DA STALINGRADO A GAZA CON AMORE

DA STALINGRADO A GAZA CON AMORE

DI GILAD ATZMON

gilad.co.uk

Benjamin Netanyahu, è fatto di una pasta diversa da quella di Ehud Barak. Diversamente da Barak, che è ossessionato solo dalla banale applicazione della forza militare, Netanyahu è preoccupato invece dalla “power of deterrence” ed è anche abbastanza intelligente da capire che le conseguenze di una invasione di terra della Striscia di Gaza potrebbero significare l'eliminazione totale di tale forza. Uno spiegamento su larga scala della fanteria è una cosa complicata. Si arriverebbe a violenti scontri con civili ostili in un territorio densamente popolato, con inevitabili casi di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, una condanna internazionale, un’inevitabile conflitto con gli alleati degli israeliani, e così via.Inoltre, un’ escalation di questo genere potrebbe dimostrare, ancora una volta la forza di resistenza della società palestinese, a differenza della vulnerabilità di quella israeliana. Lasciate che vi dica, non è questo che Netanyahu aveva in mente due settimane fa, quando ha deciso di eliminare solo qualche palestinese al fine di vincere le prossime elezioni israeliane.


Netanyahu preferisce uccidere i palestinesi da lontano, con missili, navi da battaglia, droni e F16. Israele ha avuto inizialmente un piano operativo limitato dell’operazione Pillar Cloud. Ma ai generali israeliani, non ci è voluto più di un paio d'ore per rendersi conto di essere stati colti di sorpresa da Hamas. Come in Libano del 2006, Israele era ben lontana dall'essere pronta per questo conflitto. Non si è riuscito a capire che Hamas si è preparata per questa battaglia. Questa mattina presto ho visto su BBC News, sventolare una bandiera palestinese in cima a una casa distrutta a Gaza e rasa al suolo da Israele durante la notte. Il messaggio era chiaro: Hamas è pronta a fare di Gaza una Stalingrado. I generali israeliani lo sanno e alcuni di loro sono abbastanza intelligenti da capire la sorte dei loro soldati, se dovessero decidere per un’ invasione di terra.

Non sono disposti a essere la Sesta Armata di Netanyahu.


Hamas ha chiaramente vinto questo round di violenza, è riuscita a spingere Israele verso l'angolo. Gli israeliani sono ora in attesa di Netanyahu e Barak per fermare l’ "immanente" minaccia balistica palestinese. Eppure, l'IDF non ha nessuna soluzione magica militare se non quella di un’invasione di terra.


Ma può lo Stato ebraico riscattare se stesso, Israele può davvero vincere questa situazione senza speranza? Assolutamente si. Basterebbe imparare ad amare il prossimo, accettare la causa palestinese, per capire che i razzi sono in realtà una lettera d'amore alla terra rubata, città, villaggi, campi e frutteti. Ma può lo Stato ebraico guardarsi allo specchio e capire tutto questo? Può lo Stato ebraico comprendere il suo peccato originale, la sua realtà come un'entità di saccheggio permanente e oppressivo ? Sì, certo che può, solo se smette di essere uno Stato ebraico.


Gilad Atzmon

Fonte: www.gilad.co.uk

Link: http://www.gilad.co.uk/writings/from-stalingrad-to-gaza-with-love.html



17.11.2012

Traduzione a cura di www.comedonchisciotte.org

Commenti (27)

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    1. siletti86 18 novembre 2012

      Oh, medioriente. Ci risiamo.
      Scritto da Uriel Fanelli

      Certe volte senti il bisogno di opporre del pensiero razionale a quanto si legge sui mass media mainstream. I media tedeschi danno spazio alla questione israeliana come politica estera -piuttosto remota- e quindi la tengono sottotono , mentre quelli italiani propongono la solita merda non-informativa. Non e' neanche piu' disinformazione, e' solo non-informazione. Non dicono le cose, i fatti.

      Fatto primo: la NATO e' morta. Morta significa "non piu' operativa". Ha ancora strutture ma non funzionano, non vengono piu' usate , e ormai solo la missione afgana sembra testimoniare una certa vitalita', ma testimonia anche la separazione tra i gradi di comando delle singole nazioni.

      Lo dimostra chiaramente l'intervento in ordine sparso durante le "primavere arabe", lo dimostrano chiaramente i fatti tra Turchia e Siria, e lo dimostra ancora di piu' la dinamica della morte dell'ambasciatore americano in Siria: a Sigonella c'e' un battaglione di forze speciali dei Marines, che intervenendo immediatamente potevano salvare l'ambasciatore (l'inseguimento dell'ambasciatore fino alla sua morte e' durato ore), ma la catena di comando non e' stata usata.

      La NATO non e' piu' operativa.

      Le ragioni sono storiche: non c'e' piu' il nemico per cui e' stata costruita. Inizialmente si e' detto che la Russia in fondo era ancora quella, ma oggi la Russia e' per l' Europa uno dei maggiori fornitori di energia, per l' Italia e' uno dei principali partner economici, per la Germania e' il corridoio ferroviario ad alta capacita' verso la Cina. L"idea di una guerra coi russi e' ridicola.

      Qualcuno aveva giustificato l'espansione della NATO in Polonia con l'esigenza di difendersi da un eventuale attacco iraniano, ma poi hanno guardato le carte geografiche e si sono messi a ridere. Ci hanno creduto forse solo i polacchi, o forse han solo fatto finta per prendere i soldoni americani.

      In secondo luogo sono cambiati i rapporti politici tra europa e USA, e specialmente dopo la guerra finanziaria che e' avvenuta, difficilmente qualche paese europeo spendera' una lira per difendere interessi anglosassoni.

      Detto che la NATO non e' piu' operativa, ne' politicamente ne' militarmente, Israele non puo' piu' sperare in ponti umanitari, soccorso militare , e se prima una Siria aggressiva o un Iran avrebbero causato una reazione NATO perche' stavano con l' URSS, oggi l' URSS non c'e' piu', e non c'e' un solo paese che spenderebbe un soldato per aiutarli.

      Dunque, Israele oggi decide la propria politica senza influenze NATO. Se prima si consultava con gli USA, oggi le decide in autonomia.(1)

      Fatto secondo: Iron Dome.

      Gli israeliani hanno sviluppato nel tempo un "corrispondente tattico" dei sistemi Patriot , detto Iron Dome, capace di fermare la stragrande maggioranza dei missili balistici. Inizialmnte era poco efficace e sollevava molte critiche, ma oggi e' finalmente maturo e ha fermato quasi tutti i missili di produzione iraniana partiti da Gaza.

      Questo scontro e' un test interessante, per sapere se svilupparlo ancora, e sinora sta funzionando egregiamente. Solo un missile ha colpito una zona abitata, un parcheggio, perche' era stata segnata come disabitata -era un grosso parcheggio- sui sistemi di difesa.

      Iron Dome puo' calcolare la traiettoria dei missili e aggredire solo quelli che cascano in zone popolate: questo significa che il rapporto tra il costo di un intercettore e quellodi un vettore va quasi alla pari nel caso dei Qassam e dei Grad, e diventa vantaggioso nel caso dei Faijr 5.

      Per questa ragione nonostante numerosi lanci ancora le vittime israeliane tendono a non salire, e questo test e' una prova che serve a mostrare agli iraniani la loro impotenza. Si tratta, cioe', di una prova di forza. E se il ratio di missili iraniani abbattuti rimane quella, qualcuno in Iran dovra' farsi da parte.

      Perche' e' cosi' importante questo test? Perche' costruire un sistema del genere in teoria e con le simulazioni serve a poco. E' molto piu' prezioso un grosso test sul campo, con un numero di missili imponente, in modo da raccogliere know-how, le cosiddette "lessons learnt", che consentono di migliorare ancora i sistemi d'arma. Il tutto nel timore che l' Iran inizi a lanciare missili.

      Se questo test va a buon fine, Israele potra' pianificare un attacco diretto contro l' Iran, senza dover temere rappresaglie missilistiche o l'aprirsi di un secondo fronte interno. La guerra su due fronti, infatti, e' la peggiore delle guerre perche' causa una contesa interna di risorse, spaccando gli stati maggiori.
      Terzo fatto: il cambio di strategia.

      Se prima Israele teneva una pressione costante sui terroristi usando le eliminazioni mirate, oggi preferiscono il metodo della grande mietitura. Uno-due anni di mera osservazione, spinta molto in profondita', seguita da una grande operazione, di breve durata ma intensissima, che colpisca in profondita' il nemico. Questa strategia si e' rivelata pagante in passato, e nonostante i problemi gravissimi mostrati nelle operazioni nel Libano del Sud, ha portato notevoli risultati in termini di stabilita'.

      E' probabile che Israele quindi usi ancora e di continuo questa strategia. Lunghi periodi di stasi militare, che consentono all'economia di ripartire, e gigantesche operazioni di pulizia sistematica, sostenute da molti dati raccolti pazientemente.

      Quarto fatto: le false primavere arabe.

      Le primavere arabe sono spinte e volute dall'Arabia Saudita, che coi suoi soldi sta lentamente colonizzando (religione+fucili) l'africa del nordest. Per i paesi africani e mediterranei la situazione e' delicata perche' rischiano i rapporti commerciali con l' Europa, e per i paesi della zona araba come il Dubai rischiano il crollo degli investimenti. In quale caso: nel caso si mostrino improvvisamente come un branco di feroci Jihadisti.

      Dunque, questi paesi "primaverili" sono impegnati in una sistematica ambiguita' che nasconda l'anima integralista e quindi terrorista dei nuovi governi , almeno per qualche anno.

      Israele intende stanare questi paesi, costringendo gli islamisti a venire allo scoperto, anche per far perdere loro contratti commerciali e rapporti politici.

      Quindi, l'operazione si estendera' ancora, fino a diventare insopportabile e causare l'uscita allo scoperto dei governi circostanti: Egitto, Libia, Tunisia, Algeria , ma anche la Turchia, prima o poi si toglieranno la maschera e si mostreranno al mondo per quel che sono. Regimi integralisti e terroristi con un bel vestito.

      Qual'e' quindi il punto mettendo tutto insieme?

      Il seguente:

      Israele sta oggi colpendo per primo allo scopo di far esaurire i missili e distruggere un possibile "secondo fronte" che potrebbe nascere in caso di attacco all' IRAN. Quindi, l'attacco e' pianificato. La pressione aumentera' enormemente, perche' si intende indurre il nemico in disperazione e portarlo ad usare TUTTI i suoi missili, o quasi.

      Contemporaneamente, questo sara' un banco di prova enorme per il software di Iron Dome, che e' per la prima volta nella storia di questi sistemi disaccoppiato (anche geograficamente) dalla parte che agisce, e quindi puo' essere facilmente aggiornato e migliorato. Se Iron Dome funziona, inizia il countdown per l'attacco all' IRAN, che diviene di fatto impotente, o almeno una minaccia molto ridimensionata per Israele. La pressione aumentera' per costringere gli islamisti a lanciare contro Iron Dome ogni missile che hanno.

      Come altro obiettivo, si conta di costringere i regimi islamisti con la maschera ad uscire allo scoperto per mostrare il loro vero volto. La pressione quindi aumentera' sino a costringere la "nuova" classe politica dei paesi "moderati" a mostrare il suo vero volto.

      Ultimo, Israele intende mostrare indipendenza rispetto ad USA ed UK, allo scopo di neutralizzare quelli che ritengono inutile trattare con loro, tanto basta andare negli USA o a Londra e parlare col vero capo. Per fare questo, la pressione aumentera' anche vicina al massimo tollerabile per Washington e Londra. Poiche' Obama e' un isolazionista spinto (per certi versi ancora piu' di Roosevelt) , questo limite e' MOLTO alto.

      Inoltre, Israele deve mostrare di poter reggere la pressione militare dei vicini nell'era Post-NATO.

      In definitiva, quindi, l'operazione sta per estendersi geograficamente, aumentare di intensita', aumentare di violenza, aumentare di peso politico. E diventera' sanguinosissima.

      E quando sara' finita non illudetevi: se Iron Dome regge, dopo qualche settimana, o un mese al massimo, iniziera' la campagna iraniana.

      Uriel

      (1) Ovviamente il discorso dei buoni rapporti non vale tra Turchia e Russia, e quando hanno realizzato questo i turchi hanno avviato un programma di costruzione di ICBM.

    1. siletti86 18 novembre 2012

      Il fatto che "questa volta l'armadio non avrebbe più la capienza necessaria a contenere tutti gli scheletri"!

    1. Mondart 18 novembre 2012

      PS: Insomma una TESI ( globalismo ) può essere limitata dal divenire a sua volta assolutismo solo dalla sua ANTITESI ( statalismo ) se armonizzantesi in SINTESI di entrambi gli assunti ...


      Per questo è parziale la conclusione di Atzmon, in quanto anche l' autoritarismo di uno "stato globale" potrebbe semplicemente e facilmente rivolgersi negativamente contro la popolazione interna, del tutto similmente a quanto sta oggi accadendo nei demonizzati stati nazione.

      Altro paio di maniche se il "guscio" sovranazionale e il "vero nucleo e sostanza civile e sociale" locale-nazionale-interno si bilanceranno limitandosi a vicenda ... come appunto fanno gli assunti archetipici di "madre" e "padre", dai quali scaturisce ogni struttura sociale.

      Assunti fin qui visti storicamente e socialmente in antitesi ( tra le tante lenti con cui è possibile leggere la Storia, vi è infatti anche l' alternanza di pensiero patriarcale vs. pensiero matriarcale ), e che sarebbe forse tempo di armonizzare e condensare ...

      E questo storicamente sono sempre stati individui e pensatori di quella stessa etnìa ebraica a dirlo, mica mia nonna ...

    1. Mondart 18 novembre 2012

      ( OUT NON OUT ): Voglio riproporre qui un fil rouge molto terra-terra, che lega la conclusione ( genuina ? tendenziosa ? parziale ? ) di questo articolo con un' attuale dibattito su "poliziotti" e braccio ultimo del potere, e alcuni miei precedenti commenti su una possibile "civiltà matriarcale interna" ( o dell' esistenza garantita ) ...


      Il potere, in ultima analisi, altro non è che questo: ossia la leva indiretta, il poter agire per interposta persona, l' impersonalità del comando piramidale.

      ORA: il poliziotto della manifestazione in piazza, il soldato dell' esercito israeliano, come si comporterebbero se la loro sussistenza fosse comunque, anche minimamente, garantita da un salario di cittadinanza ?? Se il loro agire fosse slegato dalla sussistenza, sarebbero ancora mero "braccio", o non farebbero vivaddio intervenire nella loro azione anche la NATURALE capacità di discernimento ??

      Ecco che tutto si sgonfierebbe ed assumerebbe la connotazione di quella bolla di sapone che è ... una bolla forzatamente tenuta in vita dalla semplice "struttura" ... Una struttura che potrebbe molto più vantaggiosamente conformarsi appunto in un nucleo sociale "matriarcale" inserito in un contesto di controllo che sì avrebbe una connotazione per forza di cose "patriarcale", ma LIMITATA dalla struttura interna stessa.

      Utopia ??

    1. Mondart 18 novembre 2012

      Frase di chiusura densissima, che apre a tutto "un mondo" di possibili corollari e considerazioni, ai più svariati livelli di lettura. Non solo in negativo.

    1. BaronCorvo 18 novembre 2012

      "Sì, certo che può, solo se smette di essere uno Stato ebraico."

      Ma come si fa a accettare che esista uno stato etnico, in questo caso ebraico? Se un marocchino acquista legittimamente la cittadinanza italiana è un italiano a tutti gli effetti. Invece uno che ha la cittadinanza israeliana se non è ebreo, nonostante le leggi, si trova ad essere un cittadino di serie b. Sulla silenziosa (ma non troppo per la verità) discriminazione degli israeliani non ebrei trovate tutte le testimonianze che volete sul web.

      Intanto i non ebrei non sono nell'inno nazionale e molti richiedono un cambiamento nel testo:

      http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/israel-should-consider-altering-its-anthem-to-include-non-jews-1.415989

      Questi i preoccupanti risultati di un sondaggio di Haaretz di pochi mesi fa:

      http://arabhra.files.wordpress.com/2012/11/2012-israeli-jewish-public-opinion-info-sheet.pdf

      L'unica cosa positiva è che molti ebrei della diaspora e alcuni di Israele si cominciano a rendere conto dell'assurdità e del rischio a cui andiamo tutti incontro per non voler superare certi criteri tribali preistorici come la religione e l'etnia.

    1. Aironeblu 18 novembre 2012

      "Si arriverebbe a violenti scontri con civili ostili in un territorio densamente popolato, con inevitabili casi di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, una condanna internazionale, un’inevitabile conflitto con gli alleati degli israeliani, e così via.

      Accipicchia che ottimismo, e quale sarebbe il fattore che questa volta porterebbe ad una condanna internazionale dei crimini contro l'umanità made in Sion?

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