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CONCENTRATO DI GOLPE: THE GROUP OF 30 (@MIO 0.2 %)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Un po’ tecnico, o “wonkish” come direbbero gli MMTers)

Che venisse da un Vinci di Matrix, nulla di che. Ma anche da
un Giannino, passi, quello è pagato per rovinarci. O dallo Scacciavillani del
Fatto Quotidiano, che però ci crede secondo me, quindi è meglio di Oscar. O
anche da uno dei tromboni del Corriere, stessa busta paga di Giannino, dei
Rocca, Vaciago, Secchi ecc. Infatti, se a tutti questi si prova a dire che
siamo sotto un Golpe Finanziario, all’unisono scrollano le spalle e col
sorrisetto scuotono la testa. Fantasie da complotto, fine del dibattito, e
sentenziano “Via! Siamo seri”. Ok, sappiamo chi sono,
inutile insistere.

Ma che un intellettuale e autorevole penalista come
Alessandro Gamberini, cioè l’avvocato di Sofri per intenderci, uomo di
consumata esperienza conoscitiva delle peggiori trame del potere, che uno come
lui reagisca sostanzialmente allo stesso modo mi preoccupa. Perché vuol dire
che qui dobbiamo superare non una montagna per aprire gli occhi alla gente, ma
proprio arrivare su Giove. E’ talmente incredibile, cioè proprio estraneo alle
ipotesi peggiori anche di un cervello sofisticato, cioè così difficile da
persino ipotizzare che sia accaduto questo immenso Golpe, che la sola menzione
di esso causa anche a menti di solito brillanti come quella di Gamberini uno
shut down istantaneo. Figuriamoci il pubblico. And this is bad news, brutte
notizie miei cari 0,2%.

E allora forse si deve somministrare la verità in pillole autorevoli
ma molto concentrate, cioè un aculeo di verità talmente pungente da scioccare
l’ascoltatore verso la consapevolezza. E cosa c’è di meglio del Group of 30?

Il derivato dei Derivati, che sono astrusi prodotti
finanziari del tutto comprensibili a non più di 200 individui nel mondo, è la
crisi finanziaria 2007-2012. Non è un gioco di parole, perché come ho già
spiegato nei dettagli mesi fa, fu in particolare uno scherzetto di Derivati CDS
fasulli della AIG di Joseph Cassano, ufficio di Londra, a far partire il collasso
globale. Non che sia tutta colpa sua, perché sui Derivati era nata la
precedente bolla speculativa immobiliare americana dei subprime, dei criminali
MERS, dei Servicers, e da cui poi altri e infiniti Derivati Frankenstein
(definizione di Wall St.) sono nati infettando quasi tutte le maggiori banche
del mondo, e a pioggia tutto il resto. La crisi finanziaria, poi, ci ha portato non
solo un macello creditizio, aziendale, occupazionale e sociale da rasentare un
1929, ma ha anche fornito il grande pretesto per infliggerci la sciabolata del
progetto di Spirale della Deflazione Economica Imposta (le Austerità) che i
golpisti usano per depredare a sangue interi Stati europei, courtesy of the
Eurozone. I Derivati sono armi di distruzione di massa, e massa è la parola giusta,
visto che questi Frankenstein-assets vagano per il pianeta senza più controllo
né regolamentazione per una cifra di circa 650.000 miliardi di dollari. E’ dal
1994 che è suonato l’allarme su ste mine finanziarie, con Merrill Lynch che
fece sparire 1,5 miliardi di dollari in assets da Orange County (USA), e si
capisce chiaro che nessuno da allora ha voluto, né potuto, regolamentarli, cioè
frenarli, visto che sono arrivati anche in Italia dieci anni dopo in una frotta
di Comuni e con danni terrificanti (es. Milano, 1,7 miliardi di Euro, con JP
Morgan Securities). Ancora oggi i contratti OTC (Over the Counter, sempre
Derivati) sono liberamente usati per distruggere, e lo stanno facendo gli Hedge
Funds come quello del criminale John Paulson, che scommettono in queste ore
contro l’Euro, giusto per sparare una bella raffica sulla croce rossa
dell’Europa moribonda (che in effetti dovrebbe morire, ma non caoticamente e non
per ingrassare i Mr Paulson). Ne Il Più Grande Crimine 2011 spiego in una serie
di esempi come accada che usando i Derivati un pugno di speculatori possa
affondare persino uno Stato sovrano del G8, possa ricattarlo, sospingerlo oltre
il baratro del default, e questo con le conseguenze agghiaccianti che si
chiamano disoccupazione, sottoccupazione, suicidi, morti anzitempo,
abbruttimento sociale, svendita forzosa a truffa di patrimoni pubblici, usura
sullo Stato, e soprattutto perdita di democrazia a favore non solo dei profitti
indicibili dei sopraccitati speculatori, ma anche del fascismo finanziario alla
UE che oggi fa gridare allo scandalo anche il Financial Times. Quel fascismo
che ha imposto i micidiali Trattati UE mai votati da alcun cittadino, i quali
hanno di fatto abolito la sovranità delle Costituzioni nazionali, abolite anche
dal ricatto degli speculatori (si veda il Golpe in Italia dell’11/11/11), i
quali aiutano i fascisti UE che aiutano gli speculatori e via daccapo. Insomma,
ciò che si chiama il Colpo di Stato Finanziario nell’Eurozona. E, lo ripeto, i
Derivati arrivano ai 650 mila miliardi di dollari, cioè 8 volte il PIL
mondiale, non so se è chiaro.

La domanda come sempre è: come si è arrivati a questo? E
poi: Perché non lo si è evitato?

Risposta: Group of 30.
Un complotto? Sì, Avvocato Gamberini. Ma non una fantasia (a meno che Mario
Draghi non sia un DVD).

Lo schema è ormai un cliché, e l’ho già spiegato allo
sfinimento. Primo: si distrugge la capacità dello Stato di creare e controllare
qualsiasi ricchezza finanziaria significativa (con la “superstizione o isteria del deficit/debito” P. Samuelson). A quel
punto la creazione di ricchezza finanziaria significativa rimane unicamente
nelle mani dei mercati di capitali, da cui gli stati finiscono per dipendere in
toto. Secondo: i mercati di capitali, che ora spadroneggiano, incaricano lobbies
di eccezionali tecnocrati di disegnargli leggi, regole, strumenti, e anche
propaganda, per ottimizzare la loro rapina globale. Terzo, li impongono ai
governi che, come già detto, sono privati della facoltà di creare ricchezza
finanziaria significativa e sono del tutto dipendenti dal ricatto di chi la
crea, i mercati appunto, quindi ingoiano qualsiasi aberrazione speculativa,
come l’esistenza dei mostruosi Derivati OTC a briglia scolta. Dopo di ciò i
Golpe Finanziari sono quasi uno scherzo.

Ora tornate al secondo punto sopra, alle lobbies di
eccezionali tecnocrati: il Group of 30, in
primis. Nel 1978 il solito Rockefeller ci mette lo zampino (e te pareva se non
c’entrava lui) e aiuta a creare il gruppo. Saranno 30 membri a rotazione, ma
sempre 30 individui. E la cosa s’imposta fin da subito molto male: sono quasi
tutti uomini che hanno lavorato con la mano destra nella speculazione
finanziaria, e poi con la sinistra nella regolamentazione statale della stessa,
o vice versa. No good. Ecco spiegato come accade che si crei un complotto, cari
scettici. Non ci vuole un genio a capire che il poliziotto iscritto al club dei
ladri che gli pagano laute prebende finisce col tradire il suo mandato nel più
classico dei complotti per delinquere. Infatti, scrive Eleni Tsingou nel più
devastante lavoro accademico sul Group of
30
(2003): “Questo Gruppo non solo ha
legittimato il coinvolgimento del settore privato nelle politiche di Stato, ma
ha anche permesso all’interesse privato di divenire il cuore delle decisioni di
politica finanziaria. Questo perché molti dei suoi membri sono proprio quei
politici che il Gruppo mira a convincere
”. E vi anticipo qui che fra un po’
vi porto a scorazzare in uno dei più paradossali balletti di conflitti
d’interesse mai visti al mondo, roba confronto a cui il Cavaliere è un ladro di
caramelle. Ma prima c’è da rompersi gli occhi ancora un po’ col ‘wonkish
stuff’.

Il Group of 30
dunque partì, vi lavoravano cervelli eccezionali, ed era stipato di miliardi
come non immaginate. Prima clamorosa intuizione: ‘i Derivati iniziano a diventare interessanti, promettono molto bene, e
se noi siamo i primi a capirci qualcosa e a scrivere il libretto delle
istruzioni, tutti gli altri faranno riferimento a noi, visto che nessuno ci
capisce un’ostia in sta roba.
’ Nel 1993 il Gruppo pubblicò il primo studio
completo sui Derivati OTC, il Derivatives: Practices and Principles. I controllori statali delle transazioni
finanziarie americani ed europei erano nella nebbia assoluta su quei prodotti,
e ovviamente accolsero lo studio del Gruppo con favore. L’ignoranza gli tolse
ogni potere di contrastarne le conclusioni. E le conclusioni del
Group of 30 erano sostanzialmente due: i
Derivati OTC sono indispensabili perché “rappresentano
nuovi modi di capire, misurare e gestire il rischio finanziario”
(sic! cioè
gli strumenti più ‘rischiogeni’ della storia della finanza avrebbero secondo
loro ridotto il rischio); e in secondo luogo, si sottolineava che “la chiave per l’uso dei Derivati è l’autoregolamentazione… le regole statali
intrusive e basate sulla legge ne rovinerebbero l’elasticità e impedirebbero
l’innovazione in finanza
” (cioè, ci possiamo permettere di dirvi che le
regole ce le facciamo in privato, tanto voi controllori non sapreste né
contraddirci né quindi farle quelle regole). E cosa fecero i controllori? Per
evitare di apparire ignoranti che brancolavano nel buio si aggrapparono alle
raccomandazioni del Gruppo, sia in USA che in Europa, come si vedrà fra poco,
sospinti in modo decisivo proprio dai loro colleghi Senior che erano membri di
spicco di questa lobby. Ma nel succitato studio, il Group of 30 osò anche di più e scrisse che i controllori avrebbero
dovuto “aiutare a rimuovere le incertezze
legali dei regolamenti in vigore, e fornire un trattamento fiscale (tasse)
favorevole ai Derivati
”. L’intero lavoro così pubblicato, cari scettici sui
complotti, era stato abbondantemente oliato con i fondi della mega banca
speculativa JP Morgan. Ogni altro commento è superfluo.

Nonostante la sfacciataggine di quelle righe, tre fra i maggiori
organi di controllo del mondo, il Comitato di Basilea, il Congresso degli Stati
Uniti e la Federal Reserve USA, trovarono l’idea dell’autoregolamentazione
accettabile (in gergo è Best Practice), e di più: gettarono il loro peso contro
i pochi controllori ed economisti che già allora suonavano le campane d’allarme
(uno di questi fu il nostro glorioso William Black). A questo punto, due delle
più potenti lobbies finanziarie anglosassoni, l’Institute for International
Finance (IIF) di Washington e la Investment Banking Association di Londra
(LIBA), buttarono sul tavolo della trattativa le loro proposte per l’autoregolamentazione
della trasparenza sui Derivati, a pieno sostegno del Group of 30. Per dare l’idea agli scettici del complotto, la IIF è
la lobby che poche settimane fa ha dato gli ordini nella trattativa suicida
della povera Grecia verso la trappola del secondo bailout.

Risultato di quanto sopra: l’occasione per capire e
controllare la distruttività dei Derivati OTC si era presentata all’inizio
degli anni novanta. Il Group of 30 fu
il primario attore nell’annullamento di ogni tentativo di portare questi killer
sotto il controllo pubblico, e le conseguenze sono quelle che sappiamo, cioè
crimini globali. Se il mio amico Avvocato Gamberini avesse una conoscenza
precisa di cosa questi mostri hanno fatto alla vita di centinaia di milioni di
famiglie, a milioni di aziende, e alle democrazie dei maggiori Paesi occidentali,
per non parlare degli orrori nel Terzo mondo e sull’ambiente (ambito commodities);
se potesse capire che oggi viviamo tutti su un ordigno termonucleare
finanziario fuori controllo che si chiama 650.000 miliardi di
Frankenstein-Derivatives in grado di far fallire il pianeta; se infine capisse
che nessuna democrazia ha un senso quando tutta la ricchezza è nelle mani di queste
lobby senza pietà a cui TUTTI i politici devono rispondere a bacchetta, invece
che ai propri elettori – il mio amico Gamberini intuirebbe non solo la verità
del Golpe Finanziario, ma anche l’urgenza di chiedersi cosa ci fa un uomo
pubblico come Mario Draghi dentro il club di coloro che hanno impedito al mondo
di fermare la finanza criminale planetaria dei Derivati, e parlo del club Group of 30.

Draghi è lì,
lui, l’uomo che al timone della BCE dovrebbe vigilare proprio su coloro che
condividono il suo club con intenti criminosi come quelli che si sono sopra
descritti. E guardate (diamo il via alle danze): chi era il funzionario
italiano che supervisionò da direttore generale del Tesoro lungo tutti gli anni
’90 la svendita del nostro Paese alle privatizzazioni selvagge che non hanno sanato
di nulla il debito pubblico ma che hanno sanato di certo imprenditori falliti
come De Benedetti e fatto incassare miliardi in parcelle alle investment banks?
Chi era il funzionario italiano che non ha detto una parola contro la micidiale
separazione fra Banca d’Italia e Tesoro che ingrassò le medesime banche? Era
Draghi, uomo Group of 30, uomo Bilderberg,
uomo Goldman Sachs, e anche ‘bugiardo-Sachs’ che ha sempre negato di essere
stato in forza alla Goldman quando la banca di Wall Street organizzò la truffa
per truccare i libri contabili greci in collusione col governo di Atene (e
invece lui c’era eccome alla Goldman e ne dirigeva proprio gli affari europei).
E allora, non è legittima la domanda del cittadino (facciamo finta che il
cittadino si faccia domande, dai…) sull’imparzialità di un simile individuo
nella gestione delle nostre vite? Quando ad esempio decide di inventarsi un
trilione di Euro in piena agonia dell’Eurozona e di darli tutti, TUTTI, alle
banche e senza condizioni (ad es. “riprendete
a prestare alle aziende in percentuale X, o niente soldi
”). Quando decide,
come accaduto nei cruciali giorni del Golpe Finanziario in Italia, cioè dall’11
al 16 novembre 2011, di chiudere i rubinetti della BCE che avrebbero potuto
salvare un governo eletto ma odiato dagli speculatori (che io detestavo, ma era
un governo legittimo), e salvare l’Italia dal golpista Monti. Mario Draghi
poteva fermare la loro mano semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in
massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge
basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei
titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia
alla caduta nelle mani degli investitori/golpisti. I mercati si sarebbero
fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi
mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma
Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla
giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli
italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è
vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le
regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht. Draghi poteva
agire, eccome. Ma l’uomo pubblico-membro del Group of 30 dimostrò che di pubblico ha solo l’aria che respira.

Come tutti gli altri
colossi del settore pubblico internazionale compromessi in questa lobby
sciagurata dove mischiano, o hanno mischiato, la loro funzione statale con
quella speculativa, a partire dallo storico Paul A. Volcker, il Presidente
della Federal Reserve (banca centrale USA) ma anche uomo della Chase Manhattan
Bank e
Group of 30.

Poi abbiamo Lord Richardson of Duntisbourne, Governatore della Banca Centrale d’Inghilterra,
ma anche caro alla Lloyds Bank e
Group
of 30.

Poi Jacob A. Frenkel,
Governatore della Banca Centrale d’Israele, ma anche in Merrill Lynch
International e
Group of 30.

Poi Geoffrey Bell,
Ministero del Tesoro della Gran Bretagna, dirigente anche di Schroders e
Group of 30.

Poi Domingo Cavallo,
che era Ministro dell’Economia in Argentina, padre di un disastro economico
spaventoso sulla vita di milioni di poveracci, e diligente scolaretto del
Group of 30.

Poi Gerald Corrigan,
Presidente della Federal Reserve Bank di New York, ma che attraversa la strada
e si siede poi come Managing Director di Goldman Sachs, e anche Morgan Stanley,
e
Group of 30.

Poi Guillermo de la
Dehesa, Governatore della Banca Centrale di Spagna, Ministro della Finanza, ma
anche banchiere del Banco Santander Central Hispanico e di Goldman Sachs, e
Group of 30.

Poi Arminio Fraga
Neto Governor, Banca Centrale del Brasile, ma a busta paga di Solomon Brothers
NY, Soros Management Fund, e
Group
of 30.

Poi Toyoo Gyohten,
Ministero delle Finanze del Giappone, ma dirigente della Banca di Tokyo e
Group of 30.

Poi Gerd Hausler,
Governatore della Bundesbank (banca centrale tedesca), ma dentro alla Dresdner
Bank, e
Group of 30.

… (amico scettico del complotto, non è finita, perché
li hanno cooptati proprio tutti quelli grossi, stai lì a leggere, ci sono un
paio di chicche in serbo più sotto, e pensa
)

Poi Mervyn King,
Governatore della Banca Cnetrale d’Inghilterra, e
Group of 30.

Poi Jacques de
Larosière Conseiller, Governatore della Banca Centrale di Francia, ma direttore
esecutivo di BNP Paribas, e
Group
of 30.

Poi William McDonough,
del Departmento di Stato USA, e a busta paga della First National Bank of Chicago,
e
Group of 30.

Poi Tommaso
Padoa-Schioppa, non ha bisogno di presentazioni, né le necessita la sua
ideologia Neoliberista spinta, né i suoi ruoli in FIAT e Bilderberg, e
Group of 30.

Poi il colosso due
americano, Lawrence Summers, Segretario del Tesoro USA, fedele del Bilderberg, e
Group of 30.

Poi Jean-Claude
Trichet, il predecessore di Draghi alla BCE, ma anche Ministro delle Finanze
francese, altro Bilderberg e
Group
of 30.

Poi Axel A. Weber, Presidente della Bundesbank, ma anche
membro della European Systemic Risk Board e della Financial Stability Board. Sarà
poi super pagato presidente di UBS,
e Group of 30. Ma questo è grottesco.
Uno che lavora col Gruppo che ha scatenato il peggior rischio sistemico della
storia della finanza mondiale, uno che lavora per i profitti del colosso speculativo UBS, poi siede anche
fra i funzionari che valutano il rischio sistemico in Europa e fra quelli (FSB)
che lavorano per “
incentivare la
stabilità finanziaria in un’ottica globale, adottare delle migliorie al sistema
dei mercati e ridurre il rischio di crisi finanziarie per mezzo della
condivisione di informazioni… inoltre, incentivare la cooperazione
internazionale tra le autorità di vigilanza (sic)
”.

Poi Adair Turner, Presidente del Financial Services Authority
della Gran Bretagna, che è l’istituto nazionale deputato a controllare l’industria dei servizi
finanziari. Quindi un controllore, ok? Ma eccolo a busta paga della super banca
speculativa Merrill Lynch Europe come vice-presidente, e in bella mostra al Group of 30 (questo bel signore fu anche
capo delle commissioni per le pensioni e per i salari minimi, sic).

Poi
Gerd Häusler , che ha diligentemente lavorato al Global Financial Stability
Report (stabilità finanziaria, si noti) e al Financial Stability Forum
(stabilità finanziaria, si noti). Ma questo signore ce lo troviamo come
direttore del Institute of International Finance di Washington, altro
deregolamentatore dei Derivati, ce lo troviamo ovviamente al Group of 30, e soprattutto ce lo
troviamo a Lazard. Lazard di New York è un’agguerrita azienda di consulenze
specializzata in alta finanza, che nel caso delle sempre disperata Grecia della
crisi faceva il doppio gioco come consulente sia degli investitori-strangolatori, che
del governo di Papademos allo stesso tempo. No comment.

Qui non si sta
parlando di un miliardario con conflitti d’interessi. Qui parliamo dei padroni
globali della finanza, di tutte le maggiori Banche Centrali del mondo, dei
colossi bancari della speculazione planetaria, e dei massimi controllori della
stessa, tutti invischiati in un’oscena amalgama di salotti condivisi, club
condivisi, milioni di Dollari/Euro in consulenze condivise, dentro e fuori
dalla funzione pubblica e in quella privata e vice versa di continuo. Qui
stiamo parlando del sistema che ha messo in ginocchio l’economia del mondo in
meno di un decennio, e che, per tornare nelle vostre case italiane, ha minato il futuro
dei vostri bambini, e ha portato a masse immense fra cui tantissimi italiani sofferenze che oggi sono su
tutti i giornali. Con la perdita di qualsivoglia democrazia reale. Questo è il
Group of 30, la lobby che ha aiutato in modo decisivo a causare questo allucinante scenario, questo livello di
crimine internazionale. Trenta individui a rotazione, ma solo trenta, col nostro Draghi in prima fila. Roba da
far apparire Goldfinger un patetico principiante. Roba vera, tragicamente vera
come sono vere le righe qui stampate, cari scettici del Golpe Finanziario. Caro,
e sinceramente stimato, Avvocato Alessandro Gamberini.

Paolo Barnard
Fonte: /www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=379
3.05.2012

Pubblicato da Davide

  • Teomas

    Pazzo da legare eh!!??
    Muti come pesci i soliti detrattori di Barnard..

  • Notturno

    Ma che scherzi??

    Sono solo distratti….. adesso arriveranno. 😉

  • ws

    ma che dici ! ai ” tecnici” bastera’ sempre applicare il solito vecchio programmino ” basic ” di due righe

    1 write ” tutte fantasie!”

    2 go to 1
    🙂

  • Georgejefferson

    L’inghilterra,che e’un paese serio….in America,senza conflitti di interesse….in altri paesi,ci si dimette per una multa….vero Travaglio?a gia,l’importante e’la facciata,e il nostro puttaniere era troppo spavaldo

  • ProjectCivilization

    atz… chi l’avrebbe mai detto che Barnard sarebbe riuscito a farmi dire che sono d’accordo con lui….ma su oscar giannino lo appoggio in pieno .

  • Highlangher

    Uno dei migliori articoli di Barnard di sempre. Chiaro, netto e inconfutabile. Quando tralascia gli insulti e si concentra sui fatti concreti, rimane imbattibile. Otto volte il pil mondiale, ovvero i prossimi otto anni ipotecati nelle mani di questi trenta gangster, che a loro volta hanno sopra ancora le solite famiglie da cui prendere ordini. A che ora e’ la fine del mondo? O il nuovo inizo, per meglio dire? Chapeaux, Mr. Barnard.

  • Georgejefferson

    A proposito di costamagna…a matrix sfotteva…ha ha..gli americani stampano carta(non sto elogiando gli USA) lunedi da Lerner dice che sarebbe ora che la BCE diventasse come la FED e possa battere moneta(con tanto di gesti con le mani indicando lo stampaggio,stessi gesti che deridendo fece a matrix)…Quindi? i padroni stanno dando il permesso in europa di cominciare a parlare di Stampaggio in Tv…c’e’ da mettersi le mani nei capelli

  • halnessuno

    E’ il Barnard che mi piace!!!!

  • nuvolenelcielo

    peccato che anche uno dei punti di riferimento di Barnard per le sue teorie economiche, Paul Krugman , che spesso parla di MMT, sia anche lui nel group of 30…
    scegliete tra le tante fonti piuttosto ufficiali… LOL.
    http://www.google.it/search?sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=paul+krugman+group+of+30
    Paul Krugman, il Nobel che Barnard citava a Matrix come saggio dell’economia che dovremmo ascoltare, è nel group of 30…
    Chissà cosa ne penserà lo 0.2% degli eletti dal Signore…

  • Georgejefferson

    Un’altro interessante sul group of 30….. http://www.oltrelacoltre.com/?p=11603

  • Teomas

    Krugman non c’entra nulla col gruppo dell’ mmt (vedi http://www.democraziammt.info/).
    E’ stato solo citato da Barnard per la lucidita’ di alcune sue analisi,
    che poi avesse le sue ragioni per fare tale analisi e’ un altro paio di maniche.
    E in ogni caso cerchiamo di capire la sostanza e il valore degli studi di Barnard, non di fare gli azzeccagarbugli concentrandoci solo sul loro 00,2% (a proposito..), perdendo il proprio tempo a cercarne la minima sbavatura.
    Sono il primo a dire che PB che non è simpatico ed e’ superbo ma se e’ per questo non dobbiamo mica andarci in vacanza assieme.
    Con affetto e sanza polemica, Teomas.

  • vraie

    interessante! come sempre.
    Quest’anno a Washington oltre al gr.30 (pare) anche i bilderberg!
    …chissà se monti ci va? … e se ce lo dice (non credo)

  • Onilut

    oK. Come Gamberini dovrebbe capire che il complotto esiste, anche Barnard dovrebbe fare quel “salto” – non ci vuole molto… – che gli farebbe comprendere come gli attentati dell’11/9 alle torri gemelle fossero parte del medesimo piano di assalto ordito dai Potenti che lui stesso cita. Vero, Paolo?

  • RicBo

    Barnard deve aver capito che stava esagerando con i toni. Bentornato fra gli uomini di buona volontà.
    Ed ora, adelante con la diffusione della MMT, cercando il dialogo e senza rinchiudersi nell’iperuranio convinti di essere gli unici a detenere il verbo.
    Sarebbe bello poterlo sentire il 12-15 maggio, magari proprio a Madrid o Barcelona. Sono previste decine di migliaia di persone, che non manifestano sterilmente ma discutono in assemblee pubbliche ed aperte dei temi cruciali per la sopravvivenza dell’Europa, tra i quali anche il golpe finanziario e la sovranità economica dello Stato (non è che questi argomenti siano conosciuti solo da lui, i 5 saggi e i 2000 di Rimini, sapete?)

  • Georgejefferson

    🙂

  • Georgejefferson

    Che te frega di Barnard nuvole…Krugman critica molto la MMT,anche io avevo notato la sua presenza nel g.of 30…ma resta comunque un economista(nobel)ortodosso,anche se keynesiano,mica e’ un eterodosso fuori dai canoni come Goodley,fatto sta che a volte si citano personaggi importanti ed autorevoli(non a livello soggettivo,ma internazionale…magari nei fatti possono anche non essere veramente importanti)per attirar l’attenzione e credibilita’…spiego meglio,tempo fa feci un dossier amatoriale sulla storia di Mario Monti,ogni passaggio lo accompagnai dalle fonti evitando accuratamente le ipotesi metafisiche se tutto quello che ruota attorno alla sua figura…la maggior parte di tali fonti sono IL SOLE 24 ORE,REPUBBLICA,IL GIORNALE,LA STAMPA,RAI,MILANO FINANZA,WALL STREET JOURNAL ECC ECC..insomma,nella fossa dei leoni…perche?perche anche se spesso mi fanno schifo sono fonti PER LA GENTE COMUNE attendibili e credibili..se parlo con tanti dicendogli :”ma sai che i soldi si creano dal nulla da sempre?”si mettono a ridere,se gli mostro un KRUGMAN in un editoriale del sole 24 ore che lo dice allora cominciano ad interessarsi,non so se mi spiego,giusto approfittarne delle falle del sistema,il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…Sul fattore krugman non so,molte cose non quadrano…ma pure keynes era nella fossa dei leoni nella prima Bretton Woods

  • Aironeblu

    Bravo Barnard, specialmente in fase di denuncia, e specialmente quando non copri di insulti chi ti legge con rispetto. Sarebbe magnifico allargare gli orizzonti oltre la finanza, e fare dei facili collegamenti con le “operazioni” più dirette di questa classe dominante, come gli autoattentati CIA dell’11 settembre, HAARP, scie chimiche e progetto microchips, e manipolazione mentale. Quello finanziario non è che uno degli strumenti per lcattuazione del piano…

  • shoona

    Guarda che se vai in giro a dire che i soldi si creano dal nulla non servirà dire che lo ha detto Krugman ma dovrai superare qualcosa di molto più difficile che si chiama buon senso.

  • shoona

    il dramma di Barnard è proprio aver abbandonato il suo metodo rigoroso facendosi sedurre dalla faciloneria del complottismo. Pensare che il mondo sia dominato da 4 persone il cui unico scopo è far star male il resto del pianeta è semplicemente ridicolo. Questo non significa non ci siano persone più potenti di altre. Ma è il naturale comportamento di CIASCUNA persona in questo sistema. TUTTI cercano di mantenere il proprio potere e di estenderlo. TUTTI cercano maggior ricchezza a prescindere da quella che già si possiede. Si può descrivere il mondo in questo modo oppure prendersi un facile applauso dalle stesse persone che credono alle scie chimiche e agli illuminati.

  • shoona

    ecco vedi Barnard cosa porta prestare il fianco al complottismo? Questi sono i frutti che raccoglierai in abbondanza. Complimenti.

  • Georgejefferson

    evangelista…gia sporca la coscenza di prima mattina?dai che ce la fai

  • shoona

    c’è un ottimo effetto di proiezione nelle tue parole. Dai dell’evangelista a me quando sembri la perpetua della chiesa del pastore Barnard. IL DENARO SI CREA DAL NULLA! E così sia. Andate in pace.

  • rosbaol

    Quando fa il suo mestiere (il giornalista) ce n’è per pochi. E’ bello (o brutto?) leggere articoli come questi. Fanno onore alla categoria.
    P.S. Io ho denunciato i golpisti Napolitano, Monti e governo.

  • istwine

    anche il buon senso si crea dal nulla, se per “nulla” intendiamo le particolari teorie che la moneta non si crei dal nulla.

  • RicBo

    sono d’accordo con shoona: basta pronunciare la parola ‘complotto’ (anche se usata in modo semplicistico e didattico come in questo articolo) che subito le pecore dei sciachimisti, anti-nwo, haarpisti, geoingegneristi e chi più ne ha più ne metta si mettono a belare. Ma questo è una peculiarità di questo sito, non ti curar di loro ma guarda e passa, Paolo

  • Mel

    Grande Mr. BARNARD,come sempre, unica persona che anche ad un ignorante come me riesce a far capire in che mani siamo…peccato che nessun Mass Media (e si capisce il xchè) gli permetta di parlare pubblicamente al Popolo Bue Italiano. Grazie e continui così…

  • rosbaol

    Non ho la TV e me lo sono perso. Grazie della notizia

  • Georgejefferson

    Se riesco ad estrarre da quella puntata di lunedi metto i due spezzoni uno in parte all altro

  • shoona

    vallo a spiegare al 90% del mondo in povertà. Vaglielo a dire che la soluzione di tutto è stampare moneta dal nulla. Che accendano le stampanti e girino in Ferrari tutto il giorno.

  • shoona

    Pero anche Paolo ultimamente se le cerca e di proposito. Lui è molto bravo a scrivere articolo e penso conosca il peso delle parole. Se dipinge la situazione anche solo lontanamente come un complotto di 4 cattivoni significa che vuole raggiungere un certo pubblico. Diversamente la presenterebbe in maniera diversa. Ovviamente salvo non sia passato dalla parte dei complottisti professionisti come Mazzucco.

  • rosbaol

    Barnard ha citato Krugman: “l’euro è moneta straniera…”. Questo lo sanno cani e porci, ormai. E’ una verità. E’ sarebbe una verità anche se lo dicesse Mario Draghi o Mario Monti. Qual’è il problema? Riusciamo a ragionare con la nostra testa ed evitare partigianerie pro/conto Barnard?

    E poi non mi risulta che Krugman sia pro MMT. Dove lo hai letto?

    In questi giorni sto leggendo il libro di Brancaccio e Passerella che vi consiglio.
    http://www.controlacrisi.org/notizia/Economia/2012/4/30/22111-emiliano-brancaccio-perche-lausterita-e-di-destra/

  • Georgejefferson

    A giri la frittata con gli esperti?trovami una sola volta istwine ad esprimersi con gli slogan che deridi,prima hai detto che la moneta dal nulla si scontra col buon senso,poi giri la frittata attribuendo gli slogan dei ragazzini a gente che mai li usa e che non conosci per nulla…confuta col buon senso le frasi di istwine qui di seguito se ne sei capace,sicuramente confuterai con la solita filosofia del problema delle coscenze…o paradiso domani o altrimenti le tragedie sono fin troppo poche considerando tutti come boccaloni del consumismo figli di papa,naturalmente non sapendo una virgola della gente a cui ti rivolgi…gia proprio una bella anima da imitare,S.francesco e’indietro al confronto…

    DA ISTWINE

    Se la domanda è “le banche prestano dal nulla?” La risposta è sì, e in quantità molto maggiori del modello previsto dalla riserva frazionaria. Le riserve bancarie sono conti elettronici di “moneta di banca centrale” che servono a finalizzare i pagamenti o a soddisfare le richieste di riserva obbligatoria (dove prevista, visto che Canada, Australia, UK, Norvegia, Svezia per esempio, non ce l’hanno). Difatti la riserva obbligatoria è uno strumento che la Banca Centrale utilizza per controllare il tasso d’interesse overnight prefissato. L’unico limite al prestito delle banche commerciali è dato dal capitale di garanzia, secondo gli schemi Basilea II (non ricordo se il III sia già entrato in funzione). Le riserve bancarie (quella che comunemente si chiama liquidità) serve solo a finalizzare un pagamento, se per esempio tu Individuo A che hai un conto nella Banca A, devi pagare un Individuo B che ha il conto nella Banca B, allora la Banca A addebita il tuo conto e sposta riserve bancarie (che per intenderci è la base monetaria, detta anche moneta di banca centrale) nel conto della Banca B (non per forza, possono anche compensarsi debiti e crediti senza coinvolgere riserve bancarie).

    Ma se tu chiedi un prestito alla banca commerciale, essa valuta se sei uno che garantisce, e poi scrive + 100 – 100, senza toccare i depositi che ha, per il semplice fatto che la logica è “i prestiti creano i depositi” e non, come credono i monetaristi, “i depositi creano i prestiti”. Quando tu ripaghi il prestito, la banca cancella il debito e il credito e incassa gli interessi. Fine. Ha creato il prestito dal nulla? sì. Quando dicono “utilizza i soldi dei depositi” la cosa non significa nulla, perché le banconote non hanno nessuna relazione con l’ammontare dei prestiti, né la banca si sogna di scalare i depositi degli altri clienti, per prestare a te. Ciò che i monetaristi non capiscono è che le riserve bancarie non hanno nulla a che vedere con i prestiti, difatti le banche raramente badano all’ammontare di riserve bancarie che hanno, né un aumento di esse (tipo il rifinanziamento a lungo termine della BCE di pochi giorni fa) aumenta la possibilità delle banche di prestare. Questo è confermato da nientepopodimenoche i banchieri centrali da anni e anni. L’ultimo in ordine di tempo è Victor Constancio, vicepresidente della BCE qui a pag.5:

    http://www.bis.org/review/r111215b.pdf

    le banconote sono emesse in base alla richiesta dei clienti e delle banche commerciali (in base sempre alla richiesta dei clienti). chi pensa che la politica monetaria sia “emettere banconote contro titoli”, n’ha capito nulla. difatti la BCE stessa lo considera un “fattore autonomo”, cioè al di fuori del suo controllo.

    Partiamo da questo assunto fondamentale: le banche commerciali creano promesse di pagamento dal nulla.

    Ecco una brevissima lista di documenti di economisti che lo dichiarano come la moneta nasca dal nulla, e alcuni di essi da 30 anni, anche se gente come Fisher per esempio lo diceva già negli anni 30.

    http://www.bis.org/publ/work292.pdf
    http://www.bis.org/publ/work297.pdf
    http://www.bis.org/review/r111215b.pdf
    http://www.bis.org/speeches/sp091118.htm
    http://www.federalreserve.gov/pubs/feds/2010/201041/201041pap.pdf
    http://www.ecb.int/pub/pdf/scpwps/ecbwp372.pdf
    http://cowles.econ.yale.edu/P/cp/p02a/p0205.pdf (Il Premio Nobel Tobin nel 1963, anch’esso al tempo era un complottista, poi ha smesso)
    http://aix1.uottawa.ca/~robinson/Lavoie/Courses/2007_ECO6183/childguide4.pdf (Marc Lavoie)
    http://129.3.20.41/eps/mac/papers/9805/9805028.pdf (Wynne Godley)

    e poi Moore, Fullwiler, Wray, Mosler, Rochon, Parguez, Bellofiore, Rossi, Concini, Dow e tanti tanti altri (anche se i soliti individui vi diranno che nessun economista “serio” lo dice).

  • ilnatta

    “chi pensa che la politica monetaria sia “emettere banconote contro titoli”, n’ha capito nulla” …ma l’ LTRO della BCE non richiedeva dei collaterali quali i titoli???

  • Georgejefferson

    Buon argomento da trattare,da approfondire…colpa mia che ho estratto la frase fuori dal contesto di dialogo,qui la discussione completa……. https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=100940#100940

  • shoona

    Gli economisti sono esperti di economia come i teologi sono esperti di religione. Non hai ancora capito che questi personaggi andrebbero presi a calci nel sedere. Sono i nuovi sacerdoti e tu purtroppo sei un loro devoto fedele. Ti ho già detto mille volte che non entro nel trappolone economico. Non voglio analizzare grafici né perder tempo a confutare stupidi pdf. Perdete una marea di tempo in un mare di nulla. Vogliamo metterci davvero a far la gara di teorie? Vorrei solo che tu capissi una semplice cosa: tu puoi portarmi 10 economisti che dicono una cosa. Io te ne potrei trovare altri 10 che dicono l’opposto. E sai la cosa bella? Entrambi direbbero la loro verità tramite i loro fantastici pdf. A te in questo momento fa comodo seguire una corrente perché ti illude di qualcosa.Ti illude di poterti arricchire semplicemente spingendo un bottone. Non hai la minima visione geopolitica del problema. Manchi di logica e di buon senso. E allora vedremo fra qualche tempo se avranno avuto ragione gli espertoni o chi sa usare il cervello. Il tempo sarà l’arbitro della nostra contesa virtuale.

  • rosbaol

    Ma chi, dove e quando hai sentito dire che diventiamo ricchi schiacciando un bottone? Ma chi l’ha detta una fregnaccia del genere?

  • shoona

    Paolo Barnard:

    lo Stato avrebbe potuto premere dei bottoni sui computer del Tesoro e attraverso il suo conto alla Banca Centrale accreditare tutti quei conti con denaro inventato dal nulla, senza alcun precedente prelievo in busta paga. Come sappiamo, e come ci insegna la Modern Money Theory, lo Stato a moneta sovrana non ha limiti tecnici di spesa.

    Il denaro si crea dal nulla. Non ci sono limiti tecnici alla spesa.

    Ridere.

  • rosbaol

    Ma è vero. Ma non vuol dire che diventiamo tutti ricchi e ce la spasseremo sorseggiando una bibita su una spiaggia per tutta la vita. Sta parlando di distribuzione del reddito: devi comunque lavorare se vuoi denaro da spendere. . Capisco che Barnard semplifichi troppo e può indurre a pensare assurdità, ma lo fa per non utilizzare un linguaggio troppo tecnico. Forse è tutto qui l’equivoco. E comunque ti consiglio di non leggere solo Barnard.

  • shoona

    L’unica assurdità è pensare di poter staccare quel pezzo di carta da un valore reale. Da questo dato nascono tutti i problemi.
    Voi sostenitori dimenticate bellamente che viviamo in un mondo in cui le risorse sono scarse. E le risorse le vogliono tutti. Ma proprio tutti. Questo argomento non viene praticamente mai sfiorato e quando viene fatto le risposte sono vaghissime. Immaginiamo un mondo dove c’è la MMT al posto del capitalismo attuale. Tutti hanno possibilità di spesa infinita ma le risorse sono finite. Come si stabilisce il prezzo del petrolio o del gas?

  • rosbaol

    Come si stabilisce il prezzo del petrolio e del gas?
    Semplice: legge della domanda e dell’offerta. Se c’è poco petrolio o gas ci sarà un eccesso di domanda, quindi il prezzo salirà alle stelle. Nel frattempo, spero che la tecnologia abbia fatto passi da gigante per utilizzare le rinnovabili. Ma affinchè ci sia ricerca in campo scentifico ci vogliono soldi per finanziarla: ecco come dovrebbe spendere i soldi uno stato.

  • speranza

    ciao scusa se mi permetto ma è inutile spronare barnard, non ne ha bisogno.
    c’è bisogno che la gente che lo segue agisca.
    fai la denuncia , come spero facciano tutti quelli che sono andati ad applaudire i 5 grandi economisti che lui ha portato in italia!
    ciao annalisa

  • mincuo

    Io faccio derivati. Da 30 anni
    Tre cose posso assicurare
    1) la prima è che non sono 200 persone, ma 200.000 o 2 milioni forse che capiscono di derivati. Magari non tutti. Perchè sono diverse tipologie, alcune vecchie di 300 anni.
    2) la seconda è che derivati vuol dire tutto e non vuol dire niente, è come dire “cibo” E non tutti sono OTC, anzi.
    3) la terza è che Barnard di Derivati non capisce niente. Ma ZERO proprio. No un pochino. ZERO.
    Però per la cattedra autocinferita basta un pò di pazienza.
    E di chutzpah.

  • MrZimmy84

    Questi strumenti hanno un fine pubblico? se si dimostralo, se no allora non hanno ragione di esistere.
    E’ una visione del mondo “come vogliamo” l’economia e al servizio di chi.
    Del resto, il potere, da sempre si è servito dell’ignoranza altrui per dominare e lo fa anche con questi strumenti che tu dici di “creare” e che tu dici chissà in quanti conoscono.
    A me non mi frega, non ne capisco e non voglio capirne, quello che m’interessa è il benessere civile e molto meno materiale di quello che genera un siffatto sistema.

    e ti garantisco che non sono un prete…

  • Georgejefferson

    Barnard…estratto
    The Machine, nero su bianco.

    Il prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia, cioè tutto ciò che essa produce come ricchezza, è di 2 mila miliardi di euro circa. Quello degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. La ricchezza speculativa in mano a non più di mille individui oggi è di 650 mila miliardi di dollari. Riassumo: due (2) e quattordici (14), contro seicentocinquanta (650). O meglio: trecentosessanta milioni di esseri umani complessivi hanno 16, mille esseri umani circa hanno 650. Ma attenzione, ciascuno di quei dollari è una bomba a orologeria chiamata prodotti derivati, cioè una scommessa finanziaria priva di ogni reale fondamento in ricchezza concreta e che infetta l’intero globo nelle vene di tutte le sue maggiori banche, fondi pensione, assicurazioni, municipalità, polizze vita, finanziarie delle aziende, fondi sovrani, risparmi privati… basta che salti per aria la prima miccia, e il botto disintegra il pianeta venti volte. Non esiste al mondo nessun politico, nessun tecnico, nessun esperto in grado di capire sto mostro né di controllarlo. Il Financial Times incaricò un team di guidato da Gillian Tet di comprendere come fossero fatti questi derivati, e dopo un anno di lavoro il team di questi super specialisti ne aveva compreso solo una parte. Il governatore della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, non ha esitato a dichiarare che “non ci capisco nulla”. Questo è l’uomo che sta al timone di tutto ciò che tu e io conosciamo come euro e quindi il nostro denaro, nulla di meno. Nel gennaio del 2007 Fabrice Tourre, da se stesso soprannominato The Fabulous Fab, uno dei cervelli creatori di questi esplosivi alieni monetari che posseggono il mondo economico, scriveva in una email: “Sempre più rischio nel sistema… Tutto l’edificio sta per collassare… L’unico potenziale sopravvissuto, il Fabulous Fab… che sta ritto al centro di questi intricati, rischiosissimi, stupefacenti derivati da lui stesso creati senza neppure capire tutte le implicazioni di queste mostruosità…”. Se ne stava ritto al centro mentre creava, in un anonimo ufficio di cui tu non hai mai saputo nulla, la cosa che alla prima parziale deflagrazione ha causato la più grave crisi finanziaria ed economica dal 1929 a oggi, costata lacrime e sangue (e anche la vita) a miliardi di esseri umani – e in mezzo ci sono concretamente i nostri operai, precari, neolaureati, disoccupati, le loro famiglie e il destino dei loro figli; è la stessa cosa che ha fatto sparire dalla nostra Italia in soli due anni una cifra pari a 23 finanziarie dello Stato messe assieme, e poi si parla di ‘ripresa’…; ed è un disastro da cui nessuno oggi sa se mai ne usciremo veramente. Se ne stava ritto negli uffici di Goldman Sachs, la banca d’investimento che ha fra le sue proprietà il governo degli Stati Uniti con la sua cassaforte, nelle persone di Bob Rubin e Gene Sperling, e degli amici Ben Bernanke, Timothy Geithner e Larry Summers. A poche centinaia di metri dal Fabulous Fab, in un altro anonimo ufficio londinese, e anche di questo tu non hai mai saputo nulla, Joseph Cassano della AIG americana cucinava le polizze assicurative truffa che hanno causato il collasso dell’intero sistema creditizio bancario del pianeta. Lui, praticamente da solo. Sei titolare di una carrozzeria di Foggia e la banca ti ha appena negato quel finanziamento che ti serviva per sopravvivere? E’ stato Joseph, lo sapevi? Sapevi che le vite e il futuro di sopravvivenza di miliardi di aziende e di famiglie del nostro mondo dipende realmente ogni santo giorno dalle azioni di questi pazzi fuori controllo? Lo sapevi che non esiste un politico su questa terra che li possa controllare? E sai perché? Perché non sanno che esistono, non sanno cosa fanno e come lo fanno, e soprattutto perché quando The Machine si rompe trascinando nel baratro un centinaio di Stati sovrani, governi e relativi popoli, i politici sono costretti a rivolgersi agli stessi manovratori criminali come Tourre o Cassano o Goldman Sachs per aggiustarla, essendo questi gli unici che sanno come funziona il suo infernale motore.

  • Georgejefferson

    Solo 3 o 4 a dominare il mondo?

    Barnard… estratto

    Ogni mattina tu ti alzi e pensi a come arrivare alla fine del mese col mutuo, con la rata della cucina o dell’auto, perché poi c’è tutto il resto. Assieme a te si svegliano anche tutti questi: AfW – Bundesverband Finanzdienstleistung e.V., Association Française de la Gestion financière AFG, Association Française des Marchés Financiers AMAFI, Association Française des Trésoriers d’Entreprise AFTE, Association Luxembourgeoise des Fonds d’Investissement ALFI, Association des Banques et Banquiers, Luxembourg ABBL, Association of British Insurers ABI, Association of Chartered Certified Accountants ACCA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ANIA, Assuralia, beroepsvereniging van verzekeringsondernemingen Assuralia, British Bankers’ Association BBA, Bundesarbeitsgemeinschaft Deutscher Kommunalversicherer BADK, Bundesverband deutscher Banken e.V. Bankenverband, Bundesverband Öffentlicher Banken Deutschlands VÖB, Bureau International des Producteurs d’Assurances et de Réassurances BIPAR, CHAMBRES REGIONALES DU SURENDETTEMENT SOCIAL CRESUS, Conféderation Internationale des Banques Populaires CIBP, EUROPEAN SERVICES FORUM ESF, European Association of Co-operative Banks EACB, European Association of Public Banks and Funding agencies AISBL EAPB, European Associations of Corporate Treasurers EACT, European Banking Federation EBF, European Banking Industry Committee EBIC, European Contact Group ECG, European Savings Banks Group ESBG, European insurance and reinsurance federation CEA, Febelfin NULL, Finanssialan Keskusliitto – Finansbranschens Centralförbund ry FK – FC, Futures and Options Association FOA, Fédération Française des Sociétés d’Assurance FFSA, Fédération bancaire française FBF, Fédération des Experts comptables Européens FEE, Fédération nationale du Crédit agricole FNCA, Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft e.V. GDV, Institute of Chartered Accountants in England and Wales ICAEW, International Association for Financial Participation I.A.F.P., International Capital Market Association ICMA, International Swaps and Derivatives Association ISDA, London Investment Banking Association LIBA, Swedish Bankers´ Association SBA, The Confederation of the Nordic Bank, Finance and Insurance Unions NFU, VOTUM Verband Unabhängiger Finanzdienstleistungs-Unternehmen in Europa e. V., Verband der Auslandsbanken in Deutschland e.V. / Association of Foreign Banks in Germany VAB, Verband der privaten Krankenversicherung e.V. PKV, Wirtschaftskammer Wien/Fachgruppe Finanzdienstleister FG FDL/WKW.
    Ok, allora: tu vorresti un sistema finanziario – cioè quei soldi che prendi in prestito per la tua azienda o negozio o per vivere – che fosse alla tua portata, vorresti poter dire a quelli che contano in queste cose “Ehi! Ascoltatemi, datemi ossigeno, per carità!”. Ma non puoi, neppure riusciresti ad avvicinarti alle loro stanze. Invece, quei signori listati qui sopra possono, si chiamano le Lobby finanziarie d’Europa, e non solo possono, ma dettano anche legge, e non solo dettano legge, ma oliano anche quelli che contano, eccome se li oliano. Stanno alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio d’Europa, alla Banca Centrale Europea, alla tua Banca Centrale, al tuo ministero del Tesoro, ogni santo giorno, 24 ore su 24, sette giorni su sette. E sai cosa fanno? Il loro porco interesse. E sai cosa gliene frega di te? Hai già capito. Ma tu li conoscevi? Sapevi che sono loro a creare le decisioni in finanza e non il tuo politico, o amministratore o Presidente del Consiglio?

    Ogni mattina tu ti alzi e pensi a sto mondo degenerato, ti scappano due improperi e tiri dritto. Se sei un impegnato pensi anche a cosa fare per migliorarlo, cioè appartieni allo 0,1% che non tira dritto imprecando. Bene, tu ti dai da fare, ma assieme a te si danno da fare anche questi: Acton Institute for the Study of Religion and Liberty (Grand Rapids, MI – USA) Adam Smith Institute (London UNITED KINGDOM), Adam Smith Society (Milano – ITALY) Adriatic Institute for Public Policy (Rijeka – CROATIA) Africa Fighting Malaria (Congella – SOUTH AFRICA) African Center for Advocacy and Human Development (ACAHD) (Lagos , Lagos – NIGERIA) Agencia Interamericana de Prensa Economica (Boca Raton, FL – USA) Al-Quds (Amman) Alabama Policy Institute (Birmingham, AL – USA) Albanian Center for Economic Research (Tirana – ALBANIA) Allegheny Institute for Public Policy (Pittsburgh, PA – USA) Alternate Solutions Institute (Lahore, Pu – PAKISTAN) América Libre Institute (La Libertad – EL SALVADOR) America’s Future Foundation (Washington, DC – USA) American Council of Trustees and Alumni (Washington, DC – USA) American Enterprise Institute (Washington, DC – USA) American Institute for Full Employment (Klamath Falls, OR – USA) Americans for Tax Reform Foundation (Washington, DC – USA) ANDES LIBRES Asociacion Civil (Cusco – PERU) APOYO Institute (San Antonio, Lima – PERU) Asociacion Civil Consorcio Desarrollo y Justicia (Caracas – VENEZUELA) Asociacion Civil de Empresarios, Consumidores y Artistas Responsables Argentinos(Buenos Aires – ARGENTINA) Asociacion Cristiana de Dirigentes de Empresa (Montevideo – URUGUAY) Asociacion Nacional de Consumidores Libres (San Jose – COSTA RICA) Asociacion Nacional de Fomento Economico (San Jose – COSTA RICA) Association for Liberal Thinking (Ankara – TURKEY) Association pour la Liberte Economique et le Progres Social (Paris – FRANCE) Atlantic Institute for Market Studies (Halifax, NS – CANADA) Atlas Economic Research Foundation (Arlington, VA – USA) Beacon Hill Institute for Public Policy Research (Boston, MA – USA) Becket Fund for Religious Liberty (Washington, DC – USA) Beijing Siyuan Research Center (Beijing – CHINA) Bishkek Business Club (Bishkek, – KYRGYZSTAN) Bluegrass Institute for Public Policy Solutions (Bowling Green, KY – USA) Buckeye Institute (Columbus, OH – USA) Business Ethics Center of Jerusalem (Jerusalem – ISRAEL) Calvert Institute for Policy Research Inc. (Baltimore, MD – USA) Cámara Argentina de Comercio (Buenos Aires – ARGENTINA) Canadian Constitution Foundation (Calgary, AB – CANADA) Canadian Tax Foundation (Toronto, Ontario – CANADA) Canadian Taxpayers Federation (Vancouver, BC – CANADA) Capital ResearchCenter (Washington, DC – USA) Cascade Policy Institute (Portland, OR – USA) Cathay Institution for Public Affairs (Beijing – CHINA) Cato Institute (Washington, DC – USA) Center for Entrepreneurship and Economic Development (Podgorica, Crna Gora – MONTENEGRO) Center for Free Enterprise (Seoul – KOREA) Center for Institutional Analysis and Development (Bucuresti – ROMANIA) Center for International Private Enterprise (Washington, DC – USA) Center for Liberal-Democratic Studies (Serbia – SERBIA) Center for Media Freedom and Responsibility (Makati City – PHILIPPINES) Center for Political Studies (kobenhavn K – DENMARK) Center for Research and Communication Foundation, Inc. (Pasig, Metro Manila – PHILIPPINES) Center for Social Practices (Sofia – BULGARIA) Center for the Defense of Free Enterprise (Bellevue, WA – USA) Center for the Study of Islam & Democracy (Washington, DC – USA) Center of Methodology of Social Science (Rome – ITALY) Centre for Civil Society (New Delhi – INDIA) Centre for Cultural Renewal (Ottawa – CANADA) Centre for Development and Enterprise (Johannesburg – SOUTH AFRICA) Centre for Independent Studies (St Leonards – AUSTRALIA) Centre for Liberal Strategies (Sofia – BULGARIA) Centre for Public Policy Research (Cochin, Kerala – INDIA) Centre for Research into Post-Communist Economies (London – UNITED KINGDOM) Centre for the New Europe (Brussels – BELGIUM) Centro de Divulgacion del Conocimiento Economico (CEDICE) (Caracas – VENEZUELA) Centro de Estudios de la Realidad Economica y Social (Montevideo – URUGUAY) Centro de Estudios Economico-Sociales (Guatemala City – GUATEMALA) Centro de Estudios Macroeconomicos de Argentina (Capital Federal – ARGENTINA) Centro de Estudios Públicos (Santiago – CHILE) Centro de Investigación para el Desarrollo A.C. (Mexico – MEXICO) Centro de Investigacion y Estudios Legales (CITEL) (Lima – PERU) Centro de Investigaciones Economicas Nacionales (Guatemala City – GUATEMALA) Centro de Pol (Caracas, Es – VENEZUELA) Centro para la Apertura y el Desarrollo de America Latina (CADAL) (Buenos Aires – ARGENTINA) Centrum Pro Ekonomiku A Politiku (Prague – CZECH REPUBLIC) China Center for Economic Research (Beijing – CHINA) Circulo De Empresarios (Madrid – SPAIN) Citizens’ Council on Health Care (St. Paul, MN – USA) Civic Institute (Prague – CZECH REPUBLIC) Civitas (Bolivia) (Cochambamba – BOLIVIA) Civitas: Institute for the Study of Civil Society (Westminster – UNITED KINGDOM) Clare Boothe Luce Policy Institute (Herndon, VA – USA) Claremont Institute (Claremont, CA – USA) Committee for a Constructive Tomorrow (Washington, DC – USA) Committee for Monetary Research & Education (Charlotte, NC – USA) Commonwealth Foundation (Harrisburg, PA – USA) Competitive Enterprise Institute (Washington, DC – USA) Conservative Institute of M.R. Stefanik (Bratislava – SLOVAKIA) Consumers for Health Care Choices (Hagerstown, MD – USA) Copenhagen Institute (K – DENMARK) David Hume Institute (Edinburgh – UNITED KINGDOM) Discovery Institute (Seattle, WA – USA) DonorsTrust (Alexandria, VA – USA) E.G. West Centre (England – UNITED KINGDOM) Economic and Social Policy Institute (Belgrade – SERBIA) Education Advancement Fund International (Honolulu, HI – USA) Education Forum (Wellington – NEW ZEALAND) EKOME (Mesogeia Attikis – GREECE) Elinkeinoelämän Valtuuskunta (Helsinki – FINLAND) Escuela Superior de Economia y Administracion de Empresas (ESEADE) (Buenos Aires – ARGENTINA) Ethan Allen Institute (Concord, VT – USA) Ethics and Public Policy Center (Washington, DC – USA) Eudoxa AB (Stockholm – SWEDEN) Eurolibnetwork (Paris – FRANCE) Evergreen Freedom Foundation (Olympia, WA – USA) F.A. Hayek Foundation (Slovakia) (Bratislava – SLOVAKIA) F.A. von Hayek Institut Osterreich, IIAE (Wien – AUSTRIA) Faith & Reason Institute (Washington, DC – USA) Federalist Society for Law and Public Policy Studies (Washington, DC – USA) Flint Hills Center for Public Policy (formerly Kansas Public Policy Institute) (Witchita, KS – USA) Fomento del Trabajo Nacional (Barcelona – SPAIN) Foro de Estudios Sobre la Administracion de Justicia (Buenos Aires – ARGENTINA) Forum-Centre for Strategic Research and Documentation (Skopje – MACEDONIA) Foundation for Democracy in Africa (Arlington, VA – USA) Foundation for Economic Education (Irvington-on-Hudson, NY – USA) Foundation for Individual Rights in Education (F.I.R.E.) (Philadelphia, PA – USA) Foundation for Research on Economics and the Environment (Bozeman, MT – USA) Foundation for Teaching Economics (Davis, CA – USA) Fraser Institute (Vancouver, BC – CANADA) Free Congress Foundation (Washington, DC – USA) Free Market Center, Serbia (Belgrade – SERBIA) Free Market Foundation of Southern Africa (Sandton – SOUTH AFRICA) Free Society Institute (Slovenska Bistrica – SLOVENIA) Freedom Institute (Dublin – IRELAND) Freedom Institute- Jakarta (Jakarta – INDONESIA) Freedom Works (Washington, DC – USA) Frontier Centre for Public Policy (Winnipeg, Manitoba – CANADA) Fully Informed Jury Association (Helena, MT – USA) Fund for American Studies (Washington, DC – USA) Fundación Alberdi (Mendoza – ARGENTINA) Fundación Atlas1853 (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundacion Bases (Rosario – ARGENTINA) Fundación Capital (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación Carlos Pellegrini (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación del Tucuman (S.M. de Tucum – ARGENTINA) Fundacion Friedrich A. von Hayek (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundacion FUNDAR Justicia y seguridad (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundacion Glob
    al (Mar de Plata, Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación Institucionalidad y Justicia (FINJUS) (Santo Domingo – DOMINICAN REPUBLIC) Fundacion Libertad (Rosario, Santa Fe – ARGENTINA) Fundacion Libertad (Uruguay) (Montevideo – URUGUAY) Fundacion Libertad de Panama (Panama – PANAMA) Fundación Libertad y Democracia (FULIDE) (Santa Cruz – BOLIVIA) Fundacion para el Analisis y los Estudios Sociales (Madrid – SPAIN) Fundacion para el Desarollo de Guatemala (FUNDESA) (Sur Guatemala, Gu – GUATEMALA) Fundación para el Desarrollo Integral de la Sociedad (Santo Domingo, DN – DOMINICAN REPUBLIC) Fundación Paz Ciudadana (Santiago – CHILE) Fundacion Pensar (Buenos Aires – ARGENTINA) Fundación Salvadoreña para el Desarrollo Económico y Social (FUSADES) (Antiguo Cuscatl – EL SALVADOR) Fuping Development Institute (Beijing – CHINA) Future of Freedom Foundation (Fairfax, VA – USA) Galen Institute (Alexandria, VA – USA) Georgia Public Policy Foundation (Atlanta, GA – USA) Globalisation Institute (Brussels, Schuman – BELGIUM) Goldwater Institute (Phoenix, AZ – USA) Grassroot Institute of Hawaii Inc. (Honolulu, HI – USA) Great Plains Public Policy Institute (Sioux Falls, SD – USA) Heartland Institute (Chicago, IL – USA) Hellenic Leadership Institute (Athens – GREECE) Heritage Foundation (Washington, DC – USA) Hispanic American Center for Economic Research (Washington, DC – USA) Hong Kong Centre for Economic Research (Hong Kong – CHINA) Howard Center (Rockford, Il – USA) Human Rights Foundation (New York City, NY – USA) iFRAP (Paris – FRANCE) Illinois Policy Institute (Springfield, IL – USA) Imani Center for Policy and Education (Achimota-Accra – GHANA) Independence Institute (Golden, CO – USA) Independent Institute (Oakland, CA – USA) Independent Institute of Socio-Economic and Political Studies (Minsk – BELARUS) Independent Women’s Forum (Washington, DC – USA) Initiative for Public Policy Analysis (IPPA) (Lagos – NIGERIA) Innovations for Poverty Action (New Haven, CT – USA) Institucion Futuro (Gorr, Navarra – SPAIN) Institut Économique de Montréal (Montreal Economic Institute) (Montreal, Qu – CANADA) Institut Constant de Rebecque (1006 Lausanne – SWITZERLAND) Institut de Formation Politique (Paris – FRANCE) Institut Turgot (Louvain-la-neuve – FRANCE) Institut Za Civilizacijo In Kulturo (Ljubljana – SLOVENIA) Institute for Development and Social Initiatives ‘Viitorul’ (Chisinau – MOLDOVA) Institute for Economic Studies Europe (Paris – FRANCE) Institute for Energy Research (Houston, TX – USA) Institute for Enterprise Culture & Entrepreneurship (Thiruvananthapuram, Kerala – INDIA)Institute for Health Freedom (Washington, DC – USA) Institute for Humane Studies (Arlington, VA – USA) Institute for Justice (Arlington, VA – USA) Institute for Liberty and Policy Analysis (INLAPP) (El Roble, Alajuela, Alajuela – COSTA RICA) Institute for Market Economics (Sofia – BULGARIA) Institute for Policy Innovation (Lewisville, TX – USA) Institute for Political Studies- Portuguese Catholic University (Lisbon – PORTUGAL) Institute for Solidarity in Asia (Makati City – PHILIPPINES) Institute for Strategic Studies and Prognoses (Podgorica – MONTENEGRO) Institute for the Study of Russian Economy (Moscow – RUSSIA) Institute for Trade Standards and Sustainable Development (Princeton, NJ – USA) Institute for Transitional Democracy and International Security (Budapest – HUNGARY) Institute of Economic Affairs – Ghana (Christianborg, Accra – GHANA) Institute of Economic Affairs (IEA) (London – UNITED KINGDOM) Institute of Public Affairs (Melbourne – AUSTRALIA) Institute of Public Finance (Zagreb – CROATIA) Instituto Cultural Ludwig Von Mises (Col. Juriquilla – MEXICO) Instituto de Ciencia Politica (Bogota – COLOMBIA) Instituto de Estudos Empresariais (Porto Alegre, RS – BRAZIL) Instituto de Libre Empresa (Peru) (Santiago de Surco, Lima – PERU) Instituto de Politicas Publicas (Santiago – CHILE) Instituto Ecuatoriano de Economia Politica (Guayaquil – ECUADOR) Instituto Juan de Mariana (Madrid – SPAIN) Instituto Liberal – Rio de Janeiro (Rio de Janeiro – BRAZIL) Instituto Liberdade (Porto Alegre, RS – BRAZIL) Instituto Libertad (Cartago – COSTA RICA) Instituto Libertad y Democracia (Lima – PERU) Instituto Libertad y Progreso (Bogotá – COLOMBIA) Instituto Libre Empresa y Desarrollo, A.C. (Hermosillo, So) Instituto para la Libertad (Quito, Distrito Metropolitano – ECUADOR) Instytut Globalizacji (Gliwice – POLAND) Instytut Liberalno-Konserwatywny (Lublin – POLAND) Inter Region Economic Network – Kenya (IREN) (Nairobi – KENYA) International Centre for Economic Research (Torino – ITALY) International Development Enterprises (India) (New Delhi – INDIA) International Policy Network (London – UNITED KINGDOM) International Society for Individual Liberty (Benicia, CA – USA) Islamic Free Market Institute Foundation (Washington, DC – USA) Israel Center for Social and Economic Progress (Mevasseret Zion – ISRAEL) Istituto Acton (Roma – ITALY) Istituto Bruno Leoni (Torino – ITALY) James Madison Institute (Tallahassee, FL – USA) Jerusalem Institute for Market Studies (Jerusalem – ISRAEL) John Locke Foundation (Raleigh, NC – USA) Josiah Bartlett Center for Public Policy (Concord, NH – USA) Kenya Institute of Public Policy Research and Analysis (Nairobi – KENYA) Kosovar Institute for Policy Research and Development (Belgrade – SERBIA) Landmark Legal Foundation (Kansas City, MO – USA) Language of Liberty Institute (Prescott Valley, AZ – USA) Leadership Institute (Arlington, VA – USA) Liberal Bangla (Cirencester, Gl – UNITED KINGDOM) Liberal Group- Kerala (Kottayam, Ke – INDIA) Liberal Network Europe (Borovets – BULGARIA) Liberales Institut (Zurich – SWITZERLAND) Liberalni Institut (Prague – CZECH REPUBLIC) Libertad y Desarrollo (Santiago, Region Metropolitana – CHILE) Libertas (Copenhagen – DENMARK) Liberté Chérie (Nanterre – FRANCE) Liberty Center (Ulaanbaatar, Sukhbaatar District – MONGOLIA) Liberty Fund (Indianapolis, IN – USA) Liberty Ideas (Vienna – AUSTRIA) Liberty Institute (India) (New Dehli – INDIA) Lion Rock Institute (Hong Kong – CHINA) Lithuanian Free Market Institute (Vilnius – LITHUANIA) Locke Institute (Fairfax, VA – USA) Ludwig von Mises Institute Europe (Brussels – BELGIUM) Ludwig von Mises Institute- Romania (Bucharest – ROMANIA) Mackinac Center for Public Policy (Midland, MI – USA) Maine Heritage Policy Center (Portland, ME – USA) Maine Public Policy Institute (Bangor, ME – USA) Manhattan Institute for Policy Research (New York, NY – USA) Manning Centre for Building Democracy (Calgary, AB – CANADA) Maryland Public Policy Institute (Germantown, MD – USA) Maxim Institute (Auckland – NEW ZEALAND) Media Research Center (Alexandria, VA – USA) Medicine & Liberty (Vevey – SWITZERLAND) Mercatus Center (Arlington, VA – USA) Milton & Rose D. Friedman Foundation (Indianapolis, IN – USA) Minaret of Freedom Institute (Bethesda, MD – USA) Minimal Government (1286 Sen. Gil Puyat Ave., Makati City – PHILIPPINES) Mont Pelerin Society (Alexandria, VA – USA) Montenegro Business Alliance (Podgorica, Sahat Kula – MONTENEGRO) Nassau Institute (Nassau – BAHAMAS) National Center for Policy Analysis (Dallas, TX – USA) National Foundation for Family Research Education (Calgary, AB – CANADA) Network for North Korean Democracy and Human Rights (Seoul – KOREA) Nevada Policy Research Institute (Las Vegas, NV – USA) New Economic School-Georgia (Tbilisi – GEORGIA) New Zealand Business Roundtable (Wellington – NEW ZEALAND) Oklahoma Council of Public Affairs Inc. (Oklahoma City, OK – USA) Open Republic Institute (Dublin 4 – IRELAND) Pacific Research Instiute for Public Policy (San Francisco, CA – USA) PalThink for Strategic Studies (Gaza, Palestine) Paraguayan Center for Promotion of Economic Freedom and Social Justice (Asunci – PARAGUAY) Philadelphia Society (Jerome, MI – USA) Philanthropy Roundtable (Washington, DC – USA) Pioneer Institute for Public Policy Research (Boston, MA – USA) Platte Institute for Economic Research (Omaha, NE – USA) Polish Ludwig von Mises Institute (Warszawa – POLAND) Polish-American Foundation for Economic Research and Education ‘pro publico bono’(Warsaw – POLAND) POPULI (Po
    liticas Publicas para la Libertad) (La Paz – BOLIVIA) Prague Security Studies Institute (Prague – CZECH REPUBLIC) Private Sector Organization of Jamaica (Kingston – JAMAICA) Project Empowerment (London – UNITED KINGDOM) Projekt Lodz Foundation (Lodz – POLAND) Property and Environment Research Center (Bozeman, MT – USA) Prosperity Foundation (Kathmandu – NEPAL) Public Interest Institute (Mt. Pleasant, IA – USA) Reason Foundation (Los Angeles, CA – USA) Red Libertad (Mara del Plata, Buenos Aires – ARGENTINA) Rio Grande Foundation (Albuquerque, NM – USA) Romania Think Tank (Bucharest – ROMANIA) Romanian Institute for Recent History (Bucharest – ROMANIA) RSE-Centre for Social and Economic Research (Reykjavik – ICELAND) Sagamore Institute for Policy Research (Indianapolis, IN – USA) Science & Environmental Policy Project (Arlington, VA – USA) Scientific Research Mises Center (Minsk – BELARUS) Shalem Center (Jerusalem – ISRAEL) Shamie Center for Better Government (Boston, MA – USA) Show-Me Institute for Public Policy (St. Louis, MO – USA) Social Affairs Unit (London – UNITED KINGDOM) Society for Quality Education (Toronto, ON – CANADA) SOS Education Association (Paris – FRANCE) South Carolina Policy Council (Columbia, SC – USA) Southeastern Legal Foundation (Atlanta, GA – USA) State Policy Network (Richmond, CA – USA) Stockholm Network (London – UNITED KINGDOM) Sutherland Institute (Salt Lake City, UT – USA) Taiwan Institute of Economic Research (Taipei – TAIWAN-ROC) Tennessee Center for Policy Research (Nashville, TN – USA) Texas Public Policy Foundation (Austin, TX – USA) The Boss (Kathmandu – NEPAL) The Bruges Group (London – UNITED KINGDOM) The Free State Foundation (Potomac, MD – USA) The Ohrid Institute for Economic Strategies and International Affairs (Skpoje – MACEDONIA) Thomas Jefferson Institute for Public Policy (Springfield, VA – USA) TIMBRO (Stockholm – SWEDEN) Toward Tradition (Mercer Island, WA – USA) Unirule Institute of Economics (Beijing, Haidian District, – CHINA) Venezie Institute (South Kensington, Lo – UNITED KINGDOM) Verdad Colombia (Bogota, Cu – COLOMBIA) Virginia Institute for Public Policy (Gainesville, VA – USA) Washington Policy Center (Seattle, WA – USA) Wisconsin Policy Research Institute (Thiensville, WI – USA) Wynnewood Institute (Wynnewood, PA – USA) Yankee Institute for Public Policy Studies (Hartford, CT – USA) Young Britons Foundation (London – UNITED KINGDOM) Zambia Institute for Public Policy Analysis (Kitwe – ZAMBIA). Dunque tu ti dai da fare per migliorare il mondo. Loro invece pensano a come peggiorarlo. Solo che loro hanno budget di milioni di dollari o di euro, e sfornano praticamente tutti i cervelli economici delle università, dei ministeri delle Finanze, delle Confindustrie, i grandi tecnocrati mondiali. Li conoscevi? Loro non fanno manifestazioni, non portano sciarpe colorate, e non vanno ai circhi con Saviano o Grillo. Lavorano 24 ore su 7 giorni su 7, come quegli altri più sopra, macinano potere da forsennati. Sono le fondazioni di destra economica, i grandi burattinai. Disciplinati, implacabili, e soprattutto immensamente competenti e sempre connessi a tutte le prese giuste, accesso diretto con tappeto rosso a ogni singolo uomo o donna in posizione di potere nazionale, anzi, la realtà è addirittura grottescamente all’opposto: sono i politici che hanno accesso diretto a loro, perché da loro prendono ordini e guai a chi sgarra. Leggi questo: “… Il Paese è divenuto talmente aperto a tutte le correnti, che non può permettersi più alcuna politica indipendente, nessuna deviazione dal trend imposto dai mercati internazionali… il fato del governo Berlusconi (1994, nda) è la prova più lampante di questa affermazione: la maggioranza che sorregge un governo che si mette anche brevemente in contrasto con i mercati internazionali si decompone e il governo cade”. (Marcello De Cecco, La Sapienza, Roma)

    Ok, “adesso gliela facciamo vedere a quella cosa lì”, vero?

    – continua –

  • mincuo

    Si può aggiungere anche che è un onesto informatore.
    Invece di tanti sproloqui e cifre a caso e senza senso poteva semplicemente mettere un link:
    http://www.occ.treas.gov/topics/capital-markets/financial-markets/trading/derivatives/dq411.pdf

    Così la gente capisce che significa sottostante, che è una cosa, e quanto è il rischio, che è la cosa importante. E almeno vede da cosa sono formati la maggior parte. Un conto è uno swap, un conto è un CDO, e anche lì poi dipende. Vede numeri seri, non scemenze.

    E inoltre, per usare un linguaggio piano, un derivato è come un’automobile. Non è cattivo o buono. Se la uso per andare in centro a 300 all’ora è cattiva. Se la costruisco con pezzi marci e poi li spaccio per buoni è cattiva. Ma sono gli uomini, e sono truffe, non è il derivato “cattivo”.

    Lo strumento è nato e cersciuto per proteggere il rischio, di industrie, commercio ecc…e quello ha sempre fatto, se usato bene, non è nato per aggravarlo.

    Infine gli uomini non sono nè solo nè specialmente quelli. Ogni tanto sbuca “Bildeberg” “i 30” le “Trilaterali” ma le grosse banche e i grossi Hedge Funds sono quelli, i grossi monopoli industriali,
    militari e di materie prime sono quelli. Pure i media mondiali sono pochi gruppi, in sei fanno il mercato. Magari Barnard sarebbe un pò sordo su quel versante, chissà come mai, perchè l’impronta o influenza su questi non è mica così misteriosa. Basta prendersi nomi e cognomi, in ogni Paese. Là non ci sente tanto Barnard. Sempre nuovi cospiratori, i 30, i Tedeschi, il Vaticano, mia zia, sua cognata, ma quelli, come gruppo, mai, neanche una piccola comparsata. Mistero. Forse al Levy Institute, quello della MMT, magari che non abbiano qualche idea? Boh.

  • mincuo

    Non occorre che te lo dimostri io, MrZimmy84. Certo che dici non ne capisco, e vabene, ma non mi interessa capire, è la “visione del mondo” “il potere” ecc.. che vuoi che ti dica.
    Un imprenditore che deve acquistare rame per tutto l’anno di mese in mese può fissare il prezzo. Come? Con un derivato. Perchè lo fa? Perchè vuole avere un costo certo del rame, non vuole correre rischio che il rame schizzi in alto e lui non ci stia più dentro nei costi, e debba magari chiudere baracca e burattini. Questo è un esempio su mille. Non so se è un “fine pubblico” certo che se chiude e licenzia i dipendenti perchè il rame gli è schizzato alle stelle e lui non si è protetto, col famigerato demoniaco derivato, vedi tu come chiamarlo. Io non ho “visioni”.

  • mincuo

    Eventualmente se proprio proprio sono senza una mezza idea, do una mano. Comincio colle Banche Centrali: chi sta seduto: USA, Canada, Inghilterra, Svizzera, Belgio, Austria ecc…..Cosa avranno mai questi in comune e che pure è sfuggito sempre al segugio Barnard che li becca sempre quelli influenti: tutti Tedeschi? No. Tutti Cardinali? neanche. Tutte cognate di Barnard? no. Tutti Bildeberg? Macchè. Mistero.
    O è il segreto di Pulcinella? Che però che non compare mai. Ah già come mai? Ci sono 6 gruppi mondiali di media. Chissà chi sta seduto sopra lì. Bieldeberg? I 30? La Trilaterale? Mia zia?

  • LAZZARETTI

    ficcateli nel….

  • Georgejefferson

    Non e’ di nessuna importanza dimostrare la tua sobrieta per scelta e bella anima,non ti bastera per lavarti la coscienza e camminare verso la pace interiore che ci serve per vivere,anche se vivessi da eremita,perche manchi totalmente di umilta,empatia,rispetto,tolleranza e modestia…pure io a volte,e lo ammetto,come ammetto le mie lacune se dentro ad un buon dialogo rispettoso,tu no,non vuoi perche non consideri importanti quelle qualita,Questo ti ha portato la tua evoluzione interiore

    E allora vedremo fra qualche tempo se avranno avuto ragione gli espertoni o chi sa usare il cervello. Il tempo sarà l’arbitro della nostra contesa virtuale.

    _____Dove vedendo una valanga rotolare e definirsi lungimirante dichiarando che cadra nel burrone e’ tipico del genio che usa il cervello e la visione geopolitica….dove GLI

    ESPERTONI sono tutti uguali da prender a calci in culo(con la tastiera naturalmente)quindi alludendo che DESCRIZIONI DI FATTI siano uguali a PROPORRE PANACEE DI

    TUTTI I MALI,naturalmente nessuno dei professionisti si atteggia a santone guaritore ed hanno spesso opinioni diverse l’un dall’altro…

    la soluzione di tutto è stampare moneta dal nulla. Che accendano le stampanti e girino in Ferrari tutto il giorno.

    _____Altro slogan da bar,estrapolare frasi strampalate da qualche stupido ed attribuirle a tutti…naturalmente senza conoscere gli interlocutori,proprio essere adulti e usare il

    cervello

    Sono i nuovi sacerdoti e tu purtroppo sei un loro devoto fedele.

    _____Caspita,mi spia e sa tutto di me senza avergli detto mai nulla,proprio usare il cervello

    non entro nel trappolone economico

    _____Dichiara che i soldi dal nulla non ha senso,e affermando che lo fanno da sempre prove alla mano dichiararsi DI USARE IL CERVELLO che son cazzate,senza studiare nulla

    o saper confutare nulla,

    tu puoi portarmi 10 economisti che dicono una cosa. Io te ne potrei trovare altri 10 che dicono l’opposto

    _____gia e non li porta mai,almeno avremmo un confronto…con la differenza che tanti non danno mai nulla per scontato,si pongono dubbi mentre la nostra bella anima ha ragione

    lui,non sono opinioni,uso il cervello e non devo dimostrare nulla,grande esempio di umilta,a…citando ghandi,budda e pasolini

    A te in questo momento fa comodo seguire una corrente perché ti illude di qualcosa.Ti illude di poterti arricchire semplicemente spingendo un bottone. Non hai la minima visione

    geopolitica del problema. Manchi di logica e di buon senso

    _____Caspita,mi spia e sa tutto di me senza avergli detto mai nulla,proprio usare il cervello,naturalmente senza dimostrare nulla,le prove non servono in un serio scambio di

    vedute,basta usare il cervello

    L’unica assurdità è pensare di poter staccare quel pezzo di carta da un valore reale.

    _____ma va?pero lo fanno da sempre..pero non ha senso perche NON E’ COSI PERCHE USO IL CERVELLO
    caspita,al bar dello sport si avrebbero molti fans

    Voi sostenitori dimenticate bellamente che viviamo in un mondo in cui le risorse sono scarse.

    ____le rinnovabili,il minor consumo non contano nulla perche “E le risorse le vogliono tutti. Ma proprio tutti”…wow,ci spia e sa tutto di tutti senza avergli detto mai nulla,

    Naturalmente dati alla mano mai…altrimenti prenderebbe le parti degli esperti,tutti da prender a calci in culo io USO IL CERVELLO

    Immaginiamo un mondo dove c’è la MMT al posto del capitalismo attuale. Tutti hanno possibilità di spesa infinita ma le risorse sono finite.

    ____dei tanti slogan stupidi questo e’ il migliore,poi nessun serio professionista parla di crescita infinita ma sono SACERDOTI da prender a calci in culo

    ALTRI ESTRATTI DAL MODELLO DA IMITARE V.83 DETTO SHOONA

    Non guardi il mondo ma solo il tuo orticello probabilmente curato da mamma e papà.

    ____Tutto non sapendo un H di colui con cui parla

    Razza di imbecille…Sei talmente distante dalla realtà proprio perché hai troppo e vorresti avere sempre di più.Sei accecato dal possesso e le tue sono parole di una ignoranza sorda

    e violenta.Tu e quelli come te sono il cancro del mondo. E infatti abbiamo un mondo in metastasi.

    _________Tutto non sapendo un H di colui con cui parla

    nessuno vuole cambiare il sistema ma soltanto portarlo più vicino a sé.

    _________grandi conclusioni definendo tutti egoisti,tranne il profeta naturalmente portando ad esempio budda,ghandi e pasolini,con astio,arroganza,e saccenza…proprio il loro

    insegnamento

    io, ogni giorno, spezzo quel circuito.Questa è la battaglia in cui credo.

    _________Il suo credo e’ anche di aver la coscienza pulita deridendo e offendendo le opinioni degli altri

    Mi sono liberato praticamente di ogni proprietà.

    _________I concetti di proprieta sono tanti e culturalmente distanti uno dall’altro a volte,ma a lui non interessa dibattere rispettosamente su punti di vista diversi dal suo,ho la si

    pensa come lui o tutti ipocriti figli di papa

    Consumo il minimo indispensabile e ho guadagnato tante altre cose che non rientrano nei parametri di benessere del capitalismo. Ovviamente essendo un percorso di riconversione

    ci vuole tempo.

    _________L’umilta,l’empatia,rispetto,tolleranza e modestia lontani anni luce

    Provi a dimostrare che tutti non fanno nulla, per lavarti la coscienza dal perché tu non fai nulla.

    _________Questo ha imparato dalla sua rivoluzione interiore.A giudicare senza conoscere una virgola dell’interlocutore,non serve,basta usare il cervello

  • flucekk76

    si Si è complotto!

  • shoona

    e no fermo lì. Oggi la legge della domanda e dell’offerta ha un senso perché il denaro è ancorato e limitato.Ovvero ha un valore. Se tu puoi spendere a deficit infinito il discorso cambia completamente. Poniamo che tu abbia bisogno di 10 libri di benzina. E così anche la francia e la germania. Come si stabilisce il prezzo se tutte le componenti hanno capacità di spesa illimitata? E attenzione ti ricordo che invece il petrolio è limitato. Capisci perché il problema sta nelle risorse scarse?

  • shoona

    George non l’hai presa bene. Non ti affannare tanto. Che senso ha per te parlare di empatia quando è tutto un problema di liquidità monetaria? che valore dai alla tolleranza se tutti i problemi sono causati dai 4 cattivoni che dominano il mondo? perché parli di umiltà se tutti si risolve stampando denaro? Hai capito che significa darsi la zappa sui piedi? Cerca di non smentirti pure tu a righe alterne.

  • Georgejefferson

    vedi?tue affermazioni sul mio conto non sapendo nulla dei miei pensieri

  • Giovina

    Il 17 aprile gia’ sui derivati Affus posto’ questo interessante aticolo di Gaetano Colonna nella sezione “Segnalazioni”

  • rosbaol

    Non puoi prezzare qualcosa che non c’è. Se una risorsa è scarsa non c’è denaro che tenga. E’ semplicemente fuori mercato. Il denaro è il mezzo con cui puoi comprare tutto ciò che, convenzionalmente, ha un prezzo. Credo che il tuo errore sia di immaginare gente che acquista compulsivamente qualsiasi cosa. Consentire allo stato di spendere per i cittadini significa indirizzare la spesa con buon senso non dare la “paghetta ai cittadini”. Ti ricordo che il denaro è un mezzo ceh accettiamo per convenzione, è un patto sociale come lo è la Costituzione o il codice civile. Se hai proposte migliori per organizzare la vita dei cittadini e la distribuzione della ricchezza, io sono tutto orecchi e pronto a cambiare idea. Non ho dogmi da seguire. Proponi qualcosa di diverse e fattibile, chi te lo impedisce?

  • Kevin

    Mi immagino quelli del group of 30 con il volto corrugato che si danno pacche sulle spalle preoccupati e intimoriti da questo pericoloso articolo di Barnard che lotta da 15 anni contro il Vero Potere (con la V e la P maiuscole), che sono, come ricordiamo, le elite Neoclassiche, Neoliberali e Neomercantili.

  • shoona

    Esatto. Barnard sta usando proprio questo bello stile per irretire le persone sul web. Dipinge un mondo in una maniera così infantile che giusto sul web può trovare una valvola di sfogo tramite facebook e affini. Davvero imbarazzante come riduca il tutto ad una banale storia di buoni contro cattivi senza alcuna visione geopolitica, senza alcuna analisi profonda delle dinamiche interne al capitale, di come si è sviluppata questa società, che ha un corso comune a prescindere dagli uomini che la rappresentano in un determinato periodo storico.

  • nuvolenelcielo

    sono molto d’accordo. soprattutto sul punto 2. non si può paragonare un future quotato in borsa sul mais o il cacao o il petrolio, che sono essenziali ai produttori di materie prime e a molte aziende che le utilizzano, con un CDS o quelle assurde scommesse incomprensibili con 100 variabili inventate dalle banche come un gioco delle tre carte