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CRISI DELL'EURO E SMANTELLAMENTO DELL'UNIONE EUROPEA

DI JEAN CLAUDE PAYE
eurasia-rivista.org

La crisi dell’euro è il risultato di un attacco mirato da parte delle agenzie di rating statunitensi Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch contro il debito della Grecia, della Spagna e del Portogallo. L’abbassamento dei conti di questi tre paesi da parte delle agenzie americane, soprattutto per quanto riguarda quelli della Grecia, relegati nella categoria degli investimenti speculativi, è la conseguenza di un’azione mirata.
Quest’abbassamento fa seguito ad una serie di decisioni ripetute e molto ravvicinate. Questi attacchi sono stati appoggiati dall’apparato statale statunitense, in particolare dalle dichiarazioni allarmiste del consigliere economico del presidente Obama, ex presidente della Federal Reserve, Paul Volker che ha parlato di una futura disintegrazione della zona euro.
Quest’offensiva contro l’euro è innanzitutto un’azione destinata a portare negli Stati Uniti i capitali esteri necessari alla copertura del crescente deficit della bilancia finanziaria degli USA. È un segnale di avvertimento a paesi come la Cina, che aveva iniziato a riequilibrare le sue riserve di valute acquistando in euro anziché in dollari. Per gli Stati Uniti, c’è in effetti una certa urgenza in materia. Fino al 2009, il finanziamento dei loro deficit e la difesa del dollaro erano assicurati da un saldo positivo dei flussi finanziari. Ma, durante questo stesso anno, se il movimento dei capitali rimaneva positivo, esso non arrivava più a compensare i deficit. Il saldo diventò negativo per un ammontare di 398 miliardi di dollari. A livello puramente economico, l’offensiva contro l’euro e della stessa linea di quella contro la lotta alla frode fiscale, iniziata dal presidente Obama nel 2009. Si tratta di portare i capitali nella cerchia degli USA.

Quest’azione tattica si sdoppia in un’operazione strategica, quella di un movimento di smantellamento dell’Unione Europea a vantaggio di un’unione economica che copre i due continenti, in cui il progetto di creazione di un grande mercato transatlantico ne è la manifestazione più visibile. È in funzione di questo secondo obiettivo che si può comprendere l’atteggiamento della Germania che, sia per la lotta alla frode fiscale che per l’attacco contro l’euro, ha fornito un sostegno all’offensiva statunitense. Questo doppio atteggiamento è coerente con l’impegno privilegiato di questo Stato europeo nella realizzazione di un’unione economica transatlantica.

L’Unione Europea è stata costruita attorno la Germania e strutturata secondo i suoi interessi. Paese economicamente il più competitivo al momento dell’installazione del grande mercato, ha potuto, senza vincoli politici, senza governo economico e trasferimenti importanti verso le zone sfavorite, giocare pienamente i suoi vantaggi economici comparativi. Fino a quest’anno, la zona euro assorbe i tre quarti delle esportazioni tedesche. La Germania, dalle dichiarazioni dei suoi responsabili politici e dei suoi banchieri, così come dalla ripetuta ostentazione delle sue esitazioni, ha contribuito all’efficacia dell’offensiva contro l’euro. Per lei, i benefici di quest’azione sono immediati. Il calo della moneta comune permette di aumentare le esportazioni fuori dalla zona euro. In più, questo paese può meglio finanziare i suoi propri deficit. La crisi e la fuga verso la qualità che essa genera permettono alle obbligazioni tedesche di piazzarsi con un tasso di interesse ridotto.

Se, a lungo termine, la Germania dà l’impressione di tagliare il ramo su cui è seduta, vuol dire che ha deciso di cambiare ramo e che vuole inserirsi in un insieme più grande: il grande mercato transatlantico. La « costruzione europea » è ad un incrocio. Se fino ad ora, ha permesso uno sviluppo permanente della Germania, tale processo non più continuare secondo le stesse modalità. La UE non può uscire dalla crisi senza mettere in atto un governo economico che gestisca una politica economica comune, un’armonizzazione dello sviluppo e, per questo, senza assicurare dei conseguenti trasferimenti finanziari verso i paesi e le regioni sfavoriti. Una tale gestione politica è in completo disaccordo col semplice patto di stabilità promosso dalla Germania. La politica di bilancio di diminuzione accelerata dei deficit imposta nuovamente in nome di questo patto si farà a scapito del potere di acquisto delle popolazioni e non può realizzarsi senza una recessione economica. La zona euro non può più essere la sbocco privilegiato delle esportazioni tedesche. La Germania ha fatto la sua scelta: il grande mercato transatlantico e il mercato mondiale.

In luogo di ristrutturare il debito dei paesi deboli, cosa che avrebbe portato le banche a versare la loro parte, l’Europa ha messo in piedi due fondi di intervento. I 110 miliardi di euro di aiuto alla Grecia, così come i 750 miliardi di prestiti e garanzie, hanno come fine quello di sottomettere i paesi ricevitori alle condizioni del FMI, in cui gli USA hanno la maggioranza dei diritti di voto. In caso di depressione o anche di stagnazione economica, la politica di consolidamento delle spese pubbliche è votata al fallimento. I 750 miliardi previsti di aiuto serviranno a rimborsare le banche a scapito del potere di acquisto del contribuente e questo versamento alle istituzioni finanziarie aumenterà di molto la recessione.

La costruzione europea è stata imposta dagli Stati Uniti che, dopo la guerra, ne hanno fatto una condizione per le concessioni degli aiuti del Piano Marshall. È stata realizzata attorno la Germania, i cui interessi immediati erano complementari a quelli degli USA. L’attacco contro l’euro e l’operazione di smantellamento dell’Unione Europea risultano anche da un’offensiva lanciata dagli USA a cui ha dato il cambio la prima economia del vecchio continente, e ugualmente le istituzioni della UE. La Commissione e il Consiglio confermano così la loro partecipazione alla decomposizione dell’Unione ed alla sua integrazione in una nuova struttura politica ed economica transatlantica sotto la direzione americana, un ruolo già ricoperto attraverso i negoziati degli accordi sul trasferimento dei dati personali dei cittadini europei verso gli USA e sulla creazione di un grande mercato comprendente i due continenti.

Jean-Claude Paye, sociologo, autore de La fine dello Stato di diritto (Manifestolibri). Su “Eurasia” ha pubblicato Spazio aereo e giurisdizione statunitense (nr. 4/2007), Gli scambi finanziari sotto controllo USA (nr. 1/2009), La gerarchizzazione del sistema finanziario (nr. 1/2010).

Fonte: www.eurasia-rivista.org
Link: http://www.eurasia-rivista.org/5008/crisi-dell’euro-e-smantellamento-dell’unione-europea-2
3.07.2010

Traduzione a cura di MATTEO SARDINI

Pubblicato da Davide

  • roberto4321

    sarà ma ho idea che questo “esperto” non abbia capito nulla di quello che sta avvenendo, è infatti evidente che
    – l’Europa era una creatura voluta dalle elites finanziarie che puntano allo sgretolamento degli stati nazionali e alla creazione di entità sovranazionali
    – queste elites hanno fatto eleggere O bama
    – il diniego della Germania ad aiutare i paesi europei in difficoltà sta portando alla frantumazione dell’Euro, cioè all’opposto di quanto voluto dalle elites finanziarie che hanno eletto O bama
    – la ricetta della Germania per uscire dalla crisi (tramite una politica economica restrittiva) è l’opposto di quanto propugnato dagli U SA (favorevole ai quantitative easing). E interessante notare che anche la Gran Bretagna abbia appena intrapreso la via tedesca.
    – c’è un riavvicinamento della Germania (ed anche dell’Italia) alla Russia, complemantare alle nostre economie in tema energetico e di difesa
    – è in ballo da parte europea la creazione di un FME europeo da contrapporre al FMI filo americano, la regolamentazione dei derivati e dei mercati finanziari.

    Alla fine di queste considerazioni obiettive è più facile intravedere che è in atto una guerra senza escusione di colpi tra le lobbies finanziarie (che hanno la loro “base” negli U SA) e la lobby industriale del vecchio continente. E’ conseguente che la scelta degli U SA di attaccare finanziariamente i paesi più “sfessati” dell’area Euro per poi aiutarli tramite il FMI ha come scopo ultimo quello di ridimensionare l’area di influenza tedesca. E’ comunque abbastanza chiaro che in un’ottica “industriale” questi Paesi per la Germania hanno poco valore (e forse al contrario rappresentano per essa un peso), mentre “casualmente” stanno prendendo corpo in Belgio ed in Italia movimenti politici irredentisti che hanno come scopo ultimo quello di scorporarne le aree produttive che finirebbero necessariamente nell’area di influenza tedesca.

    Dopo 70 anni si sta quindi ridisegnando in questi mesi l’assetto del vecchio continente: alla fine l’industria europea avrà probabilmente tutta la stessa guida (tedesca) mentre agli angloamericani non rimarrà che trastullarsi coi loro derivati e CDS (e con le loro armi). Precedentemente o immediatamente al seguito di questo evento si verificheranno cambiamenti di regime (e quindi di alleanze) o secessioni di stati europei, prepariamoci quindi ad un periodo molto “fluido”.

  • ROE
  • Ricky

    A me pare che l’articolo sia chiaro e riassuma bene gli avvenimenti mondiali dell’ultimo anno.
    Mi sembra anche che il lettore “roberto4321” nonostante sostenga che l’autore dell’articolo “non abbia capito nulla” in fondo ribadisca gli stessi concetti..amenitá della dialettica..
    Quello che continua a mancare, se non raramente, é un’analisi delle possibili soluzioni, che per forza di cose dovranno passare per tutti i livelli: finanziario, economico, sociale, ruolo dello stato..
    Cari amici di CDC diamoci da fare a cercare articoli in questo senso..

  • Ricky

    La mia personale ed umile opinione é che noi cittadini europei stiamo perdendo un’occasione d’oro per unire le lotte di ogni paese e dirigerle verso la UE, la Commissione Europea e la BCE (fantocci degli interessi della Germania soprattutto) magari con un bello sciopero generale dei paesi dell’euro.
    I greci hanno provato a dircelo ma noi siamo ancora fermi a trastullarci con Berlusconi, Zapatero e Sarkozy, che sono solo esecutori..

  • lucamartinelli

    Non credo che l’articolo dica tutto. E’ evidente che gli Usa non stanno a guardare mentre la storia prepara il loro patibolo. Arriveranno forse anche alla guerra (Iran?). Ma il loro destino è segnato. Tutti stanno facendo i conti senza l’oste. Cio’ che gli illuminati stanno preparando comporta effetti collaterali cosi’ gravi che il loro piano, ormai sotto gli occhi di tutti, è destinato al fallimento. A chi vendera’ i suoi prodotti la Germania se la depressione colpira’ i suoi clienti? Se i paesi PIGS usciranno dall’euro o se lo fara’ la Germania il risultato sara’ lo stesso. E poi bisogna tenere conto anche degli altri attori presenti sulla scena. Cina, India e altri paesi non fermeranno il loro sviluppo per fare piacere agli Usa. Da dire anche che l’Euro, come predetto da Europe2020, sta riguadagnando valore. Non se ne è accorto il sig. Paye? Ma nemmeno noi italioti ci accorgiamo che stiamo percorrendo la stessa strada dell’Argentina. Le misure teste’ entrate in vigore non ci dicono nulla? E nemmeno l’annuncio, subito ritirato, del taglio delle tredicesime ai dipendenti pubblici? Siamo veramente ciechi e totalmente anestetizzati. Sono sicuro pero’ di un risveglio improvviso e brutale tra pochi mesi. Buona domenica a tutti.

  • costantino

    ho visto interventi fortissimi della BCE in area 1.20.
    Io non credo che l’euro scenderà ami sotto questa quota né tantomeno arriverà a 1 contro 1 dollaro.
    Di quale crisi stiamo parlando ? l’euro da 1,50 è sceso a 1,20.
    Diciamo che questa presunta crisi dell’euro è stata una invenzione dei mass media statunitensi preoccupati da un dollaro debole e dalla conseguente mancata sottoscrizione del debito da parte dei cinesi (gli unici che comprano buoni del tesoro usa).
    Ci sono più possibilità che si rompa il dollaro dell’euro questo è poco ma sicuro.

  • francescafederici

    La UE purtroppo dimostra sempre di più di essere un’occasione perduta.Prevalgono e prevarranno i miseri interessi di cortile,peccato davvero,chi potrà e chi arriverà per primo avrà scialuppe e salvagenti,gli altri affogheranno…

  • alinaf

    L’articolo evidenzia aspetti già chiari fin dall’anno scorso, queste analisi sono già state sviscerate. Con gli accadimenti che precipitano alla velocità della luce siamo già al di là di tutto ciò, parere personale eh ! Ciao ciao.

  • roberto4321

    a chiarimento di quanto detto prima (visto che Ricky ha capito che sarei fondamentalmente in accordo con l’autore dell’articolo) vorrei precisare alcune cose: è indubbio che l’attacco portato dagli U SA al ventre molle della UE abbia in qualche modo portato un vantaggio indiretto alla Germania visto che quest’ultima ora riesce a piazzare meglio i suoi bond e che si ritrova con un cambio più favorevole alle sue esportazioni. Ma arrivare a dire che lo scopo dell’atteggiamento tedesco sia quello di puntare “al mercato transatlantico” mi sembra fuori dal mondo. La Germania sta indubbiamente subendo questo attacco e la tattica che sta seguendo sembra presa dal judo, lasciare fare agli avversari senza opporre resistenza per poi atterrarli con una mossa altrettanto fulminea. I prodromi di questa mossa ci sono già tutti, quando il monento verrà assisteremo in Europa alla nascita di una nuova entità territoriale molto forte economicamente che includerà tutto il blocco produttivo del vecchio continente (Fiandre e Padania incluse) e sarà IN OPPOSIZIONE agli U SA, che al contrario si concentreranno sui PIGS (tramite gli aiuti del FMI) mentre continueranno a giocare coi derivati e le armi. Quindi dopo la mossa tedesca assisteremo alla fine dell’alleanza atlantica come la conosciamo, ed alla nascita di un blocco produttivo formidabile che IN OPPOSIZIONE allo stradominio americano. Non lasciamoci quindi fuorviare dal fatto che la Germania stia ottenendo dei vantaggi a breve consistenti da questo attacco contri i PIGS, le logiche con cui ragiona il suo apparato industriale sono tutt’altro che a breve e vanno nella direzione opposta degli U SA.

  • Ricky

    Il dollaro si romperá fra 10 o 20 anni almeno finché continuerá ad essere la moneta di riferimento mondiale.

  • Ricky

    Sono d’accordo Roberto, ci sará grosso uno scontro fra le due aree di influenza capitalistica e se noi cittadini non sapremo rispondere soccomberemo.
    Non credo peró che tutti i famosi PIIGS staranno a guardare, per esempio io vivo in Spagna e ti assicuro che una visione del futuro a medio lungo termine ce l’hanno, distorta e abbagliata dal capitalismo ma ce l’hanno, sono giá attivi nella ricolonizzazione del latino america, per scaricare la crisi su di loro, e contemporaneamente cedere al FMI quel tanto che basta per manetenere aperto il mercato USA (é notizia di oggi la concessione di impianti solari e treni AV a imprese spagnole).
    Non vedo nel mio Paese di origine la stessa volontá di programmazione, purtroppo…

  • idea3online

    Gli articoli migliori e reali da ora in poi saranno scritti da economisti e “politici” non di parte. In poche parole solo gli studiosi possono interpretare bene la realtà. Io studio abbastanza leggendo tanti articoli, ma questo non è in linea con la realtà. Certamente non sono in grado di capire livelli alti dell’economia. Questi articoli sembrano fatti apposta per non fare capire alle persone il vero caos in atto. Una Germania che ha perso 2 guerre mondiali, una Germania terra particolare, infatti la culla degli illuminati è la Germania, certo non è facile interpretare la realtà, ma l’articolo non lo condivido. Io ho solo capito una cosa: La maggior parte delle religioni protestanti sono contrarie all’avanzata della Russia, la Religione Cattolica e Ortodossa dopo mille anni sono in fase di riavvicinamento. Ho capito che il blocco Occidentale sponsorizza le religioni protestanti, il blocco “URSS” sponsorizza le Chiese tradizionali. Dopo abbiamo il blocco Orientale arabo sponsorizza l’Islam, e per finire abbiamo Israele che rappresenta la Religione antica o Vecchio Testamento dal quale hanno avuto origine tutte le precedenti religioni. L’aspetto più preoccupante di tutto è la Terza Roma cioè Mosca, gli Stati Uniti non temono la Cina ma la Russia. La Germania avrà al suo interno come in Italia una fazione filo Americana e un altra filo Russa, gli articoli dobbiamo capire da chi sono scritti se da un filo americano o da un filo russo. Per concludere leggete tanti articoli leggete e leggete, non fidatevi mai di 1 solo articolo ma leggete almeno 10 sullo stesso argomento.

  • oldhunter

    O, perlomeno, fin quando il dollaro sarà la valuta per pagare il petrolio!
    A mio modestissimo avviso, è questo uno dei principali motivi che impediscono il ricorso ad una vera energia alternativa e a sistemi più razionali per l’autotrazione.

  • roberto4321

    penso che l’Italia sarà il luogo dove lo scontro tra U Sa e Germania sarà più violento, gli scandali su Berlusconi e quelli sul Vaticano non sono altro che le avvisaglie di quello che sta per succedere con la Lega e Tremonti dalla parte dei tedeschi, il PD e l’IDV con la Repubblica dalla parte degli U SA, Berlusconi e l’artistocrazia papalina nel mezzo a cercare di difendere i propri interessi particolari. La fine del vaso di coccio non è un’ipotesi così campata in aria, così come molto probabile è l’ipotesi di attentati o colpi di testa di qualcuno..

  • costantino

    Quindi vittoria di Hitler 70anni dopo…………

  • Jack-Ben

    bellissima radiografia… prepariamoci a un periodo fluido … allacciamoci alla cintura che si parteeeee

  • Ricky

    Oddio che pessimismo..Speriamo che la societá si risvegli prima…

  • Ricky

    Si certo leggiamo 1000 articoli diventiamo super informati e intanto il mondo ci crolla addosso…ma dai dai

  • idea3online

    Non devi diventare super informato, ma almeno aspettiamo gli eventi con orgoglio e umiltà. Se hai denaro in banca e non ti informi veramente sugli eventi che probabilmente si verificheranno hai buone possibilità di fidarti della banca che forse ti consiglierà un Bond fallito, una azione fallita, certamente non ti dirà di acquistare oro. Se acquistare oro o no dovrai capirlo solo tu…come? Leggendo e Leggendo e Leggendo.