CONCENTRATO DI GOLPE: THE GROUP OF 30 (@MIO 0.2 %)

CONCENTRATO DI GOLPE: THE GROUP OF 30 (@MIO 0.2 %)

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Un po’ tecnico, o “wonkish” come direbbero gli MMTers)

Che venisse da un Vinci di Matrix, nulla di che. Ma anche da
un Giannino, passi, quello è pagato per rovinarci. O dallo Scacciavillani del
Fatto Quotidiano, che però ci crede secondo me, quindi è meglio di Oscar. O
anche da uno dei tromboni del Corriere, stessa busta paga di Giannino, dei
Rocca, Vaciago, Secchi ecc. Infatti, se a tutti questi si prova a dire che
siamo sotto un Golpe Finanziario, all’unisono scrollano le spalle e col
sorrisetto scuotono la testa. Fantasie da complotto, fine del dibattito, e
sentenziano “Via! Siamo seri”. Ok, sappiamo chi sono,
inutile insistere.

Ma che un intellettuale e autorevole penalista come Alessandro Gamberini, cioè l’avvocato di Sofri per intenderci, uomo di consumata esperienza conoscitiva delle peggiori trame del potere, che uno come lui reagisca sostanzialmente allo stesso modo mi preoccupa. Perché vuol dire che qui dobbiamo superare non una montagna per aprire gli occhi alla gente, ma proprio arrivare su Giove. E’ talmente incredibile, cioè proprio estraneo alle ipotesi peggiori anche di un cervello sofisticato, cioè così difficile da persino ipotizzare che sia accaduto questo immenso Golpe, che la sola menzione di esso causa anche a menti di solito brillanti come quella di Gamberini uno shut down istantaneo. Figuriamoci il pubblico. And this is bad news, brutte notizie miei cari 0,2%.

E allora forse si deve somministrare la verità in pillole autorevoli ma molto concentrate, cioè un aculeo di verità talmente pungente da scioccare l’ascoltatore verso la consapevolezza. E cosa c’è di meglio del Group of 30?

Il derivato dei Derivati, che sono astrusi prodotti finanziari del tutto comprensibili a non più di 200 individui nel mondo, è la crisi finanziaria 2007-2012. Non è un gioco di parole, perché come ho già spiegato nei dettagli mesi fa, fu in particolare uno scherzetto di Derivati CDS fasulli della AIG di Joseph Cassano, ufficio di Londra, a far partire il collasso globale. Non che sia tutta colpa sua, perché sui Derivati era nata la precedente bolla speculativa immobiliare americana dei subprime, dei criminali MERS, dei Servicers, e da cui poi altri e infiniti Derivati Frankenstein (definizione di Wall St.) sono nati infettando quasi tutte le maggiori banche del mondo, e a pioggia tutto il resto. La crisi finanziaria, poi, ci ha portato non solo un macello creditizio, aziendale, occupazionale e sociale da rasentare un 1929, ma ha anche fornito il grande pretesto per infliggerci la sciabolata del progetto di Spirale della Deflazione Economica Imposta (le Austerità) che i golpisti usano per depredare a sangue interi Stati europei, courtesy of the Eurozone. I Derivati sono armi di distruzione di massa, e massa è la parola giusta, visto che questi Frankenstein-assets vagano per il pianeta senza più controllo né regolamentazione per una cifra di circa 650.000 miliardi di dollari. E’ dal 1994 che è suonato l’allarme su ste mine finanziarie, con Merrill Lynch che fece sparire 1,5 miliardi di dollari in assets da Orange County (USA), e si capisce chiaro che nessuno da allora ha voluto, né potuto, regolamentarli, cioè frenarli, visto che sono arrivati anche in Italia dieci anni dopo in una frotta di Comuni e con danni terrificanti (es. Milano, 1,7 miliardi di Euro, con JP Morgan Securities). Ancora oggi i contratti OTC (Over the Counter, sempre Derivati) sono liberamente usati per distruggere, e lo stanno facendo gli Hedge Funds come quello del criminale John Paulson, che scommettono in queste ore contro l’Euro, giusto per sparare una bella raffica sulla croce rossa dell’Europa moribonda (che in effetti dovrebbe morire, ma non caoticamente e non per ingrassare i Mr Paulson). Ne Il Più Grande Crimine 2011 spiego in una serie di esempi come accada che usando i Derivati un pugno di speculatori possa affondare persino uno Stato sovrano del G8, possa ricattarlo, sospingerlo oltre il baratro del default, e questo con le conseguenze agghiaccianti che si chiamano disoccupazione, sottoccupazione, suicidi, morti anzitempo, abbruttimento sociale, svendita forzosa a truffa di patrimoni pubblici, usura sullo Stato, e soprattutto perdita di democrazia a favore non solo dei profitti indicibili dei sopraccitati speculatori, ma anche del fascismo finanziario alla UE che oggi fa gridare allo scandalo anche il Financial Times. Quel fascismo che ha imposto i micidiali Trattati UE mai votati da alcun cittadino, i quali hanno di fatto abolito la sovranità delle Costituzioni nazionali, abolite anche dal ricatto degli speculatori (si veda il Golpe in Italia dell’11/11/11), i quali aiutano i fascisti UE che aiutano gli speculatori e via daccapo. Insomma, ciò che si chiama il Colpo di Stato Finanziario nell’Eurozona. E, lo ripeto, i Derivati arrivano ai 650 mila miliardi di dollari, cioè 8 volte il PIL mondiale, non so se è chiaro.

La domanda come sempre è: come si è arrivati a questo? E poi: Perché non lo si è evitato?

Risposta: Group of 30. Un complotto? Sì, Avvocato Gamberini. Ma non una fantasia (a meno che Mario Draghi non sia un DVD).

Lo schema è ormai un cliché, e l’ho già spiegato allo sfinimento. Primo: si distrugge la capacità dello Stato di creare e controllare qualsiasi ricchezza finanziaria significativa (con la “superstizione o isteria del deficit/debito” P. Samuelson). A quel punto la creazione di ricchezza finanziaria significativa rimane unicamente nelle mani dei mercati di capitali, da cui gli stati finiscono per dipendere in toto. Secondo: i mercati di capitali, che ora spadroneggiano, incaricano lobbies di eccezionali tecnocrati di disegnargli leggi, regole, strumenti, e anche propaganda, per ottimizzare la loro rapina globale. Terzo, li impongono ai governi che, come già detto, sono privati della facoltà di creare ricchezza finanziaria significativa e sono del tutto dipendenti dal ricatto di chi la crea, i mercati appunto, quindi ingoiano qualsiasi aberrazione speculativa, come l’esistenza dei mostruosi Derivati OTC a briglia scolta. Dopo di ciò i Golpe Finanziari sono quasi uno scherzo.

Ora tornate al secondo punto sopra, alle lobbies di eccezionali tecnocrati: il Group of 30, in primis. Nel 1978 il solito Rockefeller ci mette lo zampino (e te pareva se non c’entrava lui) e aiuta a creare il gruppo. Saranno 30 membri a rotazione, ma sempre 30 individui. E la cosa s’imposta fin da subito molto male: sono quasi tutti uomini che hanno lavorato con la mano destra nella speculazione finanziaria, e poi con la sinistra nella regolamentazione statale della stessa, o vice versa. No good. Ecco spiegato come accade che si crei un complotto, cari scettici. Non ci vuole un genio a capire che il poliziotto iscritto al club dei ladri che gli pagano laute prebende finisce col tradire il suo mandato nel più classico dei complotti per delinquere. Infatti, scrive Eleni Tsingou nel più devastante lavoro accademico sul Group of 30 (2003): “Questo Gruppo non solo ha legittimato il coinvolgimento del settore privato nelle politiche di Stato, ma ha anche permesso all’interesse privato di divenire il cuore delle decisioni di politica finanziaria. Questo perché molti dei suoi membri sono proprio quei politici che il Gruppo mira a convincere”. E vi anticipo qui che fra un po’ vi porto a scorazzare in uno dei più paradossali balletti di conflitti d’interesse mai visti al mondo, roba confronto a cui il Cavaliere è un ladro di caramelle. Ma prima c’è da rompersi gli occhi ancora un po’ col ‘wonkish stuff’.

Il Group of 30 dunque partì, vi lavoravano cervelli eccezionali, ed era stipato di miliardi come non immaginate. Prima clamorosa intuizione: ‘i Derivati iniziano a diventare interessanti, promettono molto bene, e se noi siamo i primi a capirci qualcosa e a scrivere il libretto delle istruzioni, tutti gli altri faranno riferimento a noi, visto che nessuno ci capisce un’ostia in sta roba.’ Nel 1993 il Gruppo pubblicò il primo studio completo sui Derivati OTC, il Derivatives: Practices and Principles. I controllori statali delle transazioni finanziarie americani ed europei erano nella nebbia assoluta su quei prodotti, e ovviamente accolsero lo studio del Gruppo con favore. L’ignoranza gli tolse ogni potere di contrastarne le conclusioni. E le conclusioni del Group of 30 erano sostanzialmente due: i Derivati OTC sono indispensabili perché “rappresentano nuovi modi di capire, misurare e gestire il rischio finanziario” (sic! cioè gli strumenti più ‘rischiogeni’ della storia della finanza avrebbero secondo loro ridotto il rischio); e in secondo luogo, si sottolineava che “la chiave per l’uso dei Derivati è l’autoregolamentazione… le regole statali intrusive e basate sulla legge ne rovinerebbero l’elasticità e impedirebbero l’innovazione in finanza” (cioè, ci possiamo permettere di dirvi che le regole ce le facciamo in privato, tanto voi controllori non sapreste né contraddirci né quindi farle quelle regole). E cosa fecero i controllori? Per evitare di apparire ignoranti che brancolavano nel buio si aggrapparono alle raccomandazioni del Gruppo, sia in USA che in Europa, come si vedrà fra poco, sospinti in modo decisivo proprio dai loro colleghi Senior che erano membri di spicco di questa lobby. Ma nel succitato studio, il Group of 30 osò anche di più e scrisse che i controllori avrebbero dovuto “aiutare a rimuovere le incertezze legali dei regolamenti in vigore, e fornire un trattamento fiscale (tasse) favorevole ai Derivati”. L’intero lavoro così pubblicato, cari scettici sui complotti, era stato abbondantemente oliato con i fondi della mega banca speculativa JP Morgan. Ogni altro commento è superfluo.

Nonostante la sfacciataggine di quelle righe, tre fra i maggiori organi di controllo del mondo, il Comitato di Basilea, il Congresso degli Stati Uniti e la Federal Reserve USA, trovarono l’idea dell’autoregolamentazione accettabile (in gergo è Best Practice), e di più: gettarono il loro peso contro i pochi controllori ed economisti che già allora suonavano le campane d’allarme (uno di questi fu il nostro glorioso William Black). A questo punto, due delle più potenti lobbies finanziarie anglosassoni, l’Institute for International Finance (IIF) di Washington e la Investment Banking Association di Londra (LIBA), buttarono sul tavolo della trattativa le loro proposte per l’autoregolamentazione della trasparenza sui Derivati, a pieno sostegno del Group of 30. Per dare l’idea agli scettici del complotto, la IIF è la lobby che poche settimane fa ha dato gli ordini nella trattativa suicida della povera Grecia verso la trappola del secondo bailout.

Risultato di quanto sopra: l’occasione per capire e controllare la distruttività dei Derivati OTC si era presentata all’inizio degli anni novanta. Il Group of 30 fu il primario attore nell’annullamento di ogni tentativo di portare questi killer sotto il controllo pubblico, e le conseguenze sono quelle che sappiamo, cioè crimini globali. Se il mio amico Avvocato Gamberini avesse una conoscenza precisa di cosa questi mostri hanno fatto alla vita di centinaia di milioni di famiglie, a milioni di aziende, e alle democrazie dei maggiori Paesi occidentali, per non parlare degli orrori nel Terzo mondo e sull’ambiente (ambito commodities); se potesse capire che oggi viviamo tutti su un ordigno termonucleare finanziario fuori controllo che si chiama 650.000 miliardi di Frankenstein-Derivatives in grado di far fallire il pianeta; se infine capisse che nessuna democrazia ha un senso quando tutta la ricchezza è nelle mani di queste lobby senza pietà a cui TUTTI i politici devono rispondere a bacchetta, invece che ai propri elettori - il mio amico Gamberini intuirebbe non solo la verità del Golpe Finanziario, ma anche l’urgenza di chiedersi cosa ci fa un uomo pubblico come Mario Draghi dentro il club di coloro che hanno impedito al mondo di fermare la finanza criminale planetaria dei Derivati, e parlo del club Group of 30.

Draghi è lì, lui, l’uomo che al timone della BCE dovrebbe vigilare proprio su coloro che condividono il suo club con intenti criminosi come quelli che si sono sopra descritti. E guardate (diamo il via alle danze): chi era il funzionario italiano che supervisionò da direttore generale del Tesoro lungo tutti gli anni ’90 la svendita del nostro Paese alle privatizzazioni selvagge che non hanno sanato di nulla il debito pubblico ma che hanno sanato di certo imprenditori falliti come De Benedetti e fatto incassare miliardi in parcelle alle investment banks? Chi era il funzionario italiano che non ha detto una parola contro la micidiale separazione fra Banca d’Italia e Tesoro che ingrassò le medesime banche? Era Draghi, uomo Group of 30, uomo Bilderberg, uomo Goldman Sachs, e anche ‘bugiardo-Sachs’ che ha sempre negato di essere stato in forza alla Goldman quando la banca di Wall Street organizzò la truffa per truccare i libri contabili greci in collusione col governo di Atene (e invece lui c’era eccome alla Goldman e ne dirigeva proprio gli affari europei). E allora, non è legittima la domanda del cittadino (facciamo finta che il cittadino si faccia domande, dai…) sull’imparzialità di un simile individuo nella gestione delle nostre vite? Quando ad esempio decide di inventarsi un trilione di Euro in piena agonia dell’Eurozona e di darli tutti, TUTTI, alle banche e senza condizioni (ad es. “riprendete a prestare alle aziende in percentuale X, o niente soldi”). Quando decide, come accaduto nei cruciali giorni del Golpe Finanziario in Italia, cioè dall’11 al 16 novembre 2011, di chiudere i rubinetti della BCE che avrebbero potuto salvare un governo eletto ma odiato dagli speculatori (che io detestavo, ma era un governo legittimo), e salvare l’Italia dal golpista Monti. Mario Draghi poteva fermare la loro mano semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori/golpisti. I mercati si sarebbero fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht. Draghi poteva agire, eccome. Ma l’uomo pubblico-membro del Group of 30 dimostrò che di pubblico ha solo l’aria che respira.

Come tutti gli altri colossi del settore pubblico internazionale compromessi in questa lobby sciagurata dove mischiano, o hanno mischiato, la loro funzione statale con quella speculativa, a partire dallo storico Paul A. Volcker, il Presidente della Federal Reserve (banca centrale USA) ma anche uomo della Chase Manhattan Bank e Group of 30.

Poi abbiamo Lord Richardson of Duntisbourne, Governatore della Banca Centrale d’Inghilterra, ma anche caro alla Lloyds Bank e Group of 30.

Poi Jacob A. Frenkel, Governatore della Banca Centrale d’Israele, ma anche in Merrill Lynch International e Group of 30.

Poi Geoffrey Bell, Ministero del Tesoro della Gran Bretagna, dirigente anche di Schroders e Group of 30.

Poi Domingo Cavallo, che era Ministro dell’Economia in Argentina, padre di un disastro economico spaventoso sulla vita di milioni di poveracci, e diligente scolaretto del Group of 30.

Poi Gerald Corrigan, Presidente della Federal Reserve Bank di New York, ma che attraversa la strada e si siede poi come Managing Director di Goldman Sachs, e anche Morgan Stanley, e Group of 30.

Poi Guillermo de la Dehesa, Governatore della Banca Centrale di Spagna, Ministro della Finanza, ma anche banchiere del Banco Santander Central Hispanico e di Goldman Sachs, e Group of 30.

Poi Arminio Fraga Neto Governor, Banca Centrale del Brasile, ma a busta paga di Solomon Brothers NY, Soros Management Fund, e Group of 30.

Poi Toyoo Gyohten, Ministero delle Finanze del Giappone, ma dirigente della Banca di Tokyo e Group of 30.

Poi Gerd Hausler, Governatore della Bundesbank (banca centrale tedesca), ma dentro alla Dresdner Bank, e Group of 30.

… (amico scettico del complotto, non è finita, perché li hanno cooptati proprio tutti quelli grossi, stai lì a leggere, ci sono un paio di chicche in serbo più sotto, e pensa)

Poi Mervyn King, Governatore della Banca Cnetrale d’Inghilterra, e Group of 30.

Poi Jacques de Larosière Conseiller, Governatore della Banca Centrale di Francia, ma direttore esecutivo di BNP Paribas, e Group of 30.

Poi William McDonough, del Departmento di Stato USA, e a busta paga della First National Bank of Chicago, e Group of 30.

Poi Tommaso Padoa-Schioppa, non ha bisogno di presentazioni, né le necessita la sua ideologia Neoliberista spinta, né i suoi ruoli in FIAT e Bilderberg, e Group of 30.

Poi il colosso due americano, Lawrence Summers, Segretario del Tesoro USA, fedele del Bilderberg, e Group of 30.

Poi Jean-Claude Trichet, il predecessore di Draghi alla BCE, ma anche Ministro delle Finanze francese, altro Bilderberg e Group of 30.

Poi Axel A. Weber, Presidente della Bundesbank, ma anche membro della European Systemic Risk Board e della Financial Stability Board. Sarà poi super pagato presidente di UBS, e Group of 30. Ma questo è grottesco. Uno che lavora col Gruppo che ha scatenato il peggior rischio sistemico della storia della finanza mondiale, uno che lavora per i profitti del colosso speculativo UBS, poi siede anche fra i funzionari che valutano il rischio sistemico in Europa e fra quelli (FSB) che lavorano per “incentivare la stabilità finanziaria in un'ottica globale, adottare delle migliorie al sistema dei mercati e ridurre il rischio di crisi finanziarie per mezzo della condivisione di informazioni… inoltre, incentivare la cooperazione internazionale tra le autorità di vigilanza (sic)”. Poi Adair Turner, Presidente del Financial Services Authority della Gran Bretagna, che è l'istituto nazionale deputato a controllare l’industria dei servizi finanziari. Quindi un controllore, ok? Ma eccolo a busta paga della super banca speculativa Merrill Lynch Europe come vice-presidente, e in bella mostra al Group of 30 (questo bel signore fu anche capo delle commissioni per le pensioni e per i salari minimi, sic).

Poi Gerd Häusler , che ha diligentemente lavorato al Global Financial Stability Report (stabilità finanziaria, si noti) e al Financial Stability Forum (stabilità finanziaria, si noti). Ma questo signore ce lo troviamo come direttore del Institute of International Finance di Washington, altro deregolamentatore dei Derivati, ce lo troviamo ovviamente al Group of 30, e soprattutto ce lo troviamo a Lazard. Lazard di New York è un’agguerrita azienda di consulenze specializzata in alta finanza, che nel caso delle sempre disperata Grecia della crisi faceva il doppio gioco come consulente sia degli investitori-strangolatori, che del governo di Papademos allo stesso tempo. No comment.

Qui non si sta parlando di un miliardario con conflitti d’interessi. Qui parliamo dei padroni globali della finanza, di tutte le maggiori Banche Centrali del mondo, dei colossi bancari della speculazione planetaria, e dei massimi controllori della stessa, tutti invischiati in un’oscena amalgama di salotti condivisi, club condivisi, milioni di Dollari/Euro in consulenze condivise, dentro e fuori dalla funzione pubblica e in quella privata e vice versa di continuo. Qui stiamo parlando del sistema che ha messo in ginocchio l’economia del mondo in meno di un decennio, e che, per tornare nelle vostre case italiane, ha minato il futuro dei vostri bambini, e ha portato a masse immense fra cui tantissimi italiani sofferenze che oggi sono su tutti i giornali. Con la perdita di qualsivoglia democrazia reale. Questo è il Group of 30, la lobby che ha aiutato in modo decisivo a causare questo allucinante scenario, questo livello di crimine internazionale. Trenta individui a rotazione, ma solo trenta, col nostro Draghi in prima fila. Roba da far apparire Goldfinger un patetico principiante. Roba vera, tragicamente vera come sono vere le righe qui stampate, cari scettici del Golpe Finanziario. Caro, e sinceramente stimato, Avvocato Alessandro Gamberini.

Paolo Barnard
Fonte: /www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=379
3.05.2012

Commenti (59)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. nuvolenelcielo 5 maggio 2012

      sono molto d'accordo. soprattutto sul punto 2. non si può paragonare un future quotato in borsa sul mais o il cacao o il petrolio, che sono essenziali ai produttori di materie prime e a molte aziende che le utilizzano, con un CDS o quelle assurde scommesse incomprensibili con 100 variabili inventate dalle banche come un gioco delle tre carte

    1. shoona 5 maggio 2012

      Esatto. Barnard sta usando proprio questo bello stile per irretire le persone sul web. Dipinge un mondo in una maniera così infantile che giusto sul web può trovare una valvola di sfogo tramite facebook e affini. Davvero imbarazzante come riduca il tutto ad una banale storia di buoni contro cattivi senza alcuna visione geopolitica, senza alcuna analisi profonda delle dinamiche interne al capitale, di come si è sviluppata questa società, che ha un corso comune a prescindere dagli uomini che la rappresentano in un determinato periodo storico.

    1. Kevin 5 maggio 2012

      Mi immagino quelli del group of 30 con il volto corrugato che si danno pacche sulle spalle preoccupati e intimoriti da questo pericoloso articolo di Barnard che lotta da 15 anni contro il Vero Potere (con la V e la P maiuscole), che sono, come ricordiamo, le elite Neoclassiche, Neoliberali e Neomercantili.

    1. rosbaol 5 maggio 2012

      Non puoi prezzare qualcosa che non c'è. Se una risorsa è scarsa non c'è denaro che tenga. E' semplicemente fuori mercato. Il denaro è il mezzo con cui puoi comprare tutto ciò che, convenzionalmente, ha un prezzo. Credo che il tuo errore sia di immaginare gente che acquista compulsivamente qualsiasi cosa. Consentire allo stato di spendere per i cittadini significa indirizzare la spesa con buon senso non dare la "paghetta ai cittadini". Ti ricordo che il denaro è un mezzo ceh accettiamo per convenzione, è un patto sociale come lo è la Costituzione o il codice civile. Se hai proposte migliori per organizzare la vita dei cittadini e la distribuzione della ricchezza, io sono tutto orecchi e pronto a cambiare idea. Non ho dogmi da seguire. Proponi qualcosa di diverse e fattibile, chi te lo impedisce?

    1. Giovina 5 maggio 2012

      Il 17 aprile gia' sui derivati Affus posto' questo interessante aticolo di Gaetano Colonna nella sezione "Segnalazioni"


      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=47189
    1. Georgejefferson 4 maggio 2012

      vedi?tue affermazioni sul mio conto non sapendo nulla dei miei pensieri

    1. shoona 4 maggio 2012

      George non l'hai presa bene. Non ti affannare tanto. Che senso ha per te parlare di empatia quando è tutto un problema di liquidità monetaria? che valore dai alla tolleranza se tutti i problemi sono causati dai 4 cattivoni che dominano il mondo? perché parli di umiltà se tutti si risolve stampando denaro? Hai capito che significa darsi la zappa sui piedi? Cerca di non smentirti pure tu a righe alterne.

    1. shoona 4 maggio 2012

      e no fermo lì. Oggi la legge della domanda e dell'offerta ha un senso perché il denaro è ancorato e limitato.Ovvero ha un valore. Se tu puoi spendere a deficit infinito il discorso cambia completamente. Poniamo che tu abbia bisogno di 10 libri di benzina. E così anche la francia e la germania. Come si stabilisce il prezzo se tutte le componenti hanno capacità di spesa illimitata? E attenzione ti ricordo che invece il petrolio è limitato. Capisci perché il problema sta nelle risorse scarse?

    1. flucekk76 4 maggio 2012

      si Si è complotto!

    1. Georgejefferson 4 maggio 2012

      Non e' di nessuna importanza dimostrare la tua sobrieta per scelta e bella anima,non ti bastera per lavarti la coscienza e camminare verso la pace interiore che ci serve per vivere,anche se vivessi da eremita,perche manchi totalmente di umilta,empatia,rispetto,tolleranza e modestia...pure io a volte,e lo ammetto,come ammetto le mie lacune se dentro ad un buon dialogo rispettoso,tu no,non vuoi perche non consideri importanti quelle qualita,Questo ti ha portato la tua evoluzione interiore

      E allora vedremo fra qualche tempo se avranno avuto ragione gli espertoni o chi sa usare il cervello. Il tempo sarà l'arbitro della nostra contesa virtuale.

      _____Dove vedendo una valanga rotolare e definirsi lungimirante dichiarando che cadra nel burrone e' tipico del genio che usa il cervello e la visione geopolitica....dove GLI

      ESPERTONI sono tutti uguali da prender a calci in culo(con la tastiera naturalmente)quindi alludendo che DESCRIZIONI DI FATTI siano uguali a PROPORRE PANACEE DI

      TUTTI I MALI,naturalmente nessuno dei professionisti si atteggia a santone guaritore ed hanno spesso opinioni diverse l'un dall'altro...

      la soluzione di tutto è stampare moneta dal nulla. Che accendano le stampanti e girino in Ferrari tutto il giorno.

      _____Altro slogan da bar,estrapolare frasi strampalate da qualche stupido ed attribuirle a tutti...naturalmente senza conoscere gli interlocutori,proprio essere adulti e usare il

      cervello

      Sono i nuovi sacerdoti e tu purtroppo sei un loro devoto fedele.

      _____Caspita,mi spia e sa tutto di me senza avergli detto mai nulla,proprio usare il cervello

      non entro nel trappolone economico

      _____Dichiara che i soldi dal nulla non ha senso,e affermando che lo fanno da sempre prove alla mano dichiararsi DI USARE IL CERVELLO che son cazzate,senza studiare nulla

      o saper confutare nulla,

      tu puoi portarmi 10 economisti che dicono una cosa. Io te ne potrei trovare altri 10 che dicono l'opposto

      _____gia e non li porta mai,almeno avremmo un confronto...con la differenza che tanti non danno mai nulla per scontato,si pongono dubbi mentre la nostra bella anima ha ragione

      lui,non sono opinioni,uso il cervello e non devo dimostrare nulla,grande esempio di umilta,a...citando ghandi,budda e pasolini

      A te in questo momento fa comodo seguire una corrente perché ti illude di qualcosa.Ti illude di poterti arricchire semplicemente spingendo un bottone. Non hai la minima visione

      geopolitica del problema. Manchi di logica e di buon senso

      _____Caspita,mi spia e sa tutto di me senza avergli detto mai nulla,proprio usare il cervello,naturalmente senza dimostrare nulla,le prove non servono in un serio scambio di

      vedute,basta usare il cervello

      L'unica assurdità è pensare di poter staccare quel pezzo di carta da un valore reale.

      _____ma va?pero lo fanno da sempre..pero non ha senso perche NON E' COSI PERCHE USO IL CERVELLO
      caspita,al bar dello sport si avrebbero molti fans

      Voi sostenitori dimenticate bellamente che viviamo in un mondo in cui le risorse sono scarse.

      ____le rinnovabili,il minor consumo non contano nulla perche "E le risorse le vogliono tutti. Ma proprio tutti"...wow,ci spia e sa tutto di tutti senza avergli detto mai nulla,

      Naturalmente dati alla mano mai...altrimenti prenderebbe le parti degli esperti,tutti da prender a calci in culo io USO IL CERVELLO

      Immaginiamo un mondo dove c'è la MMT al posto del capitalismo attuale. Tutti hanno possibilità di spesa infinita ma le risorse sono finite.

      ____dei tanti slogan stupidi questo e' il migliore,poi nessun serio professionista parla di crescita infinita ma sono SACERDOTI da prender a calci in culo

      ALTRI ESTRATTI DAL MODELLO DA IMITARE V.83 DETTO SHOONA

      Non guardi il mondo ma solo il tuo orticello probabilmente curato da mamma e papà.

      ____Tutto non sapendo un H di colui con cui parla

      Razza di imbecille...Sei talmente distante dalla realtà proprio perché hai troppo e vorresti avere sempre di più.Sei accecato dal possesso e le tue sono parole di una ignoranza sorda

      e violenta.Tu e quelli come te sono il cancro del mondo. E infatti abbiamo un mondo in metastasi.

      _________Tutto non sapendo un H di colui con cui parla

      nessuno vuole cambiare il sistema ma soltanto portarlo più vicino a sé.

      _________grandi conclusioni definendo tutti egoisti,tranne il profeta naturalmente portando ad esempio budda,ghandi e pasolini,con astio,arroganza,e saccenza...proprio il loro

      insegnamento

      io, ogni giorno, spezzo quel circuito.Questa è la battaglia in cui credo.

      _________Il suo credo e' anche di aver la coscienza pulita deridendo e offendendo le opinioni degli altri

      Mi sono liberato praticamente di ogni proprietà.

      _________I concetti di proprieta sono tanti e culturalmente distanti uno dall'altro a volte,ma a lui non interessa dibattere rispettosamente su punti di vista diversi dal suo,ho la si

      pensa come lui o tutti ipocriti figli di papa

      Consumo il minimo indispensabile e ho guadagnato tante altre cose che non rientrano nei parametri di benessere del capitalismo. Ovviamente essendo un percorso di riconversione

      ci vuole tempo.

      _________L'umilta,l'empatia,rispetto,tolleranza e modestia lontani anni luce

      Provi a dimostrare che tutti non fanno nulla, per lavarti la coscienza dal perché tu non fai nulla.

      _________Questo ha imparato dalla sua rivoluzione interiore.A giudicare senza conoscere una virgola dell'interlocutore,non serve,basta usare il cervello

    1. LAZZARETTI 4 maggio 2012

      ficcateli nel....

    1. mincuo 4 maggio 2012

      Eventualmente se proprio proprio sono senza una mezza idea, do una mano. Comincio colle Banche Centrali: chi sta seduto: USA, Canada, Inghilterra, Svizzera, Belgio, Austria ecc.....Cosa avranno mai questi in comune e che pure è sfuggito sempre al segugio Barnard che li becca sempre quelli influenti: tutti Tedeschi? No. Tutti Cardinali? neanche. Tutte cognate di Barnard? no. Tutti Bildeberg? Macchè. Mistero.
      O è il segreto di Pulcinella? Che però che non compare mai. Ah già come mai? Ci sono 6 gruppi mondiali di media. Chissà chi sta seduto sopra lì. Bieldeberg? I 30? La Trilaterale? Mia zia?

    1. mincuo 4 maggio 2012

      Non occorre che te lo dimostri io, MrZimmy84. Certo che dici non ne capisco, e vabene, ma non mi interessa capire, è la "visione del mondo" "il potere" ecc.. che vuoi che ti dica.
      Un imprenditore che deve acquistare rame per tutto l'anno di mese in mese può fissare il prezzo. Come? Con un derivato. Perchè lo fa? Perchè vuole avere un costo certo del rame, non vuole correre rischio che il rame schizzi in alto e lui non ci stia più dentro nei costi, e debba magari chiudere baracca e burattini. Questo è un esempio su mille. Non so se è un "fine pubblico" certo che se chiude e licenzia i dipendenti perchè il rame gli è schizzato alle stelle e lui non si è protetto, col famigerato demoniaco derivato, vedi tu come chiamarlo. Io non ho "visioni".

    1. mincuo 4 maggio 2012

      Si può aggiungere anche che è un onesto informatore.
      Invece di tanti sproloqui e cifre a caso e senza senso poteva semplicemente mettere un link:
      http://www.occ.treas.gov/topics/capital-markets/financial-markets/trading/derivatives/dq411.pdf

      Così la gente capisce che significa sottostante, che è una cosa, e quanto è il rischio, che è la cosa importante. E almeno vede da cosa sono formati la maggior parte. Un conto è uno swap, un conto è un CDO, e anche lì poi dipende. Vede numeri seri, non scemenze.

      E inoltre, per usare un linguaggio piano, un derivato è come un'automobile. Non è cattivo o buono. Se la uso per andare in centro a 300 all'ora è cattiva. Se la costruisco con pezzi marci e poi li spaccio per buoni è cattiva. Ma sono gli uomini, e sono truffe, non è il derivato "cattivo".

      Lo strumento è nato e cersciuto per proteggere il rischio, di industrie, commercio ecc...e quello ha sempre fatto, se usato bene, non è nato per aggravarlo.

      Infine gli uomini non sono nè solo nè specialmente quelli. Ogni tanto sbuca "Bildeberg" "i 30" le "Trilaterali" ma le grosse banche e i grossi Hedge Funds sono quelli, i grossi monopoli industriali,
      militari e di materie prime sono quelli. Pure i media mondiali sono pochi gruppi, in sei fanno il mercato. Magari Barnard sarebbe un pò sordo su quel versante, chissà come mai, perchè l'impronta o influenza su questi non è mica così misteriosa. Basta prendersi nomi e cognomi, in ogni Paese. Là non ci sente tanto Barnard. Sempre nuovi cospiratori, i 30, i Tedeschi, il Vaticano, mia zia, sua cognata, ma quelli, come gruppo, mai, neanche una piccola comparsata. Mistero. Forse al Levy Institute, quello della MMT, magari che non abbiano qualche idea? Boh.

    1. Georgejefferson 4 maggio 2012

      Solo 3 o 4 a dominare il mondo?


      Barnard... estratto

      Ogni mattina tu ti alzi e pensi a come arrivare alla fine del mese col mutuo, con la rata della cucina o dell’auto, perché poi c’è tutto il resto. Assieme a te si svegliano anche tutti questi: AfW - Bundesverband Finanzdienstleistung e.V., Association Française de la Gestion financière AFG, Association Française des Marchés Financiers AMAFI, Association Française des Trésoriers d'Entreprise AFTE, Association Luxembourgeoise des Fonds d'Investissement ALFI, Association des Banques et Banquiers, Luxembourg ABBL, Association of British Insurers ABI, Association of Chartered Certified Accountants ACCA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ANIA, Assuralia, beroepsvereniging van verzekeringsondernemingen Assuralia, British Bankers' Association BBA, Bundesarbeitsgemeinschaft Deutscher Kommunalversicherer BADK, Bundesverband deutscher Banken e.V. Bankenverband, Bundesverband Öffentlicher Banken Deutschlands VÖB, Bureau International des Producteurs d'Assurances et de Réassurances BIPAR, CHAMBRES REGIONALES DU SURENDETTEMENT SOCIAL CRESUS, Conféderation Internationale des Banques Populaires CIBP, EUROPEAN SERVICES FORUM ESF, European Association of Co-operative Banks EACB, European Association of Public Banks and Funding agencies AISBL EAPB, European Associations of Corporate Treasurers EACT, European Banking Federation EBF, European Banking Industry Committee EBIC, European Contact Group ECG, European Savings Banks Group ESBG, European insurance and reinsurance federation CEA, Febelfin NULL, Finanssialan Keskusliitto - Finansbranschens Centralförbund ry FK – FC, Futures and Options Association FOA, Fédération Française des Sociétés d'Assurance FFSA, Fédération bancaire française FBF, Fédération des Experts comptables Européens FEE, Fédération nationale du Crédit agricole FNCA, Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft e.V. GDV, Institute of Chartered Accountants in England and Wales ICAEW, International Association for Financial Participation I.A.F.P., International Capital Market Association ICMA, International Swaps and Derivatives Association ISDA, London Investment Banking Association LIBA, Swedish Bankers´ Association SBA, The Confederation of the Nordic Bank, Finance and Insurance Unions NFU, VOTUM Verband Unabhängiger Finanzdienstleistungs-Unternehmen in Europa e. V., Verband der Auslandsbanken in Deutschland e.V. / Association of Foreign Banks in Germany VAB, Verband der privaten Krankenversicherung e.V. PKV, Wirtschaftskammer Wien/Fachgruppe Finanzdienstleister FG FDL/WKW.
      Ok, allora: tu vorresti un sistema finanziario – cioè quei soldi che prendi in prestito per la tua azienda o negozio o per vivere - che fosse alla tua portata, vorresti poter dire a quelli che contano in queste cose “Ehi! Ascoltatemi, datemi ossigeno, per carità!”. Ma non puoi, neppure riusciresti ad avvicinarti alle loro stanze. Invece, quei signori listati qui sopra possono, si chiamano le Lobby finanziarie d’Europa, e non solo possono, ma dettano anche legge, e non solo dettano legge, ma oliano anche quelli che contano, eccome se li oliano. Stanno alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio d’Europa, alla Banca Centrale Europea, alla tua Banca Centrale, al tuo ministero del Tesoro, ogni santo giorno, 24 ore su 24, sette giorni su sette. E sai cosa fanno? Il loro porco interesse. E sai cosa gliene frega di te? Hai già capito. Ma tu li conoscevi? Sapevi che sono loro a creare le decisioni in finanza e non il tuo politico, o amministratore o Presidente del Consiglio?

      Ogni mattina tu ti alzi e pensi a sto mondo degenerato, ti scappano due improperi e tiri dritto. Se sei un impegnato pensi anche a cosa fare per migliorarlo, cioè appartieni allo 0,1% che non tira dritto imprecando. Bene, tu ti dai da fare, ma assieme a te si danno da fare anche questi: Acton Institute for the Study of Religion and Liberty (Grand Rapids, MI - USA) Adam Smith Institute (London UNITED KINGDOM), Adam Smith Society (Milano - ITALY) Adriatic Institute for Public Policy (Rijeka - CROATIA) Africa Fighting Malaria (Congella - SOUTH AFRICA) African Center for Advocacy and Human Development (ACAHD) (Lagos , Lagos - NIGERIA) Agencia Interamericana de Prensa Economica (Boca Raton, FL - USA) Al-Quds (Amman) Alabama Policy Institute (Birmingham, AL - USA) Albanian Center for Economic Research (Tirana - ALBANIA) Allegheny Institute for Public Policy (Pittsburgh, PA - USA) Alternate Solutions Institute (Lahore, Pu - PAKISTAN) América Libre Institute (La Libertad - EL SALVADOR) America’s Future Foundation (Washington, DC - USA) American Council of Trustees and Alumni (Washington, DC - USA) American Enterprise Institute (Washington, DC - USA) American Institute for Full Employment (Klamath Falls, OR - USA) Americans for Tax Reform Foundation (Washington, DC - USA) ANDES LIBRES Asociacion Civil (Cusco - PERU) APOYO Institute (San Antonio, Lima - PERU) Asociacion Civil Consorcio Desarrollo y Justicia (Caracas - VENEZUELA) Asociacion Civil de Empresarios, Consumidores y Artistas Responsables Argentinos(Buenos Aires - ARGENTINA) Asociacion Cristiana de Dirigentes de Empresa (Montevideo - URUGUAY) Asociacion Nacional de Consumidores Libres (San Jose - COSTA RICA) Asociacion Nacional de Fomento Economico (San Jose - COSTA RICA) Association for Liberal Thinking (Ankara - TURKEY) Association pour la Liberte Economique et le Progres Social (Paris - FRANCE) Atlantic Institute for Market Studies (Halifax, NS - CANADA) Atlas Economic Research Foundation (Arlington, VA - USA) Beacon Hill Institute for Public Policy Research (Boston, MA - USA) Becket Fund for Religious Liberty (Washington, DC - USA) Beijing Siyuan Research Center (Beijing - CHINA) Bishkek Business Club (Bishkek, - KYRGYZSTAN) Bluegrass Institute for Public Policy Solutions (Bowling Green, KY - USA) Buckeye Institute (Columbus, OH - USA) Business Ethics Center of Jerusalem (Jerusalem - ISRAEL) Calvert Institute for Policy Research Inc. (Baltimore, MD - USA) Cámara Argentina de Comercio (Buenos Aires - ARGENTINA) Canadian Constitution Foundation (Calgary, AB - CANADA) Canadian Tax Foundation (Toronto, Ontario - CANADA) Canadian Taxpayers Federation (Vancouver, BC - CANADA) Capital ResearchCenter (Washington, DC - USA) Cascade Policy Institute (Portland, OR - USA) Cathay Institution for Public Affairs (Beijing - CHINA) Cato Institute (Washington, DC - USA) Center for Entrepreneurship and Economic Development (Podgorica, Crna Gora - MONTENEGRO) Center for Free Enterprise (Seoul - KOREA) Center for Institutional Analysis and Development (Bucuresti - ROMANIA) Center for International Private Enterprise (Washington, DC - USA) Center for Liberal-Democratic Studies (Serbia - SERBIA) Center for Media Freedom and Responsibility (Makati City - PHILIPPINES) Center for Political Studies (kobenhavn K - DENMARK) Center for Research and Communication Foundation, Inc. (Pasig, Metro Manila - PHILIPPINES) Center for Social Practices (Sofia - BULGARIA) Center for the Defense of Free Enterprise (Bellevue, WA - USA) Center for the Study of Islam & Democracy (Washington, DC - USA) Center of Methodology of Social Science (Rome - ITALY) Centre for Civil Society (New Delhi - INDIA) Centre for Cultural Renewal (Ottawa - CANADA) Centre for Development and Enterprise (Johannesburg - SOUTH AFRICA) Centre for Independent Studies (St Leonards - AUSTRALIA) Centre for Liberal Strategies (Sofia - BULGARIA) Centre for Public Policy Research (Cochin, Kerala - INDIA) Centre for Research into Post-Communist Economies (London - UNITED KINGDOM) Centre for the New Europe (Brussels - BELGIUM) Centro de Divulgacion del Conocimiento Economico (CEDICE) (Caracas - VENEZUELA) Centro de Estudios de la Realidad Economica y Social (Montevideo - URUGUAY) Centro de Estudios Economico-Sociales (Guatemala City - GUATEMALA) Centro de Estudios Macroeconomicos de Argentina (Capital Federal - ARGENTINA) Centro de Estudios Públicos (Santiago - CHILE) Centro de Investigación para el Desarrollo A.C. (Mexico - MEXICO) Centro de Investigacion y Estudios Legales (CITEL) (Lima - PERU) Centro de Investigaciones Economicas Nacionales (Guatemala City - GUATEMALA) Centro de Pol (Caracas, Es - VENEZUELA) Centro para la Apertura y el Desarrollo de America Latina (CADAL) (Buenos Aires - ARGENTINA) Centrum Pro Ekonomiku A Politiku (Prague - CZECH REPUBLIC) China Center for Economic Research (Beijing - CHINA) Circulo De Empresarios (Madrid - SPAIN) Citizens’ Council on Health Care (St. Paul, MN - USA) Civic Institute (Prague - CZECH REPUBLIC) Civitas (Bolivia) (Cochambamba - BOLIVIA) Civitas: Institute for the Study of Civil Society (Westminster - UNITED KINGDOM) Clare Boothe Luce Policy Institute (Herndon, VA - USA) Claremont Institute (Claremont, CA - USA) Committee for a Constructive Tomorrow (Washington, DC - USA) Committee for Monetary Research & Education (Charlotte, NC - USA) Commonwealth Foundation (Harrisburg, PA - USA) Competitive Enterprise Institute (Washington, DC - USA) Conservative Institute of M.R. Stefanik (Bratislava - SLOVAKIA) Consumers for Health Care Choices (Hagerstown, MD - USA) Copenhagen Institute (K - DENMARK) David Hume Institute (Edinburgh - UNITED KINGDOM) Discovery Institute (Seattle, WA - USA) DonorsTrust (Alexandria, VA - USA) E.G. West Centre (England - UNITED KINGDOM) Economic and Social Policy Institute (Belgrade - SERBIA) Education Advancement Fund International (Honolulu, HI - USA) Education Forum (Wellington - NEW ZEALAND) EKOME (Mesogeia Attikis - GREECE) Elinkeinoelämän Valtuuskunta (Helsinki - FINLAND) Escuela Superior de Economia y Administracion de Empresas (ESEADE) (Buenos Aires - ARGENTINA) Ethan Allen Institute (Concord, VT - USA) Ethics and Public Policy Center (Washington, DC - USA) Eudoxa AB (Stockholm - SWEDEN) Eurolibnetwork (Paris - FRANCE) Evergreen Freedom Foundation (Olympia, WA - USA) F.A. Hayek Foundation (Slovakia) (Bratislava - SLOVAKIA) F.A. von Hayek Institut Osterreich, IIAE (Wien - AUSTRIA) Faith & Reason Institute (Washington, DC - USA) Federalist Society for Law and Public Policy Studies (Washington, DC - USA) Flint Hills Center for Public Policy (formerly Kansas Public Policy Institute) (Witchita, KS - USA) Fomento del Trabajo Nacional (Barcelona - SPAIN) Foro de Estudios Sobre la Administracion de Justicia (Buenos Aires - ARGENTINA) Forum-Centre for Strategic Research and Documentation (Skopje - MACEDONIA) Foundation for Democracy in Africa (Arlington, VA - USA) Foundation for Economic Education (Irvington-on-Hudson, NY - USA) Foundation for Individual Rights in Education (F.I.R.E.) (Philadelphia, PA - USA) Foundation for Research on Economics and the Environment (Bozeman, MT - USA) Foundation for Teaching Economics (Davis, CA - USA) Fraser Institute (Vancouver, BC - CANADA) Free Congress Foundation (Washington, DC - USA) Free Market Center, Serbia (Belgrade - SERBIA) Free Market Foundation of Southern Africa (Sandton - SOUTH AFRICA) Free Society Institute (Slovenska Bistrica - SLOVENIA) Freedom Institute (Dublin - IRELAND) Freedom Institute- Jakarta (Jakarta - INDONESIA) Freedom Works (Washington, DC - USA) Frontier Centre for Public Policy (Winnipeg, Manitoba - CANADA) Fully Informed Jury Association (Helena, MT - USA) Fund for American Studies (Washington, DC - USA) Fundación Alberdi (Mendoza - ARGENTINA) Fundación Atlas1853 (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion Bases (Rosario - ARGENTINA) Fundación Capital (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Carlos Pellegrini (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación del Tucuman (S.M. de Tucum - ARGENTINA) Fundacion Friedrich A. von Hayek (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion FUNDAR Justicia y seguridad (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundacion Glob
      al (Mar de Plata, Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Institucionalidad y Justicia (FINJUS) (Santo Domingo - DOMINICAN REPUBLIC) Fundacion Libertad (Rosario, Santa Fe - ARGENTINA) Fundacion Libertad (Uruguay) (Montevideo - URUGUAY) Fundacion Libertad de Panama (Panama - PANAMA) Fundación Libertad y Democracia (FULIDE) (Santa Cruz - BOLIVIA) Fundacion para el Analisis y los Estudios Sociales (Madrid - SPAIN) Fundacion para el Desarollo de Guatemala (FUNDESA) (Sur Guatemala, Gu - GUATEMALA) Fundación para el Desarrollo Integral de la Sociedad (Santo Domingo, DN - DOMINICAN REPUBLIC) Fundación Paz Ciudadana (Santiago - CHILE) Fundacion Pensar (Buenos Aires - ARGENTINA) Fundación Salvadoreña para el Desarrollo Económico y Social (FUSADES) (Antiguo Cuscatl - EL SALVADOR) Fuping Development Institute (Beijing - CHINA) Future of Freedom Foundation (Fairfax, VA - USA) Galen Institute (Alexandria, VA - USA) Georgia Public Policy Foundation (Atlanta, GA - USA) Globalisation Institute (Brussels, Schuman - BELGIUM) Goldwater Institute (Phoenix, AZ - USA) Grassroot Institute of Hawaii Inc. (Honolulu, HI - USA) Great Plains Public Policy Institute (Sioux Falls, SD - USA) Heartland Institute (Chicago, IL - USA) Hellenic Leadership Institute (Athens - GREECE) Heritage Foundation (Washington, DC - USA) Hispanic American Center for Economic Research (Washington, DC - USA) Hong Kong Centre for Economic Research (Hong Kong - CHINA) Howard Center (Rockford, Il - USA) Human Rights Foundation (New York City, NY - USA) iFRAP (Paris - FRANCE) Illinois Policy Institute (Springfield, IL - USA) Imani Center for Policy and Education (Achimota-Accra - GHANA) Independence Institute (Golden, CO - USA) Independent Institute (Oakland, CA - USA) Independent Institute of Socio-Economic and Political Studies (Minsk - BELARUS) Independent Women’s Forum (Washington, DC - USA) Initiative for Public Policy Analysis (IPPA) (Lagos - NIGERIA) Innovations for Poverty Action (New Haven, CT - USA) Institucion Futuro (Gorr, Navarra - SPAIN) Institut Économique de Montréal (Montreal Economic Institute) (Montreal, Qu - CANADA) Institut Constant de Rebecque (1006 Lausanne - SWITZERLAND) Institut de Formation Politique (Paris - FRANCE) Institut Turgot (Louvain-la-neuve - FRANCE) Institut Za Civilizacijo In Kulturo (Ljubljana - SLOVENIA) Institute for Development and Social Initiatives ‘Viitorul’ (Chisinau - MOLDOVA) Institute for Economic Studies Europe (Paris - FRANCE) Institute for Energy Research (Houston, TX - USA) Institute for Enterprise Culture & Entrepreneurship (Thiruvananthapuram, Kerala - INDIA)Institute for Health Freedom (Washington, DC - USA) Institute for Humane Studies (Arlington, VA - USA) Institute for Justice (Arlington, VA - USA) Institute for Liberty and Policy Analysis (INLAPP) (El Roble, Alajuela, Alajuela - COSTA RICA) Institute for Market Economics (Sofia - BULGARIA) Institute for Policy Innovation (Lewisville, TX - USA) Institute for Political Studies- Portuguese Catholic University (Lisbon - PORTUGAL) Institute for Solidarity in Asia (Makati City - PHILIPPINES) Institute for Strategic Studies and Prognoses (Podgorica - MONTENEGRO) Institute for the Study of Russian Economy (Moscow - RUSSIA) Institute for Trade Standards and Sustainable Development (Princeton, NJ - USA) Institute for Transitional Democracy and International Security (Budapest - HUNGARY) Institute of Economic Affairs - Ghana (Christianborg, Accra - GHANA) Institute of Economic Affairs (IEA) (London - UNITED KINGDOM) Institute of Public Affairs (Melbourne - AUSTRALIA) Institute of Public Finance (Zagreb - CROATIA) Instituto Cultural Ludwig Von Mises (Col. Juriquilla - MEXICO) Instituto de Ciencia Politica (Bogota - COLOMBIA) Instituto de Estudos Empresariais (Porto Alegre, RS - BRAZIL) Instituto de Libre Empresa (Peru) (Santiago de Surco, Lima - PERU) Instituto de Politicas Publicas (Santiago - CHILE) Instituto Ecuatoriano de Economia Politica (Guayaquil - ECUADOR) Instituto Juan de Mariana (Madrid - SPAIN) Instituto Liberal - Rio de Janeiro (Rio de Janeiro - BRAZIL) Instituto Liberdade (Porto Alegre, RS - BRAZIL) Instituto Libertad (Cartago - COSTA RICA) Instituto Libertad y Democracia (Lima - PERU) Instituto Libertad y Progreso (Bogotá - COLOMBIA) Instituto Libre Empresa y Desarrollo, A.C. (Hermosillo, So) Instituto para la Libertad (Quito, Distrito Metropolitano - ECUADOR) Instytut Globalizacji (Gliwice - POLAND) Instytut Liberalno-Konserwatywny (Lublin - POLAND) Inter Region Economic Network - Kenya (IREN) (Nairobi - KENYA) International Centre for Economic Research (Torino - ITALY) International Development Enterprises (India) (New Delhi - INDIA) International Policy Network (London - UNITED KINGDOM) International Society for Individual Liberty (Benicia, CA - USA) Islamic Free Market Institute Foundation (Washington, DC - USA) Israel Center for Social and Economic Progress (Mevasseret Zion - ISRAEL) Istituto Acton (Roma - ITALY) Istituto Bruno Leoni (Torino - ITALY) James Madison Institute (Tallahassee, FL - USA) Jerusalem Institute for Market Studies (Jerusalem - ISRAEL) John Locke Foundation (Raleigh, NC - USA) Josiah Bartlett Center for Public Policy (Concord, NH - USA) Kenya Institute of Public Policy Research and Analysis (Nairobi - KENYA) Kosovar Institute for Policy Research and Development (Belgrade - SERBIA) Landmark Legal Foundation (Kansas City, MO - USA) Language of Liberty Institute (Prescott Valley, AZ - USA) Leadership Institute (Arlington, VA - USA) Liberal Bangla (Cirencester, Gl - UNITED KINGDOM) Liberal Group- Kerala (Kottayam, Ke - INDIA) Liberal Network Europe (Borovets - BULGARIA) Liberales Institut (Zurich - SWITZERLAND) Liberalni Institut (Prague - CZECH REPUBLIC) Libertad y Desarrollo (Santiago, Region Metropolitana - CHILE) Libertas (Copenhagen - DENMARK) Liberté Chérie (Nanterre - FRANCE) Liberty Center (Ulaanbaatar, Sukhbaatar District - MONGOLIA) Liberty Fund (Indianapolis, IN - USA) Liberty Ideas (Vienna - AUSTRIA) Liberty Institute (India) (New Dehli - INDIA) Lion Rock Institute (Hong Kong - CHINA) Lithuanian Free Market Institute (Vilnius - LITHUANIA) Locke Institute (Fairfax, VA - USA) Ludwig von Mises Institute Europe (Brussels - BELGIUM) Ludwig von Mises Institute- Romania (Bucharest - ROMANIA) Mackinac Center for Public Policy (Midland, MI - USA) Maine Heritage Policy Center (Portland, ME - USA) Maine Public Policy Institute (Bangor, ME - USA) Manhattan Institute for Policy Research (New York, NY - USA) Manning Centre for Building Democracy (Calgary, AB - CANADA) Maryland Public Policy Institute (Germantown, MD - USA) Maxim Institute (Auckland - NEW ZEALAND) Media Research Center (Alexandria, VA - USA) Medicine & Liberty (Vevey - SWITZERLAND) Mercatus Center (Arlington, VA - USA) Milton & Rose D. Friedman Foundation (Indianapolis, IN - USA) Minaret of Freedom Institute (Bethesda, MD - USA) Minimal Government (1286 Sen. Gil Puyat Ave., Makati City - PHILIPPINES) Mont Pelerin Society (Alexandria, VA - USA) Montenegro Business Alliance (Podgorica, Sahat Kula - MONTENEGRO) Nassau Institute (Nassau - BAHAMAS) National Center for Policy Analysis (Dallas, TX - USA) National Foundation for Family Research Education (Calgary, AB - CANADA) Network for North Korean Democracy and Human Rights (Seoul - KOREA) Nevada Policy Research Institute (Las Vegas, NV - USA) New Economic School-Georgia (Tbilisi - GEORGIA) New Zealand Business Roundtable (Wellington - NEW ZEALAND) Oklahoma Council of Public Affairs Inc. (Oklahoma City, OK - USA) Open Republic Institute (Dublin 4 - IRELAND) Pacific Research Instiute for Public Policy (San Francisco, CA - USA) PalThink for Strategic Studies (Gaza, Palestine) Paraguayan Center for Promotion of Economic Freedom and Social Justice (Asunci - PARAGUAY) Philadelphia Society (Jerome, MI - USA) Philanthropy Roundtable (Washington, DC - USA) Pioneer Institute for Public Policy Research (Boston, MA - USA) Platte Institute for Economic Research (Omaha, NE - USA) Polish Ludwig von Mises Institute (Warszawa - POLAND) Polish-American Foundation for Economic Research and Education ‘pro publico bono’(Warsaw - POLAND) POPULI (Po
      liticas Publicas para la Libertad) (La Paz - BOLIVIA) Prague Security Studies Institute (Prague - CZECH REPUBLIC) Private Sector Organization of Jamaica (Kingston - JAMAICA) Project Empowerment (London - UNITED KINGDOM) Projekt Lodz Foundation (Lodz - POLAND) Property and Environment Research Center (Bozeman, MT - USA) Prosperity Foundation (Kathmandu - NEPAL) Public Interest Institute (Mt. Pleasant, IA - USA) Reason Foundation (Los Angeles, CA - USA) Red Libertad (Mara del Plata, Buenos Aires - ARGENTINA) Rio Grande Foundation (Albuquerque, NM - USA) Romania Think Tank (Bucharest - ROMANIA) Romanian Institute for Recent History (Bucharest - ROMANIA) RSE-Centre for Social and Economic Research (Reykjavik - ICELAND) Sagamore Institute for Policy Research (Indianapolis, IN - USA) Science & Environmental Policy Project (Arlington, VA - USA) Scientific Research Mises Center (Minsk - BELARUS) Shalem Center (Jerusalem - ISRAEL) Shamie Center for Better Government (Boston, MA - USA) Show-Me Institute for Public Policy (St. Louis, MO - USA) Social Affairs Unit (London - UNITED KINGDOM) Society for Quality Education (Toronto, ON - CANADA) SOS Education Association (Paris - FRANCE) South Carolina Policy Council (Columbia, SC - USA) Southeastern Legal Foundation (Atlanta, GA - USA) State Policy Network (Richmond, CA - USA) Stockholm Network (London - UNITED KINGDOM) Sutherland Institute (Salt Lake City, UT - USA) Taiwan Institute of Economic Research (Taipei - TAIWAN-ROC) Tennessee Center for Policy Research (Nashville, TN - USA) Texas Public Policy Foundation (Austin, TX - USA) The Boss (Kathmandu - NEPAL) The Bruges Group (London - UNITED KINGDOM) The Free State Foundation (Potomac, MD - USA) The Ohrid Institute for Economic Strategies and International Affairs (Skpoje - MACEDONIA) Thomas Jefferson Institute for Public Policy (Springfield, VA - USA) TIMBRO (Stockholm - SWEDEN) Toward Tradition (Mercer Island, WA - USA) Unirule Institute of Economics (Beijing, Haidian District, - CHINA) Venezie Institute (South Kensington, Lo - UNITED KINGDOM) Verdad Colombia (Bogota, Cu - COLOMBIA) Virginia Institute for Public Policy (Gainesville, VA - USA) Washington Policy Center (Seattle, WA - USA) Wisconsin Policy Research Institute (Thiensville, WI - USA) Wynnewood Institute (Wynnewood, PA - USA) Yankee Institute for Public Policy Studies (Hartford, CT - USA) Young Britons Foundation (London - UNITED KINGDOM) Zambia Institute for Public Policy Analysis (Kitwe - ZAMBIA). Dunque tu ti dai da fare per migliorare il mondo. Loro invece pensano a come peggiorarlo. Solo che loro hanno budget di milioni di dollari o di euro, e sfornano praticamente tutti i cervelli economici delle università, dei ministeri delle Finanze, delle Confindustrie, i grandi tecnocrati mondiali. Li conoscevi? Loro non fanno manifestazioni, non portano sciarpe colorate, e non vanno ai circhi con Saviano o Grillo. Lavorano 24 ore su 7 giorni su 7, come quegli altri più sopra, macinano potere da forsennati. Sono le fondazioni di destra economica, i grandi burattinai. Disciplinati, implacabili, e soprattutto immensamente competenti e sempre connessi a tutte le prese giuste, accesso diretto con tappeto rosso a ogni singolo uomo o donna in posizione di potere nazionale, anzi, la realtà è addirittura grottescamente all’opposto: sono i politici che hanno accesso diretto a loro, perché da loro prendono ordini e guai a chi sgarra. Leggi questo: “… Il Paese è divenuto talmente aperto a tutte le correnti, che non può permettersi più alcuna politica indipendente, nessuna deviazione dal trend imposto dai mercati internazionali… il fato del governo Berlusconi (1994, nda) è la prova più lampante di questa affermazione: la maggioranza che sorregge un governo che si mette anche brevemente in contrasto con i mercati internazionali si decompone e il governo cade". (Marcello De Cecco, La Sapienza, Roma)

      Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

      - continua -

    1. Georgejefferson 4 maggio 2012

      Barnard...estratto

      The Machine, nero su bianco.

      Il prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia, cioè tutto ciò che essa produce come ricchezza, è di 2 mila miliardi di euro circa. Quello degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. La ricchezza speculativa in mano a non più di mille individui oggi è di 650 mila miliardi di dollari. Riassumo: due (2) e quattordici (14), contro seicentocinquanta (650). O meglio: trecentosessanta milioni di esseri umani complessivi hanno 16, mille esseri umani circa hanno 650. Ma attenzione, ciascuno di quei dollari è una bomba a orologeria chiamata prodotti derivati, cioè una scommessa finanziaria priva di ogni reale fondamento in ricchezza concreta e che infetta l’intero globo nelle vene di tutte le sue maggiori banche, fondi pensione, assicurazioni, municipalità, polizze vita, finanziarie delle aziende, fondi sovrani, risparmi privati… basta che salti per aria la prima miccia, e il botto disintegra il pianeta venti volte. Non esiste al mondo nessun politico, nessun tecnico, nessun esperto in grado di capire sto mostro né di controllarlo. Il Financial Times incaricò un team di guidato da Gillian Tet di comprendere come fossero fatti questi derivati, e dopo un anno di lavoro il team di questi super specialisti ne aveva compreso solo una parte. Il governatore della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, non ha esitato a dichiarare che “non ci capisco nulla”. Questo è l’uomo che sta al timone di tutto ciò che tu e io conosciamo come euro e quindi il nostro denaro, nulla di meno. Nel gennaio del 2007 Fabrice Tourre, da se stesso soprannominato The Fabulous Fab, uno dei cervelli creatori di questi esplosivi alieni monetari che posseggono il mondo economico, scriveva in una email: “Sempre più rischio nel sistema… Tutto l’edificio sta per collassare… L’unico potenziale sopravvissuto, il Fabulous Fab… che sta ritto al centro di questi intricati, rischiosissimi, stupefacenti derivati da lui stesso creati senza neppure capire tutte le implicazioni di queste mostruosità…”. Se ne stava ritto al centro mentre creava, in un anonimo ufficio di cui tu non hai mai saputo nulla, la cosa che alla prima parziale deflagrazione ha causato la più grave crisi finanziaria ed economica dal 1929 a oggi, costata lacrime e sangue (e anche la vita) a miliardi di esseri umani – e in mezzo ci sono concretamente i nostri operai, precari, neolaureati, disoccupati, le loro famiglie e il destino dei loro figli; è la stessa cosa che ha fatto sparire dalla nostra Italia in soli due anni una cifra pari a 23 finanziarie dello Stato messe assieme, e poi si parla di ‘ripresa’…; ed è un disastro da cui nessuno oggi sa se mai ne usciremo veramente. Se ne stava ritto negli uffici di Goldman Sachs, la banca d’investimento che ha fra le sue proprietà il governo degli Stati Uniti con la sua cassaforte, nelle persone di Bob Rubin e Gene Sperling, e degli amici Ben Bernanke, Timothy Geithner e Larry Summers. A poche centinaia di metri dal Fabulous Fab, in un altro anonimo ufficio londinese, e anche di questo tu non hai mai saputo nulla, Joseph Cassano della AIG americana cucinava le polizze assicurative truffa che hanno causato il collasso dell’intero sistema creditizio bancario del pianeta. Lui, praticamente da solo. Sei titolare di una carrozzeria di Foggia e la banca ti ha appena negato quel finanziamento che ti serviva per sopravvivere? E’ stato Joseph, lo sapevi? Sapevi che le vite e il futuro di sopravvivenza di miliardi di aziende e di famiglie del nostro mondo dipende realmente ogni santo giorno dalle azioni di questi pazzi fuori controllo? Lo sapevi che non esiste un politico su questa terra che li possa controllare? E sai perché? Perché non sanno che esistono, non sanno cosa fanno e come lo fanno, e soprattutto perché quando The Machine si rompe trascinando nel baratro un centinaio di Stati sovrani, governi e relativi popoli, i politici sono costretti a rivolgersi agli stessi manovratori criminali come Tourre o Cassano o Goldman Sachs per aggiustarla, essendo questi gli unici che sanno come funziona il suo infernale motore.

    1. MrZimmy84 4 maggio 2012

      Questi strumenti hanno un fine pubblico? se si dimostralo, se no allora non hanno ragione di esistere.
      E' una visione del mondo "come vogliamo" l'economia e al servizio di chi.
      Del resto, il potere, da sempre si è servito dell'ignoranza altrui per dominare e lo fa anche con questi strumenti che tu dici di "creare" e che tu dici chissà in quanti conoscono.
      A me non mi frega, non ne capisco e non voglio capirne, quello che m'interessa è il benessere civile e molto meno materiale di quello che genera un siffatto sistema.

      e ti garantisco che non sono un prete...

    1. mincuo 4 maggio 2012

      Io faccio derivati. Da 30 anni
      Tre cose posso assicurare
      1) la prima è che non sono 200 persone, ma 200.000 o 2 milioni forse che capiscono di derivati. Magari non tutti. Perchè sono diverse tipologie, alcune vecchie di 300 anni.
      2) la seconda è che derivati vuol dire tutto e non vuol dire niente, è come dire "cibo" E non tutti sono OTC, anzi.
      3) la terza è che Barnard di Derivati non capisce niente. Ma ZERO proprio. No un pochino. ZERO.
      Però per la cattedra autocinferita basta un pò di pazienza.
      E di chutzpah.

    1. speranza 4 maggio 2012

      ciao scusa se mi permetto ma è inutile spronare barnard, non ne ha bisogno.
      c'è bisogno che la gente che lo segue agisca.
      fai la denuncia , come spero facciano tutti quelli che sono andati ad applaudire i 5 grandi economisti che lui ha portato in italia!
      ciao annalisa

    1. rosbaol 4 maggio 2012

      Come si stabilisce il prezzo del petrolio e del gas?
      Semplice: legge della domanda e dell'offerta. Se c'è poco petrolio o gas ci sarà un eccesso di domanda, quindi il prezzo salirà alle stelle. Nel frattempo, spero che la tecnologia abbia fatto passi da gigante per utilizzare le rinnovabili. Ma affinchè ci sia ricerca in campo scentifico ci vogliono soldi per finanziarla: ecco come dovrebbe spendere i soldi uno stato.

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