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COSI'LA MALEDETTA UNIONE EUROPEA MI HA LASCIATO SUL LASTRICO

FONTE: GIANCARLO SCOTUZZI.ORG

Prima obbligato ad accettare una riduzione del salario del 40% e a rischiare ulteriormente la vita con turni massacranti alla guida del camion, poi licenziato: storia di Camillo, 52 anni, che ha votato i politici che l’hanno rovinato.

Intervista registrata in provincia di Brescia domenica 7 settembre 2008. Alcuni dettagli sono stati modificati per non consentire l’identificazione dell’intervistato, che vuole rimanere anonimo «perché – dice – dalle mie parti, se denunci i soprusi di un padrone, ti appiccicano l’etichetta di lavativo e non trovi più neppure uno straccio di lavoro».

Ho 52 anni e ho sempre fatto il camionista. Ho cominciato a 20 anni, alla guida di un piccolo camion, distribuendo bevande nella mia zona, che è una valle del Norditalia dove la Dc l’ha sempre fatta da padrona. Poi è arrivato Bossi, che ha cominciato a prendere più voti di quanti ne avessero mai raccolti i culibianchi [i democristiani, ndi]. Ma con la Lega le cose, come sto per raccontare, invece di migliorare sono peggiorate.
A 23 anni ho cominciato a guidare un Tir per conto di un padroncino della città. Trasportavo tondino di ferro. Sempre sovraccarico di 100-150 quintali. Vuol dire che per fermare il camion ti servono decine e decine di metri supplementari: se ti trovi un’auto o un ciclista o un pedone a una distanza inferiore è inutile che freni. Il camion non si ferma e maciulli tutto quanto. Ad alcuni miei colleghi è successo. Ma nessuno mi ha mai controllato. Eppure sarebbe bastato scortarmi sino a una pesa pubblica e lì avrebbero scoperto che il padrone mi mandava in giro con un sovraccarico che era un’arma: un imprevisto e demolisci tutto, lamiere e corpi. Un giorno ho detto al padrone:
– Capo, ma c’è bisogno di sovraccaricare il camion in questa maniera?
– Sono obbligato, perché per vincere l’appalto con la ferriera ho dovuto abbassare le tariffe e se rispetto i limiti di carico devo fare più viaggi e non ci sto dentro. Se non te la senti di guidare sovraccarico prendo un altro al tuo posto.
Per fare tutti i viaggi che il nostro padrone si era impegnato a fare dovevamo ridurre i tempi di carico e scarico. Così il carico non veniva ancorato al pianale. Un guaio, quando trasporti materiale che può scivolare. Un giorno un collega e amico che trasportava billette [laminato per profilati, ndi] ha dovuto frenare di colpo per evitare un trattore uscito da un campo. Andava come un matto, perché un altro fattore di rischio era la velocità: per rispettare la tabella di marcia e fare tutti i viaggi comandati sei obbligato a superare i limiti di legge. Quando il mio amico ha visto il trattore si è subito reso conto che non aveva alcuna possibilità di fermarsi in tempo, appunto perché era sovraccarico e andava troppo forte. Ma ha frenato lo stesso, spingendo tutto il freno, un po’ per riflesso condizionato e un po’ per la paura di ammazzare il poverocristo alla guida del trattore. Quello del trattore, quando ha visto nello specchietto il Tir avvicinarsi a velocità folle, ha sterzato in un campo, ribaltandosi senza gravi danni. Ma la frenata ha fatto scivolare la montagna di billette sulla cabina. Il mio amico è morto maciullato. La moglie lo ha riconosciuto da una scarpa. «Gliele avevo comprate l’altr’ieri al mercato», ha detto. Il resto di suo marito era brandelli e poltiglia, «Marta, meglio che non vai a vedere», gli ha detto un pompiere che la conosceva.

Quando i tondinari han trasferito le loro ferriere nei Paesi dell’Est sono rimasto senza lavoro qualche mese. Finché mi ha assunto un padrone della Valle che lavorava per conto di una grande azienda del Torinese. Era di fatto un reparto staccato, con circa 200 dipendenti. Ma mica tutti della stessa impresa, bensì frazionati in tante piccole aziendine con meno di 15 dipendenti, in modo che i 200 dipendenti, che pure lavoravano quasi gomito a gomito ma sulla busta paga avevano il timbro di 14 aziende diverse, non godessero dei diritti sindacali dello Statuto dei lavoratori, che vale appunto nelle imprese con oltre 15 dipendenti. Così il padrone era libero di licenziare chiunque in ogni momento anche senza motivo. So di uno che è stato licenziato perché soffriva di prostata e andava troppo spesso a pisciare; so di un altro che soffriva di bronchiti e con il freddo faceva troppe assenze per malattia, secondo il padrone; so di altri due messi alla porta perché avevano osato iscriversi al sindacato. Padroni bastardi! Eppure nessuno protestava, nessuno aveva da ridire, pensavano che, in una Valle di fame come la nostra, fosse già tanta grazia avere un padrone e un lavoro di merda perché sono sempre meglio di nessun padrone.
Io, che stavo sul Tir dal lunedì al venerdì e spesso anche il sabato e persino la domenica se c’erano consegne urgenti, ero considerato un privilegiato. Salivo in cabina alle sei di mattina e smontavo alle sei di sera, con un’ora di fermo per il pranzo, che poi si è ridotta a venti minuti perché l’intensità del traffico ti costringeva a recuperare. Sempre più spesso mi capitava di smontare dopo le otto di sera.

Un paio di anni fa il padrone mi chiama, mi fa sedere, mi mette sotto il naso una lettera con l’intestazione di camion giallo e rosso e mi fa:
– Camillo, conosci Willi Betz?
– E chi è?
– È un tedesco furbo, che ha capito tutto e si è preparato per tempo a entrare in Europa…
In breve il padrone mi spiega che questo crucco ha messo su in un Paese dell’Est un’impresa di trasporti con centinaia di camion che, grazie appunto all’Unione Europea che ha buttato giù le frontiere, possono trasportare merci ovunque senza problemi, niente burocrazie né dazi né perdite di tempo. E al volante di tutti questi camion il crucco ci ha messo autisti assunti all’Est, dove le paghe sono un terzo delle nostre.
– Insomma, Camillo – viene al dunque il mio padrone – tu capisci che se vendo il mio Tir e faccio trasportare le mie merci da Betz risparmio un sacco di soldi, ecco, guarda qua – e martella col dito la lettera di Betz sulla scrivania – hai visto che tariffe? Calcolando i tuoi contributi e le spese del camion, tu mi costi il 60% in più di un autista di Betz…
– Capo, non vorrà mica ridurmi la paga del 60%, no?
– Nooo! Per chi mi hai preso? Per uno schiavista? Mi contento di una riduzione del 40%.
Mi è andato il sangue alla testa. Avrei voluto mollargli un cazzotto, al bastardo! Ma mi sono controllato. Mia moglie ha perso il posto nel laboratorio di confezioni molti anni fa, ho ancora un figlio che studia e l’altro che guadagna poco e ogni mese mi chiede una mano… Così ho accettato.
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Sei mesi fa il padrone mi convoca di nuovo. Con lui c’è un tipo moro, con i capelli che sembrano unti di gel, vestito male.
– Camillo – mi fa il padrone – questo è Vilic… il nome sarebbe un po’ complicato ma chiamiamolo Vilic. Viene dalla Romania e per un po’ ti darà una mano.
Mi preoccupo. Ogni volta che il padrone mi annuncia una novità si rivela una fregatura.
– Vilic – continua il padrone – farà con te qualche viaggio, in modo da imparare la strada. Poi prenderà il tuo posto, ma tu non devi preoccuparti, perché passerai su un nuovo camion a fare consegne altrove, anche all’estero. Sai, quelli di Torino si stanno trasferendo all’Est e io ho bisogno di qualcuno di fiducia, come te, per le consegne nella loro nuova fabbrica, e tu avrai il tuo buon tornaconto.
La prospettiva di fare viaggi internazionali e star fuori tutta la settimana mi spaventa un po’, ma penso al guadagno: ho amici autisti che fanno la spola tra il Milanese e la Polonia e si portano a casa uno stipendo che è il doppio del mio.
Mi metto in viaggio con Vilic al fianco. Si è portato dietro una sacca, da cui viene odore di cibo. Ha gli stessi abiti di quando l’ho incontrato la prima volta nell’ufficio del padrone e puzza un po’. Parla poco, in un italiano stentato. A ogni deviazione gli segnalo un riferimento che lo aiuti a ricordare. Ecco, vedi quella grande insegna? Attento, qui devi stare sulla sinistra e girare…
Lui indica col dito le insegne e i nomi delle località che attraversiamo e prende nota a biro su un quaderno.
Ci fermiamo a un autogrill. Lui dice che si è portato da mangiare. Cava dalla borsa un sacchetto di carta con chiazze oleose e comincia a mangiare specie di polpette con uno sgradevole odore di aglio.
Quando vado alla toilette lo trovo che beve dal rubinetto.
Così per una settimana, lui sempre più sporco e puzzolente, sempre a sgranocchiare polpette. Un giorno gli ho offerto il pranzo, ma ha rifiutato.
Ho pensato non avesse soldi e quindi si sentisse a disagio per non poter ricambiare. Così l’indomani mi sono inventato che il padrone aveva offerto il pranzo a entrambi. Ha divorato tutto come un affamato. Con la birra si è lasciato andare per la prima volta a qualche confidenza. Mi ha detto di avere moglie e una figlia, che però l’hanno lasciato. Mi ha detto che la notte dorme in una specie di ripostiglio che gli ha procurato il padrone e che, appena prende la paga, si trasferisce in un bilocale che un bottegaio del paese gli ha promesso in cambio di un anticipo. Mi ha confidato il suo salario: meno della metà del mio e senza contributi perché il padrone lo ha convinto ad aprire una partita Iva, insomma a mettersi in proprio! Guardo questo poverocristo dal nome complicato che non riusciamo a pronunciare e mi fa una pena immensa: eppure, secondo le statistiche, questo pezzente è un imprenditore, è una ditta individuale!
Un sabato sera che parlo di queste porcate padronali con mia moglie, lei mi fa:
– Camillo, secondo me il tuo padrone non può farti tutto questo! Ti ricordi il Bossi cos’ha detto quel giorno a Ponte? [Ponte di Legno, in Valcamonica, dove Bossi va spesso in vacanza, ndi] Che con l’Europa abbiamo tutto da guadagnare. Perché non vai a parlare della tua situazione all’onorevole Magrelli [nome alterato, ndi]?
Così vado dall’onorevole Magrelli, che conosco da molti anni, ci diamo del tu.
– Caro Magrelli – gli dico al termine di una riunione nella sede della Lega in Valle – ti pare giusto che mi riducano la paga del 40% e che assumano un polacco a fare l’autista con la partita Iva dunque con una paga da fame?
– Caro Camillo, noi leghisti non abbiamo paura della libera concorrenza, perché il libero mercato porterà benessere a tutti.
– Se la libertà di mercato è la libertà di ridurre le paghe di noi italiani al livello di quelle degli schiavi dell’Est, l’Unione Europea è una colossale fregatura per i lavoratori! Ma spiegami un po’, onorevole, Bossi predica l’autonomia della Padania e non è capace neppure di difendere l’autonomia dell’Italia?
A questo punto Magrelli è corso a salutare un altro e non sono più riuscito a parlargli. Ogni volta che mi avvicinavo a lui e lo fissavo per richiarmarlo alla nostra conversazione, lui mi ignorava, finché se n’è andato.

La settimana scorsa il padrone mi chiama di nuovo. Tiene lo sguardo basso e i lineamenti tirati. Mi invita con un cenno della mano a sedermi senza neanche guardarmi. Tira in lungo spostando fogli e leggendoli, come se io non ci fossi. Poi mi fa:
– Purtroppo le cose vanno male, dobbiamo tagliare i costi e tu sei un onere che non possiamo più permetterci… Da domani Vilic prende il tuo posto, ormai la strada l’ha imparata…
– Dunque io comincio a fare i viaggi all’estero su un altro camion?
– No, no… appunto, qui sta il problema, i torinesi han detto che alle consegne oltre frontiera ci pensano loro.
Non mi sono mai sentito tanto umiliato. Messo alla porta perché uno schiavo importato dalla Polonia costa molto meno di me, che pure avevo già rinunciato al 40% del salario! E non mi sono mai sentito così preso per il culo! Dal padrone ma soprattutto dalla Lega che mi ha illuso che la rivoluzione di Bossi fosse la rivoluzione di noi Padani! Invece di liberare la Padania dal giogo di Roma l’ha esservita al peggior giogo dell’Unione Europea.

Fonte: www.giancarloscotuzzi.org
Link: http://www.giancarloscotuzzi.org/camion080908.html
8.09.08

Pubblicato da Davide

  • maremosso

    Articolo che giudico molto controverso. Innanzitutto non si capisce su che base viene attribuita alla Lega Nord la responsabilità dell’entrata italiana nell’Unione Europea. Rammento che l’Italia ne ha sempre fatto parte in quanto nazione tra le sei fondatrici. Se invece ci si riferisce alla partecipazione all’area euro questa è avvenuta attraverso la regia del governo Prodi ( ma l’eurotassa ce la ricordiamo o no? ) successivamente al tracollo economico della gestione Ciampi che dopo aver inutilmente polverizzato 28.000 miliardi di lire in valuta pregiata per difendere il cambio lira contro marco salito da 700 a quota 1100, decise , per evitare il rischio di un esito argentino, di patteggiare con i poteri forti dell’economia l’adozione della moneta unica rinunciando a quella nazionale. Si scelse di perdere progressivamente competitività e potere di acquisto ( 50% in 4 anni) pur di stabilizzare la situazione ed evitare un possibile fallimento. In tale contesto la LN che stava all’opposizione e contava come il due di picche, anche volendo non avrebbe potuto minimamente influire. Al contrario sento spesso importanti esponenti di tale movimento evocare la necessità di imporre dazi per difendere il mercato ed il lavoro locale unitamente a proclami contro il dirigismo di Bruxelles e la libera circolazione non regolamentata delle persone che penalizza notevolmente le ns imprese. Io credo quindi che Camillo dovrebbe indirizzare le sue lamentele altrove, provare a cambiare attività o se intende insistere col camionismo mettersi in proprio e considerare che esistono anche altre merci da trasportare oltre il tondino.

  • TitusI

    Eh infatti, potrebbe mettersi a trasportare rifiuti tossici al sud, come ogni buon imprenditore padano, ma si deve sbrigare, i rumeni lo fanno per meno…

    Oppure mettersi a fare il “padroncino” (Badroncino??Buana??) ed assumere qualche rumeno…

    Oppure mettersi a fare il politico e sparare cazzate, cosi’ come le pensa vanno benissimo, tanto poi puo’ sempre dire che contava come il due di mazze in una briscola a coppe…

    Meno male che ora che la lega e’ al governo,si e’ dimenticata di Roma ladrona, e lavora gomito a gomito con i mafiosi in parlamento, e si vedono i risultati, ora stiamo tutti molto meglio, e se ci sintonizziamo solo su rete4 la situazione e’ addirittura orgamisca.

    Dai che se dio vuole presto potranno cacciare i terroni che che impoveriscono il nord e magari bruciare un po di ragazzi “abbronzati”, e dedicarsi alla disimfestazione delle blatte umane che infastidiscone le pulci su treni.

    La lega e’ un partito xenofobo, che spaccia odio, e menzogne (tipo di non volere i clandestini…), la sua sola esistenza e’ un danno, oh cio’ non di meno fra tutti i partiti nell’arco parlamentare e’ sicuramente il migliore (non sto scherzando) pensa te come e’ ridotta questa serva Italia.

  • cinthia

    E certo, ora a Camillo gli dobbiamo pure consigliare con chi se la deve prendere e di chi si deve lamentare… ma senti che commenti!
    Questa è la sua esperienza, e più vera di così non si può raccontare.
    Ma cosa gliene può fregare a Camillo chi c’era al governo quando è successo quello che è successo. Ma credi davvero che se ci fosse stata la lega con i suoi compari di merende sarebbe andata diversamente?
    Ma è mai possibile che non riusciamo ad uscire dalle parrocchie per vedere che alla fine siamo tutti esseri umani schiacciati dallo stesso sistema?
    Se ne è accorto persino Camillo, che nella sua vita ha avuto il tempo solo di lavorare, e gente come noi che ha il tempo anche di pensare e scrivere commenti si riduce a dargli risposte del genere, mah… sono veramente sconvolta e non certo dall’esperienza di Camillo che è solo uno dei tanti!!!… e a 52 anni un’altro lavoro chi glielo da? la lega? Prodi? l’Europa? Berlusconi? Veltroni? o magari tu?! Se gli avesse dato un cazzotto in faccia a quel verme del padrone… non sarebbe cambiato niente, ma almeno la soddisfazione… eh bè, certi piaceri della vita se non te li prendi da solo…non te li regala nessuno!!!

  • TitusI

    Quoto al 1000%
    Grazie.

  • nessuno

    Un altro leghista pentito?Ma per piacere!!!!
    Vorrei ricordare al leghista mare mosso che quel trombone di bossi diceva: berlusconi mafioso e mai con i fascisti.Ora sono pappa e ciccia….
    Per non parlare di Castelli e soci della crediteuronord che si è fottuta una bella fetta dei risparmi dei leghisti.
    Nelle recenti elezioni la lega è cresciuta è vero come è vero che è cresciuto il tasso di avidità ignoranza in determinate regioni del nord.
    Non dimenticate mai che questi signori che odiano l’extracomunitario sono poi quelli che li assumono nelle loro “fabbricchette” per sfruttarli all’osso senza rischiare nulla.
    LEGHISTI SE LI COSCI LI EVITI

  • NerOscuro

    Al contrario sento spesso importanti esponenti di tale movimento evocare la necessità di imporre dazi per difendere il mercato ed il lavoro locale unitamente a proclami contro il dirigismo di Bruxelles e la libera circolazione non regolamentata delle persone che penalizza notevolmente le ns imprese.

    I politici leghisti hanno questo di buono: ghe’ pensi mi’. Come si alzano la mattina hanno una idea, qualunque essa sia. E la spacciano come se fosse la risoluzione dei problemi. Mentalmente sono come Chuck Norris in Walker Texas Ranger, ma senza calci rotanti e più trippa. Per fortuna qualcuno a destra ogni tanto li calma, li fa sedere e prendere un bel respiro, altrimenti ci ritrovavamo altre leggi “memorabili” alla Bossi-Fini e al Porcellum e il muro per separare Bergamo Alta da Bergamo Bassa…

  • illupodeicieli

    Wlaker ha di buono che dice “cerchiamo una soluzione”: evidentemente c’è un problema. Nell’economia, nel mercato italiano, c’è un problema, ci sono problemi. Purtroppo spesso si dice che non si possono risolvere: risultato che chi ha un lavoro e viene pagato, se ne frega, dice che si troverà una soluzione,prima o poi, però intanto lui oggi poco, ma mangia, pagherà la bolletta in ritardo…Capito il discorso. Ed è tipico dei politici,come ricordada Crozza ,che sono da decenni in parlamento o come direbbe Blondet, fanno i sindacalisti e non hanno mai lavorato in fabbrica.Certo che i partiti sono stati di fatto comprati per far entrare l’Italia nell’Ue,per completare le operazioni di adesione: di fatto non abbiamo fatto nessun referendum, ultimo per il discorso sul trattato di Lisbona a cui poi hanno cambiato nome.

  • Affus

    Piove ?

    Governo ladro !
    Tutta colpa del papa !

  • ElwoodBlue

    A me sembra che a lasciarlo sul lastrico sia stato il padrone.
    Che c’entra ora l’unione europea?

    Paradossalmente in ordine di schifo il padrone che l’ha licenziato si prende solo la medaglia di bronzo.
    L’argento va al furbetto che viola il diritto del lavoro facendo 14 ditte invece di una; l’oro lo vince a mani basse il trasportatore di billette, omicida consapevole.

    Prego notare che sulla vetta della classifica l’unione europea non può neppure essere presa a pretesto.

  • icemark

    Secondo me più che l’EU è proprio la Lega che non è riuscita (e non riesce) a mantenere i proclami che fa, “sparano” contro gli extracomunitari e poi li usano per togliere il lavoro ai “padani”, anche se poi ‘sti lavori che fanno (camionisti, contadini, macellai, ecc.) non è che i ragazzi italiani impazziscano per farli.
    Domanda banale: ma mettere i tondini sul treno no? troppo complicato?
    e soprattutto, ma perchè gli italiani usano i tondini polacchi e viceversa? usare ognuno i suoi no?
    Io questa economia di scala non la capisco proprio…