Con la vaccinazione si sono persi più anni di vita

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Di Giovanni Zibordi

Il presidente Mario Draghi ha dichiarato che: “gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati”.

Non ha fornito dati pur essendo un economista, ma non ha bisogno di farlo perché tutti i giorni sui giornali sentiamo ripetuto che “il rischio Covid dei non vaccinati è 10 o 80 volte maggiore di quello dei non vaccinati”.

In realtà, come abbiamo mostrato nei precedenti articoli e approfondiamo oggi, i dati della mortalità totale mostrano invece che nel 2021 sono morte un numero maggiore di persone in tutte le fasce di età dai 14 ai 75 anni. Solo sopra gli 85 anni si sono ridotti i morti con la vaccinazione di massa imposta nel 2021.

Se però è morta più gente nel 2021 tra chi avrebbe un aspettativa di vita di 40 o 30 o 20 anni, la vaccinazione non ha migliorato, ma ha peggiorato le cose, anche rispetto al 2020.

Draghi, come Speranza e gli altri loro esperti del Ministero parlano però sempre e soltanto dei “morti Covid” e ignorano gli altri decessi che invece sono aumentati nel 2021 e in particolare tra la gente che lavora, tra chi avrebbe avuto ancora molto da vivere.

I dati che citano e che i giornali ripetono sono fuorvianti e anche manipolati e il modo più semplice di evidenziarlo è in questi grafici in cui mostriamo dati europei, poiché in Italia non li si aggiorna.

Qui si vede che i morti totali in Europa sopra gli 85 anni sono calati nel 2021 rispetto al 2020.

Per tutte le altre fasce di età invece nel 2021 i morti sono molti di più che nel 2020 (nella fascia tra 75 e 84 la mortalità è invariata).

Draghi, Speranza e il governo con giornali al seguito possono quindi attribuire alla vaccinazione il merito di questo calo tra gli 85enni e i 90enni. Ma dovrebbero spiegare perché invece per il resto della popolazione, che è il 95%, ci sono più morti.

Questi sono i dati dell’Osservatorio Europeo sulla Mortalità (EuroMoMo) che ogni settimana aggiorna questi dati di morti totali, facendosi fornire i dati dai singoli servizi statistici nazionali.

Se allora la vaccinazione con questi prodotti avrebbe fatto calare i decessi sopra gli 85 anni, dovrebbe avere anche fatto aumentare quelli sotto i 75 anni. Perché il Covid c’era anche nel 2020, ma l’elemento nuovo del 2021 è la vaccinazione.

Draghi conta sul coro delle TV e dei giornali che ripetono le percentuali dell’Istituto Superiore di Sanità:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_21-dicembre-2021.pdf

per cui “i non vaccinati rispetto a chi ha ricevuto la terza dose hanno un rischio da 6 a 85 volte maggiore”.

Ma queste incidenze percentuali dell’Istituto Superiore di Sanità non quadrano con i numeri dei morti per tutte le cause, che sono peggiorati con la vaccinazione nel 2021 per quasi tutte le fasce di età.

Se fosse vero come ripetono i TG e i giornali che i vaccinati muoiono da 6 a 85 volte di meno dei non vaccinati, dato che da maggio 2021 la maggioranza degli adulti era vaccinata e gli ultra 70enni erano vaccinati all’80% (e oggi lo sono al 95%), anche i morti totali dovrebbero essere di meno rispetto al 2020.

Queste percentuali sul “rischio Covid per i non vaccinati” che senti in TV non sono reali, perché nel 2021 la maggioranza si è progressivamente vaccinata e ci sono stati più morti per quasi tutte le fasce di età. Eccetto che sopra gli 85 anni, che sono però solo il 5% della popolazione e non hanno una aspettativa di vita statisticamente rilevante.

Ma i dati dell’Osservatorio Europeo sulla Mortalità indicano che per il 95% degli europei (sotto i 75 anni), i morti totali sono aumentati nel 2021, presumibilmente quindi anche per gli italiani, visto che i vaccini sono gli stessi.

Si parla sempre di terapia intensiva per la Covid ma ci sono, nel momento peggiore dell’anno, circa 1.200 pazienti su alcune centinaia di migliaia di persone che sono malate in modo serio in Italia e su circa 650mila che muoiono ogni anno. Per 60 milioni di italiani conta il risultato finale che è: quest’anno ci sono stati molti più morti degli altri anni?  Con lockdown e vaccinazione di massa alla fine è morta più o meno gente?

ISS e Ministero della Salute aggiornano sempre e soltanto i morti Covid, che però sono al momento dal 5 al 10% del totale dei decessi giornalieri (da 100 a 200, a seconda delle settimane, su 1.900 decessi al giorno).

Quasi tutti i morti Covid hanno sempre altre patologie, essendo la media dei decessi “Covid” intorno agli 80 anni.  La classificazione dei decessi è di conseguenza confusa ora, ad esempio chi si è vaccinato con due dosi da più di 6 mesi sembra non venga più considerato “vaccinato” nelle statistiche e quindi sia equiparato ad uno “novax” e solo chi è in pari con la 3 dose sia classificato come vaccinato. Si leggono anche casi di persone anziane e malate entrate in ospedale come vaccinate con tre dosi e “malati covid” che al momento della dismissione dopo la terapia intensiva, o nel caso del decesso, sono riclassificate come deceduti per le altre patologie. Dato che l’età media dei pazienti Covid resta intorno a 80 anni e quasi tutti hanno sempre almeno due patologie, esiste un margine di ambiguità nella classificazione del ricovero o del decesso. Nel caso di un vaccinato poi gli ospedali sono spinti a considerare come vera causa del decesso non la Covid, ma le altre patologie del ricoverato.

L’unico dato certo è quindi quello dei semplici decessi totali, quante persone muoiono nell’anno per qualunque causa.  Alla fine bisogna chiedersi: con la vaccinazione nel 2021 sono aumentati o diminuiti?

Se si guarda però ai morti totali, nel 2021 le persone dai 14 anni ai 75 anni sono morte di più della media storica e soprattutto di più del 2020. Questa non è un’ipotesi, è un dato e anzi l’unico dato veramente certo.

La verità dei dati è che nel 2021, si sono persi molti più anni di vita che nel 2020. Questa è però l’unica cosa che in realtà conta per un cittadino. La classificazione dei decessi conta poco perché in ospedale si va per tante malattie e poi a volte capita anche che si risulti “positivi”, sia che si tratti di bambini con una gamba rotta sia che si tratti di 90enni con tre patologie.

Alla fine, nel 2021 si sono persi centinaia di migliaia di Anni di Vita in più della norma e più del 2020 stesso.  Morire di più nella fascia dei 45, 55 e anche 65 anni significa perdere 40, 30 o 20 anni di vita. A 85 anni invece no. Gli ultra 85enni sono il cinque per cento della popolazione e hanno quasi tutti altre patologie, per cui è anche difficile stabilire le cause esatte di morte.

Il trucco che il governo e i suoi esperti usano è invece parlare solo di “morti Covid” e confondere quelli di 90 anni con quelli che hanno 20 o 40 anni, come se fossero tutti equivalenti.

Ma se in Europa nel 2021 vaccinando ci sono stati 50mila morti in meno sopra gli 85 anni, ma 30mila morti in più per tutte le altre fasce di età, è assurdo dire “ci sono meno morti”. Devi moltiplicare per gli Anni di Vita Persi e se lo fai scopri che sono circa 20 volte di più. In realtà vaccinando sono aumentati.

Come mai? Sono aumentati improvvisamente i morti di cuore o altre patologie nel 2021 per effetto della vaccinazione? I morti “Covid” erano in realtà classificabili per altre patologie sopra gli 85 anni, dove tutti ne hanno sempre diverse?

Su questo si può discutere, ma quello che conta è alla fine per noi cittadini che nel 2021 si sono persi molti più Anni di Vita. E l’unica cosa che differenzia il 2021 dal 2020 è la vaccinazione di massa con prodotti sperimentali, cioè autorizzati, ma non approvati. Se fossero infatti approvati si potrebbe infatti fare causa per danni quando muore un congiunto o rimane invalido, ma non si può perchè hanno un’autorizzazione di emergenza, a differenza di tutti gli altri farmaci. Va aggiunto che la Covid non crea invalidi, chi lo supera non rimane paralizzato o invalido e invece ci sono ora associazioni delle vittime dei vaccini che testimoniano delle invalidità post vaccino.

I dati di mortalità che abbiamo citato sono dati europei che comprendono anche l’Italia. Ma se si vuole un’altra conferma che vaccinare il 90% della popolazione come in Italia non risolve il problema, si confrontino i morti totali in Italia con altri paesi.

L’Italia dopo due anni è il paese europeo (e occidentale) che ha avuto più morti in eccesso della media. La Svezia, senza lockdown, mascherine e greenpass non ha avuto praticamente un aumento di mortalità. In Svezia hanno vaccinato, ma meno di noi come percentuale della popolazione, come anche gli USA e la Germania. L’Italia grazie al greenpass e supergreenpass è il paese che detiene il record della percentuale di vaccinati, assieme alla Spagna, ma ha avuto più morti. Chi non ha avuto aumenti di mortalità è chi ha lasciato circolare il virus come la Svezia.

I lockdown, le mascherine e i greepass che hanno forzato il 90% della popolazione a vaccinarsi sono stati fatti in Italia più che altrove. E abbiamo avuti più morti in totale. In Svezia non li hanno fatti. E la mortalità totale da quando c’è la Covid non è praticamente aumentata.

Il governo ha imposto una cosa mai fatta nella storia, la vaccinazione indiscriminata di tutti, dai 90enni ai bambini, con prodotti di tecnologia mai provata prima e testati per meno di un anno. E hanno costretto quasi tutti a farlo praticamente con la forza (cosa che in Svezia, Stati Uniti o Giappone non è avvenuta).

I risultati sono:

  1. ci sono stati più morti dell’anno precedente in tutte le fasce della popolazione (eccetto gli ultra85enni).
  2. siamo il paese occidentale che ha avuto più morti in totale.

Appendice

Qui di seguito vedi i “casi avversi” riportati in Europa, divisi per vaccino.

 Dati del sistema europeo EudraVigilance sulle sospette reazioni avverse ai vaccini.

 

La tabella riassume i dati che sono pubblicati in dettaglio e riportiamo qui solo per il vaccino di Moderna, aggiornati a inizio gennaio.

 Reazioni totali per il vaccino mRNA-1273 (CX-024414) da Moderna: 10.170 decessi e 465.080 lesioni al 01/01/2022:

  • 961 disturbi del sangue e del sistema linfatico inclusi 113 decessi
  • 564 disturbi cardiaci inclusi 1.039 decessi
  • 179 malattie congenite, familiari e genetiche inclusi 9 decessi
  • 591 disturbi dell’orecchio e del labirinto inclusi 6 decessi
  • 443 disturbi endocrini inclusi 6 decessi
  • 731 disturbi oculari inclusi 36 decessi
  • 098 disturbi gastrointestinali inclusi 380 decessi
  • 337 disturbi generali e condizioni del sito di somministrazione, inclusi 3.392 decessi
  • 731 disturbi epatobiliari inclusi 51 decessi
  • 671 disturbi del sistema immunitario inclusi 19 decessi
  • 236 infezioni e infestazioni incluse 965 decessi
  • 241 lesioni, avvelenamento e complicazioni procedurali inclusi 191 decessi
  • 065 indagini, inclusi 321 decessi
  • 394 metabolismo e disturbi della nutrizione inclusi 247 decessi
  • 097 disturbi muscoloscheletrici e del tessuto connettivo inclusi 208 decessi
  • 628 neoplasie benigne, maligne e non specificate (incluse cisti e polipi) inclusi 79 decessi
  • 044 disturbi del sistema nervoso inclusi 965 decessi
  • 815 gravidanza, puerperio e condizioni perinatali inclusi 6 decessi
  • 92 problemi di prodotto inclusi 4 decessi
  • 416 disturbi psichiatrici inclusi 169 decessi
  • 725 disturbi renali e urinari inclusi 197 decessi
  • 682 disturbi del sistema riproduttivo e del seno, inclusi 9 decessi
  • 529 disturbi respiratori, toracici e mediastinici inclusi 1.077 decessi.
  • 552 disturbi della pelle e del tessuto sottocutaneo, inclusi 90 decessi.
  • 029 circostanze sociali inclusi 41 decessi
  • 227 procedure chirurgiche e mediche, inclusi 172 decessi
  • 002 disturbi vascolari inclusi 378 decessi

I dati delle statistiche come queste, in particolare sui morti in età lavorativa e comunque sotto i 70 anni, corrispondono a quello che si legge nelle cronache di “morti improvvise” di 30nni, 40enni, 50enni e 60enni non affetti da patologie.

Ad esempio, domenica 9 gennaio a Cento (BO) nelle vicinanze di uno degli estensori del presente articolo ci sono stati quattro uomini tra i 49 e 70 anni fulminati da infarto, nello stesso piccolo comune: https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/tre-uomini-morti-dinfarto-a-distanza-di-poche-ore-1.7234824 (leggendo trovi che sono poi quattro e non tre come dice il titolo).

E’ evidente che non è un fenomeno normale trovare quattro uomini senza problemi di salute tutti morti di infarto nello stesso comune nello stesso giorno. Ma non si tratta di un caso isolato, le cronache locali riportano ogni giorno queste morti improvvise. E non è vero che “è sempre successo”, perché le statistiche di mortalità, che non ci stanchiamo di riportare, come quelle europee viste sopra, indicano che nel 2021 i morti sotto i 70 anni sono stati ad un livello record.

Da Il Resto del Carlino, cronaca di Bologna 11 gennaio 2022.

“Il territorio centese continua a piangere i propri affetti stroncati da malori o attacchi cardiaci, ben tre persone da domenica. La giornata di ieri che si è aperta subito con un dramma a Buonacompra, quando un autotrasportatore si è accasciato al suolo e a nulla sono valsi gli sforzi per rianimarlo. Erano le 8.30 quando i colleghi hanno trovato Edoardo Reboli 58 anni di Finale Emilia, dipendente della Gtb, a terra esanime vicino al camion dove sarebbe dovuto salire ma che un malore ha strappato velocemente alla vita. Tutto lascia pensare a un attacco cardiaco che nel giro di pochissimo tempo, ha ucciso questo uomo di 58 anni. Sempre ieri mattinata, Cento ha iniziato a piangere un quarantanovenne anch’esso stroncato da un infarto fulminante mentre si trovava in casa. Si tratta di Fabrizio Bertelli, molto conosciuto non solo nel centese la cui morte ha davvero sorpreso tutti. Muratore e piastrellista, viene descritto dagli amici come una bella persona, sempre attento al fisico e all’alimentazione tanto da destare stupore per il l’improvvisa notizia della morte. Domenica mezzogiorno invece, mentre si trovava in casa, un infarto ha portato via Umberto Ballanti di 74 anni, figlio di uno dei fondatori storici della Baltur. Nella stessa giornata, il territorio ha avuto anche la notizia della scomparsa di Pietro Manferdini, 67enne noto benzinaio dal passato da vincente ciclista tra le fila della Centese e poi passato all’attività amatoriale con la Ciclistica XII Morelli. Stroncato da un attacco cardiaco fulminante mentre si trovava in casa, lascia anch’esso un giovane figlio”.

Di Giovanni Zibordi

Cobraf.com – Twitter: @CGzibordi

22.01.2022

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