“CONTRO LA SINISTRA LIBERALE” DI SAHRA WAGENKNECHT – QUALI INSEGNAMENTI PER L’ITALIA?

“CONTRO LA SINISTRA LIBERALE” DI SAHRA WAGENKNECHT - QUALI INSEGNAMENTI PER L’ITALIA?
SAHRA WAGENKNECHT

Di Domenico Moro

“Contro la sinistra liberale” di Sahra Wagenknecht è senza dubbio uno dei più importanti libri di critica delle società del capitalismo cosiddetto avanzato, specialmente di quelle dell’Europa occidentale, usciti negli ultimi anni. Non è un caso se in Germania il libro, il cui titolo originale è Die Selbstgerechten, ossia i Presuntuosi, è stato in cima alle classifiche di vendita per molto tempo.

Il testo è scritto, infatti, in modo molto semplice, in grado di essere recepito da parte di un vasto pubblico anche se i temi trattati sono complessi. L’interesse principale del libro consiste nel fatto che l’autrice svolge una critica alla sinistra oggi dominante, sviluppando una analisi delle società a capitalismo avanzato, della ideologia di sinistra e soprattutto della composizione sociale delle classi sociali derivata dalle modificazioni dovute alla modernizzazione capitalistica degli ultimi decenni.

A incuriosire alla lettura di questo libro è, però, anche il fatto che l’autrice non è una semplice intellettuale, bensì una politica molto nota in Germania, che ha raccolto risultati positivi con la sua forza politica di recente costituzione. BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht – Vernunft und Gerechtigkeit, in italiano Alleanza Sahra Wagenknecht – Ragione e Giustizia) è una scissione dal partito Die Linke ed è stata fondata il 26 settembre 2023 come associazione e l’8 gennaio 2024 come partito. Nel giro di soli sei mesi BSW ha dimostrato inaspettatamente di essere un partito capace di raggiungere risultati lusinghieri. Alle elezioni europee di giugno 2024 è risultato essere il quinto partito con il 6,2% dei voti, mentre Die Linke scivolava al 2,7%. Le roccaforti di BSW sono nella ex Germania est, la zona più povera del Paese, dove alle europee era il terzo partito con il 13,8%. Il risultato positivo nella ex Germania est si è ripetuto alle regionali tenutesi a settembre in Turingia (15,8%) e in Sassonia (11,8%), dove BSW si è confermata la terza forza politica.

Tali risultati, molto differenti da quelli raggiunti dalla sinistra radicale italiana, destano quantomeno curiosità per l’impostazione e il programma che hanno consentito a BSW di ottenerli. Ovviamente l’Italia non è la Germania e tra i due paesi ci sono differenze significative, ma come vedremo, ci sono anche somiglianze notevoli e quanto scritto dalla Wagenknecht merita attenzione.

L’autrice parte dalla affermazione della estrema destra di Afd che è stata confermata alle recenti europee, dove è risultato essere il secondo partito con il 15,3% dei voti, superando i partiti della sinistra di governo, in particolare i socialdemocratici della Spd (13,9%) e i Verdi (11,9%). Indipendentemente dal fatto che Afd sia un partito neonazista, come alcuni denunciano, o un “semplice” partito di estrema destra si tratta di un risultato preoccupante e significativo del terremoto politico in corso in Germania.

Mentre la maggior parte degli osservatori e commentatori dei mass media attribuiscono i risultati elettorali di Afd allo spostamento a destra dell’elettorato, la Wagenknecht dà una spiegazione controcorrente: il terreno per l’ascesa della destra è stato preparato dai partiti di sinistra sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista politico e culturale.

La sinistra alla moda

Questo è accaduto perché la sinistra ha subito negli ultimi decenni una trasformazione genetica. Un tempo la sinistra si caratterizzava per la difesa delle classi subalterne. Oggi, la Wagenknecht definisce la sinistra con il termine di sinistra alla moda, nell’originale tedesco Lifestyle-Linke, letteralmente “sinistra dello stile di vita”, in quanto non pone più al centro della sua azione problemi sociali e politico-economici bensì lo stile di vita, le abitudini di consumo e i giudizi morali sul comportamento. Il cammino per arrivare a una società più giusta non passa più per le lotte sociali ma soprattutto attraverso simboli e linguaggio come evitare il maschile per indicare il plurale dei nomi sostituendolo con gli asterischi.

Operai industriali e semplici impiegati pubblici tra 1990 e 2020 hanno smesso di votare per i partiti di sinistra tradizionale da cui non si sentono più difesi a livello socio-economico né rappresentati a livello culturale. Oggi a votare a sinistra sono per lo più persone che abitano nelle grandi città, hanno una buona cultura e stipendi migliori.

Tra gli anni Cinquanta e Settanta l’organizzazione degli operai, fondata su orientamento alla comunità, solidarietà e responsabilità reciproca, permise di migliorare gradualmente la situazione economica delle classi subalterne. La situazione ha cominciato a cambiare in peggio dal 1975 con una accelerazione negli anni Novanta, che ha determinato il passaggio dalla società industriale a quella del terziario. I principali fattori di questo passaggio sono tre: l’automazione, l’outsourcing e soprattutto la globalizzazione, che ha determinato lo spostamento di molte produzioni industriali all’estero. La responsabilità della globalizzazione è da attribuire alla politica che ha rinunciato al controllo dei capitali. La grande sconfitta della globalizzazione è stata la classe operaia del mondo occidentale mentre ha portato alla crescita enorme della ricchezza delle classi superiori.

Il nuovo ceto medio dei laureati e la loro ideologia

A questo punto la Wagenknecht introduce un concetto originale che rappresenta uno degli aspetti sociologicamente più interessanti della sua analisi: la nascita del nuovo ceto medio dei laureati. Infatti, la globalizzazione e la società dei servizi produce anche nuove professioni ben pagate per i laureati nelle banche d’investimento, nei servizi digitali, nel marketing, nella pubblicità, nella consulenza e nell’attività legale. Questo nuovo ceto medio si differenzia sia dalla piccola borghesia sia dalla classe operaia non solo per formazione, profilo di attività e luogo di residenza ma anche per atteggiamento, valori e stile di vita, basato sull’acquisto di prodotti che trasmettono una identità morale esclusiva. La sensazione che trasmette il mondo del lavoro di questo nuovo ceto è quella di essere liberi, senza legami e cittadini del mondo, ossia il cosmopolitismo.

Tuttavia non tutti quelli che conseguono una laurea fanno parte di questo nuovo ceto medio, essendoci anche un nuovo ceto basso dei laureati che, insieme al ceto medio classico, non può certo essere annoverato tra i vincitori della globalizzazione. Il nuovo ceto medio dei laureati è il prodotto del ritorno del privilegio dell’istruzione. Infatti, i lavori meglio pagati non sono raggiungibili con capacità ottenibili con il normale percorso di formazione pubblica, ma avendo disponibilità finanziarie familiari importanti che permettano la frequentazione delle scuole migliori, ripetuti viaggi di formazione linguistica all’estero e periodi di tirocinio gratuito presso importanti aziende. Il nuovo ceto medio dei laureati è un ambiente esclusivo, in cui è impossibile entrare partendo da posizioni più svantaggiate ed ha influenza sulle opinioni della gente, occupando posizioni chiave nei media e nella politica.

L’ideologia di questo nuovo ceto è il liberalismo di sinistra che deriva dal neoliberismo e si lega ai suoi valori e sentimenti. Il liberalismo di sinistra è divenuto la narrazione dominante. Con l’ingresso degli esponenti di questo pensiero, che si identifica con la generazione del ’68, ha avuto luogo l’allontanamento della socialdemocrazia della Spd dalla classe operaia e la sua trasformazione in partito dell’amministrazione pubblica, degli insegnanti e dei lavoratori del sociale. Ma i partiti di sinistra, in particolare i verdi, in tutti i paesi europei sono i partiti dell’ambiente urbano dei laureati.

Il liberalismo di sinistra si fonda sulla politica identitaria che rivolge la sua attenzione a minoranze sempre più piccole e stravaganti, mirando alla santificazione della disuguaglianza. A essere inficiato è il tradizionale valore di sinistra dell’uguaglianza, che è sostituito dalla differenziazione tra gli individui, e che si traduce nella politica delle quote. La politica identitaria svia l’attenzione dai rapporti di proprietà e dalle strutture sociali per rivolgerla a specificità individuali come l’etnia, il colore della pelle e l’orientamento sessuale. Persino Blackstone, una delle maggiori società finanziarie del mondo, ha adottato la politica delle quote, dichiarando di voler fare in modo che almeno un terzo del suo consiglio d’amministrazione non sia più rappresentato da maschi bianchi e eterosessuali. Per la parte più povera e realmente svantaggiata quote e diversity non cambiano di una virgola la propria situazione. La politica identitaria crea spaccature proprio lì dove sarebbe necessaria la solidarietà e rabbia in chi ha avuto tutto da perdere dai mutamenti sociali della globalizzazione e vede soggetti privilegiati e con reddito elevato recitare pubblicamente la parte delle vittime discriminate.

La politica identitaria ha prodotto disastri anche tra gli immigrati. I liberali di sinistra invece di aiutare gli immigrati a integrarsi hanno finanziato organizzazioni, come quelle estremistiche islamiche, che si ponevano come priorità il consolidamento dell’identità di gruppo distinto dalla maggioranza e dagli altri gruppi etnici. Il multiculturalismo è, in realtà, il fallimento dell’integrazione e la distruzione del senso di appartenenza alla comunità, presupposto più importante per la solidarietà e la giustizia sociale. In base all’ideologia del liberalismo di sinistra il senso di appartenenza e di comunità all’interno di un paese appare come qualcosa di destra e di reazionario. Inoltre, il liberalismo di sinistra introduce un’altra minoranza da tutelare: quella dei poveri e degli emarginati. In questo modo, si ha la cancellazione dello Stato sociale a favore di una assistenza umanitaria per i poveri, che difficilmente si rivelerebbe utile per il ceto medio e medio-basso.

Aspetto importante del liberalismo di sinistra è l’affermazione di una società aperta che, potendo essere estesa oltre i confini nazionali, si accompagna alla rivendicazione di una cittadinanza globale o almeno europea (cosmopolitismo). Lo slogan dell’apertura al mondo e la posa da cosmopoliti sono una giustificazione delle trasformazioni liberali degli ultimi anni e della mancanza di volontà di assumersi le proprie responsabilità di fronte a quella fascia di popolazione autoctona cui sono stati tolti non solo i posti di lavoro ma anche le garanzie sociali.

In realtà la società aperta se, da una parte, porta alla permeabilità dei confini per chi non appartiene a un certo Stato, dall’altra parte innalza tra le classi sociali muri che sono sempre più difficili da superare. Anche la tanto acclamata emancipazione della donna è stata in realtà l’emancipazione della donna laureata del ceto superiore o medio-superiore.

Il neoliberismo di sinistra contribuisce a una politica utile soprattutto ai ricchi, riuscendo nell’intento di dividere il ceto medio dal punto di vista politico-culturale e di impedire la nascita di maggioranze politiche che guardino a un diverso progetto di futuro.

L’immigrazione

Quello dell’immigrazione è un problema delicato che viene agitato dalla estrema destra in tutti i Paesi europei. Questo è particolarmente vero in Germania, che ha accolto una quantità notevole di immigrati, soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Siria e che ha visto l’Afd crescere proprio grazie a questa tematica. BSW ha assunto in proposito una posizione diversa da quella dei liberali di sinistra, che gli è costata diverse accuse di razzismo. Per questa ragione è importante vedere quale sia la posizione reale della Wagenknecht.

In primo luogo, il liberismo di sinistra è per l’accoglienza di tutti gli immigrati, ritenendo che qualsiasi posizione diversa contravverrebbe ai più elementari comandamenti morali tra cui la disponibilità ad aiutare il prossimo e la solidarietà. Secondo la Wagenknecht, invece, i paesi ricchi esercitano un neocolonialismo bello e buono attirando lavoratori qualificati da paesi poverissimi che hanno speso molti soldi per la formazione di quei professionisti privandosi poi del loro contributo alla società di quei paesi. Ad esempio, la penuria di medici e infermieri ha condotto alla chiusura di molti ospedali in Bulgaria e Romania, di cui si è sentito l’effetto durante il Covid. Inoltre, secondo il Fondo monetario internazionale, in assenza di emigrazione, tra 1995 e 2012, i Paesi dell’Europa dell’Est avrebbero avuto il 7% di crescita in più.

Va, inoltre, operata una distinzione tra immigrati, per cause economiche, e profughi, che vengono costretti a lasciare le loro terre dalla guerra per rifugiarsi in paesi vicini e altrettanto poveri. L’Europa non può accogliere 60 milioni di profughi ma potrebbe fornire le risorse alle associazioni che si occupano di queste persone. Invece, rileva la Wagenknecht, i fondi europei sono pochi e molti paesi europei hanno scalato le spese per l’integrazione degli immigrati dagli aiuti ai paesi in via di sviluppo.

A trarre vantaggio dall’immigrazione sono gli imprenditori cui interessano due cose: disporre di forza lavoro a basso costo e creare divisioni tra i dipendenti. Per questa ragione la sinistra si è battuta nel passato per la riduzione dell’immigrazione. Ciò avvenne durante la repubblica di Weimar e nel ’73 quando il cancelliere socialdemocratico Willy Brandt interruppe il reclutamento dei lavoratori dall’estero. La Spd di oggi – rileva la Wagenknecht- lo avrebbe definito vicino a Afd.

Oggi la prevalenza della narrazione liberista di sinistra ha fatto sì che i sindacati non si azzardino più a problematizzare l’impiego di forza lavoro immigrata: anche solo parlare del legame tra immigrazione e dumping salariale è visto come una blasfemia. Eppure la diminuzione del 20% dei salari registrata in Germania in molti settori, oltre che alle riforme del mercato del lavoro del governo Schröder, può essere attribuito all’alto tasso d’immigrazione. L’ingresso degli immigrati provoca, inoltre, l’aumento degli affitti dove vive la popolazione autoctona meno agiata.

Chi vuole davvero promuovere la sviluppo dei paesi poveri, conclude la Wagenknecht, dovrebbe mettere fine alle guerre interventiste occidentali e al sostegno alle guerre civili e introdurre una differente politica commerciale, impedendo, ad esempio, la fuga dei cervelli dai Paesi poveri.

Viviamo davvero nell’epoca delle destre?

Quali sono le ragioni dell’affermazione dei partiti di destra in Germania e nel resto d’Europa? Secondo alcuni chi vota la destra rappresenta il quinto della popolazione che è contro la società liberale. Tuttavia, ciò non spiega perché solo ora gli elettori votino in massa per Afd, quando pure in precedenza c’erano partiti di destra. La verità è che gli elettori non votano a destra per convinzione ma per protesta. La parte di collettività svantaggiata dalla politica di questi anni ha smesso di votare per i politici che ignorano i suoi interessi e disprezzano le sue concezioni di vita sociale e il modo di vivere, definito retrogrado e provinciale. Gli elettori di destra vivono nelle campagne e in piccoli centri industriali, dove la disoccupazione è elevata, le infrastrutture carenti e l’immigrazione elevata, mentre in città vivono nelle aree di disagio sociale. Questi settori prima si sono rifugiati nell’astensionismo e successivamente hanno dato sfogo alla frustrazione e alla rabbia votando per le destre.

Abbiamo spiegato perché la sinistra alla moda non riesce a raggiungere questi elettori, ma perché la destra ci riesce? La prima ragione è la critica all’immigrazione, che è al centro del programma di tutte le destre, dal momento che la maggioranza degli europei ritiene che ci siano troppi immigrati. Alla base della ostilità di certi settori sociali verso l’immigrazione incontrollata esistono certamente ragioni culturali ma c’è soprattutto un problema concreto: la concorrenza per i posti di lavoro, le case e le prestazioni sociali. Negare questi problemi – sostiene la Wagenknecht – e interpretare il dibattito sull’immigrazione come un problema di atteggiamento morale rende la sinistra alla moda impossibile da votare. Inoltre, se solo la destra prende atto dei problemi legati alla immigrazione e la sinistra critica moralmente i poveri “arrabbiati”, il tenore e il tono del dibattito verranno decisi dalla destra che dipingerà gli immigrati come semplici intrusi malintenzionati.

Un’altra ragione del successo della destra è l’opposizione al liberismo di sinistra che manifesta la massima adesione al neoliberismo, allo smantellamento dello Stato sociale e alla globalizzazione. Per questo la destra parla agli svantaggiati non solo a livello culturale ma anche a livello di interessi materiali. Trump ad esempio ha messo al centro dei suoi discorsi la decimazione dei posti di lavoro da parte della globalizzazione, imponendo dazi sulle importazioni, provvedimenti che molti dei suoi sostenitori hanno apprezzato. Un altro esempio è rappresentato dal PiS, partito di estrema destra polacco che, dopo la sua vittoria nel 2015, formulò il più grandioso programma sociale della storia polacca, assegnando come assegno sociale una somma elevata, riducendo così la povertà del 40%. Inoltre, il PiS ha introdotto il salario minimo al di sopra di quanto richiesto dai sindacati, ha ridotto l’età di pensionamento per uomini e donne, e varato altre misure che sono espressione di una politica che ci aspetteremmo – nota la Wagenknecht – da partiti socialdemocratici e progressisti.

Ma non si stratta solo della Polonia, in Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen chiede di ridurre i tagli alla spesa sociale, di reintrodurre la tassa patrimoniale, di aumentare gli investimenti statali e le prestazioni sociali, in Olanda il PVV lotta contro l’allentamento delle tutele contro il licenziamento, contro l’innalzamento dell’età pensionabile e contro la riduzione del salario minimo. Infine, in Ungheria il tanto vituperato Fidesz di Orban ha contrapposto al liberismo economico e al controllo dell’economia ungherese da parte degli investitori esteri la sovranità statale e l’interventismo statale. Le misure prese da Fidesz come la rinazionalizzazione di imprese energetiche strategiche, e l’introduzione di tasse speciali per le multinazionali e le transazioni finanziarie sono tutte misure che – nota sempre la Wagenknecht - non esiteremmo a definire di sinistra.

Infine, c’è una terza ragione del successo della destra: la critica all’Unione Europea e ai burocrati che siedono a Bruxelles. Il nucleo centrale dei programmi di tutte le destre della Ue è la difesa della sovranità nazionale e il contrasto alla centralizzazione dei poteri portata avanti dai commissari di Bruxelles, figure verso le quali il popolo non nutre alcuna fiducia. Ad esempio la Commissione europea ha chiesto per ben sessantatré volte ai paesi europei di tagliare la sanità e accelerare la privatizzazione degli ospedali, per cinquanta volte di introdurre misure per frenare la crescita dei salari e trentotto volte misure per facilitare i licenziamenti. La Corte di giustizia europea favorisce le grandi multinazionali e peggiora le condizioni dei lavoratori e del ceto medio. La Wagenknecht è stata più volte accusata di essere sovranista e perciò di destra. In realtà il suo sovranismo non è nazionalismo, bensì la richiesta di collocare il potere decisionale laddove è maggiormente possibile decidere in modo democratico, cioè a livello nazionale. La conseguenza di questo sarebbe la ristrutturazione della Ue in una confederazione di democrazie sovrane. In questo modo, nei singoli paesi varrebbe soltanto ciò che viene deciso dai rispettivi parlamenti nazionali.

Mentre il rifiuto popolare dell’orientamento europeista è stato subito colto e sfruttato elettoralmente dalla destra, i liberali di sinistra bollano chiunque critichi l’Ue come antieuropeista e nazionalista, cosa che li allontana sempre più dalle classi meno abbienti. La presentazione delle destre come avvocati del popolo contro l’élite corrotta è una componente invariabile della destra, che risulta credibile perché contiene un nucleo di verità: le democrazie occidentali non funzionano più, in quanto potenti lobby esercitano molta più influenza sulla politica dei normali cittadini. Per questa ragione la narrazione dei liberali di sinistra secondo cui tutti i democratici devono unirsi come i nemici di destra della democrazia suona ipocrita e stonata a chi è stato danneggiato dalla politica della sinistra liberale. Anzi, il fatto di essere odiati dall’establishment e da tutti gli altri partiti rafforza i partiti di estrema destra.

Eppure la maggioranza dei cittadini, nonostante rifiuti le idee dei liberali di sinistra, dal punto di vista socio-economico si colloca a sinistra. Ad esempio il 73% degli interpellati di un sondaggio di Der Spiegel ritiene che vadano aumentate le tasse per i redditi alti e diminuite per quelli bassi e il 60% richiede l’introduzione di una imposta patrimoniale. Non si può parlare, quindi, di epoca delle destre. La maggioranza non è di destra bensì terribilmente insicura e delusa dai liberali di sinistra, che hanno fallito nel parlare a questa maggioranza che è innegabilmente di sinistra dal punto di vista socio-economico. Anche l’idea che atteggiamenti illiberali possa condurre questa gente a votare a destra è priva di fondamento: in Germania il 95% dei cittadini ritiene giusta una legge che protegga gli omosessuali.

La grande maggioranza della popolazione non è costituita da retrogradi e razzisti ma è irritata dal fatto che al centro dell’attenzione pubblica ci siano sempre e solo i progetti di vita delle minoranze e talora di minoranze minuscole. La maggioranza non è neanche nazionalista ma pensa che solo lo Stato nazionale possa garantire la sopravvivenza dello Stato sociale.

L’epoca delle destre è un gigantesco imbroglio in quanto misura l’essere di destra in base al rifiuto dell’ideologia liberale di sinistra e non sulla base dei tratti che l’hanno caratterizzata tradizionalmente, bollando così posizioni condivise da ampie fette di popolazione come di destra. La battaglia culturale dei liberali di sinistra contro la destra la asseconda. Quanto più i toni saranno offensivi e quanto più certe posizioni verranno definite di destra tanto più verranno rivolte simpatie a chi non insulta o disprezza a livello etico l’interlocutore.

Due temi, in particolare, hanno avuto questo un effetto boomerang: la politica dell’immigrazione e il cambiamento climatico. Per quanto riguarda l’immigrazione, molti hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze di flussi migratori molto ampi. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, Fridays for future e i liberali si sinistra hanno reso il dibattito sul clima un dibattito sugli stili di vita e messo al centro di tutto la proposta di una tassa sulla CO2. Di conseguenza il pacchetto sul clima del governo tedesco ha colpito in maniera sproporzionata il ceto medio-basso e i poveri con l’aumento del prezzo del gasolio, dell’energia elettrica e della benzina. Del resto, lo stesso è accaduto in Francia dove le stesse misure hanno rappresentato la miccia che ha fatto divampare la protesta dei “gilet gialli”.

La paura del domani si va diffondendo in ampie fette della popolazione. I liberali di sinistra contribuiscono alla diffusione di questa paura con le loro battaglie culturali che spaccano una maggioranza che, dal punto di vista socio-economico, è di sinistra, innanzano muri di ostilità tra chi ha una laurea e chi non ce l’ha. L’obiettivo è impedire che maggioranze antiliberiste si trasformino in maggioranze politiche.

Non esiste un’epoca delle destre né derive sociali destrorse. Esistono partiti di destra che stanno acquistando forza e influenza a causa dei comportamenti dei liberali di sinistra. La Wagenknecht conclude la prima parte del suo libro con le seguenti parole: “Ma finché la sinistra non offrirà una narrazione progressista credibile e un programma convincente, che non si rivolga soltanto al numero sempre più grande dei laureati meno abbienti, ma anche agli interessi sociali e ai valori degli operai, di chi lavora nel settore dei servizi nonché della classe media tradizionale, sempre più elettori provenienti da questi ultimi ambienti cercheranno una casa sul lato opposto dello spettro politico. A un certo punto, poi, una parte di questi elettori comincerà anche a parlare e a pensare nel modo in cui si parla da quelle parti.”[i]

Conclusioni

L’Italia, la Francia e altri paesi europei presentano le caratteristiche che Sahra Wagenknecht descrive a proposito della Germania. Un po’ in tutta Europa la sinistra si è fortemente indebolita sul piano elettorale a causa dell’essere stata la principale o tra le principali forze politiche che hanno favorito le modificazioni sociali che si sono tradotte nello smantellamento dello Stato sociale, nella precarizzazione, nell’outsourcing e soprattutto nella globalizzazione che ha fortemente ridotto i salari. Di conseguenza gli elettori, compresi molti di sinistra, si sono o rifugiati nell’astensionismo, che in Italia alle ultime politiche del 2022 è stata del 36% nove punti in più che nel 2018, o nel voto per l’estrema destra. Secondo Sahra Wagenknecht i partiti di estrema destra sono diventati i nuovi partiti operai se non per gli iscritti sicuramente per gli elettori. A confermare le parole di Wagenknecht c’è stata in Italia l’affermazione di Fratelli d’Italia, che, unico partito a non aver appoggiato il governo Draghi, ha potuto capitalizzare l’insoddisfazione e la rabbia di una parte importante dell’elettorato. Il Pd, come gli altri partiti socialdemocratici europei, per anni ha rappresentato l’espressione di quel liberismo di sinistra che viene denunciato nel libro della Wagenknecht. Mentre il Movimento Cinque Stelle ha rappresentato per qualche tempo la risposta alla insoddisfazione e alla rabbia dell’elettorato. Tuttavia, la mancanza di un programma definito e di un personale politico adeguato e soprattutto la partecipazione al governo Draghi da parte del Movimento ne ha minato la credibilità, che può essere ulteriormente ridotta dall’abbraccio con il Pd della Schlein e dalla ricostruzione di un centro-sinistra, dominato dal Pd, che ripeterebbe le scelte sciagurate del passato prodiano. Del resto, su diverse tematiche Schlein e Meloni non sono così distanti, a partire dalla guerra. Entrambe sono perfettamente allineate alla Nato e al sostegno all’Ucraina, nonché favorevoli all’invio di armi. Anche se il nuovo ceto urbano dei laureati è probabilmente meno diffuso in Italia che in Germania, esso rimane la base sociale e politica anche della sinistra italiana, dal Pd ai verdi. Allo stesso modo il liberismo di sinistra rimane l’ideologia dominante nel Pd, nonostante il maquillage che la Schlein ha imposto al partito. Per queste ragioni il libro della Wagenknecht è uno strumento utile a orientarsi in una fase confusa in cui la categoria di sinistra, completamente rovesciata rispetto alle sue origini, va ridefinita in modo radicale.

Di Domenico Moro

02.01.2025

Domenico Moro si occupa di globalizzazione e di economia politica internazionale. E’ autore di Globalizzazione e decadenza industriale e Nuovo compendio del Capitale; Eurosovranità o democrazia? Perché uscire dall’euro è necessario, Meltemi, Milano 2020.

NOTE

[i] Sahra Wagenknecht, Contro la sinistra liberale, Fazi editore, Roma 2022, p.263.

Commenti (34)

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    1. Pfefferminz 5 gennaio 2025

      Austria: Brandmauer ade! La sensazione di inizio anno.
      Addio alla firewall, la barriera innalzata dai partiti tradizionali nei confronti dei partiti "populisti" FPÖ in Austria e AfD in Germania.

      In Austria nessun partito voleva entrare in una coalizione con la FPÖ di Herbert Kichl, ma non si è riusciti a formare un nuovo governo. L'ex cancelliere Neehammer si è dimesso e l'incarico di formare il governo è stato affidato a Herbert Kichl della FPÖ.
      In Germania l'AfD avrà meno voti della CDU, di conseguenza sarà quest'ultima a formare un governo con SPD o Verdi. Nella coalizione sorgeranno però molti problemi, di modo che è molto probabile che fra qualche anno la "Brandmauer" crolli anche in Germania.
      Fonte: (video in tedesco): https://youtu.be/EtuGUk0zaOA?si=BOrQ8joFpkFHXdJw

    1. Pfefferminz 4 gennaio 2025

      Il partito della Wagenknecht ha ricevuto la donazione più cospicua in tutta la storia della Repubblica Federale: 5 milioni di euro.
      I donatori, una coppia di imprenditori, hanno voluto premiare l'unica voce che ha richiesto pace e trattative.
      Fonte (in tedesco): https://www.faz.net/aktuell/feuilleton/medien/bsw-warum-spendet-ein-ehepaar-der-wagenknecht-partei-5-millionen-euro-110005735.html

    1. Jocondor 4 gennaio 2025

      Applausi alla Wagenknecht. Articolo (anzi, libro) da regalare a chi so io (e sarebbero in tanti)

      Poco mi importa della persona Wagenknecht, di chi è moglie o di chi è figlia. Mi importa invece il fatto e sue parole rappresentano esattamente quello che penso della sinistra e della società, e che cerco di spiegare a chi so io; invano, purtroppo, giacché il moralismo ed il manicheismo di certe insegnanti o di certi studenti impedisce loro non solo un una riflessione politicamente autocritica, ma anche semplicemente di leggere o di ascoltare a mente aperta le argomentazioni critiche. Purtroppo in loro scattano esattamente i meccanismi psicologici e morali che l'articolo descrive perfettamente, e lì si ferma il discorso

    1. Pfefferminz 4 gennaio 2025

      In dicembre 2024 in Germania è stato apportato un emendamento alla Costituzione.che ha ampliato i diritti della Corte Costituzionale:
      "Le decisioni della Corte costituzionale federale vincolano gli organi costituzionali dei governi federale e statale nonché tutti i tribunali e le autorità... "
      Fonte (in tedesco) : https://tkp.at/2025/01/03/deutschland-beseitigung-der-gewaltenteilung/
      Secondo alcuni osservatori potrebbe trattarsi di una forma di rimozione della divisione dei poteri e di una riduzione della sovranità popolare.

    2. emilyever 5 gennaio 2025

      A me non è chiara la posizione di Sarah W. sul clima, anche perchè da certe fonti mi pare che sostanzialmente accetti la versione del fattore antropico nel cambiamento climatico, oppure la sua visione è più articolata?

    3. Pfefferminz 5 gennaio 2025

      Nel seguente articolo del 12 novembre 2024 si legge:
      "Sahra Wagenknecht chiede il cambiamento di marcia sulla questione del clima ("Klima-Kehrtwende)"
      "La BSW chiede quindi il mantenimento dei combustibili fossili. Per superare la crisi economica, i prezzi dell’energia devono scendere. Solo così possiamo dare un sostegno all’industria e alle medie imprese e alleggerire il carico sui cittadini”, afferma Wagenknecht."
      Fonte (in tedesco): https://www.derwesten.de/politik/wagenknecht-bsw-klima-ampel-id301213780.html

    1. Pfefferminz 4 gennaio 2025

      Non è stata solo la sinistra a "cambiare le carte in tavola". La CDU della Merkel ci ha messo del suo e AfD, partito conservatore, non di "estrema destra" come scrive l'autore, ne è il risultato.
      Infatti, nel corso della "pandemia", abbiamo visto la CDU a fianco degli altri partiti tradizionali. Uniche voci nel deserto portatrici di un pensiero razionale sono state AfD e Sahra Wagenknecht, più tardi BSW.
      Cosa accomuna questi due partiti? La protezione del "sovrano", cioè dei cittadini. Protezione dall'impoverimento e dalla criminalità che vengono meno con l'immigrazione incontrollata (il welfare và diviso fra più individui), protezione degli spazi, che viene meno con la confusione di genere (si pensi a toilettes e saune), protezione del benessere raggiunto di fronte alla narrazione sul clima, protezione dell'incolumità corporale (es. vaccinazioni obbligatorie). Peccato che poi, quando si viene al dunque, la Wagenknecht si rifiuti di collaborare con AfD, lasciando il "sovrano", cioè i cittadini, a dormire all'addiaccio.

    1. Martin 4 gennaio 2025

      Il compagno Domenico Moro fa onestamente del suo meglio per intellettualizzarla e nobilitarla, ma poi non cita neanche che la ciccetta è la moglie di Oscar Lafontaine. Attenzione, non di quello delle favole come verrebbe da pensare, ma del boss socialdemocratico tedesco.

      Gli è - come dicono i Toscani - che anche i polletti Vallespluga, per quanto giovani e ruspanti, afferrrano che la Wagenknecht è la classica furbacchiona da gioco delle tre carte. Ne hanno sempre avuti a iosa di furbacchioni in Germania, ma ogni tanto qualcuno ha fatto una brutta fine (Matthias Erzberger).

      La raison d'etre - sempre usare il francese derogatoriamente - della Wagenknecht è:
      a) far concorrenza all'Afd;
      b) facilitare la formazione della Grande Ammucchiata post elettorale per escludere l'Afd.

      Eh già, con la CDU al 30-33%, l'Afd al 20-25% e tutti gli altri ben dietro, la Grande Ammucchiata diventa un Destino heideggeriano, e certamente la Wagenknecht lo agevolerebbe parecchio.

      Si tratta in sostanza di vedere quanti "benpensanti da mezze misure" o manzoniani "timorati di Dio" o "fedeli di Frate Cipolla" esistono in Germania, quelli che vorrebbero l' "Afd in formato light" o "responsabile e ragionevole" - così dice la Nonna.

      La Grande Ammucchiata è la corsa verso il Nulla, perchè in termini medici quando le differenti diagnosi sono così diverse e inconciliabili, l'unica cosa su cui si concorda è l'Aspirina, ed il paziente, quale che sia la diagnosi giusta, peggiora visibilmente.

      Cio' non toglie che il teatrino dei pupi che si prospetta, in cui ognuno spunta e indebolisce l'altro per arrivare con successo alla "Reductio ad Aspirinam", sarà divertentissimo. Scholz lo vedo perfetto come il classico, sempreverde "buffone di corte".

      Ci sarà da ridere per parecchio, fin troppo. Nei panni dei Tedeschi, per ridurre il ludibrio, mi rassegnerei a chiedere la consulenza ufficiale del vecchio volpone DC Clemente Mastella, attualmente Sindaco di Benevento. Sicuro che troverebbe la quadra con grande anticipo su tutti.

      Quindi così sta la Germania. Guardate l'UK, sta ancora peggio, in una crisi spaventosa, Starmer è già un morto che cammina. Per non parlare della Francia, che sta peggio di tutti tra i grandi Paesi dell'UE.
      Italia e Francia sono notoriamente i Paesi delle operette, il problema è che i Francesi le loro le prendono sul serio. Si rifiutano di afferrare che il loro sistema di tasse e welfare è ormai insostenibile.
      In tale marasma, lo spagnolo Sanchez ha cercato di farsi spazio, ma in Spagna è oggetto da oltre un anno di un vero e proprio tiro al bersaglio. Gli Spagnoli si stanno divertendo così, e lui continua a ricevere scariche di ceffoni alla Bud Spencer, ma resiste.

      E così Giorgia fa la parte dell'orba infra i ciechi.

    2. Pfefferminz 4 gennaio 2025

      "... ma poi non cita neanche che la ciccetta è la moglie di Oscar Lafontaine."

      Certo che di fronte ai governanti attuali, che distruggono centrali che potrebbero produrre energia per andare poi a comprarla all'estero, mettendo in difficoltà gli altri Paesi, un Oskar Lafontaine sarebbe come manna dal cielo. Oskar Lafontaine tra l'altro tiene dei discorsi apprezzati da chiunque sia ancora in grado di ragionare, come la moglie del resto, se non fosse per l'opposizione a AfD.

    3. BrunoWald 4 gennaio 2025

      Direi che l'Europa, o quel che ne rimane, è descritta perfettamente dal titolo di un vecchio film: "Situazione disperata ma non seria".

    4. BrunoWald 4 gennaio 2025

      Non metto in dubbio le tue parole, anche perché conosci la situazione tedesca molto meglio di me, ma col tempo sono giunto alla conclusione che chiunque faccia parte di partiti o istituzioni pubbliche o private, a partire da un certo livello, è parte integrante del sistema e ad esso funzionale, qualunque cosa faccia o dica.

      Lafontaine è stato presidente della SPD, ministro... Nessuno arriva a quei livelli se non è gradito al Principe.

      Un mio amico del liceo, cattolico, divenne dirigente giovanile democristiano negli anni dell'università, come tale invitato ai congressi e ai vertici, almeno a livello locale.

      Essendo persona onesta e trasparente, divenne presto insofferente al clima affaristico-camorrista che si respirava nelle riunioni della direzione provinciale ed ebbe il torto di manifestare apertamente il suo disagio: fu espulso dalla DC con decreto firmato da un pezzo grosso nazionale, cosa di cui è ancora oggi particolarmente fiero. 😄

      Quelli là si valgono di filtri collaudati.

    5. Pfefferminz 4 gennaio 2025

      Penso che tu abbia ragione. L'errore che ho fatto io è di essermi lasciata irretire dalle apparenze (i bei discorsi) e di non voler capire che è un teatrino quello che ci mostrano, mentre loro hanno già progetti pluriennali imperscrutabili per i più. O come si suol dire in tedesco "der Wunsch ist der Vater der Gedanken", il desiderio è il padre dei pensieri. Si ascoltano dei bei discorsi e si auspica che questi siano autentici, mentr'invece siamo immersi in una matrioska di framing, una cornice grande con tante cornici più piccole. Grazie di avermelo ricordato.

    1. sbregaverse 4 gennaio 2025

      Ogni paese è spaesato.

      In acqua si caccia in terra si pesca.

      Niente di uovo sotto il sole.

    2. sbregaverse 4 gennaio 2025

      E le stelle come i prizes stanno a guardare.

    1. BrunoWald 3 gennaio 2025

      "...che Afd sia un partito neonazista, come alcuni denunciano, o un “semplice” partito di estrema destra..."

      Si è ormai perso di vista il significato delle parole. Per essere considerati di "estrema destra" oggi basta essere comuni persone di buon senso. (Ed è appunto per questo, infatti, che la "sinistra" è sempre più invisa).
      Non parliamo di "neonazista", termine generalmente usato per parlare a vanvera.

      "Quello dell’immigrazione è un problema delicato che viene agitato dalla estrema destra in tutti i Paesi europei."

      Capito? Non è che la migrazione terzomondiale sta sommergendo l'Europa, è l'estrema destra ad "agitare" il problema.

      "La verità è che gli elettori non votano a destra per convinzione ma per protesta."

      Quando votano a sinistra, invece, è per purissima coscienza di classe!

      "in Germania il 95% dei cittadini ritiene giusta una legge che protegga gli omosessuali."

      Perché, qualcuno li minaccia? Li aggrediscono per la strada?

      Il ragionamento di Moro in sintesi: "Niente paura, il buon popolo è di sinistra! Ma siccome la sinistra è un'accolita di spocchiosi parassiti al servizio della mafia globale, la gente nella sua rabbia e frustrazione vota per partiti di destra che (a parole) difendono i suoi interessi.
      Meno male che c'è la Wagenknecht...!"

    2. BrunoWald 3 gennaio 2025

      PS: già una che chiama un partito col proprio nome, offre un indizio chiarissimo della propria personalità narcisista.
      Perdipiù si tratta di un partito sorto palesemente allo scopo di togliere voti ad AfD, non certo ai partiti di sistema...

      E se non fosse abbastanza, la cara Sarah è sposata con il bonzo socialdemocratico Oskar Lafontaine, ossia un esponente di quella "sinistra liberale alla moda" contro la quale scrive libri e predica nei comizi. Chi potrebbe mai nutrire qualche dubbio circa la genuinità del suo messaggio?

    3. Pfefferminz 3 gennaio 2025

      In Germania gli appellativi "rechts", "rechtsextrem" e "nazi" vengono proprio usati per il framing: se non si aderisce al pensiero politicamente corretto, si è automaticamente di destra, di estrema destra o nazi. E la gente ci casca, come si è potuto osservare in occasione delle grandi manifestazioni di inizio anno 2024 "gegen rechts".

    4. Teomondo Scrofalo 4 gennaio 2025

      Si, concordo. è l'ennesimo gatekeeper ed espressione del transgenderismo politico vigente ed imperante;
      l'elettore di sinistra vota a destra per sentire cose di sinostra e viceversa, così come un maschio va con una femmina che in realtà è un maschio per sentirsi femmina.

    5. Teomondo Scrofalo 4 gennaio 2025

      sinostra... lapsus che andrebbe corretto in sinestra, una sinistra che è un po' destra o in distra, una destra travestita da sinistra...
      oramai è carnevale 365 gg/anno ma il carnevale, si sa, finisce male.... però, tutto è bene ciò che finisce.

    6. ric 8 gennaio 2025

      io. che mi ritengo un NAZIONAL-cOMUNISTA come verrei classificato?

    7. Pfefferminz 8 gennaio 2025

      Il Dott. Füllmich, quando ancora presiedeva il Comitato Corona, faceva la parodia del framing nei confronti di chi non si adeguava al pensiero unico e ripeteva, ridendoci sopra: "rechts rechts, nazi nazi". Tutti noi che non ci adeguiamo, siamo tutti "rechts rechts, nazi nazi". Una lode a tutti coloro che non si sono fatti spaventare dalle diffamazioni e hanno continuato a manifestare il loro dissenso.

    1. Teomondo Scrofalo 3 gennaio 2025

      A giudicare da ciò che afferma l'articolo, i partiti tedeschi sono transgender tanto quanto quelli italiani.
      Ciò che mi infastidisce è che qui si continuano ad utilizzare termini quali destra e sinistra come se fossimo ancora negli anni settanta del secolo scorso. i colori dello spettro politico oramai hanno un significato spesso opposto a quello che ebbero un tempo, e sono accompagnati da ossimori tipo "socialismo liberale", termine utilizzato, ad esempio, dal rettiliano che misero a fare il PDC sorretto dalla maggioranza arlecchino.
      Un altro punto discutibile è l'affermazione che la maggior parte della popolazione sia "di sinistra" o si percepisca tale. O si definisce in maniera precisa cosa sia "di sinistra" e cosa sia "di destra" (senza ricorrere a Gaber...) o converrebbe astenersi dal mettere queste etichette, scelta consigliata, dal momento che i significati sono tutti alterati.

    2. Pfefferminz 4 gennaio 2025

      "A giudicare da ciò che afferma l’articolo, i partiti tedeschi sono transgender tanto quanto quelli italiani."

      Di più, vedere la "legge sull'autodeterminazione".
      "In Germania, per cambiare genere basta una dichiarazione all'anagrafe"
      Fonte: https://www.agi.it/estero/news/2024-11-01/germania-nuova-legge-agevola-cambio-di-genere-28537799/

      Solo in caso di guerra, il genere ritorna ad essere quello naturale. Occhio.

    3. Teomondo Scrofalo 5 gennaio 2025

      Ah, certo! ma per partiti trans non intendevo quelli che appoggiano movimenti LGBT+, per me sono i partiti stessi dei transgender politici; gli esempi più emblematici sono il nostro ineffabile PD che, in meno di una generazione, è passato dal bolscevismo trinariciuto ed internazionalista al radical chic cosmopolitan e le nostre "destre" che hanno mutato il triplice imperativo "credere obbedire e combattere" nelle tre "i" Internet-Inglese-Impresa, un trittico che avrebbe provocato un triplice ictus ad Almirante.
      In Italia nessun partito di sistema fa più politiche realmente di destra o realmente di sinistra, tutti sono finiti nel famoso Grande Centro, quello con cui veniva dileggiato il Pierferdy del Pippo Chennedy.

    4. Pfefferminz 5 gennaio 2025

      In quel senso lì il partito più "transgender" è quello dei Grünen che da pacifisti sono diventati guerrafondai.

    1. Tipheus 3 gennaio 2025

      Che cos'è la destra? Cos'è la sinistra? (Cit. Gaber).
      Ma ci rendiamo conto che da noi il "sovranismo" è rappresentato dalla sora Giorgia e da quello della Nutella? Almeno a livello di forse presenti nelle istituzioni. Siamo completamente a mare.

    2. ric 4 gennaio 2025

      dipende da quale destra o sinistra intendi- quelle al governo sono come

      la stessa merd....in barattoli con due diverse etichette

    1. PietroGE 3 gennaio 2025

      La Wagenknecht è una furbacchiona, ha capito che nel mercato politico tedesco c'era spazio per un partito 'AfD Light' con le rivendicazioni annacquate e prive della sostanza dirompente dell'ordine sociale imposto, come : sovranismo e anti immigrazione, proprie del AfD.
      Sa benissimo che la lobby ebraica non permetterà mai ai partiti tradizionali di allearsi con l'AfD e si presenta come 'anti sistema all'acqua di rose' dicendo agli elettori AfD che il loro voto non conterà a meno che non passeranno al suo partito.
      La cartina di tornasole del partito BSW sarà l'immigrazione perché li si vedrà se le sue critiche al liberalismo della sinistra, che si esplicita nell'accettazione della sostituzione etnica degli autoctoni, sono vere oppure sono solo un espediente per prendere voti. Vuole veramente aiutare le classi povere tedesche? Benissimo metta nel suo programma la fine dell'immigrazione e dell'Asilo-truffa, il ritoro a casa loro degli immigrati non integrabili nella società tedesca, una politica demografica che eviti il suicidio degli autoctoni e una politica estera veramente sovranista. Staremo a vedere.

    2. Tipheus 3 gennaio 2025

      Non c'è nessuno più filoebraico di AfD. Va detto anche questo. E io della lesbica "sposata" con la dominicana, se permetti non mi fido.

    3. Pfefferminz 3 gennaio 2025

      "Non c’è nessuno più filoebraico di AfD."

      Lo pensavo anch'io e probabilmente era così quando fu fondato il partito, ma dal 7 ottobre 2023 qualcosa è cambiato, come risulta dalle seguenti righe:

      16 ottobre 2024: "Il cancelliere Scholz ha assicurato a Israele ulteriore sostegno militare nella guerra in Medio Oriente. Il presidente dell’AfD esprime chiare critiche e definisce la decisione “miope”.
      "Il presidente di AfD Tino Chrupalla ha criticato aspramente le ulteriori consegne di armi a Israele annunciate dal cancelliere Olaf Scholz (SPD). »Con le vostre consegne di armi a Israele, accettate la disumanizzazione di tutte le morti civili da entrambe le parti. "Non contribuiscono alla riduzione dell'escalation, ma continuano a gettare benzina sul fuoco", ha accusato il leader dell'AfD il governo federale al Bundestag."
      Fonte: https://www.juedische-allgemeine.de/politik/das-sagt-die-afd-zu-waffenlieferungen-an-israel/
      (articolo in tedesco)

    4. Arian Van Heisen 3 gennaio 2025

      Certo.. certo..!
      gettare fango su chi vi prende i voti è sempre stato la vs. prerogativa.

    5. alessandroparenti 4 gennaio 2025

      Ma va là.

    6. Tipheus 17 gennaio 2025

      Vi? Vostra? Ma di chi parli? A nanna, su.

    1. nicolcass 3 gennaio 2025

      La sinistra? un gruppo di intellettuali fighetti sfaccendati autoproclamatesi difensori del popolo..quando il popolo gli ha voltato le spalle si sono riciclati come sorveglianti delle piantagioni della finanza.

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