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CRISI SISTEMICA, VERSO UN ALTRO DEBITO EUROPEO !

DI GILLES BONAFI
gillesbonafi.skyrock.com

Qua e là si sentono voci che sostengono che l’Europa imploderà e che la Grecia, nonostante l’adozione del piano di austerità, sarà la prima a cadere, seguita da Spagna, Portogallo e Italia. Ciò non accadrà perché tutti i paesi europei sono legati fra loro in un immenso domino finanziario di debiti. Difatti, il fallimento di uno innescherebbe una caduta a catena degli altri. Per dimostrare ciò, niente di più utile del grafico qui sotto, che illustra la connessione europea della rete di debito. Inoltre, le grandi banche europee si trovano direttamente esposte in Grecia, come ad esempio il Crédit Agricole, che, secondo il Wall Street Job Report, è la banca più colpita dalla crisi.

Nell’agosto 2006, infatti, il Crédit Agricole aveva assunto il controllo del 72% della banca Emporiki (terza per numero di sportelli e quinta per gli attivi in Grecia) per due miliardi di euro. Emporiki aveva poi generato, secondo Reuters, una perdita netta di 582,6 milioni di euro nel 2009, dunque: guai all’orizzonte!

Nella foto: Dominique Strauss-Kahn direttore generale del FMI

Debiti dei paesi europei in difficoltà. Fonte: Bank for International Settlements

Secondo le statistiche della Banca dei regolamenti internazionali, se si aggiungono Spagna e Portogallo, l’esposizione delle banche francesi salirebbe ad un ammontare di 306 miliardi di dollari, un vero e proprio suicidio se si abbandonassero questi paesi alla loro sorte. L’unica soluzione si trova nella creazione di una struttura che metta in atto delle condizioni risolutive e che consenta di sanare i crediti a rischio, un’Agenzia Europea del Tesoro che presti in nome dell’ Europa, come ho annunciato nel mio articolo Crisi Sistemica: le soluzioni ( n° 1 : l’Euro)

Un Cers, comitato europeo del rischio sistemico, verrà presto messo in opera, così come un Fondo Monetario Europeo (FME), associato ad un sistema europeo di sorveglianza finanziaria. (SESF). (1) Per convincersene, basta leggere le recenti dichiarazioni dei maggiori protagonisti di questa crisi sistemica. Eccone qui una lista:

– Dominique Strauss-Kahn direttore generale del FMI nel marzo 2010:

«Necessitiamo di un’autorità europea per la risoluzione delle crisi, dotata di potere e di strumenti per gestire nel miglior modo il caso di cedimenti di banche transfrontaliere».

– Jacques Attali nel suo articolo « Dirigeants de l’Europe, agissez ! » il 4 maggio 2010:

« Deve essere decisa, già da domani, la creazione di un’Agenzia europea del Tesoro, immediatamente autorizzata al prestito in nome dell’Unione, e di un fondo budgetario che abbia mandato di controllo sulle spese dei paesi il cui debito supera l’ 80% del PIL» (L’Express)

– Philippe Chalmin professore di economia a Paris Dauphine, membro del Consiglio di analisi economica per il Primo Ministro il giorno 8 Maggio 2010 :

« Ai fautori della sovranità che tentano di ammannire la loro zuppa antieuropea in occasione della crisi finanziaria, bisogna rispondere che oggi occorre più Europa e non meno Europa. Fin dall’inizio sono mancati all’Europa un’effettiva governance politica e gli strumenti che ne derivano per fare di essa un’ entità efficace. L’Europa deve avere il proprio budget, la propria imposta, per intervenire direttamente sui problemi europei. Jean Claude Trichet, il presidente della Banca centrale europea, fa quello che può, ma per esempio ancora non disponiamo di un segretario al Tesoro europeo. » (2)

Il ministro dell’economia tedesco Rainer Brüderle in un articolo del 10 marzo 2010 su Reuters:

« Qualsiasi fondo europeo che fosse creato per salvare economie in difficoltà dell’area euro, non dovrebbe intervenire che nel caso in cui fosse l’intera regione ad essere minacciata dal rischio insolvibilità di uno Stato membro»

In una lettera datata 8 Marzo indirizzata al ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, Rainer Brüderl spiega che « un eventuale Fondo Monetario Europeo ( FME) dovrebbe venire in aiuto di quei paesi dell’area euro che abbiano problemi di deficit pubblico e solamente in caso di rischio insolvenza». Tuttavia, è necessario rammentarlo, il problema economico attuale supera il quadro del debito degli stati. In uno dei miei articoli scrivevo:

Siamo infatti di fronte ad una crisi del debito, come illustrato dalle diverse fasi dell’attuale crac :

– Debiti dei singoli e dei “ poveri” che non possono più rimborsare i loro crediti: caso suprime. Più di 12000 case vengono confiscate ogni giorno negli Stati Uniti.

– Debito degli stati che iniettano migliaia di miliardi nelle banche e nell’ economia per mantenere a galla il sistema

Secondo il Fmi la Grecia sarà indebitata per il 123 % del suo PIL nel 2010, la Spagna per il 68%, il Portogallo per il 91 %, e l’ Italia per il 130%. Vista l’evoluzione dei tassi queste cifre sono destinate ad esplodere.Occorrerà andare a cercare il denaro altrove, in una struttura sovranazionale, il FMI con i suoi piccoli futuri satelliti ( FME). Avete dunque compreso che per risolvere il problema del debito verrà creata una montagna di altri debiti. Una gigantesca fuga in avanti, visto che l’ attuale sistema economico funziona sulla base di un trittico privo di senso: debito= consumo= lavoro. Bisognerebbe precisare inoltre che il consumo distrugge la nostra biosfera….( leggere « I presupposti della crisi greca »)

Peggio di ogni altra cosa, ad essere spezzato è il patto sociale, perché è il popolo che sta per passare alla cassa, per una crisi causata dal gotha della finanza. Ammortizzatori ed aiuti sociali si riducono al minimo, le pensioni non saranno più che un ricordo, mentre aumenta in modo esponenziale il numero di persone che perde il proprio impiego. La creazione di un Fondo Monetario Europeo, FME, un CERS, o qualsiasi altro organismo, non potrà che ritardare una scadenza che si rivelerà fatale, e la disoccupazione, in qualsiasi modo venga affrontata, seguirà il modello della Spagna, che ha superato attualmente il 20 % (dato ufficiale) di disoccupati. (3)

Lo scrittore Frédéric Rotolo, in una delle sue mail, parlandomi della crisi greca, scriveva :

” Lei ha certamente visto i Greci ieri mentre tentavano di entrare in parlamento….come ci verrà da loro l’ idea di Repubblica, di rivoluzione? Anche se riuscissero ad entrare nella loro assemblea, o al ministero delle finanze, dovranno accorgersi allora che non è nemmeno da quei luoghi che si controlla l’economia mondiale….che i loro governanti, nel migliore dei casi, sono degli esecutori della grande finanza, dei burattini, dei fusibili. Le macchine del trading quantico sono più potenti di loro. Cosí la volontà umana tende sempre a sfuggire allo stato di natura, a negarlo poiché mette in discussione la sua potenzialità, e si ritrova a stagnare in un mondo, ovvero in un’economia, tutto affatto illusoria”.

Quale sarà la reazione dei popoli quando comprenderanno che il potere è smaterializzato, virtuale, forse intoccabile?

Il patto sociale, il legame che unisce il padrone allo schiavo, è in effetti spezzato, perché le nostre élites sono ormai incapaci di garantire il minimo, vale a dire dare lavoro. Le leggi si stanno inasprendo ovunque, e la democrazia è oggi in pericolo. Le sommosse in Grecia sono solo il segnale d´inizio degli sconvolgimenti a venire.

Albert Camus affermava : « Cosa preferisci, chi ti vuole privare del pane in nome della libertà o quello che vuole la tua libertà per garantirti il pane ? »

Oggi possiamo rispondere né l´uno né l´altro, perché la libertà non è un regalo che si riceve ma un tesoro che bisogna prendersi.

Gilles Bonafi
Fonte: http://gillesbonafi.skyrock.com
Link: http://gillesbonafi.skyrock.com/2856856466-Crise-systemique-vers-une-dette-europeenne.html
8.05.2010

Traduzione a cura di SASCHA CORSINI per www.comedonchisciotte.org

(1) Per quelli che vogliono dettagli, https://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=print&sid=6996

(2http://www.ladepeche.fr/article/2010/05/08/831580-Faut-il-revenir-au-franc.html

(3) http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gj3FHr2Vv6Z9ES3WQIigwbDTcqvQ

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    “Anche se riuscissero ad entrare nella loro assemblea, o al ministero delle finanze, dovranno accorgersi allora che non è nemmeno da quei luoghi che si controlla l’economia mondiale….che i loro governanti, nel migliore dei casi, sono degli esecutori della grande finanza, dei burattini, dei fusibili.”

    Ecco spiegata in un paio di righe il vero significato di Democrazia.
    Fintanto che non è chiara la posizione ed il ruolo delle varie classi sociali sarà sempre possibile confonderle e credere che la politica abbia ancora un potere autonomo.
    E’ l’economia che controlla la politica, è la politica che controlla la polizia, è la gente comune che non controlla nulla ma che viene obbligata a produrre e consumare. Al massimo in democrazia ci lasciano sfogare: se le elites politiche sono particolarmente buone ci lasciano occupare le piazze. Per qualche ora, si intende.

  • grilmi

    Eureka!!
    Ho trovato la soluzione…. basta trovare qualche civilta` extraterrestre disposta a farsi indebitare e il gioco puo` continuare ancora per un po`.

  • AlbertoConti

    “….che i loro governanti, nel migliore dei casi, sono degli esecutori della grande finanza, dei burattini, dei fusibili”

    Per riprendersi il potere la gente deve passare da questa consapevolezza. Non è che la democrazia sia impossibile da realizzare, semplicemente richiede la conoscenza delle condizioni reali, altrimenti non le potrà mai cambiare. Non è possibile ingannare tutti e per sempre, quindi qualsiasi inganno non è invulnerabile, può essere smascherato, e lo sarà. A quel punto i veri sovrani nascosti mostreranno i muscoli, fatti di cartastraccia, e saranno travolti. Sveglia! Le soluzioni operative per una vera alternativa sono lì che ci aspettano. E allora dai, le cose giuste tu le sai. E’ ora di farle e di pretendere che siano fatte.

  • grilmi

    Finche` non lo dira` la TV questi problemi sono solo nelle nostre menti da anarco-insurezionalisti…

  • oldhunter

    È esattamente quello che penso anch’io. Conscio che la “rivoluzione”, il bagno di sangue, auspicati da molti per azzerare la situazione e ricominciare di nuovo rifondando la democrazia su basi socialiste e non solamente economiche, non avrebbero senso alcuno. Quel pugno di illuminati che ha creato tutto questo sconquasso, indisturbato e irraggiungibile nei suoi lussuosi ed ovattati uffici dal sentore di sigaro da 170 dollari l’uno, se la ride di noi: il popolo è morto ed è nata una massa di schiavi. Evviva il popolo!

  • Tonguessy

    Gran calma! Ti stai dimenticando di casapound!

  • AlbertoConti

    “Tutti adesso si stanno accorgendo che il debito è la trappola, pochi, ancora troppo pochi capiscono il perché… non sarebbe difficile se si usasse il cervello se si ragionasse sull’esponenzialità del debito e sul perché è necessario il default programmato del sistema, con un asso pigliatutto che impone regole e schiavizza popoli, senza nome, senza poter subire rappresaglie, senza poter essere messo in carcere. Il paradiso per i nuovi, vecchi, molto vecchi, barbari.

    Lentissimamente, piano piano si arriva al cuore. E’ una maturazione che vorrei fosse immediata, ma necessita invece di molto tempo, l’oscuramento delle menti è molto profondo. Comunque il punto di arrivo è sempre più vicino.

    Pierluigi Paoletti”

    La meccanica monetaria non è come la meccanica quantistica, la può benissimo comprendere un ragazzino di terza media. I mezzi ci sono, quel che difetta è lo spirito, ma le convergenze sono chiare ed evidenti.

  • lucamartinelli

    siamo d’accordo!!!! ma la democrazia esiste? si, amico, esiste, quando il popolo esprime i suoi maggiordomi, per usare un termine a noi caro, ecco la democrazia. E quando i maggiordomi si presentano al popolo per rendere conto questa è democrazia, soprattutto se il popolo li puo’ licenziare. Questo sistema esiste. Il fatto è che stiamo giocando con le parole: da quando siamo piccoli ci dicono che siamo in democrazia, mentre siamo stati ingannati, da sempre. Da noi vige una dittatura. Se tutti i media usassero i termini corretti allora tutto sarebbe piu’ chiaro. Ma ci rendiamo conto del dramma?? Ci hanno tolto le preferenze e il popolo non si è nemmeno accorto? Tale è il livello di anestesia??

  • icemark

    Quella tabella l’ho vista sul blog di Grillo http://www.beppegrillo.it/2010/05/i_maiali_deurop.html
    qui si legge meglio
    http://www.nytimes.com/interactive/2010/05/02/weekinreview/02marsh.html?src=tptw

    quello che non capisco io è: perché l’Italia deve 47 miliardi di dollari alla Spagna e, al contrario, la Spagna ne deve 31 all’Italia? Facendo 2 conti l’Italia ha un debito di circa 99 miliardi di dollari con gli altri 4 paesi (sui quali paga interessi) e circa 62,5 di credito (sul quale prende interessi).
    Ma fare 99-62,5= 36,5 è contro la legge? O è il modo più veloce di rientrare di più di 60 miliardi di debiti? Praticamente 3 finanziarie… certo sono niente in confronto ai 511 da dare alla Francia, ma è un operazione a costo zero, chi ben comincia…
    Facendo lo stesso “giochetto” con i 5 paesi, quindi eliminando il “debitore del debitore”, Francia e Germania si dovrebbero accollare circa 60 miliardi da Italia, Portogallo e Grecia, scontandoli a Irlanda e Spagna, in pratica sempre lo stesso debito, cambia il debitore.
    Che ne pensate?

    Saluti

  • fm

    Credo che siano gli interessi a creare problemi.
    Un po’ come quando vuoi estinguere un mutuo (perche` magari hai vinto alla lotteria) prima della sua scadenza.

  • AlbertoConti

    Le banche hanno da sempre le “stanze di compensazione” e ce n’è anche di specializzate per la compensazione internazionale. Ma a loro conviene compensare i debiti-crediti reciproci. Qui invece “conviene” il contrario, mantenere in essere la maggior quantità possibile di debito pubblico, visto che è sempre più rischioso e meno remunerativo, inadeguato a convincere un investitore normale, con un briciolo di cervello.
    Immaginiamo due soli Stati che emettono i loro debiti allo stesso tasso. Ognuno potrebbe emettere l’importo X da “vendere” all’altro e col ricavato comprarne altrettanto, idem per gli interessi. Alla fine è un gioco a somma zero che aumenta l’indebitamento di ognuno della somma X (ma anche gli attivi). Se però questa somma non è in pancia allo stato ma alle banche private all’interno del territorio, la quota interessi è come una tassa al contrario, pagata dallo Stato al sistema bancario privato. Fino a che c’è fiducia della clientela verso le banche il giochino funziona, ora non più tanto.
    Il default simultaneo di Stati e banche coincide col default paese. Ringraziamo il principio universalmente accettato di far credito a riserva frazionaria (2% !!!).

  • sentinella

    “oggi occorre più Europa e non meno Europa”
    A quanto pare l’Europa era una costruzione effimera la tempesta sta spazzando via.
    “ad essere spezzato è il patto sociale”:oggi un infermiera a Napoli è morta per una forma di protesta estrema attuata a causa del mancato pagamento dello stipendio da parte dell’Usl.
    Forse le piazze non bisognerebbe occuparle soltanto per qualche ora, Si dovrebbe manifestare permanentemente davanti ai parlamenti nazionali ed europei: piantarci le tende come al campeggio e darsi il cambio per presidiare stabilmente i palazzi del potere politico e finanziario che ci hanno portato a tutto questo. Non bastano più quattro slogan urlati per sfogarsi e poi si ritorna a casa a fare i bravi cittadini…..