COS’E’ CHE NON FUNZIONA NEL NOSTRO SISTEMA MONETARIO (E COME RIMEDIARE)

DI ADRIAN KUZMINSKI

cluborlov.blogspot.com

C’e’ qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro sistema finanziario globale. Papa Francesco è solo l’ultimo di molti ad aver lanciato questo allarme:

“Gli esseri umani e la natura non devono essere al servizio del denaro. Dobbiamo dire no a un’economia di esclusione e disuguaglianza, regolata non dallo spirito di servizio ma dal denaro. E’ un’economia che uccide. E’ un’economia che emargina. Quest’economia distruggerà la Madre Terra.”

Quella che il Papa chiama “un’economia di esclusione e disuguaglianza regolata dal denaro” è ben nota a tutti. Quello che invece non è molto chiaro è come abbiamo fatto a finire in questa situazione e come rimediare.

La maggior parte della gente prende per scontato il nostro sistema monetario e si sconvolge quando scopre che non è il suo governo ad emettere il loro denaro. Quasi tutto il denaro è generato da prestiti fatti di ‘aria fritta’ provenienti da registrazioni contabili di banche private. Per questo ‘passaggio’ le banche applicano interessi, guadagnando quindi per aver fattp praticamente niente. La valuta emessa dal governo – monete e banconote – è una parte trascurabile al confronto.

L’idea di dare alle banche private il monopolio per l’emissione del denaro risale all’Inghilterra del diciassettesimo secolo. Il governo britannico, messo alle strette, consentì a un gruppo di banchieri privati di assumersi il debito nazionale come collaterale per l’emissione di prestiti, sicuri che lo stato avrebbe certamente ripagato il debito, rivalendosi sui contribuenti.

E così è stato fin da allora. Alexander Hamilton ammirava molto questo sistema che chiamò ‘il sistema inglese’; lui e i suoi successori riuscirono ad esportarlo negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo.

Ma il denaro è una cosa troppo importante per lasciarlo nelle mani dei banchieri. Non c’è alcun motivo per concedere ad entità private il redditizio monopolio dell’emissione del denaro; questa dovrebbe essere un servizio pubblico, cosa che molti oggi credono sia. Inoltre, l’emissione privatizzata del denaro consente a poche grandi banche e istituzioni finanziarie non solo di lucrare facendo nient’altro che delle registrazioni contabili, ma anche di convogliare gli investimenti verso società ‘amiche’ e non verso tutti indistintamente.

La persone comuni ottengono finanziamenti a condizioni proibitive, se non addirittura disastrose, che le condanna a vivere eternamente nel debito con ipoteche, prestiti universitari, rate per l’acquisto di automobili, rimborsi di carte di credito, ecc. Gli interessi su questi prestiti vanno ad alimentare la macchina degli investimenti privati di Wall Street, rappresentata dalla figura estrema del moderno creditore: il famoso ‘unpercentista’.

Sono due i principali critici del nostro sistema finanziario privatizzato: i fanatici dell’oro (gold-bugs) e i sostenitori del sistema di banche pubbliche. I primi vorrebbero tornare a uno standard aureo e alla moneta d’oro. Il problema è che diverrebbe praticamente impossibile avere denaro in prestito poiché la quantità d’oro disponibile in circolazione è esigua e poco flessibile. Non c’e’ modo di espandere la quantità di oro presente del mondo.

Il credito – la capacità di avere denaro in prestito – è fondamentale per qualsiasi economia. Se non potessimo avere prestiti per ottenere capitali di investimento, strade, infrastrutture, case, aziende, ospedali, istruzione, ecc, allora non saremmo più in grado di finanziare i servizi essenziali. Per questo abbiamo bisogno di un’offerta monetaria elastica.

I sostenitori del sistema delle banche pubbliche – come Stephen Zarlenga e Ellen Brown – conoscono bene la necessità del credito. Il loro scopo è quello di trasferire il monopolio del credito dal privato al pubblico. Purtroppo, non c’è alcuna garanzia che questa forma di finanziamento statale “progressista” si migliore della versione ‘privata’.

Se avessimo un governo realmente democratico che si assumesse concretamente le sue responsabilità nei confronti dei cittadini, allora sì che questo sistema funzionerebbe; ma, in realtà i governi degli Stati Uniti e dei paesi più sviluppati non sono che oligarchie controllate da interessi particolari. Una banca pubblica centralizzata senza una rivoluzione politica finirebbe con il favorire degli appaltatori ‘amici’ del governo, che continuerebbero a spremere i debitori per avere gli interessi, con la scusa che sono destinati al “bene pubblico”.

Curiosamente, questo ci ricorda il sistema adottato dalla vecchia Unione Sovietica e dalla Cina attuale, dove una nomenklatura politica detta legge e arricchisce se stessa. Il nostro attuale sistema di finanza privata centralizzata, così come la proposta “progressista” di una finanza pubblica centralizzata, non sono altro che versioni gemelle di un controllo finanziario dall’alto verso il basso in mano a un’élite.

Fortunatamente, esiste anche un altro modello alternativo. In America c’è una lunga tradizione iniziata nel periodo della resistenza al colonialismo britannico del ‘sistema inglese’ e poi continuata dai Jeffersoniani, dai Jacksoniani e dai populisti del post-guerra civile. Questa tradizione si opponeva a qualsiasi forma di banche centrali e promuoveva l’emissione decentralizzata del denaro.

L’idea che svilupparono era di proibire qualsiasi forma di banche centrali – sia pubbliche sia private – e consentire l’emissione del denaro esclusivamente in modo locale, a fronte di valide garanzie sia per gli individui sia per le aziende. E’ un approccio essenziale, che parte dal basso e dà la priorità ai cittadini e alle aziende locali, che ottengono dalle banche pubbliche locali prestiti senza interessi per finanziare le loro attività.

Un tale sistema dovrebbe essere pubblicamente regolamentato, per garantire uno standard equo e uniforme dei prestiti locali. Sarebbe, in effetti, un sistema bancario pubblico. Tuttavia, l’assenza di un’istituzione emittente centralizzata, impedirebbe qualsiasi concentrazione del potere finanziario, sia pubblico sia privato.

Qualsiasi sistema di controllo finanziario top-down – sia privato sia pubblico – presuppone un qualche tipo di controllo da parte di un’élite. Ovvero, una sorta di pianificazione centrale elaborata sia dai consigli di amministrazione delle aziende sia dagli uffici delle agenzie governative, o da una combinazione di entrambi. La storia ci suggerisce un sistema decisionale top-down finisce inevitabilmente con il favorire gli interessi privati, diventa quindi distorto e socialmente controproducente.

Il sistema decentralizzato di finanza populista opererebbe senza una pianificazione centrale. Al contrario, la finanza si auto-regolerebbe con innumerevoli decisioni locali su prestiti e meriti creditizi. L’amore per il denaro non finirebbe con lo sfruttare il suo potere: sarebbe invece disperso e distribuito fra tutta la popolazione, come dovrebbe essere, senza interessi onerosi e a beneficio di tutti.

Adrian Kuzminski

Fonte: http://cluborlov.blogspot.com

Link: http://cluborlov.blogspot.com/2015/07/whats-wrong-with-our-monetary-system.html

14.07.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

15 Commenti
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GioCo
GioCo
20 Luglio 2015 1:59

Interessante proposta ma manca di almeno due aspetti "pratici" non meno cruciali. Il primo e più semplice è l’applicabilità allo stato attuale delle cose. Temo che se anche dovesse essere applicato, avremo una versione B, cioè "il contentino": le valute si differenziano ma la gestione sotterranea di enti ormai cogenti il gruppo elitario e globalista (gli istituti di credito), rimane a direzione unica, con il risultato di donare un arma in più alla demoniocrazia, cioé uno strato aggiuntivo (nemmeno richiesto) di nebbia protettiva. Si potrebbe ovviare con l’emssione di moneta locale, non è vietato dalle leggi. Tuttavia se si può fare un sospetto dovrebbe venire. Ormai è chiaro che una moneta esiste sulla base del suo cambio e rimane dipendente quindi da una "valuta forte" di riferimento, che ad oggi è il dollaro (per tutti). Il vero problema, di cui ormai si sono accorti persino i "Masters of Universe 2" ovvero "BRICS la vendetta", cioè le oligarchie finanziarie Indiane, Russe e Cinesi, è l’assenza di una alternativa, di un altra moneta di riferimento tra cui scegliere. In una società che si avvia ad essere multipolare è un dato anti-storico che restituisce agli USA una "governance globale" che in effetti non… Leggi tutto »

dar56
dar56
20 Luglio 2015 10:47

Ok, tutto giusto e condivisibile. Ma. E’ mai possibile che a tutt’oggi ancora si si alambicchi ostinatamente il cervello per trovare una soluzione economica alternativa all’attuale sistema monetario? Ne ho sentite e lette di tutti i colori ma mai nessuno che si ponesse la vera e secondo me unica domanda: oggi, abbiamo davvero bisogno di qualcosa come il denaro?  Io credo che il denaro, come il baratto nel passato, abbia fatto il suo tempo ed esaurito il suo compito. A partire da Tesla in poi le VERE scoperte tecnologiche che ci sono precluse e l’adozione di una scellerata obsolescenza programmata, ci hanno messo davanti un mondo assurdo e schizofrenico che non possiamo più accettare. Io sono assolutamente convinto che il livello scientifico e tecnologico attuale sia avanti di ALMENO cinquant’anni rispetto a quanto ci è dato di sapere e conoscere. In tutti campi dello scibile umano, medico, energetico, tecnico industriale, agricolo ecc. ecc. Consiglio a tutti il favoloso libro di Marco Pizzuti "Scoperte scientifiche non autorizzate" e già vi potreste fare un’idea molto più precisa della materia. I soldi non servono, non sono un valore, ma la misura del valore (diceva qualcuno), non crescono sugli alberi e non ne abbiamo… Leggi tutto »

dar56
dar56
20 Luglio 2015 10:49

Ok, tutto giusto e condivisibile. Ma. E’ mai possibile che a tutt’oggi ancora ci si alambicchi ostinatamente il cervello per trovare una soluzione economica alternativa all’attuale sistema monetario? Ne ho sentite e lette di tutti i colori ma mai nessuno che si ponesse la vera e secondo me unica domanda: oggi, abbiamo davvero bisogno di qualcosa come il denaro?  Io credo che il denaro, come il baratto nel passato, abbia fatto il suo tempo ed esaurito il suo compito. A partire da Tesla in poi le VERE scoperte tecnologiche che ci sono precluse e l’adozione di una scellerata obsolescenza programmata, ci hanno messo davanti un mondo assurdo e schizofrenico che non possiamo più accettare. Io sono assolutamente convinto che il livello scientifico e tecnologico attuale sia avanti di ALMENO cinquant’anni rispetto a quanto ci è dato di sapere e conoscere. In tutti campi dello scibile umano, medico, energetico, tecnico industriale, agricolo ecc. ecc. Consiglio a tutti il favoloso libro di Marco Pizzuti "Scoperte scientifiche non autorizzate" e già vi potreste fare un’idea molto più precisa della materia. I soldi non servono, non sono un valore, ma la misura del valore (diceva qualcuno), non crescono sugli alberi e non ne abbiamo… Leggi tutto »

SanPap
SanPap
20 Luglio 2015 12:50

Stai suggerendo l’uso di moneta elettronica ?

Non è un problema tecnologico.

Due fatti che mi sono capitati:

1) Dei cinesi (così mi ha detto la polizia) mi avevano clonato il cellulare e lo usavano per fare telefonate internazionali; mi sono visto addebitare una bolletta da 8.000.000 di lire (c’era ancora la lira) e per riaverli ho dovuto penare a lungo.

2) Agosto 2002 – Cartella pazza di equitalia: 40.000 euro, a cui la banca aveva aggiunto altri 20.000 euro (mi hanno detto per sicurezza, loro sicurezza ovviamente; se avessero dovuto procedere ad un pignoramento si erano riservato un bel margine di sicurezza). Stavo facendo benzina, vado per pagare e mi trovo in rosso di -60.000 euro; in tasca avevo meno di un euro, neanche i soldi per prendere un autobus e andare in banca a capire che diavolo mi fosse successo. Mi ci sono voluti 6 anni (2 gradi di giudizio entrambi a me favorevoli) per risolvere.

Quindi prima di pensare "Oh quanto sarebbe bello e comodo avere la monera elettronica … " ragionate su quello che vi può accadere se qualcuno vi taglia il credito, a torto o a ragione non fa differenza.

spartan3000_it
spartan3000_it
20 Luglio 2015 13:17

La dicotomia pubblico-privato nella gestione del sistema monetario e’ per me fuorviante. Si tratta di attribuire un privilegio a soggetti elitari in ambo casi che finiranno, la storia insegna, per farne un cattivo uso diventando di fatto dei falsari. Un sistema monetario si puo’ progettare in molteplici modi. Quello che abbiamo e’ frutto di una evoluzione storica e dei complotti riusciti dell’elite. Se ci fasse la moneta sovrana non saremo esenti da problemi come dimostra lo svilimento della moneta operato da numerosi soggetti sovrani nella storia. Proprio per evitare questo svilimento si e’ deciso di attribuire la gestione della moneta alle banche private indipendenti ma anche loro finiscono per svilire la moneta e i sistemi finanziari, governati da una commistione di interessi politici e finanziari in combutta,  vanno resettati nei punti di svolta della storia. Il principale problema e’ che l’uomo e’ naturalmente in maggioranza portato alla pigrizia ed hanno escogitato il debito come strumento per pungolare l’uomo a lavorare di piu’ e a produrre piu’ ricchezza. I sistemi monetari sono generalmente congegnati per estrarre la massima quantita’ di risorse e di lavoro dall’ambiente economico. Forse e’ proprio questo che e’ sbagliato. Dovremmo prendere dalla natura solo quello che realmente… Leggi tutto »

GioCo
GioCo
20 Luglio 2015 15:45

Specifico, la frase "il denaro è inutile" non si riferisce al denaro elettronico, ma alla possibilità di renderlo anche elettronico.Cioè, come si fa (diamine) a considerare di valore qualcosa che è talmente vuoto di apprezzabile valore da essere ben gestito anche solo virtualmente, senza nemmeno una controparte simbolica materiale? Vorrei capire chi può abitare in una casa virtuale, o mangiare cibo virtuale, o avere un partner virtuale. Tuttavia facciamo molta, moltissima attenzione, perché questo lo possiamo dire solo adesso, perché presto, molto presto, non sarà più possibile capire come si sostituire virtualità con materialità. Nel mondo futuro la virtualità (cioè il vuoto) sarà un bene ottenuto come premio, rispetto a un esistenza che farebbe apparire desdirebile la vita di "Ciaula scopre la luna". Perchè lui almeno la luna poteva ancora scoprirla nella sua concreta e materiale bellezza. La virutalità sarà mezzo di fuga per una vita materiale capace di raccontarsi solo per quanto è orrida, contrapposto al virtuale come "luogo di eterna promessa", oltre che eterna giovinezza. Un paradiso insomma, ma che sarà obbligatorio guadagnare. Indovinate chi giudica in quel caso? Mi verrebbe da dire a questo punto, come diamine si fa a continuare a ritenere che la moneta sia… Leggi tutto »

spartan3000_it
spartan3000_it
20 Luglio 2015 16:33

Non vorrei essere frainteso per il termine pigrizia che ho usato. Come sempre non e’ opportuno fare di tutta l’erba un fascio. In una popolazione esistono diverse componenti fra cui possiamo identificare anche i pigri. Ognuno di noi conosce qualcuno che e’ pigro e che proprio evita ogni sorta di fatica magari vivendo a scrocco con la borsetta di mamma’ concedendosi solo al divertimento. A volte la pigrizia e’ temporanea e transitoria. Un’altra componente della popolazione e’ quella dei creativi: uomini di talento che mettono a frutto una intelligenza innata in ogni sorta di espediente e ritrovato tecnico per migliorare  la propria e altrui esistenza. Esistono i cosiddetti produttori di ricchezza che sanno come rendere efficiente un processo produttivo per generare profitto e rifornire il mercato. Ognuno ha il suo talento che mette in uso. Per gran parte della nostra storia, almeno a quanto e’ dato di sapere, si e’ comunque lavorato molto poco e non c’era il consumismo che sperimentiamo oggi. I latini elogiavano l’"otium" e tutti sognano un periodo di vacanza. Un sistema economico e sociale va comunque "alimentato" perche’ sia rifornito di merci preziose, cibo e altro. Qualcuno si deve far carico di questo sistema complesso mettendo… Leggi tutto »

Veron
Veron
20 Luglio 2015 19:19

Tanto per fare un passo alla volta, si potrebbe cominciare col vietare gli interessi, come fanno i paesi islamici. Se partiamo dall’ovvia constatazione che durante ogni prestito viene CREATO DAL NULLA il denaro prestato ma non gli interessi che su questo si dovranno pagare, si vedrà subito che gli effetti dell’interesse sull’intera società sono perversi e di vasta portata. La domanda da cui partire è:  come può essere ripagato un prestito il cui interesse non viene mai creato? Scrive Bernard Lietaer: "Essenzialmente, per ripagare l’interesse su un prestito si deve ottenere il denaro da qualche altro agente economico. In altre parole, il congegno usato per generare la scarsità di denaro necessaria al funzionamento del sistema monetario fondato sul debito è la non-creazione del denaro che servirebbe a pagare gli interessi. Questo meccanismo costringe gli agenti economici a competere gli uni con gli altri per del denaro che non è mai stato creato. E se questi non avranno successo, andranno in bancarotta e perderanno le garanzie reali offerte al prestatore. Pertanto, la competizione economica va vista non come una competizione per le risorse e i mercati, come raccontano i testi di economia, ma come una competizione per il denaro che sfrutta le risorse e i mercati per ottenerlo. Va da… Leggi tutto »

ProjectCivilization
ProjectCivilization
20 Luglio 2015 22:25

Alla buon ora…ma curioso che difenda il credito…che e’ parte integrante del sistema che critica…e fa danni ben maggiori…

FlavioBosio
FlavioBosio
21 Luglio 2015 1:19

Post da icorniciare !

FlavioBosio
FlavioBosio
21 Luglio 2015 1:25

《Dovremmo prendere dalla natura solo quello che realmente necessita come facevano gli aborigeni》


Ottima idea, io le farei fare su e giù a piedi per le strade di Edimburgo con un barile d’acqua da portare casa per casa come si faceva fino ad un paio di secoli fa, poi vediamo se ci ripensa e le vien voglia di un bell’acquedotto.
makkia
makkia
21 Luglio 2015 18:13

Centro perfetto.
La moneta elettronica centralizzata è nelle mani di chi?
Degli stessi che governano oggi quella "cartacea" [non è la definizione precisa, ma per capirci].
Solo che non avrebbero neanche più i vincoli di una gestione, diciamo così, visibionabile. Quello che ti ha salvato (con fatica) è stata l’accessibilità del cartaceo, cui i tuoi avvocati potevano attingere per esporlo al magistrato.
Carta canta, villan dorme. E’ quanto mai attuale come proverbio.

MisterFrank
MisterFrank
22 Luglio 2015 16:47

Forse sbaglio, ma a me non sembrava volesse suggerire l’uso di moneta elettronica..

ilsanto
ilsanto
27 Luglio 2015 21:47

Ma scusa se non ci fossero gli interessi come farebbero le banche a ripagarsi degli insoluti oramai astronomici ? voglio dire la banca si assume un rischio prestando danaro che non crea dal nulla ma raccoglie dai conti di chi versa. La storia che crea danaro è una favola, si certo può prestarne piu dei depositi ma a suo rischio e pericolo fidando semplicemente che statisticamente non si svuoteranno contemporaneamente tutti i depositi. Del resto se creassero danaro non sarebbero andate in crisi e tutta la storia degli stati che le hanno rifinanziate con migliaia di miliardi non avrebbe senso.

ilsanto
ilsanto
27 Luglio 2015 21:55

Scusa ma perchè la gente non compra le cose quando ha i soldi ? ma perchè chi non ha i soldi pretende che qualcuno li presti e pure senza interessi e poi deve maledirli come sfruttatori ? se ti piace la mercedes ma non hai i soldi comprati la panda e non rompere.