una “tre stagioni” che comprende ognuna delle tre ipotesi, con supplemento “rucola”, cioè con qualche ennesimo quarto fattore imprevisto che aggiungerà sale alla pizza.—————————

    Su tutto rimanga però la splendida dichiarazione di Silvio “Svastika”, cioè che “il conflitto medioorientale è una infezione che infetta tutto il mediooriente” (o il mondo, non ricordo bene).—————–

    Questa frase è sicuramente un messaggio in codice che i “fratelli” usano scambiarsi. Basta applicare la reagola aurea del Ribaltamento o Capovolgimento Semantico, cioè la mania delle società dell’Elite (templari, Vaticano, framassonerie, varie altre logge e religioni) di esprimere qualcosa mediante il suo opposto e contrario.
    Nell’apparenza per tutti era chiaro che il contesto della frase chiaramente indicava una preoccupazione per il dilagare dell’Infezione. ————-
    Nei fatti un auspicio che la cancrena mediorientale dilaghi ed infetti tutto il mondo, nel più tipico stile dei sostenitori dell’ “Ab Ordo Kaos”. A.