DAI SERVIZI SEGRETI ALLA CHIESA, IL PARTITO DEL GOVERNISSIMO VUOLE AMATO E DE GENNARO

DAI SERVIZI SEGRETI ALLA CHIESA, IL PARTITO DEL GOVERNISSIMO VUOLE AMATO E DE GENNARO

DI MARCO LILLO

ilfattoquotidiano.it

Sembra che americani, massoneria e Vaticano siano favorevoli all'inciucio e alle larghe intese e tremino all'idea di un accordo Bersani-Grillo. In caso di alleanza Pd-Pdl sarebbe probabile l'ex premier al Quirinale e l'ex capo della Polizia ai vertici di Finmeccanica

C’è un partito più potente dei partiti che tifa per le larghe intese tra il Pd e il Pdl. Sono i politici trasversali di lungo corso, i manager di stato e i burocrati sopravvissuti a mille ribaltoni che tremano ogni volta che sentono parlare di accordo tra Beppe Grillo e Pier Luigi Bersani.

Il partito del governissimo si muove nel silenzio, non appare in tv, ma ha le idee molto chiare sugli uomini giusti per costruire una diga morbida e assorbente all’urto della nuova politica. Istituzioni secolari come la Chiesa e la massoneria vedono come il fumo negli occhi il governo di scopo. E sperano che Bersani non riesca nella missione impossibile di strappare al Movimento 5 stelle la fiducia al senato. Un Governo Bersani appoggiato da Grillo che si impegni a realizzare pochi punti come il taglio dei costi della politica e la lotta al conflitto di interessi è uno scenario antitetico a un governo Bersani appoggiato da Berlusconi. E nei palazzi romani gode di maggior credito e popolarità la seconda ipotesi.

I grandi quotidiani dedicano paginate all’Europa in ansia e ai mercati in fibrillazione e sembrano quasi auspicare un clima da solidarietà nazionale. L’architrave di questa stagione sarà la nomina del presidente della Repubblica. In caso di larghe intese, il primo nome sul campo è quello di Giuliano Amato. L’ex consigliere di Bettino Craxi che i grillini vedono come il fumo negli occhi per la sua pensione d’oro, potrebbe essere il Capo di Stato migliore (quasi scontato) per mettere d’accordo Pd e Pdl. Il Cavaliere potrebbe sancire l’inciucio accettando la presidenza del senato e la nomina di Amato al Quirinale sarebbe la cornice per il riordino del settore della sicurezza e della difesa. Il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Gianni De Gennaro, potrebbe essere il nuovo presidente di Finmeccanica dove verrebbe confermato nel ruolo di amministratore delegato Alessandro Pansa, un manager recentemente al centro delle cronache per i favori chiesti a Mediobanca a beneficio della ex moglie del ministro Vittorio Grilli nel 2007. Pansa rischierebbe di saltare in caso di accordo Grillo-Bersani, con grande dispiacere di Ignazio Moncada. Molti lettori non conosceranno neanche il nome di questo 64enne torinese, in ottimi rapporti con Pansa, formalmente presidente di una controllata periferica del gruppo Finmeccanica, la Fata, ma meglio noto come il “grande burattinaio”. Così lo definiva l’ex presidente della banca del Vaticano, lo Ior, Ettore Gotti Tedeschi nella conversazione con l’ex presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, intercettata dai Carabinieri nel ristorante Rinaldi al Quirinale nel maggio del 2012. Moncada, oltre a essere molto amico del capo dei servizi segreti del Dis, cioé del Dipartimento Informazione e Sicurezza, Giampiero Massolo, è in buoni rapporti sia con gli ex socialisti, come Giuliano Amato e Giulio Tremonti, che con gli ex Ds, come il torinese Piero Fassino.

Quanto a De Gennaro, se anche non riuscisse a raggiungere la presidenza di Finmeccanica (anche il ministro della difesa Giampaolo Di Paola potrebbe aspirare a quella carica, nonostante il divieto di porte girevoli con la Difesa) il sottosegretario non finirebbe ai giardinetti. Per lui, in caso di larghe intese e di presidenza Amato, potrebbe liberarsi la poltrona di segretario generale del Quirinale. Proprio Amato lo promosse a capo della Polizia nel 2000 e poi lo portò con sé al ministero nel 2007 quando Antonio Manganelli divenne Capo della Polizia nel solco della continuità. Una poltrona che, sempre se prevalessero le larghe intese, potrebbe finire a un altro uomo fidato di Gianni De Gennaro: l’attuale numero due del Dis Pasquale Piscitelli, prefetto dal 2003 e poi capo della segreteria di De Gennaro al Dipartimento della Pubblica sicurezza prima di diventare suo numero due al Dis. Piscitelli sarebbe il capo della polizia ideale per un governo trasversale mentre in un Governo di sinistra appoggiato dal Movimento 5 stelle risalirebbero le quotazioni dell’attuale Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, già capo del servizio segreto civile con il Governo Prodi.

In questo valzer, secondo gli osservatori più attenti, rientrerebbe anche il passaggio del prefetto di Perugia Vincenzo Cardellicchio alla Presidenza del Consiglio. Un passaggio decretato il 26 febbraio dal Consiglio dei ministri presieduto da Monti nonostante fosse stato nominato a Perugia solo nel maggio 2012. Anche Cardellicchio è considerato vicino a Gianni De Gennaro e potrebbe essere nominato al Dis dopo l’eventuale spostamento di Piscitelli al vertice della Polizia.

Dal Quirinale al Viminale, insomma, la filiera Amato-De Gennaro, blinderebbe gli apparati di sicurezza nel segno della continuità e della fedeltà atlantica. Sempre che prevalgano quelle larghe intese che tanto piacciono anche Oltreoceano. Un po’ come accadde nel 1996 quando Antonio Maccanico tentò di dare vita a un governo che andasse da D’Alema a Berlusconi prima delle elezioni che propiziarono la nascita del primo Governo Prodi sostenuto da Rifondazione Comunista. Allora i poteri forti, gli americani, la massoneria e il Vaticano erano favorevoli all’inciucio. La sensazione è che anche stavolta sia così.

Marco Lillo
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/01/dai-servizi-segreti-alla-chiesa-partito-del-governissimo-vuole-amato-e-di-gennaro/516626/
28.02.2013

Commenti (34)

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    1. Cataldo 3 marzo 2013

      Senza entrare nel merito dell'articolo specifico, che sembra più un promemoria generale per un articolo di sostanza :) Il Fatto raccoglie informazioni interessanti da fonti diverse, un canale spendibile anche per soggetti che fanno fatica a comunicare efficacemente con altri mezzi, purtroppo lo stato del giornalismo in Italia è quello che residua della fagocitazione monopolistica, speriamo che si inizi anche sulla stampa a diversificare il panorama delle fonti.
      Sempre restando sul piano mediatico-politico*-istituzionale.

      L'Italia ha sempre avuto un ruolo, come laboratorio politico, compresa l'epopea di B.
      Con Grillo siamo al tentativo di eliminare l'acqua sporca del ventennio a cavallo tra vecchio e nuovo secolo senza gettare via l'assetto istituzionale del Paese, recuperando un equilibrio costituzionale tra i poteri.*


      E' indispensabile, nel tentativo acrobatico di cui sopra, prosciugare il liquido di osmosi tra incarichi elettivi e amministrativi nella cosa pubblica, partire dalla diminuizione in termini numerici degli eletti, un modo per riportare alla realtà il rapporto con il colleggio degli elettori.
      L'aspetto sciamanico di questa operazione, apportato da Grillo, è provvidenziale, in quanto ha permesso le risposte adeguate al pervasivo controllo mediatico, che ha solide fonti di legittimazione implicita.
      L'assenza - presenza dai teatrini TV e giornalistici premasticati è uno svuotamento di questi, che man mano porterà alla loro disgregazione; operazione mai tentata dal PD, che si è anzi premurato di trovare sempre più personaggi adatti alla farsa permanente, per finire con l'ultimo, il Renzi**.


      Dalla prima metà degli anni novanta si è materializzato un incubo, per chi aveva intravisto le dinamiche che si scatenavano, affrontando anche penalizzazioni morali quando si cercava di esporle ai vicini, ma oggi prevale l'ottimismo. Si apre una finestra temporale importante, speriamo che siano rimasti nelle istituzioni uomini fedeli al Paese ed ai loro giuramenti verso la Repubblica.

      *ad iniziare dal controllo della proprietà nei media.
      ** Il tromboncino di Firenze, per dire, non ha contezza nemmeno della storia economica e produttiva della sua terra: criticato per le sue frequentazioni con la finanza più che con i produttori sparava " io non parlo mica con gli stracciaroli" ... stracci che pure hanno gettato le fondamenta della spettacolare Città ora palcoscenico personale del nostro. sic

    1. oriundo2006 3 marzo 2013

      Amato è massone ( ed ebreo ), è LO SPONSOR OCCULTO di Monti ed è l'uomo-ombra dei servizi segreti. Qualche link, tanto per schiarisi le idee:
      - http://www.grandeoriente-democratico.com/L_ineffabile_Franco_Bassanini_la_Massoneria_Francese_e_la_lucidita_arguta_di_Paolo_Cirino_Pomicino.html ( dall'interno della piovra...)
      - http://vitaliquida.org/2012/07/05/faccendieri-cricche-e-logge-massoniche-dispensano-cariche-e-favori-ecco-cosa-resta-della-seconda-repubblica/ ( M. e apparati di stato: 'grandi elettori' e faccendieri )
      - http://www.altrainformazione.it/wp/gli-organi-visibili-del-governo-ombra/le-nazioni-unite/i-membri-dellaspen-institute/ ( il VERO GOVERNO DELL'ITALIA povero Paese-prostituto per sopravvivere...)
      E si potrebbe continuare a josa...io ricordo di Amato una frase che mi è restata scolpita nella memoria: appena esploso lo scandalo Psi-mani pulite disse in Tv: a Roma eravamo TROPPO lontani per POTER SAPERE quello che a Milano succedeva...ecc. ecc.. Copertura utile a salvare le chiappe ( proprie ) e quelle dei rimasugli del Psi che poi confluiranno in Forza Italia e nel Pd.
      In tutte le svolte della politica italiana Amato è sempre stato presente ed attivo. Il potere lo si può conquistare in mille modi in Italia ma poi lo si MANTIENE solo attraverso le relazioni cementate con i poteri che contano.

    1. FreeDo 3 marzo 2013

      Tolto di mezzo l'articolo, che mi sembra un'unica elucubrazione volta a far sfoggio del proprio sapere, lascerei la prima delle due righe iniziali che lo introducono che, d'accordo con MrStewie che scrive di un paio di concetti interessanti, credo sospettino il vero stato d'animo dei soggetti li' descritti. Quella prima riga accenna a una questione a mio avviso molto grossa, sulla quale bisognerebbe riflettere al di la' delle beghe fra contendenti, rancori personali e calcoli elettoralistici. E' tempo non di inciuci, ma di Politica. Non di posizioni pregiudiziali, ma di capacita' di dialogo.Vincere 2 a 1 e' lo stesso che vincere 7 a 0, sempre 3 punti sono.

    1. Arcadia 3 marzo 2013

      condivido il tuo ragionamento. Forse Grillo si illude molto facilmente che qst inciucio abbia vita breve...Pernso invece che durerà tutta la legislatura e nn saranno i delusi ( elettori ) di qst patto , anche se scendessero in piazza , a smuoverli dalla poltrona. E' una situazione alquanto complessa ahimè per il 5* quello di crescere in qst dinamica. Faranno di tutto per svuotarne, in contenuti, quali quelli dei "costi della politica", della legge elettorale, di una minima forma di RdC, strada facendo, per ripresentarsi alle elezioni con una nuova verginità, con buona pace di chi vuole cambiare prospettive culturali al sistema in toto.

    1. Giovanni_D 3 marzo 2013

      L'inciucio PD-PDL piace tanto a USA e altri poteri forti perchè in quel modo l'Italia rimane sotto controllo. Non sia mai che sfugga alle attenzioni dei nostri "alleati" americani, che tanto ci amano, e al controllo delle banche BCE in testa con il nostro caro super Mario Draghi che sta facendo di tutto per donarci le sue attenzioni.

    1. Lestaat 3 marzo 2013

      ehm......nell'articolo ci sono ben 16 nomi e cognomi messi pure in grassetto.

    1. yago 3 marzo 2013

      Si intuisce a volo che l'articolista vuole spingere Grillo all'accordo con Bersani. Detto cio' i pericoli paventati non sono cosi' peregrini e che :

      "C’è un partito più potente dei partiti che tifa per le larghe intese tra il Pd e il Pdl . Sono i politici trasversali di lungo corso, i manager di stato e i burocrati sopravvissuti a mille ribaltoni che tremano ogni volta che sentono parlare di accordo tra Beppe Grillo e Pier Luigi Bersani"
      è verissimo.
      A mio modo di vedere il mov 5s puo' portare a casa grossi risultati , ma se non governa di sicuro non ottiene nulla , rischia di perdere voti ed in ogni caso meglio un uovo oggi che la gallina domani , in specie se la gallina è in pericolo di vita. Alla lunga saremo tutti morti.

    1. Pellegrino 3 marzo 2013

      Ormai dire "La Chiesa" sono cretinate, è più corretto dire "alcuni settori delle gerarchie ecclesiastiche"

    1. Ultor 3 marzo 2013

      chi meglio di Amato sa come coprire lo scandalo MPS una volta presidente del consiglio? chi meglio di De Gennaro sa come soffocare i tumulti una volta ministro dell'interno?

    1. MrStewie 3 marzo 2013

      quoto. questo pezzo è spam.

    1. MrStewie 3 marzo 2013

      Leggere il fatto quotidiano è motivo di frustrazione. A parte il toto-politica da domenica mattina, tipo scambio delle figurine celo-mima, in questo "pezzo" si trovano concetti interessanti, quali:

      1-"[Un governo Grillo-Bersani si occuperebbe de] il taglio dei costi della politica e la lotta al conflitto di interessi". Come potrebbe il PD interessarsi a questi due punti?

      2-"Amato [...] che i grillini vedono come il fumo negli occhi per la sua pensione d’oro". Per la pensione???

      Sebbene si siano divisi in corsa, Travaglio e Grillo iniziarono i V-day, il M5S ed Il Fatto nello stesso periodo (2006-2010). Quando Il Fatto fu finalmente varato, Grillo disse "Abbiamo un giornale". Da tempo ormai Il Fatto si è ridotto agli argomenti da Repubblica: i grillini sono populisti che pensano solo a ridurre i costi della politica, e sono facilmente citabili dentro l'odioso "mercato delle vacche". Qualcuno sa dire su cosa abbiano litigato quei due, se mai hanno davvero litigato?

    1. AlbertoConti 3 marzo 2013

      ".... Giuliano Amato. L’ex consigliere di Bettino Craxi che i grillini vedono come il fumo negli occhi per la sua pensione d’oro" E basta dipingerci come scemi! Amato non passerà per le sue porcate, per la sua ideologia, altro che per "la pensione d'oro". Quella sì, va tolta, insieme all'omertà mediatica sul vero ruolo che ha avuto quell'uomo negli anni bui della Repubblica.

    1. oggettivista 3 marzo 2013

      Ma finiamola di tirare sempre in ballo questa anonima massoneria pur di raccattare qualche consenso e senza fare nomi e cognomi.

    1. Georgejefferson 3 marzo 2013

      Ieri sera a la 7 Un prof.Universitario,Paolo Becchi,rinfaccia ,in sintesi,come tutte le forme giuridiche,compresa la costituzione,sono scelte umane,e che con Monti ci hanno messo le manette per un anno ed :"ora noi le mettiamo a monti le manette".
      .Con tutte le riserve del caso,e senza stupide illusioni.Ho avuto un sussulto di felicita...Fino a ieri le parole d'ordine erano "lo chiede l'europa,L'europa ci guarda,compiti a casa"...ora senti i camerieri a novanta fino a ieri,che ora parlano di mancanza di Leader e coraggio...Schifosi...Amato non deve andare a quirinale..Amato non deve andare al quirinale

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