COM'E' VIVERE IN MEZZO AL DEFAULT DI UNA NAZIONE - UNA STORIA ARGENTINA

COM'E' VIVERE IN MEZZO AL DEFAULT DI UNA NAZIONE - UNA STORIA ARGENTINA

DI SIMON BLACK

sovereignman.com



(...) L’argentino Marco ci racconta la sua storia:


il 1° dicembre 2001 l’economia argentina aveva grossi problemi. La disoccupazione era alta, il debito era alto, la recessione si era fatta vedere per bene. Ma la vita era ancora “normale” in qualche modo.


I servizi di base funzionavano sempre, e nessuno si stava davvero preoccupando per … il cibo. O l’acqua. Poi tutto cambiò. Letteralmente in un giorno.


Il 2 dicembre il nostro governo in bancarotta impose misure che essenzialmente congelarono tutti i conti bancari. Potete immaginare, un giorno hai accesso ai tuoi soldi e il giorno dopo sei completamente tagliato fuori.

Nel giro di pochi giorni la gente era per strada a battersi con la polizia. Poco dopo il governo dichiarò bancarotta sul suo debito e la valuta prese a perdere valore, in caduta libera.

Io ero a fare un post laurea a Boston in quei giorni. Come straniero negli Stati Uniti non ero realmente possibilitato a lavorare e così campavo coi pochi soldi dei miei risparmi.

Ma con quello che successe passai, dalla sera alla mattina, dall’essere capace di pagare l’affitto e mangiare all’essere completamente senza un soldo. Non avevo niente.

Ma quando parlai con la mia famiglia in argentina mi resi subito conto quanto persino peggio era per loro.

Tutto divenne scarso. L’elettricità andava e veniva. Persino il cibo negli scaffali dei supermercati era poco. Avevi da mangiare solo quello che avevi a casa.

Nel giro di poco tempo il cibo divenne merce di scambio. In pochi giorni la gente era passata dalla fiducia nella propria moneta al completo disincanto.

Nessuno accettava più i soldi di carta, specie per cose di valore come il cibo… o se lo facevano volevano almeno il doppio o il triplo del prezzo normale. In mezzo a tutto questo sorridersi di eventi presi l’aereo per tornare dalla mia famiglia.
Mio padre mi chiamò e disse che aveva trasformato i suoi risparmi di una vita in dollari USA e li aveva messi in una cassetta di sicurezza in banca. Aveva bisogno del mio aiuto per riuscire a riprenderseli.

Quando arrivammo alla banca c’erano migliaja di persone in rivolta per le strade. La polizia era in tenuta antisommossa. C’era talmente tanta tensione nell’aria che dovemmo corrompere qualcuno per riuscire ad entrare in banca.

Per fortuna riuscimmo ad arrivare ad avere accesso alla cassetta di sicurezza. Ma… dovemmo camminare per 3-4 isolati per arrivare all’auto. Eravamo mezzi in panico e mezzi pompati di adrenalina mentre ci facevamo largo in mezzo alla folla imbestialita coi risparmi di una vita di mio babbo infilati nelle tasche dei pantaloni.

Ripensandoci, fu folle. Ma all’epoca era il solo modo. Poi venne la parte veramente difficile. Portarli fuori dal paese.

Avevamo amici che avrebbero potuto usare delle barchette a remi per portarli nel confinante Uruguay .. ma il rischio era troppo alto.
All’epoca il solo modo per portare fuori dal paese soldi era comprare degli ADR (compagnie pubbliche argentine quotate al New York Stock Exchange). E la ragione per cui potevamo farlo era che avevamo i contatti giusti.

Ma ci ammazzarono con le tariffe. La commissione da sola era di un 20% e poi, ovviamente, gli stocks che comprammo crollarono.

Così mio babbo perse una metà buona dei suoi risparmi di una vita cercando di portarli fuori dal paese nel momento sbagliato.

La cosa divertente fu la successiva citazione in giudizio contro il governo. Avevano distrutto i risparmi della gente e avevano messo le mani anche sulle pensioni.

Il governo fece trascinare il processo per anni, quasi una decade (he, beati loro che gli sembra tanto un decade.. noi, in Italia… NdEr). Probabilmente speravano di farlo durare tanto da far morire tutti i querelanti di vecchiaja.

Alla fine vincemmo il processo, insieme a migliaja di altri, ma il giudice “sospese la sentenza” e quindi nessun rimborso.

E ci sarebbero così tante altre storie da raccontare su quel periodo… per fortuna ora riesco a riderne, ma all’epoca…. Il meno che posso dire è che eravamo disperati. Senza speranza. La vita diventa davvero un inferno il giorno che non sai se riuscirai a mettere insieme un pranzo o una cena il girono dopo. Non si possono prendere buone decisioni in momenti simili. Tutto diventa solo una questione di sopravvivenza.

Ovviamente all’epoca continuavamo a dirci “ma come abbiamo fatto a non vedere cosa stava succedendo? Perché non ci siamo mossi per tempo?!”

Se solo avessimo spostato almeno una parte dei soldi all’estero prima, o fatto qualcosa per organizzarci la pensione in qualche modo differente… come dice il vecchio detto “meglio essere un anno o dieci in anticipo che un giorno in ritardo”.

Non sottovalutate mai la rapidità con cui possono cambiare le cose.




Versione originale:

Fonte: www.sovereignman.com

Link: http://www.sovereignman.com/trends/this-is-what-crisis-feels-like-a-personal-story-12018/

12.06.2013

Versione italiana:

Fonte: http://argentofisico.blogspot.it

Link: http://argentofisico.blogspot.it/2013/06/black-come-vivere-in-mezzo-al-default.html

13.06.2013

Commenti (27)

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    1. Georgejefferson 17 giugno 2013

      A proposito,oltre ai prezzi in argentina "schizzati",perche non citi la dinamica media del potere d'aquisto,insieme al tasso di disoccupazione?Non significa tutto bello,ma per onesta intellettuale dovresti citare quei dati,e le fonti,piu fonti possibilmente.Per il resto le tragedie umane,gia succedono,con l'euro.

    1. Black_Jack 17 giugno 2013

      Ma ti riferivi al "bolscevichismo" di quella utente tanto strana?


      Ma quella non è grammatica è menefreghismo superficiale da piccola borghesia della minchia, quella delle signore che si interessano di esoterismo, vanno dall'astrologo, dall'erborista etc etc


      Pattume della storia che mi auguro sarà spazzato via dai nuovi travolgenti eventi che TU prospetti.


      Io ci credo poco.

    1. Black_Jack 17 giugno 2013

      Alla grammatica? Mi stai dicendo che scrivo sgrammaticato? :D


      Inoltre non ci siamo capiti proprio; nessuno dice che sarà una passeggiata ma tra i sostenitori dell'uscita dall'euro nessuno dice che sarà un massacro.


      Invece sarà un massacro anche se FORSE NECESSARIO. Magari sarà un piccolo massacro se sarà gestito in un certo modo ma allora sarà del tutto inutile per le classi meno abbienti.


      Non ne vedremo delle belle ma delle brutte George e questo perché la gente non capisce più niente della situazione politica e questo stato di inconsapevolezza animalesca è ormai irreversibile.


      Cioè, t che stai attento alla grammatica...non è che hai capito che io sono a favore dell'euro, vero? Ti dico solo che Barancaccio, Stiglitz, James Galbraith, Giulio Sapelli (e altri) dicono che sarà n massacro. Li ritieni venduti? O magari sgrammaticati?

    1. Georgejefferson 17 giugno 2013

      Trovami un professionista serio che dichiara che uscire dall'euro sara una passeggiata e il paradiso in terra,al di la dei ragazzini di you tube.Se non lo trovi,vai pure da loro a dibattere(i ragazzini di you tube)che di terrorismo psicologico pro euro ne abbiamo gia tanto dal main stream.Poi tranquillo,black jack,oltre alla grammatica profondamente importante per intendersi,attento agli eventi,e all'euro,ne vedrai delle belle.

    1. Black_Jack 17 giugno 2013

      Qui c'è un equivoco a proposito dell'esplosione di criminalità, e mi riferisco a GeorgeJefferson e tanti altri che sembrano non capire.


      L'Argentina probabilmente non aveva scelta, ma con il corralito i poveri e le classi medio basse si sono bruciati le penne di brutto. I ricchi invece stanno bene come prima.


      (Adesso i poveri hanno qualche soldo in più e non muoiono di fame come prima, è vero, ma i prezzi sono schizzati verso l'alto e le differenze di classe aumentate).


      Già Buenos Aires è una città da naso di per sé ma con il corralito la criminalità ha avuto un'impennata impressionante. Si era diffusa una forma anomala di sequestro di persona che si chiamava "secuestro express", come potete leggere in questo articolo del 2002.


      http://www.belt.es/noticias/2002/02_julio/22_26/24_secuestros.htm


      Gente ammazzata nel garage? Ma scusate, succede da noi che ammazzano e torturano nelle ville e pensate che non possa succedere in sudamerica, per di più in n periodo di crisi grave?


      Quindi mettetevi bene in testa, mi riferisco ai sostenitori dell'uscita dall'euro, che abbandonare la moneta unica E' ANCHE UN'IDEA SENSATA, MAGARI OTTIMA MA..."keep in mind" che sarà un massacro spaventoso per le classi basse e quelle medie; che almeno per un certo periodo la criminalità diventerà una piaga disastrosa.


      In Sudafrica durante la crisi (seconda metà anni '90 e prima metà dei 2000) le signore DOVEVANO andare tutte (tutte) a comprare il latte per i bambini con le Smith&Wesson 375 Magnum a canna lunga caricate a dum dum.


      E' vero che restare nell'euro rischia di essere peggio ma quello che l'italiota non vuole capire per atavica pigrizia e ignavia, è che comunqe sia ci sarà da lottare e da soffrire; da impegnarsi, da informarsi, da resistere, da perdere ricchezza personale in cambio di benessere per tutti...


      Io gli italiani non li vedo tanto pronti e meno "aware" sono più scomposta sarà la reazione.

    1. vraie 17 giugno 2013

      i sicari sono stati e saranno sempre puntuali, è una loro virtù;
      noi VITTIME speriamo di arrivare in tempo almeno una volta
      (.....prima o poi)

    1. Georgejefferson 17 giugno 2013

      legare il pesos al dollaro non centra nulla,naturalmente.Bastava solo portare i risparmi all'estero,magari accompagnati da una bella pensioncina privata.Conclusione...uscire dall'euro equivale ad avere sicari giu al garage ad attenderci per rubare e uccidere.Lo dicevano a canale 5,non a torto e'?

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