Home / ComeDonChisciotte / CONDISCENDENZA E COMMISERAZIONE

CONDISCENDENZA E COMMISERAZIONE

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

DI ERNESTO CELESTINI
peacelink.it

L’insulto più vigliacco che si può subire è la condiscendenza e la commiserazione oltre ad una dissimulata derisione con cui certi rispettati-delinquenti si permettono di spiegare “come gira il mondo” a chi vive con quattro soldi ma nel rispetto delle leggi, del prossimo e di se stesso.

Sta succedendo qualcosa di strano intorno a noi, è come se ci trovassimo in mezzo a un labirinto incapaci di trovare la via di uscita. Sembra proprio che non si riesca più a fare un ragionamento lineare, normale, spontaneo, perché viviamo in una società matura che perde ogni giorno terreno e teme di non riuscire a raccogliere i frutti del proprio lavoro, a tutelare la propria vecchiaia, è disperata per le insicurezze sul futuro dei propri figli.

Si vive un senso di inquietudine e di impotenza che sente chi sa di essere solo un ingranaggio di un meccanismo del quale non può avere nessun controllo. Si vive un senso di insicurezza perché si è consapevoli che troppe leggi, che regolano rapporti umani ed economia non rispettano la Giustizia e che, sempre più frequentemente, vengono approvate norme che rendono legale uno stato di fatto che, fino a quel momento, era sopportato ma ancora illegale.

C’è poi un malessere generale che, ci si vuole illudere sia solo una fantasticheria, o una illusione di solitudine, di chi crede che certe proprie convinzioni e sensazioni siano un fatto privato, estraneo a tutti gli altri e che non si persuade invece che questo è il sintomo di uno scollamento profondo che già esiste tra governanti e governati e non capisce nemmeno di vivere in un momento storico in cui la democrazia sta svanendo.

Sembra che si stia camminando lungo un viottolo che costeggia una montagna, e mentre si sente il terreno franare sotto i piedi, ci si accorge che si finirà presto in un dirupo, ma è troppo tardi per tornare indietro.

Sembra di sedere a un tavolo di poker dove vince solo chi ha vinto la prima mano, perché poi ha truccato le carte e cambiato le regole del gioco per continuare a vincere, scegliendosi anche quali avversari far sedere al “suo” tavolo.  E anche se ormai ogni mano del gioco è un chiaro “bluff” e tutti i giocatori sanno già chi deve vincere, non c’è scelta il gioco deve continuare il più a lungo possibile.  Almeno per non essere buttati fuori subito a calci e senza soldi.

Ma il malessere arriva in fondo all’anima per la consapevolezza della povertà di spirito di chi non sa reagire con decisione per frenare quell’annientamento progressivo a cui si va incontro e per non voler riconoscere di essere attore e complice del dramma in cui si trova tutta la società.

Attori e complici per la propria pigrizia e per il continuare a voltare la testa dall’altra parte, per non vedere,  pur sapendo che la consapevlezza dell’ignavia dei più è l‘unica forza che permette di  far rosicare ogni giorno un pezzettino di giustizia. Lentamente, in modo che ci si abitui ad accettare che i propri diritti siano ogni giorno un po’ più piccoli e che pochi prepotenti si facciano riconoscere diritti più ampi, benché iniqui e ingiusti, ma legittimati da una legge scritta.

C’è stata troppa indifferenza nel considerare i soprusi e l’abitudine a ritenere le regole come eccessive complicazioni e nel tollerare la “furbizia di pochi” scambiandola ingenuamente come “saper stare al mondo”.  Ma in fondo tutti, qualche volta siamo stati conniventi compiacendoci nel vedere i nostri figli fare qualche piccola bravata, e pensando che forse, in quel modo, si stavano inserendo, alla pari degli altri, in una società in evoluzione.

Ieri stavo attraversando la strada quando ho sentito un colpo di clacson, timido, appena accennato,  c’era una macchina, poco prima di una curva, bloccata da una moto di grossa cilindrata che, improvvisamente, si era fermata  proprio sotto un semaforo verde e un ragazzotto era sceso per mettere il cavalletto e parcheggiare.  “Ma che non ce l’hai lo sterzo?”  Ha gridato il  motociclista, guardando serio l’uomo in macchina che aveva osato dare un colpetto di clacson, mentre continuava tranquillamente a riporre il casco nel bauletto. Quello al volante dell’auto  strabuzzava gli occhi, avrebbe voluto urlare e inveire o almeno dire qualcosa, per non sembrare lui l’attaccabrighe ma, vedendo che il motociclista lo guardava con occhi di sfida, ha fatto un profondo respiro, ha guardato il cielo e, per evitare di rovinarsi la giornata, ha messo la freccia, si è spostato per non urtare la moto parcheggiata sotto il semaforo e appena tornato verde il semaforo, ha ripreso, un po’ più frustrato, la sua strada.

Sembra una nota di colore,  invece questi comportamenti sono normali, quasi una regola. 

Ormai sembra un atto di cortesia se qualcuno cede un posto a sedere ad una donna incinta, e nemmeno ci si permette di redarguire un ragazzino che imbratta un autobus o che scrive sui muri, per non rischiare di essere presi a male parole.  Ci hanno abituati a vedere le più squallide pubblicità a tutte le ore del giorno, possibilmente durante i pasti, si sopporta che le TV di Stato pubblicizzino lotterie con estrazioni quasi ad ogni ora e spieghino quanto sia facile arricchirsi giocando d’azzardo ( ma con moderazione !).

Si bada più al suono delle parole che al loro significato e molto spesso le nostre idee non si formano liberamente, ma sono il prodotto di un martellamento di informazioni di parte o incomplete, non verificate e spesso infondate, che, anche se non “veramente vere”, contribuiscono a forgiare l’opinione pubblica.  Quella che poi viene rilevata dalle statistiche che saranno usate per confezionare programmi politici “democratici” basati  sulla volontà degli elettori.  

E’ grazie a queste manipolazioni che la popolazione continua a sopportare che parlamentari indiziati e strapagati perdano settimane per stabilire se è giusto che il furto, la corruzione, la collusione e  le bugie possano essere considerate reato anche per loro. 

Incredibile la faccia con cui parlano, sembra che a nessuno di loro abbiano mai fatto sapere che la politica è un’arte nobile e che morale, etica e rispetto assoluto della Giustizia siano una prerogativa essenziale per esercitarla.  Ma dire queste parole sembra voler riconoscere ostentatamente solo la propria ingenuità.

Parlare di questi valori, però, non significa essere fuori dal tempo, anzi è una necessità per ricordare a tutta quella gente perbene e silenziosa che lavora e tira avanti una famiglia, che è giusto sentire dentro di sé  questo malessere sociale perché dover vedere che vengono premiati uomini che vivono di abusi e di impunità è un insulto atroce.

Anche se  l’insulto più vigliacco che si può subire è la condiscendenza, la commiserazione e una dissimulata derisione con cui certi rispettati-delinquenti si permettono di spiegare “come gira il mondo” a chi vive con quattro soldi, nel rispetto delle leggi, del prossimo e di se stesso.

È con queste armi meschine che una immutabile classe dominatrice sta tentando di restare avvinghiata al potere, mistificando le informazioni e svilendo il concetto di cultura, sostenuta da supponenti professori, asserviti per convincere la gente della necessità di riscrivere le regole del gioco, di rinegoziare il significato della parola Democrazia, di ridimensionare Diritti e  Libertà.

È grazie alla potente macchina dell’informazione che l’egemonia di pochi si manifesta, ben più violenta della guerra o delle rivoluzioni, con l’uso della speculazione sulle risorse naturali, con l’appropriazione di beni universali inalienabili, con l’inquinamento della terra e dell’aria, con la manipolazione dei generi alimentari, con la disinformazione e con la costrizione di interi popoli a un livello di vita degradato, regolarizzando il tutto con leggi fatte apposta per togliere agli inquieti e agli insicuri un pò della loro libertà.

A questo è servita l’arroganza nella gestione della Giustizia e la  storiella  del  “debito pubblico” architettato  truffaldinamente :  “Oppure ci eravamo illusi di essere arrivati in quel tempo in cui la legge sarebbe stata finalmente uguale per tutti?”

Ernesto Celestini
Fonte: /www.peacelink.it
Link: http://www.peacelink.it/sociale/a/36722.html
15.08.2012

Pubblicato da Bosque Primario

  • Aironeblu

    Triste e veritiera descrizione di una società corrotta governata da una classe di corruttori a cui siamo arrivati dopo decenni e decenni di decadenza civile e morale, sotto l’occhio onniveggente di Washington e lo scudo crociato del Vaticano.

    Quello che si può fare da cittadini, nel nostro piccolo, è tentare un’azione “moralizzatrice” (nel senso etico, naturalmente) nel nostro intorno, dando l’esempio con le nostre azioni e i nostri pensieri, e condannando apertamente i comportamenti più bassi, nostri, dei nostri vicini, dei nostri padroni al governo. Si tratta, invece di muoversi insieme alla massa teleguidata, di valutare sempre cosa sia giusto e non giusto fare, e indirizzare le nostre energie verso la scelta che ci sembra più corretta: da soli non cambieremo un gran chè, ma in molti si possono fare grandi cose. E in ogni caso avremo la coscienza più pulita, non arrendiamoci!

  • Aironeblu

    P.S.

    Mi scuso per il tono un po’ ” moralista” del commento …. ^^

  • andyconti

    Non sono gli arroganti che dirigono la societa’, essi rappresentano una minoranza, se la societa’ decade la colpa e’ dell’immensa zona grigia degli indifferenti, ne’ arroganti ne’ ribelli, semplicemente pecoroni, che lasciano sola la gente positivia a lottare contro gli arroganti.

  • Tanita

    NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA
    John Donne

    Nessun uomo è un’isola,
    completo in sé stesso;
    ogni uomo è un pezzo del continente,
    una parte del tutto

    Se anche solo una zolla
    venisse lavata via dal mare,
    l’Europa ne sarebbe diminuita,
    come se le mancasse un promontorio,
    come se venisse a mancare
    una dimora di amici tuoi,
    o la tua stessa casa.

    La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
    perché io sono parte dell’umanità.
    E dunque non chiedere mai
    per chi suona la campana:
    essa suona per te.

  • Nauseato

    Anche se forse non è proprio così semplice e del tutto necessariamente vero, c’è molto, moltissimo di vero.

  • ProjectCivilization

    Il degrado culturale di una nazione , avviene per tappe , attraverso il cedimento su una quantita’ di questioni di principio . Un popolo che idolatra ” un dio che nun se vede “, un popolo che paga le tasse senza chiedersi se sia giusto , un popolo che accetta serenamente il secondo massacro della Libia un popolo che accetta di non sapere come reagire all’egoismo nell’uso del paesaggio e dell’acqua….un popolo che accetta che Frattini o Andreotti siano impuniti a vita….non puo’ che finire nel nulla .

  • GioCo

    Sinceramente, con tutto il rispetto, ma non capisco Celestini con chi ce l’ha: con i “rispettati-deliquenti”, con i pigri che si abituano alle riduzioni dei diritti, con i furbi, i writer, i piccoli prepotenti da strada, la classe dominante, gli ignoranti, gli amministratori pubblici, i disinformatori, gli operatori di giustizia …

    E’ vero che abbiamo uno stato sociale a brandelli, portato avanti da una sub-cultura disgregatrice e mercificante, che ci ha traghettato dagli anni della contestazione, dove assieme al terrorismo che seminava bombe c’era chi credeva nella politica e ha lottato per un mondo migliore, fino ad oggi, dove ci ritroviamo, senza aver capito bene come, a scegliere tra lo schifo e il ributtante.
    Ma da qui a sparare accuse generiche “contro la gente”, senza accompagnare il gesto con la compassione umana, senza una autoanalisi che ci includa nel grande gioco, sia nel ruolo di vittime che di carnefici (oppure vogliamo credere che Celestini sia immacolato?), senza cioè quel vitale e salvifico riscatto umano che saldi la frattura sociale, unico salvagente rimasto che può davvero aiutare in un momento tanto drammatico quanto quello che stiamo vivendo …
    beh allora, senza tutto questo direi che si tratta solo di sfoghi personali di cui possiamo benissimo fare a meno. Personalmente rimetterò per ciò questo al ce(le)stino, sperando in una sua migliore uscita futura. :).

  • Aironeblu

    Bellissimo!

  • Aironeblu

    Vero. Si tratta di piccoli e crescenti cedimenti della nostra liberta’ e della nostra coscienza sottratti con forza e inganno dai nostri padroni al governo. Ma non lasciamoci depredare passivamente della nostra umanita’!

  • Nauseato

    Non è per difendere il signor Celestini del quale poco mi importa e neppure per polemizzare, ma sinceramente e con tutto altrettanto rispetto, non capisco cosa non si capisca e perché non sia chiaro con chi ce l’abbia. Ma a parte questo, ci terrei a soffermarmi su un paio di punti sollevati.

    Dovrebbe essere abbastanza ovvio che nessuno possa avere la presunzione di considerarsi immacolato; una variabile dose di “non immacolatezza” se così si può dire, dovrebbe essere data quasi scontata, fisiologica. E pertanto se tale immacolatezza dovesse essere la condizione indispensabile per poter avere “diritto” di espressione … vivremmo in un mondo di quasi rigoroso e totale silenzio.

    Non credo sia doverosamente necessario – ogni volta – premettere e ammettere che non si è del tutto immacolati. Allo stesso modo succede per le “generalizzazioni”. Tutti nell’argomentare generalizziamo e dovrebbe essere evidente che nel generalizzare si debba essere consapevoli dei propri margini di “errore”. Non è che prima di qualsiasi discorso che includa delle generalizzazioni si premette pedantemente: “le mie generalizzazioni devono essere considerate come tali: generealizzazioni; pertanto finiscono a includere ingiustamente anche chi non ne facesse parte” … No ?
    Anche se in effetti sarebbe utile … visto che sulle generalizzazioni nessuno ha mai nulla da dire trovandosi concorde, ma si scaglia per avversarle (in quanto generalizzazioni) trovandosi discorde. Tuttavia tutto è sempre alquanto relativo, non è certo una novità.

    Sfoghi personali. Anche fosse soltanto o prevalentemente uno “sfogo personale” ? Non mi pare un delitto e a quel punto mi pare anzi che un buon 90% di quel che si legge può tranquillamente finire a essere considerato alla stregua di uno sfogo. Più o meno personale.

  • Servus

    L’anno scorso avevo postato un commento dove dicevo che, come nel nazismo contro gli ebrei, piano piano ci stavano portando via ogni libertà. Pezzo dopo pezzo smantellano le leggi civili, il welfare, la democrazia. La dittatura euro-Nato-franco-germanica si impadronisce dei nostri beni, dei nostri diritti. Il governo fantoccio di Monti esegue solo ordini che vengono dall’alto, come il governo Vichy eseguiva gli ordini di Hitler.

    E la colpa principale di tutto questo e da imputarsi senz’altro alla stampa, ormai da considerarsi di regime. A parte pochissimi, i giornalisti sono tutti venduti o così accondiscendenti verso il regime dei nuovi potenti che ormai nessun giornale, sopratutto in Italia, scrive qualcosa di vero.

    Un esempio lapalissiano è l’ultimo discorso di Monti in Germania dove diceva che occorreva togliere alcuni diritti del Parlamento: in Italia hanno scritto solo stupidaggini senza accennare il tema, mentre in Germania hanno gridato (giustamente) per la sua anti-costituzionalità.