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DA QUANDO HO ABBANDONATO LE SPERANZE, MI SENTO MEGLIO

DI WILLIAM BLUM
Killing hope

”Più che in ogni altro momento nella storia, il genere umano ora è a un bivio. Una strada porta alla disperazione e a uno scoraggiamento totale, l’altra alla totale estinzione. Preghiamo di avere la saggezza di scegliere correttamente.” —
Woody Allen

Rivolte per il cibo, in dozzine di paesi, nel 21° secolo. È questo che immaginavamo durante il 20° secolo, dopo la seconda guerra mondiale e lo sbarco sulla luna, come glorioso futuro dell’umanità? Non è la fine del mondo, ma da qui si riesce quasi a vederla.

Una volta lo scrittore americano Henry Miller (1891-1980 – nella foto) affermò che il ruolo dell’artista era “inoculare al mondo il disinganno”. Così, nel caso che – per qualsiasi bizzarra ragione – restiate attaccati alla credenza/speranza che gli Stati Uniti possano essere una forza positiva nel porre fine o rallentare il nuovo salto nella fame globale, ecco alcuni fatti della vita che disingannano.

Il 14 dicembre 1981 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite fu proposta una risoluzione che dichiarava come “educazione, lavoro, cure sanitarie, un nutrimento decoroso, lo sviluppo nazionale sono diritti umani”. Si noti il “nutrimento decoroso”. La risoluzione fu approvata con una votazione di 135-1. Gli Stati Uniti furono gli unici a votare “No”.

Un anno più tardi, il 18 dicembre 1982, nell’Assemblea Generale venne proposta una risoluzione identica. Fu approvata con una votazione di 131-1. Gli Stati Uniti furono gli unici a votare “No”.

L’anno successivo, il 16 dicembre 1983, la risoluzione fu proposta ancora, una pratica comune alle Nazioni Unite. Questa volta venne approvata con una votazione di 132-1. Non c’è bisogno che vi dica chi fu l’unico a votare “No”.

Queste votazioni ebbero luogo sotto l’amministrazione Reagan.

Sotto l’amministrazione Clinton, nel 1996, un Vertice mondiale sull’alimentazione sponsorizzato dalle Nazioni Unite affermò il “diritto di ognuno ad avere accesso a cibo sicuro e nutriente”. Gli Stati Uniti si dichiararono contrari, insistendo di non riconoscere un “diritto al cibo”. Washington invece promosse il libero scambio come chiave per porre fine alla povertà alla radice della fame, ed espresse timori che il riconoscimento di un “diritto al cibo” potesse portare ad azioni legali di nazioni povere che avessero cercato di ottenere aiuti e disposizioni commerciali particolari. [1]

Naturalmente la situazione non è migliorata sotto l’amministrazione di George W. Bush. Nel 2002, a Roma, in un altro Vertice mondiale sull’alimentazione i leader mondiali approvarono di nuovo una dichiarazione sul diritto di chiunque a “cibo sano e nutriente”. Gli Stati Uniti hanno continuato ad opporsi alla frase, temendo ancora che li avrebbe lasciati esposti a future azioni legali da parte di paesi colpiti da carestie. [2]

Insieme a chiedere ai leader americani di diventare degli esseri umani decenti dovremmo cercare di ridare vita al movimento per il controllo della popolazione. I tassi di natalità devono essere radicalmente controllati. A parità di ogni altra condizione, una popolazione nettamente ridotta avrebbe un effetto nettamente benefico sul riscaldamento globale e sulla disponibilità di cibo e acqua (per non parlare di trovare un parcheggio e un sacco di altri vantaggi). La gente, dopo tutto, non sta mangiando di più. Semplicemente ci sono più/troppe persone. Alcuni favoriscono la limitazione delle famiglie a due figli. Altri sono a favore di un figlio per famiglia. Altri ancora, che passano una gran parte di ogni giorno a digerire le orribili notizie del mondo, chiedono un limite di zero. (Il governo cinese ha recentemente annunciato che il paese avrebbe circa 400 milioni di persone in più se non fosse per il suo limite di uno e due figli per coppia. [3])

E fintanto che stiamo lottando per cause disperate, aggiungiamoci la richiesta che le aziende coinvolte nell’aumento alle stelle del costo del petrolio – trascinando con sé i costi alimentari – debbano o mostrare immediatamente una cospicua coscienza sociale o rischiare di essere nazionalizzate, e i loro dirigenti portati via in tute arancioni, ammanettati e con i ceppi ai piedi. Lo stesso per altre aziende e politici coinvolti nel promuovere la sostituzione di coltivazioni alimentari con coltivazioni di biocarburanti o nello sfruttamento di uno degli altri gradini lungo il sistema della catena alimentare che mettono il rigonfiamento dei redditi prima del dare da mangiare alla gente. Qui non parliamo di fenomeni meteorologici non controllabili dall’uomo, parliamo di uomini che prendono decisioni basate non sui bisogni delle persone ma su meccanismi pseudoscientifici e amorali come domanda e offerta, borse merci, future sui cereali, vendita allo scoperto, e altre forme di speculazione, tutte alimentate e moltiplicate dalla proverbiale mentalità del gregge – un sistema governato da due sole cose: paura e avidità; non un modo razionale per alimentare un mondo di esseri umani.

Il Wall Street Journal riferisce che il gigante della lavorazione dei cereali Archer-Daniels-Midland Co. ha detto che i suoi profitti trimestrali “hanno fatto un balzo del 42%, compreso un aumento di sette volte del reddito netto nella sua unità che immagazzina, trasporta e commercia granaglie come frumento, mais e soia. […] Alcuni osservatori pensano che la speculazione finanziaria abbia contribuito a spingere in alto i prezzi man mano che durante l’anno scorso ricchi investitori hanno inondato il mercato dei prodotti agricoli in cerca di migliori ritorni.” [4] Allo stesso tempo il ministero dell’agricoltura francese metteva in guardia i funzionari dell’Unione europea dalla “troppa fiducia nel libero mercato. Non dobbiamo lasciare il problema vitale di dare da mangiare alla gente alla mercé delle leggi del mercato e della speculazione internazionale.” [5]

Andrebbe osservato che negli Stati Uniti il prezzo della benzina aumenta regolarmente, ma non c’è alcuna scarsità di offerta. Non ci sono file di auto in attesa ai distributori. E la domanda è in calo dato che gli automobilisti a corto di soldi riducono l’uso dell’auto.

Agenti segreti senza confini

Quando Andreas Papandreou assunse nel 1964 i suoi incarichi ministeriali nel governo greco guidato da suo padre George Papandreou fu scioccato nello scoprire un servizio segreto fuori controllo, un governo ombra con poteri al di là dell’autorità dei leader nominali della nazione, un servizio più leale alla CIA che al governo Papandreou. Questa era una cosa naturale per molti paesi durante la guerra fredda, quando la CIA poteva abbagliare un servizio segreto straniero con diavolerie tecnologiche, lezioni di spionaggio, informazioni vitali, soldi senza limiti, e mistica e propaganda americane. Molti dei servizi segreti del mondo hanno fornito a lungo alla CIA informazioni sui propri governi e sui propri cittadini. La natura di buona parte di queste informazioni è stata tale che se un privato cittadino dovesse passarle a una potenza straniera potrebbe essere incriminato per tradimento. [6]

Il presidente ecuadoriano di sinistra Rafael Correa ha dichiarato in aprile che i sistemi di intelligence ecuadoriani erano “totalmente infiltrati e soggetti alla CIA”, e ha accusato alti ufficiali delle forze armate del suo paese di condividere informazioni con la Colombia, il principale (se non l’unico) alleato dell’amministrazione Bush in America latina. Il mese precedente dei missili erano stati lanciati in un campo dei ribelli delle FARC colombiane posto in Ecuador presso il confine colombiano, uccidendo circa 25 persone. Uno dei morti era Franklin Aisalla, un membro ecuadoriano del gruppo. È emerso che ufficiali dei servizi segreti ecuadoriani ne avevano seguito le tracce, un fatto di cui il presidente non era stato informato, ma apparentemente le forze colombiane e i loro consiglieri militari americani sì. “Io, il presidente della repubblica, ho scoperto queste operazioni leggendo il giornale”, ha detto un Correa visibilmente indignato. “Questa non è una cosa che possiamo tollerare.” Ha aggiunto che progettava di ristrutturare i servizi segreti in modo da avere un maggiore controllo diretto su di essi. [7]

Di solito sui media mondiali si allude alle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) come a un gruppo “marxista”, ma da molti anni questo titolo non è appropriato. Da molto tempo le FARC sono sostanzialmente un’organizzazione criminale – rapimenti a scopo di riscatto, rapimenti senza una ragione apparente, vendita di servizi di protezione ad aziende, traffico di droga, lotta contro l’esercito colombiano per continuare le loro attività criminali o per vendicare la morte dei compagni. Ma Washington, partendo dalla sua ideologia dichiarata “Se non sei con noi, sei contro di noi; in realtà, se non sei con noi sei un terrorista”, hanno definito le FARC un gruppo terrorista. Ogni definizione dichiarata di “terrorista”, dall’FBI alle Nazioni Unite al codice penale USA, chiarisce che il terrorismo è essenzialmente un atto politico. Questo dovrebbe logicamente escludere le FARC da questa categoria ma, in realtà, ciò non ha effetto sul pensiero di Washington. E ora l’amministrazione Bush sta minacciando di aggiungere il Venezuela all’elenco di “nazioni che appoggiano il terrorismo”, seguendo la pretesa colombiana di aver catturato un computer appartenente alle FARC dopo l’attacco al campo del gruppo in Ecuador. Ci dicono che un file che sarebbe stato trovato su tale computer suggerisce che il governo venezuelano avrebbe convogliato 300 milioni di dollari alle FARC, e che queste sarebbero sembrate interessate ad acquistare 110 libbre di uranio. [8] E poi? Chávez si sarebbe incontrato in quel campo con Osama bin Laden?

Fra i membri delle FARC uccisi nell’attacco colombiano in Ecuador ce n’erano diversi coinvolti nelle trattative per la liberazione di Ingrid Betancourt, un’ex candidata alla presidenza colombiana che è anche cittadina francese ed è gravemente malata. Il governo francese e il presidente venezuelano Hugo Chávez sono stati molto attivi nel cercare di ottenere la liberazione della Betancourt. Collaboratori di Chávez quest’anno hanno scortato un totale di sei ostaggi liberati dalle FARC, compresi quattro ex parlamentari colombiani. Il prestigio così acquistato da Chávez naturalmente non ha fatto contenti gli ideologi di Washington. Se Chávez avesse un ruolo nella liberazione della Betancourt – il più importante prigioniero delle FARC – il suo prestigio aumenterebbe ancora di più. L’incursione sul campo ha posto fine alle trattative relative alla Betancourt, almeno per il prossimo futuro.

L’incursione portava la firma dei militari americani/CIA – un aereo senza pilota Predator ha lanciato “bombe intelligenti” dopo aver individuato il punto monitorando una telefonata satellitare fra un capo delle FARC e Chávez. Un funzionario del ministero della difesa colombiano ha ammesso che gli Stati Uniti avevano fornito al suo governo informazioni usate nell’attacco, ma ha negato che Washington avesse fornito le armi. [9] Il New York Times ha osservato che “questa operazione realizzata prima dell’alba ha notevoli somiglianze con quella condotta alla fine di gennaio dagli Stati Uniti in Pakistan.” [10]

E così cosa abbiamo? Washington ha mandato all’altro mondo un paio di dozzine di terroristi (o “terroristi”) senza alcun tipo di processo giudiziario. Ingrid Betancourt continua ad essere imprigionata, ormai da quasi sei anni, ma un altro dei piani cattivo-comunisti di Hugo Chávez è stato frustrato. E la CIA – come con le sue rendition a scopo di tortura – ha dimostrato ancora una volta la sua spaventosa potenza: chiunque, ovunque, in qualsiasi momento, qualsiasi cosa, al diavolo tutte le leggi interne e internazionali, e nessuna bugia è troppo grande.

“Dopo una tale conoscenza, quale perdono?” T.S. Eliot

Il pastore di Barack Obama, Jeremiah Wright, il 28 aprile ha tenuto una conferenza stampa al National Press Club di Washington, durante la quale gli hanno fatto domande sulla sua precedente affermazione che il governo USA aveva inventato il virus dell’HIV, che causa l’AIDS, “come uno strumento di genocidio contro la gente di colore”.

Wright non ha offerto alcun tipo di prova in appoggio alla sua asserzione. Cosa ancora più importante, l’asserzione ha poco senso. Perché il governo USA vorrebbe spazzare via la gente di colore? Indubbiamente molti suo funzionari, ora come un tempo, sono o sono stati razzisti, ma il sistema capitalista in patria e il suo fratello imperialista all’estero non hanno alcuna necessità dominante ideologica o di realpolitik per un tale genocidio. Durante i sette decenni della guerra fredda l’élite di potere americana era molto più interessata a un genocidio di “comunisti”, di qualsiasi colore, ovunque si potessero trovare. Furono fatte ricerche relative a molte armi che avrebbero potuto promuovere quest’obiettivo, compreso, apparentemente, un virus simile all’HIV. Meditate su questo: il 9 giugno 1969 il dr. Donald M. MacArthur, vice direttore, Ricerca e ingegneria, Dipartimento della difesa, testimoniò dinanzi al Congresso:

Entro i prossimi 5-10 anni, probabilmente sarebbe possibile creare un nuovo microrganismo infettivo che potrebbe differire in alcuni importanti aspetti da qualsiasi organismo patogeno noto. Il più importante di questi è che potrebbe essere refrattario [resistente] ai processi immunologici e terapeutici dai quali dipendiamo per mantenere la nostra relativa libertà dalle malattie infettive. [11]

Se gli Stati Uniti abbiano effettivamente sviluppato un simile microrganismo e cosa ci abbia fatto non è stato riferito. L’AIDS è stato identificato per la prima volta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie americani nel 1981. È certamente possibile che la malattia sia sorta come un risultato di esperimenti del Dipartimento della difesa, e si sia poi diffusa come conseguenza involontaria.

Se pensate che i nostri leader, per quanto malvagi siano, non si abbasserebbero a nessun tipo di guerra biologica o chimica contro la gente, tenete presente che bel 1984 un esule cubano anticastrista, sotto processo in un tribunale di New York, ha testimoniato che alla fine del 1980 una nave viaggiò dalla Florida a Cuba con “la missione di portare dei germi per introdurli a Cuba perché fossero usati contro i sovietici e contro l’economia cubana, per cominciare quella che era chiamata guerra chimica, che più tardi produsse risultati che non erano quelli che ci aspettavamo, perché pensavamo che sarebbero stati usati contro le forze sovietiche, e furono usati contro il nostro stesso popolo, e con questo noi non eravamo d’accordo.” [12]

Non è chiaro dalla testimonianza se il cubano pensava che i germi sarebbero stati in qualche modo capaci di confinare la propria azione solo ai russi. Questo è stato solo uno dei molti casi in cui la CIA o il Dipartimento della difesa ha usato armi biologiche o chimiche contro Cuba e altri paesi, compreso negli Stati Uniti contro americani, a volte con conseguenze fatali. [13]

Infrangere la barriera dei media

”Prendete quel modello di persone che si sentono chiuse fuori, tagliate fuori, emarginate, non rispettate, e andate dall’Iraq alla Palestina a Israele, dalla Enron a Wall Street, da Katrina al pasticciare dell’amministrazione Bush, alla complicità dei democratici nel non fermarlo sulla guerra, sui tagli alle tasse […] Se i democratici quest’anno non riescono a vincere con una maggioranza schiacciante, dovrebbero solo finirla, chiudere bottega, emergere in una forma diversa. Pensate che il popolo americano voterà per un John McCain favorevole alla guerra che dà quasi l’indicazione di essere il candidato della guerra perpetua, dell’intervento perpetuo all’estero?”

Così ha parlato Ralph Nader mentre annunciava la sua candidatura presidenziale al un uditorio nazionale in febbraio a “Meet the Press” della NBC. Il giorno dopo le sue parole sono apparse sul Washington Post, sul Kansas City Star, sull’Associated Press, sul Fort Worth Star-Telegram, sull’International Herald Tribune, e in numerose altre pubblicazioni, agenzie stampa, e siti web in tutto il mondo. E sono state ripetute anche altre parti della sua intervista, come questa sul Washington Post: “Andiamo oltre e cerchiamo di avere una democrazia varia, con diverse scelte e diversi partiti, come ce l’hanno in Europa occidentale e in Canada.”

È per questo che Ralph Nader si candida. Perché le nostre opinioni abbiano udienza nei media mainstream (che spesso, giustificabilmente, guardiamo dall’alto in basso, ma di cui siamo costretti a servirci), e offrire agli americani un’alternativa ai partiti politici gemelli e gemellissimi e ai loro candidati fatti con lo stampino con le loro anime da status-quo-lunga-vita-all’impero. La candidatura di Nader non è eminentemente degna? Ma come sempre affronta ostacoli formidabili, fra i quali c’è quanto osservò una volta H. L. Mencken: “Gli uomini che il popolo americano ammira più alla follia sono i bugiardi più spericolati; gli uomini che detesta più violentemente sono quelli che cercano di dirgli la verità.”

William Blum (The Anti-Empire Report n°57)
Fonte: http://www.killinghope.org
Link: http://members.aol.com/bblum6/aer57.htm
1.05.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LUCA TOMBOLESI

Ecco un paio di candidature a cui contribuire con tempo e denaro:

Ralph Nader — http://www.votenader.org/

Cindy Sheehan, candidata al Congresso a San Francisco contro Nancy “L’impeachment non è all’ordine del giorno” Pelosi — http://www.cindyforcongress.org/

Conferenza “Costruire un mondo nuovo”

Il 22-25 maggio, presso la Radford University, Radford, Virginia, a 5 di auto da Washington, DC. Cindy Sheehan, Kathy Kelly, Michael Parenti, David Swanson, Gareth Porter, William Blum, Medea Benjamin, Gary Corseri, Mike Whitney, Kevin Zeese, Robert Jensen, e altri. Vitto e alloggio disponibili a prezzi ragionevoli. Tutti i particolari a: http://www.wpaconference.org/

NOTE

[1] Washington Post, 18 novembre 1996

[2] Agenzia stampa Reuters, 10 giugno 2002

[3] Washington Post, 3 marzo 2008

[4] “Grain Companies’ Profits Soar As Global Food Crisis Mounts”, Wall Street Journal, 30 aprile 2008, p. 1

[5] Washington Post, 27 aprile 2008, p. 13

[6] William Blum, Killing Hope [ed. it. Il libro nero degli Stati Uniti, Fazi editore], pagine 217-218

[7] New York Times, 21 aprile 2008

[8] New York Times, 4 marzo 2008

[9] Agence France Presse, 24 marzo 2008

[10] New York Times, 21 aprile 2008

[11] Udienze di fronte alla House Subcommittee of the Committee on Appropriations [sottocommissione della Commissione per gli stanziamenti della Camera dei rappresentanti], “Department of Defense Appropriations for 1970”

[12] Testimonianza di Eduardo Victor Arocena Perez, sotto processo presso il tribunale distrettuale federale per il Distretto sud di New York, trascrizione del 10 settembre 1984, pp. 2187-89.

[13] William Blum, Rogue State [trad. it. Con la scusa della libertà, M. Tropea editore], capitoli 14 e 15.

Pubblicato da Davide