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CROLLANO GLI UTILI DELLE BANCHE ITALIANE (Non) tutto va bene madama la marchesa

FONTE: SOLLEVAZIONE (BLOG)

Sfatata la leggenda che le banche italiane sono in ottima salute

Siamo assidui lettori, tra gli altri quotidiani, de Il Sole 24 Ore. Testata, com’è noto, di stretta osservanza confindustriale. Ove per Confindustria deve intendersi non più l’unione degli industriali veri e propri, ma il sancta sanctorum del capitale finanziario italiano.
Non è quindi strano che anche Il Sole pratichi la censura. La quale può agire in diverse maniere: la forma più cruda è quella di non dare una notizia, pur rilevante, la seconda è quella di darla, ma di confezionarla in maniera tale che essa sia innocua o addirittura deviante. La notizia di cui vogliamo oggi parlarvi ha meritato la censura di primo grado. Si tratta non di una bazzecola ma del crollo degli utili delle banche italiane nel triennio 2007-2009.I numeri, nudi e crudi, sono stati forniti sì da Il Sole, ma in una recensione a pagamento (“informazione pubblicitaria”), pagata dalla piccola banca SANFELICE e in una pagina di uno dei supplementi dell’edizione del 7 aprile.
Vediamo questo dati che indicano la variazione degli utili di alcuni istituti bancari tra il 2007 e il 2009 in migliaia di € :

Come ognuno può vedere, i numeri smentiscono la leggenda che il sistema bancario italiano non sia stato gravemente colpito dalla crisi venuta avanti nel 2007  e precipitata nel crack finanziario del settembre 2008.
«Le banche italiane non sono state travolte dalla crisi perché sono sane, non perché siano obsolete. Hanno i loro attivi impegnati al 70-80% in credito alla clientela e quindi non hanno spazio per investimenti in titoli tossici o in speculazioni finanziarie che, quando sono state fatte, non sono solo dovute ad un eccesso di ingordigia che riguardava il funzionario di banca, ma anche all’interlocutore che aveva intravisto la possibilità di guadagnare bene e di sfamare la sua ingordigia, come il panettiere che voleva ampliare la sua attività». 

Questo affermava Corrado Faissola, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, nel settembre scorso. Visti i numeri sul crollo degli utili verrebbe da chiedersi: e che sarebbe accaduto se, per “disgrazia”, le banche italiane si fossero trovate in pancia dosi ben più elevate di titoli tossici? Ve lo lasciamo immaginare.
Comunque, la realtà è che anche senza troppi titoli tossici, nonostante siano ricorse meno ai Derivati, le banche italiane se la passano malissimo.
E da cosa è stata causata la slavina  delle redditività? Anzitutto dall’aumento esponenziale delle perdite sui crediti, e solo in subordine dal contenuto margine d’interesse condizionato dalle pressioni sugli spread e dal ridotto tasso d’interesse.
In poche parole la recessione ha causato un incremento grandissimo degli incagli e delle sofferenze: aziende, famiglie e singoli non restituiscono alle banche creditrici i debiti contratti. 

Capitalismo per capitalismo, caro Faissola, non è che avere impieghi diversi dagli altri sia di per sé positivo! Dipende se questi crediti sono esigibili. E si vede nero anche per il 2010. La qualità degli asset, lo stato patrimoniale delle banche, si stanno deteriorando rapidamente, col rischio che in Italia avvenga che sia la recessione prolungata a determinare il crack delle banche, non escluse quelle “too big to fail”.

Fonte: http://sollevazione.blogspot.com/
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/04/crollano-gli-utili-delle-banche.html#more
8.04.2010

Pubblicato da Davide

  • maristaurru

    le banche Italiane sono ottuse e miopi. Hanno contribuito per i più svariati motivi alla rovina di piccole imprese e famiglie, convinte nella loro pochissima lungimiranza di potersene fregare del mercato interno, dei piccoli clienti visti solo come caciottari da pelare, Non hanno tenuto sotto controllo le loro burocrazie, come fanno anche i governi d’altra parte, i risultati, ampiamente previsti e denunciati ab illo tempore da associazioni degli utenti bancari, si mostrano ora. Raccolgono quello che hanno seminato.. ora che vadano dai soliti 4o5 clienti storici , e vedano di recuperare dalla voragine in cui è sparita la ricchezza del paese, quello che ne resta. In fondo son padrone di mezza italia: case, botteghe, assicurazioni, giornali, ospedali, centrali elettriche, evia ballando suonando e cantanto, noi siamo ricchi se abbiamo ereditato a caro prezzo la casa della famiglia e ci paghiamo tasse e balzelli, usurati e taglieggiati da sta gente sempre immune, cosa ci può caèpitare di peggio ? Loro hanno un crollo degli utili? Ma che tirino fuori gli sghei!! Sono ditte private, un commerciante se fa meno utili, si toglie il suo stipendiuccio e stringe le spese, non ha i mille mezzi che hanno i commercianti di danaro per pagare meno tasse, anzi, arriva la deliziosa Agenzia delle Entrate e contro ogni evidenza pareggia il piccolo bottagaio alla bottega di Via condotti, intanto ti tassa poi , se ci riesci, recuperi il maltolto. Credete che questo capiti a banche , Assicurazioni, Spa di servizi?
    Per questi ci vorrebbe un inferno dantesco ove espiare in eterno

  • grillone

    spero di sbagliarmi, ma secondo me, il peggio deve ancora venire per quanto riguarda la crisi finanziaria, le banche, il debito pubblico, ecc.

  • osva

    E allora? Che ce ne fotte degli “utili” delle banche? Non gli sono bastati gli ettolitri di sangue che già ci hanno succhiato? Di cosa dobbiamo avere paura? Del licenziamento di qualche centinaio di bancari che aumenterebbero dello 0,00001% la disoccupazione in Italia? Ma che paura!!!!
    Io ho una zappa per tutti, bancari e banchieri: da mangiare non mancherà a nessuno!! Maledetti!!!

  • nettuno

    Come al solito SOLLEVAZIONE (BLOG) , solleva la merda. Lo scopo del Blog e di alimentare lo sandalo senza dare delle soluzioni e indicare perchè è succeso tutto questo. Quindi se pensate che rimescolare o sollevare la merda non faccia per voi, andate su questo sito __http://www.studimonetari.org/ ___

  • AlbertoConti

    Anche la più clamorosa delle rapine è destinata a concludersi. Sarebbe l’occasione buona per ristatalizzare le banche una volta fallite, nella logica di questo capitalismo delinquenziale, cioè prima farci cornuti e poi mazziarci. Ma sarebbe anche l’occasione buona per farla finita una volta per tutte, se solo si capirà a fondo la truffa, cosa possibile visto che la fame aguzza l’ingegno, anche il più scarso e massificato.

  • maumau1

    nettuno ma perchè farnetichi?
    ce ne fossero di siti come questo..
    che riprende notizie nascoste(quelle del sole 24ore)e censurate da tutti i media e telegiornali per evitare la corsa alle banche…speriamo che i piccoli risparmiatori corrano zitti zitti a riprendersi i loro depositi altrimenti come in Argentina rimarranno senza..(mentre i grossi depositari riuscirono a prendersi i loro 50miliar di euro in una notte)

    le due più grosse banche sono di fatto insolvibili per oltre il 50%
    quindi detto tra noi non hanno più i soldi da ridarci..se li sono bruciati o portati nei paradisi fiscali ,diciamo entrambi..
    come dire i guadagni di 7miliardi l’anno che Unicredit ha fatto ogni anno ,dove sono?
    Si in parte ci ha comprato beni immobili in Italia ma gli altri dove sono?
    Al sicuro nei paradisi fiscali..

    Però le perdita che hanno o i mancati guadagni attuali e futuri non li ripianano prendendoli appunto dai paradisi dove li hanno messi..preferirebbero fallire..e non pagare i creditori(ossia i cittadini!)
    piuttosto che prelevarli da li ammesso che possano colmare le voragini ma sicuramente porre un freno al fallimento si.

    Ora a questo punto chiedere soldi allo stato non se ne parla non avendo esso un euro.. ed un debito pauroso sempre con le banche..
    quindi diversamente da USA ed UK lo stato non può inglobare le banche pagandone i debiti..
    però le principali detentrici del debito di circa 1.8trilioni potrebbe chiedere allo stato di essere pagato..e se lo stato non può pagare pignorarne i beni demaniali(lo sta già facendo come con l’acqua,il centro storico dell’Aquila che andrà alle banche per questo nessuno ha ricostruito le case senza valore storico nel centro,ma hanno sfollato i cittadini nella new town,monumenti etc..)

    quindi niente di buono..

    non so se crollerrano i principali detentori del debito italiano Unicredit e Intesa(il 60% circa)le altre non hanno questa possibilità e sono più a rischio..

    ciao

  • ilnatta

    Ma dove sta la notizia clamorosa? solo perchè il sole non l’ha messa in prima pagina allora è “una notizia oscura”? ma lo si sapeva benissimo dei crolli negli utili delle banche!
    ad ogni modo penso che qualcuna salterà e ci saranno altre lacrime da versare, perchè non so chi abbia la possibilità di comprarsele e rimetterle in sesto senza costo sociale!

  • ciro

    La vera domanda che ci si dovrebbe fare è: come fanno le banche con la crisi e tutte queste perdite sui crediti a fare utili?

    Evidentemente spennano noi. Leggete per esempio cosa sta succcedendo ora con le obbligazioni bancarie [banca-del-risparmio.blogspot.com]