Dal materialismo storico all’immaterialismo post-umano: il nuovo orizzonte della sinistra

L'identità di genere prende il posto dell'anima e diventa il nuovo oppio dei popoli, distribuito a piene mani dal progressismo che si mette al servizio delle multinazionali globali del transumano. Evviva il dirittismo e la libertà!

feministpost.it

di Marina Terragni

Sarebbe interessante se uno storico – meglio ancora una storica – si applicasse a ricercare e ad analizzare le ragioni per le quali dal materialismo storico, criterio di interpretazione di tutto ciò che è reale, la sinistra sia passata a un vero e proprio immaterialismo post-umano, chiave di un’ossessiva politica dei diritti basati su “percepiti” invisibili e cangianti, surrogati di quell’anima la cui negazione ha strutturato ogni forma di socialismo reale.

Il nuovo oppio dei popoli è l’identità di genere, madre di tutti i percepiti, sedativo distribuito a piene mani dalle formazioni progressiste dell’Occidente, da Joe Biden a Enrico Letta. Questione che probabilmente sarà di scarso interesse per le-i più giovani libere-i da questo fardello, ma che sta travolgendo il femminismo cosiddetto storico, da sempre in relazione efficace e tempestosa con la sinistra. Non aver trovato alcun piano di interlocuzione, tenacemente perseguito, con le sinistre promotrici dei vari Equality Act, Ley Trans o Ddl Zan che dir si voglia – la stessa pappa dappertutto – è stata la doccia fredda definitiva, destinata a produrre rilevanti conseguenze politiche.

Dal 1989 – ma anche da prima – la sinistra si è trovata ad affrontare il non irrilevante problema di dover riprofilare il proprio orizzonte, definitivamente sgomberato dai Palazzi d’Inverno e da ogni prospettiva rivoluzionaria. Ma nessuno avrebbe potuto immaginare che l’esito sarebbe stato questo, che dalle masse si sarebbe passati all’individuo atomizzato, dalla rivoluzione del popolo alla rivolta del singolo contro la sua stessa carne, gabbia oppressiva per quel multicolor succedaneo dell’anima a cui è stato dato il nome di identità di genere.

Per liberare questa animula, il corpo deve essere negato e preferibilmente torturato fino dalla più tenera età. Una sorta di cilicio simbolico. E il valore della relazione, da sempre baricentro dell’umanesimo a radice femminile, viene minimizzato a vantaggio di quell’individuo post-umano slegato da tutto, perfino dalla propria sostanza materiale, soggetto perfetto per ogni possibile mercato globale.

Resta da comprendere, ma qui ci vorrebbe davvero uno storico, per quale ragione oggi la sinistra si sia data il compito di rappresentare le ragioni e soprattutto i bilanci e i dividendi delle multinazionali globali del post e trans-umano – si potrebbe forse chiamare post-mercato o trans-mercato – che fanno profitti sull’annientamento delle relazioni, sulla mortificazione della carne umana, sul definitivo controllo di sessualità e riproduzione.

Ma lo sanno, quello che fanno?

Avanti o singolo, alla riscossa! Evviva il dirittismo e la libertà!

Fonte: https://feministpost.it/magazine/primo-piano/dal-materialismo-storico-allimmaterialismo-post-umano-il-nuovo-orizzonte-della-sinistra/

Pubblicato il 17.07.2021

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BrunoWald
Utente CDC
18 Luglio 2021 3:51

“Resta da comprendere, ma qui ci vorrebbe davvero uno storico, per quale ragione oggi la sinistra si sia data il compito di rappresentare le ragioni e soprattutto i bilanci e i dividendi delle multinazionali globali del post e trans-umano – si potrebbe forse chiamare post-mercato o trans-mercato – che fanno profitti sull’annientamento delle relazioni, sulla mortificazione della carne umana, sul definitivo controllo di sessualità e riproduzione.”

Ho una formazione storica ma le risposte sono assai terra-terra, basta un pò di senso comune:
1) Perché era la condizione per non scomparire.
2) Perché il crimine paga.

jeints
Utente CDC
18 Luglio 2021 12:45

Non vedo tanto mistero: così come ”le masse” costituivano già un elemento astratto privo di identità umana, funzionale al processo politico ma non a quello esistenziale, è stato un passaggio naturale, dopo l’ implosione inevitabile del 1989, il ”cambio di pelle” transgenico, premessa ad altri piu’ tetri cambi una volta imploso anche questo, nuovamente per intrinseca sterilità propositiva esistenziale.

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da jeints
Platypus
Utente CDC
18 Luglio 2021 16:09

una brillante parabola storica: da falce e martello a falce e pisello.

Mario Poillucci
Utente CDC
19 Luglio 2021 17:47

Mah!!!!!

fabKL
Utente CDC
21 Luglio 2021 9:15

Se si abbandonano i paraocchi e ai affronta l’argomento senza preclusioni, è facile identificare le cause della transizione dalla lotta di classe alla lotta di generi. Il primo virus incuneatosi nei movimenti proletari è stato quello del femminismo. Due movimenti che si sono sostenuti a vicenda avendo in comune qualcosa da voler cambiare.
Il capitale ha ben gestito la situazione inculcando nelle donne la priorità di andare a lavorare piuttosto che fare figli, e negli uomini il senso di colpa verso le donne e la convinzione della loro superiorità.
L’ultra romanticismo è andato così sostituendosi alliluminismo e di conseguenza il “sentire” tipicamente femminile ha preso il posto del ragionare.
A questo punto il marketing che ben sa come le donne siano più sensibili alle tecniche manipolatorie proprio in virtù della loro predisposizione allempatia, ha gestito il consumismo delle idee e indottrinato milioni di persone al nuovo è meglio del vecchio.
Ecco quindi che qualsiasi cosa o idea nuova viene immediatamente percepita come migliore o scientificamente avanzata o evoluta , per il semplice fatto di venire dopo quella precedente.

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