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COME VOLETE CHE SI STIA QUI…MA LO SAPPIAMO SOLO NOI

FONTE: ALESSANDRO TAURO (BLOG)

Pubblico questa illuminante ed agghiacciante testimonianza su ciò che sta accadendo (e su ciò che molti tentano di ignorare) in quel luogo che è e che sarà a lungo l’inferno d’Italia: L’Aquila.

La gente mi chiede come sto. Come volete che stia? DI MERDA. Stiamo tutti di merda, 70.000 persone stanno di merda. Senza casa, senza la città, senza tessuto sociale, senza gli uffici. Molti di noi non rientreranno nella loro casa se non tra molti anni (me compresa), molti di noi non ci rientreranno più, perché la casa la hanno già perduta, o perché gliela stanno per abbattere. Tutti non rivedremo la città ricostruita prima di 7/8 anni, almeno. Le persone anziane rischiano di non rivederla mai più.

(Tra parentesi: non viene neanche data comunicazione ai proprietari che le case vengono abbattute, ci si aspetta che siano loro ad informarsi. Che so, una cosa tipo: “scusi, che per caso state per abbattermi la casa? ah no? allora che faccio, ripasso tra qualche giorno e magari me lo dite?“)

E intanto che facciamo? Chi può lavora, lavora 100 volte più di prima, lavora in condizioni disastrate e disperate. Anche perché tutti gli aspazi agibili in città sono stati occupati dalla Protezione Civile, obbligando altri operatori cruciali per la ripresa della città, come l’Università ad esempio, ad andare altrove. Una Protezione Civile che, con le parole del rettore Di Orio «ha una visione dell’occupazione degli spazi inquietante», parole su cui non posso essere più d’accordo (http://www.corriereuniv.it/2009/06/laquila-il-rettore-chiede-spazie-attacca-bertolaso-pigliatutto/, o anche http://www.campus.rieti.it/jw/news/attualita/644-laquila-di-orio-attacco-frontale-a-bertolaso-linquietante-occupazione-di-spazir.html).

Non tutti però riescono a lavorare, neanche in condizioni disastrate. E’ il caso dei dipendenti della Transcom, 360 persone poste in mobilità. La direzione generale spiega di non essere più in grado di pagare gli stipendi perché non più competitiva anche a causa del terremoto del 6 aprile, che ha reso inagibile la sua sede.

E’ il caso dei dipendenti della Technolabs – uno dei più importanti Centri di Ricerca e Sviluppo del centro-sud Italia a capitale esclusivamente italiano – 100 (su 160) dei quali hanno solo la prospettiva di 13 settimane di cassa integrazione a partire dall’inizio di agosto.

A fronte di questa drammatica situazione, qual è la risposta del governo per rilanciare l’economia? Ad esempio quella di richiedere ai residenti del 49 comuni del “cratere”, a partire da gennaio 2010, la restituzione dell’IRPEF non versata a seguito del terremoto, da effettuarsi al 100% in 24 rate. Per darvi un parametro di confronto, nei paesi colpiti dal terremoto dell’Umbria, l’Irpef non venne versata per 24 mesi, e viene restituita ADESSO, dopo dieci anni e più, al 40% e in 120 rate (situazione analoga si verificò per gli alluvionati in Piemonte).

Cosa passa invece dai mezzi di comunicazione “istituzionali”? Passa la voce di un Presidente del Consiglio che grida al miracolo per la costruzione di alloggi per circa 13.000 persone, quando allo stato attuale solo il 54% delle abitazioni fuori del centro storico è agibile. Se la stessa percentuale fosse valida anche per il centro storico i conti sono presto fatti: circa 35.000 sfollati (tralasciamo poi l’incresciosa situazione del centro storico di cui posso dare testimonianza diretta: del nostro futuro a tutt’oggi non sappiamo nulla, nulla di nulla al di là di poche parole del premier: «nel centro storico il tempo sarà contato non in mesi ma in anni»).

E basta. Questo è il suo miracolo. E ad agosto il premier vuole prendere casa all’Aquila per seguire i lavori di queste casette perché, parole sue, «l’occhio del padrone, come si dice, sappiamo cosa produce..» (padrone? Padrone? siamo noi i padroni della nostra città, caro premier).

Racconto queste cose, fuori dal “cratere” e la gente sembra non credermi. Abbiamo tutti la sensazione di essere stati abbandonati.

Ma anche qui, tranne in rare eccezioni, le informazioni sulla situazione dei terremotati continuano ad essere condivise solo dai terremotati stessi. E così continuiamo a parlarci addosso.E il resto d’Italia continua a non sapere niente.

E voi, che pensate di fare? Continuare a guardarci come poveri animali allo zoo, che forse stanno anche diventando un po’ noiosi a fare e dire sempre le stesse cose da tre mesi? Bè, temo proprio che la noia continuerà per qualche anno …

Laura Tarantino
Università dell’Aquila

Fonte: http://alessandrotauro.blogspot.com/
Link: http://alessandrotauro.blogspot.com/2009/07/come-volete-che-si-stia-qui-ma-lo.html
18.07.2009

Pubblicato da Davide

  • djsdong

    personalmente sapevo gia che le cose si sarebbero messe male. i manager, la classe politica, i media, i professori, i genitori e i giovani… grazie ai media oramai chiunque è incollato alla superficialità: dire bene senza agire. è una pena…
    a gia…per non parlare delle collette ai terremotati per la quale io non ho dato un solo centesimo. sapevo che sarebbe finita cosi perchè è la conclusione piu scontata che ci possa essere in questa merda di nazione disorganizzata, tecnologicamente arretrata e psicologicamente maniplata.

    probabilmente qualcuno in alto vuole portare gli aquilani alla disperazione con il conseguente abbandono della zona… chissà.
    una cosa è sicura: la parola dello stato vale quanto quella di un ubriaco.

  • francesco67

    Ma che cazzo volete?
    Non lo sapete che i soldi delle tasse vanno al signoraggio?
    Poi vi lamentate se non rimangono per lo stato sociale…

  • marcop

    Piu che al Signor Aggio vanno a persone ben conosciute, vedi rothschild, rockfeller & Co. … mica male!!! Diffondiamo tutti la buona novella dato che la stragrande maggioranza ignora ed una parte cospicua ce magna!!!! Sappiamo bene chi!!!

  • portoBF

    Purtroppo, ci è “capitato” un governo che chiamare VERGOGNOSO è un eufemismo, non che la cosidetta sinistra sia meglio, anzi, si approffittano della situazione per farsi pubblicità.
    BRsconi, non aveva promesso che le case sarebbero state abitabili per NOVEMBRE? Bugiardo più che mai!

  • duca

    Dovete uscire dalle tendopoli, tutti insieme 35.000 quanti siete, andare alla caserma della GdF, o dove sia Bertolaso, andare a prendere a casa il vostro Sindaco, la Pezzopane e mandare a cercare a casa sua Chiodi e fare come fecero al conclave di Viterbo, chiuderli in una casa senza tetto e senza acqua ne cibo finchè non molleranno l’osso.
    Dovete togliere la gestione della ricostruzione dalle mani della protezione civile: fondate una mutua cooperativa per la ricostruzione (il modello di Banca Etica potrebbe essere un buon punto di partenza, oppure le banche di credito cooperativo) che accetti le donazioni dai privati e fate da voi, non permettete al “padrone” di metterci becco, tanto ormai è chiaro che soldi non ne vedrete, e se ne vedrete sarà solo vendendo l’anima: il Comune, la Provincia e la Regione devono solo dire quali sono le aree dove non è possibile costruire per i vincoli idrogeologici. Riappropriatevi di ciò che è vostro, finchè rimarrete chiusi nelle tendopoli ad aspettare che dalla tavole di qualche potente di turno caschino le briciole non otterrete nulla. Fate da voi, a costo di fare una rivolta, fate da voi e poi presentate il conto a chi avrebbe dovuto fare e non ha fatto.

    Se non lo farete voi nessuno lo farà per voi, ma se voi comincerete, magari qualcuno verrà a darvi una mano.

    Suonerà retorico ma le parole del “Boss” si attagliano bene alla situazione.

    “Now with these hands/I pray Lord/with these hands/for the strength Lord/with these hands/for the faith Lord/with these hands/I pray Lord/with these hands/for the strength Lord/with these hands/for the faith Lord/with these hands/
    Come on rise up!
    Come on rise up!
    Rise up
    with these hands…”

  • illupodeicieli

    Credo che abbia ragione Duca, bisogna trovare il modo di prendere in mano la situazione. Il tempo scorre veloce e si viene presto dimenticati e dopo addirittura emarginati,messi via in un angolo o,come ha detto qualcuno, chiusi nelle riserve.Se la situazione economica fosse diversa e tanti ,come me ma sono in numerosa e nutrita compagnia, non fossero alla ricerca di lavoro e denaro, per come sono stato educato e formato culturalmente, sarei lì a darvi una mano e non sarei solo.Ma dare una mano non per seguire gli ordini della protezione civile, ma per farvi fare ciò che “dovete”.

  • alvit

    Tutto bene duca, ma hai scordato un piccolo “particolare”
    …andare alla caserma della GdF e ARMATEVI dopo si che staranno a sentire 🙂
    Si vede che abito in US ? 🙂

  • marimari

    perché non lo sai? Signor Aggio e Signor rockefeller sono la stessa persona come tutti quegli altri nomi citati e tanti altri ancora da noi non conosciuti

  • slump

    Non vorrei sembrar cinico ma un terremoto non è un pranzo di gala e aspettarsi che le istituzioni diventino per questo improvvisamente efficienti e incorrutibili è da sciocchi: il terremoto è una disgrazia che capita, va affrontata al meglio che si può senza lagnarsi troppo — tralaltro non mi pare che nessuno muoia di fame. A lamentarsi sempre e ad usare sempre i toni della tragedia si diventa noiosi — non c’è nulla da fare, è così. La gente non ti sopporta più se continui a lamentarti — e direi che ha ragione, poiché il fato/destino/Dio/ecc riserva continuamente avversità, a individui o collettività. E si rischia di dar ragione alla Lega quando dice che i meridionali sono lamentosi e piagnoni e si aspettano tutto dallo Stato. Inoltre, dare sempre addosso a mister B. anche per questa situazione è una delle cose più stupide che si possa fare — come aspettarsi che un cane cominci a discutere di etica.

    Personalmente ho vissuto un brutto terremoto (ca. 1000 morti) quando avevo 14 anni, ho perduto la casa ed ho vissuto tra tende, roulotte e baracche fino a 19: è stata un po’ dura ma è stato anche il periodo in cui ho imparato più cose nella mia vita — molte di più che all’università, dove sta la redattrice dell’articolo.

    Mi sembra che troppi siano diventati troppo fighetti.

  • AmonAmarth

    D’accordissimo, l’inizio della loro ricostruzione è non accettare l’ulteriore presa per il culo che si stanno sorbendo: media, promesse, politici… Accettata la miseria collettiva e persa la speranza di un “aiuto” di Stato l’autogestione dell’intera popolazione Aquilana è l’ovvia risposta. “Que Se Vayan Todos!!” dicevano in Argentina qualche anno fa. Ed ecco che l’idea di una società rinsaldata e cooperativa si fa più viva. Che leggano anche solo le prime pagine di “Shock Economy”, quelle che raccontano di New Orleans dopo Katrina, per ricordarci come sempre e ovunque la classe dei porci dirigenti riesca anche in questi casi a farne occasioni per mangiare dal trogolo! Tabula rasa, e via che tutto è possibile per i maiali! Ascoltate Aquilani, sul serio, analizzate la situazione in cui siete e pensate bene a una cosa: avete subito il 30, fate voi il 31! Espellete lo Stato da l’Aquila, la VOSTRA Aquila, cacciate quel branco di avvoltoi che tutto decidono e niente sanno, siate la scintilla per una nuova epoca italiana! Date inizio allo sconvolgimento!! Basta false risposte e promesse fasulle, nessuno ce le venga più a raccontare! Estirpate l’ipocrisia dalla vostra terra e ricostruitela sulla fratellanza, quella nasce sempre dalla difficoltà!

  • duca

    Una canzone credo siciliana recita “Ti lamenti? Di che ti lamenti? Pìgghia lu bastuni e tira fora li denti”… Siamo un popolo paziente, remissivo, un popolo bue… ma anche i buoi hanno le corna, e qui si sta facendo di tutto per far si che il bue le usi…

  • Biribissi

    Allora aquilani fate così..voi in 30.000 che non hanno nulla da perdere..perchè la casa non ce l’avete vivete in una tenda..attacate bertolaso, destituite il sindaco, il presidente della prvincia e regione, create un nuovo stato socialista e chiamatelo che so..L’aquilandia..ricostruite tutto voi..con le vostre mani, che lo sapete fare, nessuno deve speculare sulla vita delle persone,accidenti, e intanto noi..uffff..ci rilassiamo un po’..tutto questo scrivere a tastiera, gli occhi davanti al video poi..ti distruggono..
    che amarezza..e pensare che l’italia è stata culla di lotte sociali per 50 anni..che amarezza.

  • nuspy

    E’ brutto dirlo, ma lo Stato non è obbligato a fare NULLA nei confronti dei terremotati.. non è obbligato a ricostruirgli GRATIS e MEGLIO le case. Perchè quei signori non hanno fatto una assicurazione sulla casa, vivendo in zona sismica? E’ come se qualcuno facesse un incidente in macchina e chiedesse a papà Stato di ricomprargliela! Se i terremptati vogliono gratis la loro casa allora che aspettino fin quando lo Stato potrà e riuscirà (con i soldi nostri, ovviamente!)! Questo è già un regalo non dovuto. non mi sembra ci sia posto per le lamentele perchè altri stati si limitano ai primi soccorsi a qualche tendopoli e arrivederci!

  • duca

    Il problema in realtà è un po’ diverso: ho l’impressione (e sottolineo che è un’impressione) che la gestione dell’emergenza da parte della protezione civile, con l’instaurazione di un regime dittatoriale (in senso antico romano del termine), cioè una gestione in ampia deroga alle leggi vigenti e con sistemi di decisione praticamente monocratici, non serva ad altro che a “presidiare l’emergenza” a favore del business da far sviluppare agli affiliati del padrone, che infatti col suo occhio vigile vuole ingrassare i SUOI cavalli.
    Se la protezione civile se ne andasse e si portasse via le tende, ma anche tutti i faccendieri, probabilmente gli aquilani sarebbero ben felici di prendere la cazzuola in mano e ricostruirsi da sè le case, ma finchè rimangono al confino nelle tendopoli guardati a vista, o sul litorale, mentre un uomo solo al comando decide chi quando e come tira su le case coi soldi nostri, questo non sarà possibile.
    Più che protezione civile mi sembra che sia protezione DAL civile…

  • Galileo

    Questo governo non è vergognoso nè più nè meno di qualunque un’altro.

    Lo Stato non vuole fare nulla. L’Aquila, oggi come oggi, è una terra di conquista, come New Orleans dopo l’uragano Katrina.

    Ai quei 4 gatti che si fregarono le mani quando venne giù l’Aquila, ora se già i giochi non son fatti, si stanno dividendo commesse, ricostruzione, terreni…occhio, speriamo che non ci facciano anche qualche esperimento…la gente viene volutamente dimenticata, sono un problema lungo il cammino della ricostruzione.

    Quindi: gli abruzzesi devono alzare il culo (mi dispiace dovermi esprimere così), iniziare la ricostruzione come sia, e se vogliono in 35.000 andare a mangiare a casa di bertolaso: che lo facciano. Che diano un esempio.

    Slum, vediamo se ci azzecco, hai vissuto il terremoto del Friuli, lo stesso che ho vissuto io.

  • Biribissi

    NO..no..assicurazione sulla casa???beh..se papà stato si fosse preso la briga di fare qualcosa nei 6-7 mesi precedenti il sisma evitando forse non i crolli..ma almeno i morti..che dici??secondo di poi, se 35.000 persone sono all’addiaccio quest’inverno è solo colpa del fatto che non sono assicurati?allora ti chiedo vuoi un modello americano dove se non sei assicurato non ti curano..anche se sei un minore o un anziano o un malato di una x malattia, che non si può permette un assicurazione??io credo che l’assistenzialismo sia la disfatta ad es. del Mezzogiorno, dove c’è da mangiare c’è sempre chi ingrassa e chi rimane a secco!
    Io credo che in questo caso chi ingrassa sono i nuovi “forestieri” costruttori scesi all’Aquila..chi rimane a secco sono gli Aquilani che devono aspettare la pappa scodellata fermi nelle tende/lager..io non credo che non esistano all’Aquila Imprese edili da finanziare (a mio parere) per dare sia lavoro che una casa ai propri concittadini e credo che gli aquilani come chiunque altro si trovasse in una situazione del genere, vogliano ricominciare a vivere!!
    Tornando al discorso dell’assicurazione sulla casa, penso sia più giusto pensare a case antisismiche in zone sismiche, più che case con tondini lisci e sabbia di mare ma assicurate..

  • djsdong

    mi è appena arrivato questo bellissimo libro. ecco chi governa e decide, in questo ca**o di mondo

    http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-club-bilderberg.php?id_wish=56147