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DALLE NUOVE PANTERE NERE AL SUICIDIO DI SYNTAGMA PARK

FONTE: DEDEFENSA.ORG

Proponiamo di raccogliere due racconti che sembrano a prima vista molto diversi, anche se scaturiscono entrambi dalla stessa origine, cioè l’aggressione vitale del sistema che ha generato la nostra contro-civiltà e che si scatena in una corsa di onnipotenza che porta all’autodistruzione.

• Il primo di questi racconti è l’ultima richiesta di mobilitazione di un gruppo nero negli Stati Uniti che si chiama New Black Panthers (NBPP), rifacendosi alle Pantere Nere degli anni 1960. Il NBPP è malvisto da quasi tutti, anche quelli che assicurano di mantenere l’eredità delle Pantere Nere, e anche dalle molte organizzazioni afro-americane che denunciano la Nazione dell’ Islam, sponsor della NBPP; tutte comunque hanno una pessima reputazione, essendo gruppi che alimentano l’odio sociale.

Queste dispute interne e, comunque, senza importanza non ci interessano affatto. Ci interessa invece qui il simbolo di questa mobilitazione che è seguita alla morte di Trayvon Martin, che è il primo segno di un attivismo repressivo della polizia in tutti i sensi e tutti i modi, di una ampiezza straordinaria, che caratterizza l’evoluzione degli Stati Uniti verso uno stato di polizia, una dittatura di un sistema in dissoluzione che si poggia sull’arbitrarietà della polizia.

Il 2 aprile 2012 “Russia Today” ha dato notizia, di un appello delle NBPP.

“L’uccisione di Trayvon Martin ha creato molte domande sulle relazioni interrazziali negli Stati Uniti nelle settimane successive alla morte del diciassettenne  ucciso da  George Zimmerman. Ma qualcuno si rende conto che queste considerazioni non sono sufficienti.

“Malik Zulu Shabazz, Presidente Nazionale del Nuovo Black Panther Party, in un programma radiofonico del fine settimana diceva che vuole che gli afro-americani degli Stati Uniti siano preparati per altre vittimizzazioni e,  nella speranza che non avvengano altri attacchi, vuole che i neri si preparino all’autodifesa.  “Questo Sabato a Sanford, in Florida, il New Black Panther Party condurrà a livello di contea e di Stato dei corsi di difesa e pattugliamento della comunità per proteggere contro la violenza, le aggressioni razziali, e contro la gente come Zimmerman.”  Ha detto Shabazz, domenica sera, al programma radiofonico  The Muslim Street. […] “Stiamo parlando qui, ora, di pattuglie della comunità, che poggiano su una struttura di difesa [formazione] nelle comunità in cui uomini e donne sappiano come affrontare questa violenza e questo atteggiamento negativo che ha preso la polizia,” ha detto Shabazz.

“Inoltre, Shabazz sta chiamando ad uno sciopero generale per il 9 aprile, con la speranza di raccogliere ancora di più consapevolezza intorno alla lotta per la giustizia.

Secondo il leader del Nuovo Partito delle  Pantere Nere, oltre 300 organismi hanno accettato di prendere parte a uno sciopero sia negli Stati Uniti che all’estero. Discutendo sullo sciopero, a The Street Muslim, Shabazz ha detto che lunedì prossimo dovrà essere “un giorno di assenza, senza lavoro, senza scuola, senza shopping per chiedere giustizia per Trayvon e l’arresto immediato di Zimmerman e una sua condanna ad una adeguata sanzione.”

• Quest’uomo (il cui nome non è ancora stato rivelato) non sarà un terrorista? Questa è la prima domanda che si fanno le nostre autorità quando sono sotto pressione per un suicidio che è diventato un atto di paura, o anche un atto di aggressione contro il sistema …

In breve, c’è un greco di 77 anni che si è sparato alla testa questa mattina ad Atene, a Piazza Syntagma,  davanti al Parlamento, verso le nove del mattino, perché a quanto pare non voleva continuare a vivere in cerca di cibo nei bidoni dei ristoranti.  Pericoloso terrorista, quindi, quest’uomo che ha dovuto vendere la sua farmacia per adempiere ai suoi doveri di austerità perché lo Stato greco, cioè i resti di quella cosa dove una volta c’erano Platone e Aristotele, possa essere in grado di ripagare una parte delle pendenze per permettere a Goldman Sachs di mantenere la sua leadership, e alla Commissione europea di fare il suo lavoro, guardando fuori dal finestrino della limousine.

Qualsiasi deduzione è facile, ma inevitabile, e il suicidio è il simbolo di una situazione di cui tutti comprendono il carattere patetico e mostruoso. Il luogo dove è avvenuto il suicidio ha cominciato questo pomeriggio ad essere ricoperto di fiori e di iscrizioni che vengono appuntate sul tronco dell’albero sotto il quale l’uomo si è ucciso e, se un luogo meritava di diventare un simbolo, quello  e il luogo giusto…
“Russia Today” 4 aprile 2012.

“Un greco di 77 anni  si è suicidato al centro di Atene, davanti al parlamento della nazione, sparandosi apparentemente per disperazione finanziaria. Testimoni oculari raccontano che l’uomo ha gridato “Così non lascerò debiti per i miei figli” prima di volgere l’arma contro se stesso. Altri dicono non ha detto nulla.

“I media di Stato greci riportano che l’uomo ha lasciato un biglietto d’addio che dice” Il governo Tsolakoglou ha cancellato tutte le tracce per la mia sopravvivenza. E siccome non riesco a trovare giustizia, non ho altro mezzo per reagire se non mettere una fine decente [alla mia vita], prima che cominci a cercare da mangiare nella spazzatura. “Georgios Tsolakoglou guidò il governo greco collaborazionista durante l’occupazione tedesca della Grecia nella Seconda Guerra Mondiale.

“Questo biglietto è stato considerato come un collegamento tra il governo collaborazionista attuale di Lucas Papademos e il regime di Tsolakoglou a causa della crisi economica nel paese. […]

“La comunità greca sconvolta sta organizzando  un” pomeriggio a Syntagma “, per mercoledì. I motociclisti stanno pianificando un giro di protesta intorno alla capitale a partire da 17:30 ora locale (14:30 GMT). Le persone stanno lasciando fiori sotto l’albero dove l’uomo vecchio e disperato si è tolto la vita. Anche loro lasciano messaggi sull’albero: “L’austerità uccide”, “Non un suicidio  ma un omicidio” o “Chi sarà il prossimo”?

“Il numero di suicidi è  aumentato drammaticamente nel paese dall’inizio della crisi economica, secondo i dati del Ministero della Salute Greco. Prima della crisi économica la Grecia aveva il più basso tasso di suicidi in Europa  (il 2,08 per ogni 100.000 abitanti). Ora, questa cifra è quasi raddoppiata e la Polizia segnala oltre 600 casi di suicidio rispettivamente nel 2010 e nel 2011. Anche i tentativi di suicidio sono in aumento. Solo Martedì scorso, un albanese di 38 anni si è ucciso sull’isola di Creta. Era rimasto disoccupato per un certo periodo. Le difficoltà finanziarie lo hanno spinto a  buttarsi dal suo balcone al secondo piano, si legge sulle notizie locali. ”

Il nostro scopo nel riunire questi due racconti, è quello di assimilare i contesti benché molto diversi per affermare prima di tutto che il contesto non ha nessuna importanza.

Con questi due fatti, ci si rende conto che si presentano dei problemi che vengono percepiti come molto diversi, molto delicati ma che si annidano in fattori molto complessi, come la repressione della polizia negli Stati Uniti, il razzismo molto specifico negli stessi USA, come quello che chiamiamo senza mezze misure il ” programma-sistema-genocida” della “industria carceraria” negli Stati Uniti, e, dall’altro lato, i problemi della crisi finanziaria, della politica, iper-liberale e sottomessa al sistema finanziario, dell’Europa, i programmi di austerità dei governi che potrebbero essere paragonati ad atti aggressivi di dissoluzione e di disgregazione sociale, come la povertà, la fame dilagante, ecc. In questo caso il quadro generale, come lo presentiamo, sono vane le polemiche su un interesse maggiore per uno o l’altro tema, perché da questa prospettiva è molto chiaro che questa inconsapevolezza regnante, dovrà cedere  il passo all’essenza, alle ragioni dei racconti.

…. Perché questi due fatti sono anche, direttamente o indirettamente, il prodotto del mostro nella sua piena azione di onnipotenza e di auto-distruzione.

Sono i simboli della crisi del sistema, tutti tentativi più o meno gravi, che cercano di rendere universali certi argomenti o di progettare insurrezioni o separatismi o che agiscono sul tema della più assoluta disperazione dell’uomo.

Ecco questo è il simbolo principale, perché solo il simbolo è in grado di gridare tutta la portata della crisi, proprio con le sue ricadute e con gli effetti tanto diversi, caotici, inclassificabili, se non incomprensibili, se guardati uno ad uno senza arrivare al cuore della crisi che li ha fatti crescere, tanto potenti e significativi quando vengono trasfigurati, in questo contesto simbolico che, oggi, schiaccia tutto il resto con il peso fondamentale della sua importanza scatologica.

Fonte: www.dedefensa.org
Lnk: http://www.dedefensa.org/article-des_new_black_panthers_au_suicide_du_parc_syntagma_04_04_2012.html
4.04.2012

Traduzione per www.comedonchscotte.org a cura d ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Il messaggio di Dimitris Christoulas, il pensionato greco suicida, invoca rivolta e Kalashnikov. Ma noi non ne sappiamo niente.

    E’ interessante come nessuno, dico nessuno, sulla stampa e sulla Rete italiana abbia tradotto per intero il messaggio del pensionato che si è sparato in Grecia a piazza Syntagma. Nessuno si è azzardato, pare, a parte il riferimento a lontani fatti italiani del ’45. Trovo una traduzione dal greco all’inglese sul blog del prof. Piga (http://www.gustavopiga.it/2012/dimitris-christoulas/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=dimitris-christoulas) , e scopro che il pensionato tra l’altro scrive:

    Vista la mia età avanzata, non ho modo di reagire in modo attivo – ma se un mio concittadino greco afferrasse un Kalashnikov, sarei pronto a stare al suo fianco.

    Io credo che questa sia un’affermazione da prima pagina, e lo credono anche i greci che infatti sono immediatamente scesi in piazza a fare casino.

    Invece, noi bambinetti italiani siamo stati accuratamente sottoposti a censura.

    Viene così da chiedersi cosa ci sarà mai scritto davvero nei disperati messaggi che lasciano anche i nostri suicidi (ormai due al giorno http://www.blogo.it/news/politica/zoom/crisi-impennata-dei-suicidi-per-motivi-economici/ ). Solo piagnistei per moglie e figli? Solo lacrime per i dipendenti e i creditori? Io non credo.

    Siamo ahimé abituati a leggere spesso di uomini che, disperati e rabbiosi per un divorzio, ammazzano la moglie e poi si suicidano. E’ strano che invece chi è altrattanto disperato e forse anche più rabbioso per l’annientamento della propria azienda, per la distruzione di salario o pensione, non trovi altro colpevole che se stesso. Eppure di colpevoli da additare ce ne sarebbero a iosa.

    Un suicidio, cari miei, non fa notizia. E’ meno interessante di una morte bianca, perché non c’è neppure la caccia al responsabile: il suicida fa tutto da solo, l’unica responsabilità è la sua. Stampa e politici lo liquidano con un paio di paroline di circostanza e la faccia compunta.

    Eppure sono tutti terrorizzati, credetemi. Terrorizzati dai Kalashnikov nascosti nei messaggi dei suicidi, che siano scritti nero su bianco o meno. Perché lo sanno, che prima o poi quei fucili o quelle taniche potrebbero rivoltarsi contro di loro. E succederà, la prima volta che un aspirante suicida penserà che, in fondo, se sta per morire non ha poi nulla da perdere.

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it
    Link: http://crisis.blogosfere.it/2012/04/suicidio-grecia-il-pensionato-invocava-il-kalashnikov-censurato.html
    5.04.2012

  • Jor-el

    il New Black Panther Party for Self-Defense non è l’erede riconosciuto dell’originale Black Panther Party for Self-Defense, ma ne con divide un aspetto importantissimo: l’accento sulla pratica dell’autodifesa militante e militare, cosa importantissima, ma che i movimenti degli Anni Settanta in Italia hanno sempre preso sottogamba, lasciandosi abbagliare dalla “lotta armata” di gruppi come le Brigate Rosse e Prima Linea.

  • radisol

    bah, non c’erano mica solo Brigate Rosse e Prima Linea … c’è stata pure l’autonomia ….. e, se proprio vogliamo dirla tutta, Prima Linea nacque proprio dalla fusione delle varie “ronde” di quartiere, ronde contro i fascisti, contro il lavoro nero, ronde anche come contropotere territoriale anche nei confronti di polizia e carabinieri … anche il Pac milanese nasce così …. poi certo, la logica brigatista dell’ “attacco al cuore dello stato” finì per contagiare anche Prima Linea ed altri gruppi nati nel movimento ed operanti su base territoriale, alzando fuori da ogni logica il livello di scontro … ma anche in italia l’elemento delle “squadre di autodifesa” c’è stato e come …. certo mancava l’elemento razziale …. ma il resto c’era tutto ….