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CON LA CONTINUA CADUTA DEL DOLLARO LA NUOVA VALUTA IMPERIALE

PUO’ DIVENTARE LO YUAN CINESE

DI FRANZ SCHURMANN

Un secolo fa la sterlina inglese, allora al suo massimo, assieme alle altre valute collegate attraverso le colonie, regnava incontrastata su tutto il mondo. Però mezzo secolo dopo era seriamente indebolita a causa della seconda guerra mondiale, mentre il dollaro diventava la prima valuta mondiale. Oggi, dopo un altro mezzo secolo, è la volta dell’America di abbandonare la potenza del dollaro in favore di un’altra valuta imperiale?
La circolazione delle valute imperiali non deve essere limitata all’interno del paese di origine, ma si deve estendere ed espandere sempre più nel mondo intero. Devono esistere grandi depositi di valuta, sia pubblici che privati, che possano garantire, in caso di guerra e disastri, dei “porti finanziari sicuri”.
La valuta cinese Yuan, soddisfa a tutti e tre i requisiti.



Un agente di cambio del Kuwait che mostra lo yuang. Sui biglietti ci sono le immagini di Mao-Tse-Tung. Foto di Xinhua News Service

Durante quasi tutto il 19esimo secolo solo la sterlina inglese aveva tutti e tre i requisiti. Nel 20esimo secolo invece era il turno del dollaro. Ma oggi c’è sempre meno gente disposta ad acquistare i Buoni del Tesoro americani, e l’America fa pressione sulla Cina perché faccia fluttuare la sua valuta sul mercato.

Oggi si riversano in Cina una moltitudine di economisti e orde di affaristi. Uno dei tanti che è entrato e uscito molte volte dalla Cina è il professor Robert Mundell premio Nobel per l’economia nel 1999, noto anche come “il padre dell’euro”. Assieme ad altri egli pensa che l’evoluzione dell’economia cinese valga la pena di essere studiata in quanto potrebbe diventare un modello per il mondo intero. Almeno per un motivo, si è trattato dell’unica grande economia che è stata capace di evitare la recente recessione mondiale.


Robert Mundell

Quando fu lanciato l’euro, nel 1999, era scambiato a 1,18 euro per un dollaro. Però ben presto discese ben al di sotto del dollaro. I banchieri europei si accorsero ben presto che le mega tonnellate di petrolio, gas naturale liquefatto necessarie per le loro economie, dovevano esser pagate in dollari. L’euro è senz’altro una grande impresa, ma certamente non è una valuta imperiale.

Quando il dollaro ha cominciato a scendere rispetto all’euro, era in coincidenza con l’invasione dell’Irak avvenuta nel marzo del 2003. Per la prima volta fra i produttori di petrolio si cominciava a parlare di accettare in pagamento una valuta diversa dal dollaro. Si trattava di paesi, quasi tutti arabi, contrariati da Bush. Però i tre quarti delle esportazioni di petrolio e gas liquefatto continuavano a essere contrattate in dollari. Il fatto è che la maggior parte delle estrazioni appartengono al monopolio USA/UK. Fra i banchieri europei ci sono stati molti che hanno visto nell’invasione dell’Irak un’occasione d’oro per far rivalutare l’euro. Però l’indebolimento del dollaro non ha a che fare con i grossi problemi economici dell’Europa.Washington non ama l’Iran ed è costretta a tollerare sia la Cina che la Russia. La Cina possiede tonnellate di valuta americana e la Russia enormi riserve di petrolio. Se Bush commette un altro mega-errore come l’invasione dell’Irak, allora la Cina diventerà il successore dell’impero Inglese e Americano. In caso contrario, Cina e USA possono collaborare assieme come semi-imperi. Esattamente ciò che nell’autunno scorso l’ex presidente cinese Jiang Zemin ha proposto a Condoleeza Rice, in visita a Pechino dopo Cheney .

Franz Schurmann ([email protected])
Fonte: http://news.pacificnews.org/news/
3 dicembre 2004

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Vichi

Pubblicato da Davide