Home / ComeDonChisciotte / ‘CORRIERE DELLA SERA’: COME TI ERUDISCO IL LETTORE

‘CORRIERE DELLA SERA’: COME TI ERUDISCO IL LETTORE

DI CARLO GAMBESCIA
Carlo Gambescia Meta Politics

Domenica 30 luglio 2006. Corriere della Sera: una tranquilla domenica di disinformazione.
Apertura sull’indulto, con qualche dubbio… Si sa, i borghesi hanno paura dei furti … Si ironizza invece sull’opposizione di Di Pietro. Ma accanto alla vignetta di Giannnelli che lo assimila a “Hez Bollah”(guarda caso…), si annuncia a pagina tre un servizio sui reclusi di Giarre, che invece preferiscono “restare in carcere”. Che bravi! Poi magari mandiamo loro gli avanzi del pranzo domenicale (come faceva la brava borghesia del tardo Ottocento con i poveri…).

AGGIORNAMENTO: A seguito, La vendetta della lobby contro Mel Gibson? (Enrico Galoppini, Al Jazira)
L’ editoriale, è ovviamente scritto dal San Sebastiano dei professori liberisti: Francesco Giavazzi. Che questa volta se la prende con i coltivatori diretti. Ottima scelta, perché i coltivatori che percepiscono i sussidi comunitari sicuramente non leggono il Corriere della Sera. E poi abitano fuori Milano. Mentre i tassisti di cui il professore sarebbe diventato “bersaglio” no. Intanto, l’altro ieri, Pierluigi Battista, in qualità di “Commissario Politico del Partito Unico Liberale – sezione di Via Solferino”, ha scomunicato proprio i tassisti milanesi, colpevoli di aver criticato le idee iperliberiste di Giavazzi. Per Battista sono tutti futuri brigatisti rossi… Dopo di che verrà il turno dei coltivatori diretti, di note simpatie leniniste…

Al centro della prima pagina, viene data grande evidenza alla Rice che “lavora alla tregua”. Voi ci credete? Probabilmente neppure il Corriere della Sera. Ma devono crederlo i letto ri. E dunque avanti tutta…
In alto, accanto al titolo di apertura, in buona evidenza, si annuncia a pagina 27 (“Cultura”) un articolo di Giuliano Amato su Terzani. L’obiettivo è “normalizzarlo”, strappandolo ai pacifisti antiamericani. Titolo, sul confidenziale, che fa molto vippaio accademico-mediatico: “Ma Tiziano non sarà mai un santone”… Notare che anche Aldo Grasso nella sua rubrica a pagina 35, dice più o meno le stesse cose, sul rischio “dell’iconografia pacifista”. Evidentemenete dai piani alti di via Solferino è partito l’ordine per l’offensiva estiva contro i movimenti.

Alle pagine 8 e 9 , si tocca il fondo con la seconda e ultima puntata (“Contro le falangi del male”), di un reportage sulla “guerra vista da Israele”, vergato – siamo sul Corriere della Sera – da Bernard-Henri Levy. Gli israeliani vengono assimilati ai combattenti repubblicani spagnoli e gli Hezbollah ( più Iran e Siria) ai fascisti di Franco. Guarda caso, Levy fa certe comparazioni storiche, tipo da guerre stellari, proprio quando l’attenzione mediatica sulla guerra civile spagnola, scoppiata proprio settant’anni fa nel luglio del 1936, è massima. Come per dire: la guerra contro il fascismo continua. Ora, è la volta, di quello islamico…

Dopo la notizia cattiva quella buona: non c’è il solito pezzo di Magdi Allam.
A pagina 12 si celebra Joseph Kabila (figlio), come candidato gradito all’Occidente: il solo con il quale combinare buoni affari… Di che tipo non si sa (o non si dice). Mentre più sotto, si ironizza sul “glossario autarchico” introdotto da Ahmadinejad. Scontata la foto di Mussolini (più piccola di quella del presidente iraniano), con richiamo, in perfetto stile Bernard-Henri Levy, alla “campagna” fascista contro i forestierismi” negli anni Trenta.
Invece nelle pagine economiche si inneggia alle fusioni-acquisizioni (leggi concentrazioni). Si veda infatti l’intervista al presidente di Abn-Amro. E liberismo dei professori? Quando fa comodo. E solo in prima pagina, come specchietto per le allodole.

Infine, nelle pagine dedicate agli spettacoli, si presenta il conto a Mel Gibson. Reo di aver guidato in stato di ubriachezza e rivolto insulti antisemti a un poliziotto di Malibù. Il che in effetti è esecrabile. Ma perché affiancare al resoconto dei fatti, un corsivo dove si lascia intendere che Gibson per famiglia, letture, e soprattutto come regista di “The Passion” (orrore!), se fosse nato cinquant’anni prima un tè con Mussolini e Hilter lo avrebbe preso.
Si dirà, è inutile insistere sulla disinformazione. Sono cose per gli addetti ai lavori… Tanto il lettore comune neppure se ne accorge. O comunque legge altro: di Moggi e Biscardi.

Ma il punto è proprio questo: il condizionamento del lettore. Assuefarlo, senza che se ne accorga, alla vulgata occidentalista (chiacchiere liberiste e distintivi militari), somministrandogli, con tocco apparentemente leggero (per gli inesperti), un mix di fatti e commenti tutti orientati a difendere, in primis, la politica americana e israeliana in Medioriente: dalle pagine dedicate alla politica a quelle economiche e culturali, senza tralasciare persino quelle degli spettacoli. Ma anche eliminando ogni remota possibilità di critica o dissenso.
Ad esempio, un fatto minore, ma probabilmente significativo: sarà un caso, ma dopo che Geminello Alvi, ha recensito un buon libro del grande orientalista Giuseppe Tucci (più di un mese fa), pubblicato da una casa editrice romana, sicuramente non filostatunitense, la sua firma è sparita dalle pagine culturali. Scrive solo di economia, e neppure spesso come prima…

Certo, il Corriere della Sera, pur non essendo mai stato antiamericano (neppure ai tempi in cui guardava con favore al compromesso storico e al ruolo del Pci), con la direzione Mieli si è decisamente spostato da posizioni filo a posizioni ultramericane.
E il processo di condizionamento del lettore sembra irreversibile. Anche perché, proprio in questi giorni, il patto di sindacato di Rcs ha tolto di mezzo l’amministratore delegato Vittorio Colao, sostituendolo con Antonello Perricone, più gradito a Mieli. Il quale potrà finalmente disporre di maggiore libertà economica (nella scelta di eventuali collaboratori prestigiosi, e dunque “costosi”, ma in linea con le sue idee) . Pare che anche Prodi sia soddisfatto della scelta. Contento lui.
E le ambasciate americana e israeliana ?

Carlo Gambescia
Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2006/07/corriere-della-sera-come-ti-erudisco.html
31.07.06

VEDI ANCHE: SMENTITA INTERVISTA COL CORRIERE PREMIER LIBANESE

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Particolarmente subdolo il titolo del CdS (Corriere di Sion), che dagli “insulti antisemiti” passa alla necessità di curarsi (poi, si scopre, dall’acolismo); come insinuare: “chi attacca Israele, la lobby ebraica ecc. è malato e dev’esser curato”.
    Si noti inoltre il tono scandalizzato, al limite dell’isteria, di tutti questi articoli: ma uno è libero o no di pensarla come vuole? E’ pieno di gente che pensa e scrive che “l’Islam” ci vuole soggiogare tutti, che i musulmani sono tutti terroristi (anche potenziali) ecc., ma ciò non provoca nessun tono scandalizzato sulla stessa stampa…
    Allora, questa stampa, chi la controlla…?

    Enrico Galoppini

    Sezione: varie – Pagina: 033

    (30 luglio, 2006) Corriere della Sera

    Nei guai anche l’ ufficio dello sceriffo che inizialmente non aveva diffuso le frasi ingiuriose pronunciate dall’ attore e regista

    Gibson ammette gli insulti antisemiti: «Mi farò curare»
    Dopo l’ arresto per ubriachezza, la confessione: sono alcolizzato da anni

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON – Mel Gibson era stato arrestato per guida in stato di ubriachezza l’ altra notte a Los Angeles e tenuto in cella per cinque ore. Quello che inizialmente non era però emerso, e si è saputo solo ieri (per questo l’ ufficio dello sceriffo è ora sotto accusa per insabbiamento) è che Gibson aveva reagito al fermo con insulti antisemiti e gravi oscenità. In un alterco, ha scritto nel suo verbale diffuso ieri dal sito di America On Line Tmz.com l’ agente James Mee, il poliziotto che ha fermato l’ attore, Gibson ha urlato «ebrei fottuti!», «gli ebrei sono responsabili di tutte le guerre del mondo», e aveva poi chiesto all’ agente: «Tu sei ebreo?». In cella, il divo ha anche tentato di orinare sul pavimento. Poche ore dopo la diffusione delle accuse, l’ attore ha rilasciato un comunicato nel quale ammette di «aver fatto cose molto sbagliate per le quali mi vergogno… ho agito senza autocontrollo, ho detto cose disdicevoli che so essere false… combatto da anni contro l’ alcolismo, sto intraprendendo passi per far sì che un simile episodio non accada più». Gibson correva sulla Pacific coast highway a una velocità di 120 km orari circa, il doppio del consentito, con un tasso alcolico di molto superiore a quello legale. Nell’ auto aveva una bottiglia di tequila e una di bourbon mezza vuota. Scrive l’ agente nel rapporto: «Al momento del fermo, Gibson protesta: “La mia vita è fottuta” e si oppone al test del tasso alcolico… Gli ho dovuto assicurare che se non avesse opposto resistenza io non lo avrei ammanettato, ma si è rifiutato di salire sulla mia auto, tentando di fuggire. Ho dovuto ammanettarlo e spingerlo a forza». A quel punto, gli insulti: «Vuoi fare il supereroe? Tu sei un fottuto, sarò io a fotterti, rimpiangerai di avermi arrestato, sono il padrone di Malibù e spenderò tutto ciò che ho per regolare i conti con te». Quindi gli insulti antisemiti. Via radio, il poliziotto avvertì il sergente del commissariato di Malibu. Questi filmò Gibson all’ arrivo, suscitandone di nuovo la rabbiosa reazione: «Tu, tette di zucchero, che cosa credi di vedere?», Gibson ha gridato a una donna poliziotto. L’ attore – il cui padre, Hutton Gibson, ha negato l’ Olocausto e considera il Concilio Vaticano Secondo «un complotto degli ebrei» e tutti i papi da Giovanni XXIII in poi «antipapi» – era già stato accusato di antisemitismo all’ uscita del suo film La passione di Cristo, ma si era difeso fermamente e il successo del film sembrava aver tacitato le polemiche. Difficile calcolare oggi le conseguenze che quest’ ultimo scandalo potrà avere sulla carriera du Gibson. Ma in un momento in cui Israele è sotto assedio, e tutti gli americani sono invitati a denunciare il razzismo, Hollywood potrebbe non perdonarlo. Ennio Caretto

    Caretto Ennio
    ***

    Sezione: cinema film – Pagina: 033

    (30 luglio, 2006) Corriere della Sera

  • frankbach

    “Israele è sotto assedio, e tutti gli americani sono invitati a denunciare il razzismo”

    Cos’è? La Commissione McCarthy riesumata e corretta?
    Ormai la Dittatura Americana ha raggiunto proporzioni allarmanti, sia a livello globale che locale. Chiunque sia in dissenso con le politiche USA (e Israele) viene silenziato in perfetto stile Gestapo (anzi, in perfetto stile Mossad e Shin Bet, chiedere a Vanunu)…
    Il Corsera, che già aveva in Montanelli una punta di diamante dell’atlantismo (ma perlomeno si faceva perdonare con una certa ironia feroce), ha gettato la foglia di fico e ormai è passato definitivamente alle Armate di Ehud Gol e di Via Veneto 118…
    Non ci resta che sperare… già, ma in chi?

    Saludos
    FB