COSA FARE PER MERITARSI LA VERA SERIE A

DI MARIO DONATO
ilmanifesto.it

Il declassamento del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor è solo l’ultima mossa di quegli ambienti finanziari anglosassoni che cercano da mesi di scaricare i costi della crisi globale del capitalismo sugli anelli più deboli della catena.
Il vero obiettivo di questi ripetuti attacchi speculativi non è tanto il fallimento di uno o più Stati (semi)sovrani che resta peraltro un esito possibile, quanto l’abbassamento del prezzo di quei pezzi di patrimonio pubblico europeo che stanno per essere svenduti in Grecia, e che potrebbero esserlo in Italia. Se si riesce a convincere i mercati che uno Stato (semi)sovrano non è più in grado di ripagare i propri debiti attraverso la crescita del reddito, non resta che sperare di mettere le mani sulla parte più appetibile del patrimonio, ma per far ciò occorre prima svalutarlo il più possibile, in modo da spuntare un prezzo da saldi di fine stagione.Dal canto suo, l’Unione europea sta facendo tutto quello che è umanamente possibile fare per favorire un esito del genere. A partire dalla primavera scorsa, in un susseguirsi convulso di eventi, prima la Commissione e il Consiglio hanno imposto la decisione di rendere molto più stringenti i vincoli ai bilanci degli Stati, poi la Banca centrale europea ha deciso unilateralmente che il peggio della crisi era passato, dunque si potevano aumentare i tassi di interesse; infine hanno deciso di comune accordo di istituire un fondo di salvataggio troppo esiguo per poter sostenere gli attacchi speculativi a paesi del calibro di Spagna e Italia, ma abbastanza cospicuo da attirare i pescecani della finanza che hanno azzannato alla gola la Grecia.

In realtà, se solo volesse, la Banca centrale europea potrebbe resistere da sola e senza problemi a qualunque attacco speculativo anche contro il terzo debito pubblico più alto del mondo come è quello italiano. Basterebbe, come in parte sta facendo, acquistare i titoli eventualmente venduti dagli speculatori e il prezzo di tali titoli si manterrebbe sufficientemente alto da non far diventare insostenibile il sentiero della spesa per interessi. D’altra parte, per quale altra ragione sarebbe valsa la pena per un paese rinunciare alla propria sovranità monetaria se non per godere del vantaggio di una Banca centrale più forte, ricca e indipendente degli istituti monetari nazionali? Annunci dunque pubblicamente la BCE che non tollererà attacchi speculativi alle obbligazioni dei paesi membri dell’Unione e contemporaneamente abbassi i tassi di interesse.

Con uno scenario finanziario meno volatile, i paesi membri dell’Unione potranno non solo rilassare, ma invertire di segno quelle politiche fiscali recessive che, se varate, sortiranno l’unico effetto di rendere più lunga e pesante la depressione economica in corso. Se è vero che la metà della ricchezza finanziaria privata è in possesso del 10% delle più ricche famiglie italiane, basterebbe una imposta del 10% per ricavare 400 miliardi di euro. Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, sarebbe possibile far utilizzare tecnologie di alto livello ad alcune migliaia di lavoratori, particolarmente giovani precari, da impegnare in uno straordinario programma di risanamento ambientale, cominciando col mettere in sicurezza i fiumi e i boschi di questo bel paese disastrato (anche) dal punto di vista ambientale. Così ci meriteremmo la serie A, quella vera.

Maurizio Donato (Università di Teramo)
Fonte: www.ilmanifesto.it
28.09.2011

3 Commenti
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Tonguessy
Tonguessy
28 Settembre 2011 13:49

gli ambienti finanziari anglosassoni che cercano da mesi di scaricare i costi della crisi globale del capitalismo sugli anelli più deboli della catena.

Eh già. Quando poi si mettono d’accordo con gli ambienti neonapoleonici riescono addirittura a costringere il Belpaese a bombardare l’alleato con cui aveva appena stipulato lucrosi accordi internazionali. Poteri forti, insomma, davanti ai quali ci si può solo prostrare. Perchè la nostra posizione è di pura subalternità. Li paghiamo per questo i nostri politici, no?

Giusto oggi Mattioli si è preso un bel po’ di vaffa da imprenditori incazzati, ai quali ha ripetuto: ” Non ci sono soldi”. Bugiardo. Doveva dire: “Voi non avete soldi, ma io sì”, e fare le linguacce.
Con questa gente che avete votato, dove vorreste che andassimo?

Giancarlo54
Giancarlo54
29 Settembre 2011 3:57

Aff……penso…….

dana74
dana74
29 Settembre 2011 8:21

ma guarda un pò.”che stanno per essere svenduti in Grecia, e che potrebbero esserlo in Italia” Cos’è eri all’estero nel 92, 94 e le altre belle epoche di svendita per opera dei gov di Goldman Sachs? C’è rimasto poco. “non resta che sperare di mettere le mani sulla parte più appetibile del patrimonio, ma per far ciò occorre prima svalutarlo il più possibile, in modo da spuntare un prezzo da saldi di fine stagione.” ah la conosci la tecnica allora. “D’altra parte, per quale altra ragione sarebbe valsa la pena per un paese rinunciare alla propria sovranità monetaria se non per godere del vantaggio di una Banca centrale più forte, ricca e indipendente degli istituti monetari nazionali? Annunci dunque pubblicamente la BCE che non tollererà attacchi speculativi alle obbligazioni dei paesi membri dell’Unione e contemporaneamente abbassi i tassi di interesse.” grazie ai fessi che ci hanno creduto e così l’hanno venduta al proprio elettorato ci ritroviamo in questo casino. Grazie.Molte grazie.Era fiducia cieca e disinteressata che vi ha fatto sovlgere il ruolo di “promoter” dello sloagan abbasso sovranità nazionale viva la Bce? No, ma mica è contento, ancora “spera” e confida nella Bce. Il manifesto, come il Cremaschi ora denunciano… Leggi tutto »