COSI' E' ( SE VI PARE)


Al congresso Ds, Fassino ha ritenuto opportuno sottolineare, con una buona dose di enfasi, la favorevole prospettiva e l’alto significato democratico offerti dall’esito delle elezioni irachene

Ora, a parte il fatto che non si capisce come un personaggio politico di lunga esperienza non possa sapere chi siano Negroponte e Allawi – due “galantuomini” ( direttori d’orchestra di queste consultazioni popolari) i cui “luminosi” passati trascorsi tra i servigi prestati in Honduras ( e non solo) dall’uno e quelli prestati prima nel partito Baath di Saddam e poi fra le braccia dell’ MI6 e della CIA dall’altro, sono noti anche ai sassi – il segretario Ds avrebbe dovuto adottare un minimo di prudenza nel pronunciare tali valutazioni trionfalistiche : primo perché in quel momento ancora non si conoscevano i risultati – diciamo – ufficiali ( !) delle elezioni stesse peraltro avvenute in un contesto molto discutibile quanto a controlli e regolarità di voto, secondo perché avrebbe prestato il fianco – cosa più che prevedibile – alle legittime espressioni di soddisfazione della maggioranza di governo che ora, giustamente, pretende dall’opposizione un logico consequenziale autodafé con il quale ammetta e confessi l’eresia commessa nel non aver creduto alla “bontà” della “guerra preventiva” di Bush

Sono in molti ad essersi chiesto perché mai, in relazione alla vicenda irachena, non si sia ritenuto conveniente limitarsi ad una lineare constatazione dei “fatti” avvenuti fortunatamente senza spargimenti di sangue, riservandosi di esprimere valutazioni in merito ai medesimi quando la situazione avrebbe presentato maggiori elementi di giudizio…
Perchè, parliamoci chiaro : è evidente che non si può essere così sprovveduti e irragionevoli da pensare di non dover fare i conti con la realpolitik, né così ingenui da credere che anche da parte dell’opposizione stessa non ci siano grossi interessi economici in ballo a proposito della cosiddetta “ricostruzione” dell’Iraq, ma è altrettanto chiaro come a questo punto, non si riescano più a definire i confini fra un tollerabile adeguamento pratico alla realtà oggettiva per il bene di un paese e le sospette convenienze personali, di partito o gli accordi sotterranei e trasversali che si intrecciano a nostra insaputa e spesso a nostro danno

In conclusione è evidente che – sic stantibus rebus – ci piaccia o no, siamo costretti ad andare a votare ( se non altro per non avere rimorsi di coscienza) e sperare PERLOMENO di riuscire a toglierci dai piedi il 1816, il quale oltre al danno ci procura anche la beffa di essere presi in giro dal mondo intero. Tuttavia ciò non toglie che questi altri siano più affidabili, credibili e soprattutto svincolati dai soffocanti legami d’oltreoceano che condizionano da sempre la politica italiana sia estera che interna

D’altronde questo è ciò che passa il convento. Politici che si riciclano, si arrabattono, si esibiscono in acrobatici esercizi di stile oratorio esponendo abilmente solo “ ciò che dicono” e non “ciò che pensano”. Che non mollano quella poltrona neanche con una pistola puntata alla tempia, che non hanno saputo – o non hanno voluto ? – creare una classe dirigente nuova, fresca, capace e determinata alla quale attingere per rinnovarsi. E che hanno invece generato solo “cloni” di loro stessi e pertanto peggiori degli “originali”

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Ps : (ciliegina sulla torta) Oltre al mea culpa sulla vicenda irachena adesso l’opposizione – dopo l’altro “passaggio” fassiniano
sulla riabilitazione di Craxi – si troverà anche a dover condividere ed appoggiare la richiesta della sua beatificazione avanzata dal sindaco di Aulla…

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Dubbio: ma il discorso del congresso, Fassino se lo è scritto tutto da solo oppure qualcuno gli ha passato due veline con l’invito a leggerle, a mandarle a memoria e a ripeterle in pubblico ?

Font:l http://www.suzanne.splider.it

Pubblicato da Truman

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