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COMMEMORARE MA NON TUTTO

Senza voler nulla togliere all’importanza che riveste la giornata della memoria e ribadendo la condanna per gli orrori dell’olocausto, tuttavia trovo che la celebrazione di oggi sia stata talmente infarcita di retorica da risultare sgradevole nella sua ostentazione.
E la retorica non è stata l’unica nota sbagliata.
Nell’impostazione della ricorrenza, così come è stata rappresentata, manca ciò che avrebbe reso questa giornata veramente significativa, manca il riconoscimento di tutti gli altri massacri e deportazioni avvenuti in un passato, magari più remoto, ma non per questo meno tragici e devastanti.
Mi riferisco alla tratta dei Neri d’Africa, di cui si è sempre parlato pochissimo nonostante il numero di persone coinvolte fosse terrificante, si parla di 60 o forse 80 milioni di persone che sono state strappate dalle proprie vite, dalle case, dai parenti, dal loro continente, donne violentate, uomini carne da macello, trasportati come bestie nelle stive delle navi, in condizioni disumane, destinati, se non crepavano prima, a diventare schiavi, animali da lavoro, anche per 20 ore al giorno in terre straniere. Di questo massacro infame si sono macchiati praticamente tutti gli stati europei, è durato ben tre secoli, ha procurato sofferenze incredibili a quelle popolazioni, ha spogliato un intero continente delle sue energie migliori, perchè sapevano ben scegliere al mercato degli schiavi, prendendo i più forti e lasciando i più deboli, scompaginado un tessuto sociale che fino ad allora non aveva mai conosciuto alcun tipo di ferocia che potesse lontanamente somigliare a ciò, escludendo le zone costiere dell’est, dove gli arabi avevano fatto qualcosa di simile ma non in così grande stile.
La conseguenza della deportazione ha prodotto un impoverimento genetico nelle popolazioni e con il successivo sfruttamento coloniale ha contribuito in maniera decisiva a determinare il progressivo degrado e l’impoverimento socio-materiale dell’Africa fino ai nostri giorni, e non contenti continuano ancora a fomentare guerre e a sfruttare le risorse naturali di cui gli africani sono ricchi senza potersene minimamente giovare.
Tutt’ora ad un intero continente viene negato il diritto di sopravvivere, gli si nega cibo, pace, farmaci e soprattutto dignità.
Direi che è veramente troppo.
Non è mai stato fatto un riconoscimento corale di ciò, nè tanto meno un risarcimento materiale e questo credo che sia la cosa più temuta da tutti i paesi occidentali che hanno scelto l’oblio per non dover riparare.
Pensando a come vengono trattati quando vengono da noi, loro sempre gentili,accoglienti e pronti a fare un sorriso, loro mai risarciti, mai commemorati, anche loro vittime del razzismo ancora nel secolo scorso, in America nei ghetti, con l’apartheid in Sudafrica, mi domando come fanno a non odiarci…
Al loro posto, qualora incontrassi un bianco avrei voglia di sputare per terra… avrei voglia di spaccargli la faccia e anche di vederlo morto probabilmente.
Allora se gli individui sono tutti uguali e se la violenza e il genocidio non ha connotati razziali, anche la tragedia dei Neri è meritevole di memoria in questa stessa santa giornata e doveva esser parte integrante della condanna.
La morale della favola è sempre la stessa, se non hai voce non puoi parlare, i morti non sono tutti uguali, il sangue di qualcuno è più sacro di altri, quindi per me questa ricorrenza oltre che ipocrita è più razzista di quello che vuol condannare.

Pubblicato da Davide