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CONDOLEEZZA RICE MENTI' ALLA COMMISSIONE 9/11 ?

I democratici del Congresso USA hanno messo in discussione la veridicità della testimonianza che il segretario di Stato Condoleezza Rice ha rilasciato alla Commissione sull’11 settembre 2001. I parlamentari Henry Waxman e Carolyn Maloney, esponenti democratici della Commissione riforme del governo, hanno inviato una lettera di cinque pagine a Tom Davis, presidente repubblicano della loro commissione, in cui chiedono di sapere se l’amministrazione “abbia abusato del sistema di segretazione dei documenti sottraendo, per motivi politici, resoconti ufficiali della Commissione 11/9 da cui risulta che funzionari dell’aviazione federale ricevettero diversi rapporti di intelligence a sul rischio di possibili dirottamenti aerei e di attacchi suicidi prima dell’11 settembre”.
Nella lettera si chiede che la Commissione sulle riforme del governo tenga delle udienze per far luce sia sull’abuso della segretazione che “in merito alla veridicità delle dichiarazioni, dei resoconti e delle testimonianze dell’allora Consigliere di sicurezza nazionale Condoleeza Rice”.In apertura la lettera fa riferimento alle informazioni esplosive pubblicate il 10 febbraio dal New York Times, secondo cui nei mesi che precedettero gli attacchi dell’11 settembre la Federal Aviation Administration (FAA) “ricevette 52 rapporti di intelligence” nei quali si menzionava Osama Bin Laden e Al Qaeda e si affermava espressamente che i terroristi avrebbero potuto “commettere suicidio in una spettacolare esplosione” dopo aver dirottato un aereo dalle rotte nazionali o internazionali.
Il New York Times ha attinto l’informazione da un rapporto di 120 pagine compilato dallo staff della Commissione 11/9. Il rapporto è stato postato nel sito internet della Commissione riforme del governo dagli on. Waxman e Maloney. Il governo non ha mai rilasciato il rapporto segretato, neanche al Congresso, ma ne ha inoltrato solo una versione spurgata al National Archive. Nella lettera si ricorda espressamente come Condi Rice abbia ripetutamente affermato al Congresso e alla Commissione d’inchiesta sull’11/9 che esistevano solo dei “rapporti frammentari” del periodo “1998-1999” in cui si faceva menzione del pericolo del dirottamento di aerei da parte di terroristi kamikaze. Waxman e Maloney fanno espressamente riferimento alle testimonianze e dichiarazioni pubbliche della Rice del 16 maggio 2002 e alla sua agitata e controversa testimonianza alla Commissione 11/9. Interrogata dal presidente della commissione, il repubblicano Thomas Kean, l’8 aprile 2004 la Rice disse: “Per quello che ne so io … quest’analisi sull’uso di aerei come armi non è mai stata sottoposta alla nostra attenzione”. Ha liquidato le responsabilità sue e di Bush nell’ignorare quei moniti asserendo: “Non posso garantire che non vi siano stati dei rapporti che qui o là possono essere arrivati a qualcuno di noi. Tutto ciò che posso dire è che l’opzione dell’impiego di aerei come arma non era nel memorandum del 6 agosto e non ricordo che ci sia pervenuto alcun rapporto che potesse valere come monito strategico sul fatto che gli aerei potevano essere usati come arma”. A quel tempo, anche Bush negò ripetutamente di essere stato messo sull’avviso, o di aver mai sentito dire che gli aerei avrebbero potuto essere impiegati come arma, e che “non c’è stato nessun allarme riguardante un attacco kamikaze a bordo di aerei”.
Le rivelazioni apparse sul New York Times e la nuova iniziativa parlamentare sollevano essenzialmente due interrogativi: l’amministrazione Bush ha deliberatamente tenuto segreto il rapporto della Commissione 11/9 per impedire che la verità sull’incompetenza di Bush e Rice fosse resa nota prima del voto di novembre? E poi, la guerra in Iraq e la guerra preventiva, perseguite in maniera ossessiva, spiegano perché l’amministrazione Bush ha ignorato le chiare indicazioni dei servizi d’informazione?
L’11 settembre 2001, quando la notizia degli attacchi giunse nel mezzo di un’intervista radiofonica, Lyndon LaRouche commentò dal vivo che i terroristi dovevano per forza godere di complicità ad alto livello all’interno degli USA. A seguito degli ultimi fatti c’è da chiedersi: fino a quale livello era effettivamente noto che questo attacco sarebbe potuto verificarsi e perché gli enti federali non hanno preso le dovute precauzioni?

Un po’ di background

Come ha giustamente scritto il commentatore del New York Times, Nicholas Kristol: “La Rice è stata sottomessa da Cheney così tante volte nello scorso quadriennio anni che sarà molto docile al Dipartimento di Stato”. Ma la personalità che ha maggiore influenza sulla Rice è senz’altro George Shultz. Insieme, Shultz e Cheney diressero il comitato esploratore della prima candidatura Bush. Shultz conosceva bene la Rice dagli anni trascorsi insieme come “fellow” alla Hoover Institution, e nei consigli d’amministrazione della Chevron, di Transamerica, della finanziaria Charles Schwab e nel consiglio di consulenza di JP Morgan. Shultz la incaricò di mettere a punto una squadra che si occupasse di politica estera per la prima amministrazione Bush, a cui dettero il nome dei “Vulcans”, in onore del dio romano.
Il principale mentore della Rice durante i suoi studi fu Josef Korbel, che a sua volta fu mentore (e padre adottivo) dell’ex segretario di Stato Madeleine Allbright. Korbel le inculcò la passione per i problemi russi e del mondo comunista nella fase finale della Guerra Fredda.
Per meglio capire il suo pensiero politico, che è molto vicino a quello dei neoconservatori più estremisti, basta dare un’occhiata al suo discorso contro la multipolarità (l’idea che Europa e altre nazioni possano avere un ruolo nel definire le strategie internazionali) tenuto a Londra il 26 giugno del 2003: “La multipolarità non è un’idea unificante. E’ stato un male necessario che ha mantenuto l’assenza di guerra ma non ha promosso la pace. La multipolarità è una teoria della rivalità, di interessi conflittuali e, nel peggior caso, di un conflitto di valori. Ci provammo in passato … e condusse alla Grande Guerra, alla Seconda Guerra Mondiale e alla Guerra Fredda.” Un messaggio chiaro, soprattutto all’Europa, che era stato in precedenza ribadito quando la Rice disse che “il regime iracheno deve essere isolato e non ‘avvicinato’, a motivo del suo comportamento”.
E come Dick Cheney, la solerte Condoleezza vanta una negligenza pesante nella cosiddetta guerra al terrorismo. Come ha dettagliato l’ex responsabile per l’antiterrorismo della Casa Bianca, Richard Clark, sia di fronte al Senato che nel suo libro “Contro tutti i nemici”, anche la Rice era stata da lui messa al corrente del pericolo rappresentato da Al Qaeda prima dell’11 settembre. Ma lei, come Cheney, non fece niente.

“Falcoconiglio” al femminile fa “Condi”

All’inizio di febbraio il nuovo segretario di Stato USA ha compiuto il primo viaggio in Europa. La sua politica delle menzogne è iniziata già nelle presentazioni, quando ha raccontato di aver avuto il suo “battesimo del fuoco” nel movimento dei diritti civili: Martin Luther King, bla, bla. E’ vero che è originaria di Birmingham, in Alabama, ma nel periodo più drammatico dalla lotta per i diritti civili, quando Martin Luther King intervenne nella sua città e finì anche in prigione, la famiglia della Condi si tenne bene alla larga dai rischi e dalle sofferenze che molti altri neri si accollarono. Lei stessa lo riferisce, nella biografia di Antonia Felix: “Mio padre non era un predicatore che marciava per le strade, non aveva motivo per mettere a rischio la vita dei bambini”. Il suo è un eufemistico riferimento al fatto che il padre si oppose alla famosa marcia dei bambini organizzata da King e da James Bevel, nel maggio 1963, che costituì il passo più significativo per l’abolizione della segregazione a Birmingham. John Rice, il padre della Condi, poco dopo decise di lasciare Birmingham e la chiesa in cui era ministro, che era stata fondata da suo padre, forse rendendosi conto che la figlia, che aveva allora otto anni, non si sarebbe trovata a suo agio tra i 2500 neri che erano stati arrestati e che con i loro sacrifici avevano ottenuto la fine della segregazione.
Lo stesso Martin Luther King, in una lettera dalla prigione di Birmingham, parlò di “pochi neri delle classi medie che a motivo della posizione accademica o economica, e perché traggono qualche vantaggio dalla segregazione, sono inconsciamente diventati insensibili…”
Condoleezza Rice “non era dei nostri” ricorda Joanne Bland, che fu arrestata — aveva 12 anni — nella Domenica di Sangue a Selma, nello stesso drammatico episodio in cui Amelia Boynton Robinson fu lasciata per morta sul ponte Edmund Pettus dai picchiatori di Bull Connor. In una delle chiese dei neri bombardate dai segregazionisti morirono quattro bambine. Una di loro, Denise McNair, era stata compagna di scuola di Condi. Il servizio funebre fu officiato da Martin Luther King.
In questo la Rice trova oggi il suo punto di contatto con gli uomini dell’amministrazione Bush, tutti “falchiconigli”, ben imboscati quando si trattò di servire la patria in divisa mentre ora mandano i figli degli altri a morire nelle guerre imperiali. Se suo padre “non aveva motivo per mettere a rischio la vita dei bambini”, (la sua), lei invece non si fa scrupolo della vita dei bambini degli altri, nelle strade di Baghdad e ovunque lei intende portare la guerra perpetua.

Fonte:www.movisol.org
1.03.05

Pubblicato da Davide