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CRISI SISTEMICA: GLI USA SULL'ORLO DEL BARATRO

DI GILLES BONAFI
gillesbonafi.skyrock.com

Il nuovo rapporto dell’OCC, lo Office of Comptroller of the Currency, l’organismo governativo che tutela le banche statunitensi, dipendente dal tesoro americano, è uscito il 23 giugno 2010. Intitolato “OCC and OTS Release Mortgage Metrics Report for First Quarter of 2010”, questo rapporto fa il punto sui mutui immobiliari (non commerciali) statunitensi, sul loro numero, sulla loro ripartizione per categorie, ma, soprattutto, enumera i pignoramenti immobiliari in corso (1). Essendo un organismo governativo di controllo sulle banche, i suoi dati sono eccezionali sul piano qualitativo: dati che provano che l’economia statunitense è in fase avanzata di distruzione, ciò in totale contraddizione a quello che si può leggere sulla stampa.

Per cominciare, bisogna sapere che l’insieme dei crediti immobiliari non commerciali negli USA ammonta a 5947,548 miliardi di dollari, ovvero più del doppio del PIL della Francia.Ora, questo rapporto dell’OCC ci informa che l’87,3% di questi mutui sono rimborsati (si veda nella tabella la parte evidenziata in rosso, “current and performing”), il che significa che il 12,7% di questi mutui sono al momento in difficoltà. Gli USA si ritrovano dunque con un debito immobiliare lordo di 755,33 miliardi di dollari. Non dimentichiamo che il 20 settembre 2008 Paulson, segretario al tesoro, il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, così come Christopher Cox, presidente della SEC, iniziano a mirare al TARP, Trouble Asset Relief Program, che permetterà di reincassare 700 miliardi di dollari, costituiti da MBS (mortgage-backed securities, un titolo ipotecario), al fine di colmare i debiti delle istituzioni finanziarie.

Occorrerà dunque predisporre un secondo TARP, seguito da un terzo, poiché anche il settore immobiliare commerciale si trova in zona rischio, secondo un rapporto pubblicato dal COP, il Congressional Oversight Panel (Congresso USA). In effetti, vi sarà un enorme crac immobiliare, con quasi 1400 miliardi di dollari di crediti immobiliari commerciali da rifinanziare in 3 anni, ovvero dovranno essere trovati 466,6 miliardi ogni anno. A mio parere, questa è una cifra sottostimata, il reale importo sarebbe da collocare, piuttosto, intorno ai 600 miliardi.

Fonte: http://www.occ.treas.gov/ftp/release/2010-69a.pdf, pp. 15-19.

Le “piccole banche” statunitensi non sopravvivranno a questo crac, si assisterà pertanto ad una superconcentrazione del settore bancario. Gli USA dovranno quindi, se tutto va bene, trovare circa 1200 miliardi di dollari quest’anno, per salvare le banche dal buco nero immobiliare.(2) Ancora più inquietante è il fatto che i procedimenti di pignoramento immobiliare sono aumentati dell’8,5% nel primo trimestre del 2010 (questo nonostante la rinegoziazione e la modifica della maggior parte dei mutui), con 1.170.874 procedimenti. Ci sono dunque 12.866 procedimenti di pignoramento al giorno, negli Stati Uniti, migliaia di famiglie vengono buttate sulla strada. Il numero di senza fissa dimora non è in procinto di diminuire (si veda in proposito: http://gillesbonafi.skyrock.com/2886448330-L-explosion-des-SDF-aux-USA.html)!

Non c’è stato quindi nessun miracolo Obama!

Bisogna ricordare che gli Stati Uniti hanno un debito totale (pubblico e privato) di 52.859 miliardi di dollari, cioè il 375% del loro PIL, maggiore anche rispetto al PIL mondiale; questo debito sta per aggravarsi ancora di più, e dovrebbe raggiungere i 400 miliardi entro la fine dell’anno. Fortunatamente le agenzie di rating sono tutte americane, perché i problemi della Grecia sono nulla a confronto!

È interessante notare che Ayn Rand è stata la ninfa Egeria di Anton LaVey, dei liberisti e di Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve fino al 2006. Quest’ultimo è, inoltre, uno dei responsabili della crisi attuale, a causa della sua politica dei tassi bassissimi rialzati brutalmente. Questi ha fatto passare anche i tassi preferenziali della FED (la banca centrale degli USA) dall’1% del 25 giugno 2003, al 4,5% (con un prezzo massimo del 5,25% al 29 giugno 2006), nel giorno delle sue dimissioni, il 31 gennaio 2006. Ecco la vera causa della crisi dei mutui subprime (mutui immobiliari a rischio), iniziata storicamente nel secondo trimestre del 2006 a causa del rialzo dei tassi, il quale ha poi provocato la sparizione di intere mensilità di coloro che avevano contratto un mutuo. Si racconta di tutto sulle cause di questa crisi, che non è certo imputabile alle banche, ma alla banca centrale americana, la FED!

Ayn Rand ha scritto, nel suo libro La rivolta di Atlante, pubblicato nel 1959:

“Quando si può constatare che il commercio si fa non per consenso, ma per una reazione compulsiva – quando si può constatare che, per produrre, occorre innanzitutto ottenere il permesso di uomini che non producono niente – quando si può constatare che il denaro affluisce verso coloro che dispensano non dei beni, ma dei favori – quando si può constatare che gli uomini si arricchiscono più con la seduzione e le pressioni sugli altri, che con il lavoro, e che le leggi non vi proteggono da tali uomini, ma proteggono al contrario loro da voi – quando si può constatare che la corruzione è ricompensata e l’onesta diviene un sacrificio – allora si sa che la società è condannata”.

Gilles Bonafi, è professore ed analista economico. Collabora regolarmente con Mondialisation.ca.

Fonte: http://gillesbonafi.skyrock.com/
Link:http://gillesbonafi.skyrock.com/2888091133-Crise-systemique-les-USA-au-bord-du-gouffre.html
28.06.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DANIEL ABBRUZZESE

NOTE

(1) Fonte: http://www.occ.treas.gov/ftp/release/2010-69a.pdf

(2) Fonte: http://www.agefi.fr/articles/Limmobilier-commercial-americain-prepare-nouvelle-vague-defaillances-1126571.html

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Non credo che la Spagna (giusto per fare un esempio) abbia debiti immobiliari inferiori se parliamo di rapporto mutui/PIL.
    La verità è che qualsiasi sistema che non premia più la produzione ma è centrato sulla speculazione finanziaria è destinato ad implodere, proprio perchè sposta continuamente soldi dalla produzione (sopratutto lavoratori) alle gerarchie finanziarie. Le case pignorate fanno così il paio con gli oltraggiosi stipendi e benefit degli amministratori di prodotti finanziari.
    La società si è spostata sempre più dal materiale al virtuale: non più merci (pur deprecabili) ma le sofisticate formule matematiche dei CDS. Di male in peggio insomma…. E’ un vero peccato che vivere una vita virtuale sia diverso dal viverla per davvero.

  • Ricky

    C’è ancora bisogno di articoli come questo?
    Che inutilitá…
    Tanto per commentare: effettivamente la Spagna rischia molto di piú, ha un debito privato altissimo ed é purtroppo legata all’Euro, che a sua volta sta per essere assassinato dal Dollaro.
    Per l’ennesima volta: la strategia USA é chiara, finché il Dollaro rimarrá la moneta di riferimento del mondo, hanno il sedere parato. Dei poveracci che finiscono sotto un ponte a gente come Greenspan (oggi Bernanke) e a quelli del Bilderberg gliene fotte.
    La salvezza dell’Europa sta nel rinunciare all’Euro (almeno finché rimane un Marco travestito) e al Trattato di Lisbona (almeno finché non si cambi l’impronta liberal-fascista che esprime). La salvezza della Spagna in particolare sta nel mollare l’Europa, un continente senza futuro, e collaborare con il Latino America. Purtroppo con i governanti che si ritrova, burattini del neoliberismo, non lo fará.

  • ulrichrudel

    Gilles Bonafi è decisamente bravo ,cifre e conti che nessuno riesce a confutare,non avendone nemmeno la capacità o peggio l’interesse.
    Forse a me ed al pubblico distratto interesserebbe sapere se questi andamenti speculativi dei denari sono faccende di questi ultimi cento anni od avvenivano anche ai tempi dei romani-greci-dinastie faraoniche.Voglio dire, è una maledizione causale o eterna,?
    Come letto ,non so in quale libro,: “La massa è pigra ,resta attaccata alle vecchi abitudini, non è interessata agli scritti ,al più legge un manifesto o un depliat.Cercasi disperatamente oratori onesti che riescono a comunicare de viso i contenuti degli scritti dei vari GILLES alle folle.

  • costantino

    togliti dalla testa che l’euro è destinato a soccombere contro il dollaro.
    è sempre a 1.25 e fidati che ci sono i carriarmati della BCE a difendere quota 1.20: linea MAGINOT

  • alvit

    Si Maginot, speriamo non faccia la fine della Maginot 🙁

  • stendec555

    sarà…ma facendo i paragoni con ciò che a noi interessa, ossia l’italia, sta di fatto che anche in questo periodo di recessione etc etc il giovane americano medio, a meno che non sia un cerebroleso o fumi crack, un qualche lavoretto per farsi la sua vita lo trova….in italia non basta neanche la doppia laurea per cavarsela. i pignoramenti e via dicendo sono la conseguenza delle follie bancarie di quest’ultimo decennio. in sostanza un teenager americano che non combini cazzate e che si dia un pò da fare ha ancora più speranze di farsi un futuro di un suo coetaneo italico, e così sarà ancora per un bel pò…

  • vimana2

    …ma nn dire fesserie che 50 milioni di americani vivono in condizioni da terzo mondo….

  • stendec555

    non dico queste cose per voler difendere il sistema americano per partito preso. ci vivo da un pò e sono tante le cose che non mi piacciono e che non è il caso di elencare, ma quando leggo questi articoli li trovo assurdi…non sono gli usa, è il mondo in genere sull’orlo del baratro e se ci sono milioni di americani (50 milioni addirittura in condizioni da “terzo mondo” mi sembrano un pò troppi) con grossi problemi ce ne sono dieci volte di più in cina, in russia, in india e pure nel tanto osannato brasile emergente, con tassi medi di criminalità superiori a quelli usa (anche se se ne parla poco) e intere città con enormi aree senza neanche servizi igienici adeguati in cui rischi la vita se sbagli strada…l’impero del male prima o poi crollerà ma ho la sensazione che prima che questo capiti ci sarà già stata una rivoluzione in cina mentre in italia le nuove generazioni avranno definitivamente abbandonato sogni di grandezza per tornare a fare i contadini come i loro bisnonni.